Da alcune settimane stiamo assistendo un gruppo di lavoratori con contratto collettivo nazionale (ccnl) logistica che a fine mese, ovvero tra due giorni, sono in scadenza d’appalto. A oggi l’azienda subentrante non ha risposto a una nostra richiesta di incontro, così come previsto dal ccnl di riferimento. Da una telefonata ricevuta oggi, anzi, si dichiara apertamente l’indisponibilità ad incontrare l’organizzazione sindacale entro i termini di legge che scadrebbero il 30 novembre (dopodomani!), e al massimo a valutare l’assunzione di due persone sul totale degli 11 lavoratori che oggi sono impiegati nell’appalto.

Da tempo consideriamo la situazione degli appalti in sanità una assoluta priorità sia per la quantità di soldi pubblici che viene erogata per i vari servizi e forniture, sia per la delicatezza del servizio erogato; qui parliamo di 11 lavoratori…

My Log è l’azienda uscente dall’appalto, che si occupa di manutenzione e sanificazione degli ausili per disabili all’ospedale Maggiore di Bologna, ma a parte due lavoratori diretti questa azienda aveva subappaltato ad altre due cooperative gran parte del lavoro.

Si tratta di un appalto che coinvolge Imola, Ferrara, nonché Ausl di Bologna….Il bando di gara, privo completamente di tutele per i lavoratori, bandito dall’Ausl di Ferrara, non prevede ne’ clausola sociale ne’ garanzia di applicazione del ccnl; alla faccia dei tanti protocolli siglati sul territorio con le parti sociali, a garanzia della legalità nel mondo del lavoro, e della legge regionale sugli appalti.

Riteniamo dunque inaccettabile la situazione che si è venuta a creare; non è minimamente pensabile che lavoratori che prestano da anni la loro attività all’interno del mondo della sanità (prima voce di spesa del bilancio della nostra Regione) non vengano confermati dalla ditta che ha vinto l’appalto a parità di condizioni secondo “regolare applicazione del ccnl di riferimento “. A tal proposito, da un primo controllo delle buste paga dei lavoratori, risulta che quantomeno una parte di queste persone è stata privata nell’ultimo anno di tredicesima e quattordicesima: una delle due cooperative in subappalto ha motivato queste gravi mancanze avendo dichiarato lo stato di crisi che – in quanto cooperativa – è stato votato da una parte dei soci lavoratori…Insomma il solito medioevo del mondo della logistica, anche, nel mondo della sanità…

Ovviamente consideriamo responsabile di questa situazione il committente pubblico, al quale ci rivolgeremo per la tutela dei lavoratori che assisteremo fino in fondo.

Mobiliteremo i lavoratori e richiameremo l’Ausl al proprio ruolo di garante della regolarità dei lavoratori in appalto, sia per la continuità occupazionale, sia per il rispetto dei diritti contrattuali degli stessi.

Sonia Sovilla Cgil CDLM Bologna

Isabella Crea Filt Cgil Bologna