Apertura del pronto intervento privato per non intasare gli ospedali

Risulta di difficile comprensione la notizia che abbiamo appreso dal Carlino sull’apertura di un centro di pronto intervento privato nel complesso terme San Petronio-Antalgik-Bodi, finalizzata a ridurre la richiesta di intervento presso gli ospedali pubblici di Bologna. Da tempo la nostra O.S., sia di categoria che confederale, ritiene che si debbano trovare soluzioni alternative per diminuire i carichi di lavoro da tempo insostenibili di chi opera nei pronti soccorsi e per cercare soluzioni migliori e più rapide per l’utenza utili anche a garantire comunque una risposta ai bisogni sanitari a bassa “complessità”. Per questo abbiamo sempre sostenuto l’innovazione sanitaria necessaria anche sul nostro territorio, a partire dalla necessità di far decollare le Case della Salute proprio per garantire ai Cittadini una risposta pubblica ai loro bisogni primari di assistenza come sono i codici bianchi o verdi dei Pronto Soccorsi, nonchè un luogo dove rilanciare un nuovo rapporto con i medici di base che invece continuano ad avere una convenzione che non garantisce ne’ appropriatezza ne’ continuità d’intervento. Questi secondo noi, sono i punti dai quali bisognerebbe partire per garantire una migliore e più efficace risposta ai bisogni di bassa intensità che affollano i PS degli Ospedali. Risposta, anche meno costosa per il sistema, e soprattutto sempre nella direzione dell’universalità ed equità del sistema. Mentre da un lato il confronto sindacale continua a non avere la giusta considerazione e sulle strutture che dovrebbero garantire la risposta sul territorio rimangono idee ancora fumose, leggiamo che questa struttura privata sarebbe la giusta combinazione tra pubblico e privato per aumentare, a pagamento, la risposta ad un bisogno di bassa complessità. Secondo noi invece l’apertura di un pronto intervento privato rischia soprattutto di rappresentare una sconfitta del sistema universale pubblico in quanto NON complementare e/o integrativo ma sostitutivo del servizio pubblico. . Ribadiamo la necessità che a Bologna si riapra un confronto serio, a tutti i livelli di contrattazione, che affronti le questioni per una sanità che va sicuramente cambiata alla luce delle nuove esigenze ma salvaguardando e mantenendo le caratteristiche della nostra Carta Costituzionale.

CGIL BO / SPI BOLOGNA / FP BOLOGNA