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E’ di “profonda insoddisfazione” la reazione di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Fisascat-Cisl Bologna al termine dell’incontro di questa mattina, 25 ottobre 2016, con il gruppo Sollievo (cooperative Sollievo, Public Sollievo e Private Sollievo) che nel territorio bolognese si occupano in particolare di assistenza agli anziani. Secondo i sindacati non si sono fatti significativi passi in avanti, visto che permangono distanze importanti sull’applicazione del contratto.

Rimangono nodi estremamente problematici come il rifiuto di Sollievo di pagare ai lavoratori i primi tre giorni di malattia e la decisione di posticipare al 30 il giorno di paga degli stipendi, al contrario di quanto dice il CCNL, che indica come giorno limite il 20 del mese successivo a quello della prestazione.
Tra le altre cose, le aziende avrebbero offerto una rateizzazione di 135.000 euro di TFR dei dipendenti mai versati ai fondi integrativi. Ma il sindacato ha ricordato che si tratta di un obbligo, di soldi che dovevano essere riconosciuti già da anni e su cui sono state fatte anche svariate battaglie legali.

Sulla trattativa pesa come un macigno anche l’impossibilità per i sindacati di svolgere assemblee sindacali in una delle strutture più grandi con all’interno personale Sollievo, l’Istituto S.Anna e S.Caterina di Bologna. Due settimane fa, ai dirigenti sindacali delle tre sigle è stato impedito di incontrare i lavoratori, con la scusa che “non è disponibile un locale idoneo”. Non è chiaro se la responsabilità sia di Sollievo oppure del committente, l’Istituto S.Anna e S.Caterina. Anche solo per avviare positive relazioni sindacali, è necessario garantire i diritti di base, ovvero le assemblee e l’applicazione del CCNL.

Fp Cgil
Simone Raffaelli

Cisl Fp
Felicia Dimase

Fisascat Cisl
Silvia Balestri