Aprile 2016 – Gennaio 2015

aprile 2016

29 aprile 2016
Protocollo d’intesa del personale tecnico a tempo  determinato all’Ateneo di Bologna
Finalmente dopo la presentazione del piano assunzionale da parte dell’Amministrazione, redatto in maniera unilaterale a dicembre 2015, ora le parti hanno firmato un protocollo che a livello politico comprende le richieste  sindacali, portate avanti in anni di rivendicazioni.
Il protocollo segna le linee programmatiche per l’attuazione e la parziale riconversione del piano assunzionale, che purtroppo è al momento “monco” per il blocco delle graduatorie a tempo indeterminato.
Il protocollo auspica l’abbattimento del precariato in unibo del 50%, ma soprattutto definisce le modalità di assunzione:
–      Scorrimento dalle graduatorie a tempo indeterminato in essere partendo da quelle in scadenza nel 2016 con particolare riferimento alla didattica e alle biblioteche
–     Anticipazione nel 2016 dei punti organico che sarebbero stati utilizzati nel 2017
–     Nuovi concorsi aperti a tutti, per dare la possibilità a tutti appunto di entrare in graduatoria a tempo indeterminato, ma con valorizzazione dell’anzianità di servizio in Unibo tramite punteggio per titoli e salto della preselezione
–     Eventuali concorsi con riserva dei posti al 100% per i colleghi precari che abbiano maturato i requisiti richiesti dal “decreto salvaprecari”
–     Recupero dei punti organico derivanti da rinunce di esterni e eventualmente dei punti bloccati dall’assunzione del personale delle province.
Tutto ciò nella speranza che il governo nel frattempo emani un provvedimento sulla proroga delle graduatorie dei concorsi: in questo caso, l’Amministrazione ha assicurato che si ritornerebbe alla piena attuazione del piano di assunzioni originale.
Faremo a breve un’assemblea per illustrare nel dettaglio il protocollo.
Intanto inviamo in allegato in testo.
FLC CGIL
CISL Università

19 aprile 2016
Il 20 sciopero dei metalmeccanici per il contratto

Mercoledì 20 aprile i metalmeccanici scioperano unitariamente per riconquistare il loro Contratto Nazionale di Lavoro (CCNL) e per riaprire una trattativa che sta registrando uno stallo a causa delle posizioni inaccettabili di Federmeccanica.
Fim, Fiom e Uilm ritengono irricevibili la proposte di Federmeccancica e Assital su salario, e maturazione dei permessi, in primo luogo perchè non sono pre visti aumenti salariali per oltre il 90% dei lavoratori, e in seconda battuta perché configurano la volontà delle controparti di aumentare ulteriormente l’orario di lavoro.
Ancora lontane e inadeguate sono le risposte fornite da Fedemeccanica e Assital in materia di clausola sociale per gli appalti, di salute e sicurezza, trasferte, reperibilità, tutele contro i licenziamenti individuali e collettivi, istituzione di una finestra contrattuale per il comparto informatico.
Per altro, Fim, Fiom e Uilm, pur non sottovalutando alcune importanti disponibilità espresse dalle controparti su temi quali sanità integrativa, diritto alla formazione, previdenza complementare, diritto allo studio e congedi parentali, le giudicano ancora insufficienti.
La quattro ore di sciopero generale e le numerose iniziative unitarie di mobilitazione articolate sul territorio, rappresentano una prima risposta alle posizioni di chiusura di Federmeccanica e Assital.
Altre ne seguiranno se Federmeccanica e Assital non si renderanno disponibili a riaprire la trattativa al più presto.
Le Lavoratrici e i Lavoratori metalmeccanici hanno diritto a un Contratto Nazionale degno di questo nome!
Per tutte queste ragioni Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato quattro ore di sciopero di tutti i metalmeccanici interessati al contratto di Federmeccanica-Assital il 20 aprile 2016 con le seguenti modalità: le prime 4 ore per le Lavoratrici/tori ad orario centrale; per i turnisti le ultime ore del turno. Eventuali diverse modalità potranno essere decise dalle RSU.
Fim-Fiom-Uilm Bologna

Qui gli appuntamenti nel Bolognese

PRESIDIO:
– davanti ai cancelli della PROFILATI – Fossatone di Medicina (zona
Sindacale Budrio)
– davanti ai cancelli di IMA – Ozzano dell’Emilia (zona Sindacale San
Lazzaro)
– davanti ai cancelli di MEC TRACK – Valsamoggia (zona sindacale
Casalecchio di Reno)
– davanti ai cancelli di KEMET – Sasso Marconi (zona sindacale
Casalecchio di Reno)
– davanti ai cancelli di DEMM – Porretta Terme (zona sindacale
Casalecchio di Reno/Montagna)
– presidio zona industriale Castel Maggiore (zona sindacale Funo)
– presidio zona industriale Bentivoglio (zona sindacale Funo)
PRESIDIO E CORTEO
– presidio zona industriale Anzola dell’Emilia più corteo
– presidio zona industriale Sant’Agata Bolognese più corteo.

18 aprile 2016
Carta Universale, i banchetti di aprile per la raccolta firme

BOLOGNA

OGNI MATTINA nei giorni lavorativi E’ POSSIBILE FIRMARE AL BANCHETTO DAVANTI ALLA SEDE DI VIA MARCONI 67/2

22 aprile: dalle 15 alle 19 banchetto di raccolta in via Indipendenza angolo via Righi
23 aprile: dalle 15 alle 19 mercato delle erbe, via Ugo Bassi
29 aprile: via Indipendenza angolo via Righi, e piazza Mercanzia (9-14), al mercato delle erbe di via Ugo Bassi e in via Orefici (15-19)
30 aprile: via Orefici (9-14), e piazza Mercanzia (15-19)

ZONA SAN LAZZARO DI SAVENA

Sabato 23 piazza Bracci San Lazzaro.   Ore 9-13 anche in Camera del lavoro

All’ufficio 1 dello Spi-Cgil tutte le mattine vengono raccolte le firme.

Raccolta in tutti gli uffici comunali ( uffici elettorali) del nostro territorio  nei Comuni:
San Lazzaro
Pianoro
Monterenzio
Loiano
Monghidoro
Ozzano

Nelle sedi della Cgil sul territorio la raccolta è praticabile negli orari di apertura e di ricevimento.

ZONA SAN GIOVANNI IN PERSICETO

21 aprile: dalle 20 raccolta firme all’iniziativa Anpi A SANT’AGATA BOLOGNESE

23 aprile: banchetto davanti alla Coop di Anzola Emilia

25 aprile: dalle 15 alle 18 banchetto all’iniziativa Anpi di Crevalcore

11 aprile 2016
Saletta sindacale intitolata a Regeni

Oggi, 11 aprile 2016, abbiamo unitariamente intitolato l’aula sindacale autogestita a Giulio Regeni.
È un gesto che abbiamo sentito come urgente, per l’indignazione nei confronti di chi sta ostacolando la ricerca della verità sul suo assassinio e per la vicinanza che vogliamo manifestare ai suoi famigliari.
Ma è soprattutto la testimonianza del dolore per la terribile fine di un compagno di lotte che lavorava, in un Paese non suo, per studiare il sindacato libero.

Rsu Slc Cgil Vodafone Bologna

8 aprile 2016
Odg lavoratori Comunale

Oggi, 8 aprile 2016, le lavoratrici ed i lavoratori del Teatro Comunale di Bologna si sono riuniti  all’assemblea indetta dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil per discutere delle recenti richieste di ulteriori tagli avanzate dalla direzione.
Al termine dell’assemblea è stato votato e approvato un Ordine del giorno che chiede, in primo luogo, una presa di posizione netta sulla situazione da parte del sindaco di Bologna e presidente della Fondazione Teatro Comunale Virginio Merola.

Merola, recita l’Odg, in quanto “principale garante degli accordi sottoscritti fra i Sindacati e la Direzione, deve rispondere subito alle richieste avanzate dai sindacati, escludendo in maniera ferma che dei lavoratori  possano essere cacciati dal Teatro: qualunque ricollocazione esterna al Teatro deve essere su base volontaria”. Il riferimento è alla richiesta dell’azienda di utilizzare le “ricollocazioni” dei lavoratori in Ales, società del ministero della Cultura che opera nel settore della tutela dei Beni culturali. Il passaggio avverrebbe non attraverso distacco, ma con un licenziamento che non garantirà né la tutela economica, né quella normativa e professionale dei lavoratori. Nell’accordo originario in cui si discuteva il piano di risanamento del Comunale, questi passaggi non erano previsti. Ora, invece, la direzione vorrebbe utilizzarli per scaricare ancora una volta sui lavoratori un mancato raggiungimento del pareggio di bilancio, dovuto in primo luogo alla riduzione del Fondo unico dello spettacolo da parte del ministero.

Se ci saranno le garanzie richieste al sindaco e al ministero, i sindacati sono disponibili a discutere a tutto campo di costi e ricavi del nuovo piano. L’auspicio è che già dal 19 aprile, data del prossimo incontro previsto con l’azienda, si possa iniziare a discutere.

In allegato, l’Odg dell’assemblea odierna e la lettera di richiesta di incontro al sindaco Merola.

Bologna, 8 aprile 2016

Antonio Rossa
Slc-Cgil Bologna

8 aprile 2016
Infortunio mortale in un cantiere della Variante

L’infortunio mortale verificatosi questa mattina, 8 aprile 2016, sulla Variante di Valico, in cui e’ rimasto vittima il lavoratore dipendente di una ditta in subappalto dell’Azienda Lagaro 2 Scral, è l’ennesimo infortunio sul lavoro ai danni di un operaio edile.

In attesa di conoscere la dinamica dell’incidente, e chiedendo  alle Autorità preposte che sia fatta piena luce, individuando tutte le eventuali responsabilità su quanto accaduto, la Fillea-Cgil Bologna esprime una profonda vicinanza alla famiglia del lavoratore coinvolto e si mette a disposizione per garantire la massima tutela ai suoi famigliari.

Questo ennesimo episodio racconta ancora in modo drammatico di quanto lavoro si debba fare per la prevenzione degli infortuni. Quindi ribadiamo come sia indispensabile l’impegno di tutti gli organi preposti alla sicurezza. Nonostante le statistiche registrino una lieve flessione degli infortuni sul lavoro, è evidente come i lavoratori, specie nel settore edile, continuino ad essere soggetti a incidenti gravi e troppo spesso anche mortali.

Bisogna anche in questo periodo di crisi del settore riportare con forza al centro il valore della sicurezza come strumento di emancipazione inscindibile dalla qualità del lavoro, e dalla tipologia contrattuale utilizzata, da svolgersi nella pienezza dei diritti e nel rispetto della dignità umana, quindi in assoluta sicurezza, non sottovalutando mai alcun particolare nella definizione delle procedure di valutazione dei rischi.

Sinchè la sicurezza sul lavoro sarà vista come un costo, continueranno a prodursi situazioni di pericolo. Bisogna tornare a pensare che la sicurezza è una risorsa e non un costo o un lusso.

Bologna, 8 aprile 2016.
Segr. generale FILLEA CGIL BOLOGNA
Paolo Mancini

7 aprile 2016
Sabato 9 via alla raccolta firme sulla Carta universale

Dopo aver consultato oltre 66.000 iscritti a livello territoriale, anche a Bologna come nel resto d’Italia la Cgil avvia sabato 9 aprile 2016 la raccolta di firme a sostegno della legge di proposta popolare sulla Carta dei Diritti universali, e per i tre quesiti referendari volti a neutralizzare gli aspetti più negativi del Jobs Act.

Oltre alla firma sulla proposta di legge chiederemo ai cittadini, lavoratori e pensionati di sottoscrivere i quesiti referendari che sono stati predisposti a supporto della proposta di legge.
Un primo quesito propone l’abrogazione della normativa che sostiene l’utilizzo dei voucher nella forma attuale, di fatto senza controllo. Il secondo quesito si pone l’obiettivo di reintrodurre in tutti i settori merceologici dove si svolge il lavoro in appalto la responsabilità solidale del Committente: con questa norma si vogliono arginare gli abusi e le elusioni dei trattamenti contrattuali e di legge dei lavoratori in appalto, oltre a contrastare l’illegalità. Il terzo quesito reintroduce la tutela sul licenziamento illegittimo, e la possibilità del reintegro nel posto di lavoro.

Di seguito l’elenco dei principali banchetti in programma per tutta la giornata di sabato 9 fra Bologna e provincia:

Bologna Centro
via Orefici (davanti all’Ex cinema ambasciatori)
piazza Mercanzia
via Indipendenza angolo via Righi

Coop San Ruffillo
Iperborgo

Bazzano mercato

Funo mercato

San Lazzaro di Savena piazza

Budrio
davanti alla coop
Camera del lavoro intercomunale di Budrio

Crevalcore coop

Villa Fontana festa  delle Leghe SPI

Vergato coop

Castiglione dei Pepoli coop

Nel pomeriggio, Danilo Barbi (segreteria nazionale Cgil Bologna) sarà presente al banchetto di via Orefici a Bologna insieme al segretario della Camera del lavoro di Bologna Maurizio Lunghi.

Con la Carta dei diritti universali del lavoro, la Cgil sceglie di rivolgersi in maniera incisiva al lavoro povero, precario, senza diritti. Una proposta tesa a riunificare un mondo del lavoro completamente frammentato fra partite iva, lavoratori subordinati, persone che lavorano tramite voucher, precari degli appalti che ogni giorno lavorano senza garanzie di continuità. Grazie alla nostra Carta, i diritti devono tornare ad essere delle persone, non solo dei lavoratori in quanto titolari di un contratto di lavoro subordinato.

Chiediamo a tutte e tutti di firmare per cambiare lo stato delle cose e mettere in campo una nuova idea di sviluppo, di politica economica e sociale che ponga al centro dell’attenzione delle scelte politiche future di Governo, il ruolo del lavoro e la dignità delle persone.

Bologna, 7 aprile 2016

Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

6 aprile 2016
Samp al voto Rsu, vince la Fiom

Nella giornata di martedì 05 aprile si è conclusa la tornata di elettorale per il rinnovo delle RSU SAMP Spa, importante azienda di Bentivoglio che occupa circa 400 persone e che produce ingranaggi, utensili, e sistemi di trasmissione di potenza.

Con una partecipazione al voto massiccia, (ha votato il 75% dei lavoratori), la Fiom-Cgil ha eletto 12 delegati su 12 confermandosi di gran lunga il sindacato più rappresentativo in ognuna delle quattro divisioni aziendali. Il voto sancisce inequivocabilmente il buon lavoro svolto dalle delegate e dai delegati della Fiom in questi anni, e rinnova e rafforza la fiducia nella nostra organizzazione, una fiducia che ci carica di ancora maggiori responsabilità.

Il risultato uscito dalle urne e l’alta partecipazione al voto sono particolarmente significativi, specie in un contesto di sfiducia e crisi generalizzata della rappresentanza, a dimostrazione che vi è partecipazione solo quando c’è un reale coinvolgimento democratico.
Nel ringraziare le lavoratrici e i lavoratori della Samp per il consenso che hanno accordato alla Fiom-Cgil, auguriamo a tutti i delegati eletti buon lavoro!

Marco Colli
Funzionario Fiom-Cgil Bologna

5 aprile 2016
Albergo Residenziale Sassocardo: è necessaria chiarezza, il prima possibile

La Fp Cgil di Bologna continua a denunciare la gravissima situazione dell’Albergo Residenziale Sassocardo di Porretta (Comune di Alto Reno Terme).
Alcune settimane fa l’organizzazione sindacale aveva denunciato il licenziamento di 4 lavoratrici senza che venisse in alcun modo rispettata la procedura relativa ai licenziamenti collettivi. Tra le altre cose, si trattava di alcune delle lavoratrici che nelle settimane precedenti avevano denunciato all’Ispettorato del Lavoro il mancato pagamento degli stipendi per una parte del personale da novembre in poi.

Nell’incontro in Prefettura del 2 marzo stesso la proprietà aveva addirittura affermato che l’organico attuale (34 dipendenti) sarebbe dovuto diminuire di 10 unità, ma che in ogni caso la forza lavoro licenziata poteva essere riassorbita da un eventuale ampliamento del servizio e da un aumento del numero degli ospiti.

Non solo non abbiamo verificato alcun ampliamento del servizio, ma nel corso del mese di marzo la situazione è peggiorata ulteriormente, con violazioni contrattuali macroscopiche da parte dell’azienda. Negli ultimi giorni, anche attraverso lo studio legale, abbiamo denunciato il mancato pagamento di parte degli stipendi della mensilità di febbraio: le lavoratrici, nonostante abbiano svolto regolarmente i loro compiti, si sono trovate nella busta paga mediamente 500 euro, in alcuni casi anche meno, sulla base di una scelta completamente arbitraria da parte del datore di lavoro.

Tutto questo avviene nella completa assenza di comunicazioni formali a lavoratori e sindacato, e temiamo che nel giro di breve tempo la struttura -o almeno una parte consistente della stessa- possa rischiare la chiusura, comportando il rischio di un numero di esuberi ben superiore ai dieci di cui si è parlato in Prefettura

Non va dimenticato che secondo il Comune di Alto Reno Terme l’Albergo Residenziale Sassocardo non potrebbe accogliere i 20 ospiti non autosufficienti (su un totale di oltre 30) attualmente all’interno della struttura. Se a breve il TAR darà ragione al Comune occorrerà procedere con il trasferimento dell’utenza presso altre strutture, con ricadute occupazionali gravissime.

Se i problemi fossero stati affrontati per tempo e nella maniera giusta si sarebbero potute trovare le soluzioni giuste, ricollocando il personale e gli ospiti.
Temiamo che sia troppo tardi, ma la responsabilità è di una Azienda che da mesi a questa parte rifiuta un confronto costruttivo.
Il rischio concreto, ora, è quello di un vero e proprio dramma occupazionale.

Fp-Cgil Bologna

1 aprile 2016
Preoccupazione per i controllori carte d’imbarco in Aeroporto

Nel corso della giornata di ieri, giovedì 31 marzo 2016, si è svolto l’incontro sindacale relativo al cambio di appalto con decorrenza primo aprile dei servizi aeroportuali dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna riguardanti il controllo delle carte di imbarco ed il facilitatore alle macchine logiscal.
Come accade sempre più spesso in questo periodo l’incontro sindacale ha avuto risvolti assolutamente negativi poiché le intenzioni della società entrante si sono manifestate immediatamente ostili nei conforti dei lavoratori interessati al cambio d’appalto.
Infatti, considerato che sono complessivamente 12 (11 donne ed 1 uomo) i lavoratori interessati al passaggio dall’istituto di vigilanza uscente, ISSV Spa (International Security Service Vigilanza Spa) che svolge già da tempo anche altri servizi di sicurezza armata sempre all’interno dello spazio aeroportuale bolognese, alla società entrante, Fenice Control Srl, quest’ultima si è resa solo disponibile, dopo ore di estenuante trattativa, ad assumere tutti i lavoratori interessati, ma a condizione che fossero assunti con contratti a termine di durata assai breve e che venissero pagati con stipendi al di sotto dei minimi contrattuali di settore.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Bologna, al termine di una lunga giornata di trattative, alle quali hanno preso parte anche i rappresentanti della Società dell’Aeroporto di Bologna, i quali hanno legittimato le posizioni della società entrante definendo il servizio oggetto di passaggio “assai marginale” rispetto alle normali attività svolte nel sito aeroportuali (lasciano così intendere che poco gli importava delle sorti delle lavoratori ivi impiegati!), hanno dichiarato assolutamente insufficienti le condizioni per un accordo a tutela dei 12 lavoratori.
Inoltre la società Fenice Control srl proponeva un CCNL che non prevede tali mansioni relativi ai servizi di imbarco e un trattamento retributivo inferiore a quello attuale.
Inoltre l’oraio di lavoro sarebbe salito a 45 ore dalle 40 attuali.
Nel corso della giornata odierna sono già state coinvolte da parte del sindacato le Istituzioni, tra cui in primis la Prefettura e la Direzione Territoriale del Lavoro di Bologna, in quanto l’appalto riveste senza dubbio rilevanza pubblica sia per la tipologia del servizio sia per i soggetti interessati alla vicenda.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Bologna esprimono grande preoccupazione per le sorti dei lavoratori interessati – infatti ad oggi risultano inoccupati – e per la recrudescenza delle relazioni sindacali in un settore, quello della vigilanza armata e non armata, che rappresenta un punto di eccellenza per la qualità della vita nelle nostre città e nel buon funzionamento dei servizi essenziali quali stazioni ed aeroporti.

Bologna, 01/04/2016

FILCAMS – CGIL
Debora Cervi

FISASCAT – CISL
Silvia Pergola

UILTUCS – UIL
Aldo Giammella

marzo 2016

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febbraio 2016

25 febbraio 2016

Successo del cinema per anziani a San Pietro

L’ iniziata martedì 23 febbraio alle ore 14:30 al Cinema Italia di San Pietro in Casale, la rassegna “pomeriggi al cinema” promossa dallo SPI-CGIL in collaborazione con il Cinema Italia, l’Acec, l’Ancescao e con il patrocinio dell’Unione dei comuni Reno Galliera con una commedia all’italiana, “perfetti sconosciuti”. Saranno otto gli appuntamenti quindicinali, ogni martedì pomeriggio ci sarà una proiezione di una opera cinematografica che è in programmazione nelle sale nel fine settimana. A questo appuntamento sono arrivati per primi e in “carrozzina”, i residenti della struttura socio sanitaria “Virginia Grandi” di S.Pietro in Casale che, alla fine della proiezione, hanno manifestato il loro gradimento, condiviso dagli altri spettatori, per un pomeriggio trascorso a teatro, chiedendo anche informazioni sui prossimi film. All’appuntamento si sono presentati in molti pensionati a conferma del valore dell’iniziativa che vuole rafforzare i rapporti tra le persone, allontanando così la solitudine spesso presente nella condizione di molti anziani e non solo.
Ricordiamo che la rassegna è supportata da un servizio di trasporto svolto dai volontari di AUSER per tutte le persone che hanno problemi di mobilità, è sufficiente una prenotazione via telefono: ad una delle sedi Auser oppure alla lega di San Pietro in Casale ed è rivolta a tutti i residenti dell’unione dei comuni Reno Galliera.

Il prossimo appuntamento è fissato al cinema Italia di San Pietro in Casale martedì 8 marzo alle ore 14.30, in tale occasione il film proiettato sarà “ Tirami su” prima regia dell’attore romagnolo Fabio de Luigi, una commedia brillante. Per i prossimi appuntamenti i pensionati e le pensionate, i cittadini, potranno apprendere i titoli delle opere in programmazione telefonando al CINEMA ITALIA tel: 051-81.81.00 oppure alla lega dello SPI CGIL di San Pietro in Casale al tel: 051-81.11.04

Per le caratteristiche sociali dell’iniziativa Il prezzo dell’ingresso è fissato in 3 euro a spettacolo.
Per lo SPI di Bologna

Valentino Minarelli


24 febbraio 2016

Il 26 febbraio diritti al lavoro a San Giovanni

Venerdì 26 febbraio 2016 il Circolo Akkatà (via Cento 59 San Giovanni in Persiceto, Bologna)  ospita “Diritti al lavoro”: una serata di incontro, confronto e di teatro musicale su disoccupazione e lavoro precario.

Disoccupati, miracolo a Bologna: in 3 mesi “scomparsi” 45mila persone senza impiego! Si sono smaterializzati oppure autotrasportati in un’altra dimensione tempo -spazio?

Nulla di tutto questo! Sono fermi dov’erano prima. Probabilmente si sono semplicemente stancati di registrarsi inutilmente nella burocrazia della ricerca di un impiego inventata dal governo Renzi. Nullaè cambiato nella loro condizione, piuttosto complicata e pesante.

Ciò che si muove sono invece le statistiche ed i parametri utilizzati per certificare e censire la situazione, che spesso presentano una condizione falsata rispetto alla realtà.
Nella sostanza succede che gli impieghi prodotti come per magia dal Jobs Act restano pochi, brevissimi, mal tutelati e spesso mal pagati. Per questo gli appassionati fanno rientrare una momentanea ed aleatoria assunzione che per sua natura non si consoliderà in un rapporto duraturo, un cerino che si accende e si spegne, nella categoria “nuova occupazione” .

Peggio ancora. A questa mancanza di risposte strutturali si aggiungono i trucchi statistici: avviene che la registrazione (semestrale) dello stato di inoccupazione, (a carico della persona interessata ai centri per l’impiego), se non risulta effettuata produce l’effetto immediato della sparizione del lavoratore disoccupato dagli elenchi ufficiali .E cosi con un gioco di prestigio dai circa 95.000 in cerca di occupazione nella provincia di Bologna, si è passati a 50.000 nell’arco di un solo semestre.

MIRACOLO!!!

La realtà purtroppo è molto diversa e intrisa di drammaticità. Per questo la CGIL di Bologna ha elaborato un progetto di iniziative e di attività in favore delle persone inoccupate. Un progetto che prevede un supporto a 360° alle persone che necessitano di orientamento – di sostegno sindacale e di ausilio soggettivo per ricandidarsi ad una nuova occupazione valorizzando le proprie capacità ed esperienze.

Non è una ricerca di lavoro di tipo intermediario, bensì una ricerca di valore nella propria condizione di attesa di opportunità che grava sulla testa di tante singole persone – giovani – donne – qualificati.

IL prossimo 26 FEBBRAIOLA CGIL consegnerà a decine di giovani e non giovani, alle donne ed ai disoccupati, un’idea per riattivare il proprio lavoro.

Bologna 23 febbraio 2015
Vito Rorro
Segreteria CGIL Bologna


22 febbraio 2016

Voto Rsu Vodafone, vince la Slc-Cgil

Il 18 e 19 febbraio si sono svolte le elezioni per il rinnovo della RSU della Vodafone di Bologna Corticella.

I 188 voti ottenuti (pari al 79.3% dei consensi) confermano SLC-CGIL primo sindacato dell’unità produttiva, e, grazie all’incremento di voti (+9.2% rispetto alle ultime elezioni), i lavoratori eleggono addirittura 5 delegati su 6 dalle liste del sindacato di via Marconi.

Il risultato è un riconoscimento del lavoro svolto dai delegati in difesa del posto di lavoro e a tutela dei diritti e del salario, ed è anche un riscontro straordinario per SLC-CGIL, che ha svolto nei giorni scorsi in Vodafone le assemblee per la carta dei Diritti Universali del Lavoro ottenendo un consenso pressoché unanime anche dai non iscritti.

Il segretario di SLC-CGIL Bologna
Giulia Santoro

Il segretario di SLC-CGIL Emilia Romagna
Giuseppe Ledda


22 febbraio 2016

Situazione drammatica alla struttura per anziani Sassocardo

ALBERGO RESIDENZIALE SASSOCARDO (PORRETTA): SITUAZIONE DRAMMATICA, ASSENZA TOTALE DI CORRETTEZZA E DI INFORMAZIONI DA PARTE DELL’AZIENDA

La Fp Cgil di Bologna denuncia ancora una volta la grave situazione alla struttura per anziani “Albergo Residenziale Sassocardo” di Porretta (Comune di Alto Reno Terme).
Una realtà che (purtroppo) è giunta già altre volte agli onori delle cronache, a partire dal contesto nel quale, nei mesi scorsi è maturato il cambio ai vertici della Società, che ha richiesto alle dipendenti di dimettersi da dipendenti dell’Albergo Residenziale per farsi assumere da una cooperativa di facchinaggio.

Tutto ciò in un contesto in cui l’Albergo Residenziale Sassocardo ha ricevuto dal Comune diverse segnalazioni in merito alla inadeguatezza dei propri locali, che non potrebbero ospitare anziani non autosufficienti (che invece rappresentano 2/3 dell’utenza della struttura, ovvero 20 ospiti su una trentina). Si tratta di una problematica gravissima, che mette a grave repentaglio la tenuta dell’occupazione (29 dipendenti) e del servizio.

Ad oggi, nonostante un preciso impegno preso in Prefettura a Bologna a fine dicembre, la Direzione dell’Albergo Residenziale Sassocardo non ha fatto pervenire alcun progetto di rilancio della struttura nè uno straccio di piano industriale, contrariamente a quanto previsto nel verbale steso in quella occasione. Nello stesso tempo l’azienda ha continuato a non pagare gli stipendi arretrati di diverse lavoratrici. Nonostante diverse dipendenti si siano recate all’Ispettorato del Lavoro, l’azienda non si è presentata nonostante la convocazione della Direzione Territoriale del Lavoro.

In questo contesto non possiamo che esprimere la massima preoccupazione e chiedere che venga fatta la massima chiarezza, per preservare l’occupazione e tutelare gli ospiti della struttura.

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL
FP CGIL Bologna

Bologna, 22 febbraio 2016


20 febbraio 2016
Raggiunto l’accordo alla Incos

Dopo scontri e lunghe trattative, venerdì 19 febbraio 2016, la FILT CGIL di Bologna ha sottoscritto l’accordo sindacale che permetterà alle oltre 40 lavoratrici sospese da inizio febbraio di ritornare al lavoro presso lo stabilimento della società Incos Cosmeceutica Industriale, gruppo Coswell, di Castello d’Argile a Bologna.

La FILT CGIL esprime la propria soddisfazione per l’esito della vertenza, che si è conclusa con la firma, in sede Unindustria Bologna, di un accordo che garantisce alle lavoratrici la piena applicazione del CCNL Logistica, Autotrasporto Merci e Spedizioni. L’assunzione da parte della nuova società appaltatrice delle attività di movimentazione delle merci consentirà alle lavoratrici il mantenimento delle pregresse condizioni contrattuali e un adeguato inquadramento professionale e retributivo.

Il coraggio e la perseveranza delle lavoratrici, insieme all’azione del sindacato, hanno permesso di ribadire il principio per cui anche negli appalti va affermato il diritto al lavoro ed a un’equa e giusta retribuzione da Contratto Collettivo Nazionale.

Bologna, 19 febbraio 2016
FILT CGIL BOLOGNA


19 febbraio 2016

Crisi e Carta dei diritti: nota di Lunghi

Le notizie a mezzo stampa di questi ultimi giorni confermano tutte le nostre preoccupazioni, e mettono in evidenza che la crisi non è finita.

Rileviamo che le previsioni occupazionali vengono espresse come se fossero dati  certi e consultivi, mescolando la realtà con i dati previsionali. Unioncamere parla di posti di lavoro previsti: la realtà, invece, ci dice che nello sola area metropolitana bolognese tra mobilità e Cassa integrazione sono a rischio più di 9.000 posti di lavoro solo nel settore industriale.

Altro aspetto che conferma la scarsa ripresa reale dell’occupazione è che la parte da leone nei contratti di lavoro dell’era job act la svolgono forme di rapporti di lavoro atipiche e instabili nel tempo, come la stessa Unioncamere conferma nella propria analisi.

La realtà dimostra quindi l’inefficacia della riforma del lavoro introdotta dal Governo, soprattutto se guardiamo alla qualità dell’occupazione esistente oggi sul mercato del lavoro italiano. Nella maggior parte degli avviamenti al lavoro, oltre 250.000 nel 2015 nella città metropolitana, regna sovrano il contratto a termine senza causale, che da solo rappresenta circa il 60% degli avviamenti. L’altra novità che irrompe prepotentemente alla ribalta del mercato del lavoro è l’ascesa dell’uso del voucher, oltre 14 milioni nella sola regione Emilia-Romagna. Ma il job act non aveva la funzione di ridurre le forme di lavoro atipiche?

Con questi dati, ci vuole molta fantasia a pensare che in futuro tornerà a prevalere l’assunzione con il contratto a tempo indeterminato, anche perché il Governo ha già tagliato gli sgravi del contratto a tutele crescenti che doveva rappresentare, in questo senso, la chiave di volta della futura occupazione stabile.

Il combinato di tutti questi dati ci dice, piuttosto, che la frenata sulla crescita recentemente registrata, l’andamento negativo delle borse, il rischio di una nuova speculazione finanziaria e la relativa ricaduta recessiva, molto probabilmente porteranno nel breve periodo ad un incremento della disoccupazione strutturale.

L’allungamento della vita lavorativa, introdotto dalla riforma sulle pensioni della Fornero, e la riduzione delle coperture degli ammortizzatori sociali, sommati alla mancanza di una ripresa su larga scala, determinerà un rischio serio sulla tenuta del sistema tra entrate e uscite dell’INPS. La manovra che il Governo pensa di fare sulla modifica delle pensioni di reversibilità, in termini di riduzione della copertura economica delle stesse, rischia inoltre di mettere a repentaglio la tenuta del reddito di decina di migliaia di cittadini pensionati a Bologna, la maggioranza donne.

Gliultimi dati in nostro possesso parlano di 70.000 pensioni di reversibilità nella provincia di Bologna, di cui circa 10.000 maschili e 60.000 femminili. In questo contesto, immaginiamo cosa provano e pensano i 70.000 cittadini bolognesi che sentono la minaccia di un intervento del Governo su ciò che per loro rappresenta la fondamentale forma di tenuta del reddito.

Il Sindacato ha da tempo richiesto un confronto con il Governo sulla situazione pensionistica e sull’esigenza di cambiare alcuni aspetti dell’attuale assetto previdenziale, anche perché se non si affronta il tema in termini complessivi e cioè con un progetto generale che guardi al rapporto tra politiche dello sviluppo per il Paese, mercato del lavoro, occupazione, sistema previdenziale, si intravvede un futuro alquanto incerto per tutti.

Nel frattempo, nonostante tutto proseguono a Bologna le assemblee e gli attivi nei luoghi di lavoro, sulla nuova Carta dei Diritti universali del lavoro.
Sono state concluse 652 assemblee che hanno coinvolto circa 10.000 iscritti, a calendario sono già programmate altre 900 assemblee che coinvolgeranno circa 14.000 iscritti.
Contemporaneamente negli attivi con i pensionati e i cittadini sono stati consultati circa 15.000 iscritti.

Il clima che si coglie è molto distante dall’entusiasmo mediatico delle previsioni di ripresa, i lavoratori e i cittadini percepiscono, molto presente e forte, la crisi e le difficoltà di chi deve arrivare a fine mese, di chi deve cercarsi un lavoro per sé o per i propri figli, di chi rischia di trovarsi con la pensione decurtata e di chi vede la pensione come un lontano miraggio.

Se queste sono le percezioni dei lavoratori, dei pensionati bolognesi, in un territorio storicamente ricco e con condizioni di vita qualitativamente alte, nel resto del Paese immaginiamo quali condizioni si percepiscano. Alla lunga la propaganda non basta, servono risposte concrete.

Maurizio Lunghi
Segretario generale CdLM-Cgil Bologna


19 febbraio 2016

Suffragio universale, le donne al voto

“Suffragio universale: democrazia e partecipazione delle lavoratrici”, martedì 23 febbraio il convengo in Cappella Farnese a Bologna
Organizzato dall’Archivio storico sindacale e da Cgil, Cisl e Uil, rientra nelle celebrazioni del 70° anniversario delle elezioni amministrative a suffragio universale

Martedì 23 febbraio, dalle 14,30 alle 17,30, in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio, si terrà il convegno “Suffragio Universale: democrazia e partecipazione delle lavoratrici”, organizzato da Associazione Paolo Pedrelli-Archivio Storico Sindacale e CGIL, CISL, UIL di Bologna, nell’ambito del Comitato per le celebrazioni per il 70° anniversario delle elezioni amministrative a suffragio universale.

Programma del convegno
Introduzione di Magda Babini, segretaria CdLM CGIL
Saluto di Simona Lembi, presidente del Consiglio comunale
Presiede Giuseppina Morolli, segretaria confederale UR UIL ER BO

Relazioni di:
Elda Guerra, storica, “Tra cittadinanza politica e cittadinanza sociale la presenza delle lavoratrici nel dopoguerra italiano”;
Annalisa Ferrari, sociologa, “La struttura familiare dopo la Liberazione;
Giancarla Codrignani, saggista, “Le conquiste delle donne: bilancio di prospettiva”;
Anna Salfi, presidente Fondazione Argentina Bonetti Altobelli, “Vite e biografie delle donne al voto
Considerazioni finali di Marzia Montebugnoli, coordinamento Azioni Positive CISL AMB
Letture dalla raccolta “La prima volta che ho votato”.

Il convegno traccia un’analisi dal punto di vista storico e sociologico, in un’ottica di genere, per trarre spunti di riflessioni sull’oggi e la prospettiva del domani.
Nel periodo bellico molte donne sostituirono gli uomini, impegnati in guerra, nelle fabbriche, negli uffici e furono fianco a loro nella lotta al nazifascismo . Se pure segnata dalla contingente necessità, costituì un’esperienza di emancipazione che vide le donne impegnate, dopo la liberazione, nelle lotte che seguirono: contro il carovita, per i servizi sociali, per la parità salariale, per il lavoro. A conferma che la conquista dei diritti delle donne rafforza i diritti per tutti.
Le trasformazioni dei lavori possono essere un’opportunità di maggiore occupazione femminile se accompagnate dai diritti e dalla presenza di servizi sociali adeguati ai bisogni. Pur essendoci un alto tasso di occupazione femminile nel territorio bolognese il 55% dei disoccupati sono donne.
Nel 2015 ci sono state 845 dimissioni volontarie convalidate dalla direzione territoriale del lavoro di Bologna: gran parte riguardano donne con un figlio nel primo anno di vita.
70 anni di voto 70 anni di democrazia. Bologna è partecipazione
Il convegno fa parte del programma di iniziative “70 anni di voto 70 anni di democrazia. Bologna è partecipazione”, organizzato in occasione del Settantesimo anniversario delle elezioni amministrative a suffragio universale, dal Comune di Bologna, che ha istituito un Comitato per le
celebrazioni con la partecipazione di un’ampia e articolata rappresentanza di istituzioni cittadine pubbliche e private.

La ricorrenza
La democrazia comunale celebra così il settantesimo anniversario del diritto di voto delle donne e degli uomini di Bologna dopo il ventennio fascista, la guerra e la lotta di Liberazione. Il 24 marzo 1946, Bologna è la prima delle grandi città ad allargare la partecipazione alle donne al voto amministrativo.
Le prime donne a partecipare al Consiglio comunale, invece, erano già state nominate nel Consiglio comunale consultivo, designato dal Comitato di Liberazione dell’Anpi Emilia – Romagna il 19 dicembre 1945 per affiancare la Giunta del Sindaco Dozza.

Il Comitato per le Celebrazioni
Oltre al Comune di Bologna, collaborano al comitato: Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Comitato provinciale di Bologna; Università degli Studi di Bologna; Fondazione Gramsci Emilia-Romagna; Istituto Carlo Cattaneo; Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII; Istituto per la storia e le memorie del Novecento Parri Emilia-Romagna; UDI Bologna; CIF Bologna;

Biblioteca Italiana delle Donne; Associazione Paolo Pedrelli – Archivio storico sindacale; Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale; Archivio storico comunale.


18 febbraio 2016

Assemblea coop sociali verso lo sciopero del 3 ,marzo

Si è svolto questa mattina, 18 febbraio 2016, l’attivo dei quadri e delegati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Fisascat-Cisl della cooperazione sociale che operano a Bologna, Città Metropolitana e Imola. La riunione era convocata per discutere dello sciopero delle lavoratrici e lavoratori della cooperazione sociale, previsto per il 3 marzo 2016.

La discussione ha confermato la decisione di procedere con lo sciopero vista l’indisponibilità dei rappresentanti dei datori di lavoro, AGCI, Confcooperative e Legacoop a procedere con convinzione nella trattativa per il rinnovo del contratto integrativo provinciale. Dalla discussione è emersa una fortissima volontà da parte delle delegate e delegati di posto di lavoro di arrivare alla conclusione positiva della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, compresi anche gli argomenti che hanno una ricaduta economica, fin qui dichiarati non discutibili dalle rappresentanze datoriali.

La discussione, oltre che sulle modalità di realizzazione dello sciopero ha interessato anche iniziative che si svolgeranno a supporto dello stesso: volantinaggi, flash mob, coinvolgimento massiccio di tutte le figure professionali coinvolte dallo sciopero, informazioni ai fruitori dei servizi.

Maurizio Serra
Fp-Cgil Bologna


17 febbraio 2016

Caso Ilpa, nota delle sigle di categoria

Sventato l’attacco alla sopravvivenza di una delle attività industriali più significative del comune di Valsamoggia, il gruppo ILPA, con 560 dipendenti.

Il Tar Emilia Romagna ha respinto la richiesta del blocco delle attività di sviluppo, da parte di un gruppo eterogeneo, che avrebbe potuto mettere  a rischio l’occupazione e la sopravvivenza del gruppo nel territorio. Con l’ordinanza si apre invece un ulteriore occasione di sviluppo economico ed occupazionale.

Le Filctem-Cgil Femca Cisl Uiletc-Uil territoriali esprimono la loro soddisfazione per la vittoria delle ragioni del lavoro e del buon senso, che avevano portato il comune di Valsamoggia ad autorizzare lo sviluppo dopo 11 anni di richieste, e verifiche puntuali dell’esistenza delle condizioni per l’ampliamento del sito industriale. I sindacati invitano tutte le forze in gioco a rispettare le sentenze della magistratura, anche quando loro avverse. E a riflettere sulla necessità di ascoltare maggiormente la voce del mondo del lavoro, che le Cgil-Cisl-Uil stanno ancora fortemente, e spesso da sole, rappresentando.

per Filctem-Cgil Femca-Cisl Uiltec-Uil
Roberto Guarinoni – Rossana Carra –  Laurino Rubino


16 febbraio 2016

Accordo quadro per aree di servizio Ronco Bilaccio

Nella giornata di ieri, 15 febbraio 2016, si è raggiunto un Accordo Quadro in merito alla situazione delle aree di servizio di Roncobilaccio Est ed Ovest. Qui sono impiegati circa 60 lavoratori e lavoratrici, che dopo l’apertura della Variante di valico hanno visto sensibilmente diminuire il lavoro.

A seguito dell’apertura della Variante sulla A1 appena prima di Natale, contrariamente alle rosee previsioni degli amministratori e di Società Autostrade per l’Italia, tutto il traffico e non solo quello pesante si è spostato immediatamente sul nuovo tracciato, procurando un calo del lavoro dell’80% circa in quelle Aree di Servizio.

Filcams Cgil, Fisacat Cisl e Uiltucs Uil di Bologna, dai primi giorni di gennaio 2016 si sono attivate per stipulare accordi di Cig in deroga con le Aziende di Ristorazione  ( My Chef e Maglione) e delle pompe di benzina delle Aree del vecchio tracciato, per tamponare la situazione, ed hanno chiesto da subito di essere ascoltate dall’assessore dei trasporti Regionale, per richiedere interventi adeguati sulla cartellonistica autostradale. I sindacati hanno infatti segnalato alle Autorità competenti e a Società Autostrade, che i viaggiatori dovrebbero essere correttamente informati del funzionamento delle aree di servizio del vecchio tracciato, in quanto sulla variante di Valico c’è una distanza di circa 100 km tra le aree di servizio esistenti, prima che sia in funzione la nuova area di Badia.

Fin da subito Filcams Fisascat e Uiltucs di Bologna hanno richiesto l’apertura del tavolo di salvaguardia dell’occupazione della Città metropolitana di Bologna, per chiedere innanzitutto a Lagardere ( la società francese che si è aggiudicata la nuova area di servizio a Badia Ovest dal 2008, sulla Variante di valico) l’impegno ad assumere i lavoratori dalle Aree di Servizio in crisi.

Dopo circa quattro incontri, che hanno visto la partecipazione delle Istituzioni, Società Autostrade e delle tre Aziende aggiudicatarie della ristorazione nelle aree interessate e di una sola azienda delle pompe di benzina, nella giornata di ieri si è raggiunto un Accordo Quadro che rimanda per la gestione operativa ad un prossimo incontro che avverrà tra circa 10 giorni.

Il risultato più importante è stato quello di aver condiviso il superamento degli esuberi nei servizi di ristorazione nelle Aree del vecchio tracciato, che le Aziende avevano dichiarato essere di circa 29 persone, e di aver predisposto diversi strumenti per la salvaguardia dell’occupazione: l’assunzione di almeno 14 persone da parte di Lagardere, l’impegno delle Aziende di ristorazione di Roncobilaccio a fare proposte di assunzioni ai lavoratori di quelle aree in via pioritaria; l’assunzione di almeno 3 persone nell’azienda che per Società Autostrade svolgerà lavori di pulizia e manutenzione nella Nuova Area, proposte di incentivazione all’esodo volontario e impegno a valutare ulteriori eventuali ammortizzatori che conservino i posti di lavoro, a partire dai contratti di solidarietà, qualora persista la situazione di crisi, e la riconvocazione del Tavolo con i gestori delle pompe di benzina. L’accordo che ha visto sempre la partecipazione attiva dei lavoratori di quelle aree e dei delegati e delegate della ristorazione veloce. Un primo passo importante che dovrà essere gestito.

Filcams Cgil
Annamaria Margutti, Camilla Guidi

Fisascat Cisl
Silvia Balestri

Uiltucs Uil
Carmelo Esposito, Cosimo Zumbo


16 febbraio 2016

Mostra “Quando le donne a Bologna”

Sarà inaugurata oggi, il 16 febbraio 2016 alle 18,00 alla Salaborsa di Bologna la mostra fotografica “Quando le donne a Bologna…” con Virginio Merola, Sindaco di Bologna, Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.

La mostra durerà fino al 28 febbraio 2016 ed è organizzata da Spigolo Tondo Associazione Culturale con ANPI Bologna, Associazione Orlando, Biblioteca  Italiana delle Donne, CGIL Bologna, Conferenza delle Donne PD Bologna, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, UDI Bologna.

con il Patrocinio di
Comune di Bologna, Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna.

In occasione del Settantesimo Anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne, l’Associazione Spigolo Tondo promuove una mostra fotografica che racconterà le storie di alcune donne che hanno contribuito a rendere Bologna un modello di convivenza civile. Ripercorreremo le tappe delle battaglie delle donne per l’autodeterminazione, per l’emancipazione, per il diritto ad una maternità consapevole, per gli asili, per la parità, per la salute, per l’istruzione. Un viaggio lungo 70 anni in cui il visitatore sarà accompagnato dalle stesse protagoniste, dalle loro immagini, che evocano pedalate, marce, fatica, speranze, sempre mosse dalla determinazione di costruire una società più giusta e libera. Secondo Carla Sandiroco, Presidente dell’Associazione Spigolo Tondo “Si tratta di un percorso che senza nessuna pretesa di esaustività vuole presentare e far scoprire le tante donne esemplari che rendono grande Bologna”. Grazie alle immagini d’archivio conoscerete la Bologna di Nella, Edera, Vittorina, Adriana, Marta per giungere fino alle immagini delle donne di oggi, in cui vedremo Elisa, Enza, Rita, Cinzia, Francesca, Meaza proseguire sulle stesse orme per costruire la città accogliente, libera e dinamica in cui tutte vogliamo riconoscerci, perché, come afferma Federica Mazzoni ideatrice della mostra “Sono due le protagoniste di questo allestimento: le donne e Bologna. Entrambe sono ritratte in immagini vive e in movimento, dal momento che la storia della nostra città, ieri come oggi, è Donna.


15 febbraio 2016

I lavoratori del cinema protestano davanti al capitol

Sabato pomeriggio, 13 febbraio 2016, le Organizzazioni Sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM UIL hanno manifestato davanti al Cinema Capitol per sensibilizzare gli spettatori sulle difficoltà che stanno vivendo i lavoratori dei Cinema Cinema Capitol, Fossolo e Chaplin di Bologna.

Il presidio si è svolto nonostante il tentativo da parte di Morandi di impedire con la forza la diffusione dei volantini, cosa che ha reso necessario chiamare  alcuni agenti della Polizia Municipale.

Il nervosismo mostrato dal gestore dei Cinema Capitol, Fossolo e Chaplin, è la riprova che abbiamo toccato toccato un nervo scoperto.

Singolare anche la “performance” di un lavoratore che davanti al Cinema urlava che le Organizzazioni Sindacali mentivano e che lui era felice di lavorare lì ed era sempre stato regolarmente pagato. Confessiamo che siamo contenti per il lavoratore, ma saremmo ancor più contenti se fossero pagati regolarmente e secondo contratto anche tutti gli altri suoi colleghi e fossero state rispettate le sentenze della magistratura.

Ricordiamo che la protesta di SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM UIL è nata per denunciare pubblicamente il forte ritardo nei pagamenti delle retribuzioni ai lavoratori della Cooperativa Cine Servizi gestita dai fratelli Morandi. Ritardi che variano da soggetto a soggetto e che si susseguono da anni: una politica retributiva del “bastone e della carota” che premia qualcuno ma che lascia la stragrande maggioranza dei lavoratori a “pane e acqua” con ritardi nei pagamenti che variano dai 3 ai 7/8 mesi e che in molti casi diventano un mezzo per costringere i lavoratori ad andare via.

Vogliamo anche rassicurare il gestore del cinema che non esiste nessun accanimento pregiudiziale nei suoi confronti. Saremmo ben lieti di avviare normali relazioni sindacali ed  interrompere le nostre proteste,  nel momento in cui lui retribuirà i lavoratori regolarmente e rispetterà le regole contrattuali. Altrimenti le nostre denunce non potranno che crescere di intensità.

Bologna 15 febbraio 2016


15 febbraio 2016

Accordo in Automobili Lamborghini

In base agli impegni previsti dal recente contratto aziendale, si è svolto a partire dai primi giorni di Gennaio 2016 un confronto in Automobili Lamborghini, per trovare una soluzione occupazionale che, alla luce delle positive previsioni di vendita sul mercato per il 2016 dei modelli attualmente in produzione (Aventador e Huracan), favorisse una risposta positiva nei confronti delle Lavoratrici e dei Lavoratori presenti nel bacino di precedenza Urus, istituito con l’accordo aziendale dell’8 Giugno 2015.

Il verbale di accordo raggiunto il 10 Febbraio scorso dalla FIOM di Bologna e dalla RSU Aziendale con la direzione Automobili Lamborghini è stato illustrato oggi nel corso delle assemblee sindacali che si sono svolte in fabbrica e prevede:
Ulteriori 20 assunzioni di personale operaio con contratto a tempo indeterminato entro il mese di marzo 2016 (che si sommano alle 30 assunzioni già effettuate a Gennaio 2016);
– L’opportunità per le Lavoratrici ed i Lavoratori presenti nel bacino, di rientrare in Automobili Lamborghini con contratto di somministrazione, secondo modalità precise e definite (4° livello e durata del contratto sino alla fine di Dicembre 2016);

Il contenuto di questo accordo sarà illustrato anche alle Lavoratrici e Lavoratori oggi non presenti in fabbrica, con i quali la FIOM di Bologna e i suoi delegati in tutti questi mesi hanno sempre cercato di mantenere un rapporto ed un collegamento, in un ‘assemblea serale convocata domani sera, Martedì 16 Febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente di Sant’Agata Bolognese.

FIOM CGIL Bologna
RSU FIOM Automobili Lamborghini


12 febbraio 2016

Sciopero coop sociali il 3 marzo

Giovedì 3 marzo è proclamato, da Fp Cgil, Cisl Fp e Fisacat Cisl lo sciopero di quattro ore delle lavoratrici e lavoratori delle Cooperative Sociali per il mancato rinnovo del contratto integrativo provinciale.

La mobilitazione si è resa necessaria poiché le AGCI, Confcooperative e Legacoop che rappresentano le Cooperative Sociali che operano sul territorio non hanno dimostrato alcuna intenzione di giungere in tempi utili al rinnovo del contratto integrativo applicato ad oltre 8000 lavoratori e lavoratrici del settore. Le trattative, che ormai proseguono da oltre un anno, non hanno prodotto alcun risultato concreto. Anzi i rappresentanti dei datori di lavoro hanno più volte dichiarato la loro indisponibilità a trattare qualsiasi argomento che avesse ricadute economiche dirette a favore dei lavoratori.
I principali temi oggetto di discussione sono:rispetto dell’orario contrattuale dei lavoratori garantendone l’adeguata retribuzione, le tutele nel caso di cambio di appalto, il livello di inquadramento per gli educatori, la tutela nel caso di problematiche di salute, un protocollo da utilizzarsi nel caso di riduzione di ore nei servizi, ecc.

Tutti argomenti centrali sia per il trattamento economico che per la dignità del lavoro di lavoratori e lavoratrici di questo settore che gestiscono servizi delicatissimi.

Lo sciopero sarà preceduto giovedì 18 febbraio dalle 9 alle 12 da un attivo di quadri e delegati della Cooperazione Sociale che si terrà presso la Camera del Lavoro di Bologna: è l’occasione per discutere delle modalità organizzative dello sciopero e di ulteriori iniziative a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto provinciale.

#VOGLIAMOILCONTRATTOPROVINCIALE


11 febbraio 2016

Firmato il contratto di secondo livello Hera

Nella giornata di ieri, 10 febbraio 2016, è stato definito un verbale di intesa fra leIstituzioni locali e i sindacati confederali, di categoria e delle RSU afferenti il gruppo Hera che apre le porte alla realizzazione del Patto di II livello per la governance di Hera fra i Comuni dell’area metropolitana di Bologna.

Nei prossimi giorni i Consigli Comunali dei Comuni soci saranno chiamati a discutere e deliberare l’adesione al Patto.

L’intesa prevede che i Comuni gestiscano in forma associata e rappresentino univocamente il territorio negli organismi dirigenti della società, al fine di mantenere e consolidare la proprietà pubblica e il radicamento dell’azienda nel territorio.

Inoltre, anche tramite un confronto in seno alla città metropolitana, dovranno essere individuate le linee di politica industriale, individuando gli investimenti necessari, per l’erogazione dei servizidi cui Hera si occupa, con particolare attenzione alla valorizzazione del lavoro, alla qualità, implementando il risparmio energetico e l’utilizzo delle energie rinnovabili, qualificando il ciclo idrico integrato attraverso l’efficientamento dell’utilizzo delle risorse idriche, intervenendo nel dissesto idrogeologico.

L’intesa ribadisce la necessità della maggioranza pubblica, a tal proposito i Comuni si impegnano, anche nel caso di vendita di azioni libere dal patto di sindacato, a un confronto preventivo col sindacato e a un meccanismo di prelazione verso i soci pubblici.

E’ un fatto rilevantissimo che con questa intesa Istituzioni e Sindacati abbiano deciso di coordinare a livello metropolitano il sistema di governance dell’azienda, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo pubblico, migliorare i servizi erogati ai cittadini con particolare attenzione alle fasce sociali più deboli, e di mettere in campo politiche industriali anticicliche per la riconversione ecosostenibile e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Massimo Bosso
Presidente soci minoripatto di sindacato Hera area Bologna

Lorenzo Minganti
Consigliere delegato Città Metropolitana

Matteo Lepore
Assessore Comune di Bologna

Cgil                              Cisl                                Uil Bologna
Alessio Festi           Alberto Schincaglia       Carmelo Massari


10 febbraio 2016

La carta universale e le assemblee a Bologna

Fino alla fine di marzo, anche la Cgil di Bologna sarà impegnata su tutto il territorio metropolitano con assemblee e riunioni per diffondere i contenuti del Nuovo Statuto dei lavoratori, la Carta dei diritti Universali del lavoro proposta dalla CGIL a livello nazionale come alternativa ad un modello di lavoro sempre più frammentario e “volatile” che anche il Jobs Act propone.

Oltre 1500 assemblee di lavoratrici e lavoratori, primi fra tutti quelli precari, a cui vanno aggiunte centinaia di riunioni di pensionati (oltre 20mila le persone che abbiamo incontrato solo nelle prime tre settimane di consultazione), rappresentano per noi uno straordinario momento di ascolto e di riflessione, sui temi contenuti nella Carta, che invitiamo tutte e tutti a scaricare dal nostro sito internet, ma anche sulle questioni di attualità che investono Bologna. E questo prezioso patrimonio lo vorremmo condividere con la città.

Le vicende che hanno riguardato colossi dell’industria come Saeco e Coop Costruzioni ci dicono che la crisi non è superata, e che il “vento” della ripresa è per ora debole e non sufficiente a invertire la tendenza. Nel settore industriale sono 450 le aziende colpite dalla crisi, e 11432 i lavoratori coinvolti, di cui 3800 collocati in mobilità, 4.667 in Cassa integrazione ordinaria, 1.675 in Cassa integrazione straordinaria, 1.288 in Contratto di Solidarietà. A questi numeri vanno aggiunte le aziende in procedura di fallimento, o già fallite: ad oggi 38 con 1.217 lavoratori coinvolti. Ai 3800 lavoratori in mobilità si sommano poi i 1217 in uscita dalle aziende in procedura, mentre restano aperte le incognite su chi è in Cassa integrazione straordinaria e in solidarietà.

In questo contesto, chi ha ancora la fortuna di possedere un impiego ci racconta di comprendere a fatica perché, come si apprende dalla stampa, le insegnanti delle scuole dell’infanzia dovrebbero avere problemi a fornire un servizio ai bambini durante il mese di luglio, periodo in cui notoriamente le famiglie hanno più difficoltà nella gestione dei figli dopo la chiusura delle scuole. E il problema diviene ancora più incomprensibile quando le polemiche odierne sorgono non perché questo servizio viene offerto da privati, come normalmente accade negli ultimi vent’anni e più. Ma poiché la proposta arriva dal Comune, che attraverso il personale pubblico fatto di educatrici e insegnanti propone di fornire alle famiglie una “copertura” estesa a parte dell’estate come previsto nel contratto Enti Locali, a differenza di quello Scuola.
Siamo quindi di fronte ad un bivio: o diciamo che il pubblico deve recuperare e gestire direttamente i servizi, recuperando anni di decentramento ed esternalizzazione, e trovando i giusti equilibri con il personale e i contratti di lavoro applicati. Oppure bisogna sapere che la soluzione ai servizi estivi viene consegnata definitivamente al privato, avvalorando le politiche di chi sostiene che il pubblico non è capace di dare le risposte ai cittadini.

Ma sono tanti altri i temi che emergono dalla consultazione. Temi che riguardano da vicino il futuro del nostro territorio, gli investimenti, le scelte strategiche. Nelle assemblee svolte giorni fa, quando un  camion si è rovesciato in autostrada creando ingorghi e file interminabili, in molti si sono chiesti dove fosse l’alternativa al Passante Nord. Se lo sono chiesti cittadini e lavoratori comuni, che magari non frequentano i sostenitori della cementificazione o i sostenitori dell’ambientalismo. C’è un clima di rassegnazione: sfumato il Passante Nord, si attende il Passante di Mezzo (allargamento dell’attuale asse autostradale), e nel frattempo si fanno calcoli su quante volte si bloccherà la tangenziale, e sulla quantità dello smog concentrato nei quartieri residenziali della città. Come CGIL, a questi lavoratori rispondiamo che siamo in attesa di un incontro, da tempo richiesto, in sede di Città Metropolitana. Primo o poi ci convocheranno e ci diranno come sarà il nuovo Passante, ci chiariranno quali investimenti intendano fare, e con quali tempi di realizzazione. Così come guardiamo con preoccupata attenzione alle vicende della Fiera dove, un dibattito non sempre facilmente decifrabile, lascia in ombra l’unica via di uscita che ci pare imprescindibile: il progetto del rilancio del quartiere fieristico. Poi c’è l’infrastrutturazione necessaria per FICO e il collegamento veloce per l’Aeroporto e la Stazione. Collegamento che pare finalmente partito ma il cui completamento va perseguito con celerità e decisione.

Infine, dagli incontri con lavoratori e pensionati emerge una grande preoccupazione sulla Sanità, sulle conseguenze dei tagli imposti dal Governo. Il timore è che uno dei sistemi sanitari più efficienti e di qualità d’Europa possa subire un duro colpo, con conseguenze vistose su anziani, bambini e lavoratori a iniziare dalla serrata di ospedali e dalla riduzione di visite specialistiche. Non tutti, del resto, lavorano in aziende ricche e prosperose in cui il welfare aziendale mette una “toppa” ai buchi del Servizio Sanitario Nazionale. Per questo occorre, come sosteniamo da tempo, aiutare il Sistema Sanitario Nazionale con un Fondo territoriale regionale, che metta a disposizione della collettività intera i servizi integrativi, evitando sviluppi di welfare corporativi che ci riporterebbero agli anni Cinquanta del secolo scorso.

Nonostante tutto però, nei dibattiti di questi giorni regge ancora la fiducia che questo territorio e questa Regione ce la possano fare, se sapremo trarre fino in fondo l’insegnamento di chi ci ha preceduto e cioè “fare squadra” , stare insieme e non rincorrere interessi di parte o di breve respiro. Regione, Città Metropolitana, Università, forze economiche e produttive, sistema del credito e Fondazioni: tutti devono contribuire guardando allo sviluppo futuro, alla creazione di nuovi posti di lavoro, a maggior ragione dopo che a crederci sono anche le multinazionali straniere (Philips a parte), venute ad investire qui nonostante avessero a disposizione il mondo.

Maurizio Lunghi
Segretario generale CdLM-Cgil Bologna

Bologna, 10 febbraio 2016


10 febbraio 2016

Intesa quadro sui rapporti Regione-Città metropolitana

Si è finalmente concluso il lungo iter che ha portato alla firma del verbale di incontro tra CGIL, CISL, UIL, Regione Emilia-Romagna e Città Metropolitana sull’Intesa Quadro che regolerà i rapporti, le relazioni, gli ambiti di intervento e le collaborazioni tra le due Istituzioni.

L’Intesa, la prima in Italia, oltre a specificare le reciproche competenze istituzionali, richiama l’obiettivo del rinnovamento della governance della Città Metropolitana, le assegna specifiche funzioni proprie e differenziate rispetto alle altre aree vaste territoriali e le colloca all’interno di un sistema di governance coordinato dalla Regione che garantisce il più elevato grado di integrazione, cooperazione e coesione tra le Istituzioni territoriali, quale valore aggiunto per il futuro sviluppo dell’intero territorio regionale.

Il testo ha recepito i  principali obiettivi che i sindacati intendevano ottenere:

– Tutte le principali funzioni della città metropolitana, dalle infrastrutture strategiche alla pianificazione, dalla mobilità allo sviluppo economico e sociale, si baseranno sulle previsioni e sugli obiettivi contenuti nel Patto per il lavoro regionale e nel Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico. In particolare, per quanto riguarda gli impegni a creare nuova, buona e piena occupazione, a garantire i principi di legalità nel lavoro e negli appalti, ad attuare politiche di investimenti pubblici per rilanciare la ripresa, a favorire la semplificazione amministrativa attraverso la digitalizzazione e l’informatizzazione, a favorire lo sviluppo di un welfare metropolitano attraverso un nuovo sistema di governance sociale e sanitaria che tenga conto di tutte le esperienze sul territorio;

– Il riconoscimento di un percorso di riallocazione del personale garantendo la tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità;

– L’impegno dell’Assessore Petitti e del Sindaco Merola ad accogliere la proposta dei sindacati di attivare tavoli tematici per aprire specifici ed articolati confronti sulla definizione dei temi;

– L’impegno del Sindaco Merola, per il futuro, di garantire un maggiore coinvolgimento dei sindacati nell’elaborazione del Piano strategico metropolitano e per garantire un adeguato e costante confronto con le RSU sulla riorganizzazione delle strutture della Città Metropolitana.

Da questo momento in poi, i sindacati saranno impegnati a lavorare per dare concreta attuazione ai contenuti del verbale sottoscritto.

CGIL E.R. /Bologna/ Imola                     CISL E.R. Area Metropolitana            UIL E.R. /Bologna
Antonella Raspadori                                  Antonio Amoroso                               Giuseppina Morolli
Alessio Festi                                              Alberto Schincaglia                            Luciano Roncarelli
Mirella Collina

Bologna, 10 Febbraio 2016


10 febbraio 2016

Cinema per anziani zona Reno Galliera

Con l’iniziativa “POMERIGGI AL CINEMA” il Sindacato dei Pensionati Italiani della zona Reno Galliera, in collaborazione con AUSER e ACEC Emilia Romagna e il patrocinio dell’UNIONE RENO GALLIERA, promuove una iniziativa rivolta a persone anziane e/o con gradi di fragilità sanitaria e sociale.

L’iniziativa è stata presentata in un incontro pubblico al Centro Civico di Piazza dei Martiri di San Pietro in Casale, alla presenza delle associazioni promotrici, del Segretario Territoriale dello SPI CGIL Valentino Minarelli, dell’Assessore alla Cultura del Comune di San Pietro in Casale Anna Maria Masetti e di don Dante Martelli che ha messo a disposizione il Teatro Cinema Italia dove verranno proiettate le pellicole dell’attuale circuito distributivo.

L’iniziativa vuole essere un contributo alle politiche inclusive rivolte ad anziani soli o con difficoltà a partecipare ad appuntamenti ricreativi e culturali e per la realizzazione del progetto è stato importante il contributo dei volontari dell’Auser che si incaricheranno di effettuare il trasporto di quei cittadini con difficoltà a raggiungere il Teatro Italia a San Pietro in Casale.

Il programma della rassegna prevede una proiezione quindicinale il martedì pomeriggio con inizio alle ore 14.30 a partire da martedì 23 febbraio e continuerà per 8 appuntamenti fino al 31 Maggio 2016.

Nei prossimi giorni verrà diffusa la programmazione dei diversi appuntamenti e i cittadini potranno rivolgersi alle leghe dello Spi per la prenotazione del servizio di trasporto con particolare attenzione alle persone con diverse disabilità motorie.

Nell’auspicare che l’iniziativa possa godere del gradimento dei cittadini interessati, invitiamo a dare ampia diffusione dell’iniziativa.

Bologna 10 febbraio 2016

per lo SPI CGIL Territoriale
il Segretario Generale
Valentino Minarelli


9 febbraio 2016

Vertenza municipale, incontro in Prefettura

Si è svolto oggi in Prefettura il tentativo di conciliazione promosso da CGIL-CISL-UIL-SULPL per la vertenza relativa alla Polizia Municipale di Bologna. Nel corso dell’incontro, a fronte di una propensione di massima dell’Amministrazione alla riapertura del confronto, ci siamo dichiarati disponibili a condizione che il Comune esplicitasse in modo formale la disponibilità a rimettere in discussione, allo scopo di avvicinarli alle nostre richieste, i punti più sofferti dell’impianto che nel dicembre scorso non ha visto la condivisione della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Flessibilità degli orari, revisione dei turni atipici, rimodulazione dei tetti per i servizi disagiati ed esenzioni (oltre alla verifica delle parti economiche collegate) sono i punti che l’Amministrazione si è impegnata a ridiscutere, dichiarando l’intenzione di voler giungere ad un punto di accordo che, tenendo fermo l’obiettivo condiviso di rispondere ai bisogni della città, vada incontro alle richieste avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori.

