Rispetto al dibattito in merito al contributo comunale alle Materne paritarie, e ai nidi privati, CGIL CISL UIL ritengono opportuno esplicitare unitariamente il seguente posizionamento:

  • Da tempo è necessario rilanciare la questione dei contributi statali al finanziamento dello 0/6; siamo da sempre per mantenere in capo al pubblico la risposta all’intera domanda, adeguando l’offerta all’andamento demografico a alla reale domanda delle famiglie nei quartieri di residenza;
  • Il sistema bolognese, fortemente integrato ed equilibrato a differenza di altri territori, a maggior ragione in attesa di una risposta dallo Stato deve trovare subito una soluzione per il problema delle liste d’attesa; in una fase di lenta ripresa economica non è pensabile che, in mancanza di un posto al nido e la materna, le famiglie siano costrette a privarsi del lavoro che già hanno o a rinuciare a cercarlo, perchè l’A.C non offre nessun tipo di risposta; come si è lavorato per smaltire le liste d’attesa in sanità, bisogna smaltire le liste d’attesa anche nei nidi e nelle materne sapendo che, non da oggi, anche nelle offerte non pubbliche ci sono centinaia e centinaia di lavoratori e lavoratrici che vanno tutelati e che devono entrare nel nostro ragionamento complessivo ( a meno che qualcuno non teorizzi l’idea che sono tutti assumibili dal sistema pubblico senza concorso!)
    oggi l’entrata nei nidi non è legata ad una situazione equa sul territorio; a seconda del reddito medio del quartiere, si può entrare con la stessa ISEE nel nido comunale o no e, conseguentemente, pagare rette molto diverse. Per questo c’è bisogno di fare un ragionamento più complessivo sull’intero sistema che, oltre ad aumentare i posti nei quartieri di maggior domanda, costruisca davvero un sistema per cui chi più ha, più paga (anche mettendo mano, se necessario, anche al sistema delle tariffe).

    CGIL CISL UIL
    Sovilla Schincaglia Roncarelli