…Ci mancava il “bus dell’odio”!

Alcune ormai tristemente note associazioni di integralisti cattolici hanno annunciato che un autobus arancione girerà l’Italia portando l’ennesimo messaggio violento e discriminatorio, sotto la maschera di un’apparente ovvietà: “I bambini sono maschi e le bambine sono femmine. La natura non si sceglie”. E’ evidente propaganda ad un modello sociale stereotipato in cui “maschi” e “femmine” sono gli unici legittimi detentori di identità riconosciute, con rispettivi ruoli definiti, immutabili e gerarchici, perché “naturali”. Niente può esistere fuori da un rigido binarismo di genere, le differenze vanno annullate.
Questa, è noto, costituisce la radice di ogni fascismo.

Lo stesso autobus arancione sta girando diversi paesi europei e americani, fra le proteste della cittadinanza e i divieti delle autorità. Ciò dimostra che si tratta di un progetto ben organizzato a livello internazionale. Si attaccano i diritti all’autodeterminazione di genere, alla libertà delle donne, all’accoglienza per le migranti e i migranti. Ma in Italia si attacca soprattutto la scuola pubblica statale (non a caso il bus porta anche la scritta “#StopGender nelle scuole”) perché la scuola è un motore del cambiamento sociale, perché da lì parte la costruzione di una società laica e plurale, fondata sul rispetto.

La scuola pubblica, laica, e inclusiva e – in particolare – il principio costituzionale della libertà dell’insegnamento sono strumento dell’interesse generale, perché garantiscono, attraverso il pluralismo delle idee, relazioni aperte e democratiche, piena formazione degli alunni, consapevolezza, pensiero critico, capacità di scelta e di partecipazione alla vita del Paese. Una campagna di aggressione intollerante, sottesa a individuare nella scuola un servizio a domanda individuale e non un progetto educativo e culturale rivolto all’intera comunità in tutte le sue componenti, fondata su pregiudizi che non hanno alcuno scopo se non quello di sollecitare pulsioni irrazionali e di indicare capri espiatori, distogliendo l’opinione dalle reali priorità di un Paese in declino, non può che essere respinta radicalmente da chi creda nella scuola della Repubblica e – prima ancora – nella Repubblica e nei suoi principi fondativi.

Siamo davanti all’ennesimo episodio di una campagna di odio che nel territorio bolognese va avanti da tempo. Prima le intimidazioni alle scuole dell’area Reno-Galliera, poi la schedatura di tutte le scuole della provincia in base al livello di adesione alla “teoria gender” e ora il “bus dell’odio” che vorrebbe passare per le strade della nostra città. Da allora ci battiamo insieme per una società aperta, plurale e antifascista e continueremo a farlo.

Per questo, chiediamo ai sindaci e alle istituzioni di tutta la provincia di Bologna di assumere da subito una presa di posizione precisa e inequivocabile: non deve esserci spazio per chi esclude, discrimina, diffama.
Chiediamo che le Istituzioni tutelino la libertà di insegnamento e l’autonomia delle scuole e impediscano ogni provocazione davanti alle sedi scolastiche.

Invitiamo tutte e tutti a vigilare mercoledì 27 settembre e a rispondere all’odio con l’ironia. Ad una visione escludente, rispondiamo con i nostri corpi, con la nostra visione del mondo inclusiva e colorata.

AGeDO Bologna
ANPI provinciale Bologna

Arci Bologna
Associazione Orlando
CGIL Bologna
CGIL Emilia Romagna
Circo Arci RitmoLento
Collettivo Cseno – Rete della Conoscenza
Comitato Bolognese Scuola e Costituzione
Comitato Lip Bologna
Falling Book associazione culturale
Fiom CGIL Bologna
Indie pride Bologna
Libertà e giustizia Circolo di Bologna
Flc Emilia Romagna
Flc Bologna
Fiom CGIL Emilia Romagna
Link Bologna Studenti Indipendenti – Rete della Conoscenza
Rete della conoscenza – Link Bologna
UAAR circolo di Bologna (Unione Atei Agnostici e Razionalisti)

Con l’adesione di Coalizione civica per Bologna