Anche sul tema della mobilità si registra un’apertura, che andrà esplorata – come le altre – a partire dal 18 febbraio prossimo alla riapertura del confronto. Si è dimostrata efficace quindi, la scelta da noi effettuata di promuovere formalmente lo stato di agitazione che ha portato al verbale di oggi; stato di agitazione che abbiamo deciso di sospendere (e non di revocare) in attesa di vedere cosa produrrà il confronto, che abbiamo chiesto e ottenuto di contingentare ad un periodo di dieci giorni, al fine di poter – in caso di non auspicabili sviluppi negativi – riprendere immediatamente le iniziative di mobilitazione.

FP CGIL      CISL FP     UIL FPL    SULPL
Bologna     Bologna    Bologna    Bologna

Bologna, 09 febbraio 2016


8 febbraio 2016

One billion rising: le donne Cgil partecipano!

Anche le Donne della Cgil di Bologna aderiranno e parteciperanno al flash mob e alle iniziative organizzate a Bologna domenica 14 febbraio in occasione di One Billion Rising Revolution, l’happening mondiale lanciato nel 2012 contro la violenza di genere.

14 febbraio 2016 riempiamo le piazze in tutto il mondo! Un miliardo di donne insorgono in tutto il mondo contro la violenza alle donne. Balliamo per dire NO alla violenza contro le donne!

Eve Ensler, quattro anni fa lanciò una sfida: trasformare il giorno di San Valentino in una giornata contro la violenza alle donne. Eve insieme a tutte noi ci è riuscita!

“Un miliardo di donne al mondo che subiscono violenza è un atrocità, un miliardo di donne che scendono in piazza è una rivoluzione”.

La più grande manifestazione di massa di donne, giunta alla quarta edizione,  per trasformare la paura e il dolore in energia, gioia, a partire dal proprio corpo in rivolta.
L’indignazione ci accompagna contro le ingiustizie, le violenze subìte da tutte le donne in tutto il mondo ci fanno reagire per dire No alla violenza usando tutte le forme di protesta possibile.

Quest’anno dedichiamo One billion rising alle donne migranti: violenza, soprusi, stupri, carceri, ricatti, morte nei viaggi della speranza per trovare una vita migliore. Sono donne che spesso vengono da paesi in cui vivono già molte forme di violenza e con coraggio lottano per la loro sopravvivenza e la libertà per le loro figlie e figli. Sono anche donne lesbiche che cercano un posto migliore per vivere e scappano da “stupri punitivi e correttivi”. Chiediamo un accoglienza con uno sguardo di genere per le donne in fuga affinché le discriminazioni, le disuguaglianze non ricadano ancora sulla loro pelle.

La violenza maschile contro le donne non ha colore, religione, nazione, cultura ma è trasversale a tutte le società e serve a mantenere uno squilibrio di potere tra i generi e uno stato di sottomissione delle donne. Dopo i fatti di Colonia possiamo solo prendere le distanze da ogni tentativo di strumentalizzazione razzista e riteniamo che il corpo delle donne non sia un “bene da difendere”, proprietà dei maschi. Le donne sono soggetti liberi che si ribelleranno sempre agli attacchi alla loro libertà, da qualunque parte essi vengano.

Per questo saremo tutte in piazza il 14 febbraio e tutti giorni per dire NO alla violenza maschile.

Il programma di Bologna domenica 14 febbraio 2016

Ore 14.00 Scala del Pincio. Piazza XX settembre. Flash mob
Parata, via Indipendenza

ore 15.00 Piazza Maggiore. Flash mob

Indossate qualcosa di rosso, portate tamburi e tanta energia.

ore 17.00-20.00
Aperitivo solidale a favore della Casa delle donne per non subire violenza.
Balli e Parole contro la violenza. Mostra di MADITTZ, pittrice Filippina
Qubò, via Sampieri 3, Bologna.

Promuovono l’iniziativa: Casa delle donne per non subire violenza, Associazione Armonie, One Billion Rising Italia, ArciLesbica Bologna, Donne CGIL Bologna, LIWANAG Associazione donne filippine, Cooperativa CADIAI, Gruppo Montagnola, Sos Donna, Fit dance Calderara di Reno, Libreria delle donne di Bologna, e tante donne singole.


5 febbraio 2016

Raggiunto nella notte l’accordo Saeco

L’accordo raggiunto nelle prime ore di stamani, 5 febbraio 2016, con Philips-Saeco, sul piano di ristrutturazione dello stabilimento di Gaggio Montano dopo settanta giorni di presidio, è il frutto di una straordinaria mobilitazione e rappresenta un risultato utile per i lavoratori in riferimento alla situazione che si era determinata.

L’accordo, sottoscritto anche dal Ministro allo Sviluppo Economico Guidi, dal Viceministro Bellanova e dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini, prevede un impegno a lungo termine per salvaguardare l’occupazione dei lavoratori dell’azienda bolognese, riduce il numero degli esuberi e prevede l’utilizzo della Cigs per crisi in contemporanea con la mobilità, alla quale i lavoratori che aderiranno volontariamente percepiranno 75.000 euro di incentivo.

L’accordo prevede poi impegni di formazione, riqualificazione, reindustrializzazione. Per questa ragione ne diamo un giudizio positivo.

Vincenzo Colla    Bruno Papignani    Maurizio Lunghi    Alberto Monti
CGIL ER             FIOM CGIL ER          CDLM BOLOGNA    FIOM BOLOGNA

Bologna, 5 febbraio 2016


3 febbraio 2016

Elezioni Rsu al Mulino, vince la Slc

Nelle giornate di ieri e oggi, 2 e 3 febbraio 2016, si sono tenute le elezioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Casa Editrice “Il Mulino” per eleggere la rappresentanza sindacale.

I lavoratori hanno premiato il lavoro svolto in questi anni dall’Slc Cgil, facendole prendere 3 seggi su 3. Hanno partecipato al voto 37 lavoratori su 40, dimostrando una volontà di partecipazione. Crediamo che che questo risultato importante sia stato determinato anche grazie agli accordi raggiunti in un periodo di crisi del settore che ha coinvolto anche la casa editrice. Risultati che sono stati possibili conseguire soprattutto grazie alla compattezza delle lavoratrice e dei lavoratori e alla loro capacità di mobilitarsi. Questi risultati hanno consentito di porre un freno ai  pesanti effetti delle nuove normative in materia di lavoro garantendo i diritti dei lavoratori coinvolti nel processo di esternalizzazione.

Tali risultati ci rendono più forti nel sostenere la nuova “Carta dei diritti universali del lavoro”, che ci impegnerà nei prossimi mesi per ricostruire un sistema di diritti universali ed inclusivi per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Sicuri nel proseguire la strada intrapresa, l’Slc Cgil ringrazia tutte le lavoratrici e i lavoratori per la fiducia che ci viene confermata e augura buon lavoro a tutte le delegate elette.

Slc Cgil Bologna

Antonio Rossa                      Giulia Santoro
Segreteria Slc Cgil Bo       Segretario Generale Slc Cgil Bo


3 febbraio 2016

Reintegrate 4 lavoratrici New cleaning services

Nei giorni scorsi, il giudice del lavoro del Tribunale di Bologna Maria Luisa Pugliese ha emesso una sentenza di reintegra al proprio posto di lavoro per quattro lavoratrici dell’azienda New Cleaning and Services Srl (NCV), che aveva l’appalto per le pulizie delle camere ai piani in un albergo del Bolognese.

Dopo la perdita dell’appalto, due anni fa l’azienda aveva aperto le procedure di mobilità, e immediatamente inviato alle quattro lavoratrici altrettante lettere di licenziamento senza dare seguito alla procedura prevista dalla legge e alla necessaria fase di incontro con i sindacati. In un primo tempo, il Tribunale del lavoro aveva accolto l’impugnazione individuale dei licenziamenti da parte dell’avvocato Guido Reni (studio legale Piccinini). Ma, in ossequio alle recenti modifiche di legge, aveva previsto per le lavoratrici solo un indennizzo in qualità di risarcimento economico.

A questo punto, è stato fatto un nuovo ricorso per comportamento antisindacale: le quattro lavoratrici erano tutte iscritte alla Filcams-Cgil di Bologna, e il fatto che l’azienda avesse subito proceduto a licenziarle senza contattare i sindacati né attendere l’apertura di un tavolo di crisi rappresentava per i legali un comportamento palesemente antisindacale.

Nei giorni scorsi, infine,  il Tribunale ha accolto anche quest’ultimo ricorso, disponendo la reintegra come misura riparatoria, la copertura delle spese legali, e la pubblicazione della sentenza sui principali quotidiani.

La segreteria della Filcams-Cgil di Bolognaesprime, a questo proposito, “piena soddisfazione per una sentenza che dispone la reintegra delle lavoratrici nel proprio posto di lavoro, non solo un risarcimento economico, affermando che la legge 223/1991 sui licenziamenti collettivi non può essere scavalcata”.

Bologna
3 febbraio 2016

Filcams-Cgil Bologna
Debora Cervi
Emiliano Sgargi


3 febbraio 2016

Manz sospende le procedure di licenziamento

La Manz sospende la procedura di licenziamento! La trattativa continua!
Nella giornata di ieri martedì 2 febbraio, presso la sede della Città Metropolitana, si è svolto un incontro tra la Manz e le OO.SS alla presenza del Sindaco di Sasso Marconi e della Regione Emilia Romagna.

Su specifica richiesta delle Organizzazioni sindacali, e a seguito delle iniziative di lotta, l’Azienda ha convenuto di sospendere la procedura di licenziamento riguardante nove lavoratori dello stabilimento di Sasso Marconi. Questa decisione è stata presa al fine di approfondire meglio, valutandole nel merito, le reciproche proposte. L’azienda ha dato infatti la propria disponibilità a un confronto senza pregiudiziali, e a tal fine è stato convocato per il 16 febbraio un nuovo tavolo di trattativa.

L’incontro di oggi, sebbene interlocutorio, viene giudicato positivamente dalle OO.SS oltre che per la sospensione della procedura, anche per lo spirito costruttivo con cui si sono affrontate le diverse problematiche. Le OO.SS ringraziano le Istituzioni presenti al tavolo per la disponibilità e l’importante contributo dato alla discussione, auspicano altresì che questo lavoro congiunto porti a una positiva conclusione della vicenda.

Primo Sacchetti Fiom-Cgil Bologna
Lorenzo Tamarri Fim-Cisl Bologna


3 febbraio 2016

Sfratto per morosità incolpevole, nota segreteria Cgil e Sunia

Lo sfratto, una delle principali componenti del dramma sociale dell’emergenza abitativa, nel territorio bolognese negli ultimi 10 anni ha coinvolto circa 15.000 famiglie, la maggior parte delle quali caduta in morosità perché non è più riuscita a pagare l’affitto. Questi sono i numeri di un dramma che è il risultato della progressiva scomparsa di risorse destinate alle famiglie in affitto, che in numero crescente non riescono più ad affrontare una crisi durissima ed un livello degli affitti insostenibile, e, mentre il Governo ed il Parlamento guardano solo alla casa in proprietà, centinaia  di famiglie hanno perso o rischiano di perdere la loro abitazione.

I Comuni, da parte loro, incontrano sempre più difficoltà a far fronte anche alle situazioni più estreme del disagio abitativo, mentre nulla si sa dell’esito delle iniziative volte a permettere ai Comuni di usare il patrimonio statale inutilizzato per finalità abitative.

Nel 2014 (dati Ministero dell’Interno) presso il Tribunale di Bologna sono stati convalidati 1500 sfratti, il 95% dei quali per morosità. Stando alle prime rilevazioni questi dati verranno confermati anche per il 2015.

Nell’anno appena passato, a temperare la tensione sul fronte sfratti, un ruolo positivo nel nostro territorio l’hanno svolto le misure antisfratto previste dal Protocollo Prefettizio per le situazioni di morosità incolpevole.
Il SUNIA, che insieme ad altri sindacati inquilini, in base agli impegni sottoscritti, è stato chiamato a svolgere il compito di mediazione tra proprietari ed inquilini per promuovere l’adesione al Protocollo, nel 2015 è intervenuto su oltre 200 situazioni di sfratto, sia per favorire la rinuncia alla convalida, sia per promuovere il differimento dell’esecuzione.
Di questi 200 interventi la metà ha avuto un esito negativo, per vari motivi (indisponibilità del proprietario, insussistenza della condizione di morosità incolpevole, impossibilità dell’inquilino a fare fronte agli impegni successivo all’accordo, ecc), mentre sono state portati a buon fine 100 interventi, così distribuiti:
1) Rinuncia allo sfratto: conclusi dal SUNIA n° 65    (su un totale di 103)
n° 21 Bologna     (su un totale di 57)
n° 44 altri Comuni (su un totale di 46)
2) Differimento dell’esecuzione (da 6 a 12 mesi): conclusi dal SUNIA n° 35 (su un totale di 40)
n° 18 Bologna     (su un totale di 23)
n° 17 altri Comuni (su un totale di 17)

Un risultato significativo, se si considera che il Protocollo nella nuova versione è diventato operativo solo a marzo 2015, che ha permesso di impiegare circa il 60% delle risorse a disposizione, contro il 20% della media nazionale. Un risultato che potrà ancora migliorare se le amministrazioni, mentre stanno per arrivare in Regione i fondi 2016 (€ 5.945.946 di cui per Bologna circa € 800.000), sapranno apportare all’impianto attuale i necessari correttivi, sia per quanto riguarda la destinazione e la misura degli aiuti economici, sia per quanto riguarda le  procedure.

Segreteria SUNIA Bologna / S. Sovilla (segreteria CGIL Bologna)


2 febbraio 2016

Presidio lavoratrici Incos a Unindustria

Nel pomeriggio di oggi, 2 febbraio 2016, laFilt-Cgil di Bologna organizza un presidio insieme allelavoratrici in appalto per il servizio di facchinaggio dellostabilimento Incos di Castello d’Argile (Bo). Il presidio si svolgerà alle 16 davanti alla sede di Unindustria di via San Domenico a Bologna, contestualmente all’incontro fra sindacati ed azienda sul cambio appalto disposto dall’azienda.

A dispetto di quanto sancito nel verbale d’incontro dello scorso 26 gennaio, da ieri le quaranta lavoratrici dell’appalto sono state sospese dal lavoro, e almeno per ora sostituite da un gruppo di lavoratrici interinali.

Bologna,2 febbraio 2016

Filt-Cgil  Bologna
Carlo Parente
Alberto Ballotti


1 febbraio 2016

Il 5 febbraio sciopero ristorazione collettiva

Guarda tutte le foto della manifestazione sulla pagina Facebook della Cgil Bologna!

Il presidio territoriale per la REGIONE EMILIA ROMAGNA sarà davanti alla sede di Legacoop regionale a Bologna in Via Aldo Moro n.16, che è anche sede nazionale di ACI servizi ed utilities (coordinamento nazionale delle centrali cooperative), nella mattinata di venerdì 5 febbraio dalle 9,30 alle 12-12,30.


1 febbraio 2016

Formazione a distanza sulla Carta dei diritti

Sul  portale della Cgil dedicato alla formazione a distanza è disponibile un corso sulla Carta dei diritti universali del lavoro, dal titolo  Carta dei diritti universali del lavoro – Nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Il corso, gratuito, è costituito da una lezione introduttiva del segretario generale Cgil Susanna Camusso sulle ragioni della Carta, sulla campagna di consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, e sulla raccolta delle firme e la futura campagna politico-sindacale a sostegno della nostra Proposta di Legge di Iniziativa Popolare.

Il corso è diviso in 6 moduli, ciascuno composto da una lezione di Serena Sorrentino (segreteria Cgil nazionale) e da una lezione di un professore universitario (Vittorio Angiolini o Umberto Carabelli), più il testo degli articoli della Carta riferiti a quella lezione, oltre alla parte del Vademecum relativo a quegli articoli preparato dal Coordinamento Giuridico della Cgil.

I 6 moduli sono legati ma comunque indipendenti, e prevedono una gestione individuale dei tempi e dei modi per guardare, leggere i testi, approfondire.
Sono inoltre linkate le pagine del nostro sito con i testi della Costituzione, e dello Statuto dei Lavoratori (L. 300 del 1970), le pagine del Blog “La Cgil nel Novecento” dedicate alla Storia dello Statuto a cura dell’Archivio storico Cgil nazionale, il film realizzato per la Conferenza di Organizzazione sulla nostra storia e il bisogno del Nuovo Statuto, il testo integrale e completo della Legge e del Vademecum, il link alla pagina del sito Cgil.it con tutti i materiali, le date, le news sulla campagna.

gennaio 2016

29 gennaio 2016

Delegati Fp aggrediti al Maggiore

Comunicato Stampa Fp Cgil Nazionale

Aggressione squadrista all’Ospedale Maggiore di Bologna
I delegati Fp Cgil aggrediti nella stanza sindacale dal segretario provinciale della FIALS

Roma, 29 gennaio 2016 – Durante l’orario dedicato ad incontrare le lavoratrici e i lavoratori dell’ospedale Maggiore di Bologna, il Segretario provinciale della Fials, sindacato autonomo della Sanità, ha aggredito i  rappresentanti Fp Cgil dell’azienda ospedaliera.

Un’aggressione squadrista, fatta con metodi fascisti, da personaggi dai quali, vista la particolare rilevanza del ruolo rivestito, ci si aspetterebbe ben altro, in primis il rispetto dei luoghi sindacali, oltre che delle persone.

La gravità dell’aggressione, infatti, è accentuata anche dal fatto che è avvenuta in uno spazio da tutti (eccetto qualcuno) considerato inviolabile: la stanza sindacale (in questo caso della Fp Cgil)

Uno dei due compagni aggrediti è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dello stesso ospedale, mentre i Carabinieri, accorsi sul luogo dell’aggressione, hanno esperito le attività necessarie.

Fials nazionale prenda immediatamente le distanze da questo episodio e condanni pubblicamente il comportamento del suo dirigete sindacale.

L’Azienda sanitaria, invece, intervenga immediatamente per ripristinare un clima di normalità e, soprattutto, di rispetto delle regole e delle corrette relazioni, non più e non tanto, di quelle sindacali, ma di quelle di civiltà. In un luogo pubblico, quale un ospedale, non è accettabile il verificarsi di queste situazioni.

Ai compagni coinvolti in questo gravissimo episodio va tutta la solidarietà della Fp Cgil e della Cgil tutta.


28 gennaio 2016

Reintegrato il delegato Fiom Metalcastello

La Fiom-Cgil di Bologna esprime soddisfazione per come si è conclusa la vicenda del licenziamento del delegato Fiom-Cgil di Bologna della Metalcastello S.p.a. Abdalla Elhag Ali Mohamed.
Infatti, a seguito dell’impugnazione del licenziamento e della manifestazione, da parte della Società, della disponibilità ad un confronto serio sulla vicenda, è stato possibile raggiungere un accordo che ha portato alla reintegra nel posto di lavoro del delegato. Almeno quindi per uno dei tre recenti casi di licenziamento di delegati CGIL in Regione si è riusciti a trovare una soluzione, senza dover ricorrere al giudice, ma con un confronto chiarificatore tra le parti.

Per quanto riguarda la Metalcastello, si potrà così tornare ad un dinamico confronto sindacale, sulle scelte e le politiche aziendali, come è normale che sia quando ci sono fasi di cambiamento importanti negli assetti organizzativi o regolativi in un’azienda, che è interesse della FIOM portare avanti con spirito costruttivo, consapevole che la Metalcastello è una realtà produttiva solida, attiva e radicata nel territorio, dove a quanto riferisce è intenzionata a rimanere, quindi ben diversa, anche storicamente, da altre realtà aziendali nelle quali invece situazioni di forte crisi o scelte di delocalizzazione come per la Saeco, mettono a repentaglio centinaia di posti di lavoro.

Bologna, 28 Gennaio 2016
Il Segretario Generale Fiom-Cgil Bologna
Alberto Monti


28 gennaio 2016

Otto ore di sciopero per i lavoratori coop sociali

In occasione della prima assemblea provinciale a loro dedicata, oggi 28 gennaio 2016 le lavoratrici e i lavoratori della cooperazione sociale impiegati nei servizi educativi, scolastici, di assistenza agli anziani, dell’igiene ambientale situati a Bologna e Città Metropolitana hanno dato mandato a Fp Cigil, Cisl Fp e Fisascat Cisl per la proclamazione di un pacchetto di otto ore di sciopero, in merito alla vertenza per il rinnovo del contratto integrativo provinciale.

Questa mattina si è svolta la prima assemblea provinciale dei dipendenti della cooperazione sociale, durante la quale è stata condivisa con le 650 persone intervenute la prosecuzione della mobilitazione con un pacchetto di otto ore di sciopero, da proclamare successivamente al tentativo obbligatorio di conciliazione da svolgersi nei prossimi giorni in Prefettura a Bologna, qualora in quella sede non ci siano aperture importanti da parte dei rappresentanti dei datori di lavoro.

Gli interventi durante l’assemblea hanno sottolineato la necessità di vedere affermati diritti elementari come la certezza della retribuzione o le tutele nel caso di cambi di appalto o la tutela della salute. In poche parole, si può riassumere la necessità di ridare dignità ad un lavoro importantissimo ma troppo spesso non riconosciuto adeguatamente.

Un lavoro di qualità è lo strumento migliore per garantire un servizio di qualità: e un contratto integrativo permette di definire regole chiare che garantiscono diritti a chi opera direttamente sul campo e un servizio efficace ed efficiente alla cittadinanza.

Maurizio Serra
Fp-Cgil Bologna


27 gennaio 2016

Arriva a Bologna il pullman della Carta Universale

Giovedì 28 gennaio farà tappa a Bologna il pullman della CGIL Nazionale per la promozione e raccolta firme per la”Carta dei diritti universali del Lavoro – Nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori”.

In questa occasione, il pullman sosterà in Piazza Maggiore (di fianco al crescentone, lato Archiginnasio), dalle 9.30 alle 12.00, dove ci saranno molti delegati di aziende del territorio bolognese. Alle 10.30 la presenza del segretario generale Cgil di Bologna Maurizio Lunghi consentirà alla stampa di avere informazioni su come questa importante iniziativa si tradurrà in centinaia di assemblee aziendali nel territorio bolognese.

Oltre a ciò, sarà l’occasione per fare il punto sulle crisi aziendali attualmente in atto nella nostra provincia.

CdLM-CGIL Bologna


27 gennaio 2016

Mancini è il nuovo segretario Fillea Bologna

La FILLEA-CGIL di Bologna ha eletto Paolo Mancini Segretario Generale.

Oggi, 27 gennaio 2016, è stato eletto Paolo Mancini alla carica di Segretario Generale della Fillea-Cgil di Bologna. La proposta è stata avanzata dalla Fillea-CGIL Nazionale e dalla CGIL di Bologna. Su 44 votanti, i voti favorevoli sono stati 43, e un astenuto.

Mancini, 44 anni, assume questo incarico dopo un percorso: da semplice iscritto e delegato sindacale presso la Marzocchi S.p.a., azienda metalmeccanica di Bologna, è stato chiamato in apparato della Fiom di Bologna da Settembre 2001 a febbraio 2005. E’ approdato poi in apparato Fillea-CGIL Bologna da Marzo 2005 a marzo 2011, per entrare in Segreteria della Fillea di Bologna nell’Aprile 2011 ricoprendo diversi incarichi fino a diventare Segretario Generale della Fillea Bolognese in data odierna.

Mancini ha sostituito nell’incarico  Maurizio Maurizzi, che dal 9 Ottobre 2015 è stato chiamato a ricoprire l’ incarico di Segretario Generale della Fillea-CGIL Emilia Romagna.

Appena eletto, Mancini ha indicato i primi impegni con cui dovrà confrontarsi nel suo nuovo incarico. La priorità va alla difesa dei livelli occupazionali nelle imprese edili, nelle imprese industriali ed artigiane del legno e dei materiali da costruzione presenti sul territorio per contrastare i licenziamenti e coinvolgendo sempre più lavoratrici e dei lavoratori in questa delicatissima fase di forte crisi del settore, che non è ancora terminata.

Il neo segretario ha ribadito la necessità di realizzare opere strategiche per l’economia del territorio di Bologna quali il Servizio Ferroviario Metropolitana, il collegamento veloce (Aeroporto Stazione), il nodo di Casalecchio di Reno  e la soluzione del nodo di Rastignano e della nuova Bazzanese. Mancini, chiede, inoltre, che si faccia ogni sforzo possibile per non perdere i finanziamenti predisposti dal Governo per il Passante nord di Bologna, e trovando una soluzione percorribile e fattibile in tempi brevi per l’avvio dei cantieri.
Inoltre, Mancini ha inteso sottolineare la necessità di rinnovare I CONTRATTI INTEGRATIVI DELL’EDILIZIA, per dare una risposta concreta all’abbassamento del potere d’acquisto dei lavoratori.

Fillea-CGIL Bologna


27 gennaio 2016

Il 28 assemblea lavoratrici e lavoratori coop sociali

Prosegue la mobilitazione delle 8000 lavoratrici e lavoratori della cooperazione sociale che operano nel territorio di Bologna e della Città Metropolitana. Educatori ed educatrici dell’infanzia e del sostegno scolastico, operatrici ed operatori socio sanitari che lavorano nell’ambito dei servizi agli anziani, autisti di ambulanza, operatori di servizi culturali lottano per il rinnovo del contratto integrativo provinciale scaduto ormai da troppi anni. I lavoratori e le lavoratrici di questo settore gestiscono servizi delicatissimi: non si tratta di realtà residuali, ma imprese che richiedono ai propri lavoratori qualità e titoli di studio, che devono essere compensate con il riconoscimento di una maggiore dignità del lavoro.

I mesi di trattativa con le Centrali Cooperative – Agci, ConfCooperative, Legacoop – che rappresentano le Cooperative Sociali che operano in questi territori non hanno prodotto significativi passi avanti verso la chiusura dell’accordo: non solo hanno escluso la possibilità di inserire in un eventuale accordo miglioramenti economici, ma anche per argomenti normativi non ci sono state particolari disponibilità alla prosecuzione del confronto, adducendo come giustificativo il fatto di non avere un mandato diverso da parte dei propri associati.

Dopo i volantinaggi che si sono svolti in questi giorni ad asili nido, istituti scolastici, nei Quartieri, giovedì 28 gennaio si svolgerà la prima assemblea di tutte le lavoratrici e lavoratori della cooperazione sociale di Bologna e provincia.

Dalle 8 alle 10.15 il Teatro Centofiori in Via Gorki – zona Corticella – risuonerà delle voci di tutti quei lavoratori e lavoratrici che sono impiegati nei  servizi che garantiscono diritti e welfare ai cittadini di questo territorio.

Di fronte ad un persistente atteggiamento di chiusura da parte delle rappresentanze datoriali la mobilitazione proseguirà fino allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Per Fp Cgil                     Per Cisl Fp                       Per Fisascat Cisl
Maurizio Serra               Licia Dimase                  Silvia Balestri


27 gennaio 2016

Vertenza Municipale, nota dei sindacati

In merito alla vertenza riguardante la Polizia Municipale di Bologna, e alle dichiarazioni e notizie apparse sulla stampa in questi giorni, riteniamo necessario sottolineare  quanto segue:

– il punto di mediazione, per parte nostra molto sofferto, raggiunto lo scorso mese di dicembre è stato giudicato insufficiente dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia Municipale di Bologna. I motivi di quel risultato, che rispettiamo e che determinano come conseguenza diretta (e scontata) il permanere di una situazione di scontro fra l’Amministrazione, le lavoratrici e i lavoratori, e tutte le sigle sindacali che li rappresentano sono da ricercarsi – a nostro avviso – nel clima ingenerato dall’Amministrazione con le sue parole (le caste, i sindacati rappresentativi a giorni alterni) ma prim’ancora in provvedimenti organizzativi ritenuti dagli operatori più utili all’immagine e alla comunicazione che ad un reale miglioramento del servizio alla città. Da questo punto di vista guardiamo con curiosità ai dati sulle chiamate notturne evase annunciati ieri dall’Amministrazione e chiediamo di conoscerne e poterne verificare i dettagli e l’impatto reale.

– il nostro obiettivo era e rimane duplice: restituire alle lavoratrici e ai lavoratori un accordo (da loro condiviso) che, nel rispetto degli obiettivi dell’Amministrazione, corregga gli effetti distorsivi di un’organizzazione che fa dell’eccezione e dei sevizi “atipici” la regola quotidiana, sprecando energie di un corpo che, per ammissione stessa dell’Amministrazione, ha un’età anagrafica molto elevata. Al tempo stesso vorremmo contribuire a riaprire un dialogo fra l’Amministrazione e una componente importante dei suoi lavoratori che, è superfluo ricordarlo, saranno interlocutori anche della prossima Amministrazione.

– per questo, e fino al raggiungimento di questi obiettivi, proseguiremo con la mobilitazione, nelle forme che riterremo opportune oltre che possibili, a partire dalla comunicazione inviata in data odierna alla Prefettura di Bologna per riattivare le procedure di conciliazione (scadute nei primi giorni dell’anno) propedeutiche per legge ad un’eventuale ulteriore dichiarazione di sciopero. Questo anche dopo che, nei giorni scorsi, proprio al fine di cercare strade utili alla comprensione delle reciproche posizioni avevamo  lanciato l’idea di svolgere incontri nei Quartieri che potessero coinvolgere i Presidenti, con l’obiettivo non già di spostare impropriamente la trattativa ma di provare a spiegare le nostre ragioni. L’accoglienza (che potremmo eufemisticamente definire tiepida) di parte significativa di quegli interlocutori ci ha indotto ad annullare quegli appuntamenti, che – a differenza di altri che fanno discutere – non avrebbero avuto nessun impatto sul servizio perchè fuori orario di lavoro.

– infine, ci preme ribadire un concetto basilare; molte cose ci separano, nel merito e spesso anche nel metodo, da Usb. Nessuno meglio di noi conosce quanto è successo a quel tavolo di trattativa all’interno della delegazione sindacale, sappiamo chi ha fatto che cosa e chi ha per lo più assistito, evidentemente avendo deciso da tempo che su quel confronto non valeva la pena di investire per motivazioni sindacali e non. Premesso questo è profondamente sbagliato, prima ancora che dannoso, che la nostra controparte manifesti l’intenzione di scegliersi gli interlocutori (peraltro producendo un chiaro effetto paradosso): chi può stare a quei tavoli è stabilito da leggi, contratti, ma prima ancora dal voto e dall’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Bologna, 27/01/2016
FP-CGIL Michele Vannini
CISL-FP Enrico Bassani
UIL-FPL Loredana Costa
SULPL Stefano Mingoia


26 gennaio 2016

Incos: fissato incontro dopo la protesta

La mobilitazione di lavoratrici e lavoratori Incos, insieme alla Filt-Cgil Bologna, di questa mattina è riuscita, e da parte aziendale c’è stata una convocazione delle parti sindacali. Di comune accordo sindacati e Incos hanno sottoscritto un verbale d’incontro, che apre un primo e vero tavolo di trattativa sindacale avente ad oggetto la gestione dei cambi appalti, e delle cooperative di facchinaggio nello stabilimento di Castello d’Argile a Bologna.

FILTCGIL ed Incos hanno concordato e sottoscritto di fissare un incontro in data 2 febbraio 2016 in sede Unindustria Bologna (quest’ultima in qualità di associazione datoriale alla quale Incos è iscritta) in ragione del quale l’organizzazione sindacale e le lavoratrici hanno accettato di sospendere l’agitazione sindacale almeno fino alla data dell’incontro. In ragione di ciò, confidiamo che anche da parte di Incos ci si attenga a quanto concordato, per una fase di utili e costruttive relazioni sindacali.

Pur nel rispetto di quanto sottoscritto, la FILT CGIL ribadisce tuttavia l’importanza di raggiungere un accordo che salvaguardi i livelli occupazionali negli appalti dello stabilimento Incos ed il mantenimento delle condizioni contrattuali previste dal CCNL di settore, Logistica Autotrasporto Merci eSpedizioni vigente.

Bologna, 26 gennaio 2016

FILT CGIL BOLOGNA


26 gennaio 2016

Incos riprova a licenziare, oggi sciopero

Nello stabilimento Incos di Castello d’Argile, in provincia di Bologna, continua la lotta delle lavoratrici impiegate nelle attività di logistica e movimentazione merci esternalizzate in appalto dalla società Incos Cosmeceutica Industriale Srl, ex Gruppo Guaber, ed associata ad Unindustria Bologna. Nello stabilimento Incos si produce per le linee Bionsen, Blanx, Vape, L’Angelica, Bio Repair, Manila, Bipantol, Prep e tante altre.

A sole tre settimane dal tentativo non riuscito della società Incos, che approfittando della chiusura dello stabilimento per le festività natalizie aveva cercato di licenziare più della metà delle quaranta lavoratrici in appalto e di ridurre gli stipendi delle rimanenti di oltre il 30%, in questi giorni Incos sta tentando ancora una volta di licenziare attraverso un cambio di appalto più della metà delle lavoratrici nonché di ridurre gli stipendi del 30% attraverso una illegittima selezione delle lavoratrici secondo criteri discriminatori. Ci sono incaricati che, muovendosi liberamente all’interno dello stabilimento, chiedono alle lavoratrici direttamente sul posto di lavoro di sottoscrivere contestualmente le proprie dimissioni e la nuova lettera di assunzione a condizioni peggiorative. Ci risulta che alcune lavoratrici siano state persino convocate individualmente negli uffici del direttore dello stabilimento, con una evidente tecnica intimidatoria.

Tutto questo avviene come reazione al fatto che da settembre 2015 la FILT CGIL ha ottenuto l’adeguamento delle retribuzioni delle lavoratrici, retribuzioni che per anni sono state versate in misura inferiore al minimo prescritto dal Contratto Collettivo di settore e tra l’altro con buste paga con gravi irregolarità.

Infine, dobbiamo constatare come le ultime dichiarazioni rilasciate pubblicamente dalla direttrice delle risorse umane del Gruppo Coswell si siano rivelate non corrette, oltreché immotivatamente sarcastiche, tenuto conto che alcune lavoratrici e madri di famiglia rischiano il posto di lavoro:la normativa infatti richiede, in caso di cambio di appalto, la convocazione di incontri con le organizzazioni sindacali finalizzati a  mantenere l’occupazione e le condizioni contrattuali di lavoro, entrambe queste ultime disattese in questo ennesimo tentativo di sostituire le lavoratrici.

La FILT CGIL e le lavoratrici in appalto oggi scioperano per salvare il proprio posto di lavoro e la propria retribuzione, e per dire basta all’ingerenza della società Incos nell’organizzazione dell’appalto ed a questi metodi intimidatori, dopo che per anni queste lavoratrici hanno lavorato professionalmente e seriamente nello stabilimento di Castello d’Argile permettendo alla società Incos di crescere e fare profitti di milioni di euro vendendo prodotti destinati proprio a consumatrici donne.

Bologna, 26 gennaio 2016
FILT CGIL BOLOGNA


22 gennaio 2016

Accordo sulle progressioni in Comune

Nella serata di ieri, 21 gennaio 2015, abbiamo sottoscritto l’accordo per la riattivazione delle Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) per i dipendenti del Comune di Bologna.
Le progressioni economiche erano bloccate da 6 anni in virtù della normativa che imponeva il divieto per legge di aumentare la retribuzione individuale dei dipendenti pubblici rispetto a quanto percepito nel 2010, divieto decaduto solo con la legge di stabilità 2015.

L’accordo sottoscritto ieri prevede lo stanziamento di risorse per complessivi 1.660.000 Euro nel biennio, in grado di garantire complessivamente oltre 2000 progressioni, di cui circa i 2/3 già a partire dal 1 febbraio 2016 (1.090.000 euro nel 2016 e almeno 570.000 euro nel 2017).

La trattativa con il Comune di Bologna aveva subito una brusca interruzione alla fine del 2015 quando, a seguito della consultazione dei lavoratori in assemblea la proposta che l’amministrazione aveva presentato all’incontro del 18 dicembre era stata respinta dalle OO.SS. e dalle RSU.

L’accordo attuale registra, rispetto alla proposta precedente,un aumento delle risorse pari 120.00 euro e l’accoglimento della nostra proposta di valorizzare ai fini della progressione anche i periodi a tempo determinato o svolti in altri Enti Pubblici dei lavoratori recentemente assunti con contratto a tempo indeterminato al Comune di Bologna. Si tratta di Operatori ed Educatori dei nidi d’infanzia che in questo modo completano il processo di emancipazione da una lunga storia di precariato per il superamento del quale le OO.SS. hanno in questi anni condotto una battaglia costante.

Ulteriore elemento di positività è rappresentato dal fatto che le progressioni saranno totalmente finanziate con le risorse aggiuntive che, a seguito delle nostre pressioni, l’Amministrazione comunale ha stanziato specificamente a questo scopo. Non ci saranno quindi ricadute sulle quote destinate alla produttività dei dipendenti.

Riteniamo quindi di aver raggiunto un accordo soddisfacente, che finalmente consente di dare risposta nell’immediato ad un’ampia platea di lavoratori, riattiva anche in prospettiva futura una opportunità che per diversi anni è stata preclusa, e non provoca ricadute su altri elementi retributivi di tutti i lavoratori anche non direttamente interessati alle progressioni.

FP CGIL                                        CISL FP                                                UIL FPL
Bologna                                      Bologna                                              Bologna

Bologna, 22 gennaio 2016


21 gennaio 2016

Mercoledì sciopero degli alimentaristi per il contratto

Nella giornata di ieri, 20 gennaio 2016, nell’ambito delle iniziative di lotta proclamate da Flai-Cgil Fai-Cisl e Uila-Uil nazionale per il rinnovo del Contratto di lavoro collettivo nazionale nel comparto dell’industria alimentare privata, si è svolta una manifestazione di zona alla quale hanno partecipato scioperando le lavoratrici ed i lavoratori di Cannamela, Alcisa, e Felsineo.
Lavoratrici e lavoratori si sono ritrovati intorno alle 13 alla rotonda di Zola Predosa, inaugurata ieri, per manifestare insieme. Alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Zola, Stefano Fiorini, che si è impegnato a fare approvare dal Consiglio comunale della cittadina un ordine del giorno in favore della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

I lavoratori dell’industria alimentare privata sono in lotta per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, diritto che viene negato dalle inaccettabili e provocatorie posizioni espresse da Federalimentari, che dice “No” alle richieste presentate in piattaforma, pretendendo invece obbligo di lavorare fino a 72 ore settimanali, eliminazione degli scatti di anzianità, eliminazione del premio di produzione, blocco della contrattazione aziendale, nessun aumento per l’anno 2016, aumento di soli 7 euro lordi a partire dal 2017. Tali posizioni dimostrano in modo inequivocabile che siamo di fronte alla decisione di Federalimentari di svalorizzare il lavoro, riducendo i diritti e comprimendo i salari, quale unica leva per competere sul mercato.

La lotta dei lavoratori del settore alimentare è in difesa della dignità del lavoro, e per la definizione di un modello di relazioni sindacali funzionale ad un sistema produttivo che si colloca sul profilo alto del mercato.

Luigi Maiello
Vincenzo Grimaldi
Flai-Cgil Bologna


20 gennaio 2016

#svegliatitalia ci siamo anche noi
La CGIL di Bologna aderisce e invita tutti a partecipare all’iniziativa che, nella campagna “#SVEGLIATITALIA – fai il primo passo verso l’uguaglianza”per il riconoscimento di dignità, diritti e uguaglianza, si svolgerà in tantissime piazze d’Italia sabato 23 gennaio. L’appuntamento a Bologna è in Piazza del Nettuno alle ore 16.00.

Alleghiamo comunicato CGIL Nazionale e link della campagna nazionale.

Alessio Festi                    Giovanna Balzoni
Segreteria CDLM            Sportello Nuovi Diritti


20 gennaio 2016

Coop sociali: mobilitazione per l’integrativo
Oggi, 20 gennaio 2016, parte la mobilitazione degli 8000 lavoratori e lavoratrici della Cooperazione Sociale che operano a Bologna e nei Comuni della Città Metropolitana per lo sblocco della vertenza sul contratto integrativo provinciale scaduto da diversi anni.

Fino alla fine di questa settimana volantinaggi davanti ai luoghi di lavoro per informare della vertenza i fruitori dei servizi mentre per la prossima settimana è prevista la prima assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori della cooperazione sociale che operano nei servizi di Bologna e della Città Metropolitana.

I lavoratori e le lavoratrici di questo settore gestiscono servizi delicatissimi, fra cui la cura di anziani e bambini, persone non autosufficienti, e negli ultimi anni hanno espanso il loro intervento anche in settori quali le biblioteche, la comunicazione, l’igiene ambientale.
Non si tratta di realtà residuali, ma imprese che richiedono ai propri lavoratori qualità e titoli di studio, che a nostro avviso  devono essere compensate con il riconoscimento di una maggiore dignità del lavoro.

I mesi di trattativa con le Centrali Cooperative – Agci, ConfCooperative, Legacoop – che rappresentano le Cooperative Sociali che operano in questi territori non hanno prodotto significativi passi avanti verso la chiusura dell’accordo: non solo hanno escluso la possibilità di inserire in un eventuale accordo miglioramenti economici, ma anche per argomenti normativi non ci sono state particolari disponibilità alla prosecuzione del confronto.

I temi normativi oggetto di discussione, sono tra l’altro  il riconoscimento di un inquadramento superiore per gli educatori dei servizi all’infanzia, garanzie occupazionali nei cambi di appalto, un sistema di retribuzione mensilizzata uniforme, protocolli per la gestione delle situazioni di crisi, ecc.

Tutte garanzie che darebbero migliori condizioni di lavoro e una ricaduta positiva sulla qualità del servizio.

Di fronte al perdurare di un atteggiamento di chiusura da parte delle rappresentanze datoriali la mobilitazione proseguirà con lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per Fp Cgil                 Per Cisl Fp            Per Fisascat Cisl
Maurizio Serra            Licia Dimase            Silvia Balestri


19 gennaio 2016

Accordo alla Site sui sistemi di rilevazione mobile
Il giorno 13 gennaio 2016 la Fiom-Cgil di Bologna e la Site, azienda con 1100 dipendenti che ha numerose filiali su tutto il territorio nazionale e la cui principale attività consiste nella realizzazione di impianti telefonici, hanno sottoscritto un accordo che regola l’installazione di sistemi di rilevazione presenze di tipo “mobile”.

L’accordo è di grande rilevanza, perché su un tema delicato come quello dei controlli a distanza si è condivisa una strada basata su un confronto costruttivo, nello spirito di quanto richiesto dalla Fiom nelle lettere inviate alle aziende e alle associazioni datoriali. Nello specifico, i dati potranno essere raccolti soltanto nel pieno rispetto della normativa sulla privacy e in alcun modo potranno essere utilizzati per scopi disciplinari.

L’applicativo che verrà installato sugli smartphone in dotazione ai lavoratori, permetterà agli stessi di effettuare timbrature in tempo reale al di fuori degli stabilimenti aziendali e consentirà la registrazione automatica di dati che ora possono essere raccolti soltanto manualmente.

Questo accordo dimostra una volta di più che la FIOM affronta con spirito costruttivo i problemi che quotidianamente si presentano, non rinunciando mai a ricercare strade innovative. Come evidente, l’innovazione tecnologica ci pone di fronte a nuove sfide, ma la FIOM ha deciso di affrontarle tutelando sempre la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Bologna, 18 Gennaio 2015
p.la Fiom-Cgil
Marco Colli


18 gennaio 2016

Presidio lavoratori aree di servizio Roncobilaccio
PRESIDIO LAVORATORI delle AREE DI SERVIZIO RONCOBILACCIO
Aziende Maglione SRL (SARNI)  e My Chef

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Bologna, con le Rsa dei locali interessati delle Aree di Servizio (Roncobilaccio Ovest – Azienda Sarni e Roncobilaccio Est – Azienda My Chef) dell’Autostrada A1,  hanno chiesto alla Regione Emilia-Romagna di essere ricevuti prima dell’incontro previsto per domani (19/01/2016 alle ore 15) tra Regione, Ministero dei Trasporti, Comuni della Montagna e Città Metropolitana con Società Autostrade.

L’incontro è motivato dalla situazione gravissima che si è creata a seguito della apertura della Variante di Valico avvenuta il 23 dicembre 2015, che ha determinato un calo vertiginoso delle percorrenze sulla A1, un conseguente calo di accesso nei locali di servizio, una forte diminuzione del lavoro e la richiesta degli ammortizzatori in deroga da parte delle OO.SS.

Nella giornata di domani Le Organizzazioni Sindacali richiederanno:
1. interventi immediati sul tratto Autostradale affinchè vengano attuate tutte le misure idonee per promuovere l’accesso alle Aree di Servizio;
2. che si attivino le Istituzioni per avviare immediatamente il tavolo, già richiesto dalle OO.SS con l’Azienda Lagardere Food Service Srl aggiudicataria della Nuova Area di Servizio “Badia”,  per ottenere i necessari impegni a salvaguardia dell’occupazione;

Il presidio si terrà domani 19/01/2016 alle 14 davanti alla Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro.

Bologna 18/01/2016

P. Filcams Cgil            P. Fisascat Cisl    P.    Uiltucs Uil

Annamaria Margutti        Silvia Balestri    Carmelo Esposito
Camilla Guidi


18 gennaio 2016

Assemblee Spi sulla Carta Universale
Lo SPI-CGIL di Bologna avvia la campagna per la consultazione degli iscritti sulla proposta della CGIL per un Nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori con la “CARTA UNIVERSALE DEI DIRITTI DEL LAVORO”.

A tale scopo sono stati già convocate le seguenti riunioni politiche formative dei direttivi e degli attivisti di tutte le Leghe:

SAN GIOVANNI IN PERSICETO IL 19/1/2016 DALLE ORE 14,00 CON LA PARTECIPAZIONE DI M.LUNGHI SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL DI BOLOGNA

MINERBIO IL 20/1/2016 DALLE ORE  9,00 CON LA PARTECIPAZIONE DI DANILO BARBI SEGRETERIA NAZIONALE CGIL

BOLOGNA CITTA’ IL 20/1/2016 DALLE ORE 14,30 CON LA PARTECIPAZIONE DI BRUNO PIZZIZA SEGRETARIO GENERALE SPI REGIONE EMILIA-ROMAGNA

CASALECCHO/MONTAGNA IL 22/1/2016 DALLE ORE  9,00 CON LA  PARTECIPAZIONE DI MINARELLI VALENTINO SEGRETARIO GENERALE SPI BOLOGNA

SAN LAZZAROIL 25/1/2016 DALLE ORE 14,30 CON LA PARTECIPAZIONE DI MINARELLI VALENTINO SEGRETARIO GENERALE SPI BOLOGNA


15 gennaio 2016

Carrefour aperto H24, protestano i sindacati
Stamane, 15 gennaio 2016, nel corso di un apposito incontro sindacale al market di Carrefour in via Don Sturzo a Bologna, l’Azienda ha comunicato ai sindacati che a partire dal 19 gennaio prossimo il market inizierà a praticare un orario non stop di 24 ore giornaliere. I sindacati presenti hanno dichiarato tutta la loro contrarietà a questo ennesimo “balzo” degli orari commerciali, con il concreto rischio che parta una sorta di rincorsa competitiva sugli orari commerciali.. Tutta giocata su un secco peggioramento delle condizioni di vita dei dipendenti.

E’ la affannosa “caccia al cliente” che stanno praticando le società della distribuzione organizzata, in fortissima difficoltà a causa del calo dei consumi derivante da questa infinita crisi. Gli orari commerciali sono stati totalmente liberalizzati da un intervento del Governo Monti, forse l’unica vera liberalizzazione realizzata, le tante altre annunciate si sono tutte affossate…La nuova frontiera diventa appunto la ricerca di rastrellare ogni possibile occasione di vendita.

Ma il problema non è che il consumatore non ha tempo di spendere i soldi…Non ha i soldi!!! Questo provoca una contrazione dei consumi!! Lo diciamo ad una Società, Carrefour appunto, che è complice/attore attivo del fenomeno di calo dei consumi, infatti non solo da ormai 2 anni sta negando il rinnovo del Contratto Nazionale ma ha pure decretato recentemente la disdetta delle norme vigenti della Contrattazione aziendale. Le migliaia di famiglie dei dipendenti di questo grande gruppo, ma diremmo dell’intero settore della GDO, che “campano” con la retribuzione del loro lavoro, se si continuano a negare aumenti del reddito disponibile…Anzi viene sempre più ridotto, come si può sperare in un incremento dei consumi?? Aprendo alla notte?? Non crediamo proprio!

Facciamo un appello ai consumatori a non utilizzare per i loro acquisti le fasce orarie notturne, alle catene della distribuzione presenti sul territorio a non inseguire illusioni di rilancio offrendo la notte come occasione di acquisto. Siamo convinti che tale mercato notturno, ammesso che esista, non sarà mai in grado di alimentare con profitto tutti quanti gli operatori, nel momento che diventa economicamente svantaggioso che si fa?? Aumento dei prezzi ? Riduzione ulteriore delle condizioni economiche dei lavoratori?  Non ci pare veramente una prospettiva illuminata.

Bologna 15 gennaio 2016
FILCAMS CGIL Andrea Carrà
FISASCAT CISL Silvia Pergola


14 gennaio 2016

Donne, la Cgil aderisce al presidio di sabato
I fatti accaduti la notte di capodanno a Colonia ci hanno lasciato basite per la gravità, la dimensione e la sottovalutazione da parte delle varie istituzioni. Poi via via le centinaia di denunce delle donne vittime delle aggressioni, delle molestie, delle violenze hanno acceso l’attenzione sull’enormità degli episodi. L’attenzione è andata anche alle possibili strumentalizzazioni a fini razzisti e al rischio di farci arretrare sul terreno delle nostre libertà: ancora una volta si specula sui nostri corpi.
Le varie associazioni di donne e di quanti hanno a cuore la convivenza civile si sono interrogate sul cosa possiamo fare.
Un primo segnale, attraverso anche contatti con la Presidente del Consiglio Simona Lembi, è arrivato dal Comune di Bologna.

Il Sindaco di Bologna Virginio Merola fa appello alle forze democratiche della città e a tutte le cittadine e i cittadini  per partecipare a un
presidio di solidarietà alle donne e di ferma condanna per quanto accaduto nella città di Colonia a capodanno.

L’appuntamento è per sabato 16 gennaio alle 17,30 all’interno del Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio.

In coerenza con i nostri valori e sensibilità la Cgil di Bologna aderisce al presidio, invitiamo a partecipare e ad essere presenti.


13 gennaio 2016

Saeco, le sigle di categoria chiedono un “vero negoziato”
Fiom-Cgil e Fim-Cisl Bologna ritengono inaccettabile e provocatoria la decisione, comunicata ieri 12 gennaio 2016 da Philips, di delocalizzare ulteriori produzioni dallo stabilimento di Gaggio Montano verso la Romania.
La gravità di questa decisione è acuita dal fatto che è stata comunicata immediatamente dopo il termine di un incontro di Philips con il Governo e qualche giorno prima del Tavolo Negoziale, alla presenza di tutte le parti, previsto per il 19 gennaio presso il MISE.

Ieri, immediatamente dopo l’uscita del comunicato stampa di Philips, i lavoratori presenti a lavoro – circa 150 – sono scesi in sciopero ed altre iniziative erano previste per la giornata di oggi. Stamattina, al rientro a lavoro, le lavoratrici ed i lavoratori si sono trovati di fronte ad un’ulteriore gravissima decisione di Philips che, all’orario di inizio lavoro, ha lasciato chiusi gli ingressi dello stabilimento, senza fornire alcuna motivazione, al momento, per quello che si configura come una vera e propria serrata.
Successivamente Philips ha motivato la chiusura degli ingressi con una presunta aggressione ad un addetto della sorveglianza incaricato di aprire lo stabilimento. Questa versione di Philips è destituita di qualsiasi fondamento. A questa ulteriore di Philips abbiamo risposto, di concerto con i nostri legali, organizzando la comunicazione della messa a disposizione della prestazione lavorativa di ogni singolo lavoratore.
Successivamente a ciò Philips ha comunicato l’apertura per il turno pomeridiano dello stabilimento e la quasi totalità dei lavoratori ha aderito allo sciopero già programmato nella giornata di ieri.

Philips Saeco, nonostante il presidio permanente che ha ormai raggiunto quota 49 giorni, e gli sforzi finora profusi dalle Istituzioni locali e dal Ministro Guidi per favorire l’inizio di un vero negoziato, non solo non ha modificato le proprie posizioni ma, con la grave decisione di ieri e le provocazioni odierne, sta cercando di alimentare un clima di tensione e di dividere i lavoratori facendosi beffe di un’intera nazione.
Fiom e Fim ribadiscono la disponibilità ad iniziare un vero negoziato che, per essere tale, deve prevedere il ritiro della dichiarazione degli esuberi, la presentazione di un vero piano industriale di rilancio del sito di Gaggio Montano, il rientro delle produzioni inopinatamente delocalizzate in Romania e l’eventuale allocazione a Gaggio Montano di produzioni alternative, il tutto con l’utilizzo di tre anni di Contratto di Solidarietà e con il sostegno economico già prospettato fin dalle battute iniziali del negoziato dal Governo e dalla Regione Emilia Romagna.


13 Gennaio 2016

Licenziamenti delegati e caso saeco, Lunghi: “Inaccettabile”
Nella giornata di oggi sono avvenuti episodi preoccupanti sul nostro territorio. Il provvedimento di licenziamento di delegati FIOM-CGIL, nel pieno della loro attività sindacale, crea un precedente gravissimo ed inaccettabile, soprattutto perchè avviene in imprese sindacalizzate e dove si sono fatti accordi sindacali anche positivi nel corso degli anni.
Non credo ci sia un impazzimento dei datori di lavoro. Semmai si sta provando a forzare per fare passare un messaggio contro il sindacato, contro le agibilità sindacali e le libertà democratiche di opinione.

Come se improvvisamente si volesse riportare l’orologio indietro, agli anni’ 50 dello scorso secolo.

Questo non è accettabile, tanto più in un momento di grandi difficoltà, di crisi. Crediamo sia utile che le associazioni datoriali prendano ledistanze da queste azioni, che rischiano di compromettere livelli consolidati di relazioni sindacali e industriali. In ogni caso, chiediamo che la pericolosità di tali atti venga attentamente vagliata dai vertici delle associazioni datoriali.

Anche le Istituzioni farebbero bene a riprendere e contrastare con vigore questi comportamenti, altrimenti potrebbero innescarsi inevitabili ricadute in termini di tensioni sociali non sempre governabili.

Se poi a questi fatti aggiungiamo l’atteggiamento becero della Philips, che formalizza ai fornitori lo spostamento della produzione in Romania, fregandosene della trattativa in corso e del ruolo delle parti, tra cui il Ministro dello Sviluppo Economico impegnato in prima persona, si potrebbe pensare che si vuole arrivare ad una strumentalizzazione dello scontro sindacale per dimostrare che lo strapotere delle multinazionali è talmente forte da non rispettare niente e nessuno.

Per questo, come CGIL, riteniamo necessario un immediato passo indietro sulle scelte della Philips, il rispetto dei soggetti in campo, a partire dai lavoratori impegnati da tempo in un sacrificio di lotta per salvare i posti di lavoro e l’investimento produttivo, su un territorio, la montagna, che rischia la desertificazione industriale, considerando le difficoltà delle altre imprese che insistono sulle stesse aree a pochi chilometri di distanza.

Un tempo si diceva “bocce ferme” fino al termine del confronto. Questo monito vale anche per la Metalcastello e la OAM: a volte un passo indietro, fermare l’escalation, è un atto di intelligenza che paga più che scivolare in fatti giuridicamente condannabili che lasciano ferite aperte per gli anni a venire.

Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna


12 gennaio 2016

Colonia, intervento di Susanna Camusso
Di seguito l’intervento del segretario generale Cgil Susanna Camusso sui recenti fatti di Colonia, pubblicato sul blog dell’Huffington Post

Ho una convinzione irremovibile: la libertà delle donne è metro di misura della democrazia. Non da oggi, non dalla notte di Capodanno, ma da quando ho preso coscienza penso che la libertà non sia uguale a quella degli uomini se le donne sono considerate un corpo di proprietà altrui, sganciato dalla loro testa che… Non esiste.
Convinzione che si rafforza quando nei conflitti, anche in quelli più recenti, ho visto, sentito, capito che si ripetevano azioni di guerra condotte sui corpi delle donne; quando ho seguito con ammirazione le donne di Kobane; quando mi sono indignata perché siamo pronti a onorare le vittime del terrorismo in tutto il mondo, ma poi dimentichiamo le ragazze rapite, convertite a forza, stuprate e uccise da Boko Haram, come fossero altro, diverse dagli altri morti.
La libertà delle donne è metro di misura della democrazia, ha la stessa forza degli altri fondamenti democratici? No, né per la destra, né, spiace dirlo, per la sinistra. Ricordo ancora il dibattito sulla rivoluzione iraniana, quando il ritorno al velo, i limiti all’istruzione, i guardiani o la Shari’a erano considerati conseguenze secondarie ed ininfluenti. Sbagliavamo. Per questo “Colonia”, al di là delle ricostruzioni, mi chiama in causa perché di aggressione alla libertà delle donne si tratta. La sostanza non cambia se si è trattato di aggressione organizzata, collettiva, preparata o meno. L’aggressione alle donne è aggressione alla libertà delle donne.
Certo si sprecano in queste ore le classificazioni, atto di guerra, scontro di civiltà, terrorismo e per ognuna possiamo trovare motivazioni per negarle prima di tutto perché ciascuna di quelle pone la l’interpretazione e la giustificazione fuori di noi, della cultura europea. Sottintende che solo ad “altri”, di una differente cultura o ancor di più di religione diversa, la libertà delle donne fa orrore e mette paura. Come dire che in Europa le donne sono considerate sempre inviolabili. Purtroppo, milioni di statistiche, fatti, evidenze, racconti, spiegano l’opposto.
Per questo è odioso, strumentale e anche insopportabile che si leghi quanto avvenuto a Colonia direttamente all’immigrazione o ai rifugiati. È salvifico per gli uomini, per l’intera cultura europea, per la finzione di non sapere cosa succede, con infinita frequenza, tra le mura delle nostre case. Anche non ritrovandomi in quelle definizioni penso comunque che sia indispensabile approfondire la riflessione. Lo scopo evidente è la proprietà e la trasformazione in oggetti dei corpi delle donne diffondendo paura. La paura è lo scopo precipuo del terrorismo. Cambia i comportamenti, genera richiesta di sicurezza, protezione e favorisce l’idea che per difendersi si possa limitare la libertà. Paura e modifica dei comportamenti mettono in forse la civiltà, come noi la intendiamo, fondata sulla libertà, esercitabile perché sancita dai principi democratici.
Fu faticoso alzare la voce sugli stupri di piazza Tahrir. Fu difficile perché per molti, troppi, veniva prima l’importanza di una lotta per la democrazia che la libertà e la sicurezza delle donne, senza neppure domandarsi che democrazia possa essere quella che può fare a meno della libertà di metà del mondo Molte domande suscita “Colonia” e molto ancora c’è da riflettere, non nel silenzio ma provando adaprire un dibattito pubblico sul che fare, su cosa chiediamo a noi stesse e a noi stessi per affermare la piena libertà delle donne e, certo, anche sull’integrazione e sui modelli di accoglienza, su ciò che chiediamo a chi arriva per avere asilo e futuro. Dobbiamo riflettere su come rendere esplicita e inviolabile la libertà delle donne, senza dare per scontato, perché non lo è, che il nostro modo di essere sia rispettoso della loro libertà, della loro autodeterminazione, della loro libertà di scelta. Poi, dobbiamo porci la domanda, non ultima, se la religione, sfera privata per eccellenza, sia parte di questo ragionamento.
Penso che per troppo tempo abbiamo finto che non lo sia, che non ci sia relazione tra laicità dello Stato e libertà delle persone. L’Islam che si fa Stato, che applica la Shari’a (e non mi riferisco solo a Daesh), che vuole determinare la proprietà e la sottomissione delle donne a un uomo, non può più essere un problema di altre, delle donne musulmane prime vittime di questa radicale confessionalizzazione della politica e del governare. Mondi paralleli non esistono, nonostante le politiche d’integrazione siano state spesso questo. È una condizione che riguarda tutti e tutte perché se condividi spazio e tempo non possono esistere isole separate e intangibili. La lunga strada della laicizzazione e della della secolarizzazione dello Stato e dei governi è un patrimonio – ancora incompiuto – della cultura europea e non solo. Che sia Colonia, Delhi o Raqqa è al centro di un conflitto e di uno scontro che è tuttora in corso e che coinvolge il mondo intero.

Susanna Camusso
Segretario generale Cgil


11 gennaio 2016

Lamborghini, trenta nuove assunzioni
A partire da oggi, 11 gennaio, Automobili Lamborghini procederà con l’assunzione a tempo indeterminato di 30 lavoratrici e lavoratori nelle aree dirette, presenti nel “bacino di precedenza Urus”, introdotto con l’accordo aziendale dell’8 giugno scorso. L’intenzione era stata anticipata il 17 dicembre scorso dalla Direzione aziendale alla RSU nel corso di un apposito incontro informativo.

Di questi 30 lavoratrici e lavoratori, circa la metà sono lavoratori e lavoratrici che rientrano in azienda dopo aver terminato il rapporto di lavoro negli anni passati e, grazie alla costruzione delle graduatorie e poi del “bacino di precedenza”, oggi rientrano in fabbrica. Inoltre circa la metà degli assunti ha meno di trent’anni.
Solo nelle aree dirette, a decorrere dalla firma dell’accordo dell’8 giugno 2015, sono state assunte 35 lavoratrici e lavoratori ai quali si sommano queste 30 assunzioni in arrivo oggi.

Sono assunzioni vere, posti di lavoro nuovi e stabili resi possibili da investimenti previsti negli accordi; non si tratta dei trucchi di prestigio a cui ci sta abituando il governo. All’incontro sopracitato l’Azienda ha illustrato i piani positivi previsti per il 2016. Preso atto degli importanti volumi preventivati riteniamo, come FIOM e come delegate e delegati FIOM di Automobili Lamborghini, necessario pensare ad ulteriori assunzioni a breve per poter realizzare con successo i progetti in essere. A tal proposito sono già previsti appositi confronti nei prossimi giorni.

Bologna 9 gennaio 2016
FIOM CGIL Bologna
delegate e delegati FIOM CGIL Automobili Lamborghini


7 gennaio 2016

Impedito il cambio appalto alla Incos
In occasione della sospensione invernale delle attività lavorative nello stabilimento INCOS di Castello d’Argile (Bo) si è tentato di sostituire le cooperative che svolgono le attività esternalizzate (circa 40 lavoratori e lavoratrici), con il solo obiettivo di cancellare gli aumenti economici ottenuti a settembre 2015 e derivanti dall’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del settore a favore delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati negli appalti.

A questo tentativo grazie al nostro intervento, e nonostante le indebite pressioni nei confronti dei lavoratori volte a diffondere la paura di perdere il posto di lavoro, le lavoratrici ed i lavoratori hanno detto no. E’ stato quindi impedito il cambio appalto, mantenendo tutti i posti di lavoro e le condizioni contrattuali.

Come Organizzazione Sindacale continuiamo a rivendicare l’applicazione degli stipendi minimi previsti dal Contratto Nazionale e tutelati dalla legge: la corresponsione di stipendi inferiori ai minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale è infatti illegittima, oltre che ingiusta nei confronti dei lavoratori, e verrà perseguita ad oltranza da parte del Sindacato.

Bologna, 7 gennaio 2016
FILT CGIL BOLOGNA

dicembre 2015

30 dicembre 2015

Solidarietà Fillea-Cgil ai lavoratori Saeco in lotta

I lavoratori di Gaggio in assemblea permanente dopo l’annuncio degli esuberi

Gaggio Montano, 29 Dicembre 2015

La Fillea-CGIL dell’Emilia-Romagna e di Bologna oggi hanno fatto visita alle lavoratrici ed ai lavoratori della SAECO di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese, in assemblea permanente per la difesa dei loro posti di lavoro a seguito della dichiarazione di 243 esuberi da parte della multinazionale.

La Fillea -CGIL congiuntamente alle RSU esprimono tutta la solidarietà e il sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della SAECO.

Ci auguriamo una rapida e positiva soluzione della vertenza che salvaguardi il sito produttivo  e posti di lavoro.

SIAMO E SAREMO SEMPRE AL VOSTRO FIANCO.

Fillea-CGIL Emilia-Romagna
Il Segretario Generale
Maurizio Maurizzi


28 dicembre 2015

Nuovi orari Servizio orientamento lavoro da gennaio

Questi gli orari di ricevimento in vigore dal 7 gennaio 2016

Per ulteriori informazioni puoi contattare Servizio Orienta Lavoro Nidil Cgil Bologna

Si riceve preferibilmente su appuntamento

A BOLOGNA il LUNEDI’ POMERIGGIO e il MERCOLEDI’ MATTINA
via Marconi, 67/2, Bologna. Tel 051.6087380 oppure 051.6087174

A CASALECCHIO DI RENO (Bo) il MARTEDI’ POMERIGGIO
via Ronzani, 3/2, Casalecchio di Reno Tel 051.6087380

ASAN LAZZARO DI SAVENA (Bo) il GIOVEDI’ MATTINA
via Emilia, 249/B Tel 051.6205511

A SAN GIOVANNI IN PERSICETO (Bo) il LUNEDI’ POMERIGGIO
via Marconi, 26 Tel 051.821155

Il SERVIZIO ORIENTA LAVORO Accompagna disoccupati e inoccupati nel percorso di ricerca attiva di una occupazione e nei percorsi di formazione. Attraverso l’analisi delle competenze specifiche della persona ne promuove l’aggiornamento e lo sviluppo al fine di rispondere alle esigenze del mercato del Lavoro locale.

CI RIVOLGIAMO DUNQUE A: Disoccupati, inoccupati, studenti, neo diplomati o neo laureati alla ricerca del primo impiego lavoratori ultra cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro che cercano di ricollocarsi.

Lavoriamo in sinergia con lo Sportello Donna e con l’Ufficio Stranieri di Cgil Bologna.

COSA FACCIAMO:
Compilazione curriculum e lettera di presentazione, analisi dei fabbisogni e delle possibilità formative, supporto nella ricerca e nella selezione di offerte di lavoro o formative adatte alla professionalità e al titolo di studio della persona. Orientamento ai servizi del territorio: Centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, società di selezione del personale, Enti di formazione.


28 dicembre 2015

Anno nuovo: stangata sulle pensioni “rosa”

Stangata in arrivo nel 2016, per le donne, sull’età di accesso alla pensione e sull’importo dell’assegno calcolato con il metodo contributivo. In mancanza di un intervento sulla flessibilità in uscita come richiesto da Cgil ,Cisl e Uil, l’anno prossimo scatteranno i nuovi innalzamenti dei requisiti per l’accesso al pensionamento. Sono previsti il gradino più alto per la pensione di vecchiaia delle donne, l’aumento di 4 mesi per tutti legato alla speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo.
Leggi tutta la notizia sul sito dell’Inca di Bologna.


