Siamo rammaricati che si parli di Cinema a Bologna per l’ennesimo fatto di cronaca nera riportato dai giornali in cui è coinvolto Alessandro Morandi, l’ex gestore del Cinema Capitol ed attuale gestore del Chaplin e del Fossolo.

Da molto tempo, come sindacati e come CGIL, abbiamo posto alla Città, amministratori ed opinione pubblica, il problema di come contrastare l’illegalità contrattuale nel settore dello spettacolo. Non casualmente il 27 marzo scorso abbiamo tenuto una pubblica assemblea proprio sull’argomento, invitando anche gli assessori alla cultura ed alla legalità del territorio.

Il caso dei cinema gestiti dal Morandi (Capitol, Chaplin, Fossolo) è emblematico, per la quantità e la reiterazione dei comportamenti irregolari (come il mancato pagamento per periodi lunghi di tempo) nei confronti dei lavoratori, alcuni già risolti in sede legale e stragiudiziale, altri ancora pendenti, come per tre lavoratori licenziati dal Capitol.

Ma riepiloghiamo gli ultimi fatti per come sono rappresentati sulla stampa:
un lavoratore denuncia di essere stato aggredito con pugni e calci (anche dopo essere caduto a terra) da Morandi, solo perché aveva rivendicato il mancato pagamento di numerose mensilità del suo stipendio. Morandi dal canto suo minaccia controquerele, dichiarando, anche tramite l’affissione di manifesti nel cinema, che il lavoratore in questione ha simulato l’aggressione.

Abbiamo fiducia che la magistratura riuscirà a chiarire come sono andati i fatti.

La nostra memoria può aiutare a chiarire il contesto: nel febbraio 2016, dopo numerosi tentativi di ripristinare la legalità contrattuale per altre vie, abbiamo fatto un presidio sindacale unitario davanti al Capitol, che denunciava la pratica sistematica del mancato pagamento di stipendi e di altre irregolarità contrattuali.

Il Morandi tentò con inutile protervia di farci desistere dalla protesta e riuscì a coinvolgere uno dei suoi dipendenti, guarda caso proprio quel dipendente che secondo i giornali avrebbe ferocemente picchiato qualche giorno fa. Questo lavoratore addirittura uscì fuori dal Cinema con dei manifesti scritti col pennarello che dicevano deliranti frasi del tipo: “non credete ai sindacati, i l lavoratori del Capitol sono stati tutti pagati” oppure ” i lavoratori del Capitol sono felici”!!

Ironia del destino.

Mi ricordo anche che gli dicemmo che sbagliava a farsi manipolare cosi perché prima o poi avrebbero truffato anche lui: fummo facili profeti.

Se ora ha trovato finalmente il coraggio di ribellarsi, vada però sino in fondo, rompa il muro di omertà e ci aiuti a far luce sul clima intimidatorio che altri lavoratori hanno già trovato il coraggio di denunciare.

Antonio Rossa

SLC CGIL Bologna

La nostra nota sui quotidiani del primo maggio 2018:

Chaplin 1

Chaplin2