Assemblea dei dipendenti dell’Ispettorato del lavoro, la protesta prosegue

Prosegue a Bologna, davanti alla sede di viale Masini, la protesta dei dipendenti dell’Ispettorato del Lavoro che anche stamattina – seguendo un calendario di manifestazioni a scacchiera, a giorni alterni –  si sono riuniti in assemblea esterna per mezz’ora con volantinaggio al pubblico.

La lotta degli ispettori era iniziata il 26 ottobre, in tutta Italia e contemporaneamente, con l’avvallo di varie sigle sindacali. La scintilla che ha fatto scattare le mobilitazioni è stato il taglio retroattivo delle risorse (FUA), destinato a finanziare produttività, progetti e lavoro già svolti dal 2015 ad oggi. Anche se, bisogna dirlo, questi lavoratori erano già abbastanza motivati a manifestare, a causa di svariati motivi di disagio che si trascinano da tempo. Alla storica mancanza di mezzi, ai problemi di sicurezza per il lavoro esterno e nelle aziende, all’assenza di formazione, ai carichi e alla complessità del lavoro, si è aggiunta ad inizio 2017 una riforma caduta totalmente dall’alto, e che a costo zero ha diviso i lavoratori in tre enti pur lasciandoli negli stessi luoghi di lavoro, solo con ulteriori difficoltà organizzative da risolvere.

Gli Ispettori del lavoro di Bologna, in particolare, stanno svolgendo una lotta durissima, e sono tra quelli in Italia che stanno dando maggiore continuità e visibilità a questa lotta: al blocco degli straordinari, al non usare mezzi propri per andare in aziende, e al non firmare le schede obiettivo, hanno aggiunto nei giorni scorsi i due presidi davanti alla Prefettura, e il calendario di assemblee a scacchiera. Confermata anche quella di venerdì 22 dicembre.

Ma la lotta paga perchè è proprio di poco fa la notizia che, grazie a queste proteste, parte delle risorse Fua saranno ripristinate (5.300.000 euro sui 7.000.000 di tagli previsti) e che sono stanziate anche le somme per attivare le progressioni economiche, ferme da dieci anni. Restano ancora tantissime criticità: e gli ispettori sono convinti, e ce l’hanno già comunicato, di continuare con la lotta e le mobilitazioni finché non saranno risolte. E la Funzione Pubblica CGIL, ovviamente, sarà al loro fianco.