23 dicembre 2015

Elezioni Rsu Philip Morris, vince la Filctem

Il 10 dicembre scorso, si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria alla Philip Morris Manufacturing & Technology di Zola Predosa e Crespellano. Con il nuovo regolamento proporzionale previsto dal Testo Unico sulla Rappresentanza Sindacale del 10 gennaio 2014.
Su quest’Azienda della provincia di Bologna si è concentrato un investimento di 500 milioni di euro della multinazionale americana, per lo sviluppo e la produzione di una “sigaretta senza combustione”, un riscaldatore, a metà tra una sigaretta elettronica ed una normale (che in quanto tale dovrebbe essere in grado abbattere di oltre il 90% le sostanze pericolose del fumo, prodotte appunto dalla combustione).
L’Azienda è nel pieno di un forte processo di sviluppo su questo prodotto, che l’ha portata ad essere dal punto di vista occupazionale la più grande nella provincia di Bologna del settore Chimico-Farmaceutico. Oggi circa 500 dipendenti, 600 a regime e potenzialità future fino a 2000.

La Filctem Cgil ottiene 8 delegati con il 67,7% dei voti e la Femca Cisl 3 delegati con il 28,6% dei voti; 3,7% nulle e bianche.
Una Filctem Cgil in crescita, con il 4,5% in più nei voti e 2 delegati in più rispetto alle elezioni precedenti; con un dimezzamento delle schede bianche e nulle.
Ma ancora più importante con un forte processo di rinnovamento della Filctem Cgil, con 6 delegati su otto nuovi entrati, dei quali 5 giovani tra i 25 e i 35 anni d’età. Con l’aumento della rappresentanza femminile, da 1 a 3. Con la conferma ed il riconoscimento dei due delegati storici di riferimento.

Per la Filctem Cgil
Roberto Guarinoni


23 dicembre 2015

Preoccupazione per i Centri per l’impiego

La segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna

Premesso che:
1- Con il processo di riordino istituzionale in corso, la competenza delle attività del centro per l’impiego sono attualmente assegnate alla Regione;
2- Che già da anni varie attività del Centro per L’impiego di Bologna, sono stata appaltate “strutturalmente”  a varie società o enti privati, appalti al  31-12-2015 saranno tutti scaduti;
3-  che i lavoratori addetti alle suddette attività a Bologna superano le 150 unità per alcune delle quali il rapporto di lavoro si è già interrotto e altre sono a rischio del loro;
4-  che la Regione E.R. ha presentato con propria delibera un avviso:  “Invito a presentare operazioni di   politiche attive per sostituire gli appalti in essere.

LA CDLM di Bologna esprime forte preoccupazione per il depotenziamento che rischia di colpire i servizi dei centri per l’impiego, e la funzione strategica a servizio del territorio metropolitano.

La CDLM di Bologna ritiene prioritario qualificare gli ambiti del servizio nella gestione pubblica  e tutelare il posto di lavoro di tutti i lavoratori pubblici e degli appalti, che hanno garantito per anni il servizio, e che possiedono le  professionalità necessarie ed indispensabili per dare risposte di qualità.

La CDLM di Bologna chiede alla Regione Emilia Romagna di garantire, in questa fase di trasformazione, gli obiettivi sopra delineati dando risposte adeguate alle problematiche in essere per la tenuta occupazionale e quindi del servizio.

La CDLM di Bologna sottolinea che la tutela di tutti i lavoratori è condizione necessaria ed imprescindibile per offrire servizi di qualità, a maggior ragione in un settore come quello dell’orientamento al lavoro, strategico nella situazione di crisi attuale.

Bologna, 22 dicembre 2015


23 dicembre 2015

Accordo Cigs per Coop costruzioni

In data odierna presso il Ministero del Lavoro si è raggiunto un accordo tra il Commissario di Coop Costruzioni in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali che prevede un periodo di CIGS della durata di 12 mesi.

Un risultato per niente scontato in quanto dal 1 Gennaio 2016 con la riforma degli ammortizzatori sociali fatta dall’ attuale Governo non sarà più possibile utilizzare ammortizzatori sociali di tipo conservativo per i lavoratori dipendenti di Aziende in procedure concorsuali.

Nonostante i tempi strettissimi si è riusciti a dare un reddito per 12 mesi ai lavoratori di Coop Costruzioni a seguito della liquidazione coatta amministrativa, a tenerli legati alla procedura, tutto questo grazie anche ad alcune manifestazioni di interesse di altre società arrivate al commissario.

Questo tiene sicuramente aperta la speranza per i lavoratori di avere una prospettiva lavorativa futura. Ora è tutto da ricostruire ma solo partendo dalla continuità di alcuni rami di attività aziendali e dal lavoro, il futuro diventa realisticamente possibile.

Fillea-CGIL Emilia Romagna
Il Segretario Generale
Maurizio Maurizzi


22 dicembre 2015

Firmato l’accordo sul bilancio a Bologna

Contrariamente all’anno scorso, quest’anno ci sono state le condizioni per firmare l’accordo sul Bilancio del Comune di Bologna addirittura prima della fine dell’anno. Questo mette il Comune nelle condizioni di far immediatamente partire gli investimenti dal primo gennaio e di evitare i limiti dell’esercizio provvisorio. Investimenti uguale occupazione e manutenzione per la città in tempi brevi: due indiscutibili priorità per il nostro territorio, sostengono i tre segretari confederali di CGIL CISL UIL Bologna Sonia Sovilla, Alberto Schincaglia e Luciano Roncarelli.

Il reddito disponibile dei Bolognesi aumenterà’ di 60 milioni di euro e si spera che ciò contribuisca a rilanciare i consumi. Insomma una manovra espansiva in sede locale, per quanto possibile, si sottolinea, affiancata da una tenuta del sistema di  welfare.

La nostra piattaforma, innovata nel metodo e nel merito, come riconosciuto dalla stessa amministrazione comunale, entra a far parte dell’ accordo stesso; viene condivisa cioè l’idea di bilancio dinamico, ovvero il fatto che durante l’anno sarà possibile apportare ulteriori correttivi allo stesso, sulla base anche delle nostre rivendicazioni, a fronte di maggiori risorse derivanti quantomeno dall’allentamento del patto di stabilità e dall’aumento delle risorse per la lotta alla povertà,  altra vera emergenza con la quale sarebbe ora di fare i conti con progetti veri e che affrontino il tema non solo con modalità’ emergenziali.

L’anno scorso non ci furono le condizioni per arrivare ad un accordo, ricordano i sindacalisti,  quest’anno invece abbiamo valutato positivamente il risultato della trattativa svolta in un clima di maggiori risorse, di minor imposizione fiscale e di una tenuta dei servizi. Un modello di relazioni sindacali, contenuto nel patto per la città metropolitana, qui confermato, che attende anche di sapere quali saranno le effettive funzioni che la Regione attribuirà alla città metropolitana e che ribadisce l’importanza della contrattazione sociale e territoriale nella nostra città anche in tempi di crisi non ancora superata.

Cgil Cisl Uil Bologna

Sonia Sovilla / Alberto Schincaglia / Luciano Roncarelli


22 dicembre 2015

Saeco: 243 magliette rosse in piazza

VENGA A PRENDERE UN CAFFE’ CON NOI #LASAECONONSITOCCA

Domani, 23 Dicembre 2015, le lavoratrici ed i lavoratori Saeco saranno in Piazza Nettuno a Bologna, dalle ore 10 alle ore 15, per offrire un caffè Made in Italy ai cittadini bolognesi.

L’iniziativa, a sostegno della vertenza che vede a rischio 243 posti di lavoro nello stabilimento Philips Saeco di Gaggio Montano, vuole richiamare l’attenzione sulla qualità dei prodotti Saeco, frutto dell’intelligenza, della capacità e della professionalità di quelle persone che Philips intende licenziare e rappresenta anche una forma di “marketing fai da te” a sostegno del frutto del loro lavoro. Quel marketing che Philips non ha saputo né voluto fare in questi anni e che è una delle principali responsabilità della gestione fallimentare dell’azienda da parte dell’attuale gruppo dirigente di Saeco.

Saranno inoltre stese sul “crescentone” di Piazza Maggiore 243 magliette rosse Saeco, simbolo dei 243 licenziamenti annunciati da Philips .

Bologna, 22 Dicembre 2015


22 dicembre 2015

Firmato l’accordo alle Dehoniane

Raggiunto nella notte del 21 12 2015  l’accordo fra i Sindacati ed il  Centro Editoriale Dehoniano di Bologna per il superamento della crisi di mercato che colpiva l’aziendasenza  procedere ai nove licenziamenti annunciati.

E’ un risultato importante il cui merito va principalmente alle lavoratrici ed ai lavoratori.

Dopo mesi di trattativa,  tre giornate di sciopero, tante iniziative pubbliche e tanta solidarietà, ha prevalso la capacità di dialogo, grazie particolarmente alla  coesione ed alla determinazione  dei lavoratori a rimanere uniti.

Infatti l’accordo richiama e valorizza la proposta, formalizzata dai lavoratori, per una riorganizzazione del lavoro finalizzata alla ricollocazione interna degli esuberi, alla reinternalizzazione di attività ed al rilancio della azienda. Si è così definito un innovativo percorso di partecipazione che prevede l’ascolto e il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti su ipotesi di riorganizzazione e di attività di ricollocazione di lavoratori, assumendo come punto di partenza il documento “Ipotesi di ricollocazione delle risorse in esubero“ presentato in ottobre dai lavoratori del CED;

Non è l’unico punto innovativo dell’accordo, infatti:

– si sono introdotte norme di tutela (e di responsabilità) per tutti i lavoratori a prescindere dalla tipologia del loro rapporto di lavoro; a partire da una precisa mappatura del lavoro dato all’esterno, oggetto di confronto e di aggiornamento nel corso del tempo;
– si sono introdotte clausole estese di salvaguardia per i lavoratori a tempo determinato;
– è stata prevista l’istituzione di un premio di risultato,  che erogherà sino a 2.200 euro di premio sulla base del raggiungimento di alcuni criteri qualitativi e produttivi, come il rispetto delle date di scadenza e l’andamento delle ristampe. Tale Premio agirà esclusivamente quando le condizione economiche di bilancio saranno nuovamente positive, ovvero dopo almeno un triennio durante il quale i lavoratori rinunceranno ai Premi non strutturali pur di garantire il rilancio aziendale;
– anche se con qualche moderazione, sono state preservate le altre erogazioni economiche strutturate e con carattere di continuità previste dal precedente accordo(quattordicesima e voce accordo aziendale) così come i permessi per visite e cure  mediche, il permesso di mezza giornata per la vigilia del Natale, la sanità integrativa ecc.;
– è stata istituita una Banca Ore con condizioni di miglior favore rispetto al CCNL, che permetterà di gestire le flessibilità contemperando il reddito dei lavoratori ed il contenimento dei costi;
– è stato previsto un utilizzo articolato di ammortizzatori sociali (per una previsione media di riduzione oraria del 20%) a partire dai Contratti di Solidarietà per proseguire con una Cassa Integrazione a rotazione;

Contestualmente alla attivazione degli ammortizzatori partiranno i piani di riorganizzazione e rilancio della produzione aziendale, formazione dei lavoratori inclusa.
Per ultimo ma non meno importante si sta lavorando alla possibilità di agevolare una continuità esterna della esperienza editoriale de “Il Regno”.

Insomma una situazione davvero complessa ed incerta sino all’ultimo minuto che si è riusciti ad affrontare con sobrietà e spirito di servizio della delegazione trattante nei confronti dei lavoratori.

Slc-Cgil Bologna
Fistel-Cisl Bologna


22 dicembre 2015

Presidio lavoratrici Sassocardo a Porretta

Mercoledì mattina 23 dicembre 2015, dalle 7.30 alle 9, le lavoratrici dell’Albergo Residenziale Sassocardo di Porretta Terme (Bo) protesteranno insieme alla Fp-Cgil con un volantinaggio, nel corso di un presidio davanti alla struttura.

Nei giorni scorsi svariate lavoratrici hanno denunciato all’Ispettorato del Lavoro la mancata retribuzione di diversi stipendi, che si va ad aggiungere ad una situazione societaria non chiara, già oggetto di una interrogazione in Assemblea Legislativa Regionale nei giorni scorsi.
La struttura avrebbe chiesto alle proprie dipendenti di firmare delle dimissioni volontarie per farsi assumere da una cooperativa di facchinaggio proveniente da Milano, tale Mondial Service, con la promessa di essere assunte a tempo determinato per sei mesi per poi passare a tempo indeterminato.
Giusto il tempo per ottenere tre anni di sgravi contributivi come previsto dal Jobs Act.

Per fortuna diverse lavoratrici si sono rifiutate di firmare e hanno deciso di attivare un percorso con il sindacato.

Queste lavoratrici sono state messe in ferie forzate, procedura discutibile, visto che con il personale rimanente (meno di 20 persone) non è assolutamente possibile coprire l’intero turno, a meno che non si decida di derogare ai riposi previsti per legge o non si assuma nuovo personale.

Abbiamo richiesto all’Albergo Sassocardo un incontro, che per i più diversi motivi è stato fatto saltare, spesso all’ultimo momento o senza rispondere alle comunicazioni sindacali.
D’accordo con le lavoratrici che hanno rifiutato di firmare le dimissioni abbiamo deciso di proclamare lo stato d’agitazione del personale, auspicando di riuscire ad incontrare la Direzione dell’Albergo Residenziale Sassocardo almeno presso la Prefettura di Bologna, come ultima ratio.
Tra le altre cose, è necessario segnalare che il passaggio del personale a Mondial Service doveva essere comunicato alla rappresentanza sindacale, fosse esso un appalto oppure una cessione di ramo d’azienda.

Bologna, 22 dicembre 2015

Simone Raffaelli
FP CGIL Bologna


22 dicembre 2015
Firmato accordo tariffe agevolate Tper

Ieri tra l’amministrazione comunale di Bologna e le segreterie territoriali SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL, si è data attuazione alla delibera della Regione Emilia-Romagna del 30 novembre 2015. In tale provvedimento si fissano i nuovi criteri e importi per gli abbonamenti annuali agevolati in favore di categorie che presentano elementi di fragilità sociale.

In particolare rientrano in tale contesto:
-famiglie numerose con almeno 4 figli e con un reddito ISEE non superiore ai 18.000 euro;
-anziani pensionati con una età almeno di 65 anni se uomini e 63 se donne con un reddito ISEE non superiore ai 15.000 euro;
-invalidi civili al 100%, ciechi e sordomuti, portatori di “pace-maker”, cittadini in carico ai Centri Salute Mentale, mutilati e invalidi da lavoro almeno al 50%, altre categorie di invalidi ai quali sia stata accertata una riduzione della capacità lavorativa almeno di 2/3;
-vedove di caduti di guerra;
-rifugiati e richiedenti asilo politico, vittime di tratta di esseri umani e sfruttamento.

I nuovi prezzi, in vigore dal primo gennaio 2016, degli abbonamenti sono di 147 euro per le linee urbane o extraurbane e di 216 per l’abbonamento annuale cumulativo. Per questa rilevante iniziativa la regione ER ha predisposto un fondo pari a 1 Ml di euro.

Complessivamente sono oltre 14.000 i cittadini bolognesi che sono interessati dall’intesa perché si avvalgono dei titoli di viaggio “MI MUOVO INSIEME” rilasciati da Tper dietro domanda del singolo cittadino.

Le novità dell’intesa riguardano sia l’allargamento alle famiglie numerose che la necessità di presentare l’ISEE del nucleo famigliare in sostituzione della semplice dichiarazione reddituale (CU o 730) prevista fino a quest’anno.
La presentazione dell’ISEE entro il 31 dicembre per rinnovare gli abbonamenti in scadenza a quella data è una impresa pressoché impossibile, ed è per questo che l’intesa si auspica che vi sia un provvedimento di proroga degli abbonamenti in vigore in attesa della nuova certificazione ottenibile recandosi presso un CAF.

L’intesa prevede poi un ulteriore agevolazione a carico del Bilancio del comune di Bologna, per chi componente di un nucleo famigliare numeroso abbia un reddito non superiore a 8.000 euro o se anziano un reddito non superiore a 7.750 euro. A questi cittadini l’abbonamento agevolato sarà concesso al prezzo di 80 euro.

Questo è un risultato importante che consente a molti anziani e disabili di potersi muovere con il trasporto pubblico, le segreterie territoriali SPI – FNP -UILP auspicano che sia esteso ai vari distretti della città metropolitana.

Per ulteriori informazioni, i cittadini potranno informarsi presso le nostre sedi sindacali territoriali o presso l’azienda TPER, delegata al rilascio dei titoli di viaggio.

Per le segreterie territoriali SPI FNP UILP
V.Minarelli  S.Palmieri, A.Alessandri

Bologna, 22 dicembre 2015


21 dicembre 2015
Presidio lavoratori Farmalvarion all’Interporto

All’Interporto di Bologna nella mattinata di oggi, 21 dicembre 2015, si è tenuto un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici della FarmAlvarion ex AFM, riuniti in assemblea sindacale unitaria dalle ore 10,30 nel luogo simbolo dove l’AFM, società partecipata del Comune di Bologna, ha inaugurato il nuovo magazzino di Distribuzione del Farmaco.

Il presidio di protesta è stato organizzato a causa dell’assenza ingiustificata dei vertici aziendali di AFM spa all’incontro che si è tenuto in Comune il 17 dicembre, nel corso del quale si doveva discutere il destino dei 123 lavoratori attualmente occupati nel magazzino di via del Commercio Associato. Dopo quella data, l’Azienda ha fatto sapere che non intende effettuare alcun incontro congiunto con il Comune. Inoltre è stata data una disponibilità ad incontrare le sole sigle sindacali solo dopo la metà di gennaio.

Mentre all’interno della nuova struttura si consumava il brindisi natalizio fra i vertici dell’Azienda e alcune Istituzioni, nella fredda mattinata i lavoratori in presidio chiedevano di essere ascoltati e ricevuti dalla Direzione che si è negata.

Riteniamo estremamente grave l’atteggiamento dell’azienda, che sfugge ad un confronto serio, che deve coinvolgere tutti gli attori interessati alla vertenza, che esercita relazioni sindacali di facciata e non dà risposte chiare; prova ne è il fatto che non ha mai presentato un piano industriale e di riorganizzazione come ripetutamente richiesto dai sindacati.

Le OO.SS. unitamente alle RSU chiedono al Comune di prendere una posizione chiara sulla vicenda dei 123 lavoratori del vecchio magazzino, di farsi parte attiva e garante  affinchè si apra un confronto serio per la definizione di un accordo che salvaguardi occupazione e qualità del lavoro.

Nei prossimi giorni le OO.SS. valuteranno insieme ai lavoratori il prosieguo delle iniziative a sostegno della vertenza.

Bologna, 21.12.2015

FILCAMS CGIL BO        FISASCAT CISL        UILTUCS UIL
Lorenza Giuriolo                       Alessandro Grosso          Aldo Giammella


21 dicembre 2015
Cambio appalto alla Incos, 40 posti a rischio

Nello stabilimento Incos di Castello d’Argile in provincia di Bologna è in atto la vertenza delle lavoratrici impiegate nelle attività di logistica e movimentazione merci esternalizzate in appalto dalla società   Incos Cosmeceutica Industriale Srl, ex Gruppo Guaber, ed associata ad Unindustria Bologna. Nello stabilimento Incos si produce per Bionsen, Blanx, Vape, L’Angelica, Bio Repair, Manila, Bipantol, Prep e tante altre.

Circa quaranta lavoratrici, molte delle quali lavorano da anni nello stabilimento di Castello d’Argile, rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’ennesimo cambio di appalto disposto in maniera unilaterale dal committente, società Incos,a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Il cambio di appalto fa seguito alla richiesta avanzata dalla FILT CGIL di Bologna di regolarizzare le retribuzioni delle lavoratrici che per anni sono state versate in misura inferiore al minimo prescritto dal Contratto Collettivo di settore. A questo si potrebbe aggiungere una pesante evasione contributiva e fiscale derivante dallebuste paga irregolari con le quali sono state retribuite le lavoratrici.

In maniera del tutto illegittima il committente sta gestendo l’insediamento della nuova cooperativa appaltatrice, in particolar modo, svolgendo una vera e propria selezione delle lavoratrici a cui intende conservare il posto di lavoro. In questi giorni le lavoratrici selezionate, per altro sulla base di criteri discriminatori, vengono contattate telefonicamente dal committente che in questo modo le convoca ad un appuntamento durante il quale viene richiesto di rassegnare le dimissioni dall’impiego presso la precedente società appaltatrice e, contestualmente, sottoscrivere il nuovo contratto di lavoro. Ciò avviene senza il rispetto delle necessarie procedure di consultazione sindacale poste a garanzia della regolarità contrattuale.

La FILT CGIL di Bologna sostiene le lavoratrici con un’azione sindacale diretta a contrastare il comportamento della società Incos, delle società appaltatrici ed al ripristino integrale dell’occupazione.

Bologna, 21 dicembre 2015
FILT CGIL BOLOGNA


21 dicembre 2015

Inaugurazione nuova sede a Teorema

Programma

ore 15,30 Taglio nastro della nuova sede di TEOREMA BOLOGNA srl e QUADRATO ROSSO Service srl in Via Di Corticella 1/2, Bologna

Saluti di
MIRCO QUERZA’, Presidente Teorema
DANIELE ARA, Presidente Quartiere Navile

ore 16,00 Intitolazione della Camera del Lavoro Quartiere Navile a
GIORGIO RUGGERI

presso sala riunioni Camera del Lavoro – Via Torreggiani 3/2 Bologna

IN SUO RICORDO verrà proiettato un video a cura dell’Associazione Paolo Pedrelli, sarà scoperta un targa e ci saranno gli interventi di:
– MAURIZIO LUNGHI, Segretario generale CdLM-CGIL Bologna
– BRUNO PIZZICA, Segretario generale SPI-CGIL Emilia-Romagna
– ALBERTO MONTI, Segretario generale FIOM- Cgil Bologna
– ROBERTO GUARINONI, Segretario generale FILCTEM-Cgil Bologna
– VINCENZO COLLA, Segretario generale Cgil Emilia-Romagna

Seguirà un rinfresco con brindisi augurale


18 febbraio 2015

Stato d’agitazione alla residenza per anziani Sassocardo

La Fp Cgil di Bologna esprime la massima preoccupazione per la situazione occupazionale del personale dell’Albergo Residenziale Sassocardo, una struttura per anziani autosufficienti e non, presso Porretta Terme. La struttura – già oggetto di una recente ispezione da parte degli organismi di vigilanza – è sotto i riflettori a causa della precaria situazione economica.

Nei giorni scorsi svariate lavoratrici hanno denunciato all’Ispettorato del Lavorola mancata retribuzione di diversi stipendi, che si va ad aggiungere ad una situazione societaria non chiara, già oggetto di una interrogazione in Assemblea Legislativa Regionale nei giorni scorsi.
La struttura avrebbe chiesto alle proprie dipendenti di firmare delle dimissioni volontarie per farsi assumere da una cooperativa di facchinaggio proveniente da Milano, tale Mondial Service, con la promessa di essere assunte a tempo determinato per sei mesi per poi passare a tempo indeterminato.
Giusto il tempo per ottenere tre anni di sgravi contributivi come previsto dal Jobs Act.

Per fortuna diverse lavoratrici si sono rifiutate di firmare e hanno deciso di attivare un percorso con il sindacato.
Queste lavoratrici sono state messe in ferie forzate, procedura discutibile, visto che con il personale rimanente (meno di 20 persone) non è assolutamente possibile coprire l’intero turno, a meno che non si decida di derogare ai riposi previsti per legge o non si assuma nuovo personale.

Abbiamo richiesto all’Albergo Sassocardo un incontro, che per i più diversi motivi è stato fatto saltare, spesso all’ultimo momento o senza rispondere alle comunicazioni sindacali.
D’accordo con le lavoratrici che hanno rifiutato di firmare le dimissioni abbiamo deciso di proclamare lo stato d’agitazione del personale, auspicando di riuscire ad incontrare la Direzione dell’Albergo Residenziale Sassocardo almeno presso la Prefettura di Bologna, come ultima ratio.
Tra le altre cose, è necessario segnalare che il passaggio del personale a Mondial Service doveva essere comunicato alla rappresentanza sindacale, fosse esso un appalto oppure una cessione di ramo d’azienda.

Abbiamo intenzione di mettere in campo delle iniziative di protesta che segnalino la mancanza di chiarezza e trasparenza da parte di un datore di lavoro che gestisce servizi delicatissimi.
Vogliamo coinvolgere fino in fondo l’Amministrazione Comunale di Porretta Terme per provare a individuare soluzioni occupazionali per le lavoratrici e una ricollocazione consona per gli ospiti, nel caso la situazione dovesse precipitare.

Simone Raffaelli
FP CGIL Bologna


18 dicembre 2015

Allarme tariffe abbonamenti bus per anziani e disabili

In un incontro svolto nella giornata di ieri, 17 dicembre 2015, a Palazzo D’Accursio tra la Giunta di Bologna rappresentata dall’assessore Luca Rizzo Nervo e le segreterie SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL, è emersa una situazione molto preoccupante per le migliaia di abbonamenti in scadenza al 31 di dicembre 2015.

In particolare la regione Emilia-Romagna nel dare attuazione ad un nuovo regolamento per la concessione di tariffe agevolate a categorie fragili, quali ad esempio gli anziani ultra sessantacinquenni con un reddito basso o invalidi,  per abbonamenti  del trasporto pubblico locale, ha modificato radicalmente le procedure per il riconoscimento dei requisiti che sono legate, nel caso degli anziani, alla presentazione dell’ISEE, non ha considerato l’impossibilità di presentare tale documentazione nei tempi previsti.

Le segreterie territoriale dei pensionati, al fine di evitare che migliaia di pensionati si vedano appiedati dal 1 gennaio 2016, hanno proposto una fase transitoria per alcuni mesi che consenta di affrontare le innovazioni introdotte nel regolamento senza una penalizzazione per gli attuali detentori di abbonamenti in scadenza al 31 dicembre.
L’amministrazione comunale condividendo le preoccupazioni, si è riservata di fare approfondimenti con la regione per valutare come affrontare le difficoltà insorte.
Il confronto poi ha riguardato la possibilità di introdurre ulteriori agevolazioni per le categorie disagiate trovando alcuni punti di convergenza che saranno oggetto di una intesa tra le parti.

Valentino Minarelli
Segretario Generale SPI BOLOGNA
Bologna, 18 dicembre 2015


17 dicembre 2015

Il 19 dicembre #Fuoritutti a Milano

Il 19 dicembre 2015 è di nuovo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Federdistribuzione, della Distribuzione Cooperativa e di Confesercenti, dopo la protesta del 7 novembre scorso anche a Bologna.

La Filcams CGIL di Bologna sta organizzando dei pullman per tutti coloro che vogliono partecipare alla manifestazione.

Per prenotare il tuo posto puoi:
– contattare i tuoi delegati sul posto di lavoro;
– scrivire una mail all’indirizzo bo_filcams@er.cgil.it;
– chiamare il numero 348 533 7502;

FUORI TUTTI !! TUTTI A MILANO !!

Seguici sulla pagina FB della Filcams-Cgil Bologna e condividi l’evento della manifestazione!


17 dicembre 2015

Approvato il contratto autoferrotramvieri

Al termine delle tre giornate nel corso delle quali si sono svolte le operazioni di voto sull’ipotesi di rinnovo contrattuale – che hanno visto la partecipazione del 68,47% degli aventi diritto – il52,48% degli autoferrotranvieri della nostra regione ha approvato l’ipotesi di rinnovo contrattuale.

Si è così conclusa, dopo otto anni, una delle fasi di rinnovo contrattuali più complicate per la categoria

I sindacati regionali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL, FN UGLA, nel ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa tornata elettorale, si sentono confortate sul dato della partecipazione e rafforzate sul lato della rappresentanza. Come sempre i percorsi democratici vincono sui populismi e disfattismi di varia natura.

FILT CGIL    FIT CISL   UILTRASPORTI   FAISA CISAL    FN UGL A

Bologna, 17 dicembre 2015


17 dicembre 2015

Donne per la pace in piazza da venerdì

Come donne di Bologna viviamo con forte preoccupazione quanto  succede in tanti luoghi, non lontano da noi,  mentre siamo distratti dalle luci e dai colori di Natale.

I conflitti, gli atti di violenza e di terrorismo che colpiscono sempre più la  vita delle persone ci spingono a chiedere alle istituzioni internazionali, europee e nazionali un impegno serio, concreto  e fuori dal comune nella ricerca di tutte le  soluzioni necessarie per un mondo che metta al bando la guerra e il commercio delle armi.
Non c’è tempo da perdere.

La pace, i diritti umani e la democrazia sono “beni” inalienabili, fra loro uniti da un legame indissolubile, alla base del mondo che noi vogliamo, nel pieno rispetto dell’art.11 della Costituzione italiana.

Ogni giorno, dal 18 al 23 dicembre compresi, saremo in piazza Nettuno e davanti al sacrario dei caduti dalle 17.00 alle 19.00 per tutte le ragioni che abbiamo descritto.
Aspettiamo chi vuole unirsi a noi.

Armonie, Associazione Orlando, Casa delle donne per non subire violenza, Conferenza Donne PD, Coordinamento Donne SPI CGIL, Donne ANPI di Bologna, Donne in Nero di Bologna, Donne SEL di Bologna, Gruppo Donne CGIL di Bologna, Mondo Donna, SOS Donna di Bologna, UDI di Bologna

Bologna 16 dicembre 2015


17 dicembre 2015

Cordoglio per la scomparsa di Baldini

La CGIL di Bologna si stringe affettuosamente alla famiglia di Alessandro Baldini, che ci ha lasciati questa notte.

Abbiamo conosciuto Alessandro nel 2003, allorché insieme, demmo vita al progetto “Evviva la Costituzione”.

Da lì iniziò un percorso di iniziative teso a salvaguardare i principi fondativi della Costituzione con una attenzione particolare verso le giovani generazioni.

Da allora sono state molteplici le occasioni di incontro e di comune lotta contro i tentativi autoritari di stravolgimento del Testo costituzionale.

Pensiamo alla battaglia contro il progetto messo in campo dal governo Berlusconi nel 2005, che portò alla promozione dell’Associazione “ Salviamo la Costituzione” e alla vittoria che si registrò allora nel referendum confermativo.

Ma l’impegno di Alessandro Baldini e le comuni battaglie civili, ci hanno visti accanto anche successivamente a quella data, mantenendo alta in città l’attenzione sulla necessaria intransigenza, con cui guardare alla salvaguardia dello spirito originario del Dettato Costituzionale.

CGIL Bologna


16 dicembre 2015

Salvi 98 posti nel passaggio da Inventatempo a Dolce

Salvaguardati 98 posti di lavoro nel passaggio tra Coop Inventatempo e Società Dolce/Iris

In data 16/12/2015 FP CGIL, CISL FP e Fisascat-Cisl hanno incontrato le Coop Sociali Società Dolce e Iris per l’acquisizione e passaggio delle lavoratrici della Coop Sociale Inventatempo di S.Giovanni in Persiceto.
Coop Inventatempo gestisce dal 1998 servizi di tipo A (asili nido, serv.educativi, trasporto scolastico) e servizi di tipo B (pulizie, scodellamento, attività commerciale, bar) impiegando complessivamente più di 100 lavoratrici nel territorio di S.Giovanni, S.Agata B., Crevalcore, Anzola, Castello d’Argile (fra cui 12 inserimenti lavorativi, come previsto dalla L.381/1991).
Dopo un percorso sindacale delle scriventi sigle con la Coop in questione, iniziato due anni fa a seguito di problemi economici e l’utilizzo di ammortizzatori sociali, Inventatempo ha scelto di accettare una proposta di acquisto da parte delle Coop Sociali Società Dolce e Iris, con la procedura prevista per cessioni di rami di azienda (art.47, L.428/1990); nella trattativa di stamane si è salvaguardato e concordato il passaggio di 67 lavoratori del tipo A in Società Dolce e 31 lavoratori del tipo B a Coop Iris, a partire dal 31/12/2015, con la garanzia delle forme contrattuali, scatti di anzianità, ratei di ferie, ex festività, TFR. Nell’accordo si sono anche indicati sei tempi determinati con scadenza di contratto prima del passaggio, dove verrà valutata dai nuovi soggetti la possibilità di poterli reimpiegare.

P.FP CGIL Bologna
Francesco Princigalli


16 dicembre 2015

Osservatorio Ires economia e lavoro

Il terzo rapporto Ires sull’Economia e il Lavoro in Emilia-Romagna si colloca ancora dentro un quadro di forte incertezza dell’economia nazionale ed europea, nel quale anche i modesti segnali di miglioramento in atto sembrano descrivere, com’era già accaduto nel biennio 2010-2011, più una parabola interna alla crisi iniziata nel 2008, piuttosto che un percorso di uscita strutturale da essa.
Anche allargando lo sguardo a livello globale i fattori di instabilità restano numerosi. Se da un lato le economie avanzate mostrano tendenze di ripresa, non tutti i Paesi di questo gruppo si mostrano solidamente collocati su un percorso di recupero. Inoltre i recenti scandali relativi al settore automobilistico europeo incrementano il clima di incertezza in relazione alle ripercussioni che questi potranno avere sul settore in futuro. Infine, a livello globale, alcuni dei Brics che negli anni passati hanno rappresentato un motore di crescita rilevante sperimentano oggi significativi rallentamenti se non addirittura stati recessivi.

In tale contesto, i dati ad oggi disponibili a livello regionale sono certo indicativi di una realtà in grande trasformazione, ma si tratta di una trasformazione nella quale sarebbe vano o comunque forzato rintracciare un segno univoco e un’evoluzione omogenea. Così, l’andamento moderatamente positivo dei principali indicatori economici relativi al 2015 non pare essere rappresentativo di un diffuso avanzamento delle performance economiche, ma piuttosto la media risultante da andamenti molto differenziati per settore, per mercato di sbocco, per dimensione d’impresa, e persino per realtà territoriale.
Ancora una volta sono i comparti con una maggiore propensione all’export e le imprese di maggiori dimensioni a fornire i risultati migliori. Mentre persiste la grave difficoltà del settore artigiano e di quello delle costruzioni, due comparti con un ruolo tradizionalmente di rilievo nel sistema economico regionale.

Un segnale di novità è rappresentato, sul lato della domanda, da un contenuto incremento sia della spesa delle famiglie che degli investimenti. E’ un fatto certamente positivo, ma che al momento appare non generalizzato, bensì molto circoscritto a specifici settori e beni di consumo. Nel contempo continua ad essere in calo il contributo della spesa della pubblica amministrazione alla domanda interna.

A livello demografico, siamo in presenza di importanti novità. Una su tutte: il sostanziale arresto della tendenza alla crescita della popolazione residente, che perdurava da un ventennio. Il saldo migratorio è ormai solo debolmente in attivo, anche per effetto di una consistente crescita dei flussi in uscita, che riguardano soprattutto le fasce d’età dai 25 ai 45 anni, contribuendo così ad un ulteriore innalzamento del tasso di invecchiamento della popolazione. Di rilievo è anche l’accelerazione di fenomeni quali l’abbandono delle zone montane e la tendenza della popolazione a concentrarsi nelle zone collinari e nei centri con più di 15.000 abitanti.

Anche l’occupazione risente della dinamica incerta della crescita economica. Come è ormai noto, gli indicatori occupazionali si muovono in ritardo rispetto al trend economico sia per un effetto attesa di chi assume sia per un sistema di protezione sociale che rallenta il passaggio da occupazione a disoccupazione. Il trend di crescita al primo semestre del 2015 è quindi fortemente correlato alla performance del sistema economico maturata nel corso del 2014, ragion per cui è ragionevole attendersi una crescita occupazionale allineata alla crescita del Pil nel 2014 in Emilia-Romagna (+0,3%). Perché ci sia un innalzamento occupazionale di qualche rilievo è necessario che il sistema economico cresca a ritmi ben più sostenuti in maniera tale da aumentare non solo l’intensità di lavoro di chi nella crisi ha lavorato a condizioni ridotte (cassa integrati e part time) ma anche generare nuova occupazione.

Il mutato assetto normativo non sembra quindi aver inciso tanto sulla quantità di lavoro, come era in qualche modo prevedibile, quanto sulla allocazione contrattuale degli occupati inducendo uno spostamento verso il lavoro subordinato, ed in particolar modo verso il contratto a tempo indeterminato. A tal proposito l’analisi solleva alcune osservazioni di carattere qualitativo. In primo luogo, la continuità del processo dello spostamento a tempo indeterminato.Essendo la convenienza economica (contributi all’assunzione) alla base di questo processo è ipotizzabile attendersi un forte arretramento in coincidenza del décalage contributivo previsto per il 2016. Ma non solo. Se è vera la logica della convenienza economica allora il passaggio è avvenuto senza produrre alcun effetto sulla dimensione retributiva, riducendo gli spazi di crescita di una domanda interna trainata dai salari.

In secondo luogo, la domanda di lavoro nel 2015 appare più dinamica per la componente italiana mentre per gli stranieri è meno performante, anche come effetto della decelerazione dei flussi demografici imputabile alla ridotta attrattività occupazionale dell’Emilia-Romagna nel corso della crisi. In ultimo, si ravvisa come la qualità del lavoro non migliori a fronte di una maggior dinamicità della domanda di lavoro in quanto il processo di stabilizzazione rimane più formale che sostanziale, a causa dei recenti interventi normativi, e le diverse forme contrattuali discontinue sono sostituite dall’esponenziale crescita dei voucher.

La stessa condizione economica e sociale delle famiglie, infine, risente gravemente del perdurare della crisi. Anche se l’Emilia-Romagna continua a godere, da questo punto di vista, di uno status molto migliore rispetto alla media nazionale, tuttavia la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie ha fatto crescere la quota di nuclei familiari che si trovano in una condizione di forte deprivazione o che dichiarano di non essere in grado di far fronte a spese impreviste.
Grande quindi è il grado di incertezza che caratterizza ancora in questo momento sia la crescita del sistema economico, sia le dinamiche sociali ed occupazionali dell’Emilia-Romagna. Come ormai molti economisti sostengono e come lo stesso Piano del Lavoro della Cgil ribadisce, per dare impulso ad una crescita economica capace di accrescere realmente la dimensione occupazionale e assorbire la disoccupazione, sarebbe necessaria una massiccia iniezione di investimento pubblico rivolta alla valorizzazione dei beni pubblici o comunque sociali. E’ questa, del resto, anche la sfida che sta al fondo del Patto per il Lavoro, recentemente sottoscritto dalla Giunta Regionale con i sindaci delle città capoluogo e con tutte le principali rappresentanze sociali emiliano-romagnole.


16 dicembre 2015

La legalità è un diritto a San Lazzaro

LA LEGALITA’ E’ UN DIRITTO…A CONDIZIONE CHE LO SIA PER TUTTI…!

Proviamo a parlarne tra di noi e con degli esperti, per capirne i meccanismi e le pieghe! … dove si annida invece l’illegalità? Nel lavoro e nella vita sociale…una minaccia continua che coinvolge i lavoratori e spesso li trasforma in vittime isolate…! Riconoscere i sintomi…conoscere i percorsi di supporto.

INIZIATIVA SEMINARIALE CGIL –– Bologna

VENERDI 18 DICEMBRE ore 9,30 CDLT di SAN LAZZARO.
Daranno un contributo alla iniziativa:
Francesco Scarlino. Responsabile associazione FICIESSE E.R.
Pierluigi Leri Segretario Generale Provinciale SILP di Bologna
Maurizio Gentilini Presidente Federconsumatori Bologna
avv. Francesca Romeo Consulente Federconsumatori
Anna Rosa Rossi Responsabile Centro Stranieri Cgil Bologna
Introducono:
Vito Rorro Segreteria CDLM Bologna
Fausto Nadalini Responsabile CDLT San Lazzaro


11 dicembre 2015

Stabilizzati 43 lavoratori a “L’immagine ritrovata”

L’Immagine Ritrovata di un lavoro stabile e tutelato

Alla Immagine Ritrovata, stabilizzati  43 lavoratori che avevano precedentemente  con la Società un rapporto di collaborazione a progetto.
Questo percorso di stabilizzazione, che si conclude nel  mese di dicembre, è frutto di un accordo fra la SLC CGIL e la Società.

L’Immagine Ritrovata, società a totale controllo della Fondazione Cineteca, è nota come centro internazionale di eccellenza nel campo del restauro e conservazione di film, curando fra l’altro la rassegna appena conclusa a Bologna del “Cinema Ritrovato”.

Come sempre dietro una grande fabbrica, anche se di “sogni”, c’è tanto lavoro di qualità e tanta passione di lavoratori purtroppo spesso invisibili.

La convinzione, condivisa dalla Direzione della Società e dal Sindacato, che una migliore qualità del lavoro passa  per una prospettiva di crescita anche dei diritti e della stabilità occupazionale, ha permesso di raggiungere un accordo così importante, per la quantità di lavoratori coinvolti e per il livello di garanzie e di relazioni sindacali proposto.

Tutti i lavoratori sono stati stabilizzati con contratti a tempi indeterminati e full-time, con un miglioramento reale  delle condizioni economiche e con l’impegno che, conclusa con esito positivo  la fase di start-up, saranno rese omogenee le tutele fra i lavoratori stabilizzati e chi  era  stato assunto prima, superando così anche le formulazioni penalizzanti previste oggi dal contratto a tutele cosiddette crescenti.

Un ulteriore esempio, se ce ne fosse bisogno, di come questo territorio sia all’avanguardia di una logica di sviluppo economico e culturale che si innerva sullo sviluppo dei diritti e della contrattazione sindacale in antitesi con quanto proposto dal governo con le misure di riduzione dei diritti per i giovani assunti introdotte con il Jobs Act.

Bologna

SLC CGIL

Rossa Antonio

Giulia Santoro


11 dicembre 2015

Casa: la via maestra è l’accordo col Comune

I fatti di cronaca di questi giorni confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, chel’unica via maestra, concretamente perseguibile, sulle politiche abitative in città è l’integrale applicazione dell’accordo siglato tra Comune e sindacati il 30 ottobre 2015. Velocizzazione delle assegnazioni sul patrimonio ACER, utilizzo delle abitazioni pubbliche vuote da tempo (abbondantemente presente anche a Bologna) e forte investimento sugli sportelli sociali del Comune sono i punti qualificanti. Questi ultimi sono gli unici in grado di intercettare e gestire la forte domanda di abitazioni senza strumentalizzazioni e senza che altri, privi sia di titoli che di competenze specifiche, possano gestire il bisogno scatenando una guerra tra poveri e agendo nella più totale illegalità. Una città come la nostra deve avere la capacità di generare le condizioni per la tenuta della coesione sociale, senza esporre i soggetti più deboli a rischi davvero incomprensibili.

Siamo l’unico territorio in Italia che ha condiviso scelte precise e fortemente innovative sul problema della casa: la volontà condivisa di sbloccare una volta per tutte quella che, soprattutto in una fase come questa, costituisce una autentica vergogna nazionale (centinaia di case vuote da decenni nei centri delle città) deve, a questo punto, concretizzarsi smuovendo e responsabilizzando anche il governo nazionale. Non può essere che la burocrazia, il silenzio o, peggio, il disinteresse di enti pubblici che continuano a ragionare peggio dei privati sottraendo, di fatto, alla collettività un bene comune, abbiano la meglio.

Bologna,11 dicembre 2015

Cgil Cisl Uil Bologna
Sonia Sovilla / Alberto Schincaglia / Luciano Roncarelli


11 dicembre 2015

Sciopero Farmalvarion e presidio in Comune

Oggi, 11 dicembre 2015, le lavoratrici ed i lavoratori ex AFM Spa oggi Farmalvarion Srl hanno scioperato a Bologna per l’intera giornata, a rischio 123 posti di lavoro.

Altissima l’adesione alla protesta da parte dei dipendenti, che questa mattina si sono dati appuntamento nel cortile di Palazzo d’Accursio dove hanno svolto un presidio unitario prima di portare la loro situazione in Consiglio comunale, in occasione del question time.

L’azienda AFM è partecipata al 15,86% dal Comune di Bologna, e gestisce le ex farmacie comunali del territorio oltre al magazzino di distribuzione del farmaco di via del Commercio associato. Dal primo di ottobre quest’ultimo, dopo la cessione di ramo d’azienda, è passato a Farmalvarion Srl. Dopo la cessione, i dipendenti hanno continuato a lavorare in questa sede, mentre l’azienda procedeva con un investimento all’Interporto dove intende far partire la stessa attività con lavoratori di cooperativa (come già viene fatto nel magazzino Farmalvarion di Gorgonzola). Nel frattempo resta operativo anche il magazzino di via del commercio associato: cosa sarà, dunque, in termini di qualità lavorativa e prospettiva occupazionale di questi lavoratori?

E’ più di un mese che Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno chiesto un incontro al Comune di Bologna, visto l’esito negativo dell’incontro effettuato in sede sindacale con l’azienda il 19 novembre. Finalmente, il presidio e lo sciopero di questa mattina hanno sortito l’effetto di farci ottenere questo appuntamento, che si terrà il prossimo 17 dicembre. Riteniamo che l’amministrazione comunale abbia una responsabilità importante in questa vicenda, e quindi pensiamo che debba svolgere un ruolo fondamentale facendosi attivamente garante dei posti di lavoro in una sua partecipata.

Nel frattempo, fino a che non ci saranno notizie rassicuranti, le iniziative di lotta di lavoratrici e lavoratori non si fermeranno.

Bologna, 11 dicembre 2015

Lorenza Giuriolo
Filcams-Cgil Bologna

Aldo Giammella
Fisascat-Cisl Bologna

Alessandro Grosso
Uiltucs-uil Bologna


10 dicembre 2015

Nuovo Isee: prorogata la scadenza

A seguito delle numerose lettere inviate alle famiglie dal Comune di Bologna, con le quali si invitano le famiglie stesse a provvedere a PRODURRE il nuovo ISEE per OTTENERE l’erogazione di prestazioni agevolate di natura sociale esocio-sanitarie, precisiamo che il termine del 20 dicembre 2015, come riportato nel testo della lettera, NON E’ PIU’ TASSATIVO.

La decisione è stata stabilita durante un incontro con il Comune diBologna e le organizzazioni sindacali, svoltosi nei giorni scorsi.

Lo Spi invita i propri iscritti e tutte le persone coinvolte in questa vicenda, promossa dal Comune SENZA nessun tipo di preavviso alle organizzazioni sindacali e ai CAAF, ad attivarsi per prendere un appuntamento con TEOREMA, preferibilmente via e mail oppure con prenotazione telefonica, per richiedere il nuovo ISEE.

Bologna,10 dicembre 2015
Spi-Cgil Bologna


9 dicembre 2015

Rivalurazione delle pensioni, nota Spi

Informiamo tutti i pensionati che è stato pubblicato in G.U. n° 280 del 1/12/15 il decreto sulla perequazione automatica (l’aumento delle pensioni annuale derivante dalla inflazione) per l’anno 2016, che prevede un aumento pari a ZERO mentre per l’anno 2015 è confermato lo 0,2%.

Le conseguenze per i pensionati sono che a partire dal 1 Gennaio 2016, per chi percepisce una pensione fino a tre volte il minimo o a partire dalle 6 volte il minimo, è prevista la restituzione derivante dalla differenza tra quanto ottenuto in maniera provvisoria durante il 2015 al tasso previsto dello 0,3 per cento ed il valore definitivo dello 0,2 per cento. In più dato che l’assegno pensionistico del nuovo anno sarà identico a quello definitivo del 2015 l’assegno sarà un po’ più leggero.

Mentre chi percepisce un assegno ricomprese fra le tre e le sei volte il trattamento minimo inps, potrà godere di un leggero aumento, per queste pensioni si determinano, dal 1 Gennaio 2016, i nuovi importi mensili dovuti alla applicazione del Decreto legge 65 / 2015, convertito in legge 109/ 2015, in seguito alla sentenza della consulta che ha respinto il blocco della perequazione effettuata nel 2012 e nel 2013.

La Segretaria nazionale dello Spi-Cgil Carla Cantone in merito ha dichiarato:

“Bisogna intervenire subito per evitare che ai pensionati sia chiesta iietro una parte dei soldi della rivalutazione dello scorso anno.
La politica non alimenti ulteriori scontri sulla loro pelle ma agisca concretamente modificando in Parlamento la legge di stabilità in modo che il reddito da pensione sia tutelato e non ulteriormente penalizzato”.
“ I Sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil stanno discutendo con il Ministro Poletti per trovare soluzioni adeguate per far rispettare i diritti dei pensionati. C’è un tavolo aperto che va avanti e che ha come fine proprio quello di evitare che si facciano ulteriori danni”.


4 dicembre 2015

Accordo in Cna: cancellati i licenziamenti

Oggi 4 dicembre 2012 nella sede di CNA è stato siglato l’accordo  tra CNA Bologna  e la Filcams Cgil Bologna, Agenquadri Emila Romagna, Associazione Provinciale Funzionari sistema Cna Bologna e Fisascat Cisl.

Con questo accordo si chiude positivamente la procedura di mobilità avviata il 15 ottobre u.s. L’accordo definitivo non prevede alcun licenziamento dei dipendenti CNA,  le parti hanno condiviso un piano di uscita realizzato secondo il criterio esclusivo della volontarietà. CNA ha ritenuto questa soluzione soddisfacente in quanto consente di ottenere la necessaria  riduzione del costo del lavoro senza dover ricorrere ai licenziamenti e allo stesso tempo di poter sviluppare il piano industriale e strategico  del Sistema CNA, mantenendo  così la forza e il posizionamento dell’Associazione sul mercato.

Per le Organizzazioni sindacali questo accordo rappresenta un risultato positivo per la chiusura di una vertenza che si e’ dimostrata fin da subito molto difficile; complicata dal contesto di crisi economica che ormai investe da troppi anni il Paese e, con esso, il nostro territorio; in assenza di ammortizzatori sociali e di progressivo allungamento dell’età pensionabile.

Il combinato di queste concause amplifica i risultati della contrattazione appena definita tra organizzazioni Sindacali e controparti datoriali che responsabilmente hanno condiviso l’obiettivo di ridurre le conseguenze sociali della crisi, gestendola nella logica della valorizzazione delle professionalità dei lavoratori e del mantenimento dei livelli occupazionali, dunque mettendo tasselli importanti per il rilancio del Sistetema Cna Bolognese.

Bologna, 4 dicembre 2015


4 dicembre 2015

Passante: e se non restasse nulla?

La vicenda del Passante Nord dimostra come, con troppa faciloneria, si è declinato il de profundis del vecchio progetto, non avendone in tasca uno nuovo, alternativo, credibile e soprattutto finanziabile.

I Sindaci avevano giustamente chiesto opere di contenimento ambientalmente compatibili, ma questa richiesta stava in piedi solo se ancorata al progetto originario e ai finanziamenti ad esso collegati.

Aveva senso andare a Roma dal Ministro e da Autostrade, a chiedere delle modifiche al progetto contando sulla concretezza degli impegni fino a quel momento assunti sul piano tecnico, giuridico- contrattuale e finanziario. L’errore è stato nel dichiarare che il progetto è superato, inutile, perfino dannoso e poi confidare, ahinoi, su alternative tecnicamente e giuridicamente impraticabili.

Il buon senso, dopo le risposte del Ministero di ieri, impone un ripensamento e una ripresa del confronto su come migliorare l’unico progetto possibile. A questo punto, è la Regione che deve assumersi assumersi la responsabilità di rimettere le cose in ordine, possibilmente assieme alla Città Metropolitana. Anche perchè sarebbe paradossale che la Regione procedesse con la grande opera della Cispadana (stranamente non contestata da nessuno nonostante fortemente impattante sotto il profilo ambientale) e dicesse di no al Passante.

Come Cgil abbiamo sempre sostenuto chetutto può succedere tranne che perdere il miliardo e trecento milioni destinati a Bologna e all’area metropolitana, perché questo sarebbe uno smacco politico per le Amministrazioni locali e un danno per il futuro sviluppo del territorio e per l’intera comunità.

A meno che non si pensi che tutto possa restare così com’è, con buona pace dei tempi di attraversamento della città, dell’inquinamento, magari contando sul fatto che il traffico cali perché chi viene da Nord passa dalla nuova autostrada Cispadana.
Se fosse così, l’area metropolitana pagherebbe un prezzo altissimo in termini di sviluppo e di attrazione degli investimenti.
Questi ultimi si sposterebbero verso i territori limitrofi alla nuova autostrada, e Bologna sarà meno strategica, in quanto non più snodo geografico della viabilità su scala nazionale.

Bologna, 4 dicembre 2015


4 dicembre 2015

Sindacati: “Sconcerto per le notizie sul Comunale”

Siamo sconcertati dalle notizie uscite il giorno 4 dicembre sulla stampa in merito a pesanti operazioni di riorganizzazioni aziendali del  Teatro Comunale, fra cui una incredibile ipotesi di appalto delle attività del Comunale alla Filarmonica.

Il 2 dicembre scorso tutti i Sindacati e le Rappresentanze interne si  sono incontrate con la Direzione del Teatro  e nel positivo confronto su molteplici temi e sulla  pur difficile situazione del Teatro, la Direzione nulla ha prospettato di simili ipotesi.

Chiediamo dunque alla Direzione del Teatro una formale smentita e se questa, come ci auguriamo, dovesse esserci ci chiediamo allora chi abbia interesse a veicolare notizie false per destabilizzare la situazione interna.

Rossa Antonio                                        Giuseppe Rossi
Segreteria SLC CGIL Bologna                        Segreteria regionale Uilcom UIL

Bologna, 4 dicembre 2015


3 dicembre 2015

Sabato 5 sedi Inca aperte, è sciopero al contrario

Tagliare i fondi ai Patronati vuol dire negare la gratuità delle tutele essenziali, indebolire i diritti dei più deboli, abbattere il sistema assistenziale in Italia. L’INCA NON TI LASCIA DA SOLO!!!!!! IN VIA STRAORDINARIA apriamo le nostre Sedi sabato 5 dicembre 2015 fino alle ore 16.

Leggi la nota integrale sul sito dell’Inca Bologna!


2 dicembre 2015

Sì dei lavoratori bolognesi del chimico al contratto

Gli oltre 170.000 lavoratori del settore chimico-farmaceutico italiano hanno dato il “via libera” all’accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei chimici siglato lo scorso 15 ottobre tra Federchimica e Farmindustria, entrambe associate a Confindustria, e isindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil. Si sono concluse infatti le assemblee nei posti di lavoro (più di 650) che hanno fatto registrare un largo consenso (circa l’85% i “SI”), che consentirà ai sindacati di firmare definitivamente l’accordo dirinnovo 2016-2018.

Nel territorio bolognese la consultazione ha coinvolto 30 grandi e medie aziende del settore, in circa 50 assemblee; oltre l’87% dei lavoratori ha votato a favore, contrari meno del 7%, astenuti 6%.

Grazie all’unità sindacale e al decisivo rapporto democratico con le lavoratrici ed i lavoratori si sancisce il valore e l’universalità del contratto nazionale di lavoro e, contestualmente, si valorizza la contrattazione aziendale e la sua qualificazione nei posti di lavoro.

Con la firma del contratto, si conferma la imprescindibile efficacia della negoziazione tra le parti interessate. Lacategoria rafforza la sua rappresentatività, nella scelta dellaconclusione contrattuale.

La Filctem Cgil di Bologna
Roberto Guarinoni


2 dicembre 2015

Saeco: oggi il tavolo in Regione contro gli esuberi

Sul nostro canale Youtube il video della protesta davanti alla Regione Emilia-Romagna

La manifestazione del primo dicembre a Porretta Terme ha coinvolto, oltre alle Lavoratrici ed ai Lavoratori della Saeco, anche la cittadinanza, gli studenti ed i commercianti. É la dimostrazione che la crisi Saeco, affrontata come vorrebbe la Philips, metterebbe in crisi l’intero sistema dell’Appennino Tosco Emiliano che, viceversa, ha bisogno di nuove infrastrutture, di scuole indirizzate a costruire le figure professionali necessarie e dunque di industrie di cui la Saeco è parte inscindibile.

Philips deve assolutamente ritirare qualsiasi piano di esuberi e concentrarsi su un piano industriale dove gli stabilimenti di Gaggio siano perno nella nuova strategia produttiva, anche diversificata, della Philips. Abbiamo chiesto che queste posizioni siano fatte proprie dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna.

Philips non può, in funzione delle proprie speculazioni finanziarie, espropriare l’Appennino dei propri patrimoni per continuare a delocalizzare. Noi abbiamo bisogno di industria, Philips invece fa mercantilismo. Se Philips non è interessata a lavorare per lo sviluppo di Gaggio, lasci gratuitamente i terreni, gli stabili, i marchi e le tecnologie dove li ha trovati e si cerchi un’alternativa seria per la continuità dell’attività e dell’occupazione.

Se si insiste sui licenziamenti, forzando con azioni unilaterali o non condivise, credo che i lavoratori e le lavoratrici della Saeco, con il supporto di tutta la comunità, dovrebbero prendere in seria considerazione l’occupazione degli stabilimenti. In quel caso la FIOM sarà al loro fianco.

Con questo spirito la FIOM parteciperà a tutti i tavoli che affronteranno il problema. Credo sia giunto il momento in cui i comuni dell’Appennino e la Regione Emilia Romagna, insieme alle parti sociali, diano vita ad un tavolo di confronto per affrontare problemi e necessità di questo territorio.

Bologna, 1 Dicembre 2015
Alberto Monti
segretario generale Fiom-Cgil Bologna


2 dicembre 2015

Lunghi: “Rimettere al centro il lavoro”

La lunga fila di ieri, davanti alla sala del Dentone del Comune di Bologna, dimostra che il tema della disoccupazione è fortemente presente tra i cittadini bolognesi. Quando, come CGIL-CISL e UIL, abbiamo aderito all’iniziativa che si colloca nel contesto mondiale Unicef per dare risposte concrete alle persone che hanno bisogni, l’abbiamo fatto affinché le decine di migliaia di iscritti ai Centri per l’Impiego potessero avere un’occasione nuova e diversa, di far presente la loro richiesta/necessità di lavoro.

Lavoro che langue, nonostante la propaganda governativa e le dichiarazioni di una fantomatica ripresa, che in realtà fa fatica a manifestarsi. Semmai gli ultimi casi locali (Coop Costruzioni e Saeco) evidenziano quanto duri e persistenti appaiono gli strascichi di otto anni di crisi della manifattura nel nostro territorio.

Ieri si è evidenziato un tema che denunciamo da tempo: la disoccupazione non è solo dei giovani ma anche delle persone sopra i quarant’anni, scoraggiate perché hanno perso da tempo il lavoro e trovano grandi difficoltà a rimettersi in gioco. Un altro aspetto da non trascurare è la composizione della fila, che ha dimostrato che il bisogno di lavoro è avvertito comunemente da cittadini nati in Italia e cittadini immigrati, con un’alta percentuale di donne che sono state in fila, portandosi dietro i figli.

L’iniziativa “Luci sulla comunità bolognese” conferma dunque che la priorità nell’immediato futuro è la necessità di investire su nuovi posti di lavoro per agganciare il treno di una possibile ripresa e indurre nuovo sviluppo. Per questo, a nostro giudizio, diviene centrale il confronto sul Patto della Città metropolitana e sul Patto regionale.

Rimettiamo al centro il tema del lavoro, del diritto al lavoro come afferma la Costituzione, quale elemento essenziale per dare dignità e benessere alle persone e alle famiglie. Da parte nostra, come CGIL abbiamo approntato un nuovo servizio nelle Camere del Lavoro Intercomunali, distribuite sul territorio metropolitano, rivolto esclusivamente ai disoccupati.

Se replicassimo l’iniziativa di Bologna anche in altri Comuni molto probabilmente assisteremmo al manifestarsi di file come quelle che si sono prodotte alla sala del Dentone, in quanto la disoccupazione è purtroppo, distribuita su tutto il territorio. Per questo riteniamo utile un servizio organizzato, uno sportello al pubblico, dove forniremo supporto tecnico, distribuito sul territorio, preparazione dei curriculum, informazioni sulle condizioni di aiuto attraverso gli strumenti concordati con i Comuni tramite la contrattazione territoriale sociale.

Questa iniziativa serve a lenire le difficoltà di chi ha perso il lavoro, ma le soluzioni concrete vanno predisposte attraverso la contrattazione con le imprese, creando spazi di assunzione che attingono dalle liste del pubblico impiego, guardando a criteri che tengono conto dei profili professionali, dei carichi famigliari e del tempo di durata della disoccupazione, al fine di ridurre il fenomeno degli scoraggiati.

Fondamentale sarà il ruolo della Regione attraverso la costituzione della Agenzia del Lavoro che consentirà di mettere in campo politiche attive sul lavoro, dai corsi di formazione e riqualificazione fino all’inserimento lavorativo.

Su questi aspetti concentreremo la nostra iniziativa sindacale e contrattuale e auspichiamo di continuare a trovare attenzione e sensibilità con tutti i soggetti, istituzionali, economici e produttivi del territorio.

Bologna, 2 dicembre 2015
Maurizio Lunghi, segretario generale Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna

novembre 2015

30 novembre 2015

Dl ammortizzatori: stangata per gli artigiani

Più di 100.000 dipendenti delle imprese artigiane dell’Emilia-Romagna (1milione a livello nazionale), di cui oltre 14.000 nel territorio di Bologna rischiano di restare senza tutele sociali e senza reddito in caso di crisi aziendali con conseguenti sospensioni dal lavoro.

Questo è l’effetto immediato prodotto dal decreto legislativo n.148, applicativo del Jobs act, del governo Renzi: nei fatti è stata tolta la possibilità di ricorrere all’Aspi dal 24 di settembre di quest’anno per i lavoratori sospesi, e si rimanda alla costituzione di fondi nazionali la possibilità di integrare il reddito, senza l’intervento pubblico dell’Inps e con la compartecipazione alla “spesa” degli stessi lavoratori.

Siamo di fronte al “teatro dell’assurdo”: un lavoratore deve pagare per avere la copertura del reddito in caso di crisi aziendale.

Oltre al danno la beffa: se entro il 31 dicembre di quest’anno non venissero costituiti i fondi nazionali, per i lavoratori che operano in aziende fino a 5 dipendenti (60.000 per l’Emilia-Romagna) non ci sarebbe nessun tipo di tutela sociale, salvo la NASPI conseguente al licenziamento, mentre per quelli che operano in aziende con più di 5 dipendenti dal 1° di luglio del 2016 sarebbe attivo il Fondo di Integrazione Salariale (FIS) costituito presso l’Inps

Come organizzazioni sindacali ci siamo attivati immediatamente nei confronti del Ministero del Lavoro per ricercare una soluzione che superi questa iniquità, che si scarica in modo inaccettabile ed insostenibile sulle lavoratrici e lavoratori dell’artigianato; contestualmente stiamo ricercando un accordo con le associazioni artigiane per la costituzione del fondo nazionale.

La trattativa a livello nazionale è sospesa a causa delle posizioni assunte dalle stesse associazioni, che nei fatti ripropongono quanto previsto dal decreto e che discriminano, lasciando senza tutele, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti delle imprese artigiane.

Nel mondo dell’artigianato della nostra Regione abbiamo costruito un sistema di tutele, attraverso una contrattazione diffusa e consolidata e un corretto utilizzo della bilateralità, che ha tutelato il lavoro dipendente in questi anni di crisi e che oggi rischia di essere vanificato da un decreto che toglie tutele a chilavora e aggrava la condizione delle stesse imprese.

E’ evidente che, se non riceveremo riscontri positivi dal governo e non si definirà in tempi brevi la struttura del fondo nazionale, saremo costretti a mobilitarci per garantire le tutele per chi opera in un settore fortemente penalizzato da scelte irresponsabili come quelle conseguenti al Jobs act.


30 novembre 2015

Assunti in Camst 48 lavoratori precari

Nella scorsa settimana Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Bologna e Imola, hanno sottoscritto con Camst un importante accordo di stabilizzazione di contratti a termine.

Dopo gli accordi sottoscritti dalle OO.SS e Camst a livello nazionale, per l’esodo volontario e incentivato, al quale sul territorio di Bologna hanno aderito diverse decine di lavoratori, é stato sottoscritto a livello locale un ulteriore accordo. Grazie a tale intesa sono stati finalmente assunti a tempo indeterminato diversi contratti a termine (48 lavoratori) presenti nelle graduatorie dei contratti a termine, così come previsto da contratto integrativo aziendale.

Per i lavoratori presenti in graduatoria e non ancora chiamati, Camst farà a tutti una proposta di assunzione a tempo indeterminato entro e non oltre il 2016, così come da accordo (altri 75 lavoratori).

Filcams Fisascat e Uiltucs esprimono soddisfazione per l’intesa raggiunta.

Filcams CGIL Bologna Gaia Stanzani
Filcams CGIL Imola Alessandra Loreti
Fisascat Cisl Silvia Pergola
Uiltucs Uil Aldo Giammella


30 novembre 2015

Domani la manifestazione dei lavoratori Saeco

Il giorno 01 Dicembre 2015 si terrà la preannunciata manifestazione delle lavoratrici e dei lavoratori Philips Saeco per protestare contro l’annuncio dei 243 esuberi su 556 dipendenti annunciato nei giorni scorsi dalla multinazionale olandese PHILIPS, proprietaria dello stabilimento di Gaggio Montano (Bo).

La manifestazione partirà dallo stabilimento di Gaggio Montano in Via Torretta con concentramento alle ore 8,30 con un corteo che si muoverà alle 9 per raggiungere Piazza della Libertà a Porretta Terme attorno alle 11. Qui terminerà la manifestazione con interventi dei delegati Rsu Philips Saeco e di Fiom-Cgil e Fim-Cisl Territoriali.

Hanno dato adesione alla manifestazione numerosi Sindaci del comprensorio che sfileranno in corteo con i gonfaloni dei rispettivi Comuni.

Fiom-Cgil
Stefano Zoli

Fim-Cisl
Marino Mazzini


28 novembre 2015

Lunghi: “Dove va la Città metropolitana”

Le notizie stampa di oggi mettono in rilievo una situazione estremamente preoccupante che riguarda l’intero territorio metropolitano.
La grave scelta della Philips di avviare una pesante ristrutturazione della Saeco di Gaggio Montano (Bo) ripropone ancora una volta l’annoso tema del ruolo e della responsabilità sociale dell’impresa. Come diciamo da anni come Cgil, occorrono condizionamenti legislativi per coloro che vengono ad investire sul territorio evitando speculazioni e shopping sui marchi e sui brevetti.

