Istituto ortopedico rizzoli

Prevale ormai da tempo la scelta di riduzione del Servizio Sanitario Nazionale, evidenziata dal taglio dei posti letto e dalla chiusura di molti Servizi. Non esente l’Istituto ortopedico Rizzoli (IOR). Il blocco delle assunzioni poi contribuisce a creare disagi: nel 2015 il turn-over del personale al Rizzoli è stato pari allo 0% (le uniche assunzioni sono dovute alla stabilizzazione prevista dall’accordo sindacale di fine 2014) e nel 2016, a  tutt’oggi, non appare nessuna assunzione a tempo indeterminato.
Dopo il caso della chiusura della Chirurgia della mano, è ormai evidente la (definitiva?) chiusura del Servizio di Teleconsulto. Una realtà tecnologica d’avanguardia, sul piano nazionale, delle pratiche di medicina a distanza, nata al Rizzoli nel 2000, che ultimamente registrava una media (in aumento) di oltre 300 prestazioni annue. Questo servizio permetteva ai cittadini di diverse regioni del Sud Italia di svolgere una serie di pratiche in videoconferenza, con la successiva ricezione in formato elettronico della relativa documentazione, senza affrontare viaggi stressanti, disagevoli e onerosi per sottoporsi a visite ambulatoriali (ortopediche di controllo e di second-opinion, anestesiologiche di pre-ricovero e di approfondimento per casi clinici complessi).

Il Teleconsulto ultimamente era gestito, in convenzione, da una ditta esterna. Dal 1 Giugno questo Servizio allo IOR non c’è più. A fine maggio ai Sindacati era stato comunicato che la Direzione avrebbe fatto delle valutazioni per verificare altre ipotesi e modalità di erogazione del Servizio. Sono stati presentati anche progetti, da parte di professionisti, di riorganizzazione e rilancio, con l’ipotesi di internalizzazione del Teleconsulto a parità di risorse e con minori spese.  Alla richiesta di delucidazione da parte della FP-CGIL nell’ultimo tavolo trattante, il nulla. E dopo quasi due mesi tutto tace.
Nel frattempo, però, si trovano 156.000 euro (a proposito della necessità di tagliare posti letto, bloccare le assunzioni e ridurre i servizi) per “investire” sulla Comunicazione e il Marketing, servizi già esistenti al Rizzoli con personale qualificato operativo ed efficiente. Qual è il progetto che c’è dietro questo “investimento”? Anche questo progetto è stato chiesto dalla FP-CGIL all’ultima trattante, ma non abbiamo nessuna traccia di risposta a tutt’oggi.
Così proprio non va. Dopo l’estate dovremo farlo comprendere con iniziative previste nell’ambito dello stato di agitazione, peraltro già proclamato.

Bologna 25.07.2016

FP-CGIL Bologna
Mario Iavazzi