Teatro Comunale di Bologna è sciopero Slc-Cgil

Il Teatro comunale di Bologna viaggia verso “una fase inedita ed imprevedibile: sia in termini di conflittualità, sia in termini di rischi di declassamento per il Teatro stesso e per la città”. Lo mandano a dire i sindacati dei lavoratori dell’ente lirico (Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal) usciti scontentissimi dall’incontro avuto oggi, 20 ottobre 2016, in Comune. Avevano chiesto udienza al sindaco Virginio Merola, ma né lui né l’assessore alla Cultura Bruna Gambarelli erano presenti. E’ toccato allora al responsabile delle relazioni sindacali, Valerio Montalto, ascoltare i sindacati descrivere il doppio problema del Teatro: non ci sono i soldi per gli esodi incentivati (in ballo 30 esuberi), né per andare in pensione né per la ricollocazione in Ales (l’agenzia ministeriale nata per assorbire il surplus di personale delle Fondazioni liriche). A questo punto, si rischia una decurtazione dei contributi del Fondo unico dello spettacolo (Fus) e quindi di dover fare altri tagli.

Sul nodo esuberi c’è una tregua fino al 25 ottobre. Per mesi si è già cercato invano un accordo e, prima delle elezioni, dovette intervenire lo stesso Merola per scongiurare lo sciopero per “Le nozze di Figaro”: ci riuscì introducendo il criterio degli esodi volontari. Ma i soldi per gli incentivi non sono saltati fuori, e nemmeno i volontari. Risultato: se il Teatro non riduce i costi verrà commissariato, e già la scorsa settimana l’ente e i sindacati erano pronti a ratificare un mancato accordo che avrebbe aperto la strada ai licenziamenti. Si è preso tempo, ma per ora l’impasse resta.

Slc, Fistel, Uilcom e Fials, dunque, “ritengono che, se da oggi al 25 ottobre, ultimo giorno di proroga della procedura di esubero, non interverranno elementi nuovi, che solo le Istituzioni locali (Comune, Regione) possono portare, sarà impossibile superare l’ostilità della direzione a sottoscrivere un accordo“.
Per Antonio Rossa (Slc-Cgil), dopo il 25 le proposte dei dipendenti non si limiteranno a esibizioni musicali e canore prima dei concerti accompagnate dalla lettura di comunicati di allarme sulle sorti del Teatro, come avvenuto fin qui. “Speriamo di sbagliarci, speriamo che non sia confermata la sensazione che abbiamo avuto di un abbandono del Teatro comunale al suo destino – dice Rossa – ma se dopo il 25 ci sarà un mancato accordo, passeremo dalle sensibilizzazioni alle anticipazioni di quello che sarà il futuro del Teatro che rischia di essere oscurato in molte delle sue attività, articolazioni e produzioni”. E la strada è decisamente in salita: Montalto, “dopo aver ascoltato le dichiarazioni delle parti, ha ritenuto non ricomponibili le posizioni”.