È inaccettabile che una multinazionale come la Philips decida di dimezzare l’organico di uno stabilimento, acquistato da pochi anni, senza aver attivato gli opportuni piani di investimento in nuove tecnologie e nuovi prodotti. L’acquisizione così fatta, dimostra che l’intento della multinazionale non aveva un intento industriale, ma seguiva logiche prevalentemente finanziarie e poco attente allo sviluppo dell’attività produttiva.

Oggi tutte le forze economiche e istituzionali presenti sul territorio, dalla città metropolitana alla Regione, devono costringere la Philips a rivedere la propria decisione. Occorre quindi mettere in atto le necessarie pressioni per garantire un futuro ad una realtà produttiva che, oltre che essere un simbolo storico, è soprattutto una realtà fondamentale per lo sviluppo del territorio e della comunità montana bolognese. A proposito della tanto enfatizzata ripresa, questa vicenda ricrea un forte condizionamento sull’uscita della crisi e rischia di aumentare i livelli di disoccupazione in un territorio già fortemente colpito. Il restringimento del tessuto produttivo (dalla chiusura dellecartiere, degli stabilimenti Arcotronics, la crisi Pai Demm, etc.), pone un tema generale di rilancio del tessuto produttivo sull’Appennino: servono interventi e investimenti in nuove attività e su questo Governo e Istituzioni devono, assieme alle forze economiche, determinare le scelte di fondo.

L’altra notizia sconfortante è la dichiarazione all’assemblea dell’Ance del condirettore di Autostrade Tommasi, sui finanziamenti legati al Passante nord.
Qualora dovesse essere acclarato che salta il miliardo e trecento milioni previsti di finanziamento, c’è da chiedersi: perché, prima di decidere di fermare l’opera, gli Amministratori non abbiano valutato, con l’attenzione dovuta, quali condizioni vi potevano essere nello spostare il finanziamento su unaltro progetto? Non ci si può permettere una sottovalutazione diquesto tipo perché stiamo decidendo il futuro della Città Metropolitana, il suo grado di sviluppo e di attrattività degli investimenti, e la partita si gioca sul più importante snodo della mobilità d’Italia.

I Sindaci assieme alla Regione saranno inevitabilmente giudicati su quanto emergerà dal confronto con il ministro Del Rio. Ribadiamo quindi ciò che come Cgil diciamo da tempo, tutto si può fare, tranne che perdere i finanziamenti e poi trovarci nell’immobilismo assoluto, senza nessun intervento concreto che risolva il congestionamento del traffico sullo snodo bolognese. Come ha ricordato il ministro Galletti, non possiamo continuare a convivere con una concentrazione di polveri sottili, dannose per la salute, tra le più alte d’Europa e con continui ritardi sui tempi di attraversamento della città.

Bologna, 28 novembre 2015
Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna


28 novembre 2015

Voto gruppo Fs: la Filt si conferma prima

La Filt-Cgil Emilia-Romagna si riconferma saldamente il primo sindacato dei ferrovieri in regione, dopo ben 11 anni trascorsi dall’ultima elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza.

La partecipazione allatornata elettorale, che si era aperta martedì 24 novembre e si è chiusa ieri 27 novembre, si è attestata circa intorno al 70% degli aventi diritto; le ferroviere e i ferrovieri dell’Emilia-Romagna hanno dimostrato una grande consapevolezza e voglia di partecipazione a questo appuntamento elettorale, in controtendenza con le ultime elezioni politiche.

Ricordiamo, inoltre, che il voto si è svolto nella delicata fase che sta attraversando il gruppo FS, in vista di una selvaggia privatizzazione che il Governo intende realizzare al solo scopo di fare cassa, svendendo un gruppo solido sia dal punto di vista economico che industriale.

La risposta dei lavoratori di dare fiducia al Sindacato, e in primo luogo alla Cgil, ci rafforza nella scelta di contrastare questo sciagurato progetto governativo.
Su un totale di circa 3300 votanti la Filt Cgil si riconferma il primo sindacato con circa 1250 voti (il 38% dei consensi), oltre il doppio dei voti conseguiti dal secondo.

Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna
Michele De Rose
Alberto Ballotti


27 novembre 2015

Emergenza casa: “Premiare le città virtuose”

Le notizie apparse oggi sulle agenzie stampa sul tema del casa fanno ben sperare circa la reale applicazione dell’accordo sull’emergenza abitativa siglato con i sindacati il 30 ottobre 2015.

Per far fronte al problema, abbiamo bisogno di tante e diversificate risposte e soprattutto di remare nella stessa direzione. Non può essere che Bologna, città che ha visto un incremento esponenziale degli sfratti per morosità incolpevole e nella quale le risorse sono state spese bene, a favore di chi aveva assolutamente bisogno di non finire sotto un ponte perché nel frattempo aveva perso il lavoro, venga penalizzata perché in altre città non c’era bisogno o non siè voluto affrontare seriamente il problema. La trovo un’idea sbagliata, che mette tutti sullo stesso piano e non aiuta certo a valorizzare le risposte più virtuose che faticosamente si stanno provando a trovare sui territori. O il governo centrale pensa che solo a Bologna c’è l’emergenza abitativa (posizione difficilmente dimostrabile) o, piuttosto, prevale una idea semplicistica di affrontare il problema. Un governo attento e responsabile, prima di andare a togliere i soldi per tutti, andrebbe a chiedere agli amministratori che non hanno utilizzato ancora le risorse, perché non l’hanno fatto. O deciderebbe di aumentare le risorse a chi ha lavorato per bloccare gli sfratti, distribuendo celermente le risorse a chi rischiava di finire per la strada.

È l’idea dei tagli lineari che il sindacato ha sempre contestato e che, negli anni, ha frenato la vera riforma della PA di cui tutto il Paese avrebbe bisogno. Tra l’altro si colpiscono forme di welfare che, basandosi su aiuti non a pioggia e non strutturali, andrebbero a incentivate per favorire anche la responsabilizzazione delle persone in difficoltà, e non il solito assistenzialismo che finisce per aiutare sempre gli stessi e che non punta a migliorare davvero la condizione delle persone.

Positivo anche l’incremento dell’organico ACER anticipato dall’assessore per garantire il rispetto del regolamento degli appartamenti ACER, che, speriamo, venga confermato all’incontro previsto con la categoria di riferimento; non può essere che gli agglomerati di case popolari siano dei luoghi fuori controllo dove si può fare qualunque cosa. Quelle sono sedi piene di fragilità: persone anziane, sole, minori e va in tutti i modi garantita la loro sicurezza e la loro tranquillità. Anzi, per meglio raggiungere l’obiettivo, sarebbe utile lavorare in quei posti per progetti specifici, utili all’integrazione sociale e ad evitare l’isolamento delle persone, facendoli coordinare dagli sportelli sociali del Comune.

Sonia Sovilla
Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna


27 novembre 2015

Sabato 28 a Roma #ContrattoSubito

“Retribuzione, innovazione, professionalità, qualità e produttività per i cittadini” i lavoratori di tutti i servizi pubblici del paese saranno in piazza insieme alle federazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Gilda per chiedere al Governo, dopo sei anni di attesa e due rinnovi persi, un contratto vero per gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Ma anche per dare voce al disagio dei 700 mila addetti di terzo settore e privato sociale.

Con lo slogan “Pubblico6Tu, ContrattoSubito”, oltre 20 sigle in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, afam e privato sociale, manifesteranno sabato 28 novembre in piazza Madonna di Loreto a Roma. Migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, fino a Piazza Venezia nelle cui vicinanze sarà allestito il palco per i comizi.

“Manderemo un messaggio forte a questo Governo: se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Scuola, salute, conoscenza, sicurezza, prevenzione, welfare, integrazione, sostegno alle persone e alle imprese: servono investimenti in ricerca, innovazione e competenze per rimettere in moto la più grande azienda del paese. Solo attraverso il contratto, e non con le imposizioni legislative, si produce il vero cambiamento: vogliamo risposte sulle risorse per i contratti e liberare dai vincoli la contrattazione decentrata, la sola via per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi pubblici, nell’interesse generale di lavoratori e cittadini”.

I sindacati puntano il dito contro l’aumento “mancia” previsto da una legge di Stabilità “che per i lavoratori pubblici opera scelte sbagliate, così come i provvedimenti del governo sulla scuola e sulla Pa: tante norme e poca attenzione al lavoro di chi ogni giorno, con impegno e fatica, è in prima linea per dare un buon servizio alle comunità. Zero considerazione, zero formazione, zero partecipazione e zero contratti. Il tutto senza risposte né per i precari né per l’occupazione, viste le nuove intollerabili misure che bloccano il turn over”.

Per i sindacati “il contratto da rinnovare subito è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori, come la garanzia di servizi nuovi, avanzati e veloci lo è dei cittadini. La sola via è riaprire la contrattazione, per questo saremo in piazza a Roma il 28 novembre. E non ci fermeremo finché non avremo le risposte che i lavoratori e il Paese si aspettano e meritano”.

Per info contatta Fp e Flc Cgil Bologna!


27 novembre 2015

Esuberi alla Saeco: da lunedì nuove proteste

In riferimento a quanto comunicato dalla multinazionale Philips Saeco in merito ai 243 esuberi annunciati, i lavoratori, riuniti in sciopero, hanno deciso in Assemblea aperta un piano di iniziative per i prossimi giorni:

lunedì 30 novembre 2015 – presidio dello stabilimento
martedì 1 dicembre 2015 – dalle ore 8.30 manifestazione con corteo dallo stabilimento Saeco di Gaggio Montano alla piazza di Porretta Terme
mercoledì 2 dicembre 2015 – pomeriggio – incontro presso il Tavolo di Salvaguardia Occupazionale istituito presso la Regione Romagna

Bologna 27 Novembre 2015
Fiom-Cgil Bologna
Fim-Cisl Bologna

La solidarietà della Fp-Cgil Bologna

La FP CGIL di Bologna e le Rsu FP CGIL dei Comuni di Gaggio Montano, Porretta Terme, Lizzano in Belvedere, Camugnano, Marzabotto, Vergato, Grizzana Morandi, Monzuno e dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese esprimono la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Saeco.

La vostra lotta è la nostra lotta.

P/FP CGIL Bologna
Simone Raffaelli

Camera del Lavoro di Vergato
Giuseppe Chiarelli


25 novembre 2015

Scongiurati i licenziamenti alla Marzocchi

A otto mesi dalla decisione di Tenneco Marzocchi di cessare l’attivita’ siamo di fronte ad una svolta positiva della vicenda. E’ infatti di due giorni fa la comunicazione fatta alle organizzazioni sindacali territoriali ed alla rsu, di cessione del ramo d’azienda “moto” da parte di Tenneco Marzocchi a Vrm, importante azienda del settore, situata anch’essa a Zola Predosa e che fin dall’inizio della vicenda aveva manifestato il proprio interesse.

L’operazione prevede il passaggio (senza interruzione del rapporto di lavoro) di tutti le 70 lavoratrici e lavoratori occupati nel ramo d’azienda oggetto della cessione con mantenimento, quindi, di tutti i diritti, compresa – non trattandosidi nuovi rapporti di lavoro – la non applicazione di quanto previsto dal d.lgs n° 23 del 04/03/2015 sulle cosidette “tutele crescenti”.

Ora, come prevede la norma, si aprira’ un confronto sindacale che dovra’ chiudersi entro il 18 dicembre, data prevista per il completamento dell’operazione.

La Fiom-Cgil di Bologna esprime soddisfazione per l’esito positivo dell’operazione che, una volta completata, anche con il contributo delle istituzioni, avra’ salvaguardato 70 posti di lavoro (senza aver messo in discussione i diritti) ed il mantenimento nel territorio di un importante patrimonio professionale e industriale.


24 novembre 2015

Accordo alla Titan sui premi aziendali

E’ stato approvato dalle assemblee dei lavoratori della TITAN di Bologna (Crespellano) e Modena (Finale Emilia), l’accordo che definisce le quantità economiche previste come premi aziendali per l’anno 2016, oltre a confermare la validità degli attuali accordi aziendali in vigore a Crespellano e Finale Emilia.

Questa è un’ulteriore tappa del confronto che dovrà portare ad un’armonizzazione contrattuale e ad avere un unico accordo aziendale per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici di Titan Italia, anche a seguito della decisione dell’azienda di concentrare la produzione delle ruote per il settore agricolo a Finale Emilia, mantenendo a Crespellano la produzione dei freni e gli uffici del Gruppo.

L’accordo raggiunto è un risultato assolutamente non scontato e frutto della determinazione dei lavoratori, anche perché Titan è inserita in un mercato che continua a non vedere segnali di uscita dalla crisi.

L’accordo permetterà all’azienda di concentrarsi negli sforzi per acquisire nuovi clienti e rafforzare le proprie posizioni sul mercato, rimandando al 2016 il confronto necessario per costruire un unico accordo per tutti i lavoratori della Titan.
Le cifre previste dall’accordo sono in linea con quanto erogato nel corso del 2015 e quindi l’accordo riesce a mantenere, pur in un contesto di difficoltà di mercato e di cambiamenti in corso nell’azienda, sia l’assetto contrattuale e dei diritti individuali dei lavoratori, sia la tutela delle retribuzioni, anche quelle aggiuntive.

Oggi Titan, anche alla luce delle uscite volontarie che si sono registrate in entrambi i siti (ma prevalentemente a Bologna) nel corso dell’anno, occupa complessivamente 361 lavoratori, di cui 206 a Finale Emilia, 143 a Crespellano (destinati però a rimanere una cinquantina a seguito dei trasferimenti a Finale già pianificati) e 12 a Jesi.

Bologna, 24 novembre 2015
RSU FIOM TITAN Bologna
FIOM CGIL Bologna


23 novembre 2015

Incontro in Comune sulle Partecipate

Oggi 23 novembre 2015, finalmente, si è avviato il confronto fra le organizzazioni sindacali confederali e il Comune di Bologna sulle società partecipate.

All’incontro, a cui erano presenti per il Comune di Bologna la Vicesindaco Giannini e l’Assessore Lepore, si è deciso di proseguire il confronto con l’obiettivo di condividere le scelte strategiche per lo sviluppo territoriale. Scelte per le quali è necessaria una coerenza da parte delle società di proprietà e partecipate da parte del Comune.

Come CGIL abbiamo sempre affermato che è sbagliato l’orientamento del Governo di  privatizzazione delle aziende pubbliche in quanto, queste, sono attori fondamentali nell’erogazione dei servizi ai cittadini e per lo sviluppo del territorio. E non è affatto vero che il privato sia in ogni caso più efficace nella gestione dei servizi pubblici, anzi la storia delle privatizzazioni ci dimostra spesso e volentieri che è vero l’esatto opposto.

Il problema che abbiamo posto è la necessità che il Comune si riappropri di una capacità di gestione ed indirizzo delle sue aziende, perchè queste operino coerentemente alle scelte e alle politiche determinate dall’amministrazione. Ad esempio, non possono essere separate le scelte dell’amministrazione su infrastrutture e mobilità dai piani industriali e di sviluppo che TPER deve attuare, o non si può immaginare una svolta sulla raccolta differenziata e il riuso dei rifiuti o di nuove politiche energetiche senza scelte coerenti da parte di Hera.

Oggi abbiamo apprezzato la disponibilità del Comune di voler avviare un confronto molto impegnativo e nei prossimi mesi misureremo la possibilità di definire accordi in tal senso.

Alessio Festi
Resp. Partecipate Segreteria CDLM-CGIL Bologna


23 novembre 2015

“Te la faranno pagare cara!” La protesta dei Patronati a Bologna

Tagliare i fondi ai Patronati vuol dire negare la gratuità delle tutele essenziali, indebolire i diritti dei più deboli, abbattere il sistema assistenziale in Italia. Per questo i Patronati CE-PA con CGIL – CISL – UIL GIOVEDI 26 NOVEMBRE 2015 dalle 9,00 alle 11,00 si mobilitano con un presidio davanti alla Sede  INPS di  Bologna in via Gramsci, 6

Tagliare di nuovo il fondo dei Patronati, significa tagliare i servizi, oggi gratuiti, soprattutto per le fasce sociali più deboli. I cittadini, lavoratori e pensionati saranno lasciati soli in balia di un mercato privato che offre servizi onerosi e senza regole che la pubblica amministrazione non è in grado di garantire con le proprie forze.

Per info consulta il sito dell’Inca Bologna!


21 novembre 2015

Martedì 24 in Cgil “storia di Ezio Tarantelli”

Martedì 24 Novembre 2015 ore 17,00

Cgil Bologna
Salone Di Vittorio
Via Marconi 67/2

presentazione del libro di Luca Tarantelli “Il sogno che uccise mio padre. Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti” (Rizzoli)

Intervengono, con l’Autore:

Vincenzo Colla
Segretario Generale Cgil Emilia Romagna

Giuliano Guietti
Presidente Ires Emilia Romagna

Prof. Romano Prodi


20 novembre 2015

Accordo sulla solidarietà nel gruppo Delta

LA SOLIDARIETA’ TRA I LAVORATORI ESISTE ANCORA : IL CASO DELTA.

Il giorno 17 novembre 2015, presso la sede del Gruppo Delta a Bologna, é stato sottoscritto un importante accordo per la tutela dell’occupazione. Il Gruppo Delta, controllato dalla Cassa di Risparmio di San Marino, balzo’ all’ onore delle cronache per essere stato il primo crac nel sistema bancario del nostro Paese. Nel 2010, quando emerse un buco di 3,3 miliardi, furono formalizzati licenziamenti per circa 600 lavoratori e avviato un piano di ristrutturazione del debito con la conseguente limitazione dell’attività lavorativa al mero recupero crediti, fino alla loro definitiva riscossione prevista per il 2020, data di chiusura dell’ attività aziendale.

Da allora il gruppo ha continuato a ridurre il personale addetto in misura proporzionale alla riduzione dell’attività lavorativa.

Nell’estate di quest’anno è stata aperta l’ennesima procedura di licenziamento collettivo, riguardante un totale di 18 lavoratori. Le organizzazioni sindacali (Fisac CGIL – FIRST Cisl – FABI e UILC) hanno allora proposto all’azienda l’ipotesi della riduzione dell’orario di lavoro, come la via alternativa per salvare l’occupazione anche in un’azienda destinata alla chiusura. Il percorso che ha portato alla sigla dell’accordo é stato molto arduo perché doveva contemperare le esigenze di coloro che erano stati individuati come “licenziandi” con chi invece era destinato a restare fino all’ultimo giorno per il ruolo svolto, in un’azienda comunque tenuta ad adottare le misure di contenimento dei costi previste dal piano di ristrutturazione.

In questo scenario Il 26 ottobre u.s. le lavoratrici ed i lavoratori di Delta, riuniti in assemblea, si sono espressi a favore dell’accordo che prevede per i prossimi due anni la salvaguardia dell’occupazione attraverso la riduzione del 22% dell’orario di lavoro, la rimodulazione dello stesso e la fungibilità tra alcune mansioni presenti all’interno dell’azienda.
In questa vicenda emerge l’importanza del sindacato nella sua funzione propositiva rispetto all’organizzazione del lavoro, ma soprattutto evidenzia che, nel perdurare della crisi economica e valoriale, la solidarietà tra i lavoratori non è ancora un concetto da mettere in soffitta. I lavoratori di Delta hanno accettato sacrifici economici in cambio della salvaguardia del posto di lavoro. Precario, a termine, ma pur sempre posto di lavoro e degno quindi di essere difeso fino all’ ultimo giorno.
Un grande esempio da una (ormai) piccola azienda.

FISAC CGIL BOLOGNA
Sabina Porcelluzzi
Segretario generale
Mario Gnessi
Segretario organizzativo


19 novembre 2015

Il 19 novembre si parla di donne e Legge 194

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazione Unite per il 25 novembre, il Gruppo Donne Cgil Bologna ha scelto di dedicare l’iniziativa al tema dell’aborto. Periodicamente il tema riemerge con un attacco delle forze antiabortiste e misogine, come è avvenuto a Bologna nel giugno scorso. Abbiamo scelto questo tema per ribadire il diritto all’autodeterminazione delle donne, contro la violenza di ogni forma di pressione esercitata tesa a condizionare una scelta così delicata. Lo faremo insieme alle Associazioni con cui lavoriamo da tempo: Casa delle donne per non subire violenza, Udi e Medicina Europea di Genere. L’evento si colloca all’interno della decima edizione del “Festival la violenza illustrata“, il programma completo al sitowww.casadonne.it.
E’ un’occasione per conoscere la realtà nel territorio bolognese. Agli interventi abbiamo associato la proiezione di un film “tre vite allo specchio”.
Vi aspettiamo quindi giovedì19 novembre alle 14,15 nel salone Di Vittorio della CdLM.

via Marconi 67/2 Bologna

Dibattito e Proiezione Film

Il link alle iniziative in vista del 25 novembre in tutta la regione!


19 novembre 2015

Il 20 novembre “Cento anni di Sasib”

I cento anni della SASIB ci consegnano una rappresentazione concreta, non solo simbolica o ideale, dell’importanza e del valore della democrazia per il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Quando si dice SASIB, si intende fare riferimento alla storia stessa del movimento operaio di Bologna; una storia in cui la centralità del lavoro è stata il fondamento del suo sviluppo economico e sociale.

Quella della SASIB è quindi una storia che parte da lontano e che arriva ad oggi attraversando due conflitti mondiali, i licenziamenti per rappresaglia sindacale del secondo dopoguerra, le grandi lotte operaie degli anni 60 e 70, fino a comprendere i processi di riconversione degli ultimi decenni. In questi lunghi anni l’attenzione per la qualità del prodotto e la cultura dei diritti e delle tutele dei lavoratori hanno trovato sintesi in una contrattazione aziendale avanzata che affonda le proprie radici valoriali proprio nella
Costituzione italiana, come riporta anche l’ultimo contratto integrativo: “Diviene importante proseguire politiche occupazionali e di reddito che possano garantire ai dipendenti di essere sempre al centro dei processi produttivi delle aziende anche attraverso il riconoscimento della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché dei loro diritti fondamentali, a partire da quelli derivanti dalla nostra Costituzione e dal prioritario diritto al lavoro che da essa trae fondamento.”

Oggi SASIB è un fabbrica che assume, e questo è un dato positivo che non deve essere sottovalutato; ma SASIB si trova di fronte a sfide nuove e difficili che per essere affrontate necessitano dell’impegno e del contributo di tutti. L’iniziativa del 20 novembre, oltre a voler essere una festa per un’ importante comunità di uomini e donne, ha perciò uno scopo: quello di riscoprire le proprie radici, per poter guardare con maggiore consapevolezza al futuro.

Marco Colli
Fiom-Cgil Bologna


17 novembre 2015

Azioni disciplinari contro i lavoratori Catis

Nella giornata di ieri, 16 novembre 2015, la Fp-Cgil di Bologna ha ricevuto oltre 15 segnalazioni (ma molte debbono ancora arrivare) da diversi lavoratori della Fondazione Catis di Bologna, che nella mattinata hanno ricevuto lettere da parte della azienda (impegnata nella convenzione per le ambulanze presso Ausl e Policlinico S.Orsola) in cui venivano accusati di “ingiustificata interruzione di pubblico servizio” e “danno di immagine alla Fondazione”, minacciando il ricorso alle “competenti autorità” per valutare eventuali “responsabilità personali” dei singoli dipendenti.

Queste lettere, in un numero e con una modalità assolutamente senza precedenti, arrivano quando sindacato e lavoratori si mobilitano contro la disdetta del contratto integrativo aziendale, ad appena una settimana dall’inizio delle elezioni per le Rappresentanze Sindacali Aziendali.

Ai lavoratori viene contestato di aver preso servizio sul mezzo in ritardo (per esempio alle 7.10), ma ci risulta che le timbrature siano tutte corrispondenti all’inizio del turno, ovvero alle 7. In quei dieci minuti i lavoratori, eseguendo le disposizioni operative redatte dalla Fondazione Catis stessa, hanno controllato che sul mezzo fossero presenti tutti i supporti necessari per offrire un servizio adeguato e di qualità, ovvero farmaci, bombole dell’ossigeno, e hanno verificato che il mezzo fosse in ordine.

Gli autisti soccorritori delle ambulanze debbono firmare la check list in cui si assumono la responsabilità di aver controllato la presenza di tutta la strumentazione sul mezzo, ma in diversi casi ai lavoratori non sono state messe a disposizione le liste stesse, perché i capi turno asserivano di aver già controllato il mezzo. Molti lavoratori hanno invece potuto verificare la mancanza di diversi supporti: cosa sarebbe successo se fossero usciti senza materiali?

La realtà – temiamo – è diversa: non vorremmo si dovesse tornare ad una situazione (come è stato fino a non molto tempo fa) in cui i lavoratori debbono svolgere il controllo del mezzo prima di timbrare il cartellino, ovvero fuori dall’orario di lavoro. Si tratta di un risparmio netto per l’azienda, ma assolutamente inammissibile per il sindacato: il tempo di lavoro deve essere tutto retribuito, tanto più se si chiede agli autisti soccorritori di svolgere compiti delicati come il controllo dei supporti presenti sulle ambulanze.

Se Fondazione Catis ritiene sia necessario più tempo per l’allestimento del mezzo può convocare i sindacati e comunicare che il turno giornaliero viene allungato di 10 minuti (retribuiti) necessari per verificare il mezzo, pratica del resto già adottata sulle vetture infermieristiche.

Simone Raffaelli
Fp-Cgil Bologna


16 novembre 2015

Richiesta liquidazione coatta per Coop Costruzioni

Questa mattina nella sede della Regione Emilia-Romagna, al tavolo di crisi costituito per Coop Costruzioni, il presidente della Cooperativa ha comunicato la presa d’atto da parte del CDA di Coop Costruzioni dell’avvenuto inoltro di Lega Coop Bologna al Ministero dello Sviluppo Econimico della richiesta di Liquidazione coatta amministativa per Coop Costruzioni.

Non possiamo che prendere atto con profondo rammarico che viene a sparire la realtà più importante del territorio Bolognese nel settore delle costruzioni,lasciando nell’incertezza oltre 350 lavoratrici e lavoratori con le rispettive famiglie.

Durante l’incontro si è convenuto sull’importanza di ottenere dal Ministero dello sviluppo economico il decreto per il riconoscimento di liquidazione coatta amministrativa in tempi rapidi, nonché sulla necessità di promuovere apposita iniziativa nei confronti del Ministero del Lavoro e previdenza sociale per sostenere l’accesso agli ammortizzatori sociali necessari per gestire gli effetti della pesante crisi che sta attraversando Coop Costruzioni.

Il futuro è tutto da ricostruire e solo partendo dal lavoro e dalla continuità aziendale diventa realisticamente possibile.

Fillea-CGIL Bologna
Il Segretario Generale
Maurizio Maurizzi


16 novembre 2015

Rsu Ferrovie: si presentano i candidati

Domani, 17/11/2015, dalle 17.00 alle Cucine Popolari (via Battiferro 2, Bologna), la Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna presenterà i delegati RSU del Gruppo Ferrovie dello Stato, candidati alle elezioni che si svolgeranno dal 24 al 27 novembre.

Con la partecipazione di:
VINCENZO COLLA Segretario Generale CGIL E-R

e i saluti di:
ROBERTO MORGANTINI Cucine Popolari Bologna Social Food
ANTONIO MONACHETTI Libera Bologna
STEFANIA PELLEGRINI Prof.ssa Sociologia del Diritto e Mafie e Antimafia
MICHELE DE ROSE Segretario Generale FILT CGIL E-R

Saranno inoltre presenti delegati della FILT CGIL dell’Interporto di Bologna e animatori del Progetto INFILTRAZIONI LEGALI.

Lavoratori, cittadini, iscritti e simpatizzanti sono invitati. Aperitivo per tutti!

Il 24-25-26-27 novembre tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Gruppo FSI sono chiamati a votare per  eleggere le RSU e RLS.
Sarà un momento importante di partecipazione e democrazia, con l’elezione diretta dei delegati; un voto importante perché alle RSU è assegnato il potere di fare accordi vincolanti per lavoratori e imprese.

La FILT CGIL presenta le proprie candidature in tutti i 24 collegi elettorali del nostro territorio: 135 candidati RSU e 30 candidati RLS .
La FILT CGIL presenta liste elettorali che esprimono l’opportuno equilibrio tra esperienza e ricambio generazionale, schierando quanto di meglio si rende disponibile, soprattutto tra le lavoratrici e i lavoratori assunti in FS nel corso degli ultimi quindici anni.
A tutti i componenti delle RSU e ai RLS eletti nelle proprie liste, la FILT CGIL mette a disposizione i necessari supporti organizzativi (sedi e strumenti di comunicazione), nonché, a partire da coloro che sono di “prima nomina”, occasioni mirate e specifiche di formazione sindacale progettate congiuntamente dalla struttura sindacale nazionale e dalle strutture sindacali regionali e che si svolgeranno entro il primo semestre 2016.


16 novembre 2016

“Ci hanno detto…” I bisogni dei pensionati

Mercoledì 18 Novembre2015, nel salone Di Vittoriodella Camera del Lavoro di Bologna con inizio alle 14.30, verrà presentato il report della ricerca svolta dallo SPI di Bologna e dall’IRES Emilia-Romagna riguardante la condizione socio-economica delle persone anziane residenti a Bologna e realtà metropolitana.

“ Ci hanno detto che….” è il titolo della ricerca e vuole rappresentare quello che oltre 10.000 pensionati e pensionate hanno scritto al sindacato della loro condizione e percezione, sui temi della casa, del reddito, della salute, della vita sociale.

Ne esce una fotografia aggiornata dopo anni di crisi, ma soprattutto emerge una scala di priorità che gli anziani intendono sollecitare al loro sindacato e alla politica.

Non mancano le differenze territoriali, a conferma che diventa sempre più decisivo il ruolo delle amministrazioni locali anche se in questi anni sono state penalizzate dalle scelte politiche dei governi nazionali che si sono succeduti.

La ricerca verrà commentata da Marco Trentini dell’Università di Bologna, Luca Rizzo Nervo assessore del Comune di Bologna e presidente della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, Maurizio Lunghi segretario generale della Camera del Lavoro di Bologna e Bruno Pizzica segretario generale Spi Emilia-Romagna.

Valentino Minarelli
Segretario generale Spi-Cgil Bologna


16 novembre 2015

Il governo toglie la disoccupazione ai collaboratori

Il danno e la beffa: il Governo toglie l’indennità di disoccupazione ai collaboratori

Roma, 13 novembre – Oltre alla beffa del Jobs-Act ora anche il danno: dopo aver annunciato la (finta) scomparsa delle collaborazioni, ora il Governo non rifinanzia la DISCOLL, unico strumento di sostegno al reddito dei lavoratori precari.

La Commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento che prevedeva il finanziamento della DISCOLL oltre la scadenza prevista del 31 dicembre 2015.
Nella lotta alla precarietà economica e sociale si dimostra ancora una volta la distanza tra gli annunci dell’Esecutivo e i fatti.

NIdiL CGIL continuerà la sua battaglia affinché ai lavoratori precari venga riconosciuto in via definitiva il diritto al sostegno al reddito in caso di perdita del lavoro.

NIdiL CGIL nazionale


16 novembre 2015

Tagli ai patronati: ci risiamo?

Per il secondo anno consecutivo, il governo vuole ridurre il Fondo Patronati. In barba al milione di firme raccolte con la petizione promossa lo scorso anno da Acli, Inas, Inca e Ital contro lo smantellamento del diritto alla gratuità della tutela previdenziale e socio assistenziale di questi istituti, la legge di Stabilità 2016 ripropone una diminuzione di 48 milioni di euro per ciascun anno del prossimo triennio.

Una somma che, sommati ai 35 milioni di euro definiti dalla scorsa finanziaria e  ad altri 35 che andrebbero a incidere sull’attività già svolta, raggiungono la cifra di 284 milioni di euro, pari a quasi il 70 per cento del fondo complessivo di un anno destinato a questi istituti.
“Una sberla – commenta Morena Piccinini (Inca nazionale) – che si aggiunge alla beffa di una promessa di riforma per la riorganizzazione del sistema dei patronati, della quale ancora non c’è traccia”. “Abbiamo accettato il sacrificio che ci è stato imposto nello scorso anno – aggiunge la Presidente del patronato della Cgil -, pur consapevoli delle conseguenze che ci sarebbero state sia sul piano organizzativo sia su quello delle risorse della rete dei Patronati, nella convinzione che la promessa riforma  avrebbe valorizzato il ruolo e ampliato l’attività di tutela svolta da questi istituti”.

I nuovi tagli proposti nella legge di Stabilità non fanno che aggravare la situazione esponendo gli istituti di patronato a una cura che impedirà, se sarà approvata dal parlamento, non soltanto di investire nelle nuove attività, ma anche di mantenere quelle correnti ed istituzionali, legate alla tutela che siamo tenuti a garantire per legge.
In una lettera inviata alle Commissioni Bilancio, Finanze e Lavoro del Senato e a tutti gli altri senatori, i Patronati  del Ce.Pa. (Acli, Inas, Inca e Ital) lamentano il fatto che dopo la passata manovra si pensava che “la discussione così ampia e diffusa e la relativa decisione del Parlamento dovessero valere definitivamente, senza ulteriori sacrifici rispetto a quelli già definiti lo scorso anno. “Siamo invece – affermano – di fronte ad un taglio che non esitiamo a definire inspiegabile ed intollerabile”.
“Lo stesso Servizio tecnico di Camera e Senato – ricordano i Patronati del Ce.Pa.-, nel dossier della legge di Stabilità, in data 2 novembre scorso, sottolinea come nella discussione parlamentare della norma in esame “andrebbe comunque attentamente ponderata la effettiva praticabilità di ulteriori riduzioni degli stanziamenti per i patronati “alla luce dei ripetuti interventi già operati in precedenza sul medesimo stanziamento”.

Secondo l’Inca, i tagli previsti nel testo della legge di Stabilità appaiono, pertanto, come l’espressione di un accanimento non soltanto contro le migliaia di operatrici e di operatori di Patronato che, nonostante tutto, hanno continuato e continuano ad assicurare la stessa qualità di assistenza gratuita ai disoccupati, ai giovani, ai pensionati e, più in generale, alle lavoratrici e ai lavoratori di questo paese. Ma soprattutto contro gli stessi cittadini che saranno costretti a pagare i servizi previdenziali e socio assistenziali, o peggio ancora, a rivolgersi ai privati, senza alcuna garanzia per le loro richieste.

L’Inca non ci sta, e insieme alla Cgil lancia un appello al Parlamento affinché eserciti la pressione necessaria per ottenere la soppressione dell’emendamento. Annunciamo inoltre una campagna di mobilitazione nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sottolineando come le conseguenze di questi interventi ricadranno sul cittadino, soprattutto quello maggiormente bisognoso di tutela, che non potrà più contare sulla gratuità dell’assistenza previdenziale e socio assistenziale assicurata dai Patronati.

Leggi l’appello sul sito dell’Inca di Bologna


14 novembre 2015

Attentati di Parigi: presidio a Parigi

CDLM-CGIL,  ARCI, CISL Bologna,     ANPI, UIL, LIBERA

ATTENTATO TERRORISTICO DI PARIGI

PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ NEL CORTILE DI PALAZZO D’ACCURSIO sabato 14 NOVEMBRE 2015 alle ore 17,30

CGIL – CISL – UIL – ARCI – ANPI – LIBERA di Bologna esprimono profondo sgomento e sconcerto per il vile attentato terroristico che ha colpito Parigi.

Ci stringiamo con tutte le forze democratiche attorno ai parigini, per difendere i valori della democrazia, della convivenza, della solidarietà, della cultura, della laicità che la follia terrorista vuole colpire.

Per queste ragioni aderiamo all’appello del Comune di Bologna, e chiediamo a lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati e cittadini tutti di partecipare al presidio di solidarietà previsto per questa sera alle ore 17.30 presso il Cortile di Palazzo D’Accursio.

Bologna, 14 Novembre 2015


14 novembre 2015

Vertenza Cna, intesa vicina

Oggi13 novembre 2015, nella sede di Cna Bologna, si è svolto l’incontro tra Cna Bologna, le organizzazioni sindacali ed i Rappresentanti dei lavoratori.

La complicata trattativa, conseguente all’apertura della procedura di mobilità per 80 lavoratori di Cna Bologna ai quali si sommano 21 contratti a termine, registra in queste ore un deciso passo in avanti, che lascia ragionevolmente presumere di poter conseguire in tempi brevi un’intesa.

Il confronto verrà aggiornato nei prossimi giorni perchè le parti stanno valutando con la dovuta attenzione le reciproche proposte emerse negli ultimi incontri, al fine di evitare i licenziamenti.

Filcams Cgil Bologna
Agenquadri Cgil Emilia Romagna
Fisascat Cisl Area MetropolitanaBolognese
APF
Cna Bologna
Ufficio comunicazione Cna Bologna


13 novembre 2015

Passante nord: urge risolvere i problemi

Da almeno 15 anni si sta discutendo a Bologna e dintorni sull’esigenza di dare una risposta al problema della congestione di traffico sul nodo autostradale bolognese.
Il Passante Nord non era l’unico progetto in campo. Per esempio l’allargamento in sede propria dell’asse autostradale  attuale era un’ipotesi alternativa, scartata per le difficoltà degli espropri, per lo spazio, in alcuni punti, troppo a ridosso di quartieri molto popolati, e perché l’inquinamento si sarebbe addensato ulteriormente a danno dei cittadini.

Come CGIL, abbiamo nel corso di questi anni, vagliato soluzioni alternative sul tema del miglioramento della viabilità: ci sono progetti che risalgono alla fine degli anni ottanta che prevedevano collegamenti, tramite la ferrovia, utilizzando la cintura a doppio binario, per collegare Aeroporto, Stazione, Fiera e CAAB (FICO).
La Cura del Ferro, come la chiamò la Provincia, doveva essere il sistema su cui far circolare persone e merci. E queste ultime dovevano essere inserite in un progetto logistico con distinzione tra trasporto “ultimo chilometro” e grandi distanze, con utilizzo del trasporto merci ferroviario sullo snodo Interporto.
Di tanti convegni, idee e discussioni, alla fine si sono scelti i progetti sul Servizio Ferroviario Metropolitano pensando ai pendolari: una soluzione importante ma non esaustiva. Infatti, è rimasta “lettera morta” l’idea sul trasporto merci, ed è prevalsa la scelta del Passante Nord per risolvere il tema del nodo bolognese e il collegamento dedicato tra Aeroporto, Stazione, Fiera e Fico. La soluzione trovata (People mover) si è rivelata quindi un progetto monco che collega solo Aeroporto e Stazione, non sufficiente per lo sviluppo fieristico e del parco agro-alimentare.

Oggi si mette in discussione la realizzazione del Passante, dopo 15 anni di dibattiti e dopo che intere generazioni di Sindaci, Assessori, Presidenti di Provincia e Regione si sono spesi a favore dell’opera.
Questo avviene in un momento molto critico del sistema socio-economico. Non bisogna dimenticare che veniamo da anni di crisi, di licenziamenti, e abbiamo una disoccupazione che supera le 90.000 persone.

Può sembrare un classico e forse arcaico posizionamento del sindacato, ma non possiamo non porci questo problema e non possiamo non essere preoccupati per il rischio che importanti investimenti nelle infrastrutture locali finiscano altrove, o peggio vengano utilizzati per opere inutili.

L’idea di modificare un sistema di sviluppo che aveva nelle costruzioni civili e infrastrutturali la leva principale, su cui tutti i Comuni hanno costruito le politiche degli ultimi trenta anni, aumentando gli introiti attraverso gli oneri di urbanizzazione e quant’altro, richiede – come sostiene oggi sulla stampa il Sindaco di San Lazzaro – un ripensamento profondo su come vogliamo ridisegnare l’area metropolitana del futuro.

Come Organizzazioni sindacali firmatarie del Patto sulla futura Città Metropolitana, siamo pronti ad affrontare nel merito un confronto che apra nuovi orizzonti di sviluppo possibile ed eco-compatibile. Al tempo stesso, però, non possiamo non rilevare che 15 anni sono troppi per decidere.

Non possiamo perdere le risorse destinate al territorio per sanare un problema annoso, quale quello del traffico. Quindi siccome tutti gli amministratori convengono, salvo smentite, che i tempi di attraversamento di Bologna sono insopportabili e inaccettabili, allora abbiamo un tema che si chiama MOBILITA’ che deve essere prioritario nelle agende di tutti.
Ciò comporta che, come è giusto, gli Amministratori si assumano la responsabilità di disegnare il futuro del nostro territorio e della qualità della nostra vita. E’ imprescindibile accelerare l’avvio dei lavori: finché stiamo alla discussione di progetti fantasiosi e non sempre collegati ai reali bisogni, tutto langue e nulla si risolve.

Come CGIL pensiamo quindi che vada data massima priorità alla risoluzione dei problemi, con il Passante o con altri progetti seriamente realizzabili. Quello che per noi è inaccettabile è che non si faccia nulla. E’ grave che non ci si renda conto che l’attrattività del territorio, in tutte le sue possibili potenzialità, passa anche attraverso un sistema efficiente di mobilità, e cioè di come persone e merci entrano ed escono dall’area metropolitana.

Maurizio Lunghi
Segretario generale CGIL Camera del lavoro metropolitana Bologna


13 novembre 2015

Voto Rsu Hera: vince la Cgil

Si sono tenute nei giorni 9,10 e 11 novembre le elezioni delle RSU di HeraS.p.A. e di Hera Comm del comparto gas-acqua ed elettrico.

NEL GRUPPO HERA – COLLEGIO DI BOLOGNA
RECORD DELLA LISTA FILCTEM CGIL CHE RAGGIUNGE IL 73% DEI CONSENSI (+4%DALL’ULTIMA CONSULTAZIONE) CON 11 RAPPRESENTANTI ELETTI (+2) SUI 15 ELEGGIBILI!”
Hanno votato in totale 763 lavoratori su 1206 aventi diritto ,corrispondenti al 63,3%.
La Filctem CGIL ha ottenuto 540 voti parial 73% delle schede valide.

I risultati nel territorio di Bologna sono stati i seguenti:
Filctem-CGIL 540 voti pari al 73%
Femca-CISL 90 voti pari al 12%
Uiltec-UIL 99 voti pari al 13%
CISAL Federenergia 15 voti pari al 2%

Di conseguenza la nuova RSU HERA S.p.A. sarà composta da 9 rappresentanti CGIL (+2 rispetto all’ultima consultazione), 2 delegati CISL e 2 delegati UIL,mentre la nuova RSU HERA COMM ha registrato l’elezione di tutti i 2 nostri candidati sui 2 rappresentanti eleggibili nel seggio di Bologna (+1 rispettoall’ultima consultazione).

La Filctem CGIL esprime soddisfazione per il risultato elettorale, ottenuto in particolare a Bologna, dove risiede il management delle direzioni centrali della più importante Azienda multiutility italiana per fatturato e per servizi pubblici locali erogati. Un risultato che riconosce il consenso dei dipendenti all’azione dei nostri candidati e della nostra organizzazione sindacale.
Con l’elezione della RSU, attraverso l’applicazione delle nuove normative proporzionali previste dal Testo Unico sulla Rappresentanza, si è costituito un organismo sindacale unitario rappresentativo e legittimato dal voto dei lavoratori.
Questo darà più forza all’azione sindacale unitaria di tutela del lavoro e delle nostre idee per uno sviluppo ed una crescita aziendale che dovrà essere strumento e patrimonio dei cittadini e del territorio.

Bologna,13 novembre 2015
LaFilctem Cgil di Bologna
Roberto Guarinoni


12 novembre 2015

Domani incontro su Omas al tavolo anticrisi

Al Tavolo di Crisi della Città Metropolitana di Bologna ci sarà un incontro alla presenza delle Istituzioni Locali e di Unindustria Bologna sullasituazione di crisi che sta vivendo la società Omas srl, marchio storico del territorio bolognese nella produzione di penne di lusso.
I recenti accordi di riorganizzazione definiti con i sindacati, e i sacrifici occupazionali, stanno portando la società verso la soluzione dei problemi di bilancio. Inoltre, si sono verificati buoni segnali di ripresa.
La società  cinese O-LUXE, proprietaria del 90% del capitale della società (il 10% è di proprietà di Louis Vuitton), ha comunque manifestato l’intenzione di mettere in liquidazione l’Azienda.

A fronte di questo alcuni lavoratori hanno presentato una proposta di acquisto che garantirebbe non solo la continuità produttiva sul territorio bolognese, ma tutti gli attuali livelli occupazionali.

Venerdì 13 novembre, presso la città Metropolitana i lavoratori e i sindacati chiederanno che le istituzioni difendano insieme la realtà produttiva del territorio.

Bologna 12 novembre 2015
Per la Filctem Cgil Bologna
Marco Grandi


12 novembre 2015

Incontro su Officine Cotabo al tavolo anticrisi

Oggi, 12 novembre 2015, si è tenuto l’incontro in sede di Tavolo di Salvaguardia inerente il destino di Officina Cotabo by Service. Purtroppo non hanno avuto risposta le richieste avanzate in merito alla possibilità di costruzione di un nuovo capannone, elemento necessario per garantire l’occupazione dei 26 lavoratori e lavoratrici attualmente occupate. Ricordiamo che attualmente la sede aziendale è collocata su un terreno del Comune di Bologna nel quale è previsto l’ampliamento del quartiere Fieristico.
Officina Cotabo svolge un servizio importante per la comunità bolognese, specializzata altresì sui mezzi per gli invalidi e riparazioni di ogni mezzo, che garantisce un servizio 12 mesi su 12.

Nei prossimi giorni si svolgeranno ulteriori approfondimenti che, a nostro avviso, debbono impegnare tutti i soggetti in campo per trovare una soluzione che garantisca le continuità produttive e quindi l’occupazione di tutti i lavoratori.
Rimane alto il livello di attenzione e, in mancanza delle necessarie risposte, saranno attivate le necessarie forme di mobilitazione.

Alessio Festi, Segreteria CdLM-Cgil Bologna
Roberto Bedetti, Fiom Bologna
Maurizio Angelini e Orfeo Bragaglia, RSU
Bologna, 12 novembre 2015


9 novembre 2015

“Cioccoshock” in Cna per 101 dipendenti

Nelle ore che precedono l’apertura dell’evento di punta di Cna Bologna, il Cioccoshow, gli oltre 500 dipendenti di Cna Bologna vivono ore di estrema preoccupazione a seguito dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo che coinvolge direttamente 80 dipendenti ai quali andranno a sommarsi altri 21 contratti a termine.

La comunicazione, anticipata alle OOSS nell’incontro dell’8 settembre 2015, vede la formalizzazione il 15 ottobre 2015 con apertura ufficiale della procedura di mobilità collettiva. I lavoratori che dal 2013, con grandissimo senso di responsabilità, hanno contribuito al risanamento della struttura facendosi economicamente carico dei problemi dell’azienda sospendendo fino al 31/12/2015 parte della contrattazione aziendale, considerano allarmante la decisione della Presidenza di affrontare una evidente crisi di fatturato tagliando 1/5 delle risore umane che da decenni operano nel sistema!

Cna è nata per dar voce a quanti nell’immediato dopoguerra hanno deciso di essere artigiani dopo essere stati discriminati nelle fabbriche bolognesi, perdendone il lavoro, solo per aver espresso le proprie idee! Cna è nata e cresciuta rifiutando le pratiche unilaterali e facendo del confronto e della collaborazione il suo punto di forza! I lavoratori, che ne sono il cuore pulsante, oggi sono ancora più conviti che i valori e i tratti distintivi di Cna debbano essere al centro della ripresa e pertanto rigettano con forza una riorganizzazione che parte dal presupposto che il personale è solo un centro di costo negandone la componente valoriale professionale che, invece, è quotidianamente riconosciuta nel confronto con gli artigiani.

Ecco perché si considera la decisione della Presidenza di operare 101 licenziamenti alla stregua di chi decide di segare il ramo sul quale è seduto! A condizioni date, si sta faticando ad offrire i servizi alle aziende associate, come si può ragionevolmente pensare di farlo con 1/5 di lavoratori in meno?

La crisi economica del settore, che i lavoratori e le loro rappresentanze non hanno mai negato come dimostra l’accordo siglato a Novembre 2013, non è la sola ragione della crisi del sistema Cna! Si deve aggiungere, a nostro parere, che in questi due anni di sacrifici economici dei lavoratori, la dirigenza non si è dimostrata in grado di adattare la propria organizzazione ai cambiamenti intevenuti nel settore!
Nessuna risposta in due anni ai lavoratori, se non la sottovalutazione dei problemi che dai territori arrivavano quotidianamente! Le trattative, che vede tempi stringenti, stanno subendo rallentamenti inaccettabili, con continui tentativi di scaricare sul solo costo del lavoro responsabilità che vanno ricercate altrove, con riduzioni dell’organico che mettono seramente in forse la possibilità di garantire un servizio degno della storia e del futuro della piccola e media impresa artigiana! E quindi la stessa sopravvivenza di Cna Bologna!

Dalla crisi non si emerge con atti unilaterali ma condividendo un piano di rilancio del sistema per il quale i lavoratori è da anni che stanno dando un grosso contributo e che non può essere oggi affrontato con 101 licenziamenti!!!!

• Filcams Cgil Bologna: Stefania Pisani
• Agenquadri Cgil Emilia Romagna: Luca Soddu
• APF, Associazione provinciale funzionari: Katia Alvisi
• Fisascat Cisl Bologna: Alessandro Grosso


5 novembre 2015

Ferrovieri Tper: sciopero il 9 novembre

Fumata nera oggi, 26 ottobre 2015, sulla vertenza riguardante il personale mobile di Tper settore ferroviario. Le organizzazioni sindacali regionali Filt-Cgil,Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri, Faisa Cisal e TperS.p.a si sono incontrate in seguito a convocazione aziendale allo scopo di trovare soluzione alle problematiche da tempo sollevate in merito all’utilizzazione del personale e alla qualità del servizio offerto.

I sindacati di categoria hanno però dovuto registrare che esiste ancora una distanza tale tra le parti che non permette di addivenire ad un accordo volto a determinare una migliore utilizzazione del personale e dare risposta alle esigenze di trasporto sollevate dai pendolari.

Pertanto, rimanendo disposti a discutere nel caso l’azienda fornisse elementi di apertura,resta confermata la terza azione di lotta dichiarata per il 9 novembre 2015 della durata di 24 ore nel pieno rispetto della legge che regolamentail diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Bologna 26-10-2015 Filt-Cgil
Fit-Cisl
Uiltrasporti
Ugl Autoferrotranvieri
Faisa Cisal


5 novembre 2015

Odg lavoratori Coop Costruzioni

Ordine del giorno assemblea dei lavoratori della coop costruzioni del 5/11/2015

L’assemblea dei lavoratori della Coop costruzioni, riunitasi in data 5 novembre 2015 alle ore 15,00 presso la sala mensa di via del traghetto, stante l’attuale situazione di aggravamento della crisi che ha colpito la cooperativa ed il perdurare da parte della direzione aziendale di assenza di aggiornamenti significativi ed il totale silenzio e disimpegno da parte di Lega coop, dà mandato alle organizzazioni sindacali di richiedere chiarimenti rispetto alla situazione determinatasi durante gli incontri previsti che si svolgeranno in citta metropolitana ed in sede aziendale.
Le lavoratrici ed i lavoratori di Coop costruzioni ribadiscono la necessità di utilizzare ammortizzatori sociali il più lunghi possibili, chiedendo all’aziendal’estensione della mobilità volontaria per tutti i lavoratori con il criterio esclusivo della non opposizione.
Al fine di sostenere queste rivendicazioni l’assemblea conferma il pacchetto di 40 ore di sciopero ed il relativo stato di agitazione.

Le organizzazioni sindacali e le rsu dichiarano le prime 4 ore di sciopero per il giorno 9 novembre 2015 al pomeriggio con presidio davanti alla citta metropolitana in via Zamboni 13 in concomitanza con l’incontro previsto e ulteriori 4 ore di sciopero per il giornio 16 novembre in concomitanza dell’ incontro previsto presso la sede della cooperativa con presidio in via Zanardi 372.

In mancaza di risposte soddisfacenti verranno decise le ulteriori mobilitazioni a supporto della vertenza.
Fillea-Cgil  Filca-Cisl  Feneal-uil
Bologna


4 novembre 2015

Elezioni Rsu in Hera fino all’11 novembre

Per la prima volta l’elezione dei delegati è avvenuta in applicazione del Testo Unico, ovvero, col sistema proporzionale fortemente voluto dalla CGIL, che certifica l’effettiva rappresentatività delle singole Organizzazioni.

Con l’elezione delle nuove  RSU si andrà ad una applicazione compiuta del Protocollo sulle Relazioni Industriali assegnando alla Rappresentanza dei Lavoratori la funzione di attori e titolari della contrattazione.

In HERA è in atto un forte processo di cambiamento, che ha determinato una riorganizzazione dell’assetto societario, creando frammentazioni, disorganizzazione ed aumento degli appalti, situazioni che in questi anni hanno reso più complessa  l’azione sindacale.
Nel recente passato, la FILCTEM CGIL è stata protagonista delle battaglie nei confronti delle Amministrazioni, rendendosi visibile con le sue delegazioni nei  Consigli Comunali, al fine di impedire la vendita a privati delle quote di maggioranza.

Con le nuove RSU, che saranno presenti in maniera capillare in tutti i Territori ed in tutti i Servizi, e forti per discutere con l’Azienda  piani e strategie industriali, mettendo al centro le tematiche del lavoro, delle competenze e delle professionalità.
Con la proprietà pubblica (Comuni e Regione) saremo più autorevoli per discutere il futuro dell’impresa e dei Servizi Pubblici Locali.

LA FILCTEM CGIL RINGRAZIA I LAVORATORI PER LA RINNOVATA FIDUCIA!
sarà a fianco ed a supporto delle rsu per le scadenze impegnative delle prossime settimane: protocollo appalti, gare gas, progetto societarizzazione e, naturalmente, rinnovo del contratto nazionale!!

Bologna, 12 novembre 2015

ottobre 2015

30 ottobre 2015

Nuovo stop al magazzino di Centrale adriatica Astercoop

Questa mattina, 30 ottobre 2015, alle 6 è iniziato uno sciopero al magazzino Astercoop di Anzola che ha registrato l’adesione del 90% dei lavoratori in appalto, lo sciopero proseguirà per l’interagiornata.

Alle 11 di stamattina, una delegazione della FILT CGIL è stata inoltre ricevuta dalla direzione della committente “coop centrale adriatica”.
Le parti hanno convenuto sulla necessità di un confronto da tenersi entro mercoledì fra la FILT e Astercoop sulle questioni contrattuali oggetto della vertenza e della mobilitazione odierna.
Inoltre in merito al forte stato di tensione avvertito dai lavoratori nei giorni scorsi, Centrale Adriatica ha condiviso la necessità di ristabilire condizioni di rispetto delle normali relazioni sindacali.


30 ottobre 2015

Intesa in Comune sull’emergenza Casa

Cgil Cisl eUil di Bologna esprimono soddisfazione per il merito dell’accordo siglato questa mattina, 30 ottobre 2015, sulla gestione di Erp e più in particolare sull’emergenza casa.

L’accordo ha l’obiettivo di trovare soluzioni veloci per persone che, per ragioni le più svariate, hanno l’esigenza immediata di un tetto, spostando il dibattito pubblico spesso strumentalizzato della questione casa, su contenuti concreti.

I punti qualificanti sono:

1. Risorse per implementare e rendere più tempestiva la rete dei punti di ascolto del Comune di Bologna sulla domanda abitativa, sia in Acer che agli sportelli sociali; in questo modo, la domanda inerente il diritto universale alla casa sarà gestita dall’unico soggetto pubblico che ne è titolare: l’amministrazione comunale.

2. Proposta di un’iniziativa legislativa per permettere ai Comuni l’uso degli immobili statali inutilizzati; l’esperienza dell’ex residence Galaxy può essere il primo esempio a cui far seguire ulteriori esperienze in tal senso. Finalmente verrà posto fine alla vergogna di centinaia di stabili pubblici lasciati inutilizzati sotto le due Torri, a fronte di un’emergenza abitativa crescente, iniziando un percorso che ne preveda l’uso esclusivamente a scopi sociali ma nel pieno rispetto della legalità.

Per le finalità di cui sopra, verranno convocati tavoli ad hoc, tra istituzioni, parti sociali, associazioni di imprese e terzo settore, al fine di sviluppare in tempi stretti le progettualità condivise.

Ci piace, infine, sottolineare come l’investimento sul welfare del quale abbiamo fortemente bisogno possa costituire, in una fase di crisi,un’importante leva occupazionale finalizzata, come in questo caso, all’affrontare con maggior determinazione un problema prioritario per le fascie più deboli della popolazione. In particolare, l’intesa siglata stamattina parla di “nuove risorse umane presso Acer, per aumentare la capacità organizzativa dell’ufficio preposto all’assegnazione” casa, nonché di implemento degli sportelli sociali del Comune destinati ad intercettare la domanda.

Bologna, 30ottobre 2015
Sonia Sovilla -Cgil Bologna
AlbertoSchincaglia – Cisl Bologna
LucianoRoncarelli – Uil Bologna


30 ottobre 2015

Il 7 novembre sciopero della grande distribuzione

comunicato_sciopero_7_novembre


29 ottobre 2015

Siglato a Roma il primo integrativo di Eataly

Il 28 ottobre, nella sede aziendale di Roma Ostiense, è stato siglato il primo contratto integrativo di Eataly, tra la direzione aziendale rappresentata dall’amministratore delegato  Francesco Farinetti e i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UIltucs-Uil.

L’intesa, siglata a 10 mesi dall’avvio del negoziato, arriva a ridosso della chiusura dell’Expo 2015, obiettivo che le parti si erano prefissate nell’intento di inaugurare una nuova fase della vita aziendale «che avrà nella gestione e nell’accrescimento delle competenze professionali dei dipendenti e nella compiuta declinazione dei valori aziendali in relazione all’occupazione, gli obiettivi principali». Ed è proprio il capitale umano la vera forza di questa impresa nata nel 2007, oggi presente in Italia con 14 punti vendita ed oltre 1890 addetti prevalentemente giovani.

L’intesa, valida dal 1° novembre 2015 al 30 ottobre 2018, afferma pienamente il valore delle relazioni sindacali a tutti i livelli «nell’ottica di accrescere i processi di partecipazione delle lavoratrici in forza e futuri, alle strategie di sviluppo, ai valori aziendali, e più in generale all’esperienza formativa del lavoro in azienda».
Un risultato importante che premia l’impegno delle Organizzazioni Sindacali, dei giovani delegati e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto” ha affermato Cristian Sesena (segreteria nazionale Filcams-Cgil), “un’intesa innovativa, acquisitiva e sfidante, in un periodo difficile per molte aziende”, ma soprattutto, prosegue Sesena “l’accordo premia la caparbietà della Filcams e dimostra l’importanza delle organizzazioni sindacali per le aziende e per i giovani lavoratori”.

Nello specifico l’accordo introduce parecchie significative novità.

– Viene istituito un compiuto sistema di relazioni sindacali articolato a livello nazionale e di punto di vendita.

– Per le nuove aperture Eataly prevede intese preventive con le organizzazioni sindacali per definire gli organici e limitare l’utilizzo di lavoro precario.
– Vengono normati istituti importanti come la salute e sicurezza, l’orario e l’organizzazione del lavoro che saranno costante oggetto di confronto fra le parti. L’orario settimanale verrà costruito privilegiando le esigenze di conciliazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

– I primi 3 giorni di carenza malattia e  infortunio saranno sempre retribuiti. Nel corso della vigenza si lavorerà su mansioni e livelli di inquadramento; questi ultimi però dalla data della sigla conosceranno subito immediati adeguamenti.

– Assai innovativo il capitolo riguardante il welfare. In occasione della nascita di un figlio verrà riconosciuto un buono spesa di euro 300, un altro buono (dell’importo di 200 euro) verrà erogato  anche in occasione del matrimonio. I diritti degli addetti che contraggono matrimonio sono estesi alle coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali, inclusi i permessi per assistenza in caso di gravi motivi e decesso. L’accordo prevede inoltre l’introduzione di 16 ore di permesso retribuito per l’inserimento dei bambini all’asilo nido. Vengono poi stanziati 300mila euronell’arco della vigenza, per iniziative inerenti il benessere e i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno oggetto di una ricerca nei prossimi mesi alla fine della quale le parti definiranno un protocollo di interventi mirati.

– Infine entro sei mesi dalla sigla, Eataly e Organizzazioni Sindacali definiranno unpremio annuale su criteri di produttività, qualità e equità.
Di particolare interesse in un contesto che vede il contratto nazionale non rinnovato da due anni e mezzo, l’impegno dell’azienda a confrontarsi con le organizzazioni sindacali nazionali e a eventualmente definire per il futuro  compensazioni salariali.

La parola ora passa alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori che dovranno esprimersi sui contenuti dell’ipotesi raggiunta.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil esprimono grande soddisfazione per un risultato davvero oltre le aspettative.
Con Eataly si è definita un’intesa fortemente innovativa, come del resto anche la piattaforma rivendicativa ha rappresentato un elemento di forte discontinuità rispetto alle modalità classiche di formulare richieste di natura sindacale.
Con quest’accordo le organizzazioni sindacali hanno saputo cogliere l’occasione del cambiamento nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.


29 ottobre 2015

Commercio: lavorare nei festivi non è un obbligo!

Il 1° novembre sarà un giorno festivo: lavorare NON è un obbligo! Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del commercio, FILCAMS CGIL,  FISASCAT CISL e UILTuCS UIL, dell’Emilia-Romagna confermano la netta contrarietà alle aperture festive nel settore del commercio.

Oggi vediamo rafforzato quanto da noi sempre sostenuto sulla base dei contenuti del contratto collettivo nazionale di lavoro: la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la qualeil datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo.

Per queste ragioni, nelle giornate festive del 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre FILCAMS CGIL, FISACSCAT CISL e UILTuCS UIL Regionali INVITANO AD ASTENERSI DAL LAVORO FESTIVO i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali.

Come noto la LIBERALIZZAZIONE degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia” ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie. Le nuove regole, ancora ferme in Parlamento, se da una parte potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveranno il problema. Le liberalizzazioni sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari improbi ben poco concilianti con le necessità di riposo.

Per queste ragioni, le Segreterie regionali invitano all’astensione dal lavoro per tutto il turno di lavoro delle festività sopra riportate,  ricordando ai lavoratori che sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazionepotranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione.

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL e UILTuCS UIL
Emilia Romagna
Bologna 26/10/15


28 ottobre 2015

Ufficio immigrazione della Questura: “Disagi inaccettabili”

Di seguito, la lettera inviata dai sindacati di polizia al questore Ignazio Coccia, il 23 ottobre 2015, in merito alla situazione dell’ufficio Immigrazione della Questura di Bologna.

Giungono a queste organizzazioni sindacali numerosissime segnalazioni in merito alla cattiva organizzazione incui versa l’ufficio Immigrazione.

A seguito delle recenti ondate migratorie, sono aumentati notevolmente i carichi di lavoro per il personale addetto a quest’ufficio senza che siano stati previsti aumenti di personale e nuovi locali.

In particolare l’ufficio versa, da troppo tempo, nella più totale disorganizzazione, soprattutto per quanto riguarda le attività relative ai “richiedenti asilo”. I richiedenti vengono accolti in un’unica stanza in cui sono presenti quattro scrivanie attigue e, accompagnati da avvocati e mediatori culturali, vengono ascoltati “gomito a gomito” con altri rifugiati nella più totale mancanza di privacy, e con il rischio per l’incolumità dei lavoratori e degli stessi migranti.

Inoltre, l’appuntamento per ricevere questi cittadini stranieri avviene attraverso la distribuzione di numeri progressivi effettuata da personale dello stesso ufficio Immigrazione in prima mattinata. È evidente che tale pratica provoca il formarsi di interminabili code fin dalle prime luci dell’alba, con conseguenti discussioni ed ovvie ricadute sugli operatori addetti sia all’ufficio che al servizio vigilanza del Polo Petri.

Rileviamo inoltre che con l’arrivo della stagione invernale, le stesse persone – delle quali spesso fanno parte donne e bambini – potrebbero essere costrette a stare per ore sotto le intemperie al fine di ottenere l’agognato numerino per l’istruzione della pratica (ci risulta che alcuni giungano all’ufficio alle 4 del mattino).

Per i richiedenti asilo, in particolare, non è stata prevista una sala d’attesa in cui sostare per attendere il proprio turno.

La stessa struttura Petri, come più volte segnalato, ha un impianto di raffreddamento ma anche di riscaldamento inefficace e non funzionale. Di conseguenza, a breve i colleghi ivi impiegati saranno costretti a munirsi di stufette per poter affrontare le basse temperature dell’inverno.

A questo si aggiunge il fatto che non è stato previsto uno sportello informazioni – magari con la presenza di mediatori culturali –che possa dare informazioni all’utenza e possa evitare che si presentino allo sportello cittadini esasperati dalle lunghe attese e dalla mancanza di informazioni. Disagio che viene riversato anche sugli operatori.

Sarebbe innovativo stilare un protocollo d’intesa con i patronati esistenti in provincia, affiancato da una formazione interdisciplinare, come già accaduto per la sicurezza in città.

L’approssimazione gestionale viene messa in risalto, infine, dalle modalità con cui, sempre più spesso, si interviene sia nella logistica dell’ufficio, senza coinvolgere minimamente il personale interessato, che nella gestione della mobilità interna, prevedendo addirittura aggregazioni interminabili da una sezione all’altra, senza che le OO.SS. siano state mai informate di nulla.

Lo stesso personale viene spostato più volte da un ufficio all’altro senza una preventiva informazione ma lo scopre dai servizi, ignorando anche l’anzianità di grado o di sede.

Giova altresì precisare che per i servizi di scorta non si tiene conto dell’equa rotazione del personale, motivando la situazione con questa continua emergenza che di fatto non può più essere definita tale.

Ciòdetto, le lavoratrici ed i lavoratori di Polizia sono posti in una condizione di disagio e malessere continuo, non più tollerabili.

Pertanto, auspichiamo in un Suo autorevole e celere intervento in modo che vengano al più presto adottate soluzioni che portino i lavoratori ad operare in sicurezza e tranquillità, e che le condizioni dell’utenza siano degne di una Istituzione come la Polizia di Stato che ha tra i suoi cardini la tutela dei più deboli.

Disponibili ad ogni ulteriore utile approfondimento, porgiamo cordiali saluti.

Bologna 23 ottobre 2015
SIULP SIAP SILPCGIL UGL PdS UIL Polizia


27 ottobre 2015

Formazione e lavoro, progetti nati dal Patto

A questo link i 333 progetti formativi partiti a seguito del PATTO PER IL LAVORO :

http://www.flashgiovani.it/formazione/news/5/7070/

Cliccando su OFFERTA FORMATIVA si potranno visualizzare i corsi.

