Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, ad ormai quasi una anno di distanza dalla proclamazione dello stato di agitazione del marzo 2016, nonostante i confronti serrati con le aziende del gruppo Elior si trovano costrette a ribadire le stesse criticità ed a promuovere nuove iniziative di protesta con le lavoratrici ed i lavoratori di Elior e Gemeaz.
I continui errori nei cedolini paga, che determinano errate retribuzioni riguardo alle ore prestate in straordinario, alle tredicesime e alle quattordicesime mensilità, l’ammanco di giorni di ferie e di ore di permessi mai goduti, l’errata corresponsione delle spettanze corrispondenti agli scatti di anzianità, sono solo alcuni degli esempi che di mese in mese costringono i lavoratori ad una meticoloso controllo dei cedolini e a continue richieste di recupero crediti.
Ad aggravare la situazione, la scelta del gruppo Elior – revocata alla fine del 2016 ed ora in presunta fase di normalizzazione – di retribuire tutti gli elementi variabili della retribuzione (gli straordinari, la malattia…) a distanza di due mesi rispetto al mese di competenza.
Nonostante la disponibilità delle due aziende a condividere tempi e metodi per la segnalazione degli errori, gli stessi non venivano sempre corretti attraverso il cedolino successivo, o talvolta venivano corretti solo parzialmente, con un effetto trascinamento che sommava gli errori precedenti alle correzioni parziali e agli errori successivi. Non sono rari i casi di lavoratori che hanno dovuto produrre richieste di recupero crediti consecutivamente per molti mesi, con operazioni di conteggio che diventavano via via sempre più complesse.
Sebbene il Gruppo Elior, che non si è mai sottratto al confronto, abbia siglato sul punto con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil territoriali l’accordo del 27/07/2016, e con le medesime organizzazioni a livello nazionale un accordo il 18 Ottobre 2016, non ci sono stati miglioramenti sensibili, e le lavoratrici ed i lavoratori che hanno pazientemente atteso per oltre un anno che la situazione tornasse alla normalità, oggi decidono di riproporre la
denuncia sullo stato dell’arte.
A determinare la conferma dello stato di agitazione, unitamente agli errori rilevati anche nell’ultima busta paga, c’è la piena consapevolezza che il confronto serrato su questo tema, oltre a non aver trovato soluzioni, ha pesantemente compromesso la necessità di discutere di altri temi, quali l’organizzazione del lavoro, la qualità dei servizi offerti, la
costrizione degli organici, nonché le condizioni legate alla tutela della salute e della sicurezza, generando la frustrazione di chi, pur lavorando con diligenza quotidianamente, versa in condizioni di difficoltà, con una qualità del servizio offerto discutibile e con una retribuzione incerta.
La scelta di riproporre la protesta, a partire dal blocco delle prestazioni effettuate in straordinario, non è soltanto la legittima rivendicazione dei propri diritti, ma la forte denuncia della preoccupazione di questi lavoratori, che guardano con ansia al futuro di un settore che rischia di essere indebolito non solo dalla crisi, ma anche dalle criticità gestionali che non garantiscono un servizio coerente con lo sforzo profuso. Anche in questo caso, la lotta a tutela dei diritti dei lavoratori è pienamente coerente con la necessità di tutelare le utenze sensibili, come quelle della refezione scolastica e sanitaria.

Filcams-Cgil
Gaia Stanzani
Vincenzo Mauriello
Fisascat-Cisl
Silvia Pergola
Uiltucs-Uil
Aldo Giammella
Federica Maccono

Bologna, 14 Febbraio 2017