Ieri, 20 aprile 2017, in Prefettura si è svolto svolto un tentativo di conciliazione promosso dalla Fp-Cgil di Bologna in merito all’appalto della mediazione culturale di Asp Città di Bologna. Si tratta di un lotto del valore complessivo di circa 100.000 euro annuali, sul quale negli ultimi anni hanno lavorato due piccole società del privato sociale, Senlima e Amiss, con 7 dipendenti e alcune decine di collaboratori occasionali.
A febbraio il bando, a seguito di regolare procedura, viene assegnato alla cooperativa biellese Eurostreet, specializzata in traduzioni. A seguito della segnalazione dei lavoratori, il sindacato ha richiesto alle imprese di dare corso alle procedure per il passaggio almeno del personale dipendente, come indicato dalla normativa vigente. Ma “Eurostreet – afferma la Fp-Cgil – ha rifiutato in tutte le sedi di assumere il personale, ribadendo che non lo ritiene necessario e che è disponibile a valutare una collaborazione con partita IVA”.
Per la Fp-Cgil si tratta di affermazioni gravi, che peggiorano ulteriormente la situazione di lavoratori estremamente precari, in un contesto in cui già la società precedente impiegava molti mediatori con collaborazioni occasionali – sia pure per poche ore l’anno – a fronte di 7 assunti, gli unici per i quali si può chiedere formalmente il rispetto delle clausole sociali.

Altrettanto poco condivisibile è la posizione di Asp, che nonostante abbia inserito nel bando un paragrafo sulle clausole sociali e sui diritti dei lavoratori nei cambi d’appalto, ha dichiarato in Prefettura che Eurostreet ha ottemperato tutte le previsioni del capitolato.

Chiederemo al Comune, a cui fa capo Asp, di essere convocati al più presto per verificare la possibilità di una soluzione che tuteli i lavoratori.

Fp-Cgil Bologna

Simone Raffaelli