Fra i tanti, quelli per TECNICO DELLA CONFEZIONE CAPO CAMPIONE, OPERATORE ALLA POLTRONA ODONTOIATRICA, REDATTORE DI PRODOTTI EDITORIALI, PROGETTISTA MODA, OPERATORE TERMO IDRAULICO CON INSTALLAZIONE SISTEMI A POMPE DI CALORE, RICAMATRICE:SAPIENZA ARTIGIANALE PER IL FUTURO.

Per assistenza nella ricerca puoi contattare il NIDIL-Cgil di Bologna!

VOTA IL PATTOXILLAVORO su www.pattometropolitanobologna.it!!


27 ottobre 2015

Bando per il Contributo affitto 2015

BANDO PER IL CONTRIBUTO AFFITTO APERTURA 19/10/2015 CHIUSURA 28/11/2015

Dal 19 ottobre al 28 novembre è aperto a Bologna il bando di concorso per la concessione di contributi ad integrazione dei canoni di locazione per l’anno 2015.

Il contributo affitto è finalizzato ad aiutare gli inquilini residenti a Bologna, in possesso di regolare contratto, che pagano un canone troppo elevato rispetto al proprio reddito familiare, definito dal parametro ISEE.

Il SUNIA, in convenzione con il Comune, darà gratuitamente assistenza ai cittadini per la compilazione e l’inoltro della domanda.

Gli interessati possono fissare un appuntamento ai numeri 051 6087100 oppure 3405759213.

Documenti in fotocopia: ISE e DSU valida, contratto d’affitto registrato, ricevuta affitto, documenti d’identità e cittadinanza, codice IBAN dell’intestatario della domanda.

Ci trovate qui!


27 ottobre 2015

Cinema scontato per gli iscritti Cgil

Giovedì 29 ottobre uscirà nei cinema LA LEGGE DEL MERCATO di Stéphane Brizé, con Vincent Lindon (Palma d’oro per la miglior interpretazione all’ultimo Festival di Cannes). Per tutti gli iscritti CGIL il biglietto del cinema per questo film costa meno! I tesserati, esibendo la tessera alle casse dei cinema, avranno diritto di accedere col prezzo del biglietto ridotto corrispondente del giorno.

Il protagonista de La legge del mercato, Thierry (Vincet Lindon), è un uomo di 51 anni che, dopo 20 mesi di disoccupazione, inizia un nuovo lavoro che lo porterà presto a confrontarsi con un profondo dilemma. Cosa è disposto a sacrificare per non perdere il proprio lavoro? “Ho scelto – ha dichiarato il regista Stéphane Brizè – di osservare la brutalità dei meccanismi e dei rapporti dominanti nel nostro mondo, sovrapponendo l’umanità di un uomo senza sicurezza lavorativa, alla violenza della nostra società”.

Buona Visione!


27 ottobre 2015

Coop Costruzioni, i sindacati: “Le istituzioni intervengano”

I sindacati per Coop Costruzioni parlano di “vicolo cieco” e temono una procedura di concordato o l’equivalente di un fallimento. E per questo chiedono l’apertura del tavolo di crisi in Città metropolitana. L’azienda ammette che deve rivedere i propri progetti ma nega l’ipotesi di fallimento, affidandosi al lavoro dei consulenti che ha incaricato di trovare una soluzione. Ma segnala anche: “La pubblica amministrazione ci deve 12 milioni di euro”.

Non si sblocca la situazione di difficoltà che attraversa la cooperativa, che vive da qualche settimana una nuova crisi, dovuta alla mancanza di liquidità. Dopo le dimissioni dell’ad Luciano Dal Prato, nel cda di mercoledì, stamattina il presidente del colosso dell’edilizia Luigi Passuti ha incontrato i sindacati, che avevano chiesto un incontro e scioperato (solo la Cisl) per dare voce alle paure dei 370 dipendenti, che temono lo spettro di una liquidazione coatta, come avvenuto per l’imolese Cesi, o di un concordato preventivo. “La situazione è difficile e si è complicata negli ultimi mesi – spiega Maurizio Maurizzi, segretario Fillea-Cgil Emilia-Romagna – Legacoop deve farsi carico di questa situazione”.

Bologna, 23 ottobre 2015


26 ottobre 2015

Sciopero al magazzino di Centrale adriatica Astercoop

Venerdi 23 ottobre dalle ore18 a fine turno, e sabato 24 ottobre dalle ore 9,45 a fine turno, si è svolto con adesioni superiori al 90% lo sciopero indetto dalla FILT CGIL al magazzino di Centrale Adriatica gestito in appalto da ASTERCOOP.

Le ragioni dello sciopero dei lavoratori di Astercoop stanno

– Nel il crescente clima intimidatorio messo in atto nei confronti dei lavoratori da parte di alcuni preposti di AsterCoop nel magazzino di Anzola con l’obiettivo di mantenere ritmi e carichi di lavoro sempre più usuranti che causano danni alla salute e alla integrità psico-fisica dei lavoratori.

– Nella mancata applicazione dei livelli di inquadramento previsti dal CCNL rispetto alle mansioni realmente ricoperte dai nuovi assunti di AsterCoop nel magazzino di Anzola.

– Nella totale assenza di relazioni sindacali all‘interno del cantiere nelle materie pure previste dal CCNL e per l‘unilateralità delle decisioni prese dalla direzione aziendale in merito all‘applicazione del Contratto Nazionale.

– Nell’indisponibilità totale espressa dai lavoratori nel corso delle assemblee ad accettare la proposta particolarmente penalizzante sul Premio di Risultato avanzata da Astercoop nel corso di un confronto tenutosi il 12ottobre, dopo 18 mesi di totale mancanza di relazioni industriali.

Per questo la Filt Cgil ha dichiarato, a partire da venerdi 23 ottobre, lo stato di agitazione e le prime due azioni di sciopero, alle quali in assenza di segnali positivi da parte di Astercoop ne seguiranno altre, e ringrazia i dipendenti del CIC che hanno scioperato in solidarietà sia venerdì pomeriggio che sabato mattina.

Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna


22 ottobre 2015

Nuovo accordo sulle relazioni sindacali

Da un maggior controllo sugli appalti a una programmazione territoriale condivisa, passando per politiche tariffarie più eque e lotta all’evasione fiscale, con specifici accordi su come riutilizzare le risorse recuperate. Finalmente le organizzazioni sindacali e le rappresentanze istituzionali dell’Unione dei Comuni delle Valli del Reno, Lavino e Samoggia si sono dotate di uno strumento fondamentale per affrontare, in maniera condivisa, le novità introdotte dal riordino istituzionale che riguarda l’intero hinterland bolognese. Novità che impattano sulla vita di cittadini, lavoratori e imprese: con la nascita delle Unioni dei Comuni, infatti, si dovrà ragionare su un “campo da gioco” molto più esteso rispetto ai vecchi confini amministrativi. Da qui la necessità di dotarsi di nuove, e innovative, regole “comuni”.

L’accordo sulle relazioni sindacali – firmato il 12 ottobre 2015 a Zola Pedrosa – definisce quindi strumenti, materie e obiettivi che saranno al centro della contrattazione sociale territoriale dell’intera Unione. Con questo accordo, ad esempio, sarà più facile portare avanti il processo di omologazione dei servizi e delle materie delegate tra i cinque Comuni che oggi compongono l’Unione. Appalti, pianificazione urbana, politiche tariffarie, nuovi Isee, lotta all’evasione, diritti di cittadinanza e politiche socio-sanitarie, secondo noi, sono solo il primo terreno di confronto tra sindacati e sindaci dell’Unione per far sì che ci sia un miglioramento generale, e tempestivo, dei servizi offerti ai nostri cittadini.

Gianni Monte
Resp.le CdLI/CGIL Casalecchio


20 ottobre 2015

Sgombero ex Telecom, nota dei sindacati confederali

Bologna, 20 ottobre2015

Le immagini dello sgombero della ex sede Telecom di via Fioravanti a Bologna, che si aggiungono a quanto già accaduto nell’intervento di via Solferino di qualche giorno fa, non possono lasciarci indifferenti.

Come CGIL CISL UIL ribadiamo la nostra netta contrarietà alla pratica delle occupazioni e riteniamo quindi opportuno costruire soluzioni non traumatiche per i bambini e le famiglie.

Siamo altresì convinti chenon sia l’utilizzo della forza lo strumento con il quale far fronte a questi problemi, in quanto parliamo di un diritto primario come quello di avere una casa.

Invitiamo le autorità competenti ad avviare un percorso per porre fine a questa spirale, ricercando soluzioni efficaci e immediate, stabilendo modalità e priorità di maggior attenzione, là dove vi sono contesti di bisogno, con nuclei familiari in presenza di bambini.

Come CGIL CISL UIL pensiamo che le soluzioni abitative, come abbiamo proposto da tempo, sono da ricercare nell’ambito dell’enorme patrimonio immobiliare pubblico, da tempo non utilizzato.

CGIL CISL UIL Bologna


19 ottobre 2015

Il 20 conferenza stampa sulla sanità

E’ convocata una conferenza stampa sindacale unitaria del Comparto sanità (Fp-Cgil- Cisl-Fp- Uil-Fpl e FSI) per il giorno martedì 20 Ottobre 2015 alle 11.30 presso la Sala N° 209 II° piano Camera del Lavoro Metropolitana Via Marconi 67/2.

O.D.G
1. Criticità sui percorsi di carriera del Personale nelle Aziende
sanitarie Bolognesi
2. Processi riorganizzativi in ambito metropolitano
3. Riduzione liste di attesa e recenti provvedimenti in merito
emanati dall’Azienda usl di Bologna

p. Fp-Cgil p. FP-Cisl p. UIL-FPL p.FSI
Marco Baldo Alessandro Lugli Gastone Spizzichinio Maurizio Cavicchioli


19 ottobre 2015

Oggi sciopero alla Miorelli services

Sciopero dell’intero turno oggi, 19 ottobre, per lavoratrici e lavoratori della Miorelli service. Nei giorni scorsi, è andato a vuoto l’incontro in Prefettura tra la Filcams-Cgil di Bologna e la Miorelli che gestisce, in appalto, la pulizia del Centro meccanizzato delle Poste di via Zanardi. L’azienda da anni cura il servizio, non rispettando però il contratto nazionale.

“La Miorelli dopo aver più volte rinviato l’incontro è venuta al tavolo istituzionale con una offerta risibile ed offensiva per la parti, confermando però di aver per anni violato quanto stabilito dalla contrattazione nazionale e territoriale – afferma Debora Cervi della Filcams-Cgil di Bologna –:  a questo punto i lavoratori hanno decisolo sciopero per la giornata del 19 per l’intero turno. Continuamo però a non capire però l’atteggiamento di Poste Italiane, che permette che un’azienda in appalto presso le sue strutture faccia la cresta sulle spalle dei lavoratori”. Se la soluzione non troverà la sua naturale composizione, conclude la sindacalista, “andremo avanti ad oltranza nelle azioni di lotta”.


17 ottobre 2015

Ritardi autobus, “pronti allo sciopero”

Dopo le dichiarazioni di Andrea Colombo, assessore ai Trasporti del Comune di Bologna, apparse sulla stampa negli ultimi giorni, in riferimento alle problematiche su traffico e viabilità e in particolare sul ritardo degli autobus su tutte le linee del servizio di trasporto pubblico di Bologna e Provincia, siamo a precisare quanto segue:

– Le organizzazioni sindacali già dal mese di luglio scorso, in un incontro specifico con l’assessore Colombo, hanno denunciato le problematiche al traffico e alla viabilità, e di conseguenza alla regolarità del servizio a seguito di alcune scelte del Comune.

– In particolare abbiamo evidenziato criticità su Via Toscana, Via Irnerio nei giorni di mercato, Via Saffi, Viali di Circonvallazione, Via Emilia Levante incrocio via Bellaria, Stazione ferroviaria, Via Saragozza, piazza XX settembre ecc.

– Da molti mesi gli autobus di tutte le linee subiscono ritardi mediamente di 15/20 minuti a corsa, e non di 5 minuti come viene dichiarato dall’assessore.

– Le cause principali di questi ritardi sono dovute ai nuovi impianti semaforici e alla loro sincronizzazione, piste ciclabili parallele alle corsie preferenziali, infrastrutture non adeguate al passaggio dei Bus, corsie e rotonde strette, traffico in aumento sulle strade limitrofe al centro ecc.

Questa situazione è diventata insostenibile per gli autisti che non solo sono costretti a lavorare per tutto il giorno in un traffico caotico (senza fermarsi mai nemmeno per andare in bagno), ma devono subire continuamente le ire degli utenti che lamentano i ritardi e disservizi.

Non sono rari episodi di vere e proprie aggressioni verbali agli autisti da parte di utenti esasperati.

– Gli stessi Autisti per garantire un minimo di servizio decente ogni giorno sono costretti a violare sistematicamente il codice della strada con manovre vietate assumendosene pienamente la responsabilità.

Questa situazione non è più tollerabile e urge una soluzione in tempi brevi da parte del Comune, in caso contrario saremo costretti a mobilitare i lavoratori anche con azioni di sciopero.

Filt-Cgil
Fit-Cisl
Uiltrasporti
Faisa Cisal
Ugl


16 ottobre 2015

Spi e Pedrelli alla Festa della Storia

LUNEDI’ 19 OTTOBRE 2015

Biblioteca dell’Archiginnasio
Sala Stabat Mater
Piazza Galvani, 1

Bologna

Ore 15.00

“RACCONTARE LA STORIA”

I giorni del possibile, presentazione del volume di Mauro Maggiorani (Minerva 2015) e tavola rotonda.

La vita del dirigente sindacale Giancarlo Trocchi e della sua famiglia è l’oggetto apparente del libro che si presenta nell’insolita forma di un dialogo romanzato, una narrazione vivace e a tratti realistica che muovendo dal piccolo borgo appenninico degli Sterpi traccia la storia della montagna bolognese, dell’Italia e del mondo intero sempre seguendo le orme di una comunità di persone.
Dall’ultimo ventennio dell’Ottocento ad oggi, il libro racconta i giorni del possibile, ovvero la fiducia nell’avvenire e nel progresso che fu propria della generazione uscita dalla seconda guerra mondiale, così come i giorni dell’impossibile: perché dall’unità d’Italia la vita in Appennino è stata anche fatica, emigrazione, sconfitta, violenza. Non una biografia, dunque, ma l’affresco romanzato di una comunità di uomini e donne come noi. Interventi di Rolando Dondarini, Mauro Maggiorani,Giovanni Rinaldi. Con la partecipazione di Ivano Marescotti.
L’iniziativa, nel contesto della Festa della Storia, è a cura dell’Archivio storico-sindacale della Cgil di Bologna P. Pedrelli e dello Spi-Cgil Bologna.

Qui il programma integrale della Festa!


15 ottobre 2015

Ipotesi d’accordo chimico-farmaceutico

Dopo una lunga trattativa durata tutta la notte, questa mattina, giovedì 15 ottobre alle 9, tra le associazioni imprenditoriali Federchimica, Farmindustria (entrambi associate a Confindustria) e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore chimico-farmaceutico(più di 171.000 i lavoratori interessati, impiegati in quasi 3000 imprese, il 90% delle quali piccole e medie),oltre due mesi prima della scadenza naturale del 31 dicembre 2015.

L’intesa sottoscritta prevede un aumento medio sui minimi di 90 euro (cat. D1), distribuiti in tre “tranche”: la prima di 40 euro dal 1 gennaio 2017; la seconda, 35 euro dal 1 gennaio 2018; la terza, 15 euro dal 1 dicembre 2018. In sostituzione della tranche di incremento del trattamento contrattuale mensile prevista dal vigente ccnl per il mese di ottobre 2015, sarà erogato un E.d.r. (Elemento distinto della retribuzione) di pari importo: tale importo sarà erogato fino al 31 dicembre 2016, per poi cessare definitivamente.

Ma la vera novità dell’intesa è la verifica annuale dei minimi agli eventuali scostamenti rispetto all’inflazione: a partire dal 2017, nel giugno di ogni anno, si riscontrerà lo scostamento di inflazione relativo all’anno precedente tra il consuntivo Istat e la previsione utilizzata in fase di rinnovo.

“Poiché eravamo consapevoli di rappresentare il punto più alto della contrattazione nel Paese, abbiamo accettato (e vinto) la scommessa – fanno rilevare soddisfatti Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani, segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil – di fare il contratto in tempi brevi”. Si tratta quindi di “un segnale di responsabilità – proseguono i leader sindacali – oltremodo utile per riaprire il tavolo confederale e gli altri tavoli di categoria, che i sindacati e le imprese chimiche e farmaceutiche offrono al Paese; una concreta risposta in difesa del reddito dei lavoratori del settore, del welfare contrattuale, della prestazione lavorativa proprio in un comparto che ha saputo dare risposte innovative anche attraverso il rinnovo contrattuale”.

“Avevamo scommesso che il vero banco di prova – ricordano ancora Miceli, Colombini e Pirani – sarebbe stato il merito, la sola possibilità concreta per valorizzare il contratto nazionale, e rafforzare attraverso il negoziato l’unità sindacale e il rapporto democratico con i lavoratori”. E i risultati conseguiti, aggiungono, “ci danno ragione, sia sul fronte del valore del contratto nazionale che del rilancio della contrattazione di secondo livello, per migliorare professionalità, produttività, orari e organizzazione del lavoro”.

In estrema sintesi, gli altri punti salienti dell’ipotesi di accordo:

– RELAZIONI INDUSTRIALI E CONTRATTAZIONE DI 2° LIVELLO – Sempre più partecipative e di indirizzo, soprattutto per l’estensione della contrattazione di secondo livello a cui dare più responsabilità e compiti ma anche più strumenti. Consolidati e migliorati gli Osservatori aziendali per affidare loro materie come le politiche degli investimenti, progetti di sviluppo, le dinamiche salariali complessive.

Proprio sulla contrattazione di secondo livello, le parti hanno ritenuto utile il suo rafforzamento, la sua estensione e la sua qualificazione attraverso un rinnovamento della normativa del contratto. Infatti a livello nazionale viene cancellato il premio di presenza, le cui disponibilità economiche vengono messe a disposizione della contrattazione di 2° livello. In tutte quelle imprese in cui non si fa contrattazione aziendale, una quota parte del premio di presenza viene messa a disposizione per implementare la quota perequativa.

– WELFARE CONTRATTUALE – Oltre a proseguire nel rafforzamento della previdenza e sanità integrative, veri fiori all’occhiello del settore, l’ipotesi di accordo prevede anche la trasformazione della festività della Pasqua (1/25 della retribuzione mensile) in contribuzione aggiuntiva per il welfare contrattuale, con una equivalente erogazione da parte aziendale: +0,25 (8 euro) su “Fonchim” (previdenza integrativa), 2 euro in più per la prestazione del turno notturno.

– DIRITTI E TUTELE – Sui provvedimenti disciplinari, confermato il sistema di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni. Sul controllo a distanza, invece, le parti hanno convenuto che i lavoratori devono essere preventivamente informati sulle modalità di utilizzo degli strumenti (smartphone, tablet, computer).

FORMAZIONE, AMBIENTE, SALUTE, SICUREZZA – Potenziata la formazione continua e il ruolo dell’Obc, l’organismo bilaterale per la formazione chimica. Rafforzata la figura del delegato alla formazione per programmare e indirizzare piani di formazione continua da sviluppare in azienda. Aumentate anche le ore per la formazione e l’aggiornamento annuo degli Rlssa (rappresentanti dei lavoratori su salute sicurezza e ambiente, n.d.r.).

L’ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati – sarà unitariamente e immediatamente sottoposta all’approvazione delle assemblee dei lavoratori che termineranno entro novembre 2015.

Roma, 15 ottobre 2015


15 ottobre 2015

Perquisizione in Lamborghini, nota Cgil Cisl e Uil

Dal presidio di Piazza Roosevelt, a difesa delle pensioni Cgil Cisl Uil di Bologna, appresa la notizia della perquisizione nello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese disposta dalla Procura di Verona sul caso Volkswagen, confidando nell’operato della Magistratura, auspicano che non ci siano ripercussioni occupazionali e sugli investimenti delle nuove produzioni confermate di recente.

Segreterie Cgil Cisl Uil Bologna
Bologna, 15 ottobre 2015


15 gennaio 2015

“Paura non abbiamo” alla Notte rossa

La Cgil – CdLM di Bologna, il Sindacato Pensionati Bologna, la Fondazione Argentina Altobelli,  la FILCTEM Bologna, la FILLEA Bologna, hanno contribuito alla realizzazione del documentario“PAURA NON ABBIAMO”, dedicato ad un episodio di impegno civile delle donne bolognesi nel corso degli anni Cinquanta. Il documentario sarà proiettato in occasione delle iniziative LA NOTTE ROSSA 2015 popoli e diritti, a cura della Fondazione 2000.

Le proiezione sarà:
Venerdì 16 ottobre 2015 ore 21 presso Casa del Popolo Monaldo Calari, via De Carolis, 7 Bologna
Sabato 17 ottobre ore 18 presso Casa del Popolo di Lavino, Via Cellini, 6 Zola Predosa

Il documentario ripercorre le vicende di quattro giovani operaie che, l’8 marzo 1955, vennero arrestate mentre distribuivano la mimosa davanti alla Fabbrica Ducati, subirono un processo e furono condannate ad un mese di carcere che, scontarono presso il carcere di S.Giovanni in Monte a Bologna.  Grande fu il sostegno del Sindacato metalmeccanico e della Camera del lavoro bolognese alle giovani donne ed alle loro famiglie e la vicinanza  delle compagne e compagni di lavoro. Una storia che si snoda fra la fabbrica, la Casa del Popolo, le strade del quartiere Borgo Panigale ed il Comune di Bologna.
E’ la storia di una generazione di donne coraggiose e della solidarietà che intera comunità seppe dare loro.
Oggi, San Giovanni in Monte è sede del Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Università di Bologna.


15 ottobre 2015

“Conoscere i richiedenti asilo” a Bentivoglio

Sabato 17 Ottobre 2015, alle 10.45, il centro culturale TEZE (via Berlinguer 7, Bentivoglio, Bologna) ospita l’incontro

CONOSCERE I RICHIEDENTI ASILO

Saranno presenti:
Erika Ferranti | Sindaco del Comune di Bentivoglio
Mirta Soverini | Responsabile area Asilo Lai-momo soc. coop.
Pietro Tesoriero | membro commissione- territoriale di Bologna\UNHCR
Flaviana Bagnoli | Assessore servizi sociali Comune di Bentivoglio

Al termine dell’incontro ci sarà un buffet preparato dai richiedenti asilo

Comune di Bentivoglio
Piano di zona Pianura Est
Unione Reno Galliera


14 ottobre 2015

Cgil ER e Bologna: i Patti per il lavoro al voto online

E’ in pieno svolgimento la consultazione sui contenuti del “Patto per il lavoro” stipulato con la Regione e le Associazioni datoriali, e del Patto metropolitano di Bologna. Assemblee ed incontri sono convocati in tutti i territori e i luoghi di lavoro, e valutano le intese anche alla luce della situazione nazionale, degli annunci del Governo e dello scontro che accompagna il rinnovo dei Contratti Nazionali.

A Bologna, in particolare, il Patto metropolitano siglato a fine aprile di quest’anno ha definito gli strumenti di intervento sullo sviluppo del territorio, a partire dalla necessità di un riassetto istituzionale.

La scelta di consultare tutti i lavoratori e i pensionati, iscritti e non, e quindi di non discutere solamente negli organismi dirigenti del sindacato di questioni fondamentali come il welfare e lo sviluppo del territorio, deriva dal grande valore dei due accordi. Accordi “per cambiare musica”, dice la Cgil, sottolineando come il Patto regionale riconosca che la contrattazione è “una risorsa per lo sviluppo e per l’innovazione”, che a fronte di eventi di crisi le parti datoriali si sono impegnate a “non assumere iniziative unilaterali”, e che la nuova legislazione regionale dovrà assicurare ogni tutela al lavoro, a partire dalla clausola sociale negli appalti.

Una scelta così inedita nel panorama nazionale merita, dunque, di essere consolidata con la testimonianza del più ampio consenso possibile. Per questa ragione, affianchiamo al tradizionale impegno del sindacato nella convocazione di assemblee nei luoghi di lavoro e nelle Leghe dei pensionati, l’utilizzo di strumenti messi a disposizione dalla rete, in una campagna di sensibilizzazione online che non ha precedenti per il mondo sindacale tradizionale. In questo senso, l’iniziativa si rivolge esplicitamente al lavoro precario, atipico, delle partite iva, diffuso nelle micro-imprese o disoccupato, che nelle tradizionali assemblee ben difficilmente può essere presente.

Attraverso un portale ideato ad hoc per la consultazione online e i principali socialnetwork, chiunque potrà conoscere nel dettaglio i contenuti delle intese, e potrà dire la sua. Commentando ed esprimendo il proprio consenso, o il proprio dissenso.

Tali scelte, lo ribadiamo, derivano dalla volontà di dialogare con il nostro tradizionale mondo di riferimento, ma anche di coinvolgere il lavoro disperso e scarsamente, o non ancora, sindacalizzato, raccogliendone le esigenze e le aspirazioni.

Con la chiusura della consultazione, prevista intorno alla metà di novembre, sapremo se la scommessa ha dato buoni frutti. Una scommessa che non ha una piccola posta in palio, ma riguarda l’adozione di politiche volte a creare sviluppo e benessere diffuso con l’aumento dell’occupazione e delle tutele sul lavoro. Siamo certi che se la nostra scommessa sarà vinta, i risultati raggiunti in Emilia-Romagna potranno aiutare ad aprire una strada ben diversa da quella delineata rispetto al modello di relazioni industriali inaugurato dal Governo Renzi.

Da Bologna, per pronunciarsi sul Patto metropolitano di Bologna e su quello regionale il portale è www.pattometropolitanobologna.it. Partecipa!!!

CGIL EMILIA ROMAGNA, CGIL BOLOGNA
Bologna, 14 ottobre 2015


13 ottobre 2015

Stato d’agitazione alla Fondazione Catis

La Fp-Cgil di Bologna dichiara la propria disponibilità a mettere in campo azioni di lotta se la Fondazione Catis – che gestisce i servizi di emergenza e urgenza in convenzione con Ausl e Policlinico S.Orsola – non ritirerà la disdetta del contratto integrativo aziendale.

La Fondazione Catis, 200 dipendenti sul territorio bolognese, gestisce servizi di ambulanza, trasporto dializzati e la centrale operativa del 118. Dal 2001 i dipendenti sono inquadrati con il CCNL Coop Sociali e con un accordo integrativo aziendale firmato da CGIL-CISL-UIL che garantisce ai lavoratori circa 100 euro di retribuzione in più, una settimana di ferie aggiuntive e alcuni altri aspetti di miglior favore.

Nel gennaio del 2015 ci siamo seduti al tavolo con l’azienda per chiedere il rinnovo di quel contratto, evidentemente non più al passo con i tempi e con il costo della vita.Dopo 8 mesi di trattativa, la Fondazione Catis ci comunica la disdetta unilaterale dell’accordo  stesso, che rimarrà valido unicamente e integralmente per i dipendenti assunti prima del 2006. Per i neoassunti non ci sarà alcun integrativo, mentre agli assunti dal 2006 ad oggi non verrà garantita la possibilità di maturare l’inquadramento superiore (“livello super”) garantito ai colleghi.

In sostanza ci è stato rappresentato un quadro nel qualenella stessa azienda potranno convivere ben tre gestioni contrattuali differenti: una aberrazione, soprattutto perché si tratta di operatori che svolgono tutti la stessa mansione.

Crediamo anche che la motivazione non sia la necessità di risparmiare, almeno nell’immediato: garantire il contratto integrativo ai neoassunti è un costo di poche migliaia di euro, per una azienda che ha  4 milioni di euro in costi del personale. Abbiamo timore che l’operazione abbia un sapore più politico, e possa anticipare ulteriori decisioni unilaterali da parte dell’azienda, in particolari possibili interventi sulla parte normativa dell’accordo integrativo.

La scorsa settimana abbiamo incontrato i lavoratori e ha abbiamo ricevuto un mandato ampio, per portare avanti la mobilitazione, qualora non fossero arrivate risposte dalla controparte.

Abbiamo aspettato una settimana e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione: per correttezza e onestà nei confronti dei lavoratori dobbiamo proclamare lo stato d’agitazione di tutti i dipendenti della Fondazione.

Ribadiamo che per noi andare in Prefettura non è uno sport, ma dobbiamo prendere atto del fatto che da parte dell’azienda non ci è giunto nessun segnale di voler riprendere la discussione.
Noi andiamo avanti, auspicando che anche Cisl Fp e Uil Fpl prendano posizione nei confronti della disdetta dell’integrativo.

Simone Raffaelli
Fp Cgil Bologna


12 ottobre 2015

Cambiare la Fornero! Il 15 il presidio unitario

CGIL CISL UIL PROMUOVONO UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE PER CAMBIARE LA LEGGE FORNERO PER:

1- ABBASSARE L’ETA’ DI ACCESSO ALLA PENSIONE REINTRODUCENDO UNA VERA FLESSIBILITA’ IN USCITA E UN INTERVENTO SUI LAVORATORI PRECOCI, ANCHE PER FAVORIRE IL TURN-OVER E INCREMENTARE L’OCCUPAZIONE GIOVANILE.
2- CORREGGERE IN MANIERA STRUTTURALE I DANNI DELLA LEGGE FORNERO: VA TROVATA UNA SOLUZIONE DEFINITIVA PER GLI ESODATI E PER CONSENTIRE L’EFFETTIVA APPLICAZIONE DELL’OPZIONE DONNA.

Per queste ragioni, all’interno della mobilitazione nazionale CGIL  CISL  UIL  PROMUOVONO UN PRESIDIO GIOVEDI’ 15 OTTOBRE 2015 dalle ore 10,00 alle 12,00 a Bologna in Piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura.

Interverranno i Segretari di CGIL CISL UIL di Bologna

Partecipate!!!


9 ottobre 2015

Altissima adesione allo sciopero Farmalvarion

In data odierna, 9 ottobre 2015, si è tenuto lo sciopero dei lavoratori della FarmAlvarion srl di Bologna (ex dipendenti magazzino AFM spa) con un presidio che si è tenuto dalle 10.00 alle 13.30 davanti al magazzino AFM di Via del Commercio Associato.

Alta la soddisfazione per la riuscita dello sciopero che ha visto un’adesione massiccia ( 90%) dei lavoratori e delle lavoratrici della FarmAlvarion, e del 100% dei magazzinieri che questa mattina hanno fatto un presidio davanti ai cancelli del Magazzino della AFM spa – FarmAlvarion srl.

Lo sciopero era stato proclamato nei giorni scorsi visto che il serrato confronto, prima con l’Azienda e in seguito con il Comune di Bologna, non aveva prodotto risultati positivi.
La mancanza di un Piano Industriale, più volte richiesto e mai consegnato alle OOSS, la cessione di ramo d’azienda e gli insufficienti impegni dichiarati ai tavoli di confronto, potrebbero mettere a rischio in futuro ben 123 posti di lavoro!

Auspichiamo che l’Azienda, oggi a maggior ragione in occasione dello sciopero, abbia compreso le preoccupazioni dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie e si impegni a garantire l’occupazione e che il Comune di Bologna “si faccia sentire” e svolga un ruolo attivo per la risoluzione della vertenza, come si è impegnato a fare nei protocolli d’intesa e nel patto per il lavoro.

FILCAMS-CGIL
Lorenza Giuriolo

FISASCAT CISL
Malgara Cappelli

UILTucs UIL
Cataldo Giammella

Qui l’articolo precedente sulla stessa vicenda
Qui la nota con la proclamazione dello sciopero di oggi


8 ottobre 2015

Stato d’agitazione a Villa Stella

Ancora nessuna risposta chiara da parte del gestore e della proprietà dell’azienda in merito alla situazione di Villa Stella, residenza per anziani a Castel dell’Alpi, in Comune di San Benedetto Val Sambro.

Sappiamo solo che le 16 lavoratrici hanno ricevuto comunicazione dall’attuale gestione che il contratto d’affitto d’azienda si concluderà il 31 ottobre, senz’altra proposta da parte né dalla attuale gestione né dalla proprietà dell’azienda.

Ci è stato comunicato che il servizio è in dismissione. Quello che temiamo, dunque, è che a breve inizino a portare via mobili e suppellettili.

Temiamo inoltre che l’attuale gestore voglia abbandonare la situazione trasferendo in altra struttura i 29 ospiti, creando una situazione di fatto impossibile da gestire e determinando la chiusura della struttura, anche perché non abbiamo notizia né comunicazione formale di eventuali subentranti.

E’ una situazione gravissima, che giunge al termine di 2 anni sofferti in cui si sono succedute ben tre gestioni aziendali diverse, senza che nessuno riuscisse a risanare definitivamente Villa Stella.

Pensiamo che nessuno di questi imprenditori si sia veramente posto questo obiettivo, e non possiamo attendere un miracolo.

Oggi abbiamo inviato alle società, al Comune di San Benedetto Val di Sambro e alla Prefettura una richiesta di incontro e abbiamo dichiarato l’apertura dello stato d’agitazione del personale, con l’obiettivo di dichiarare a breve uno sciopero.

Simone Raffaelli
Fp-Cgil Bologna


8 ottobre 2015

La vita che diventa storia l’11 ottobre

In occasione delle “Domeniche di carta”, volute dal Ministero dei Beni Culturali e Turismo con lo scopo di far conoscere il grande patrimonio archivistico e bibliotecario del nostro Paese, domenica 11 ottobre 2015, alle ore 10,30, l’Archivio storico Paolo Pedrelli sarà ospite della Soprintendenza Archivistica Regionale, in Strada Maggiore n°51, insieme allo SPI CGIL.

In allegato l’invito.

Elisabetta Perazzo
Presidente Associazione Archivio Storico Sindacale Paolo Pedrelli


7 ottobre 2015

Venerdì sciopero a Farmalvarion

Si annuncia un autunno caldo per i 123 lavoratori del Magazzino  di distribuzione del farmaco di via del Commercio Associato che, fino al 30 settembre erano alle dipendenze di AFM SPA (azienda controllata dalla multinazionale ADMENTA/CELESIO e partecipata dal COMUNE di BOLOGNA) e che dal 1 Ottobre 2015, a causa  della cessione di ramo d’azienda, sono passati a FARMALVARION SRL.
I diversi incontri che si sono tenuti con la Direzione Aziendale di AFM spa, FarmAlvarion e successivamente con il Comune di Bologna non hanno permesso la definizione di un accordo sindacale che doveva prevedere prospettive di qualità e di mantenimento occupazionale.

Pertanto, per l’intera giornata di venerdì 9 Ottobre 2015 è stato proclamato lo sciopero dei lavoratori della FarmAlvarion srl di Bologna (ex dipendenti magazzino AFM) con un presidio che si terrà dalle 10.00 alle 13.30 davanti al magazzino AFMdi Via del Commercio Associato.

Nel frattempo le organizzazioni sindacali auspicano che l’azienda riveda le proprie posizioni e si impegni concretamente a far sì che, anche a seguito dell’investimento fatto con il nuovo magazzino dell’Interporto, si creino le condizioni per mantenere un’occupazione e un servizio di qualità. Le OO.SS. chiedono inoltre al Comune di Bologna di farsi parte attiva per la risoluzione della vertenza.
Diversamente si vedranno costrette a programmare altre iniziative di lotta a sostegno della buona occupazione.

FILCAMS  CGIL
Lorenza Giuriolo

FISASCAT CISL
Malgara Cappelli

UILTucs UIL
Cataldo Giammella

Qui l’articolo precedente sulla stessa vicenda!


7 ottobre 2015

Welfare e globalizzazione in Santa Cristina

Sabato 10 ottobre 2015 dalle 9.30 17.30Centro delle Donne – Associazione Orlando organizzano all’ex Convento di Santa Cristina – Aula Magna (via del Piombo 5/7, Bologna) il convegno di studio e di confronto politico dal titolo “Che genere di welfare per le donne e gli uomini nella globalizzazione”, che vedrà la partecipazione di Milena Schiavina (sportello Donna Cgil Bologna e associazione Orlando) e di Sonia Sovilla (segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna).

Qui il programma integrale e tutti gli interventi


6 ottobre 2015

Fusione Granaglione e Porretta, Cgil per il Sì

11 Ottobre 2015 si vota: Referendum per la fusione dei comuni di Granaglione e Porretta Terme.La CGIL  è per il SI’ alla fusione per i seguenti motivi:

– Contributi finanziari da parte della RER e dallo stato al nuovo comune (circa 7 milioni di euro).
– Uscita dal Patto di Stabilità per i prossimi 5 anni, quindi possibilità di spesa e di investimento
– Priorità nei bandi Regionali per erogazione di contributi economici.
– Risparmi sul numero di Sindaci, Assessori, ed apparati amministrativi.
– Efficienza ed efficacia nelle risposte ai Cittadini.

C’è di più:
Noi veniamo da un anno di contrattazione territoriale e sociale con i Comuni della montagna che ha dimostrato in maniera inequivocabile che è sempre più difficile, negli anni, mantenere bilanci in parità e servizi adeguati alle esigenze che la cittadinanza del territorio esprime. Territorio che la lunga crisi sta oggettivamente penalizzando più di altri territori. La popolazione anziana è sempre più numerosa ed i giovani stanno andando via, cercando opportunità verso i centri urbani o addirittura fuori regione. C’è bisogno di risorse ed investimenti che solo la Fusione dei Comuni, nella contingenza data, può garantire.

Crediamo che la fusione tra Granaglione e Porretta Terme può essere volano per aggregazioni più ampie che portino questo territorio (i 13 comuni del Distretto) ad avere Comuni con  un bacino di abitanti concruo a rapportarsi con istituzioni grandi come la Città Metropolitana e con altri comuni  della provincia.
Solo comuni grandi e con capacità di spesa riescono a dare gambe a idee e progetti che i cittadini esprimono, oltre ad investire su innovazione (reti, comunicazioni, ecc.), cultura (scuola, sport,ecc.), investimenti produttivi su aziende in crisi e fondamentali per il territorio (terme, ecc.).

Inoltre, c’è un aspetto culturale e di lungimiranza. C’è il fatto che anche se nel piccolo, superare confini e steccati, in un mondo che ritorna ai muri ed ai fili spinati, può essere un messaggio di speranza, di pace e di fratellanza che consegniamo a tutti, ma sopratutto ai giovani. Mai come adesso è vero che “L’UNIONE FA LA FORZA”.

Per tutto  questo siamo favorevoli alla fusione dei due comuni ed invitiamo la popolazione a votare SI.

Porretta, 28/settembre 2015
CGIL CDLI di PORRETTA
Spi-Cgil Bologna


6 ottobre 2015

“Sproporzionati i contributi chiesti per il permesso di soggiorno”

CGIL e INCA ottengono dalla Corte di Giustizia Europea una importante sentenza contro la discriminazione nei confronti degli stranieri.

L’organo di giustizia europeo ha definito il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro, che dal 2012 è richiesto in Italia per il rilascio e rinnovo dei Permessi di Soggiorno, sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti da parte dei cittadini stranieri previste dalle norme europee.Il ricorso di INCA e CGIL contro il decreto 304/2011 che nel 2012 ha dato inizio alla odiosa “tassa sullo straniero” ha ottenuto dalla Corte un primo e importante riconoscimento della validità delle nostre motivazioni. Il Tribunale Amministrativo del Lazio dovrà ora esprimersi sulla nostra richiesta di annullamento del provvedimento di legge tenendo conto del parere importante contenuto nella sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso 2 settembre.
Il Governo dovrebbe prendere atto di questo risultato e provvedere a sanare quanto prima quella che di fatto e’ una situazione oggi priva di base giuridica.

Le sedi CGIL e gli uffici del Patronato INCA ti aspettano per darti informazioni e per raccogliere la richiesta di restituzione delle cifre che hai versato dal 2012 ad oggi a titolo di contributo aggiuntivo per il rilascio e rinnovo del titolo di soggiorno.
In particolare, nella sede dell’Ufficio Stranieri della CGIL in via del Porto 16/C a Bologna potrai ricevere tutte le informazioni necessarie e ti sarà compilata la richiesta di restituzione delle cifre che hai versato dal 2012 ad oggi a titolo di contributo aggiuntivo per il rilascio e rinnovo del titolo di soggiorno.


5 ottobre 2015

Sciopero Tper, adesioni fino al 90%

Lo sciopero di 24 ore indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri, Faisa Cisal nella giornata di lunedì 5 ottobre 2015, ha visto una altissima adesione da parte dei macchinisti e dei capitreno di TPER registrando una media regionale dell’80% con punte oltre il 90%.

Questi dati evidenziano un elevato malessere da parte del personale interessatorispetto alle problematiche inserite nella vertenza in corso e tra le quali trovano un ruolo centrale la gestione dei turni di lavoro e la qualità del servizio offerto.

Le OO.SS, alla luce di quanto descritto, si attendono a breve una convocazione da parte dell’Azienda in cui vengano presentati elementi diversi da quelli proposti sino ad ora e volti a risolvere le criticità che da tempo sono state sollevate e che a tutt’oggi restano aperte.

Se tutto ciò non si verificasse, ci troveremmo nella condizione di indire ulteriori azioni di lotta volte a rivendicare adeguate condizioni normative di lavoro ed un miglioramento della qualità del servizio offerto all’utenza che potrebbero causare ulteriori disagi ai viaggiatori di cui ci scusiamo sin da ora.

Bologna 05-10-2015
Filt-Cgil
Fit-Cisl
Uiltrasporti
Ugl Autoferrotranvieri
Faisa Cisal


5 ottobre 2015

Appalti: emendamento per i call center

Nella serata di mercoledì scorso, 30 settembre 2015, la Commissione “Ambiente e Lavori Pubblici” della Camera dei deputati ha approvato il maxi emendamento al DDL “Appalti” al cui interno è stato inserito il “comma 7bis” che introduce per legge la clausola sociale nei cambi di appalto dei Call Center.

Siamo di fronte ad una svolta molto importante per  i lavoratori e le lavoratrici di un settore che conta più 90 mila addetti che, attraverso l’applicazione della clausola sociale in materia di cambio di appalto, seguiranno la commessa passando nell’azienda che si è aggiudicata il nuovo appalto, mantenendo le condizione economiche e normative precedenti, garantendo così la piena occupazione e il mantenimento dei diritti acquisiti.

Questo importantissimo traguardo è stato raggiunto  anche grazie alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Emilia-Romagna che sin dall’inizio hanno sostenuto questa vertenza attraverso la massiccia partecipazione a due scioperi nazionali e alla notte bianca dei call center.

La Slc-Cgil e la Cgil dell’Emilia-Romagna ritengono questa clausola una norma di civiltà, in linea con le politiche di inclusione che la Cgil sta esercitando in tutti i settori.
Slc-Cgil e Cgil dell’Emilia-Romagna chiedono ai Parlamentari eletti sul territorio il massimo impegno per far si che questo emendamento, una volta approdato in aula, venga votato in tempi brevi e senza nessuna modifica.

Di seguito, il testo dell’emendamento:
7-bis. In caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di Call Center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, salvaguardando i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento. In assenza di disciplina collettiva, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto, adottato sentite le organizzazioni datoriali e sindacali, definisce i criteri generali per l’attuazione del presente comma. Le amministrazioni pubbliche e le imprese pubbliche o private che intendono stipulare un contratto d’appalto per servizi di Call Center devono darne comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali aziendali e alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Giuseppe Ledda
Coordinatore Generale Slc Cgil Emilia Romagna

Vincenzo Colla
Segretario Generale Cgil Emilia Romagna

Firma la petizione online lanciata dalla Slc-Cgil Nazionale!


2 ottobre 2015

Due ore di stop alla Marelli di Crevalcore

Nella giornata di oggi, Venerdì 2 ottobre 2015, sono in corso due ore di sciopero su tutti i turni di lavoro alla Magneti Marelli di Crevalcore.

Durante lo sciopero del primo turno di lavoro (dove si è registrata un’adesione del 95%) i lavoratori sono usciti dai cancelli manifestando davanti allo stabilimento. Al presidio sono intervenuti, per portare la loro vicinanza e solidarietà ed ascoltare quello che sta succedendo nel più importante insediamento industriale di Crevalcore, i delegati della FIOM-CGIL di Automobili Lamborghini, della Magneti Marelli (Weber) di Bologna, oltre ai rappresentanti della CGIL e dello SPI della zona di San Giovanni in Persiceto ed al Segretario Generale della FIOM di Bologna Alberto Monti.

“Uno sciopero per la nostra dignità e per avere rispetto da parte di chi dirige questo stabilimento”: questo è scritto sui comunicati affissi in bacheca. Lo sciopero è stato deciso dalle lavoratrici e dai lavoratori della Magneti Marelli nel corso delle assemblee sindacali che si sono svolte mercoledì 30 settembre. E’ un primo segnale nei confronti della direzione aziendale e di stabilimento per chiedere la fine di comportamenti e atteggiamenti molto gravi che si sono registrati negli ultimi mesi.
Dopo la ripresa estiva, è successo di tutto, una gestione aziendale dello stabilimento di Crevalcore, da parte di chi lo dirige, a dir poco pittoresca: lavoratori somministrati lasciati a casa e contestualmente richieste di straordinario al sabato, fermate collettive utilizzando i permessi dei lavoratori, nessuna disponibilità a fare ragionamenti seri e trasparenti sulle prospettive di breve e medio termine sullo stabilimento. Nessuna risposta alla richiesta della FIOM-CGIL di discutere sulla situazione dell’Azienda.

I lavoratori non possono essere trattati come merce, o addirittura peggio.
Questo è quanto succede negli stabilimenti Fiat.

Ma oggi i lavoratori di Crevalcore dicono “basta!”. E scioperano.

“Qui siamo a Bologna, qui siamo a Crevalcore: rispetto e dignità non sono in vendita e non sono di proprietà di nessuno”.

Crevalcore, 2 ottobre 2015
FIOM CGIL Bologna
RSA FIOM Magneti Marelli
stabilimento di Crevalcore


2 ottobre 2015

Lunedì 5 sciopero ferrovieri Tper

Lo scorso 30 settembre 2015 si è tenuto un tavolo nel corso del quale Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotranvieri, Faisa Cisal regionali hanno constatato che la posizione di TPER ramo ferroviario restava invariata in merito alle criticità che hanno portato al primo sciopero del 17 luglio. Pertanto si è proceduto a confermare lo sciopero per lunedì 05/10/2015. Lo sciopero sarà di 24 ore – dalle 0.01 alle 24,00 – per il personale di Tper trasporto ferroviario (solo treni Tper, non treni Trenitalia).

Rivendichiamo un miglioramento della qualità del servizio in Emilia-Romagna  e per noi questo processo deve avvenire attraverso la presenza di nuovo materiale rotabile, come da tempo stiamo denunciando, e dal mantenimento di giuste condizioni normative di lavoro di tutti i macchinisti e capitreno.

Le linee interessate sono le seguenti:
Bologna – Portomaggiore
Bologna – Vignola
Ferrara – Codigoro
Suzzara – Ferrara
Parma – Suzzara
Modena – Sassuolo
Reggio Emilia – Ciano d’Enza
Reggio Emilia – Guastalla
Reggio Emilia – Sassuolo
Bologna – Porretta Terme
Bologna – Verona
Bologna – Milano
Bologna – Ferrara
Ferrara – Ravenna – Rimini
Bologna – Rimini

Ci saranno, come da legge, fasce di garanzia in cui saranno presenti i treni: dalle ore 6,00 alle ore 9,00 e dalle 18,00 alle 21,00.

Sempre lo stesso giorno, per lo stesso personale interessato, vi sarà sciopero dell’USB dalle ore 10,00 alle ore 14,00.

Bologna, 2 ottobre 2015
Fit-Cisl
Uiltrasporti
Ugl Autoferrotranvieri
Faisa Cisal


1 ottobre 2015

Ancora sciopero alle Dehoniane

È ancora sciopero per i dipendenti del Centro Editoriale Dehoniano, dopo che la casa editrice non ha dato segno di apertura alcuna verso una soluzione della crisi aziendale, che sia condivisa e meno traumatica per i lavoratori, e rimane irremovibile sulla scelta di licenziare un terzo delle risorse umane (9 dipendenti su 30). L’interruzione delle trattative aveva già portato a uno sciopero lo scorso 15 settembre, ed era la prima volta nella storia dell’azienda.

La nuova protesta dei dipendenti, con sciopero per l’intera giornata, si svolgerà venerdì 2 ottobre dalle 10,00 alle 12,00, con una manifestazione in Piazza del Nettuno, nel centro di Bologna, città dove ha sede il Centro Editoriale Dehoniano.

Si tratta di una delle maggiori realtà editoriali cattoliche a livello nazionale, con 60 anni di storia e un ruolo di punta nella Chiesa italiana del post-Concilio, grazie all’opera di divulgazione biblica (con la rinomata Bibbia di Gerusalemme), alla riflessione sulla pastorale e la dottrina sociale della Chiesa, alla promozione dei temi e delle questioni oggi riportate in primo piano da papa Francesco: rinnovamento della Chiesa, impegno a favore della giustizia sociale e degli esclusi, corresponsabilità di tutti per la costruzione di un mondo più inclusivo e solidale. Tutto questo anche attraverso due storiche testate, Il Regno e Settimana, che l’editore ha deciso di chiudere insieme a Musica e assemblea.

I lavoratori del Centro Editoriale Dehoniano, insieme alle sigle di riferimento SLC-CGIL e FISTEL-CISL, chiedono solidarietà alla cittadinanza per evitare i licenziamenti annunciati e riportare l’editore al tavolo delle trattative.

settembre 2015

30 settembre 2015

“Pio La Torre: una storia”

All’interno del Progetto “Infiltrazioni Legali” – promosso dalla FILT-CGIL Emilia-Romagna e Bologna in collaborazione con LIBERA – venerdì 2 ottobre dalle 15 alle 17, al Centro Sociale Costa in via Azzo Gardino, 44 a Bologna, si terrà “PIO LA TORRE, UNA STORIA”: un incontro in cui si parlerà di  LAVORO, LEGALITA’, MAFIA e ANTIMAFIA, partendo dalla testimonianza del figlio Franco La Torre attraverso il suo libro “Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia” (Melampo Editore, 2015).
Con:

STEFANIA PELLEGRINI (Prof.ssa Sociologia del Diritto e Mafie e Antimafia,UNIBO)

FRANCO LA TORRE (LIBERA Europa)

ATTILIO BOLZONI (Giornalista, La Repubblica)

Apre i lavori: MICHELE DE ROSE (Segr. Gen. FILT CGIL ER)

Conoscere per riconoscere”: Continua il viaggio di InFILTrazioni Legali per la promozione della Cultura della Legalità.

Infiltrazioni Legali
FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna

Bologna, 01 ottobre 2015


30 settembre 2015

Vertenza municipale: prosegue la mobilitazione

Questa mattina, 30 settembre 2015, si è svolto l’incontro convocato dall’Amministrazione comunale, nel corso del quale abbiamo dovuto constatarel’indisponibilità da parte della stessa ad affrontare concretamente le questioni che affliggono gli operatori della Polizia Municipale di Bologna.

L’Amministrazione, rappresentata dal Coordinatore delle relazioni sindacali Valerio Montalto, dal Comandante della Polizia Municipale Carlo Di Palma, dal Direttore dell’area Personale o Organizzazione Maria Grazia Bonzagni, si è infatti limitata a proporre di mettere in calendario incontri, senza entrare nel merito delle questioni aperte. Prova ne è la generica convocazione, arrivata mentre stiamo scrivendo il presente comunicato, ad un altro incontro per il prossimo 7 ottobre, senza che sia specificato l’argomento che intendono discutere.

Le rappresentanze sindacali hanno innanzi tutto posto il tema delle relazioni sindacali e per questo hanno chiesto alla delegazione trattante di farsi loro tramite con l’Amministrazione per sapere se il ricorso agli atti unilaterali sarà la nuova modalità che la Giunta intenderà attuare d’ora in avanti al posto del confronto volto alla ricerca di accordi tra le parti. Nello specifico della vertenza in atto hanno ancora una volta dichiarato la loro disponibilità ad affrontare nel merito e complessivamente tutte le questioni che hanno determinato la rottura operata dall’Amministrazione, occorre però che l’Amministrazione dia dimostrazione concreta di volerlo fare a sua volta.

L’incontro si è concluso con un nulla di fatto ed essendo che i contenuti dell’atto unilaterale assunto dall’Amministrazione sono rimasti tali, tale è rimasto il percorso di mobilitazione programmato.

FP-CGIL CISL FP UIL FPL USB SULPL


30 settembre 2015

Villa Stella, preoccupazione per l’occupazione

La Fp Cgil di Bologna esprime la massima preoccupazione per la situazione occupazionale di Villa Stella, una struttura per anziani a Castel dell’Alpi, nel territorio comunale di San Benedetto Val di Sambro.
La struttura occupa attualmente 16 lavoratrici e lavoratori, fra operatori socio sanitari, infermieri e altre figure professionali, con 29 ospiti provenienti dal territorio circostante e, in alcuni casi, anche dalla Toscana.
L’attuale gestione ha comunicato alle lavoratrici l’avvenuta recessione del contratto di affitto di azienda, in base al quale la casa protetta dovrebbe ritornare alla società precedente, a partire dal primo novembre.

Ad oggi non abbiamo informazioni precise in merito al passaggio di personale, non ci è stato comunicato con esattezza quante lavoratrici e quanti lavoratori rimarranno nella struttura, e temiamo che la rinuncia da parte della Società che attualmente si occupa della residenza possa rappresentare l’ennesimo capitolo di una crisi industriale che si trascina ormai da svariati anni a questa parte.

Occorre ricordare che tra il 2013 e il 2015 si sono alternate tre gestioni diverse, le prime due contraddistinte da lunghi periodi di cassa integrazione, nonostante Villa Stella sia una struttura accreditata e, come dimostra la situazione attuale, appetibile e interessante per le famiglie del territorio.

Ad oggi la gestione subentrante non ci ha comunicato alcun piano industriale per il rilancio di Villa Stella, che per dimensioni e specificità è uno dei luoghi di lavoro più importanti del territorio.

Temiamo che questo passaggio di consegne possa preludere – in un periodo più o meno lungo – alla chiusura della struttura. Non possiamo accettarlo, per questochiediamo alle parti interessate l’attivazione di un tavolo di crisi, coinvolgendo anche l’Amministrazione Comunale, l’Unione dei Comuni e il Distretto socio sanitario.

Simone Raffaelli
Fp-Cgil Bologna


29 settembre 2015

Appalti: stato d’agitazione alla Miorelli service

La Miorelli Service, che ha in gestione l’appalto delle pulizie del Centro Meccanizzato Postale di Bologna, ormai da anni non rispetta l’integrativo provinciale provocando ai lavoratori, che già guadagnano poche centinaia di euro al mese, un danno economico notevole.
Per questa motivazione la Filcams-Cgil di Bologna ha proclamato lo stato di agitazione ed aperto la procedura di raffreddamento con la Prefettura di Bologna.
Dopo aver preso degli impegni in Prefettura l’azienda non si è presentata all’incontro sindacale. “E’ assurdo – dice Debora Cervi (Filcams-Cgil) – che le Poste siano totalmente disinteressate a quello che succede dentro le proprie strutture e che, nonostante i nostri solleciti, non abbiano mai avuto la decenza di rispondere e intervenire per ripristinare la legalità. Abbiamo provato diverse volte a trovare una soluzione con la Miorelli, che però continua a tergiversare non facendosi scrupolo di prendere in giro anche le Istituzioni”. A questo punto, conclude Cervi, “ognuno si prenda le proprie responsabilità, noi attueremo ogni azione che vada a tutelare i lavoratori”.

Slc-Cgil Bologna condivide e sostiene la lotta delle lavoratrici e lavoratori applicati nell’appalto delle pulizie del CMP di Bologna e ritiene che Poste Italiane, azienda che si definisce moderna e all’avanguardia, che si appresta ad essere quotata in borsa nelle prossime settimane, non possa più nascondersi dietro la responsabilità delle aziende che si aggiudicano gli appalti, che a sua volta scaricano sui lavoratori gli appalti che si aggiudicano al massimo ribasso.

Filcams-Cgil Bologna
Slc-Cgil Bologna


28 settembre 2015

Isart Liceo artistico per il Centro stranieri

Domattina, 29 settembre 2015 alle 9 in occasione del 109° compleanno del sindacato, alla Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna si svolgerà la premiazione del concorso, ideato da Archivio storico sindacale Paolo Pedrelli eCentro lavoratori stranieri della Cgil di Bologna, per creare un nuovo logo per il Centro stranieri.
Al concorso hanno partecipato due classi dell’Isart Liceo artistico Arcangeli di Bologna. E il logo vincitore è stato quello disegnato da Gaia Negrini (classe 4a L2).


27 settembre 2015

1906-2015, buon compleanno Cgil!

La prossima settimana, il 29 settembre, la Cgil festeggerà  il suo 109° compleanno. Per celebrare l’anniversario, la sede nazionale sarà aperta al pubblico dalle 10 alle 17 ed ospiterà la mostra ‘Gli anni  Sessanta, la CGIL, la costruzione della democrazia’, a cura di Archivio  storico CGIL nazionale, Archivio storico Flai ‘Donatella Turtura’,  Archivio storico Spi CGIL.

Dagli spari del luglio ‘60 all’ingresso della Costituzione nelle  fabbriche con lo Statuto dei diritti dei lavoratori, i documenti selezionati e riprodotti racconteranno uno spaccato importante della  nostra storia attraverso gli occhi dei protagonisti. Leggi i dettagli sul sito della Cgil nazionale!

Per festeggiare a Bologna abbiamo premiato una studentessa Isart che ha disegnato il nuovo logo del Centro stranieri. Leggi la notizia!


25 settembre 2015

Municipale, Cgil Cisl e Uil: “Abbassare i toni”

La notizia, a mezzo stampa, che descrive l’ispezione, durante la Conferenza stampa dei Sindacati sulla vertenza dei Vigili, comporta forti preoccupazioni.
Preoccupazioni, legate al clima che rischia di caricarsi sempre più di tensioni che comportano un aumento del solco delle incomprensioni tra l’Amministrazione, i Sindacati e il Corpo dei Vigili Urbani.

Chiunque sia il responsabile dell’invio degli Ispettori, cosa mai accaduta nella storia settantennale dei rapporti sindacali con il Comune, dovrebbe chiedere scusa e mettersi a disposizione dell’Amministrazione. La Conferenza stampa era propedeutica a chiarire le modalità di uno sciopero, da tempo proclamato e tenendo conto anche di un contesto di possibili tensioni in città.

Pertanto, con il senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue, lavoriamo per l’avvio di un nuovo confronto sindacale per la prossima settimana, già definito tra le parti.

CGIL, CISL e UIL chiedono al Sindaco un intervento di chiarimento, un passo deciso per abbassare i toni e le polemiche. Tutti dobbiamo lavorare per trovare una soluzione positiva e non umiliante per nessuno, a questa lunga vertenza, al fine di assicurare la massima sinergia possibile tra le forze di sicurezza, i bisogni dei cittadini, senza calpestare i diritti e le condizioni di lavoro del personale preposto al servizio dell’ordine pubblico.

CGIL di Bologna
Maurizio Lunghi
CISL di Bologna
Alessandro Alberani
UIL di Bologna
Gianfranco Martelli

Bologna, 25 settembre 2015


25 settembre 2015

Appalti: Hera mette a bando il Pronto intervento

Hera S.P.A nei giorni scorsi ha messo a bando il  Servizio di Pronto Intervento Acqua nell’Area Metropolitana Bolognese, che aveva durata massima di tre anni.
Decisione legittima, ci mancherebbe, in quanto il bando precedente era di durata triennale ma prevedeva la possibilità da parte della Committente di rimetterlo a gara alla scadenza di ogni anno qualora lo ritenesse opportuno per svariati motivi.

Auspicavamo che HERA non mettesse a gara l’appalto dopo soli due anni, ma bensì si arrivasse alla scadenza dei tre anni, prima di fare una nuova gara, in quanto si sarebbe garantito maggiore tranquillità a quei lavoratori, che già due anni fa dovettero scioperare per avere garantito il posto di lavoro con i diritti dovuti sia normativi che contrattuali e che oggi hanno trovato una loro tranquillità occupazionale in un settore fortemente colpito dalla crisi.

Sarebbe opportuno aprire dei confronti di merito, cosi come previsto nel Patto Metropolitano e nell’Accordo siglato con il Comune di Bologna, ogni qualvolta si presentino situazioni analoghe.
Chiediamo che nel bando sia  prevista la Clausola Sociale e che tale Clausola preveda il mantenimento dell’occupazione e la continuità del lavoro per tutti i lavoratori che oggi svolgono con elevata professionalità questo servizio di pubblica utilità e che vengano rispettati tutti i diritti, normativi, legali e contrattuali nonché tutte le condizioni contrattuali che questi lavoratori hanno.

Su questi aspetti vigileremo molto attentamente.

Maurizio Maurizzi
Segretario Generale Fillea-CGIL Bologna


24 settembre 2015

Venerdì conferenza stampa vertenza Municipale

INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE POLIZIA MUNICIPALE DI BOLOGNA
E’ convocata una conferenza stampa venerdì 25 settembre 2015, alle ore 11.00 alla Sala Riunione delle rappresentanze sindacali aziendali del Comune di Bologna via Ugo Bassi, 2 – primo portone a sinistra – secondo piano, per illustrare leiniziative di mobilitazione degli operatori della Polizia Municipale del Comune di Bologna, in occasione dello sciopero proclamato per 26 settembre prossimo.

Partecipano
Marco Pasquini – Segreteria FP CGIL BO
Enrico Bassani – Segretario Generale FP CISL BO
Loredana Costa – Segreteria Reg.le UIL FPL
Roberto Nannetti – Coord. Reg.le UIL Polizia Locale
Gianni Cavicchioli – USB
Carlo del Percio – Segretario Vicario SULPL
Gli organi di stampa e informazione di Bologna sono invitati.

Bologna 24 settembre 2015


23 settembre 2015

Interporto, Filt e Cgil: “Rispettare la legalità”

Le vicende degli ultimi giorni all’Interporto di Bologna, mettono in evidenza, che all’interno del settore della logistica e più in generale degli appalti, occorre porre attenzione ai temi della legalità.

Come Organizzazione sindacale, abbiamo sollevato da tempo, nei confronti delle controparti datoriali e anche ai tavoli Istituzionali, la necessità di rispettare le leggi e contratti di lavoro come aspetto prioritario. A nostro giudizio, le problematiche nascono dai processi di esternalizzazione messi in atto dalle imprese, le quali affidano parti sempre più significative e strategiche dell’attività lavorativa ad una società in appalto.

Da tempo richiediamo di inserire modalità e regole di gestione che – così come abbiamo definito in recenti accordi sugli appalti con le Istituzioni pubbliche – anche le imprese e le associazioni datoriali farebbero bene a cogliere, per meglio governare tali processi di decentramento.
Uno dei rischi, da cui nascono forme di illegalità, è rappresentato dal fatto che spesso gli appaltatori affidano ad altri soggetti sub­appaltatori tali attività, allungando la filiera produttiva. Ed è proprio in questi ultimi passaggi che si registrano le maggiori violazioni delle leggi e dei contratti di lavoro. Nelle imprese in sub­appalto aumentano i livelli di sfruttamento e di perdita dei diritti, generando una situazione diffusa di illegalità. Per queste ragioni la FILT e la CGIL hanno costituito un presidio specifico all’interno dell’Interporto di Bologna che, a partire dei temi della legalità, offre un servizio di tutela complessiva a lavoratori iscritti e non. Tale iniziativa serve a riproporre la necessità, posta già tre anni fa alla direzione aziendale dell’Interporto e alla proprietà, di giungere ad una intesa su un Protocollo sulla Legalità, al fine di assicurare requisiti di qualità delle imprese che operano all’interno del sito dell’Interporto.

Nel caso specifico, i licenziamenti, comminati dalla Mr. Job, sono normalmente impugnabili e riconducibili ad una gestione, come prevede la legge, senza dover ricorrere a forme di lotta sbagliate che radicalizzano lo scontro e vanno a calpestare i diritti di altri lavoratori (in questo caso la stragrande maggioranza) che intendono recarsi al proprio posto di lavoro, in tutte le altre decine di imprese che operano all’Interporto.

Per queste ragioni, l’attenzione delle Istituzioni, delle Associazioni e delle imprese deve essere fortemente finalizzata alla responsabilità sociale, attraverso il ripristino di normali relazioni sindacali tra le parti, puntando con decisione alla prevenzione e difesa della legalità, del rispetto dei contratti di lavoro, delle leggi, dei diritti conseguenti e ricercando una sempre più incisiva azione tesa ad evitare conflitti, difficilmente governabili.

MAURIZIO LUNGHI
Segretario generale CGIL BOLOGNA

ALBERTO BALLOTTI
Segretario FILT BOLOGNA


23 settembre 2015

Festa de L’Unità, lettera di Minarelli (Spi) a Papignani (Fiom)

Leggo sulla stampa alcune dichiarazioni non smentite o corrette del Segretario regionale della Fiom, in merito alla partecipazione della Camera Confederale del Lavoro di Bologna alla festa dell’ Unità. Cosa dire a commento se non prendere atto che c’è una pericolosa volontà di isolamento in quelle dichiarazioni, altro che coalizione sociale, in una fase  così difficile della vita sociale e politica del  nostro Paese e dell’Europa.
I lavoratori e i pensionati hanno bisogno di un sindacato non arroccato e che sappia confrontarsi con tutti. Un sindacato che non sappia confrontarsi, anche duramente, con il quadro politico è  destinato a vedere lasciate nel cassetto le aspirazioni del mondo del lavoro. La Cgil ha delle proposte e non vedo perché  non debba diffonderle, i pensionati bolognesi e lo Spi di Bologna non hanno alcuna intenzione di isolarsi dalla società bolognese, anche per questo sono alla festa dell’Unità  di Bologna a diffondere i loro documenti e volantini.

Valentino Minarelli
Segretario generale Spi di Bologna
Bologna, 16 settembre 2015


22 settembre 2015

Attivo delegate e delegati a San Lazzaro

Si è svolto lunedì 21 settembre, al Circolo Arci Bellaria di San Lazzaro di Savena (Bo), l’Attivo delle delegate e dei delegati Cgil di Bologna. Ad aprire i lavori è stato Maurizio Lunghi, Segretario generale Cgil di Bologna (l’intervento introduttivo è in allegato). Ha concluso Vincenzo Colla  Segretario generale Cgil Emilia-Romagna.

