Nella giornata di ieri, 1 febbraio 2017, si è riunito in Città Metropolitana il Tavolo di salvaguardia sulla situazione dell’Albergo residenziale Sassocardo di Alto Reno Terme.
La vicenda della struttura – che attualmente ospita una ventina (23 è stato detto ieri) di anziani con diversi gradi di autosufficienza, e dà lavoro a 20 operatori dipendenti di una cooperativa -, si è caricata di un ulteriore grave passaggio: il fallimento della Sassocardo ARS s.r.l, la società che detiene la proprietà dell’immobile.

Le parole del curatore fallimentare hanno lasciato pochi dubbi rispetto alla gravità della situazione.
Si tratta purtroppo di scenari prevedibili, visti i trascorsi degli ulitmi anni. Vogliamo ricordare che sia la Funzione Pubblica Cgil di Bologna che la CGIL della Zona Montagna sono stati coinvolti dalle vicende gestionali dell’Albergo Sassocardo già da tempo: ad esempio, da tempo abbiamo denunciato passaggi di gestione da una società all’altra senza che venisse seguito l’iter previsto dalla normativa. Questo ha prodotto impugnative di licenziamenti e una denuncia di comportamento antisindacale  nei confronti della Albergo Sassocardo Società Cooperativa (la cooperativa che gestisce il servizio per conto della Sassocardo Ars s.r.l.) vinto in giudizio dalla Fp Cgil.

La situazione debitoria della Sassocardo Ars s.r.l è importante, e questo potrebbe comportare in tempi brevi la cessazione dell’attività  con il conseguente trasferimento degli ospiti presso altre strutture e il rischio di licenziamento da parte della cooperativa di chi presta servizio nella struttura, ovvero 20 lavoratrici. Una ulteriore perdita di occupazione in una area che negli ultimi anni è già stata duramente provata da crisi aziendali.

L’Amministrazione di Alto Reno Terme si è impegnata – su richiesta della parte sindacale – a verificare se  attraverso il mondo associativo, cooperativo e imprenditoriale impegnato ad Alto Reno Terme ci siano soggetti interessati a rilanciare la struttura.  In questo caso si potrebbe scongiurare il rischio immediato di cessazione dell’attività, e procedere con l’esercizio provvisorio. In questo caso, secondo il sindacato, sarebbe più semplice provare a salvaguardare almeno una parte dei posti di lavoro. In caso contrario, il rischio del licenziamento è uno scenario purtroppo realistico e non lontano nel tempo.

Entro una quindicina di giorni avremo le risposte rispetto agli impegni presi dall’Amministrazione:  sapremo se ci potranno essere dei riflessi positivi su questa vicenda, in cui gli unici a perdere sono i lavoratori e gli ospiti della struttura.

Simone Raffaelli

Fp-Cgil Bologna