Il dibattito ha registrato 12 interventi. In particolare sono intervenuti: Anna Rosa Rossi, responsabile del Centro Stranieri, Maurizio Moschella, delegato Fisac-Cgil della Banca Intesa S.Paolo, Filippo D’Anna, delegato Filcams-Cgil dell’Operosa, Silvia Antolini, delegata della Funzione Pubblica Cgil di Acer, Lorenzo Grandi, Delegato Flai-Cgil Coop.Avola, Francesco Di Napoli, delegato Fiom-Cgil della Magneti Marelli, Nadia Trebbi, funzionaria Filctem-Cgil, Roberto Marega, Responsabile Area Bologna dello Spi-Cgil, Valeria Roncarati, delegata Slc-Cgil del Centro Dehoniano, Gianni Monte, Responsabile Camera del Lavoro Intercomunale di Casalecchio, Paolo Mancini, della Segreteria Fillea-Cgil di Bologna, Andrea Matteuzzi, delegato Filt-Cgil di TPER.

Molti, naturalmente, i temi sollevati dalla relazione e ripresi dagli interventi e nelle conclusioni.
L’emergenza umanitaria profughi, la necessità di definire le nostre priorità di intervento anche in riferimento a questo tema ma anche l’emergenza abitativa, la necessità di dare risposte al tema degli alloggi, alcuni tra gli argomenti ricorrenti.
Ancora la necessità di contrastare la penetrazione malavitosa degli appalti, la condizione dei lavoratori e dei delegati, in termini di agibilità sindacale, dopo la modifica della legge 300 e l’introduzione del Jobs Act, la persistenza di crisi aziendali (con i conseguenti problemi occupazionali) da fronteggiare nonostante la campagna che annuncia elementi di ripresa e nuove possibilità lavorative, il saldo negativo che resta in termini di occupazione nella nostra provincia. E ancora le conseguenze derivanti dal riassetto istituzionale e dalla ineludibilità di definire concretamente funzioni e competenze della Città Metropolitana. Il tema delle infrastrutture e l’impellenza di una visione rinnovata e inclusiva nella predisposizione delle nostre pratiche contrattuali.
Molti di questi temi ed altri ancora traevano origine dalla necessità di affrontare una discussione meditata e consapevole sui due patti siglati negli ultimi mesi a livello regionale e cittadino: il Patto regionale per il lavoro e il Patto Metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico e sociale. Comune in molti interventi la consapevolezza che il contenuto di tali intese sia sottoposto alla discussione e al voto dei lavoratori, attraverso consultazione vincolante che si svolgerà dai prossimi giorni.


18 settembre 2015

Dramma Mediterraneo, violati i diritti umani

Riportiamo la dichiarazione elaborata dalla Cgil nazionale con la centrale sindacale tunisina UGTT, le reti e le associazioni tunisine dei diritti umani e le reti europee SOLIDAR e EMHRN (Euro-Mediterranean Human Right Network). La dichiarazione ribadisce la difesa dei diritti umani universali, chiama le istituzioni dei Paesi africani ed europei al rispetto degli accordi e delle convenzioni internazionali, e chiede una conferenza mondiale sui migranti e rifugiati.
In allegato il testo originale in francese e la traduzione in italiano (a cura di Alida Di Marzio).

DICHIARAZIONE SULLA TRAGEDIA DELLE MIGRAZIONI NEL MEDITERRANEO:
Dramma e violazioni dei diritti umani.
Le organizzazioni firmatarie della presente dichiarazione:

1.Prendono atto degli ultimi sviluppi relativi al dramma delle migrazioni nel Mediterraneo, vero disastro umanitario con 350.000 persone che hanno attraversato il Mar Mediterraneo dal mese di gennaio 2015 e almeno 2.600 morti ufficiali.

2.Considerano le violazioni dei diritti dei migranti e dei rifugiati un affronto nei confronti della dignità umana e delle convenzioni internazionali.

3.Esprimono la propria preoccupazione di fronte al silenzio dei paesi arabi e delle organizzazioni arabe nei confronti del dramma dei migranti e dei rifugiati provenienti soprattutto dall’Iraq, dalla Siria, dalla Libia e prendono nota della dichiarazione dell’Unione Africana del mese di giugno 2015.

4.Sottolineano il fallimento della comunità internazionale nel mettere fine alle crisi in Iraq, Siria e Libia e nel mettere in atto delle strategie di sviluppo sostenibile nei paesi del Sud del Mediterraneo e nei paesi africani, allo scopo di facilitare una reale distribuzione delle ricchezze, il rispetto dei diritti civili, politici, economici.

5.Condannano con forza le restrizioni al diritto di lasciare qualsiasi paese, compreso il proprio, diritto che è giuridicamente vincolante ed è sancito dal Patto Internazionale dei diritti economici, sociali e culturali, dalle Convenzioni dell’OIL sui diritti dei migranti (97 e 143) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati.

6.Ribadiscono con forza la loro condanna delle palesi violazioni dei diritti umani, constatate dalle organizzazioni internazionali e dalle organizzazioni della società civile, che, negli ultimi 15 anni, hanno
causato la morte di almeno 20.000 persone, tra uomini, donne e bambini, e che sono il risultato di politiche di gestione delle frontiere aggressive e discriminatorie, ma anche della mancanza di una reale politica di accoglienza.

7.Esortano gli Stati partner dell’Unione Europea a rifiutare di nutrire questa logica di esclusione mortale, in particolare nell’ambito della cooperazione in materia di mobilità, ma anche in occasione del summit Euro-Africano previsto per i giorni 11 e 12 novembre 2015 a Malta.

8.Esprimono la loro piena solidarietà ai migranti e rifugiati vittime di trattamenti inumani e di violenze razziste sulle due rive del Mediterraneo e alle frontiere dell’Europa Orientale e dei Balcani; ricordano che l’Unione Europea si mostra complice di tali maltrattamenti sul suo territorio, in mare e anche all’esterno  dell’Europa,  atteggiamento  che  è  agli  antipodi  dei  suoi  valori. Chiedono che i diritti fondamentali e la dignità di queste persone siano rispettati ovunque.

9.Denunciano la triplicazione dei mezzi dell’agenzia Frontex e la mancanza di sufficienti finanziamenti destinati al salvataggio in mare e all’accoglienza (budget annuale di Frontex nel 2015: più di 115 milioni di euro; budget annuale dell’ufficio europeo per l’asilo: 15 milioni di euro).

10.Prendono nota delle iniziative prese in esame dall’Unione Europea: per adottare una politica europea unificata sul diritto di asilo, basata sulle norme del diritto internazionale; per la sospensione immediata dell’accordo di Dublino II; per allargare le consultazioni, riguardanti questa politica, ai paesi africani, nell’ambito del summit Africa – Unione Europea che si terrà a Malta il prossimo novembre, e ai paesi arabi interessati; per creare dei centri di selezione e accoglienza di rifugiati e migranti.

A tale proposito, le organizzazioni firmatarie esprimono serie preoccupazioni circa la funzione di questi centri, che potrebbero diventare centri di detenzione e di smistamento delle persone. Chiedono, invece, che tali spazi siano dei centri di accoglienza e che sia gli attori della società civile che le organizzazioni internazionali competenti possano avervi accesso. Chiedono che le persone accolte in questi centri siano libere di uscire e che sia loro garantito, in modo giusto ed  equo, l’esame della loro condizione individuale da parte di autorità imparziali e indipendenti. Domandano, infine, che vengano stanziate delle risorse congrue per assicurare un’accoglienza degna e delle procedure rispettose delle garanzie procedurali.

Affinché le violazioni dei diritti delle persone siano sanzionate e le vittime possano denunciarle ed ottenere un risarcimento, sia che si tratti di violenze commesse dalle guardie di frontiera, dalla polizia, dai trafficanti o dai passatori; per far luce sulle persone sparite in mare, perseguendo i criminali responsabili; per sviluppare dei corridoi legali e protetti di passaggio e di salvataggio in mare dei migranti e rifugiati. Si chiede la messa in atto di un meccanismo di monitoraggio delle azioni e di valutazioni di cui sopra, d’intesa con la società civile.

11.Le organizzazioni firmatarie si oppongono a qualsiasi iniziativa di repressione, di esternalizzazione delle frontiere e di incoraggiamento al ritorno dei rifugiati e dei migranti.

12.Ribadiscono le loro proposte al fine di evitare l’improvvisazione e di adottare un approccio concordato, globale e coerente, che abbia lo scopo di trovare una risposta internazionale e umana alla crisi di migranti e rifugiati che rischia di prolungarsi e amplificarsi.

13.Lanciano un appello perché si organizzi una conferenza mondiale sulla questione della crisi umanitaria e esistenziale dei migranti e dei rifugiati, con la partecipazione degli attori della società civile.

14.Esortano alla vigilanza e alla mobilitazione continua di tutte le forze vive della società civile per proteggere i diritti dei rifugiati e dei migranti.

Firmatari:
– Comité pour le Respect des Libertés et des Droits de l’homme en Tunisie (CRLDHT)
– Unione Générale Tunisienne du Travail (UGTT)
– Forum Tunisien pour les Droits Economiques et Sociaux (FTDES)
– Fédération des Tunisiens pour une citoyenneté des deux rives (FTCR)
– Rete Euro-mediterranea per i Diritti Umani
– Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL)
– SOLIDAR


17 settembre 2015

Fipe ritira la disdetta del contratto Turismo

Il 15 settembre 2015 la Presidenza di Fipe Confcommercio ha comunicato alle Segreterie Nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il ritiro della disdetta del Contratto Collettivo Nazionale del Turismo, come atto di distensione e di volontà di riapertura di un dialogo che si era interrotto da parecchi mesi.

Fipe Confcommercio aveva receduto dal contratto il 28 ottobre 2013, un atto gravissimo che ha condizionato pesantemente la trattativa resa già difficile per le richieste in larga parte inaccettabili della controparte.

La Filcams aveva fin da subito e con convinzione richiesto la rimozione di questa pesantissima spada di Damocle. Il ripristino delle condizioni previste dal contratto nazionale del Turismo è una vittoria della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore!

Dopo questo primo importante risultato è ora necessario riprendere celermente il negoziato, cercando di raggiungere il rinnovo del contratto. Auspichiamo che la Fipe abbandoni le inaccettabili posizioni che fino ad ora hanno di fatto impedito l’individuazione di soluzioni equilibrate e condivise e riavvii il confronto su presupposti e con spirito differenti dal recente passato.


16 settembre 2015

Il 17 e 18 a Roma la Conferenza d’organizzazione 2015

Giovedì 17 e venerdì 18 settembre si terrà la Conferenza di organizzazione della Cgil ‘Contrattare per includere, partecipare per contare’. I lavori delle due giornate si svolgeranno a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin, 30. Leggi i dettagli sul sito della Cgil nazionale!

Segui la diretta dei lavori su Radio Articolo 1!


15 settembre 2015

Sciopero e manifestazione alle Dehoniane

I lavoratori del Centro editoriale dehoniano, preso atto della completa assenza di risposte dell’azienda rispetto a quanto espresso nel comunicato sindacale del 7 settembre scorso, hanno confermato lo sciopero di 4 ore proclamato per la giornata odierna con manifestazione davanti alla sede della Provincia Dehoniana dell’Italia Settentrionale –  a cui ha aderito praticamente la totalità dei dipendenti.
Durante la manifestazione i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato una rappresentanza della proprietà; quest’ultima ha ribadito la posizione emersa al tavolo della trattativa e, in particolare, il sostegno agli organismi aziendali nell’indisponibilità a ricercare una soluzione alternativa, condivisa e meno traumatica rispetto al licenziamento di 9 dipendenti.
I lavoratori hanno ribadito che tale posizione è assolutamente inaccettabile e proseguiranno la mobilitazione e le azioni di lotta, anzitutto con la proclamazione di un ulteriore sciopero, le cui modalità verranno diffuse nei prossimi giorni.

Bologna, 15 settembre 2015
Le RSU del Centro Editoriale Dehoniano


15 settembre 2015

Solidarietà, inaugurata sede di un’associazione coi fondi del sisma 2012

CGIL, CISL E UIL PER I GIOVANI DI PIEVE. NASCE LA SEDE DI CROMOZONA

Fra i vari progetti sostenuti grazie alla sottoscrizione attivata fra lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, a seguito del terremoto del 2012, CGIL, CISL E UIL hanno contribuito a due azioni specifiche a Pieve di Cento (Bo) riguardanti le politiche giovanili. La prima riguarda l’inaugurazione, sabato 12 settembre 2015 al Parco Don Celso Venturi di Pieve di Cento, della sede delle associazioni Cromozona e Cagnòn carnevalesca, riqualificata grazie al contributo di CGIL, CISL e UIL.

La cerimonia ha visto l’intervento di Maurizio Lunghi, Segretario generale CGIL Camera del lavoro metropolitana di Bologna e Nadia Tolomelli, segreteria CGIL Bologna, insieme ad Alberto Schincaglia, Segretario generale area bolognese di CISL, al Sindaco Sergio Maccagnani, all’Assessore alle politiche giovanili Alice Tassinari e alla Presidente dell’Associazione giovanile Cromozona Elisa Alberghini.

Cromozona è un’associazione giovanile composta da una ventina di giovani, nata a Pieve lo scorso aprile con lo scopo di creare momenti di aggregazione giovanile per promuovere il dialogo, la cultura e sviluppare il senso civico nei cittadini. L’inaugurazione è avvenuta all’interno dell’iniziativa Liber’Arti, organizzata dall’Associazione Cromozona, una giornata di attività dedicate a bambini, famiglie e giovani.

La seconda attività ha invece riguardato un progetto didattico specifico rivolto alle classi prime della Scuola Media di Pieve che ha visto la realizzazione dell’imponente murales sulle pareti esterne della palestra scolastica. Il Murales intitolato 64 mani ha visto l’intervento di tanti ragazzi delle scuole medie che, guidati dall’artista TELLAS, hanno imparato l’arte del murales dipingendo 3 pareti delle scuola media.


14 settembre 2015

Lunedì 14 sciopero regionale del Turismo

Ad oltre due anni e mezzo dalla scadenza la stragrande maggioranza dei lavoratori del Turismo sono ancora senza contratto!

Gli addetti di un settore ritenuto strategico per la nostra economia non ricevono un aumento dal mese di aprile del 2013, nonostante i significativi segnali di ripresa dei flussi turistici di cittadini italiani ed il consolidato aumento che ogni anno si riscontra di turisti stranieri.
Confindustria Alberghi e Federturismo hanno interrotto a fine luglio trattative che parevano avviarsi finalmente sulla strada giusta della chiusura del negoziato.
Confesercenti ha manifestato nei mesi scorsi un timido interesse a definire il rinnovo per poi rientrare nel silenzio che l’aveva sempre contraddistinta in tutta la tornata negoziale.
Dal silenzio non sono invece mai uscite, dopo lo sciopero nazionale del 15 aprile 2015, Fiavet e Fipe Confcommercio, le quali pare abbiano sposato la pericolosissima filosofia che avere o non avere un contratto nazionale rinnovato sia la stessa cosa.

È inaccettabile la totale assenza di responsabilità sociale verso i propri dipendenti da parte di queste associazioni che continuano a nascondersi dietro il pretesto della crisi per giustificare il proprio interessato atteggiamento dilatorio.
Il Turismo non è in crisi come dimostrano gli ultimi dati sulla stagione estiva!

Per questi motivi, a sostegno della vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale per tutti i dipendenti delle aziende che applicano i contratti nazionali sottoscritti dalle Associazioni sopra citate, Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL dell’Emilia Romagna, proclamano:
S
CIOPERO REGIONALE per l’intera giornata di lavoro
Lunedì 14 settembre 2015
con presidio regionale dalle 10,00 alle 12,30 a Bologna in VIA (attenzione: via, non piazza, ndr) San Domenico, davanti alla sede di Confindustria Bologna

Diciamo NO alle assurde pretese di smantellamento di diritti e tutele normative e salariali  come unica soluzione per giungere ad una sintesi. Non è pensabile che un contratto lo paghino i lavoratori, che della crisi economica sono le principali vittime!


14 settembre 2015

Sintesi del Patto metropolitano

In allegato, il testo definitivo del Patto Metropolitano firmato il 29-04-2015.

Confermiamo  il nostro giudizio  positivo, in particolare sui seguenti punti sostanziali:

1-  sulla necessità di una innovazione degli assetti istituzionali che superi il vecchio policentrismo e che crei le condizioni per coordinare i necessari investimenti su linee condivise e coerenti ad un piano di sviluppo metropolitano, come elemento per attirare nuovi investimenti (fondi strutturali e risorse private);

2-  sulla condivisione e consapevolezza di tutti i soggetti istituzionali ed economici (dell’impresa e del lavoro) che, al fine di creare un futuro sull’area metropolitana, è necessario lavorare per la ricostruzione della coesione sociale puntando alla difesa e al rinnovamento della manifattura, favorendo l’innovazione e la conoscenza, ma contemporaneamente puntare anche allo sviluppo di nuovi settori (es. turismo, terziario avanzato, welfare);

3-  sul rinnovamento e rafforzamento del welfare, in chiave universale, che dia risposte ai nuovi bisogni e alle nuove povertà.

Ovviamente il testo è una cornice che va riempita con lo sviluppo del confronto sui vari tavoli tematici; il nostro impegno sarà quindi quello di lavorare, con il contributo di tutti, per proseguire i confronti e dare gambe concrete agli obiettivi del patto.

Buon Primo Maggio. Vi aspetto tutti in Piazza
Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Camera del lavoro Metropolitana Bologna

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11 settembre 2015

Lavori in somministrazione? Sportello Ebitemp e Formatemp ti aiuta

LAVORI IN SOMMINISTRAZIONE?
PRESTAZIONI SOCIALI INTEGRATIVE EBITEMP (Ente bilaterale nazionale per il lavoro temporaneo) e FORMATEMP (Fondo per la formazione dei lavoratori in somministrazione)

ACCESSO AL CREDITO
Erogazione di prestiti personali

TUTELA SANITARIA INTEGRATIVA
Rimborsi per le spese sanitarie sostenute
(es: ticket, spese odontoiatriche, etc)

INDENNITA’ DI MATERNITA’
Contributo una tantum in caso di gravidanza
(quando non spetti l’indennità Inps obbligatoria)

CONTRIBUTO PER ASILO NIDO
Sostegno per le spese dell’ asilo nido per le lavoratrici

INDENNITA’ PER INFORTUNIO
Trattamento economico aggiuntivo per infortunio

MOBILITA’ TERRITORIALE
Contributo una tantum per le spese
connesse al trasferimento

BONUS FORMATIVO
Accesso alla formazione finanziata

SOSTEGNO AL REDDITO
Contributo una tantum in caso di disoccuppazione

Per info e compilazione domande
SPORTELLO EBITEMP FORMATEMP Nidil Cgil Bologna

Si riceve preferibilmente su appuntamento
IL LUNEDI’ MATTINA dalle 09.00 alle 13.00
In via Marconi, 67/2, Bologna
Tel 051.6087380 Mail: bo_nidil@er.cgil.it


10 settembre 2015

Prosegue il calvario dei lavoratori trasporto disabili

Dopo le ferie estive ci sono stati vari incontri per cercare, nella complessa situazione che si è venuta a delineare rispetto all’appalto per il trasporto disabili, una soluzione di garanzia occupazionale per tutti.
Per la CGIL tutti significa tutti, compresi i contratti a termine che da anni svolgono il servizio con Croce Azzurra /Azzurra Service con le più disparate forme contrattuali precarie.

Inventatempo, in subappalto da Cosepuri, conferma per una parte di orario il passaggio a tempo indeterminato dei lavoratori. Croce Azzurra invece no….Anzi, ci comunica che assumerà a tempo indeterminato solo qualcuno…Quelli che deciderà il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa…non tutti….
Abbiamo chiesto all’azienda una formalizzazione di questa posizione, che noi rigettiamo. Ma al momento non abbiamo ricevuto nulla di formale.

Nell’incontro di martedì sera, in Legacoop, la CGIL confederale e di categoria avevano ribadito con fermezza (il verbale di incontro sottoscritto da tutti lo dice esplicitamente) che il passaggio a tempo indeterminato era la condicio sine qua non per chiudere la difficile e lunga vertenza.
I lavoratori già saranno costretti a ridurre l’orario di lavoro e ad accettare, in qualche caso, il doppio datore di lavoro per poter almeno arrivare a uno stipendio di pura sussistenza; è inaccettabile che debbano anche sottoscrivere di nuovo un contratto a tempo determinato; con lo stesso datore di lavoro, tra l’altro…è indecente che, in una situazione del genere, una cooperativa decida addirittura di trattare in maniera diversa i lavoratori che sono nella medesima condizione…

Non firmeremo accordi senza la stabilizzazione e continueremo a tutelare al meglio quei lavoratori, condividendone il percorso fin dalla prossima assemblea che si svolgerà questa sera.

Bologna, 10 settembre 2015

Simone Raffaelli (FP CGIL BO)       Sonia Sovilla (segreteria CGIL BO)


9 settembre 2015

Adesione alla marcia di donne e uomini scalzi

La Cgil nazionale aderisce alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, promossa da autorevoli personalità, che si terrà il prossimo 11 settembre a Venezia.
Nella stessa giornata la confederazione organizzerà iniziative analoghe in tutto il Paese, perché la Cgil è dalla parte degli uomini scalzi, di coloro che fuggono da guerre e violenze e si scontrano con i nuovi muri, le discriminazioni e i razzismi di tanti stati europei.

Qui tutti i dettagli dell’iniziativa e la nota integrale della Cgil nazionale.

Per dare un segnale anche a Bologna, ci ritroveremo venerdì 11 settembre dalle 17 in piazza del Nettuno, per poi svolgere una marcia simbolica fino a piazza Roosevelt.

All’iniziativa hanno già aderito Cgil Camera del Lavoro metropolitana di Bologna e Centro lavoratori stranieri della Cgil di Bologna, Comune di Bologna, Cisl, Uil, Pd Bologna, Sel Bologna, Arci Bologna, Libera Bologna, Emergency Emilia-Romagna, Act Emilia-Romagna, Tilt Emilia-Romagna, Comitato salviamo la Costituzione, Giancarla Cordrignani, Donne in nero Bologna, associazione Paolo Pedrelli, Gruppo Donne Cgil Bologna.

L’elenco completo di singoli ed associazioni che hanno aderito negli ultimi giorni èsulla pagina Facebook dell’evento!


9 settembre 2015

Accordo separato Telecom, nota Slc

Lunedì 7 settembre, al Ministero per lo Sviluppo Economico a Roma, per la prima volta nella storia sindacale di Telecom Italia è stato sottoscritto un accordo nazionale separato da Cisl Uil  Ugl e Telecom Italia senza la firma della Cgil, che da sola, a livello nazionale, rappresenta più del 40% dei lavoratori e delle lavoratrici.
Riteniamo che questo sia un precedente grave, sia per il merito che per il metodo. Nel merito l’accordo prevede la dichiarazioni di 3300 esuberi di cui 1300 nel settore Caring Service, che solo su Bologna occupa circa 700 lavoratori. La Slc-Cgil unitamente al coordinamento nazionale delle Rsu Slc Cgil  ha deciso di non sottoscrivere l’accordo in quanto non si riconoscono gli esuberi dichiarati all’interno del Caring Service, ritenendo che questa operazione sia  finalizzata esclusivamente a ridurre  il costo del lavoro.
Nei prossimi giorni a Bologna inizieremo una campagna di assemblee tra  le lavoratrici ed i lavoratori per decidere insieme come contrastare quest’accordo. Contestualmente apriremo le procedure per il rinnovo della Rsu. La posizione della Cgil è in coerenza con quanto deciso dai lavoratori con il referendum del gennaio scorso, consultazione con la quale i lavoratori non accettarono il ricatto della societarizzazione.

La mobilitazione continua.

Giulia Santoro
Segretario Slc-Cgil Bologna


8 settembre 2015

Servizi educativi, non riconosciuti i giusti livelli ai laureati

La Fp-Cgil di Bologna ha appreso nel corso dell’ultima trattativa con Coop Quadrifoglio e Pianeta Azzurro che le imprese in questione – che gestiscono i servizi educativi sulla disabilità nelle scuole bolognesi, in un appalto comunale – non stanno riconoscendo l’inquadramento contrattuale corretto ad una parte del personale neoassunto. Nello specifico, la cooperative ci hanno comunicato di aver assunto con il livello D1 del contratto coop sociali il personale provvisto dei titoli specifici quali i corsi di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, e Medicina.

La prassi sul nostro territorio e soprattutto il contratto nazionale delle cooperative sociali indicano con chiarezza che queste lavoratrici e lavoratori debbono essere inquadrati al livello superiore, il D2, che prevede una retribuzione giustamente maggiore (per un lavoratore a tempo pieno la differenza è di circa 80 euro).
Le cooperative inseriscono i nominativi e magari utilizzano curriculum importanti nelle gare, ma non danno a questi lavoratori l’inquadramento che spetterebbe loro.

E’ grave, soprattutto in una città universitaria come Bologna dove questo appalto è il principale sbocco lavorativo per tanti neolaureati.
Auspichiamo che le cooperative in questione rivedano al più presto la loro decisione, ma comunichiamo sin da ora che è nostra volontà batterci per il giusto riconoscimento del percorso di studi di decine di lavoratrici e lavoratori.

Bologna, 8 settembre 2015

Fp-Cgil Bologna
Simone Raffaelli


8 settembre 2015

Sostegno al reddito per artigiani: tutte le news

Qui il “volantone” illustrato (il pdf è sotto la voce “giornale 2/15”) sulle nuove prestazioni di sostegno al reddito per lavoratrici e lavoratori del settore artigiano, a cura di Eber (Ente bilaterale Emilia-Romagna).


7 settembre 2015

Sciopero e assemblea permanente alle Dehoniane

La Direzione del Centro editoriale dehoniano (CED) ha comunicato alle organizzazioni sindacali in data 4 settembre 2015 che la chiusura delle riviste Il Regno, Settimana e Musica e assemblea – annunciata dall’azienda nello scorso luglio – è conseguenza di un aggravamento della situazione economico-finanziaria del gruppo, e ha dichiarato – in conseguenza di questo aggravamento – nove esuberi, tramite l’apertura di una procedura di mobilità.

Le organizzazioni sindacali e la RSU hanno proposto un percorso di risanamento per far fronte a questa situazione, che prevede un accordo per l’apertura, alla fine del contratto di solidarietà attualmente in essere, di una cassa integrazione guadagni straordinaria, dichiarando contestualmente i numeri dei possibili prepensionamenti nel corso del biennio 2016-2017.
Il sindacato ha inoltre ricordato che in data 11 febbraio 2015 era stato sottoscritto un accordo-ponte, proprio per rispondere alla crisi già conclamata; accordo che ha previsto l’apertura di un contratto di solidarietà e la rinuncia temporanea da parte dei lavoratori a una parte pesante della loro retribuzione di secondo livello.

L’azienda ha rifiutato tale percorso, dichiarando che non intende escludere la cassa integrazione a zero ore, ovvero vuole identificare i lavoratori che saranno condannati al licenziamento, per cui quindi non è disponibile a predisporre percorsi di ricollocazione a fronte delle attività scomparse o ridotte. Inoltre intende non accontentarsi di quanto previsto nell’accordo già siglato, eliminando integralmente le voci consolidate economiche di secondo livello.

I lavoratori, riuniti in assemblea nella mattina del 7 settembre, hanno immediatamente dichiarato una giornata di sciopero, a cui ha aderito praticamente la totalità dei lavoratori. Sono rimasti quindi in assemblea permanente per valutare le necessarie forme di mobilitazione affinché l’azienda riveda le sue posizione e ritorni su un terreno di corrette relazioni sindacali.
I lavoratori intendono inoltre ribadire i seguenti aspetti:
• la scelta aziendale di comunicare la chiusura delle maggiori riviste storiche del Centro viene ritenuta controproducente, sia rispetto alla missione del CED, sia rispetto all’immagine che ha da sempre trainato anche gli altri ambiti editoriali dell’azienda;
• il CED viene a caricarsi di costi e debiti anche di società collegate (i cui lavoratori peraltro ne hanno già pagato e stanno pagando il costo), senza che sia stato possibile affrontare organicamente e unitariamente questa situazione;
• soprattutto e prima di tutto esprimono il più profondo sconcerto nel prendere atto che il rifiuto opposto dall’azienda alle loro proposte colpisce un delicatissimo profilo etico; ritengono che tutti debbano farsi carico di uno sforzo di risanamento equo e condiviso, e quindi considerano immorale individuare come capro espiatorio solo alcuni lavoratori.

Perché questo è il nodo: nel momento in cui l’azienda non accetta di aprire un ovvio percorso di ricollocazione (anche perché in gran parte si tratterebbe di figure editoriali all’interno di un’azienda editoriale), si condannano i lavoratori a essere espulsi da subito come esuberi, o nella forma dei licenziamenti o nella forma della CIGS a zero ore. Una mortificazione inutile, anche sotto il profilo economico, e che lede gravemente pure quello spirito di collaborazione che sinora gli accordi sindacali erano riusciti a mantenere tra i lavoratori e con l’azienda.
Se non ci saranno risposte chiare in tal senso, moltiplicheremo le nostre azioni di lotta, a partire da un ulteriore sciopero il prossimo martedì, 15 settembre, con manifestazione davanti alla sede della Provincia dehoniana dell’Italia settentrionale.

7 settembre 2015
Slc-Cgil Bologna

Di seguito, la nota dell’Ordine dei giornalisti:

Bologna, 8 settembre 2015

Di fronte alla situazione di grave difficoltà che sta attraversando il CED (Centro Editoriale Dehoniano), l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna è vicino ai giornalisti e ai lavoratori coinvolti, e ne condivide le forme di protesta, a partire dallo sciopero. L’atteggiamento dell’editore merita invece la più ferma condanna, già espressa peraltro dalle organizzazioni sindacali e dalla RSU.

Era stato indicato un percorso di possibile contrasto alla crisi in atto, ma l’azienda l’ha respinto senza reali motivazioni, proponendo addirittura una strategia di licenziamento “ad personam”. Insomma, quanto di meno etico ci si potesse aspettare, soprattutto da parte di quel genere di editore.

L’auspicio, allora, è quello di un immediato cambio di rotta, confortato da una maggiore disponibilità al dialogo e al confronto, che possa in concreto sia salvaguardare dei posti di lavoro e la dignità di chi li ricopre che la sopravvivenza di storiche voci dell’informazione ecclesiale e non solo.

Antonio Farné
Presidente Odg Emilia-Romagna


5 settembre 2015

Il 9 settembre Teorema cambia casa

Teorema Bologna S.r.l. trasferirà la propria sede da via Beverara 6 a via di Corticella 1/2 e via Torreggiani 3/2 nel corso del prossimo mese di Settembre.

Pertanto a partire dal giorno 9/9 non sarà possibile contattarci telefonicamente e il servizio Contact Center riprenderà regolarmente a partire dal 16/9. Inoltre i giorni 10 e 11 Settembre chiamando i consueti numeri di Teorema si potrà ricevere la comunicazione erronea “numero inesistente”.

I servizi di Teorema saranno sospesi in tutti gli uffici dal 9/9 pomeriggio e riprenderanno il 16/9.

Ci scusiamo per gli eventuali disagi arrecati!

Qui la pagina internet di Teorema Bologna


4 settembre 2015

Stabilizzati almeno 35 educatori in appalto

Nella giornata di oggi le sigle sindacali hanno incontrato le cooperative sociali Quadrifoglio e Pianeta Azzurro, che gestiscono l’appalto per i servizi educativi scolastici del Comune di Bologna.

Nell’incontro si è discusso di organizzazione del lavoro, in particolare di come applicare l’accordo dello scorso anno sulle stabilizzazioni dei tempi determinati.

Le cooperative ci hanno comunicato che, per applicare quanto concordato,avrebbero proceduto a un numero di stabilizzazioni per un minimo di 35 educatori ed educatrici, fino a un massimo di 48, tra cui molti operatori che nel corso del prossimo anno scolastico raggiungeranno i 36 mesi di contratto, ovvero il limite che la norma stabilisce per il passaggio a tempo indeterminato.

Si tratta di un dato estremamente positivo, un accordo che permette ad alcune decine di operatori di avere finalmente la (rara) stabilità occupazionale.
In questo modo la percentuale degli educatori a tempo indeterminato aumenta, su questo servizio, del 15% rispetto allo scorso anno.

Più complessa è stata la contrattazione sul riconoscimento dei livelli contrattuali, abbiamo riscontrato alcuni problemi per i lavoratori in possesso delle lauree (Scienze della Formazione e Medicina) che danno titolo per ottenere il livello D2, a cui a volte viene proposto di essere assunti con il D1.

A nostro avviso si tratta di una rivendicazione sensata, prevista dal contratto nazionale e necessaria per riconoscere la professionalità e il percorso di studio dei lavoratori titolati.

Abbiamo chiesto che a tutti gli operatori e le operatrici titolate sia conferito il livello che spetta loro secondo la contrattazione, attendiamo un riscontro in merito, anche perché le cooperative ci hanno risposto che il Comune, secondo quanto previsto dal capitolato d’appalto, paga le ore con il tabellare equivalente al D1.

Bologna, 4 settembre 2015
Simone Raffaelli
Fp-Cgil Bologna


4 settembre 2015

Nuovi orari Servizio orienta lavoro SOL

Per informazioni puoi contattare Servizio Orienta Lavoro Nidil Cgil Bologna

Si riceve preferibilmente su appuntamento

IL LUNEDI’ POMERIGGIO dalle 14.00 alle 16.30
IL GIOVEDI’ MATTINA dalle 09.00 alle 13.00

In via Marconi, 67/2, Bologna. Tel 051.6087380 oppure 051.6087174

Il SERVIZIO ORIENTA LAVORO Accompagna disoccupati e inoccupati nel percorso di ricerca attiva di una occupazione e nei percorsi di formazione. Attraverso l’analisi delle competenze specifiche della persona ne promuove l’aggiornamento e lo sviluppo al fine di rispondere alle esigenze del mercato del Lavoro locale.

CI RIVOLGIAMO DUNQUE A: Disoccupati, inoccupati, studenti, neo diplomati o neo laureati alla ricerca del primo impiego lavoratori ultra cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro che cercano di ricollocarsi.

Lavoriamo in sinergia con lo Sportello Donna e con l’Ufficio Stranieri di Cgil Bologna.

COSA FACCIAMO:
Compilazione curriculum e lettera di presentazione, analisi dei fabbisogni e delle possibilità formative, supporto nella ricerca e nella selezione di offerte di lavoro o formative adatte alla professionalità e al titolo di studio della persona. Orientamento ai servizi del territorio: Centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, società di selezione del personale, Enti di formazione.


4 settembre 2015

Municipale: venite “in servizio con noi”

Dopo l’infruttuoso incontro in Prefettura, conclusosi con un verbale di mancato accordo, le Organizzazioni sindacali rilanciano invitando il Comandante della Polizia Municipale di Bologna ad attivare il progetto regionale “In servizio con noi” promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle attività promozionali perla polizia locale con l’obiettivo di far conoscere quale ruolo svolge effettivamente la polizia municipale all’interno del contesto sociale in cui si trova ad operare.

I sindacati ritengono infatti che tale progetto, che ha tra i suoi destinatari giornalisti,ragazzi in età scolare o neopatentati accompagnati da insegnanti/istruttori di scuola guida, cittadini volontari,amministratori, politici e commercianti possa contribuire a rinnovare il rapporto di fiducia tra la cittadinanza e il corpo di Polizia Municipale nella certezza che i cittadini non potranno che valutare positivamente la qualità delle attività svolte da tutti gli operatori.

I toni che hanno accompagnato la vertenza sulla organizzazione della Polizia Municipale di Bologna negli ultimi mesi hanno infatti talvolta fatto immaginare più o meno esplicitamente (i riferimenti alla casta di privilegiati p.es.) una situazione assai lontana dalla realtà,realtà che tramite il progetto che si chiede di attivare potrà essere “toccata con mano” da chi lo vorrà.

FP-CGIL FP-CISL UIL-FPL USB SULPL
Michele Vannini
Enrico Bassani
Loredana Costa
Vilma Fabbiani
Carlo Del Percio

Bologna 4 settembre 2015


3 settembre 2015

AFM cede il magazzino del farmaco

Si apre un nuovo preoccupante scenario per i lavoratori dipendenti di AFM spa (azienda controllata dalla multinazionale Admenta/Celesio, partecipata dal Comune di Bologna al 15,86%, che comprende le ex farmacie comunali e il magazzino di distribuzione del farmaco di via Del Commercio Associato).

Infatti, in seguito ad un cambiamento statutario deliberato ad arte, nelle scorse settimane dalla giunta comunale, che prevede la perdita di diritto di ingerenza da parte del Comune su scelte di scissioni, fusioni e conferimenti di ramo d’azienda, AFM spa ha attivato la cessione a Farmalvarion srl (altra azienda del gruppo Admenta) del magazzino di distribuzione del farmaco che coinvolge 123 lavoratori.

In data odierna si è tenuto il primo incontro sindacale all’interno della procedura di cessione nel corso del quale l’azienda non ha voluto impegnarsi per dare garanzie rispetto alle prospettive di qualità e mantenimento occupazionale. Ha inoltre comunicato che è in corso di ultimazione l’approntamento di un nuovo magazzino presso l’interporto di Bologna. Magazzino che sicuramente sarà gestito con attività terziarizzata. Peraltro la stessa Farmalvarion gestisce già oggi esclusivamente attraverso una cooperativa il magazzino di Milano.

Le OOSS preoccupate per il futuro dei lavoratori coinvolti auspicano un intervento da parte del Comune di Bologna (che con l’atto formale di modifica dello statuto di AFM ha di fatto assecondato tale operazione) e a tal finerichiederanno un incontro istituzionale.

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTucs UIL BOLOGNA

agosto 2015

31 agosto 2015

Jobs act: #adessolosai

Demansionamento unilaterale, tutele ridotte, ammortizzatori sociali non per tutti: leggi tutto quello che non ti hanno detto sul Jobs Act, e le azioni di contrasto del sindacato, nel nuovo portale tematico della Cgil: http://www.adessolosai.it/#la-riforma-nascosta


28 aogosto 2015

Conferenza stampa mobilitazione Municipale

E’ convocata una conferenza stampa sabato 29 agosto 2015, alle ore 11.00 al Centro Bacchelli – Via Galeazza 2 Bologna per illustrare le iniziative di mobilitazione contro la riorganizzazione della Polizia Municipale di Bolognaavvenuta dopo la disdetta da parte del Comune di Bologna dell’accordo sindacale sottoscritto il 25 gennaio 2014. comunicata in data 7 luglio 2015.

Partecipano
Michele Vannini – Segretario Generale FP CGIL BO
Enrico Bassani – Segretario Generale FP CISL BO
Roberto Nannetti – Coord. Reg.le UIL Polizia Locale
Gianni Cavicchioli – USB
Carlo del Percio – Segretario Vicario SULPL

Gli organi di stampa e informazione di Bologna sono invitati.


28 agosto 2015

Accordo lavoratori ex Seribo Enti locali

Nella serata di ieri, 27 agosto 2015, abbiamo sottoscritto con GEMEAZ-Elior e CAMST l’accordo per il passaggio dei 47 lavoratori ex SE.RI.BO. che dai tempi della cessione del servizio dal Comune di Bologna a SE.RI.BO avevano conservato l’applicazione del CCNL degli Enti Locali.

L’accordo è stato il frutto di una trattativa tutta in salita, nella quale abbiamo ottenuto importanti elementi di armonizzazione per la transizione dei lavoratori alle nuove aziende.
Tuttavia, come risulta dalla nota a verbale allegata all’accordo, è stato di fatto irrealizzabile il pieno mantenimento dei diritti acquisiti in precedenza dai lavoratori titolari di contratto EE.LL..

Nel dare atto alla parte datoriale per lo spirito costruttivo con il quale sono state affrontate le questioni che abbiamo posto in sede di esame congiunto, e che hanno permesso di attenuare le negative ricadute di questa operazione sui lavoratori, vogliamo stigmatizzare come la mancanza di una effettiva valorizzazione, in sede di capitolato, del mantenimento dei CCNL in essere presso SE.RI.BO. (impegno che il Comune di Bologna aveva preso con le OO.SS. confederali in un accordo datato 5 marzo 2015) abbia reso di fatto irrealizzabile il pieno mantenimento dei diritti acquisiti in precedenza dai lavoratori titolari di contratto EE.LL.
Siamo infatti convinti che nella cessione di ramo d’azienda di un servizio tanto delicato per l’utenza alla quale si rivolge, il Comune di Bologna avrebbe potuto e dovuto fare di più per garantire, a monte, la maggior tutela possibile a questi lavoratori contestualmente al mantenimento degli standard qualitativi.

FP CGIL – CISL FP – USB Pubblico impiego


27 agosto 2015

Trasporto disabili: incontro con Croce azzurra

Nella giornata di lunedì 24 agosto si sono incontrati la Fp-Cgil di Bologna e Croce Azzurra Coop Sociale, in merito alla vicenda degli esuberi legati al servizio di accompagnamento scolastico.
Nel verbale d’incontro abbiamo ribadito la “massima preoccupazione” per quanto comunicato dall’azienda, ovvero i 9 esuberi tra i tempi determinati prodotti dalla mancata presa in carico del servizio di accompagnamento disabili del Comune di Bologna.

Dalle comunicazioni che abbiamo ricevuto dal Comune, Croce Azzurra non avrebbe accettato l’assegnazione del servizio da parte del Comune dopo il ritiro di Cosepuri dalla gara.

In caso di accettazione Croce Azzurra avrebbe invece avuto la piena possibilità di ricollocare il personale sul servizio originario, che precedentemente Cosepuri si rifiutava di assumere applicando le clausole sociali.
In conseguenza di questo rifiuto l’Amministrazione Comunale, per permettere la partenza dell’accompagnamento per il primo di settembre, ha proceduto con un affidamento direttamente a Cosepuri, fino alla fine di questo anno scolastico.

Siamo consapevoli che la posizione di Croce Azzurra diverge rispetto alla versione del Comune, come emerge chiaramente dal verbale d’incontro.

Per quello che possiamo affermare come organizzazione sindacale, il percorso di assegnazione del servizio è corretto. In ogni caso, se ci fossero irregolarità, il compito di verificarle spetterà alla magistratura.
Rileviamo invece come, ancora una volta, a rimetterci siano sempre i soliti, ovvero i lavoratori che per mesi si sono impegnati nella buona riuscita di un servizio che con buone ragioni il Comune considera imprescindibile.

Abbiamo chiesto a tutti gli attori della vicenda, da Croce Azzurra a Cosepuri, di sedersi attorno a un tavolo e di trovare una soluzione a questa situazione.

A nostro avviso, essendoci stato un cambio di gestione, è ancora perfettamente applicabile l’art.37 del CCNL Coop Sociali che prevede il passaggio del personale.

Diversamente, metteremo in atto tutte le forme di mobilitazione necessarie per provare a modificare una vicenda vergognosa e imbarazzante, da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare.

Bologna, 27 agosto 2015

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL
FP CGIL Bologna


27 agosto 2015

Ex Cie, nota di Colombetti (segreteria Cgil Bologna)

In merito alle dichiarazioni del P.M. Valter Giovannini sulla chiusura dell’ex CIE di Bologna come Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna intendiamo precisare alcune questioni al fine di indirizzare il dibattito nella giusta direzione.

Intanto Giovannini dovrebbe sapere che i dati del Ministero dell’Interno dicono cose diverse da quelle che lui sostiene, in primo luogo perché, ed anche questo lui lo dovrebbe ben sapere, le espulsioni sono complicate dalla mancata collaborazione con i Paesi di provenienza degli interessati che nella maggioranza dei casi non collaborano all’identificazione.

Non si tratta quindi di un problema di tempi ma di accordi bilaterali con i paesi interessati, il che non è certo materia di discussione locale e non certo risolvibile mantenendo in vita strutture semicarcerarie all’interno delle quali far coabitare delinquenti comuni e persone che hanno perso il lavoro o cercano un futuro migliore lontano da guerra e povertà.

Il problema dei profughi è certo un problema molto grave, anche perla nostra città, sebbene qui da noi la situazione sia molto migliore di molte altre parti del Paese e questo soprattutto per merito dell’Istituzione locale tutta, amministratori e funzionari, delle associazioni di volontariato e della maggioranza dei cittadini.

Ci chiediamo quindi che utilità può avere imbastire questa misera polemica, forse quella di attuare una scaricabarile per non assumersi le proprie di responsabilità? Scaricandole su altri?

Comunque non essendo in alcun modo interessati a queste pratiche come cdlm intendiamo, per quello che ci compete, proseguire nello sforzo di ricercare la coesione di tutti i soggetti interressati per affrontare un’emergenza che purtroppo non è destinata a risolversi in breve tempo e che per essere affrontata in modo adeguato ha bisogno di senso di responsabilità da parte di tutti, soprattutto da chi ricopre cariche importanti, pro tempore per conto dello Stato.

Dante Colombetti
Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna


27 agosto 2015

Verifica contributi dei pubblici dipendenti

L’inps invierà ai dipendenti pubblici una comunicazione per verificare la correttezza dei versamenti contributivi previdenziali a loro attribuiti.
Obiettivo della campagna dell’Inps è di fare in modo  che la posizione assicurativa di ciascun lavoratore e lavoratrice rifletta correttamente il lavoro svolto.

Se ci sono errori, l’Inca e la Funzione Pubblica ti aiutano a chiedere all’Inps la rettifica e la modifica dell’estratto contributivo.

Leggi qui la notizia integrale!


17 agosto 2015

Rivalutazione delle pensioni: tutte le istruzioni

L’Inps fornisce  le prime istruzioni applicative dell’articolo 1 del decreto legge 21 maggio 2015, n.65 (convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2015, n. 109), che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 10 marzo – 30 aprile 2015. La sentenza ha dichiarato illegittimo il comma 25 dell’art. 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui, per gli anni 2012 e 2013, ha limitato la rivalutazione dei trattamenti pensionistici nella misura del 100%, esclusivamente alle pensioni di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS.

Leggi tutto l’articolo in materia!

Qui l’articolo su Rassegna.it


10 agosto 2015

Diritti alla stagione in Riviera

Duemila manifesti pronti: rilanciamo così la nostra iniziativa contro il lavoro irregolare nel turismo, per un lavoro dignitoso e di qualità, nel Distretto turistico della Riviera emiliano romagnola.

“Dillo alla Filcams CGIL”: questo lo slogan della campagna 2015 per raccogliere indicazioni, denunce e segnalazioni, oltre a poter porre domande e richiedere informazioni, scrivendo ad apposite caselle di posta elettronica nei quattro territori della Riviera.

A Rimini: dilloallafilcamscgil.rimini@gmail.com

A Cesena: dilloallafilcamscgil.cesena@gmail.com

A Ravenna: dilloallafilcamscgil.ravenna@gmail.com

A Ferrara: dilloallafilcamscgil.ferrara@gmail.com.

Saremo anche presenti per tutto il periodo estivo, con punti informativi, banchetti e gazebo, nelle principali località turistiche della Riviera.

#dirittiallastagione #dilloallafilcamscgil

FILCAMS CGIL ER
Bologna, 12 maggio 2015


4 agosto 2015

“Vandalismi al presidio Slc della Record”

La SLC CGIL è costretta nuovamente a denunciare  gravi situazioni  al Centro Universitario Sportivo di Bologna. Il Sindacato è in lotta ormai da mesi contro il licenziamento illegittimo di otto lavoratori, addetti alla manutenzione e pulizia degli impianti sportivi universitari, con un presidio quotidiano all’impianto della “Record” in via del Pilastro.

Questo presidio è fatto da settimane oggetto sistematico di atti di vandalismo e di provocazione: comunicati affissi che vengono strappati, bandiere e striscioni della CGIL che vengono danneggiati e rubati. Azioni vigliacche, compiute da ignoti, ma che certamente non fermeranno la nostra mobilitazione, finalizzata a fermare il degrado evidente degli impianti sportivi e dare una garanzia di futuro a tutti i lavoratori.

Bologna,  05.08.2015
SLC CGIL
Antonio Rossa


3 agosto 2015

Accordo Cigs alla Coop costruzioni

Oggi 3 agosto 2015 al ministero del Lavoro a Roma si è raggiunto un accordo fra le Organizzazioni sindacali e Coop costruzioni. L’accordo prevede un periodo di cigs per crisi della durata di 12 mesi. Inoltre, punto sicuramente di rilievo dell’intesa, al termine dei 12 mesi di cigs le parti si sono impegnate ad incontrarsi al fine di valutare il possibile ricorso ad ulteriori ammortizzatori sociali di tipo conservativo del posto di lavoro, affiancato dalla mobilità con l’unico criterio della volontarietà.

Altro punto rilevante è il fatto che l’azienda anticiperà ai lavoratori, alle normali scadenze mensili, l’importo di integrazione salariale.

LaFillea-Cgil di Bologna considera questo accordo un risultato positivo, che garantisce alle lavoratrici e ai lavoratori Coop costruzioni un reddito e un posto di lavoro nonostante la forte crisi che sta attraversando il settore dell’edilizia.

Bologna,3 agosto 2015
Maurizio Maurizzi
Segretariogenerale Fillea-Cgil Bologna

luglio 2015

31 luglio 2015

#pessimaIkea a Bologna è sciopero

Il 29 luglio si è tenuto l’ennesimo incontro fra OO.SS. ed Ikea. I rappresentanti del colosso svedese del mobile hanno ribadito l’assoluta indisponibilità a recedere dalle loro richieste di abbattimento delle maggiorazioni domenicali/festive e dal superamento del premio aziendale fisso. Non hanno minimamente valutato le proposte sindacali al tavolo per una mediazione ed hanno ritenuto conclusa la fase negoziale abbandonando il Tavolo di trattativa. Rimangono disponibili per il mese di agosto a reincontrare le OO.SS. Qulora queste si rendano disponibili a sottoscrivere quanto richiesto dall’azienda, in caso contrario hanno ribadito con forza che al 1 settembre daranno efficacia alla disdetta del Contratto Aziendale non riconoscendo più alcun articolo dello stesso… o così o pomì.. come diceva una nota pubblicità.

Le OO.SS. hanno proclamato un secondo pacchetto di 24 ore di sciopero da gestire territorialmente.

Oggi i dipendenti del punto vendita di Casalecchio sono entrati immediatamente in sciopero fin dalle prime ore del mattino, per poi riunirsi in assemblea dalle 9.00 alle 10.00, partecipatissima. i lavoratori informati dell’esito dell’incontro hanno deciso alla unanimità la prosecuzione dello sciopero e sono usciti fermandosi a dialogare con i clienti.

Stasera alle 18.00 si terrà l’assemblea dei turni serali e si deciderà se praticare la protesta pure su detti turni.

I dipendenti hanno pure deciso una sorta di “sciopero bianco”, attenendosi rigidamente alle loro mansioni ed alle regole formali stabilite dall’azienda, facendo cessare ogni loro collaborazione che nella informalità ha da sempre garantito la piena efficacia organizzativa.

Seguiranno ulteriori iniziative di protesta.
Dai lavoratori un unico appello …. IKEA RIPENSACI !!!

FILCAMS CGIL Bologna
Andrea Carrà
RSU IKEA Casalecchio


30 luglio 2015

Appalto trasporto disabili, salvi i posti

Bologna, 30 luglio 2015
Salvi i 34 lavoratori di Croce Azzurra / Azzurra Service che gestiscono il servizio trasporto disabili
Da mesi i lavoratori di Croce Azzurra /Azzurra service (contratto nazionale delle cooperative sociali / multiservizi) rischiavano a settembre di perdere definitivamente il loro posto di lavoro; l’appalto era stato vinto da Cosepuri che riteneva di non dover assumere i lavoratori che da anni svolgevano quel servizio, delicato e molto particolare in quanto legato al trasporto e all’assistenza di bambini disabili gravissimi, poichè l’impresa era interessata a far lavorare esclusivamente i propri soci.

Abbiamo appreso da Comune che Cosepuri avrebbe rinunciato formalmente al subentro.A questo punto attendiamo la conferma, da parte dell’azienda che da anni gestisce il servizio, della continuità dell’attività (l’azienda aveva partecipato alla gara ed era risultata seconda).

Da mesi i lavoratori e le lavoratrici hanno messo in campo iniziative di lotta e di sensibilizzazione, coinvolgendo anche la cittadinanza e le famiglie dei bambini, interessate in prima persona alla continuità del servizio con gli stessi operatori che, negli anni, avevano dimostrato alta professionalità e soprattutto la giusta sensibilità per instaurare con i bambini, affetti da patologie complesse, un rapporto proficuo, sostengono Simone Raffaelli (funzionario FP CGIL) e Sonia Sovilla (segreteria CGIL) che hanno seguito da vicino tutti i passi della questione….La forte determinazione dei lavoratori e delle lavoratrici, l’interesse delle famiglie coinvolte ma anche la condivisione del protocollo che esplicitamente mette come priorità condivisa la tutela occupazionale nei cambi di gestione hanno permesso di risolvere positivamente la vertenza.

Siamo soddisfatti, concludono i due sindacalisti della CGIL, del risultato raggiunto prima di tutto per i lavoratori, poi per le famiglie e i bambini coinvolti; finalmente si comincia a capire che, nel mondo complicato degli appalti, anche le fasi di esecuzione degli appalti e non solo di stesura dei capitolati, devono vedere una diretta responsabilità del committente. In questo caso il Comune l’ha fatto.

Simone Raffaelli (FP CGIL BO)
Sonia Sovilla (segreteria CGIL BO)


30 luglio 2015

Ikea: stop alla trattativa, nuovi scioperi

La situazione è senz’altro complessa e probabilmente inedita, ma ormai la vertenza IKEA ha assunto un carattere del tutto originale.

Oggi 29 luglio 2015, durante il nuovo incontro di trattativa, le Parti hanno formalizzato la sospensione della trattativa, registrando da ambo le parti il permanere di distanze ancora ingestibili.

Inevitabile la proclamazione di un nuovo pacchetto di ore di sciopero,  ben 24, da gestire a livello locale, con iniziative che verranno decise di volta in volta. Nel frattempo le assemblee dei lavoratori discuteranno sul merito delle proposte.

L’azienda ha anche annunciato che a settembre saranno effettivi gli effetti della disdetta unilaterale del Contratto Integrativo, avvenuta in maggio.

Le Organizzazioni sindacali sottolineano di non volersi sottrarre al confronto di merito, rigettano le accuse di indisponibilità alla trattativa che l’azienda ha formalizzato al tavolo e lavoreranno per proposte alternative che consentano l’individuazione di strade condivise.

I lavoratori, dal canto loro, hanno già manifestato con le iniziative diffuse sul territorio la loro forte contrarietà a ipotesi di taglio lineare delle retribuzioni: per loro sarà un’estate di mobilitazione, a difesa del loro contratto.


28 luglio 2015

Intesa sulla Mondi Silicart di Anzola

E’ stata firmata nella tarda serata di ieri, 27 luglio 2015 nella sede di Unindustria Bologna, un’intesa tra le parti che delinea un percorso condiviso sulla vertenza Mondi Silicart iniziata nel novembre 2014, e che ha portato ad una dura lotta di lavoratrici e lavoratori fatta di quasi mille ore di sciopero contro la decisione della multinazionale di cessare l’attività nel sito di Anzola dell’Emilia (Bo).

Il percorso, che proseguirà a settembre con un accordo quadro discusso nel tavolo di salvaguardia della Città Metropolitana di Bologna, vede l’impegno dell’azienda a utilizzare un advisor e tuttii percorsi di outplacement finalizzati alla reindustrializzazione delsito di Anzola, ed all’occupazione dei lavoratori.

Il percorso condiviso prevede anche l’impegno, da parte dell’azienda, ad utilizzare tutti gli strumenti di ammortizzatori sociali eventualmente disponibili per legge, anche oltre la data di cessazione prevista per il 22 dicembre 2015.

Le parti si impegnano inoltre a valutare tutte le possibili soluzioni per la ricollocazione dei lavoratori in altre sedi, qualora ci fosse disponibilità. E’ prevista, infine, a partire dalla fine di settembre, la mobilità volontaria incentivata pari ad una somma di 50mila euro.

“Quello raggiunto ieri è uno step importante, ma la vertenza è ancora aperta – precisa Giulia Santoro, segretaria Slc-Cgil Bologna – perché il tema della reindustrializzazione e l’occupazione dei lavoratori sono prioritari, e devono prevedere l’impegno di tutti perché si giunga ad una conclusione che non pregiudichi in alcun modo il mantenimento del sito produttivo”. Questa mattina, prosegue Santoro, “l’ipotesi d’accordo è stata discussa con i lavoratori, ed approvata, nel corso di un’assemblea in cui è emersa la soddisfazione per un percorso di lotta che ha dato risultati positivi pur in un contesto di crisi ancora non superata”.

Bologna, 28 luglio 2015

L’intervista a Santoro sul sito di radio Fujiko


27 luglio 2015

Casa, “Serve un’istruttoria pubblica”

Cogliamo con grande interesse la proposta di Flavia Prodi, di un’istruttoria pubblica sul tema della casa nella nostra città. Idea che noi da tempo sosteniamo e che, speriamo, a questo punto, prenda concretamente piede.

Non solo l’estendersi del fenomeno delle occupazioni ma, in generale, il tema delle abitazioni ha assunto dimensioni tali da richiedere risposte strutturali diverse da quelle che abbiamo conosciuto; da qui la necessità di un tavolo partecipato che, a partire dalle rispettive competenza e anche da diversi punti di vista, sappia far emergere soluzioni innovative che inizino dall’utilizzo del patrimonio pubblico a oggi vuoto, e pertanto anche improduttivo.

Siamo difronte a fenomeni nuovi, che devono cambiare radicalmente la nostra prospettiva sul tema; il patrimonio ACER non può essere l’unica risposta al crescente bisogno; non dobbiamo più costruire edifici ma dobbiamo utilizzare al meglio quello che già abbiamo a disposizione (stop al consumo di suolo); anche l’idea che in questo paese quasi tutti, prima o poi, possano diventare proprietari di casa (come è stato nella storia del nostro paese a differenza di altri che, non a caso, nel tempo hanno saputo diversificare le risposte), nell’attuale contesto va fortemente rivista. L’aumento della popolazione immigrata, il diffondersi del lavoro precario e povero ma anche la forte mobilità sociale che caratterizza il nostro territorio, vanno considerati fenomeni con i quali fare inevitabilmente i conti.

C’ è un indubbio e storico problema con le case sfitte di proprietà privata, mai risolto, sul quale spesso, essendo Bologna nota città universitaria, si sono costruiti veri e propri fenomeni di sfruttamento nei confronti degli studenti (molti appartamenti vuoti sono in realtà affittati in nero) ma c’è un tema dal quale non possiamo sfuggire e dal quale bisogna ripartire…Se non altro perchè oramai risulta, finalmente, incomprensibile anche alla stragrande maggioranza della popolazione: l’enorme quantità di patrimonio pubblico inutilizzato da anni. In una fase come questa, risulta intollerabile che lo Stato per primo, i suoi enti, i suoi Ministeri,con la loro storica inefficienza, chiudano gli occhi di fronte a un bisogno che si allarga sempre di più. Il patrimonio pubblico, così gestito, risulta (in alcuni casi) costoso per la collettività visto che si è continuato a pagare le utenze nonostante la chiusura dei locali avvenuta da tempo (vedi l’occupazione lampo di Via dei Mille nell’ex sede INPDAP).

In una città come la nostra una reazione diquesto tipo, qualche anno fa, sarebbe stata tutt’altra; chiediamoci perchè e, soprattutto, interroghiamoci su cosa possiamo rapidamente fare per trovare reali risposte e soluzioni durature per le famiglie e coloro che versano in stato di bisogno abitativo.

Non solo non consideriamo eversiva l’idea di una legge specifica che obblighi gli Enti pubblici a concedere, per tempi definiti, ai Comuni con forme da stabilire (come leggiamo oggi su Repubblica a firma Marco Giardini) ma pensiamo che, proprio da Bologna, possa partire una proposta condivisa in tal senso che arrivi anche a stabilire delle specifiche sanzioni nei confronti di coloro che non rispettano in tempi brevissimi tali disposizioni. Ma ci vuole, appunto, una legge. Altrimenti, come è tipico di questo paese, si fanno tante chiacchiere, ma il nocciolo del problema rimane irrisolto.

segreteria CGIL Bologna
Sonia Sovilla / DanteColombetti


27 luglio 2015

Pubblico impiego in piazza per il contratto

Pubblico impiego in piazza per l’apertura immediata della stagione dei rinnovi contrattuali e una vera riorganizzazione della Pa che passi attraverso la partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa hanno indetto una manifestazione nazionale a Roma per mercoledì 29 luglio davanti Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Funzione pubblica, a partire dalle ore 10. Un’iniziativa per dare continuità alla mobilitazione messa in campo in questi ultimi mesi dai sindacati di categoria di Cgil Cisl e Uil: dalla presentazione delle piattaforme per i rinnovi alle tre grandi assemblee di inizio luglio passando per la sentenza della Consulta sull’illegittimità del blocco della contrattazione. Alla base della rivendicazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa il rinnovo dei contratti, dopo sei anni di blocco, “per dare ai lavoratori il giusto riconoscimento economico e professionale e per far ripartire la vera innovazione con servizi veloci, avanzati e di qualità”.

Leggi il comunicato integrale della Fp-Cgil nazionale e scarica il volantino sul sito della Fp-Cgil Bologna!


24 luglio 2015

Ex Seribo, a rischio 200 lavoratori

Apprendiamo dalle dichiarazioni a mezzo stampa della Giunta del Comune di Bologna le importanti innovazioni previste già a partire dal prossimo anno scolastico per il servizio di refezione.

Con la fine dell’esperienza Seribo, e la successiva gara d’appalto che ha visto vincitrice Gemeaz Elior, il Comune di Bologna rivendica un servizio “profondamente rinnovato, di maggiore qualità e un risparmio di 3,5 milioni di euro per le famiglie”.

Tale innovazioni e tali risparmi, se accompagnati da una migliore qualità del lavoro per i dipendenti operanti nelle cucine e nelle scuole di Bologna, non può che vederci favorevoli.

Auspichiamo quindi che dietro i proclami di innovazione e risparmio non si celino in realtà, come spesso accade, peggiori condizioni di lavoro.
Ma il dubbio che in parte sarà così ci é già presente.

La società  Effe5 Soc. Coop – che intende applicare il CCNL del Portierato anziché quello del Multiservizi maggiormente corrispondente alle funzioni svolte –  a cui Gemeaz Elior ha affidato in subappalto il  servizio di sporzionamento dei pasti nelle scuole, ha già fatto sapere tramite la committenza di non essere intenzionata ad assumere i 200 lavoratori che negli ultimi dodici anni hanno svolto quella mansione alle dipendenze di Manutencoop e L’Operosa. La società  5Effe5 Coop Srl inoltre finora si è negata alle richieste di incontro.

Chiediamo quindi a Gemeaz Elior e al Comune di Bologna di contribuire alla risoluzione di questo grave problema anche per assicurare alle famiglie, ad inizio anno scolastico, la piena garanzia del servizio.

FILCAMS CGIL Bologna


23 luglio 2015

Tema si aggiudica le Terme di Porretta

Oggi, 23 luglio 2015 nella sede del Comune di Bologna, Si è svolta l’asta per l’aggiudicazione delle Terme di Porretta. Finalmente, dopo due anni di amministrazione straordinaria seguita al fallimento, e dopo alcune aste andate deserte, oggi le Terme sono state assegnate a Tema srl, per circa 7 milioni di euro. Questa assegnazione sventa il pericolo di chiusura dell’attività.

Ora tutte le parti debbono impegnarsi per aprire un confronto per costruire un futuro di un’attività tanto importante per il territorio e per i lavoratori. Servono investimenti per il rilancio, e un piano industriale di sviluppo da parte della nuova proprietà: e in vista di questi obiettivi, le parti hanno convenuto di aprire un confronto in tempi brevi.

Chiediamo inoltre che le istituzioni locali, a iniziare dal Comune di Porretta, mettano in campo iniziative di sostegno e di accompagnamento per costruire insieme un futuro.

Cgil Cdlm Bologna Giacomo Stagni
Filcams-Cgil Bologna Annamaria Margutti


23 luglio 2015

Merola indagato per l’acqua, nota segreteria Cgil

Un conto è legittimare le occupazioni, un conto è garantire l’accesso all’acqua a tutte le persone, soprattutto se ci sono dei bambini”. Questo è il commento che arriva  dalla Segreteria della CDLM di Bologna. La notizia che il sindaco Virginio Merola sarebbe indagato dalla Procura per abuso d’ufficio, per aver riallacciato l’acqua in vari luoghi occupati della città, rientra indubbiamente tra i poteri della Magistratura, verso la quale, come sempre, abbiamo il massimo rispetto, ma non possiamo esimerci da un giudizio meramente politico sulla questione.
Il diritto all’acqua è un diritto universale garantito dalla costituzione ma non solo, e tutti devono essere messi in grado di poterne avere l’accesso; un diritto universale di tutti gli esseri umani a prescindere dalla condizione nelle quale si trovano. Chi, come il sindaco, tale diritto lo deve rendere effettivo va messo nelle condizioni di poterlo fare. In discussione andrebbe fortemente messa la norma che vieta di allacciare l’acqua a coloro che occupano; come sappiamo non tutte le leggi o non tutte le parti che compongono le norme, sono di sicuro coerenti con la Costituzione nel medio e lungo periodo. Piena solidarietà al sindaco pertanto dalla CDLM, anche perché, chi avrebbe risposto, qualora, per la mancanza di acqua, quelle persone e quei bambini, avessero avuto problemi alla salute? Cosa non da escludere soprattutto con l’arrivo dell’estate e con una forte presenza di minori.

Altra cosa è il giudizio sulle occupazioni che rimane per noi invariato; la gestione del bisogno della casa, probabilmente fuori controllo da tempo per l’aumento esponenziale delle situazioni più disparate, va ricondotto all’interno delle istituzioni; solo loro possono farsene carico nell’interesse generale. Di sicuro, il fatto che non si riesca, difronte all’emergenza, a far sì che il patrimonio pubblico venga messo a disposizione per il disinteresse dei vari enti pubblici proprietari degli stabili e la troppa burocrazia che da sempre contraddistingue il nostro paese, sta diventando un problema enorme, poco compreso anche dalla gente che assiste, da troppo tempo, a questa inefficienza del nostro sistema.
Bisognerebbe probabilmente, per smuovere questa situazione, che una legge specifica prevedesse, per Enti, Ministeri, aziende pubbliche, una responsabilità penale specifica nei confronti di qualcuno per l’inutilizzo di tali immobili oltre un certo periodo…

SEGRETERIA CDLM Bologna


22 luglio 2015

Ikea: le parti si rivedranno il 29 luglio

Oggi, 22 luglio 2015, si è svolto allo Zanhotel Europa di via Cesare Boldrini 11 a Bologna l’incontro previsto tra le OO.SS di categoria nazionali e la Direzione nazionale Ikea, in merito al Contratto Integrativo Aziendale.

Il confronto, durato quasi 5 ore, è terminato registrando ancora notevoli distanze nei diversi punti del CIA, dal premio aziendale, al premio di risultato, alle maggiorazioni.

La situazione è particolarmente delicata e le parti si sono impegnate ad un successivo incontro che si terrà a Roma il 29/07.

Filcams-Cgil Bologna


21 luglio 2015

Il 22 presidio all’incontro su Ikea

Domani, 22 luglio 2015, si svolgerà un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ikea in occasione della trattativa tra le OO.SS di categoria nazionali con Ikea.
L’incontro di domani, che si terrà presso Zanhotel Europa Via Cesare Boldrini, 11 – 40121 Bologna (BO),  è previsto dalle ore 11 alle ore16.
Il presidio si svolgerà per tutta la durata dell’incontro.

Filcams-Cgil Bologna


21 luglio 2015

Pensioni: che fine ha fatto la Quattordicesima?

Quest’anno migliaia di pensionati nella soglia di povertà, aspettavano con il 1° di luglio quella che viene chiamata la 14a dei pensionati, ma non è arrivata. Ricordiamo che si tratta di una prestazione sociale di un valore che varia a secondo del reddito tra i 300 e i 500 euro circa e che è una boccata di ossigeno per chi deve tirare avanti con neanche 500-600 euro netti al mese.

Alla sollecitazione dello SPI CGIL di Bologna e Regionale Emilia-Romagna, di comprendere cosa poteva essere successo, con evidente imbarazzo l’INPS nazionale ha dovuto ammettere che qualcosa nella sua banca dati e nel suo sistema di elaborazione delle informazioni non sta funzionando bene.

Così abbiamo 70-80 mila pensionati italiani, in provincia non è chiaro quante possano essere le vittime, al momento sono diverse decine gli anziani che rivolgendosi alle sedi dello SPI di tutta la città metropolitana hanno segnalato la loro gravissima situazione.

All’INPS nazionale ci sono voluti 20 giorni per comprendere quelle che potevano essere le cause della mancata erogazione. Mentre tutti i giorni assistiamo a proposte avanzate dal suo neo presidente sulle povertà, in questo caso, a dei poveri è negata la prestazione che attendevano.

Ma la cosa che veramente ci fa arrabbiare è che questi pensionati se vorranno essere sicuri di ricevere in autunno la quattordicesima, dovranno rivolgersi al proprio patronato di fiducia, per ricostruire la propria condizione reddituale dall’anno 2011 fino al 2014 compresi. Solo dopo potranno attendere con fiducia l’arrivo della quattordicesima.

Le nostre sedi anche nei prossimi giorni saranno aperte per aiutare tutti i pensionati che chiederanno un aiuto, questo impegno dello SPI CGIL è rivolto a consentire a tutti coloro che non hanno avuto la quattordicesima a luglio, di poter sperare di averla almeno a partire da settembre.

Onestamente c’è da dire che un ente pubblico finanziato dai lavoratori poteva comportarsi meglio nei confronti di chi lo ha finanziato per tanti anni e che ora si aspetterebbe un po’ più di rispetto.

Valentino Minarelli
Segretario generale SPI CGIL Bologna
Bologna, 21 luglio 2015


17 luglio 2015

Lunedì 20 sciopero TNT di 8 ore

Oggi, 20 luglio 2015, scioperi e presidi indetti da CGIL CISL e UIL, e dai lavoratori di TNT Global Express, in tutti gli impianti italiani contro le nuove procedure di mobilità avviata dall’azienda che prevede, per il 2015, 239 esuberi in Italia di cui

18 in Emilia-Romagna così suddivisi: 6 a Bologna, 2 per ogni impianto a Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Forlì, 1 ad impianto per Ravenna e Rimini.

Numeri piccoli e spezzettati, con individuazione delle persone da licenziare per tentare di far passare un piano di ulteriori tagli dopo quello del 2013, come un piano di rilancio dell’azienda.

Dobbiamo inoltre denunciare con forza anche un atteggiamento di forte pressione nei confronti dei singoli lavoratori, al fine di convincerli a non aderire allo sciopero unitario, che si somma al divieto per i dipendenti di comunicare attraverso i media in caso di sciopero.

A Bologna i lavoratori sono in presidio da questa mattina davanti alla filiale di TNT Global Express, con un’adesione allo sciopero che, nonostante le forti pressioni aziendali, supera il 60%.

I lavoratori TNT Global Express chiedono il ritiro della procedura di mobilità e la ripresa del confronto con le OO.SS..

Altri scatti dal presidio sulla nostra pagina Facebook!


15 luglio 2015

Incontro a San Giovanni sull’ospedale

Una delegazione sindacale composta da CGIL CISL UIL, unitamente alla FP – Cgil ed allo SPI-Cgil, il 10 luglio 2015 ha incontrato il Direttore generale dell’Ausl di Bologna. dott.ssa Chiara Gibertoni insieme al Presidente del distretto Pianura Ovest nonché Sindaco di San Giovanni in Persiceto (Bo) Renato Mazzuca ed al Direttore del distretto dott. Fausto Trevisani, per discutere sulla prospettiva del distretto ospedaliero e più in generale del futuro assetto che riguarderà il sistema sanitario locale e territoriale.

Le OO.SS. hanno potuto trasmettere al Direttore Generale le profonde preoccupazioni dei cittadini e degli operatori interni emerse dalla recente assemblea, sia per la precaria situazione venutasi a creare a causa della programmazione del piano ferie che si protrarrà fino a fine settembre, sia per le incognite che gravano ancora sulla ventilata riorganizzazione delle attività ospedaliere di San Giovanni. “Il nostro timore è quello di tagli più consistenti dopo l’estate – ragiona Vito Rorro (segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna) -. La preoccupazione è crescente ma non ottusa: vogliamo stare dentro al confronto, e a dimostrazione di questo abbiamo chiesto ed ottenuto che si instauri un tavolo fra responsabile del distretto sociosanitario, sindaco e rappresentanti sindacali per condividere un’eventuale piattaforma che possa dare un contributo significativo alla discussione”.

L’incontro ha consentito di tracciare un percorso di confronto e di approfondimenti che dovranno sfociare in una definita e condivisa ipotesi di VALORIZZAZIONE dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto, del sistema sanitario di Terre d’Acqua, e ricostruzione del Polo Barberini di Crevalcore riconoscendo peculiarità e caratteristiche organizzative che danno valore aggiunto all’esperienza locale.

Viene prevista per settembre una ripresa del confronto, condividendo inoltre la proposta di elaborare un contributo diretto di indicazioni da parte del Distretto in stretto contatto con le rappresentanze sociali, allo scopo di costruire una  piattaforma di riferimento per i prossimi incontri”.

In ragione di ciò la delegazione sindacale composta da CGIL CISL UIL, unitamente alla FP-Cgil ed allo SPI-Cgil si impegna a “tenere aperto” il confronto con l’Azienda e nello stesso tempo esprime con chiarezza un segnale di preoccupazione sul futuro dell’Ospedale per cui si garantisce massimo impegno e mobilitazione vigile.

11 luglio 2015


14 luglio 2015

Il 15 un presidio per gli appalti in aeroporto

Mercoledì 15 luglio 2015 dalle ore 15,00 alle 16,00 di terrà presso l’Aeroporto G.Marconi di Bologna il presidio dei lavoratori degli appalti.

Sono passati ormai tre mesi dall’avvicendamento nella gestione di parte degli appalti delle pulizie degli aeromobili e dello smistamento dei bagagli ma la Società uscente, la Servizi Integrati Sas, non ha ancora pagato lo stipendio del mese di Aprile 2015 e le competenze di fine rapporto di lavoro ai circa 40 lavoratori interessati al passaggio di cambio appalto.

Continua il balletto dello scarica barile, la Servizi Integrati accusa le committenti di non effettuare i pagamenti delle fatture arretrate e minaccia di non pagare neppure i lavoratori rimasti in forza. Le committenti Marconi handling srl, Aviation Services Spa e Avia Partner Spa affermerebbero di non voler pagare la Servizi Integrati per non essere poi chiamate legalmente a rispondere in solido al pagamento dei debiti della Servizi Integrati.

I lavoratori incolpevoli assistono iimpotenti a questo balletto delle responsabilità che ciascuno addossa all’altro ma intanto non vengono pagati e a questi stessi lavoratori si chiede di non disturbare il manovratore che deve quotarsi in borsa. Se sempre e comunque tutto si deve risolvere nelle aule dei tribunali ci chiediamo perchè invece una volta tanto con un po’ di buona volontà tutte le aziende committenti e la Servizi Integrati non si siedano intorno ad un tavolo e risolvano tranquillamente il problema senza costi aggiuntivi econimici e sociali?

FILT CGIL
FIT CISL
UILT UIL
UGL TA


14 luglio 2015

Consulenza domande di cittadinanza

Il Ministero degli Interni ha disposto che le istanze di cittadinanza avvengano solo ed esclusivamente attraverso l’inoltro telematico delle pratiche.

Ad oggi non è prevista nessuna procedura che consenta ai Patronati l’accesso telematico per il disbrigo della pratica; di conseguenza ciò può avvenire solo da parte dell’interessato attraverso l’utilizzo del proprio PIN.

Il Centro Lavoratori Stranieri della Cgil di Bologna, al fine di evitare alle persone che richiedono la cittadinanza di incorrere in errori che pregiudicherebbero il buon esito della pratica stessa, ha  attivato un servizio per la CONSULENZA (a cura del Caf CGIL Teorema) e per l’aiuto all’INVIO della domanda di cittadinanza (a cura della CGIL).

Per ulteriori informazioni è possibile passare in ufficio o telefonare al 3457393205 negli orari 9-13 e 14-18.


14 luglio 2015

#oggixdomani Fillea-Cgil il 18 a Roma

“Oggi X domani”: questo lo slogan della manifestazione nazionale indetta dai sindacati delle costruzioni di CGIL CISL UIL per il 18 luglio a Roma, che verrà conclusa dai segretari generali di categoria e dai segretari generali delle confederazioni Camusso, Furlan, Barbagallo, a partire dalle ore 10.00 in piazza SS Apostoli. Al centro della manifestazione, che vedrà delegazioni provenienti da tutte le regioni e dai vari comparti – edilizia, legno-arredo, cemento, lapidei, manufatti, restauro –, le richieste dei sindacati al governo “innanzitutto la riduzione dell’età pensionabile per i lavori gravosi” spiegano i segretari generali Fillea Filca Feneal Walter Schiavella, Domenico Pesenti, Vito Panzarella, che chiedono interventi anche per “il rafforzamento della sicurezza sul lavoro, la lotta a lavoro nero e precario, il rilancio degli investimenti in edilizia.”
“Il settore continua a subire la crisi e le sue conseguenze – proseguono i segretari – con il crollo devastante dell’occupazione, del lavoro regolare e sicuro, dei redditi e dei consumi e la perdita di legalità e trasparenza. I dati parlano chiaro: dal 2008 al 2014, il settore ha perso il 32% degli investimenti e si colloca sui livelli di attività più bassi degli ultimi 50 anni.”

Se c’è ripresa “nei nostri settori serve una lente di ingrandimento per trovarla. Lo vediamo dai dati delle Casse Edili” raccontano i segretari “dopo l’ennesima caduta del trimestre ottobre – dicembre 2014 (- 8% ore lavorate – 7% operai – 6% monte salario), nei primi mesi di quest’anno l’emorragia di posti di lavoro segna una lieve frenata, ma di contro scendono ancora le ore lavorate ed il monte salario (- 5% e -4%). Un dato che fa pensare ad una qualit? del lavoro sempre più al ribasso e ricattato.”
Rispetto a sei anni fa “siamo quasi al dimezzamento del numero degli operai e delle imprese, addirittura oltre per la massa salari” ed i provvedimenti sul mercato del lavoro del governo “nel nostro settore si confermano inutili perché, proprio per le caratteristiche contrattuali del lavoro di cantiere, i posti di lavoro recuperati in questi ultimi mesi non dipendono da quel provvedimento ma piuttosto da una parziale emersione del lavoro grigio, dovuta ad adempimenti minimi introdotti a livello contrattuale, ed alla ripresa in attività di lavoratori che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, presumibilmente impiegati in medie imprese.”
Ai pochi investimenti e al poco lavoro si aggiunge il troppo tempo, quello per la pensione, che per gli edili è un miraggio “i lavori non sono tutti uguali, perché allora l’età per andare in pensione lo è?” ed i leader sindacali chiedono di “ridurre l’età pensionabile, consentendo uscite flessibili e senza penalizzazioni a chi svolge mansioni pesanti, come gli edili e i cavatori, che per poter avere uno straccio di pensione sono costretti a stare sulle impalcature o in cava fino a 67 anni, con rischi per la vita, come confermano i dati in crescita di infortuni gravi e mortali tra gli over 60. Non solo, ma a questi lavoratori, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa, occorre garantire anche ammortizzatori sociali adeguati, con l’aumento di periodi di copertura contributiva.”

“Non possiamo più aspettare, il governo deve passare dagli annunci ai fatti. Il paese ha bisogno di lavoro e di opere utili, di scelte strategiche e risorse per far partire i cantieri utili, di lavoro buono, imprese regolari. Per questo occorre rafforzare la lotta ad irregolarità, lavoro nero, corruzione” proseguono Panzarella, Pesenti, Schiavella “per questo serve una nuova legge sugli appalti e la revisione della norma sul Durc on-line. Per questo serve rafforzare le regole ed i controlli, a partire da quelli sulla sicurezza, in un settore che drammaticamente sta pagando un tributo di sangue e morti intollerabile.”
Richieste che i sindacati delle costruzioni da SS Apostoli rilanceranno al governo e al premier, con il sostegno dei segretari confederali, schierati al loro fianco per sostenere le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni.

Hashtag Twitter:
#ROMA18LUGLIO
#oggiXdomani

Leggi la piattaforma sul sito della Fillea-Cgil nazionale


13 luglio 2015

La Cgil ricorda Arvedo Forni

Abbiamo pensato di ricordare insieme, il prossimo 15 luglio, la figura di Arvedo Forni. Quando venne a mancare nel luglio dell’anno scorso, ci furono diverse iniziative a  Roma.  Arvedo risiedeva a Roma ormai da molti anni, essendo stato a vario titolo nel gruppo dirigente del sindacato nazionale.

E tuttavia Arvedo rimane una figura molto significativa nella storia del nostro territorio essendo stato, prima segretario generale della Federbraccianti, poi membro della Segreteria della CdLM, infine Segretario generale della CdLM di Bologna negli anni ’55/58, prima di passare al sindacato nazionale.

Lo ricorderanno Carlo Ghezzi della Fondazione Di Vittorio, amico e compagno di militanza a Roma; Adriana Lodi, con la quale Arvedo ha condiviso battaglie sindacali a Bologna e poi negli anni in cui Adriana fu deputata in Parlamento; Cesare Melloni e  Maurizio Lunghi per la consuetudine che hanno sempre conservato con un compagno residente ormai a Roma, ma con il cuore alla sua campagna bolognese.

Alle ore 16 nel salone Di Vittorio della CdLM di Bolognal’iniziativa sarà aperta da un video che l’archivio Pedrelli ha realizzato in occasione della presentazione del libro intervista ad Arvedo Forni edito da Ediesse.

Maurizio Lunghi  –  Elisabetta Perazzo

Guarda la videointervista a cura dell’archivio Pedrelli!

Leggi l’articolo sul nostro sito in occasione della scomparsa di Forni


13 luglio 2015

Carcere minorile, Fp: “Lavori al palo”

La chiusura del teatro non è l’unico problema di sicurezza al carcere minorile del Pratello, a Bologna. A dirlo è la Fp-Cgil, che rilancia l’allarme dei giorni passati “estendendolo alla tenuta complessiva dell’intera struttura”. La settimana scorsa è stata la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, a denunciare nuovi problemi al Pratello dopo un sopralluogo, come il ritorno a una situazione di sovraffollamento e, appunto, la recente perizia dei Vigili del Fuoco che hanno dichiarato inagibili i locali dove veniva ospitato il teatro.

“Chiediamo a tutti i soggetti che ne hanno titolo e alle autorità politiche di intensificare e approfondire i controlli sulla struttura – lancia un appello Salvatore Bianco della Fp-Cgil di Bologna – per giungere alle condizioni di sicurezza da cui fino a oggi il Pratello, purtroppo, pare ancora assai lontano”. Bianco ricorda come negli anni i sindacati abbiano “più volte denunciato la scarsa sicurezza della struttura e di vari locali interni alla stessa, denunce finite sistematicamente nel dimenticatoio”. La Cgil ribadisce dunque le “condizioni precarie dell’intero complesso, non solo dei locali adibiti a teatro, che vedono ad esempio un tetto danneggiato da tempo, anche a seguito dei recenti e meno recenti fenomeni sismici ed atmosferici”. Bianco chiama in causa la dirigente del Centro giustizia minorile, Silvia Mei, la quale “non ci ha ancora fornito notizie in merito ai lavori che dovrebbero mettere in sicurezza il tetto dell’istituto e sulle modalità con cui verrebbero eventualmente effettuati”. Secondo la Cgil, insomma, “la sicurezza nei locali del Pratello deve essere una preoccupazione costante di chi ne ha la responsabilità, e che non ci si possa limitare a mettere in sicurezza solo gli eventi che garantiscono magari prestigio e un ritorno d’immagine positivo”. Quanto al teatro, aggiunge Bianco, “pensiamo che sia necessario, nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti, andare a fondo sui rilievi mossi e sulle eventuali prescrizioni indicate dagli organi preposti, per permettere lo svolgimento dell’attività teatrale in assoluta sicurezza” ed evitare così “il rischio concreto di dispersione del patrimonio formativo di tutti questi anni”.


10 luglio 2015

Accordo Officine ortopediche Rizzoli

Il 25 giugno si è tenuta la gara d’asta della Rizzoli Ortopedia Spa in Fallimento che si è conclusa con l’aggiudicazione in favore di “Officine Ortopediche Rizzoli srl” società controllata al 100% da AB MEDICA HOLDING s.p.a.

A seguito del positivo esito della V° gara d’asta, in data odierna 10 luglio 2015 si è svolto un importante incontro presso la Città Metropolitana di Bologna al Tavolo di Salvaguardia del Patrimonio Produttivo, che si è concluso con un importanteAccordo Quadro fra le parti ( Rizzoli Ortopedia in Fallimento, AB Medica, CGIL e Filcams CGIL di Bologna e Filcams Nazionale, unitamente alle RSA, Comune di Budrio e Città Metropolitana).

Dopo anni di difficoltà ed incertezze sul futuro della Rizzoli Ortopedia, gli accordi siglati in data odierna (Accordo Quadro in sede Istituzionale e Accordo Sindacale di trasferimento) rappresentano un risultato importante, assolutamente non scontato, che salvaguarda l’intera occupazione, sito produttivo di Budrio e tutte le filiali presenti sul territorio nazionale, complessivamente 120 dipendenti, ed il mantenimento delle attuali condizioni economiche  e normative in essere.

Il buon esito degli accordi sottoscritti sono anche il frutto del proficuo confronto che si è tenuto nel corso di questi anni con il Curatore Fallimentare, la Provincia, il Comune di Budrio e la RSA attraverso l’obiettivo comune della salvaguardia del patrimonio produttivo, tecnologico e occupazionale della Rizzoli – e agli sforzi dei tanti lavoratori e lavoratrici che in questa azienda, nonostante tutto, hanno continuato a credere! Il risultato è il mantenimento nel nostro territorio, oltre che di tutti i posti di lavoro, anche di un famoso polo d’eccellenza.

L’Azienda presenterà a breve un  Piano Aziendale, anche ai fini dell’utilizzo del contratto di solidarietà e per il rilancio della nuova società Officine Ortopediche Rizzoli, prevedendo inoltre cospicui investimenti.

Bologna, 10 luglio 2015

p. Filcams Cgil Nazionale
Lorenza Giuriolo

p. segreteria CGIL BO
Giacomo Stagni


10 luglio 2015

A Roma la prima assemblea Nidil

Si terrà mercoledì 15 luglio a Roma “Controvento”, la prima Assemblea nazionale dei Quadri e Delegati di NIdiL CGIL.
A riunirsi nella capitale saranno cento delegati provenienti da tutte le regioni italiane e in rappresentanza di tutte le tipologie contrattuali che fanno riferimento a NIdiL (lavoratori in somministrazione, collaboratori, partite Iva, ecc.), per fare il punto sullo stato di salute del sindacato in tempi di Jobs Act.

I delegati e i quadri discuteranno direttamente con la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, in una tavola rotonda introdotta dal segretario generale di NIdiL-CGIL, Claudio Treves, e moderata dal giornalista del Manifesto Antonio Sciotto. Al centro della discussione ci sarà il “Nuovo Statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, la proposta di legge che la Cgil sta elaborando in risposta all’attacco ai diritti e alla precarizzazione perpetrati dal governo, per un mercato del lavoro realmente inclusivo e dove le disparità vengano cancellate a vantaggio dei più deboli.
Si parlerà, infine, di come articolare il lavoro di NIdiL in raccordo con le altre categorie e con la stessa Cgil, all’indomani delle conferenze di organizzazione territoriali appena concluse e in vista dell’appuntamento nazionale di settembre.

Controvento si svolgerà a partire dalle ore 15.00 al Lian Club (lungotevere dei Mellini 7, accesso dalla scalinata di Ponte Cavour).


9 luglio 2015

“Riprendiamoci la notte” alla Coop Farini

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil territoriali, a seguito della decisione di alcune Imprese della Grande Distribuzione organizzata di estendere gli orari di apertura al pubblico posticipando la chiusura di alcuni negozi nelle fasce orarie serali/notturne, decidono di intraprendere un percorso di mobilitazione che coinvolgerà l’intera piazza di Bologna.

La liberalizzazione degli orari commerciali prevista dal DL 22 Dicembre 2011 n 214  ha  determinato, con la possibilità di aprire le strutture commerciali tutte le Domeniche e le festività laiche e religiose nonché le notti, un evidente ricaduta sulla conciliazione dei tempi di vita/tempi di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
Tale prassi tra l’altro, nella generalità dei casi non ha prodotto la ripresa dei consumi e non ha certo incentivato l’occupazione bensì è accaduto che le stesse Aziende protagoniste delle aperture abbiano presentato  bilanci a consuntivo  peggiori rispetto a quelli degli anni precedenti, sia per il mancato incremento delle  vendite, che per il rapporto negativo costi/ricavi dovuti anche alle aperture festive in deroga.

Anche per questi motivi, le organizzazioni sindacali esprimono forte perplessità circa la decisione di aumentare ulteriormente gli orari di apertura al pubblico, che peggiorerà ulteriormente le condizioni di un settore a forte prevalenza di manodopera femminile (spesso part-time) già sottoposta al massimo regime di flessibilità oraria.

Pertanto, al fine di ostacolare una deriva che sembra essere l’ultima inutile frontiera in tema di flessibilità di orari di lavoro voluta dalla Grande Distribuzione Organizzata, non condividendone le necessità, le ricadute e l’idea di società che ne consegue e che viene proposta, Filcams-Cgil Fisascat-Cisl e Uiltucs Uil promuoveranno nelle prossime giornate una serie di iniziative di lotta e di sensibilizzazione al tema.

La prima di queste iniziative, nell’ambito di un percorso che interesserà anche i lavoratori di altre Aziende quali Carrefour,etc,sarà effettuata nella serata del 9 luglio dalle ore 21, nei pressi del punto vendita di via Farini di Coop Adriatica, i cui lavoratori saranno in sciopero per la decisione unilaterale della Cooperativa di posticipare l’orario di chiusura della struttura alle ore 23.
Durante il presidio le lavoratrici ed i lavoratori presenti, nell’esprimere le proprie motivazioni al dissenso, promuoveranno la donazione di libri a tutti i cittadini che decideranno di ascoltare la loro voce, con l’obiettivo di suggerire alle Imprese commerciali che un’altra idea di società,improntata allo sviluppo dell’ essere umano e  che non consideri le persone solo come consumatori, è possibile.

Filcams Cgil , Fisascat Cisl, Uiltucs Uil unitamente alle RSA di Coop e alle lavoratrici e ai lavoratori della Cooperativa,invitano pertanto tutti i cittadini il giorno 9 LUGLIO DALLE ORE 21 all’iniziativa RIPRENDIAMOCI LA NOTTE, con il proposito non solo di difendere i propri diritti, ma anche  di stare insieme per riguadagnare una società davvero civile.

Bologna, 6 luglio 2015

Filcams Cgil   Emiliano Sgargi   Vincenzo Mauriello
Fisascat Cisl   Malgara Cappelli   Silvia Balestri
Uiltucs Uil     Stefano Franzoni   Aldo Giammella


9 luglio 2015

“Ikea cambi idea” sabato a Casalecchio

Sabato 11 luglio 2015, per IKEA Casalecchio sarà una grande giornata di festa (e di lotta) in cui i dipendenti uniti e compatti, daranno voce al malcontento causato dalla decisione di IKEA nel dare disdetta unilaterale del Contratto Integrativo Aziendale.

Un Contratto Aziendale che regola istituti importanti (maggiorazioni per il lavoro festivo/domenicale, il premio aziendale fisso, ecc..) che per tutti i dipendenti IKEA significano molto, una perdita di questi istituti concordati, si tradurrebbe in una secca e significativa perdita del loro potere di acquisto…Non ci crediamo che l’unica strada per garantire lo sviluppo ulteriore dell’azienda sia un drastico abbassamento del salario dei lavoratori.

Sabato sarà organizzato un evento in perfetto stile IKEA, dal titolo“IKEA PUBLIC STRIKE MEETING” (I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN PUBBLICO): nella prima parte dell’evento racconteremo la crisi dei conti del colosso Svedese in un’altra ottica; la seconda parte sarà dedicata invece al racconto dei valori fondanti la nostra cultura aziendale.

Seguiranno canti ed altre iniziative con cui coinvolgeremo i clienti; senza mai dimenticare il motivo principale della nostra protesta.

IKEA CAMBI IDEA! È uno dei nostri slogan. Chiediamo che cambi nettamente posizione sulla scelta di effettuare un taglio lineare agli stipendi, mascherandola dietro la dichiarata volontà di voler creare “equità”.

P. la FILCAMS CGIL Bologna
Andrea Carrà
la RSU IKEA Casalecchio


9 luglio 2015

Il 10 e l’11 assemblea nazionale Fiom

Si terrà venerdì 10 e sabato 11 luglio prossimi, presso l’Hotel Centergross in Via Saliceto, 8 a Bentivoglio, Bologna, l’Assemblea nazionale della Fiom-Cgil. L’Assemblea, composta dai 181 componenti del Comitato centrale e da 362 delegate e delegati Fiom dai luoghi di lavoro, è da Statuto l’organismo che “delibera sugli indirizzi delle politiche sindacali dell’organizzazione”.

I lavori dell’Assemblea – con all’ordine del giorno il contratto nazionale dei metalmeccanici, Europa e iniziative sindacali – avranno inizio alle 10 di venerdì mattina con la relazione del segretario generale Maurizio Landini. Dopo una pausa per il pranzo riprenderanno con il dibattito, all’interno del quale è previsto l’intervento di Danilo Barbi della segreteria nazionale della Cgil.

L’Assemblea terminerà nel primo pomeriggio di sabato.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
Roma, 9 luglio 2015


8 luglio 2015

Accordo Valpizza: fermato il Jobs Act

Ieri 7 luglio 2015, presso la sede della Società Valpizza Srl, leader nella produzione di pizze, esportate in tutto il mondo (UK, Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Grecia, Olanda, Paesi Scandinavi, Usa, Korea, Giappone, Australia, Cina, etc….), e nel settore del Foodservice/Catering con varie filiali nel mondo, è stato raggiunto un importante accordo aziendale, sottoscritto Flai-Cgil di Bologna, dall’Azienda e dalle strutture Regionali Confederali della Cgil e di Confartigianato.

Per gli argomenti affrontati, in particolar modo per la loro attualità, si tratta di un importante ed innovativo accordo articolato su differenti punti. Innanzitutto si è trattato di un percorso che ha visto trasformare ben 26 rapporti di lavoro da dipendenti di cooperative a rapporti subordinati, affrontando il tema occupazionale e la presenza degli appalti.
Esso poi è intervenuto regolando e limitando l’uso delle nuove normative di cui al Jobs-act, è intervenuto sul tema contrattuale stabilendo il diritto e la diffusione della contrattazione di sito a tutti i presenti nel sito stesso, definendo fin d’ora un salario minimo inderogabile e la garanzia del diritto di priorità in caso di assunzione (anche in caso di turn-over) per i lavoratori delle cooperative e, non ultima, la garanzia della retribuzione da parte dell’azienda nel caso di crisi da parte delle medesime cooperative operanti nel sito.

“Questo accordo dimostra che una seria politica industriale, in quanto tale, non necessita certo dell’utilizzo delle norme contenute nel Jobs-act palesemente tese unicamente a destabilizzare i diritti e generare insicurezza nei luoghi di lavoro”.

Vincenzo Grimaldi
segretario generale Flai-Cgil Bologna


8 luglio 2015

“Alla Marelli 7 tutele crescenti su 28 precari”

Questa mattina i delegati della FIOM CGIL dello stabilimento Magneti Marelli di Bologna (ex Weber) sono stati informati dalla Direzione aziendale che al momento sono presenti in azienda 28 lavoratori con contratto di collaborazione a progetto e stage in scadenza nei mesi di luglio, agosto e settembre (sono 96 in totale con scadenze fino a marzo 2016 compreso i siti di Crevalcore e Venaria, di cui la stragrande maggioranza presenti nello stabilimento bolognese).

Di questi 28, solo 7 saranno assunti con contratto a tempo indeterminato a tutele crescentida Magneti Marelli, 18 saranno trasformati in assunzioni tramite staff leasing a tempo indeterminato presso aziende esterne (Euro Engineering-Adecco e IG Group) e 3 con contratto a tempo determinato di somministrazione.

Innanzitutto emerge cheil superamento dei contratti di collaborazione a progetto(previsto dal decreto sulle tipologie contrattuali del jobs act) viene aggirato dalle imprese, anche da una grande impresa come Magneti Marelli che fa parte del Gruppo FCA, avvalendosi del fatto che lo stesso decreto del jobs act sul riordino delle tipologie contrattuali liberalizzi proprio l’istituto dello staff leasing.
Non solo: i lavoratori – si tratta di tecnici ed ingegneri spesso occupati in progetti di ricerca e sviluppo – restano precari perché assunti da un’agenzia interinale, ma l’assunzione porta l’agenzia ad accedere agli sgravi contributivi previsti dal Governo.

Come FIOM CGIL di Bologna, insieme ai delegati in Magneti Marelli, chiediamo all’azienda diavviare subito un confronto per arrivare ad un accordo che preveda soluzioni condivise per i percorsi di ingresso, di formazione, di inserimento e di stabilizzazione in azienda, come avviene in tutte le importanti aziende del settore a Bologna.

Sarebbe incomprensibile ed inaccettabile che l’unico effetto dell’abolizione dei contratti di collaborazione a progetto in Magneti Marelli fosse il fatto che qualcuno (l’agenzia interinale) benefici degli sgravi contributivi per i circa 8000 euro annui per tre anni e qualcun altro (il lavoratore) resti precario.

Bologna 8 luglio 2015
FIOM CGIL Bologna
delegati RSA FIOM CGIL
Magneti Marelli Bologna (ex Weber)


8 luglio 2015

Sabato 11 sciopero nazionale Ikea

Per la prima volta nella storia italiana di IKEA si è giunti alla programmazione di una giornata nazionale di sciopero, il prossimo 11 luglio, che coinvolgerà quindi anche il punto vendita di Casalecchio di Reno (Bo).

Dopo la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa c’era stata una immediata e durissima reazione dei sindacati e dei lavoratori, sfociata nelle prime 8 ore di sciopero territoriale, effettuate pressoché all’unisono.
Dopo l’eccezionale mobilitazione di giugno non era venuta meno la disponibilità di sindacati e lavoratori a proseguire la trattativa: ciò aveva fatto sperare in un atteggiamento meno rigido da parte della multinazionale svedese.
In queste settimane si sono svolti alcuni incontri, finalizzati ad approfondire le reciproche posizioni su alcune richieste aziendali di riduzione del costo dello staff. Il 3 luglio, durante l’incontro a Bologna, è arrivata la decisione di proclamare lo sciopero, dopo aver registrato il permanere di posizioni ancora troppo distanti.

“L’azienda insiste con pervicacia a voler mettere mano alle buste paga dei lavoratori, trasformando un elemento fisso del salario in elemento legato a indicatori variabili” afferma Giuliana Mesina, della segreteria nazionale Filcams CGIL. “Se questo non bastasse, ancora una volta ci hanno proposto di penalizzare i lavoratori, riducendo sensibilmente la percentuale di maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo, affermando addirittura di essere ispirati a criteri di equità, valore che fatichiamo davvero a scorgere, se perseguito con tagli lineari a danno soprattutto dei lavoratori più fragili” prosegue la Filcams.

Ikea, colosso mondiale del mobile e accessorio low cost, sembra non accontentarsi più dei profitti da favola garantiti dalla propria formula di holding, franchising e fondazioni varie, ma vuole che a finanziare il proprio sviluppo siano i sacrifici dei suoi stessi dipendenti.

Intanto però le lavoratrici e i lavoratori, non più convinti che IKEA sia il migliore dei mondi possibili, scendono nuovamente in sciopero a dimostrare che qualcosa non torna.


8 luglio 2015

Stato d’agitazione appalto pulizie Poste

La Miorelli Service, che ha in gestione l’appalto delle pulizie del Centro Meccanizzato Postale di Bologna, ormai da anni non rispetta l’integrativo provinciale, provocando ai lavoratori, che già guadagnano poche centinaia di euro al mese, un danno economico notevole. Per questa motivazione la Filcams-Cgil di Bologna ha proclamato lo stato di agitazione ed aperto la procedura di raffreddamento con la Prefettura di Bologna.

“E’ assurdo – dice Debora Cervi – che le Poste siano totalmente disinteressate a quello che succede dentro le proprie strutture e che, nonostante i nostri solleciti, non abbiano mai avuto la decenza di rispondere e intervenire per ripristinare la legalità. Abbiamo provato diverse volte a trovare una soluzione con la Miorelli che però continua a tergiversare provocando un danno continuo ai lavoratori che non è più sopportabile. A questo punto ognuno si prenda le proprie responsabilità, noi attueremo ogni azione che vada a tutelare i lavoratori – conclude la Cervi”.

p. Filcams-CGIL-Bo
Debora Cervi


6 luglio 2015

Sciopero Aquila reale ed MMP Interporto

Oggi pomeriggio ha avuto luogo lo sciopero di due ore dei lavoratori delle cooperative Aquila Reale ed MMP (committente GEODIS)  al blocco 9.5 dell’Interporto di Bologna.

La protesta si è protratta oltre le ore previste di sciopero –  indetto in seguito al mancato rispetto dell’accordo siglato lo scorso giovedì 2 luglio sull’orario di lavoro –  con un presidio da parte di una sessantina di  lavoratori davanti allo stabilimento.

L’azione di oggi ha indotto il committente Geodis a farsi garante per trovare un accordo teso a definire un orario di lavoro credibile con un’equa distribuzione delle ore tra i lavoratori.

Domani si terrà un incontro, auspichiamo risolutivo, con Aquila Reale, MMP e Geodis.

FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna
Bologna, 06 luglio 2015


6 luglio 2015

Siglato in Comune il protocollo appalti

Dopo qualche mese di trattativa oggi siamo giunti unitariamente alla firma del nuovo Protocollo appalti con il Comune di Bologna. L’intesa ha visto la firma anche di tutte le associazioni datoriali del territorio; è questo uno degli elementi di grande novità dell’intesa a testimonianza del fatto che per raggiungere importanti obiettivi su un tema così spinoso è necessaria una sinergia tra tutti i soggetti in campo nella gestione dell’intera filiera. In questo caso, per la prima volta, c’è stato, sostiene Sonia Sovilla della segreteria della Cgil di Bologna che ha direttamente seguito la trattativa, un indubbio passo in avanti. I recenti fatti di cronaca su scandali e  corruzione hanno, probabilmente, fatto alzare il livello di guardia e ritenere, congiuntamente, necessario un significativo passo in avanti.

Dopo quello sottoscritto nel 2005 avevamo tutti la necessità di rivederlo – sostengono il segretario generale Cgil Bologna Maurizio Lunghi e Sovilla – alla luce di quello che è il nuovo contesto che si è venuto a delineare già da tempo; in questa fase la necessità di condividere un livello di legalità, trasparenza era una delle due priorità. L’altra, fortemente voluta dalle CGIL che su questo tema sta strutturando tutta la contrattazione sul territorio, era quella di rivedere con maggior determinazione la clausola sociale e il mantenimento delle retribuzioni e dei diritti acquisiti nelle fasi del cambio di gestione. La recente normativa sul tema del lavoro, nota come JOB ACT, fortemente contestata dalla Cgil ma diventata purtroppo legge dello stato è stata quì neutralizzata a dimostrazione che il tema non è quello di abbassare  i diritti e le tutele di chi, tra l’altro, ne ha sempre avuti molto pochi, ma di creare buona e stabile occupazione.

In questo protocollo entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti.

Altri elementi qualificanti sono senz’altro l’obiettivo condiviso di andare verso la stazione appaltante unica, vera e concreta strategia per il controllo della spesa pubblica, la lotta alle cooperative spurie che in questi anni ci hanno causato un mare di problemi nella gestione quotidiana degli appalti (prevedendo che il lavoratore non può essere obbligato a diventare socio ma anche che i regolamenti delle cooperative non possano essere in contrasto con le leggi e i CCNL).

Finalmente abbiamo raggiunto l’obiettivo rincorso da anni di avere il completo monitoraggio degli appalti e delle concessioni all’interno del Comune: un elemento tutt’altro che banale per le categorie che erano da sempre costrette a gestire a valle i processi di cambio appalto.

Abbiamo poi sancito il superamento delle gare al massimo ribasso e una maggior valorizzazione  delle imprese che rispettano la legalità, la correttezza retributiva-contributiva-fiscale nonchè il ripetto dei
CCNL sottocritti dalle OOSS maggiormente rappresentative nonché eventuali CCNL provinciali se esistenti; viene finalmente prevista la revisione periodica del prezzo con un adeguamento che deve integralmente recepire i rinnovi della contrattazione nazionale e territoriale.

Un protocollo abbastanza innovativo anche nell’approccio, che accetta la sfida di un momento storico molto particolare e che sottolinea come, in questo mondo, noi dobbiamo salvaguardare tutti i posti di lavoro che abbiamo e possibilmente crearne di nuovi ma nel rispetto dei diritti e delle tutele per tutti/e.

Come tutti gli accordi c’è la fase della gestione, tutt’altro che irrilevante in un mondo che, strutturalmene, è sempre in completa evoluzione. Ma su questo la CGIL di Bologna sta facendo un forte investimento e per noi gli appalti del Comune di Bologna, che negli anni non sono stati immuni da problemi non di poco conto, rappresenteranno, anche con questo accordo, un discreto bacino di tenuta contrattuale se sapremo essere presenti in quei luoghi di lavoro con maggior determinazione rispetto al passato.

Sonia Sovilla
segreteria CGIL Camera del lavoro metropolitana Bologna

Maurizio Lunghi
segretario generale Cgil Bologna

La puntata di Presa diretta del 20 settembre 2015 in cui si parla di appalti
La puntata di Presa diretta del 27 settembre 2015 in cui si parla di appalti

Protocollo_Appalti_firmato_6_luglio_2015_CORRETTO


6 luglio 2015

Ipotesi d’accordo per il contratto alla Minarelli

Nella giornata di oggi, lunedì 6 luglio, si svolgono le assemblee per illustrare alle lavoratrici e ai lavoratori della Motori Minarelli i contenuti dell’ipotesi di accordo raggiunta venerdì scorso con la Direzione aziendale e che sarà sottoposta al voto dei lavoratori tramite referendum nelle giornate di domani e mercoledì (7-8 luglio).

L’accordo arriva dopo una trattativa durata circa tre mesi e segna un punto importante innanzitutto come ripartenza della contrattazione aziendale (l’ultimo contratto aziendale è dell’ottobre 2008, al quale sono seguiti anni di difficoltà, anche segnati dal ricorso agli ammortizzatori sociali e da due procedure di mobilità nel 2010 e nel 2013) e come investimento su un sistema di relazioni fondate sulla pari dignità delle parti, sull’accesso alle informazioni per la delegazione sindacale e sull’impegno al miglioramento delle condizioni di lavoro attraverso la costituzione di un’apposita commissione tecnica bilaterale.

La Motori Minarelli, azienda storica di Bologna oggi parte del Gruppo Yamaha specializzato nella produzione di motori per motoveicoli di produzione europea, oggi occupa 270 tra lavoratrici e lavoratori, con un fatturato in crescita dopo gli anni di crisi del mercato del settore del motociclo.

Molto importante nell’accordo è proprio il riconoscimento del ruolo strategico della Motori Minarelli nell’assetto complessivo di Yamaha in Europa, che comporta il mantenimento di un’adeguata capacità produttiva e dell’occupazione.

L’accentuata stagionalità delle produzioni trova un apposito riconoscimento nell’ambito dell’integrativo aziendale, non solo attraverso la definizione di modalità specifiche di ricorso ad un orario stagionale (con significativi riconoscimenti ai lavoratori interessati in termini di riposi compensativi – 25 minuti aggiuntivi per ogni ora prestata – ed indennità di disagio – 6 euro ora), ma anche con l’individuazione di una procedura che serve a dare una risposta innanzitutto ai lavoratori occupati con part time (in azienda ci sono 19 part time orizzontali e 32 part time verticali).

Viene ulteriormente rafforzato un già ampio sistema di diritti individuali, frutto di anni di contrattazione, che vanno dal miglioramento della normativa sul congedo di maternità, ai permessi per visita medica, alle borse di studio per i dipendenti e i figli dei dipendenti che conseguono diploma o lauree.

Dal punto di vista economico si introduce un premio di risultato per il periodo 2015-2017 con valori economici pari rispettivamente a 450 euro, 750 euro e 1000 euro a regime.

Il premio di risultato si inserisce in un contesto di contrattazione aziendale che oggi vede i lavoratori della Minarelli aver acquisito, con la contrattazione, quote di retribuzione fissa che li collocano circa il 22% sopra il salario previsto dal contratto nazionale.

Bologna, 6 luglio 2015

delegate e delegati FIOM CGIL
FIOM CGIL

Motori Minarelli Bologna

Nota: oggi Motori Minarelli occupa 270 lavoratrici e lavoratori (con una stragrande maggioranza di manodopera femminile: 167), il fatturato del 2014 è stato pari a 58,8 milioni di euro, la RSU Motori Minarelli è composta da 7 delegati su 8 della Fiom (che alle elezioni svoltesi nel 2014 ha ottenuto l’82% dei consensi).


3 luglio 2015

Sanità: il 9 assemblea a San Giovanni

Siete invitati a partecipare numerosi all’assemblea aperta sulla sanità e futuro dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto (Bo) che si terrà Giovedì 9 luglio ore 18,00 in sala del cCnsiglio comunale di San Giovanni.

PARTECIPATE E FATE PARTECIPARE!

Viler Zappaterra
responsabile CGIL Zona Terre d’acqua


2 luglio 2015

Revocato lo stato d’agitazione in Fiera

In data odierna si è tenuto il programmato incontro con la Direzione Aziendale di Bologna Fiere relativamente all’organizzazione del lavoro e, più complessivamente, al modello di relazioni sindacali.

Le Organizzazioni Sindacali e il Consiglio d’Azienda prendono atto della volontà aziendale di intervenire in modo concreto sulle tematiche organizzative da tempo sollevate all’interno di una più ampia discussione sul futuro del quartiere fieristico, anche attraverso i necessari investimenti, auspicando in tal senso, un impegno attivo delle Istituzioni.

Dal mese di settembre verranno calendarizzati incontri volti a definire nel dettaglio il piano organizzativo presentato oggi, con l’obiettivo comune di condividerlo e di renderlo operativo a partire dal prossimo mese di gennaio in una logica di miglioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi erogati nel corso delle manifestazioni fieristiche.

Alla luce di questa evoluzione del confronto le Organizzazioni Sindacali ed il consiglio d’azienda revocano lo stato di agitazione proclamato nei mesi scorsi.

FILCAMS – CGIL Luca Taddia

FISASCAT – CISL Sara Ciurlia

USB – LAVORO PRIVATO Valentina Delussu


2 luglio 2015

Incontro per Elior: disponibilità a trattare

Si é tenuto oggi nella sede della Città metropolitana l’incontro tra FILCAMS FISASCAT UILTCUS Bologna e la Società Elior per l’avvio della fase di confronto istituzionale prevista in caso di procedura di mobilità.

Nonostante la rinnovata richieste delle OO.SS di utilizzare gli ammortizzatori sociali per scongiurare i licenziamenti, Elior si é nuovamente rifiutata di tentare questo tipo di soluzione. Ha però accolto la proposta delle OO.SS di valutare la ricollocazione di almeno una parte del personale in esubero, in altre mense presenti nel territorio di Bologna.
Pertanto, il tavolo é stato riconvocato per il prossimo venerdì 17 luglio.

In queste settimane le OO.SS auspicano che Elior si attivi per proporre ricollocazioniper tutto il personale in esubero e non solo di una parte di questo.

Lo stato di agitazione dei lavoratori inoltre non viene sospeso: qualora Elior non dovesse rispettare l’impegno preso al tavolo, gli scioperi riprenderanno già dai primi giorni della prossima settimana.


2 luglio 2015

Grecia: no austerità, sì democrazia

Invitiamo lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, a partecipare al presidio che si terrà venerdì 3 Luglio a partire dalle ore 18.00 in Piazza Nettuno – Bologna, in solidarietà e a sostegno del Popolo Greco.

GRECIA: NO ALL’AUSTERITA’, SI ALLA DEMOCRAZIA

Attivisti di sindacati, organizzazioni e movimenti sociali, forze politiche di tutta Europa ci siamo incontrati oggi ad Atene in un momento carico di responsabilità e significato storico.
L’Europa è a un bivio. Non stanno solo cercando di distruggere la Grecia, stanno cercando di distruggere tutti e tutte noi. È il momento di alzare la nostra voce contro i ricatti delle oligarchie europee.
Domenica prossima il popolo greco potrà decidere di rifiutare il ricatto dell’austerità votando per la dignità, con la speranza di un’altra Europa.
Il momento storico impone a ciascuno in Europa di schierarsi.

Diciamo NO all’austerità, ad ulteriori tagli alle pensioni, ad altri aumenti delle imposte indirette.
Diciamo NO alla povertà e ai privilegi.
Diciamo NO ai ricatti e alla demolizione dei diritti sociali.
Diciamo NO alla paura e alla distruzione della democrazia.

Diciamo insieme SÌ alla dignità, alla sovranità, alla democrazia e alla solidarietà con il popolo greco.
Ma questa non è una questione tra la Grecia e l’Europa.
Riguarda due visioni contrapposte di Europa: la nostra Europa solidale e democratica, costruita dal basso e senza confini. E la loro versione che nega la giustizia sociale, la democrazia, la protezione dei più deboli, la tassazione dei ricchi.

Basta!
È troppo!
Un’Altra Europa è possibile ed è davvero necessaria.
Costruiamo un forte OXI, un chiaro NO europeo e partecipiamo al nostro referendum, on line e fisicamente nelle piazze di tutta Europa. On line, si firma qui!

In questo momento storico, facciamo appello al popolo europeo, ai sindacati, alle forze politiche, alle organizzazioni e movimenti sociali a esprimere il loro NO visibile alla austerità venerdì 3 luglio in tutta Europa.
Troviamo il nostro modo per dire NO in tutte le lingue d’Europa!
Troviamo il nostro modo per dire OXI!
Domenica sarà un giorno decisivo per l’Europa. Per noi, popolo europeo. Per i nostri sogni, per le nostre speranze. Ma non dobbiamo dimenticare che non sarà l’ultimo nella strada della lotta comune per un’altra Europa, fatta dalle persone e al loro servizio. Continueremo a difendere la democrazia.

Qui la nota della Cgil nazionale!


2 luglio 2015

Sì all’ipotesi di piattaforma per i chimici

Un’ottima notizia, a cui la Filctem-Cgil di Bologna e dell’Emilia-Romagna ha contribuito fattivamente. Il 30 giugno 2015, gli esecutivi unitari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riuniti a Roma, hanno dato il “via libera” all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore chimico-farmaceutico (oltre 171.000 i lavoratori interessati, dipendenti da più di 2900 imprese) in scadenza il 31 dicembre 2015. 123 euro è la richiesta di aumento salariale per il triennio 2016-2018.
Ora l’ultima parola spetta alle assemblee dei lavoratori, in maniera tale da consentire l’avvio delle trattative – presumibilmente a settembre, subito dopo l’Assemblea dei quadri e delegati per il varo definitivo – con le associazioni imprenditoriali di riferimento (Federchimica, Farmindustria, Assocerai, Anicta – Confindustria, alle quali sono già state inoltrate le lettere di disdetta).

Definendo così le “linee-guida” per le piattaforme anche di altri importanti rinnovi di contratti in settori industriali, si apre la stagione contrattuale con la forza della volontà condivisa dalle tre più rappresentative organizzazioni sindacali di settore di rinnovare tutti i CCNL, rilanciando il ruolo e l’autorità contrattuale del sindacato.

Roberto Guarinoni
segretario generale Filctem-Cgil Bologna


1 luglio 2015

A Bologna Sì al documento sulla Conferenza d’organizzazione 2015

Si è svolta lunedì 29 giugno 2015 al circolo arci Bellaria di San Lazzaro di Savena (Bo) la Conferenza d’Organizzazione della Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna. L’introduzione è stata del segretario bolognese Maurizio Lunghi, e le conclusioni del segretario nazionale Cgil Susanna Camusso.

Nel dibattito sono intervenuti 23 funzionari e delegati, di cui 8 donne e 15 uomini.

Il documento nazionale è stato approvato con 251 voti a favore (67%), 104 contrari (27,7%), 20 astenuti (5,3%). E’ stato altresì votato e approvato un documento su Bologna, passato al voto dell’assemblea con 269 “Sì”, 20 voti contrari e 99 astenuti.

Doc_Conf_org_2015_def


1 luglio 2015

Stato d’agitazione e sciopero mensa Elior

Elior, la multinazionale francese di ristorazione entrata nelle cronache cittadine perché fra i soci privati di Seribo, ha annunciato il licenziamento di 23 lavoratori impiegati presso la cucina centralizzata di Zola Predosa (Bo), in conseguenza alla chiusura della cucina e al trasferimento dell’attività produttiva in una nuova struttura, sempre sita a Zola Predosa.

La fase di confronto sindacale si è conclusa con un mancato accordo: Elior non si è resa infatti disponibile a discutere con le OO.SS Filcams, Fisascat e Uiltucs di Bologna soluzioni alternative ai licenziamenti, quali il ricorso agli ammortizzatori sociali, in primis il contratto di solidarietà.

Per questa ragione i lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione seguito da scioperi di un’ora al giorno, per l’intera settima con il conseguente blocco dell’attività lavorativa.

Lo sciopero proseguirà sino a quando l’azienda non ritirerà i licenziamenti.

Il prossimo incontro tra Aziende e Sindacati è previsto per il 2 luglio, presso la Sede della Città Metropolitana.

Bologna, 1 luglio 2015

Filcams-Cgil Bologna
Gaia Stanzani

Fisascat-Cisl Bologna
Sara Ciurlia

Uiltucs-Uil Bologna
Aldo Giammella

giugno 2015

29 giugno 2015

Martedì 30 sciopero nazionale Telecom

Martedì 30 giugno 2015 le lavoratrici e i lavoratori Telecom Italia di tutto il territorio nazionale sciopereranno per l’intero turno di lavoro.

Telecom Italia deve rimanere azienda unica e indivisibile. Deve essere rigettata ogni ipotesi di “spezzatino” aziendale. Le difficoltà “interne ed esterne” di Telecom non possono essere scaricate unicamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, che già in più di un’occasione hanno dato prova di saper affrontare situazioni difficili. Le lavoratrici e i lavoratori di Telecom Italia tutta hanno le capacità e le competenze per essere attori protagonisti della “digitalizzazione” del paese.

Migliaia di giovani attendono le assunzioni promesse.

Le lavoratrici e i lavoratori Telecom Italia dell’Emilia-Romagna daranno corso il 30 giugno alla manifestazione regionale in Piazza VIII Agosto Bologna a partire dalle ore 8.30.

Alla manifestazione regionale saranno anche presenti:
Segretario Nazionale SLC-CGIL: Michele Azzola
Segretario Generale CGIL E.R.: Vincenzo Colla
Segretario Generale Camera del Lavoro Bologna: Maurizio Lunghi

SLC-CGIL Emilia Romagna
Bologna 25/06/2015


26 giugno 2015

Conferenza d’organizzazione 2015

“Contrattare per includere, partecipare per contare”. Scarica dal sito della Cgil nazionale il documento della Conferenza ed il calendario:http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=23173

Si stanno svolgendo, in questi giorni, nei vari territori della nostra regione, le Conferenze di Organizzazione delle Camere del Lavoro Territoriali. Ciò rientra nel percorso deciso dal Direttivo nazionale della Cgil di metà maggio che ha indetto la Conferenza di Organizzazione 2015 dal titolo “Contrattare per includere, partecipare per contare”.

La Cgil di Bologna svolgerà la sua Conferenza di Organizzazione lunedì 29 giugno alla Sala Paradiso – Arci – Via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena.

La relazione introduttiva, in mattinata, sarà svolta da Maurizio Lunghi Segretario generale della Camera del Lavoro di Bologna.
Le conclusioni, nel pomeriggio, da Susanna Camusso, Segretario generale della Cgil nazionale.

Susanna Camusso incontrerà la stampa alle ore 12.30 di lunedì, alla fine dei lavori del mattino, sempre presso la sede Arci di San Lazzaro di Savena, Via Bellaria 7.

Segreteria Cgil Bologna


26 giugno 2015

Sciopero a rovescio a Telesanterno

I lavoratori di Telesanterno, Telecentro e Publivideo 2 denunciano, ancora una volta, il mancato pagamento degli stipendi. L’azienda non sta rispettando un accordo sottoscritto coi sindacati.

I 36 dipendenti si sono fatti carico delle difficoltà dichiarate dalla proprietà che ha evitato, a lungo, di discutere dei problemi insieme alle organizzazioni sindacali.

I lavoratori hanno accettato di rateizzare le retribuzioni non corrisposte attraverso un accordo – faticosamente conquistato – che prevede di dilazionare anche gli stipendi futuri fino al mese di settembre. Sono state accettate le scadenze temporali proposte dall’azienda.

Stupisce che a violare l’intesa sia un gruppo televisivo che vede in ruoli di responsabilità aziendale Claudio Bighinati, che è anche Presidente dei giovani industriali dell’Emilia-Romagna, e che, in quella veste, dovrebbe – per primo – sollecitare le parti datoriali al rispetto degli accordi sottoscritti.

I sindacati hanno proclamato per il 2 luglio 2015 due ore di sciopero alla rovescia, che i dipendenti effettueranno presentandosi normalmente al lavoro, ma devolvendo le retribuzioni a scopo benefico all’AIL, l’Associazione italiana contro le leucemie.

All’azienda i lavoratori chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti, riservandosi ulteriori azioni legali.

Bologna, 25 Giugno 2015

Documento approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori di Telesanterno, Telecentro e Publivideo2

SLC-CGILFILCAMS-CGIL FNSI-ASER


25 giugno 2015

Aggiudicate in asta le Officine Rizzoli

Promessa di rilancio per una storica azienda del territorio bolognese: la Rizzoli ortopedia da oggi (ovviamente in attesa di completare le procedure di vendita) passa di mano all’Ab Medica, azienda milanese specializzata nella produzione e distribuzione di tecnologie medicali, che oggi pomeriggio – 25 giugno 2015 – si è aggiudicata l’asta per cinque milioni e 107.433 euro.

L’aggiudicazione formale è in favore di una newco costituita dall’Ab Medica, che richiama il nome originario dell’azienda: Officine ortopediche Rizzoli. Oltre quella dell’Ab Medica era arrivata un’altra richiesta di partecipazione all’asta, da parte della Myrmex, che già in passato aveva tentato di rilevare la Rizzoli.

Con il prezzo di partenza fissato a 4,857 milioni di euro, all’Ab Medica è bastato un solo rialzo da 250.000 euro (la quota minima di rilancio) per vincere l’asta.

“Si pongono quindi le basi per il rilancio di uno storico marchio del territorio – dice Giacomo Stagni, componente della segreteria Camera del lavoro metropolitana di Bologna -: chi si è aggiudicato l’azienda ha tutte le competenze necessarie per un piano di rilancio. Il prossimo 10 luglio, nella sede istituzionale della Città metropolitana, è già previsto un incontro per definire il passaggio dei circa 140 lavoratori e per discutere il piano industriale. Questa vicenda mostra che il territorio ha delle competenze e delle professionalità che hanno solo bisogno di investimenti e di imprenditori che vogliano prendersi cura dei nostri prodotti d’eccellenza”.


25 giugno 2015

Deserta l’asta delle Terme di Porretta

Come era prevedibile, il ricorso al TAR promosso in queste ore dalla Società Gruppo Alberghiero Helvethia di Porretta (Bo) ha ottenuto il risultato sperato, allontanare ogni possibile acquirente. L’asta, di oggi, è andata deserta come del resto si poteva prevedere.

Si delinea ora un quadro preoccupante. Se venisse confermata l’intenzione del Giudice fallimentare di procedere alla cessazione totale di ogni attività, per non aggravare la situazione debitoria, nel giro di poche ore si realizzerebbe il disastro più totale: il licenziamento di tutti i dipendenti e la restituzione della concessione mineraria alla Regione. In tal caso Porretta rimarrebbe senza alcuna erogazione di acqua termale per minimo 12/14 mesi, ma più probabilmente ben più a lungo. Si tratterebbe quindi della morte definitiva della vocazione termale del sito.

“Mentre si consuma una ridicola rissa sulla concessione mineraria, l’attività termale è lasciata morire. Siamo convinti – sostengono Cgil e Cisl e le categorie Filcams e Fisascat – che in questo disastro ci siano pesanti responsabilità di più soggetti, dall’imprenditoria del territorio ad alcune istituzioni pubbliche”. “In queste ultime ore convulse – proseguono i sindacati – abbiamo avuto comunicazioni che un imprenditore termale potrebbe avere interesse a formalizzare una proposta di affitto temporaneo di azienda che permetterebbe la gestione dello stabilimento salvando la stagione 2015 e evitando la chiusura definitiva degli impianti”.

Nel frattempo stiamo a vedere se si sciolgono in un modo e nell’altro i contenziosi sulla concessione mineraria, consentendo il sorgere di interessi al subentro stabile in un ambito di certezze. “Invieremo – dichiarano i rappresentanti dei lavoratori – oggi stesso una richiesta di incontro urgente al giudice fallimentare incaricato, per richiedere una proroga dell’esercizio provvisorio onde consentire la presentazione formale della proposta di affitto. Dichiariamo, a tal proposito fin d’ora la nostra disponibilità a stipulare eventuali accordi sindacali volti a contenere il più possibile i costi a carico dell’esercizio provvisorio per questa breve proroga richiesta. Prioritario è ora mantenere aperto il sito termale scongiurando i sigilli alla sorgente che rischierebbe di scomparire. “I dipendenti ci hanno oggi esternato il loro rabbioso scoramento, si sentono abbandonati dal territorio, dalle Istituzioni, stanno da anni facendo consistenti sacrifici per salvare gli impianti termali (ancora oggi aspettano 6 mesi di stipendio mai ricevuti dalla precedente gestione).

Ora più che mai è però necessario continuare a lottare poiché le terme sono un patrimonio comune dei lavoratori ma anche volano di sviluppo dell’economia montana”.

Bologna, 25 giugno 2015
FILCAMS CGIL – Andrea Carrà
CGIL Bologna Giacomo Stagni
FISASCAT CISL Silvia Pergola
Cisl Area metropolitana Alberto Schincaglia


24 giugno 2015

Elezioni Rls in Marelli vince la Fiom

Si sono svolte nei giorni 22, 23 e 24 giugno 2015 le elezioni per gli RLS in Magneti Marelli (ex Weber) a Bologna, le prime elezioni libere negli ultimi 5 anni in cui i lavoratori hanno potuto scegliere anche la FIOM sulla scheda elettorale.

Il risultato è schiacciante: la FIOM CGIL ottiene il 79% dei voti (265) ed elegge 3 RLS su 4.

I sindacati aziendali (cosiddetti firmatari) FIM CISL e UILM UIL rispettivamente ottengono 40 voti e 30 voti.

Ringraziamo tutti i lavoratori e lavoratrici, impiegati ed operai, che hanno partecipato al voto e, in modo libero, hanno scelto la FIOM CGIL.

Bologna, 24 giugno 2015

FIOM CGIL Bologna


24 giugno 2015

Sciopero per l’integrativo alla Fabbri

Sciopero unitario con adesione totale, dalle 14.30 fino alla fine del turno di oggi, allo stabilimento di Anzola Emilia (Bo) e nella sede bolognese della Fabbri, celebre marchio di amarene sciroppate con circa 140 dipendenti, per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

Lavoratrici e lavoratori si sono riuniti in assemblea, prima di incontrare il sindaco ed il capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale di Anzola, a cui hanno chiesto l’impegno del Consiglio a discutere un ordine del giorno di solidarietà.

La vertenza si è aperta dalla fine del 2013, e resta a tutt’oggi aperta a causa della mancanza di volontà politica dell’azienda, che pretenderebbe di decidere la delegazione sindacale che deve sedersi al tavolo, e di vincolare a ciò la conclusione positiva della confronto. Negli ultimi tempi, la proprietà è giunta addirittura ad offrire un premio annuo pari a 3000 euro per lavoratore, se i dipendenti avessero accettato di “togliere di mezzo” le organizzazioni sindacali dalla discussione per il rinnovo.

Le lavoratrici e i lavoratori hanno rigettato fermamente questa impostazione, rivendicando invece il diritto al rinnovo del proprio contratto, e la libertà di decidere autonomamente la composizione della delegazione sindacale.

Il paradosso di questa vicenda si è raggiunto, però, nell’incontro di lunedì 22 giugno, quando a fronte di una discussione aperta da oltre un anno la direzione aziendale ha sostenuto che l’apertura del confronto per il rinnovo del contratto nazionale impedisca il prosieguo della trattativa sul piano aziendale.

Flai-Cgil Bologna

Fai-Cisl Bologna

Uila-Uil Bologna

Bologna, 24 giugno 2015


23 giugno 2015

Accordo alla Ilip, riassunti i facchini

E’ stato sottoscritto oggi 23 giugno 2015 alle ore 16,00 dopo otto ore di trattativa,  presso ILPA divisioni ILIP di Bazzano  un accordo  con le organizzazioni sindacali del settore chimico che risolve la vertenza aperta dai facchini della cooperativa MT rimasti senza lavoro e retribuzione.

L’accordo prevede il riassorbimento occupazionale presso altra cooperativa e il pagamenti dei crediti sospesi e rimanda alle organizzazioni di settore la gestione dell’intesa.

FILCTEM-CGIL BOLOGNA
Roberto Guarinoni


23 giugno 2015

Stato d’agitazione a Coop adriatica Bologna

Le Segreterie di FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS unitamente al coordinamento delle delegate e dei delegati di Coop Adriatica area Emilia, a seguito della decisione della Cooperativa di estendere gli orari commerciali di apertura al pubblico del negozio di Via Farini fino alle ore 23:00, decidono di aprire lo stato di agitazione sindacale sull’intera piazza di Bologna.

Tale decisione si giustifica nel valutare assai negativamente il metodo unilaterale adottato da Coop Adriatica che, a poche settimane dalla firma di un nuovo contratto integrativo aziendale, assume tale decisione senza garantire alle OO.SS e ai lavoratori che appresentano un confronto preventivo.

Nel merito, viene giudicata negativa e pericolosa la scelta di estendere oltre il normale orario l’apertura al pubblico, in assenza di una strategia commerciale dedicata, riproponendo quindi lo stesso “servizio” già garantito a soci e clienti 7 giorni su 7 per almeno 13 ore al giorno.

Inoltre, esprimiamo forte preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori del settore già sottoposti da tempo al massimo regime di
flessibilità degli orari di lavoro e colpiti dalla liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali derivante dal cosiddetto decreto Salva Italia.

Una deriva quindi che sembra poter rappresentare l’ultima frontiera della flessibilità nella grande distribuzione organizzata che, senza sostenere in alcun modo la ripresa dei consumi né tantomeno l’occupazione, polverizza ulteriormente il mondo del lavoro, aumenta il dumping contrattuale e la concorrenza sfrenata tra imprese, disegna un’idea di società tutta proiettata sul mero consumo, lontana dalla cultura del benessere, del tempo libero, dello stare insieme.

Pertanto, a partire dai prossimi giorni Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e i delegati di Coop Adriatica, programmeranno un ciclo di iniziative e proclamano 8 ore di sciopero da calendarizzare durante l’intero periodo di mobilitazione, e chiedono a Coop Adritica il ritiro della decisione aziendale ed il rientro al normale orario di chiusura.

Bologna, 23 Giugno 2015

Filcams-Cgil
Vincenzo Mauriello

Fisascat-Cisl
Silvia Balestri

Uiltucs-Uil
Aldo Giammella


22 giugno 2015

Accordo cassa per gli educatori per disabili

Nella giornata di oggi, 22 giugno 2015, abbiamo siglato un accordo di cassa integrazione per gli educatori e le educatrici delle cooperative sociali Quadrifoglio e Pianeta Azzurro, per coprire il significativo calo dei servizi che si verrà a determinare sul periodo estivo.

Nel pre accordo che avevamo siglato già alcune settimane fa le cooperative – che gestiscono i servizi educativi integrativi e di integrazione della disabilità per conto del Comune di Bologna – ci avevano comunicato che il calo di servizi sul periodo estivo era tale da non permettere la proroga dei tempi determinati nel mese di giugno.

Oggi abbiamo siglato un accordo che permetterà a lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato (nel numero di 270) di poter usufruire di un ammortizzatore sociale che attutira’ – almeno in parte – gli effetti della contrazione dei servizi nel periodo estivo, nella misura in cui non sarà possibile assegnare loro interventi educativi.

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL
FP CGIL Bologna


22 giugno 2015

Terme di Porretta, ancora dubbi

Ho appreso che a pochi giorni dall’Asta giudiziaria, da parte della Società Gruppo Alberghiero Helvethia, del Dott. Gianluca Pavanello, è stato depositato un ricorso al TAR che rende molto incerta la possibilità per un eventuale acquirente di poter subentrare nella concessione mineraria sull’uso delle acque termali. Un ricorso “ad orologeria” che ottiene l’unico effetto (ma forse era questo l’obiettivo) di far andare deserta l’Asta stessa… Del resto chi mai si azzarderebbe a presentare una proposta di acquisizione di una struttura termale in forte difficoltà, bisognosa di urgenti interventi di ristrutturazione, senza avere la certezza di poter far funzionare l’impianto?

Si crea una situazione di estrema gravità, qualora non sia presentata alcuna offerta, alla Curatela non resta che una decisione. Chiudere l’esercizio provvisorio, procedere al licenziamento di tutti i dipendenti rimasti (17 sono già stati licenziati a causa della cessata attività dell’albergo delle terme a seguito di un sequestro giudiziale dello stabile) e ovviamente riconsegnare la concessione mineraria alla Città Metropolitana (o alla Regione).

Ciò impone al gestore pubblico di sigillare immediatamente le fonti e procedere ad una  gara pubblica per l’assegnazione di una nuova concessione. A detta dei tecnici della Città Metropolitana, ci vorrà circa un anno ad andare bene…Nel frattempo nessuno sarà autorizzato ad utilizzare neppure un bicchiere di acqua termale. Bel risultato!

A parte le decine di famiglie che perderanno ogni prospettiva di continuità lavorativa, credo il territorio stesso vivrà una situazione di estrema difficoltà con la perdita di un fattore di attrattività rappresentato dallo stabilimento termale. Queste sono le gravi responsabilità unicamente in capo a chi rincorre vizi di forma. Se anche la concessione venisse assegnata a chi si desidera…A che serve se poi non c’è più uno stabilimento termale? Non mi pare che ci sia alcun progetto alternativo volto a tenere in vita lo
stabilimento. Forse bisognerà togliere il termine “Terme” dal nome della nota cittadina del nostro Appennino.

Non conosco i contenuti del ricorso, su quali basi viene presentato. La Filcams-Cgil è per la legalità ed il rispetto delle regole, ma sono anche convinto che le norme vadano interpretate con un filo di buon senso e nell’interesse primario della collettività.

Posso solo sperare che in queste ore torni a prevalere il buon senso, che l’Asta veda un esito positivo.

Per la FILCAMS CGIL
Andrea Carrà


22 giugno 2015

Il 23 manifestazione degli assicurativi a Trento

Il 20 novembre 2014 è stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale delle “Agenzie in gestione libera” del settore assicurativo tra Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca, Fna e le associazioni datoriali ANAPA ed UNAPASS.

Nel corso delle trattative, un’altra associazione datoriale – lo SNA – in sprezzo delle altre parti datoriali, oltre che del proprio personale e delle organizzazioni sindacali legittimate a rappresentarlo, ha sottoscritto un accordo di comodo con la compiacenza di Fesica e Fisals, associazioni sindacali operanti in tutt’altro settore e ambito merceologico e senza alcuna rappresentatività nel settore assicurativo.

Abbiamo il dovere di impedire l’applicazione di un tale contratto, oltretutto ideato, realizzato e imposto con modalità di questo tipo, poiché è evidente il rischio di trasformarlo in un prototipo replicabile in molti altri contesti e circostanze. Questo ipotetico contratto porta alla sottrazione di diritti, tutele e retribuzione, compresi circa 7.000 euro medi di arretrati, a copertura di un vuoto contrattuale di ben sei anni dovuto principalmente a opportunistiche resistenze da parte proprio dello SNA.

Il 23 GIUGNO, pertanto, TUTTE E TUTTI a TRENTO (sede dell’Agenzia assicurativa del Presidente di SNA) in SOSTEGNO alla MANIFESTAZIONE indetta dalle organizzazioni di categoria del settore assicurativo (Fisac/Cgil, First/Cisl, Uilca, Fna) per:

– rivendicare l’applicazione a tutti i dipendenti delle agenzie di assicurazione in gestione libera del corretto CCNL di riferimento (così come indicato anche da specifica nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali) firmato da Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – Uilca e Fna;

– dare voce a tantissime/i lavoratrici e lavoratori dipendenti delle agenzie di assicurazione che diversamente sarebbero costrette/i a subire pesanti tagli di diritti e salari;

– riaffermare il diritto ad avere un contratto collettivo nazionale di lavoro, che possa e sappia tutelare, in quanto sottoscritto dalle proprie rappresentanze sindacali e non da altri.

Pullman in partenza martedì 23 giugno da Bologna  –  parcheggio Certosa – ore 08:00
Per info contatta la Fisac-Cgil di Bologna!

Bologna, 22 giugno 2015


19 giugno 2015

Lunedì la carovana antimafie all’Interporto

Lunedì 22 giugno 2015 la Carovana Internazionale Antimafie “Le Periferie al Centro” farà tappa all’Interporto di Bologna, uno dei principali poli logistici e intermodali d’Europa e luogo simbolo nella lotta alle varie forme di illegalità nel mondo del lavoro.

FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI guideranno il presenziamento notturno con il seguente programma:

dalle 22 alle 23 presso la rotonda Blocchi 9.6-10.4-9.2

dalle 23 alle 24 presso parcheggio antistante mensa/Centro Direzionale

Sarà un’occasione per ascoltare i tanti problemi dei lavoratori – molti dei quali di origine straniera – del settore Trasporti, merci, logistica e facchinaggio delle aziende e cooperative presenti all’Interporto e diffondere il messaggio della Carovana in favore dei diritti, della legalità democratica, della coesione e della crescita sociale, contro ogni tipo di illegalità e infiltrazione criminale.

Le Segreterie Regionali Emilia Romagna

FILT CGIL FIT CISL UILTRASPORTI
Bologna, 19 giugno 2015


19 giugno 2015

Sabato a Roma “Fermiamo la strage”

In occasione della Giornata internazionale del rifugiato, il 20 giugno  2015 alle ore 15 in piazza del Colosseo a Roma si terrà una manifestazione dal titolo“FERMIAMO LA STRAGE SUBITO”. Questa mobilitazione, di diffusione internazionale, è stata condivisa con diversi Paesi europei ed africani, nei quali si svolgeranno analoghe iniziative.

Di seguito, l’appello condiviso con le tantissime associazioni che hanno aderito.

La Responsabile Uff. Stranieri Bologna Anna Rosa Rossi
p. la Segreteria CDLM Bologna Alessio Festi

L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo

Pace, sicurezza, benessere sociale ed economico si raggiungono solamente se si rispettano l’universalità dei diritti umani di ogni donna e di ogni uomo.

La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto. Dall’inizio del 2015 nel mediterraneo sono morte più di 1700 persone. L’Europa, per storia, per cultura, per geografia, per il commercio, è parte integrante di questa regione ma sembra averne perso memoria.

Il dramma di profughi e migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è altro che l’ultimo atto che testimonia l’assenza di visione politica da parte dei governi dell’UE.

Questa drammatica situazione ha responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d’accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Scelte coscienti e volute che configurano un crimine contro l’umanità.

La risposta dell’UE, confermata nell’Agenda Europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già dimostrato di essere miopi e di produrre effetti opposti agli obiettivi dichiarati.

Aumentare le risorse per avere più controlli e più mezzi per pattugliare le frontiere, anziché salvare vite umane, è sbagliato e non fermerà le persone che vogliono partire per l’Europa.

I conflitti irrisolti e le guerre hanno prodotto ad oggi, oltre 4 milioni di profughi palestinesi, circa 200.000 saharawi accampati nel deserto algerino, 9 milioni di siriani tra sfollati e profughi, 2 milioni di iracheni sfollati. Il flusso di uomini e donne dall’Afghanistan e dall’inferno della Libia, le persone in fuga dalla Somalia, dall’Eritrea, dal Sudan e da altri paesi africani, da anni è continuo.

Dietro le storie di queste persone oltre a povertà, malattie, dittature e guerre, ci sono interessi politici ed economici internazionali.

Guerre, povertà, saccheggio delle risorse naturali, sfruttamento economico e commerciale, dittature, sono le cause all’origine delle migrazioni contemporanee. Essere liberi di muoversi, migrare, deve essere una conquista dell’umanità non una costrizione.

L’Europa deve costruire una risposta di pace, di convivenza, di democrazia, di benessere sociale ed economico, ispirandosi al principio di solidarietà e abbandonando le politiche securitarie, dell’austerità, degli accordi commerciali neolibertisti., di privatizzazione dei beni comuni. L’Europa deve investire sul lavoro dignitoso, sulla giustizia sociale, sulla democrazia e sulla sovranità dei popoli.

L’Europa siamo noi. Noi dobbiamo fare l’Europa sociale solidale.

Le nostre dieci priorità per uscire dall’emergenza e costruire l’Europa del futuro sono:

1. La UE attivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo.

2. Si ritiri immediatamente ogni ipotesi di intervento armato contro i barconi che, oltre a non avere alcuna legittimità, come ribadito dal Segretario dell’ONU Ban Ki-Moon, rischia di produrre solo altri morti e alimentare ulteriori conflitti. Si rinunci all’ennesimo strumento di una più ampia strategia di esternalizzazione delle frontiere europee.

3. Si aprano subito canali umanitari e vie d’accesso legali al territorio europeo, unico modo realistico per evitare i viaggi della morte e combattere gli scafisti. Si attivi contestualmente la Direttiva 55/2001, garantendo così uno strumento europeo di protezione che consenta la gestione dei flussi straordinari e la circolazione dei profughi nell’UE.

4. Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta ai profughi di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente, con un fondo europeo ad hoc, l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Ciò nella prospettiva di arrivare presto ad un sistema europeo unico d’asilo e accoglienza condiviso da tutti i Paesi membri.

5. In attesa di un sistema unico europeo, si metta in campo, in tutti i Paesi membri, un sistema stabile d’accoglienza, unitario e diffuso, per piccoli gruppi, chiudendo definitivamente la stagione dell’emergenza permanente e dei grandi centri, che ha prodotto e produce corruzione e malaffare. Un sistema pubblico che metta al centro la dignità delle persone, con il coinvolgimento dei territori, dei comuni, con soggetti competenti, procedure trasparenti e controlli indipendenti.

6. Si intervenga nelle tante aree di crisi per trovare soluzioni di pace, senza alimentare ulteriori guerre, o sostenere nuovi e vecchi dittatori, promuovendo concretamente i processi di composizione dei conflitti e le transizioni democratiche, la difesa civile e non armata, le azioni nonviolente, i corpi civili di pace, il dialogo tra le diverse comunità.

7. Si sospendano accordi – come i processi di Rabat e di Khartoum – con governi che non rispettano i diritti umani e le libertà, bloccando subito le forniture di armamenti.

8. Si programmino interventi di Cooperazione per lo sviluppo locale sostenibile nelle zone più povere, dove lo spopolamento e la migrazione sono endemici e non si consenta alle multinazionali di usare per interessi privati i programmi europei di aiuto allo sviluppo.

9. Si sostenga un grande piano di investimenti pubblici per l’economia di pace, per il lavoro dignitoso e per la riconversione ecologica.

10. Si sostenga la rinegoziazione dei dei debiti pubblici ed annullamento dei debiti pubblici non esigibili o prodotti da accordi e gestioni clientelari o di corruzione.

Salvare vite umane, proteggere le persone, non i confini!


19 giugno 2015

San Lazzaro fuori dall’Unione?!

Cgil, Cisl e Uil di Bologna e di San Lazzaro criticano aspramente la dichiarazione del sindaco di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, di “voler uscire”  dall’Unione a sei tra i comuni di Ozzano, Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro e lo stesso San Lazzaro.

“Siamo sconcertati dalla decisione del sindaco – affermano le organizzazioni sindacali – anche perché il 9 giugno scorso abbiamo siglato un protocollo con Unione dei Comuni Savena-Idice su servizi e relazioni sindacali, in cui si affermava esattamente il contrario. L’accordo, infatti, prevede di ‘rafforzare il ruolo delle Unioni’ poiché le stesse ‘possono rappresentare una vera opportunità per migliorare e omogeneizzare la gestione dei servizi e realizzare politiche innovative e importanti’;  a questo punto c’è qualcosa che non torna”.

“La decisione,inoltre, – sottolineano Cgil, Cisl e Uil- si discosta completamente dallo logica regionale, L.R. n.21/2012,  della costituzione e del consolidamento delle Unioni di Comuni  che ha come obiettivo il miglioramento e la qualità dei servizi. Le Unioni di Comuni sono percorsi faticosi da intraprendere ma i risultati, in termini di risparmio e di efficienza, nei comuni in cui si sono attuate,  sono rilevanti “.

“Siamo, poi – proseguono le organizzazioni sindacali – fortemente preoccupati per la ricaduta di una tale decisione,  ovvero la perdita di cospicui finanziamenti (300.000 euro) che potevano diventare investimenti per migliorare innovazione e semplificare le gestioni amministrative nonché migliorare la qualità della vita dei cittadini degli stessi comuni”.

“Convinti, quindi,  che sia una decisione assolutamente sbagliata – concludono Cgil, Cisl e Uil – auspichiamo che il sindaco torni sui suoi passi e prosegua nel percorso di aggregazione dei 6 comuni”.

Bologna, 19 giugno 2015

Cgil San Lazzaro Fausto Nadalini
Cisl Area metropolitana bolognese Alberto Schincaglia
Uil Bologna Carmelo Massari


18 giugno 2015

Mercatone: accordo applicazione della cassa

Ieri (17 giugno 2015), le Organizzazioni Sindacali Nazionali (Filams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs) hanno incontrato i referenti aziendali del Gruppo Mercatone Uno in A.S.

L’incontro, in sede sindacale, ha portato ad un accordo sulle regole di applicazione della Cassa Integrazione, partita in concomitanza all’ammissione all’Amministrazione straordinaria (7 aprile 2015), improntato alla rotazione e equa distribuzione dei sacrifici fra tutti i lavoratori, ma sopratutto è servito ad affrontare la difficile situazione dei dipendenti in contratto di Associazione in Partecipazione.

Vi erano infatti più di 320 lavoratori, su tutto il territorio nazionale (circa 15 su Bologna), che avevano ormai da anni contratti illegittimi e che ora, alla luce della crisi del Gruppo, li escludevano totalmente dalle tutele e dagli ammortizzatori sociali previsti per gli altri lavoratori, in primis la cassa integrazione. Il rischio concreto era che, a partire dal mese di giugno, gli Associati si trovassero a casa (licenziati), senza stipendio e senza nessun tipo di ammortizzatore sociale.

La Filcams – Cgil aveva già da tempo sollevato questa problematica, e a Bologna avevamo già impugnato i contratti illegittimi, congiuntamente con il Nidil-Cgil.

Con l’accordo di ieri poniamo la parola fine.

In breve l’ipotesi di accordo, che adesso sarà sottoposta al vaglio del Mise essendo l’Azienda in procedura, prevede la contrattualizzazione di tutti gli Associati in Partecipazione in forza alla data del 7 aprile 2015 (data di ammissione all’Amministrazione Straordinaria) con contratto di lavoro subordinato con un minimo di 20 ore settimanali e l’applicazione del CCLN di settore. L’accordo permette ai lavoratori di non vedere decaduto il loro contratto e trovarsi quindi fuori dall’azienda, ma sopratutto di poter accedere a tutte le tutele previste per i lavoratori subordinati (malattia, permessi, maternità, disoccupazione, ecc.) e in questo momento, poter ottenere la cassa integrazione, garantendosi un reddito fino alla fine dell’intera vicenda del Gruppo.

L’accordo rappresenta un risultato importante, sia in riferimento alla singola vertenza Mercatone, ma soprattutto in termini generali, per numero di lavoratori coinvolti ma anche per i contenuti. Nel testo vi è infatti l’esplicita previsione che le assunzioni verranno effettuate fuori dal campo di applicazione del Jobs Act, con il mantenimento delle tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, nel testo previgente.

Questa vicenda ci dimostra, ancora di più, come il Jobs Act non sia la priorità delle aziende e come sia possibile risolvere crisi complesse senza comprimere le tutele dei lavoratori, ma anzi estendendo i diritti.

Come Filcams-Cgil abbiamo lavorato intensamente per raggiungere questo risultato che segna un punto di partenza per contrastare, nei fatti, il Jobs Act.

Per la Filcams-Cgil di Bologna
Stefano Biosa


17 giugno 2015

Ilip, “disattese le promesse”

Ennesima BUFALA: MT Service + ILPA – Div. ILIP, promesse del 10 giugno DISATTESE!

I 30 lavoratori del Cantiere ILIP dipendenti da MT Service costretti di nuovo a presidiare ad oltranza davanti all’azienda

Quanto convenuto il 10/6/2015 (anticipo delle quota delle retribuzioni spettanti per i mesi di aprile e maggio non ancora pagate dalla cooperativa e incontro per discutere riassunzione a tutt’oggi sospese) non trova purtroppo riscontro nella realtà.

Stanno subendo la stessa sorte tutti i circa 100 dipendenti sparsi nella regione: anche a Modena analoghi momenti di tensione davanti ai cancelli del cantiere modenese!

Filt-Cgil Bologna Emilia-Romagna


16 giugno 2015

Conferenza stampa servizi sociali e Asp

Cgil, Cisl e Uil  Bologna, insieme alle categorie del pubblico impiego Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, faranno il punto della situazione a proposito della riorganizzazione dei servizi sociali territoriali ed il relativo passaggio in ASP a Bologna, durante la conferenza stampa, che si terrà domani, mercoledì 17 giugno, alle ore 11.30 nella sede della Cisl, a Bologna, in via Milazzo 16, sala E. Giusti.

Alla conferenza stampa saranno presenti per i confererali: Sonia Sovilla segreteriaCgil Bologna, Alberto Schincaglia segreteria Cisl Area metropolitana bolognese eLuciano Roncarelli Uil Bologna; per le categorie: Michele Vannini segretario generale Fp Cgil Bologna,  Enrico Bassani segretario generale Fp Cisl Area metropolitana bolognese e Loredana Costa segretario generale Fpl Uil Bologna.

Bologna, 16 giugno 2015
Cgil Cisl e Uil Bologna
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Bologna


16 giugno 2015

Terme Porretta: giovedì l’asta pubblica

Giovedì 25 giugno si terrà la sospirata asta pubblica per le Terme di Porretta, la FILCAMS CGIL di Bologna auspica vada a buon fine e finalmente si riesca ad uscire da un difficoltoso esercizio provvisorio, sempre più in affanno, per dare prospettive più solide alla prosecuzione dell’attività degli storici Impianti Termali.

Le OO.SS  il 27 maggio, dopo un lungo e complesso confronto, hanno sottoscritto con la Curatela un accordo che definisce “le indicazioni di massima per il perseguimento di quelle condizioni minime atte a regolare le situazioni occupazionali per procedere all’Asta Pubblica”; un accordo che definisce le condizioni della continuità dell’occupazione che “si perfeziona solo e soltanto alla realizzazione positiva dell’esito dell’Asta Pubblica”.

Esplicitiamo quindi una certa preoccupazione per i reiterati annunci stampa di questi ultimi giorni, nei quali pare diventare centrale la questione della concessione mineraria (tema appassionante ma forse inadeguato in un momento così critico per la sopravvivenza stessa dello stabilimento), che non prevedono alcun progetto specifico volto a salvaguardare la continuità dell’attività termale e dei relativi posti di lavoro.

Allo stesso modo ci preoccupano, fino a ritenerli deleteri, i reiterati annunci di ricorsi qualora un nuovo soggetto subentri nella gestione dello stabilimento termale e si veda confermata l’assegnazione della concessione mineraria; ci chiediamo se questi non possano arrivare a costituire una vera e propria turbativa alla stessa Asta Pubblica,

Ovviamente è piena libertà di ognuno fare i ricorsi valutati opportuni, ma vorremmo fosse chiara anche la portata della responsabilità del/dei promotori di eventuali ricorsi, qualora gli stessi provocassero una mancata assegnazione dell’Asta ad un nuovo soggetto; temiamo infatti che questo significherebbe l’immancabile cessazione di ogni attività dello stabilimento, il licenziamento di tutto il personale occupato, la conseguente chiusura delle fonti, in attesa di una nuova gara di assegnazione della concessione mineraria. I tempi minimi potrebbero essere di un anno almeno e molto probabilmente di un tempo ben più lungo.

Ci chiediamo pertanto: il territorio di Porretta, già colpito da altre crisi Aziendali importanti, sopporterebbe un periodo di oltre un anno di fermo totale delle attività termali ?

Auspicando che si presentino più soggetti all’asta pubblica, siamo sicuri che rappresenti un interesse per il Territorio Porrettano far “evaporare” quella che ad oggi pare l’unica manifestazione di interesse al subentro, dando una garanzia di continuazione all’attività?

Le fonti termali sono indubbiamente un bene del territorio, fortunatamente non delocalizzabile, ma sono una ricchezza tangibile solo se diventano un’opportunità di promozione e sviluppo delle attività legate al termalismo… come può realizzarsi questa opportunità se non c’è uno stabilimento che faccia da volano per tutto l’indotto?

La FILCAMS CGIL di Bologna esprime un appello al buon senso, affinché cessi questo “gioco al massacro”, e si dia la precedenza all’interesse più collettivo di quella comunità e perché ci si doti pure di una buona dose di sensibilità sociale per la salvaguardia dell’occupazione che in questo momento storico è così in sofferenza nel nostro Paese.

Per la FILCAMS CGIL
Andrea Carrà


15 giugno 2015

Mercoledì “La trattativa” con la Filt

Nel percorso per la divulgazione della legalità nel mondo del lavoro e dei trasporti promosso da FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna e Libera, Infiltrazioni Legali presenta “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, presso l’Arena Puccini mercoledì 17 giugno 2015.

Il film, introdotto dal Segretario Generale della FILT CGIL Emilia-Romagna Michele De Rose e con la  partecipazione dell’autrice Sabina Guzzanti, avrà inizio alle ore 21,45 (apertura cassa ore 21,00) in via Sebastiano Serlio 25/2, Bologna.

Conoscere per riconoscere”: la collaborazione con la Cineteca di Bologna è per Infiltrazioni Legali una nuova tappa nel fondamentale coinvolgimento dei diversi soggetti del territorio nell’ambito del progetto di promozione della Cultura della Legalità.

Infiltrazioni Legali
FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna
Bologna, 15 giugno 2015


12 giugno 2015

Ikea, prosegue la trattativa

Oggi 12 giugno 2015 presso un hotel di  Bologna si è tenuto l’incontro sindacale dopo gli storici scioperi riuscitissimi in tutti i punti vendita Italiani. Alla reiterata richiesta delle OO.SS. di procedere al ritiro della comunicazione di disdetta della Contrattazione Aziendale vigente, i Rappresentanti di IKEA, pur rappresentando l’atto come un fatto meramente “tecnico” hanno ribadito la loro comunicazione di disdetta rendendosi disponibili ad una valutazione condivisa sui tempi di efficacia della disdetta stessa. A fronte di questa posizione aziendale le OO.SS. hanno confermato lo stato di agitazione e reso la disponibilità a proseguire il negoziato sul merito. IKEA ha quindi illustrato, pur genericamente, la struttura delle loro richieste per “modernizzare” il contratto aziendale ai tempi attuali. In  particolare il superamento della quota di salario aziendale fisso mensile ( circa mediamente  70 euro per 14 mensilità ) incrementando la quota di salario variabile. Prevedere una  scala crescente delle maggiorazioni previste sulle prestazioni domenicali in dipendenza del numero di domeniche lavorate nell’anno di riferimento. Alla richiesta di specificare meglio le proposte, IKEA si è detta non ancora in  grado di quantificare le proposte e  si riserva di presentare al prossimo incontro fissato il 25 giugno. Le OO.SS. hanno subito evidenziato una certa difficoltà a trasformare salario fisso in variabile, sia dal punto di vista tecnico ma pure politico contrattuale in quanto si trasferisce un danno pure sulla situazione pensionistica oltre che su tutti gli istituti contrattuali. Sulle maggiorazioni festive non si è in grado di fare valutazioni senza una proposta quantificata,  ma sicuramente occorre chiarire se l’obbiettivo è la equità tra lavoratori o il calo del costo orario. Infine è stati fissato un calendario di incontri ulteriori. Andrea Carrà della FILCAMS CGIL si dichiara preoccupato, il negoziato non si è interrotto ma sicuramente non c’è il necessario clima di serenità che consentirebbe una discussione equilibrata su temi di indubbia delicatezza. Pesa la “minaccia” di disdetta e sicuramente ci saranno altre clamorose azioni di protesta dei dipendenti nel corso di questo negoziato… sicuro non  si vede più il “mitico” stile IKEA…. tornerà mai ?

FILCAMS CGIL Bologna

Andrea Carrà


12 giugno 2015

Accordo sul bilancio a Zola Predosa

Nonostante il perdurare della crisi e le continue limitazioni ai trasferimenti ai Comuni da parte del Governo, a Zola Predosa (Bo) è stato raggiunto l’accordo tra le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione Comunale.

Le principali note positive per i cittadini sono:

– Pressione fiscale invariata rispetto al 2014: non aumentano la Tasi, l’IMU, la Tari el’addizionale irpef (bloccata allo 0,6%);

– Le tariffe rimangono invariate (tranne per i casi riferiti alla nuova Isee);

– Sulla delicata questione degli Appalti è stata raggiunta una importante intesa che: elimina definitivamente il criterio del massimo ribasso introducendo l’offerta economicamente più vantaggiosa (con specifico riferimento all’art.2012 del codice civile), promuove un unica stazione appaltante, introduce criteri di premialità nell’assegnazione delle gare per quelle aziende che si rivolgono ai centri per l’impiego del territorio, estende la WHITE LIST seguendo il modello previsto dal protocollo per la legalità nella ricostruzione.

– Notevoli passi avanti sono stati fatti sulle Politiche abitative, si fanno veri interventi sulla casa e sull’”Abitare solidale”, con l’identificazione dell’area edificatoria nel comparto di Riale e l’obiettivo della posa della prima pietra entro il corrente mandato amministrativo.

– Si potenzia la Lotta all’evasione e all’elusione fiscali partendo da un progetto intersettoriale denominato “Equità sociale e fiscale” (con l’obiettivo di dotarsi di una banca dati comunale, incrociata con Inps, Catasto ed Entrate, ecc.) oltre a continuare gli accertamenti con l’Agenzia delle Entrate. Il recupero effettuato verrà destinato in parte allo stato sociale ed in parte alla produttività dei dipendenti comunali.

– Si sperimenta da subito la Casa della Salute (l’impegno è quello che l’Amministrazione si attivi in tempi stretti affinché nel Poliambulatorio di Zola si possano sperimentare i servizi con la metodologia della Casa della Salute, indipendentemente dai tempi di realizzazione degli interventi strutturali);

– Anche sul versante delle politiche per la popolazione anziana si fanno notevole passi avanti: viene definito il progetto “Un euro per abitante”, da destinare alla non autosufficienza (all’interno di ASC, importo pari a € 18.500); viene mantenuto il progetto Anzianità attiva che coinvolge , all’interno della consulta socio sanitaria, associazioni del volontario e no profit.

– Si mantiene l’impegno al superamento definitivo delle Barriere architettoniche.

Queste sono solo alcune delle conquiste raggiunte con l’intesa, alleghiamo l’accordo.


12 giugno 2015

Io decido: “Guardiamo al dopo 13 giugno”

In merito alle notizie di stampa sulla manifestazione di domani in contrapposizione a quella dei referendari NO 194, precisiamo che le differenti associazioni e le singole donne che costituiscono il Coordinamento IO DECIDO, e che hanno deciso di partecipare, lo faranno individualmente e con le  modalità che riterranno più opportune.

IL Coordinamento IO DECIDO, nello spirito che lo ha animato dalla sua costituzione un anno fa, proseguirà anche dopo il 13 giugno la sua azione nei confronti di tutte le Istituzioni che hanno precise responsabilità per una effettiva applicazione della legge 194, nel rispetto dell’autodeterminazione e della privacy delle donne.

Il Coordinamento IO Decido
12 giugno 2015


11 giugno 2015

Preoccupazione per la crisi nel gruppo Paritel

La FIOM-BO esprime grande preoccupazione per il precipitare della situazione del gruppo Paritel, di proprietà di Luca Peli, del quale fanno parte la IMT di Casalecchio di Reno (287 dipendenti di cui 80 a Bologna e il resto a Torino e Alessandria), attualmente in Amministrazione Straordinaria, la Officine Cevolani di San Lazzaro (50 dipendenti a Bologna), la Govoni di Ferrara (25 dipendenti) e la DEMM di Porretta Terme (231 dipendenti), per le quali è stata presentata nei giorni scorsi una richiesta di concordato in bianco.

La storia di Peli è quella del ristrutturatore di aziende, che acquisiva realtà in crisi, spesso con incentivi economici e cessione degli immobili da parte di chi cedeva, per poi rivenderle successivamente. Parliamo di un imprenditore che ha sempre usato la leva finanziaria per incassare plusvalenze dalla vendita delle aziende ristrutturate, anche rilevanti come nel caso della cessione della SASIB alla GD.

La situazione attuale, che rischia di provocare un vero disastro in termini di ricadute sociali per oltre 600 dipendenti, deriva principalmente dalla crisi finanziaria della IMT  conseguentemente della capogruppo Paritel. Parliamo infatti di imprese diverse, che fanno prodotti diversi ma che avrebbero un mercato. Trattasi di realtà di eccellenza nei loro comparti, con all’interno competenze tecnologiche e professionalità di alto livello che vanno salvaguardate. Lo prova il fatto che tutte le realtà hanno ordinativi che non riescono ad evadere per l’unico motivo che i fornitori, non pagati, non forniscono più le materie prime.

Per affrontare con tempestività questa grave situazione abbiamo chiesto la convocazione del tavolo di crisi alla Regione Emilia-Romagna e alla Città Metropolitana. Oltre all’intervento delle istituzioni, riteniamo che serva un ruolo attivo di Unindustria per ricercare soluzioni che salvaguardino il patrimonio tecnologico, le professionalità e il reddito dei lavoratori. Si parla tanto di uscita dalla crisi. Questa vicenda deve essere il banco di prova del recente Patto per il lavoro firmato da tutti i soggetti per la città metropolitana e oggetto di confronto anche a livello di Regione Emilia-Romagna.

Riteniamo sia l’occasione giusta per passare dalle parole ai fatti.

FIOM-CGIL BOLOGNA


11 giugno 2015

Amianto, un’altra vittima alle Ogr

Ancora un altro ex lavoratore dell’OGR di Bologna muore per amianto.

Lo scorso 6 giugno Roberto Bortolini, ex lavoratore dell’OGR di Bologna è deceduto per mesotelioma pleurico. Una catena di morte che pare non avere fine.

La FILT CGIL esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Roberto ed ancora una volta esprime la propria solidarietà ai lavoratori dell’OGR di Bologna.

Da sempre lottiamo, insieme ai lavoratori, perché la sicurezza sui posti di lavoro sia una certezza. Non possiamo pensare che le morti sul lavoro per amianto all’OGR di Bologna siano casualità o distrazione.

Anche per questo la FILT CGIL ha deciso da tempo di costituirsi Parte Civile nei purtroppo tanti processi penali che cercano giustizia per questi omicidi.

Per esprimere questi fondamentali concetti la FILT CGIL convoca una conferenza stampa per giovedì 11 giugno 2015 alle ore 11,30 presso la sede della CGIL Emilia Romagna in via Marconi 69 a Bologna al secondo piano “sala A”.

Sarà l’occasione per commentare le motivazioni, da poco rese pubbliche, delle ultime due sentenze della Corte di Appello penale di Bologna in materia di decessi di lavoratori dell’OGR  a seguito di esposizione non protetta ad amianto.

Alla conferenza stampa saranno presenti:

Alberto Ballotti, segretario generale della Filt Cgil Bologna;
Silvano De Matteo, RSU OGR Bologna;
Salvatore Fais, RLS OGR Bologna;
Avv.to Donatella Ianelli, rappresentante legale Parte Civile Filt Cgil nei processi suddetti.

Bologna, 8 giugno 2015

Filt Cgil Bologna


11 giugno 2015

Incontro alla Ilip dopo il presidio

Oggi, 10 giugno 2015, in occasione del Presidio presso la ILPA DIV. ILIP in seguito alla sospensione di 30 lavoratori della Soc. M. T Service che lavoravano in appalto in quel sito, e sostituiti unilateralmente da altra cooperativa con altri lavoratori, la delegazione della Filt-Cgil  è stata ricevuta dalla Azienda dopo ore di manifestazione davanti ai cancelli.

Si è provveduto a fissare un incontro tra sindacati, cooperativa subentrante e Azienda ILPA DIV. ILIP previsto per inizio settimana prossima per trattare la riassunzione dei lavoratori a tutt’oggi sospesi.

Inoltre l’Azienda ILIP si è resa disponibile ad anticipare entro la settimana quota delle retribuzioni spettanti per i mesi di aprile e maggio non ancora pagate dalla cooperativa.

Un significativo contributo per sensibilizzare l’azienda ILIP e trovare un primo accordo è stato dato dalla RSU ILIP e dalla Filctem-Cgil.

Bologna, 10/06/2015
Filt Cgil Bologna Emilia-Romagna


9 giugno 2015

Cambio appalto alla Ilip, in 30 sospesi

La FILT CGIL di Bologna denuncia che nei giorni scorsi senza dare corso all’applicazione contrattuale di informare in modo preventivo le OO.SS. di disdetta e/o cambio appalto,  presso la società ILPA div. ILIP  a seguito del ritiro dell’appalto della Cooperativa M.T. Service è avvenuta una sostituzione di cooperativa senza alcuna comunicazione in merito.

I 30 soci lavoratori impegnati nel cantiere ILPA div. ILIP sono stati sospesi dal 14/05/2015 senza nessuna comunicazione così come è previsto dalla Legge Regionale sugli appalti. A seguito di tutto ciò i lavoratori sono senza retribuzione e nessuna prospettiva di lavoro.

Chiediamo alle società interessate (M.T. Service e Ilpa div. ILIP) di ottemperare alla normativa vigente così come chiesto  formalmente dalla FILT CGIL nelle diverse lettere inviate nelle settimane scorse.

A tal proposito la Filt CGIL Bologna unitamente ai lavoratori ha proclamato uno stato di agitazione con presidio davanti alla ILIP il giorno 10 giugno 2015 dalle 10.30.

Filt Cgil Bologna Emilia-Romagna


9 giugno 2015

“No alla manifestazione antiabortista”

Il coordinamento IO DECIDO, che riunisce le esperienze delle operatrici sanitarie, della società civile e storiche associazioni femminili bolognesi, esprime il proprio dissenso nei confronti dell’annunciata manifestazione “9 ore di preghiera contro l’aborto e per il referedum abrogativo della legge 194”  a Bologna il  13 giugno p.v. inizialmente prevista  davanti  l’Ospedale Maggiore, luogo di cura. Tale manifestazione   umilia le donne bolognesi tutte, offende le lavoratrici  e  i lavoratori che, ogni giorno,  devono prestare il loro lavoro con serenità e professionalità, inquina un luogo laico che deve rimanere a disposizione esclusiva dei  degenti  e dei loro parenti.

Da molto tempo, a Bologna, manifestazioni  simili  davanti alla maternità dell’ Osp. S.Orsola,   sono state tollerate dalle autorità cittadine e solo la presenza e l’ iniziativa  del coordinamento  IO DECIDO,  nel corso del mese di giugno 2014, ha sollevato il velo su questa triste e molesta  presenza a pochi passi dall’entrata alla clinica ginecologica.

In questi giorni,  molte istanze  hanno parlato, scritto e urlato proclami, ma la voce delle donne non è stata ascoltata, poco o nulla è stato detto sulla dignità delle donne che fanno scelte difficili, sulla loro salute, sul rispetto che meritano sempre, anche davanti a percorsi e decisioni  non condivisi.

La Legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza ”, legge dello Stato Italiano, è stata voluta da fronti politici diversi, da donne diverse per cultura e storia, considerata necessaria a tutela della libertà e della salute psico-fisica delle donne. Confermata  da un referendum  popolare il 17 maggio 1981,  da anni viene sistematicamente attaccata  da movimenti integralisti, oscurantisti  e misogini, che vorrebbero cancellarla e riportare il nostro paeseindietro, all’aborto clandestino, gestito in cliniche di lusso, nella ipocrisia generale.

E’ inaccettabile che, ancora oggi, anziché discutere  sulla sua applicazione  si esprimano continui giudizi  di colpevolezza nei confronti delle donne.

La legge 194 negli ultimi anni  viene attaccata non in modo diretto , ma viene svuotata di fatto dall’interno. La crescente obiezione di coscienza non è più personale, ma è divenuta di struttura costringendo i pochi operatori/operatrici ad assumere obbligatoriamente le funzioni previste dalle procedure mediche.  Non si può far finta  come l’obiezione costringa i pochi operatori non obiettori a svolgere  esclusivamente l’applicazione della legge, ostacolando  progressioni di carriera.  Il mancato investimento sui consultori famigliari, oramai ridotti ad ambulatori scarsamente attrezzati, ha ridotto ulteriormente i luoghi della salute delle donne.

Il coordinamento IO DECIDO, invita le Istituzioni ad assumere  impegni  sulla piena applicazione della legge 194, in tutti i suoi intenti, articoli  e le sue prerogative, riconoscendo alle donne  native e straniere, il diritto di scegliere una maternità libera e responsabile e ad essere assistite anche nei momenti più difficili.

Riteniamo che la manifestazione annunciata sia un’offesa per la città di Bologna, per tutte le donne, e chiediamo alle Istituzioni di non concedere nessuna piazza, nessun giardino, nessuna strada a tale iniziativa.

Il coordinamento IO DECIDO

(Udi Bologna, Associazione Armonie,  Gruppo Donne Cgil, Coodinamento Donne Fiom,  Lavoratrici del Policlinico S.Orsola, Cgil FP, Casa delle Donne per non subire violenza,  Associazione Orlando, Associazione Maschile Plurale,  Circolo UAAR, Rete Laica Bologna, Rifondazione Comunista, Sinistra Classe Rivoluzione, Tavola delle Donne).

Bologna, 9 giugno 2015


9 giugno 2015

Ddl scuola: i dati sullo sciopero degli scrutini

La mobilitazione contro il ddl scuola del Governo segna un altra pagina molto importante.

Dopo la fiaccolata di venerdì sera per le vie del centro cittadino (fatta in contemporanea in tutte le principali città del Paese), dopo che da domenica 13 a Bologna sotto il ginkgo in Largo Respighi -nel giardino adiacente l’ufficio scolastico regionale e territoriale – ha preso il via lo sciopero della fame a staffetta di insegnanti, genitori e studenti (che continuerà fino al 13 giugno e che oggi, 9 giugno, vedrà la partecipazione anche del Segretario gen. della Camera del lavoro di Bologna Maurizio Lunghi), iniziano ad arrivare anche i primi dati sull’adesione dei docenti allo sciopero degli scrutini, indetto da tutti i sindacati della scuola (FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams).

In attesa di conoscere il dato complessivo, che si avrà al termine di tutte le giornate di scrutinio programmate nelle varie scuole, possiamo fin d’ora dire che si è trattato ovunque di un successo. Anche questa volta, dopo lo straordinario risultato dello sciopero unitario del 5 maggio scorso (che ha raggiunto adesioni più del 70% di adesioni, con punte del 90%), il popolo della scuola ha risposto in maniera compatta.

In moltissime scuole secondarie di secondo grado il personale docente si è organizzato per riuscire ad ottenere il rinvio di tutti, o quasi tutti, gli scrutini programmati, è il caso degli istituti Aldrovandi-Rubbiani, Belluzzi-Fioravanti, Copernico, Galvani, Keynes, Laura Bassi, Manfredi-Tanari, Pier Crescenzi-Pacinotti, Sabin, Serpieri, Righi, Fermi.

Anche in tante scuole primarie e secondarie di primo grado gli scrutini sono stati rinviati, per la massiccia adesione allo sciopero. È accaduto alle scuole Besta, Lavinia Fontana, Longhena, Guercino, Guinizelli, Irnerio, Panzini, Testoni-Fioravanti, San Matteo della Decima, Bombicci, Fortuzzi, Minerbio, Romagnoli ,San Marino di Bentivoglio , San Matteo della Decima, Scandellara, Pieve di Cento, Molinella.

Si tratta dell’ennesimo chiaro ed inequivocabile segnale che il mondo della scuola manda al Governo. Si facciano le stabilizzazioni con decreto d’urgenza e si fermi immediatamente l’iter parlamentare della restante parte del ddl.

Non si può riformare una Istituzione fondamentale come la Scuola, “organo costituzionale” come ebbe a definirla Piero Calamandrei, continuando a restare sordi alle giuste ed argomentate istanze del mondo della scuola.

La scuola ha fame di ascolto, di risorse e di regole condivise. La Scuola è, e deve continuare ad essere, soprattutto una comunità educante, mentre quella del Governo, ormai è sempre più evidente a tutte e tutti: #nonèbuonascuola.

Francesca Ruocco
Flc-Cgil Bologna


6 giugno 2015

Sciopero e assemblea all’Ikea

Oggi, sabato 6 giugno nel negozio di IKEA di Casalecchio i lavoratori e le lavoratrici rappresentate dalla Filcams-Cgil di Bologna hanno risposto alla dichiarazione di sciopero indetto per l’ intero turno di lavoro, nella quasi totalità, ad eccezione dei manager precettati dalla Direzione; la Filcams ha convocato nella stessa giornata un’assemblea pubblica, che si è svolta nel parcheggio di fronte a IKEA, con la totalità degli scioperanti, per informare delle motivazioni dell’astensione: ‘lo smontaggio’ dei diritti del contratto integrativo con la sua disdetta e la mancata adesione al Contratto nazionale appena sottoscritto con la sola Confcommercio. Mentre la multinazionale del mobile decanta la partecipazione dei consumatori nella costruzione del mobile fondando su questa immagine la sua politica commerciale, dall’altra i diritti dei lavoratori vengono completamente ignorati. E” per questo che i lavoratori hanno deciso di mandare al titolare svedese una lettera ricalcando la nota canzone del cantautore Lucio Dalla ‘caro Ingvard ti scrivo…….per inoltrare tutte le richieste e latine ai diritti che devono essere mantenuti’.

Su FB foto e video della manifestazione: https://www.facebook.com/?q=#/FilcamsBologna?fref=nf

Filcams-Cgil
Bologna


5 giugno 2015

Ikea disdice il contratto aziendale

Ikea, la Società che ha sempre  propagandato una sua distintività caratterizzata da una visione sociale e di grande attenzione al dipendente…Finito l’incanto.

Ora Ikea è assolutamente allineata sulle posizioni più retrive del settore. Prima si accoda alla Federdistribuzione nel dare disdetta del Contratto Nazionale, lasciando i dipendenti senza nessun riferimento Contrattuale, disconoscendo pure il recente rinnovo del Contratto Nazionale sottoscritto con Confcommercio.

Ora, dopo aver rinviato ripetutamente gli appuntamenti per aprire il negoziato sul rinnovo del Contratto Aziendale, solo ultimamente si è degnata di discutere nel merito, ma presentando una sua piattaforma dei desideri, nei quali brilla il superamento di alcuni diritti fondamentali derivanti dalle precedenti intese, quali ad esempio il salario aziendale e le maggiorazioni domenicali per coloro che effettuano la prestazione in tale giornata.

Alle comprensibili resistenze dei dipendenti a restituire diritti, non ha trovato di meglio che annunciare formalmente la disdetta ed il relativo disconoscimento dell’intera Contrattazione Aziendale vigente. Quindi una sorta di “.. o mi dai quello che chiedo o ti prendo tutto !”

Se questo è il nuovo stile IKEA, i lavoratori e le lavoratrici si adeguano.

Sabato 6 giugno
dalle ore 8.00 alle ore 10.00
Assemblea Pubblica
nel piazzale antistante il Negozio IKEA di Casalecchio di Reno
A seguito i dipendenti praticheranno uno sciopero di tutti i turni di lavoro per l’intera giornata
.

Ad Ikea un appello dei dipendenti … smettila con l’ipocrisia di chiamarci “co-workers”,  per Te siamo i soliti dipendenti da spremere e pagare il meno possibile…
ma noi non ci stiamo!!

P. la FILCAMS CGIL Bologna
Andrea Carrà


4 giugno 2015

Primo integrativo a Open group

Fp Cgil ha siglato nei giorni scorsi il primo contratto integrativo aziendale relativo a una parte dei lavoratori della cooperativa sociale Open Group.

La sigla dell’accordo è il risultato di oltre un anno di confronto con questa impresa, nata nel 2014 dalla fusione di Coopas, Voli Group e Centri Accoglienza La Rupe.

Il contratto riguarderà 97 dei circa 480 dipendenti, ovvero una parte dei lavoratori provenienti da La Rupe e ancora contrattualizzati con il Ccnl Agidae, un contratto appartenente all’area degli enti ecclesiastici.

Già lo scorso anno Open Group ha manifestato l’esigenza di far passare questi lavoratori (per la maggioranza educatori ed educatrici) al contratto di lavoro che norma già la maggioranza dei dipendenti della cooperativa, ovvero il CCNL Coop Sociali.

Come sindacato abbiamo rappresentato da subito la volontà dei lavoratori di mantenere le condizioni contrattuali di miglior favore, fra cui una importante differenza retributiva, una settimana di ferie in più, permessi e altri aspetti significativi non presenti nelle coop sociali.

Dopo un lungo percorso di trattativa e molte assemblee con i lavoratori e le lavoratrici siamo arrivati a mettere a fuoco una proposta che determinerà il passaggio di questi operatori al contratto coop sociali mantenendo però gli aspetti migliorativi del CCNL Agidae, attraverso la firma di un apposito contratto integrativo aziendale, il primo mai siglato da una cooperativa sociale bolognese.

Questo accordo è particolarmente rilevante anche perché la differenza economica riconosciuta ai lavoratori non potrà essere assorbita da alcun rinnovo del contratto nazionale (ovvero rimarrà inalterata e non potrà essere ritoccata in basso) e perché a questi lavoratori verranno riconosciuti anche la maggioranza dei benefit legati alla contrattazione provinciale delle cooperative dalla quale prima erano esclusi, ovvero i rimborsi chilometrici, l’indennità di soggiorno e il premio ERT.

La dimostrazione che la contrattazione “di filiera” è possibile, anche attraverso la conservazione e il rafforzamento dei diritti dei lavoratori del privato laddove sono più vicini ai lavoratori pari mansione del pubblico.

Il Segretario generale Fp Cgil Bologna
Michele Vannini

Il funzionario territoriale Fp Cgil Bologna
Simone Raffaelli

RSA Fp Cgil Open Group
Ilaria Pietrafesa
Luigi Marenna


3 giugno 2015

No al corteo antiabortista, nota Cgil

Abbiamo appreso con favore la notizia che la manifestazione nazionale promossa dal comitato referendario “NO194” per l’abrogazione della Legge 194/78, prevista il 13 giugno a Bologna davanti all’Ospedale Maggiore, non si farà; ciò grazie all’intervento del Prefetto che ha tenuto conto delle varie sollecitazioni pervenutegli, comprese quelle del Coordinamento IO DECIDO di cui fa parte il Gruppo Donne Cgil di Bologna.

I toni integralisti, le caratteristiche offensive e provocatorie che i promotori hanno espresso in altre città, sono gravi e lesivi della dignità e dei diritti delle donne, oltre che degli operatori sanitari che garantiscono il rispetto della legge. Dove si sono svolte analoghe iniziative ci sono stati gravi momenti di tensione e di intolleranza a seguito della presenza, a supporto dei promotori, di forze antidemocratiche quali Forza Nuova.

Ricordiamo che la legge 194/78, confermata da un referendum col quale la maggioranza delle italiane e degli italiani si pronunciò per il suo mantenimento, ha cancellato la piaga degli aborti clandestini e afferma il diritto all’autodeterminazione delle donne. La 194 è una buona legge che va applicata in tutte le sue parti, con particolare attenzione alla prevenzione e al contenimento del fenomeno dell’obiezione di coscienza che potrebbe mettere a rischio la funzionalità delle strutture pubbliche, specialmente per l’emergenza.

Per questi motivi, ricordando che Bologna è medaglia d’oro per la resistenza al nazifascismo, auspichiamo che simili manifestazioni oscurantiste non si tengano.

p. la segreteria Cgil CdLM Bologna
Magda Babini


2 giugno 2015

Asili aperti: alcune precisazioni

Che ogni tanto Bologna riscopra la sua antica tradizione di discutere su argomenti che toccano direttamente i bisogni sociali più importanti, non può che far piacere….Bologna è sempre stata motivo di grande interesse sul panorama nazionale soprattutto per questo e dovrebbe, in una fase di grossa difficoltà che accomuna la rappresentanza politica e sindacale, provare ad indirizzarsi nuovamente verso quel percorso che ha permesso a questo territorio di essere, fino a un po’ di anni fa, un importante laboratorio di idee e di sperimentazione.

Come sempre però i dibattiti hanno bisogno di trovare un luogo (oltre alla stampa che continua comunque ad avere un ruolo di non poco conto) nel quale fare sintesi ed elaborare pensieri. In attesa che sul tema si riavvii, dentro e fuori il sindacato, tale discussione mi permetto di puntualizzare alcune questioni che, leggendo, capisco possano non essere state sufficientemente chiare, creando una certa confusione e alimentando un clima non favorevole al confronto serio di cui invece avremo  un gran bisogno.

1) La CGIL non ha proposto nessuna apertura indiscriminata dei servizi socio educativi e non; a domanda specifica se gli attuali servizi sono da considerarsi ancora universali (punto di forza che li ha da sempre  contraddistinti e principio al quale la CGIL non intende rinunciare) la sottoscritta ha risposto di no; solo chi in questi anni ha voluto chiudere e continua a chiudere gli occhi può rispondere il contrario: io non appartengo a quella categoria e non ho alcuna intenzione di rinunciare, dentro e fuori il sindacato, a rappresentare quelle lavoratrici e quei lavoratori che pongono un problema vero. Il nostro lungo silenzio rischia di avallare una situazione che per chi, come noi, continua a definirsi orgogliosamente di sinistra, è a dir poco paradossale:  i lavoratori meno retribuiti e contrattualmente più deboli, tramite la fiscalità’ generale, finanziano un sistema pubblico di qualità ma che risponda ad una fascia sempre più residuale e strutturata della popolazione…non certo a loro, ma a coloro che stanno decisamente meglio di loro.

2) Non è corretto sostenere che la discussione in Cgil sulla necessità di rivedere i modelli organizzativi dei servizi non è mai stata fatta; abbiamo i cassetti pieni di documenti confederali e di categoria che condividono questa necessità: anche perché, essendo noi particolarmente affezionati ai modelli che  rilanciano il pubblico e molto poco invece a quelli che prevedono esternalizzazioni e appalti, lo consideriamo una straordinaria e spesso sottovalutata leva occupazionale per far riprendere l’economia. In un momento drammatico, anche per il nostro territorio, sotto il profilo occupazionale (e in particolare per quella femminile,  oggi ai minimi storici, che notoriamente si combatte creando lavoro ma anche con un esteso walfare di qualità) sarebbe miope non ragionare laicamente su questi temi; il privato, già fin troppo diffuso e in procinto di organizzarsi per rispondere lui direttamente a questi nuovi bisogni, risulterebbe a breve essere l’unica risposta ( per chi se lo può permettere ovviamente); è noto che siamo tra i pochi sul territorio  nazionale a fare, fortunatamente, questa discussione; le strade scelte sono gia’ troppo spesso quelle della privatizzazione;

3) Nessuno ha mai parlato di servizi socio educativi aperti di notte e nemmeno di domenica; la CGIL non ha mai abbandonato l’idea di riportare il lavoro domenicale alle sole attivita’ essenziali per la collettività; non abbiamo mai smesso di richiamare, dopo anni di battaglie e scioperi purtroppo senza risultati concreti, il Parlamento alla necessità di abrogare  il decreto Monti (magari tornando alla precedente legge Bersani) che, liberalizzando gli orari commerciali, ha introdotto, di fatto, per milioni di lavoratori, il dramma delle aperture domenicali e festive (aperture che non hanno prodotto posti di lavoro ma solo aumento della precarietà, diminuito i diritti per compensare l’aumento dei costi da parte delle imprese, portato spesso alla disdetta di anni di contrattazione migliorativa nonche’ alla chiusura delle attività che quella concorrenza spietata non sono stati in grado di reggere)….; ma non falsifichiamo la discussione per evitare di farla;

4) Proviamo a non condurre questo dibattito con i vecchi schemi nei quali, ognuno ha preferito la conservazione dell’esistente piuttosto che correre il rischio del cambiamento; non esistono lavoratori che vogliono parcheggiare i figli o che si disinteressano della loro formazione. Nel rivendicare legittimamente il diritto dei bambini a trascorrere il tempo con i genitori (o con il solo genitore visti i mutamenti sociali che sono  avvenuti e dei quali sarebbe corretto tener conto) ho trovato alcune affermazioni a dir poco contestabili; oggi moltissimi lavoratori e lavoratrici  non hanno scelto quegli orari di lavoro ma, per sbarcare spesso il lunario, sono stati costretti ad accettarle vivendo spesso in  condizioni difficili e purtroppo poco conosciute anche dal mondo sindacale ( in altri caso si tratta invece di attività che, oggettivamente, avvengono in orari diversi da quelli storicamente conosciuti). Nessuno vuole trasformare il servizio educativo in servizio alla persone ma sarebbe utile per tutti il contrario; nessuno ha proposto soluzioni contrattuali per gli eventuali lavoratori coinvolti e nessuno pensa che con gli attuali organici siano possibili modifiche di alcun tipo; ma non trinceriamoci dietro a cose non dette per paura di cambiare o per difendere interessi consolidati ma individuali; se condividiamo l’idea che i servizi devono essere per tutti, nessuno, a oggi, deve pensare di avere la verità’ in tasca per renderli tali…non alziamo inutilmente muri prima di iniziare a discutere.

Purtroppo noi siamo una generazione poco incline al confronto, anche aspro, e alla necessità di trovare alla fine  una sintesi; ci siamo anche molto disabituati ad ascoltare la gente comune e i suoi reali bisogni; gran parte della crisi della sinistra deriva da questo. Dovremo provare  a  recuperare  questo carattere distintivo tipica, dentro e fuori il sindacato,  di chi c’era prima di noi.  Di coloro che, non scordiamoci, hanno pero’ fatto si’ che Bologna, con tutti i suoi difetti, diventasse una meta privilegiata per studiare e poi, spesso, per rimanerci.

Sonia Sovilla
Segreteria Cgil Bologna

maggio 2015

29 maggio 2015

Casa: tante parole ma poche soluzioni

Da tempo in città c’è un’ampia condivisione sul fatto che siamo difronte a una vera e propri emergenza abitativa; il tema casa è sempre stato fortemente presente per i fuori sede e per una parte non rilevantissima della popolazione ma ora il fenomeno ha raggiunto una dimensione diversa e mai conosciuta a Bologna; causa la lunga crisi ma non solo….Bisognerebbe perciò cominciare a ragionare in una logica più’ ampia e diversificata per aumentare l’offerta di alloggi (ad esempio, l’idea innovativa del “co-housing” andrebbe sostenuta ed incentivata anche con l’uso di alloggi privati).

Il patrimonio ERP, storica risposta a chi aveva bisogno di una casa, non può più’ costituire, per mille motivi (carenza di risorse, necessità di non procedere ad ulteriore consumo di suolo ma anche necessità di rivedere un welfare che da sempre ha pensato di dare una casa a pochi ma per tutta la vita) il perno su cui fondare la risposta abitativa…bisogna guardare avanti, a un mondo del lavoro precario e poco retribuito, spesso composto di persone sole, all’aumento enorme delle fragilità e all’estensione delle povertà, al fenomeno dell’immigrazione e dei senza lavoro, al dilagare di lavoro povero e alla forte mobilità sociale sul territorio che non consentirà più alla maggioranza delle persone di acquistare una
casa di proprietà come avveniva in passato.

Per questo serve coraggio e innovazione nella proposta e nelle tante soluzioni da trovare; le migliaia di case sfitte stanno diventando veramente insopportabili e quasi “imbarazzanti” di fronte al diffondersi delle famiglie e delle persone che dormono in macchina e per strada; bisogna rilanciare forme di locazione che smuovano questa storica tendenza a tenere per lunghissimi periodi le case vuote..anche venendo incontro con maggior garanzie e flessibilità, a volte legittime, richieste dei proprietari. Il patrimonio pubblico inutilizzato sta diventando un vero e proprio schiaffo all’intera platea di coloro che hanno bisogno urgente di un soluzione; la burocrazia del nostro sistema pubblico e la sua inefficienza dimostrano, su questo tema, tutta la loro incapacità di essere al passo con i tempi…

Su questo sarebbe doveroso che il governo centrale intervenisse. Tutti sappiamo che anche a Bologna il patrimonio di INPS, Ferrovie, AUSL, ecc. inutilizzato e chiuso spesso da decenni sarebbe probabilmente quasi sufficiente per la soluzione di gran parte del problema. Lo stesso Comune, a partire da villa Salus e villa Ghigi, è proprietario di immobili  inutilizzati da tempo, sui quali è possibile effettuare interventi e costruire progetti ad hoc. Le risposte burocratiche delle istituzioni non convincono più nessuno, e risultano pertanto, nel contesto dato, inaccettabili per la maggior parte dei cittadini. Altrimenti l’unica alternativa continuerà a rimanere quella dell’illegalità.

Ma non si muove nulla, ognuno ha le proprie giustificazioni. Non ne parliamo del patrimonio invenduto delle imprese di costruzioni che rischia di trasformarsi, in pochi anni, in ulteriore e inutile cementificazione del territorio senza prospettiva. Il regolamento ERP va probabilmente cambiato e attualizzato alla luce di un nuovo contesto; risultano difficilmente comprensibili situazioni come quelle dei lunghissimi tempi di assegnazione  e delle centinaia di case anch’esse vuote…Anche la media dei canoni va sicuramente rivista, come il tema di appartamenti enormi a lungo assegnati a persone sole o l’idea che la casa venga di fatto assegnata per tutta la vita nonostante consistenti aumenti di reddito; dentro a questo contesto la delibera di giunta regionale che prevede tre anni di residenza per poter fare la domanda di accesso alle case popolari risulta una atto che, senza tanti giri di parole, introduce un elemento di chiara discriminazione, sia per italiani che per stranieri; un evidente regalo alla Lega che su questi temi costruisce gran parte della propria campagna elettorale ma sicuramente una penalizzazione per le fasce spesso più povere e abbandonate della popolazione. Auspichiamo che sul tema ci sia un ripensamento; non pochi Comuni hanno per fortuna evidenziato la propria netta contrarietà.

Per le poverta’ assolute, di fatto, esiste solo o un posto in dormitorio o la strada.

È uno scenario sicuramente complesso e inedito per Bologna ma che non può avere come unica risposta le occupazioni…La graduatoria delle persone che hanno bisogno non può che essere gestita dal Comune; solo l’Amministrazione può garantire trasparenza nelle procedure ed equità di trattamento fra coloro che hanno bisogno…nessun altro…

La società civile risulta aver fatto un salto di qualità rispetto al tema; lo dimostra un diffuso “senso di solidarietà” che si sta diffondendo nei confronti delle famiglie che occupano, impensabile solo qualche anno fa. Le istituzioni, le parti sociali, l’associazionismo, le imprese potrebbero costituire un tavolo urgente per elaborare proposte, nessuno deve ritenersi autosufficiente nella soluzione di un problema destinato ad allargarsi. Ma alla politica spetta sicuramente il compito di  direzione per una discussione di questa portata…politica che non gode certo di ottima salute.

Quel che è certo è che bisogna muoversi in fretta.

Sonia Sovilla
segreteria CGIL BO
Bologna, 29 maggio 2015


28 maggio 2015

Lavoratori approvano l’accordo Lamborghini

Si è appena concluso lo scrutinio al termine del referendum svoltosi in Automobili Lamborghini in merito all’ipotesi di Accordo raggiunta venerdì scorso 22 maggio 2015 tra la Fiom, la RSU e la Direzione Aziendale Automobili Lamborghini.

L’esito del referendum è il seguente:

928 SI

20 NO

1 BIANCA

1 NULLA

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI APPROVANO L’ACCORDO, che sarà ora firmato in via definitiva dalla Fiom-Cgil di Bologna.

Bologna, 28 Maggio 2015
La Fiom-Cgil Bologna


28 maggio 2015

Volantinaggio contro i tagli al Sant’Orsola

Domani mattina, 29 maggio 2015 dalle 9:30 alle 11:00, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl volantineranno davanti al S.Orsola per protestare contro il paventato taglio di 15.000 ore sui servizi di ambulanza inter e intraospedalieri.

Si tratta di una situazione paradossale: invece di essere rafforzato e organizzato in maniera coerente il servizio viene tagliato in maniera indiscriminata.

Le due aziende coinvolte nella convenzione -Fondazione Catis e Croce Azzurra- erogano circa 37.000 ore all’anno di servizi, mentre qui si parla di una taglio lineare del 40%, senza alcun confronto preliminare che coinvolga le organizzazioni sindacali.

Ci è stato riferito che è stato presentato un progetto secondo il quale le ambulanze dovrebbero funzionare come dei taxi,  con una tariffa a cottimo, a servizio effettuato, eliminando dalla convenzione tutti i momenti in cui il mezzo, per un motivo o per l’altro, è fermo.

Tradotta in pratica tale scelta potrebbe comportare una riduzione di 15.000 ore  in meno di attività di trasporto intra ospdealiero nel giro di alcuni mesi, ovvero una quasi pressoché dimezzata rispetto all’attuale.

Peccato che l’Ambulanza, a differenza dei Taxi, non interviene solo per attività programmata ma anche per chiamate in urgenza e quindi potrebbe essere in quel determinato momento vitale per un Paziente che dovesse urgentemente essere trasportato da un padiglione ad un altro.

L’esito determinerebbe un calo qualitativo del servizio, diminuendo in maniera importante la disponibilità delle ambulanze dentro al S. Orsola, quindi con possibili ricadute, anche molto negative, sui pazienti, nonché pesanti conseguenze sui lavoratori della Fondazione Catis e di Croce Azzurra.

Lavoratori che domani saranno a volantinare al nostro fianco, per protestare contro una scelta che non solo crea un grave problema nel servizio, ma potrebbe avere ricadute occupazionali anche su di loro.

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL
FP CGIL Bologna


28 maggio 2015

Nuove prestazioni per artigiani

Da quest’anno, grazie all’azione delle organizzazioni sindacali dell’Emilia-Romagna, le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti delle aziende artigiane potranno avere un’integrazione del reddito per una serie di casistiche.
Per approfondire consulta il sito dell’Inca di Bologna!


28 maggio 2015

“No all’anticipazione de ‘La buona scuola’”!

Come Flc-Cgil e Cgil di Bologna siamo venuti a conoscenza (sia tramite diversi docenti degli Istituti interessati, sia tramite lettera inviataci in forma anonima) dell’esistenza di un progetto sperimentale per le scuole secondarie di primo grado presso quattro Istituti Comprensivi del nostro territorio (Calderara di Reno, San Giorgio di Piano, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa).

Sul progetto stesso e sulle modalità in cui è stato proposto ai docenti e ai genitori delle scuole interessate abbiamo sollevato una serie di obiezioni di metodo e di merito.

Per quanto riguarda il metodo, sulla base delle segnalazioni pervenuteci, rileviamo il rischio di un mancato rispetto delle prerogative degli organi collegiali (Collegio docenti e Consiglio di Istituto).

Infatti, nonostante tale progetto sia stato respinto già da 3 dei 4 Collegi di docenti coinvolti, ci risulta che si stia proseguendo operativamente con la sua attivazione. Inoltre, in alcuni casi il Collegio e il Consiglio di Istituto sono stati coinvolti senza aver avuto nemmeno la possibilità di visionare il progetto in discussione e dovendosi basare solo su una sua descrizione da parte dei Dirigenti.

Per quanto riguarda il merito, riteniamo siano presenti fortissime criticità, in particolare laddove si eliminano i compiti a casa, si prevede di selezionare bambini di 10 anni (ultimo anno della scuola primaria) sulla base del merito (con criteri non indicati) e della propensione verso indirizzi di studio tecnici; o ancoradi predisporre un primo contatto con il mondo del lavoro e dell’impresa, anche attraverso stage in azienda, fin dalla seconda media e quindi per bambini di 12 anni che già in seconda media dovrebbero aver scelto un Istituto tecnico come scuola superiore.

Dal nostro punto di vista siamo ben lontani da progetti seri e importanti di raccordo scuola lavoro che anche come OOSS abbiamo promosso sul nostro territorio, ovviamente rivolti ai ragazzi degli ultimi anni delle superiori (come, per es, il progetto con la Lamborghini e la Ducati, quello con l’azienda Carpigiani, quello con Intertaba e molti altri).

Per molti aspetti questa ci sembra invece un’anticipazione della “Buona scuola” sul nostro territorio (depotenziamento degli organi collegiali, stravolgimento del concetto di autonomia scolastica, avviamento al lavoro fin dalle scuole medie, partecipazione dei privati a carattere non più integrativo ma sostitutivo) contro cui il mondo della scuola si è già massicciamente mobilitato in occasione dello sciopero del 5 maggio e continuerà a mobilitarsi con le iniziative dei prossimi giorni e lo sciopero unitario degli scrutini.

Flc-Cgil Bologna
Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna


26 maggio 2015

Firmata la Solidarietà alle “Officine Rizzoli”

In data odierna è stato firmato al Ministero del Lavoro a Roma, l’accordo tra il Curatore fallimentare della Rizzoli Ortopedia e la Filcams-Cgil che prevede l’utilizzo del Contratto di solidarietà.

L’accordo ha scongiurato la possibile chiusura dell’Azienda che aveva già usufruitio della CIGS per fallimento e della CIGS in deroga che scade il 31 maggio 2015.

Il contratto di solidarietà viene concesso per un mese e eventualmente prorogabile è finalizzato a consentire al Tribunale di Bologna di esperire le procedure di assegnazione dell’Azienda di fronte a proposte di acquisizione che si sono palesate.

La Filcams-Cgil e la CdLM di Bologna valutano positivamente la scelta del Curatore e del Ministero del Lavoro di chiedere e concedere il CDS anche alle Aziende Fallite per garantirne la continuità produttiva e  occupazionale; ritengono inoltre che, ora, sia necessario al più presto procedere, da parte del Tribunale, alle procedure per l’assegnazione dell’Azienda, dando così una prospettiva ad un marchio storico di eccellenza del nostro territorio.

Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna
Giacomo Stagni

Filcams-Cgil Bologna
Lorenza Giuriolo


25 maggio 2015

Ipotesi d’accordo sull’integrativo alla Lamborghini

E’ stata raggiunta nella tarda serata di ieri, venerdì 22 maggio, al termine di due giorni di trattative un’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale Automobili Lamborghini.

Innanzitutto, l’accordo rinnova l’impegno delle parti a creare tutte le condizioni affinché il sito di Sant’Agata Bolognese possa essere selezionato per la messa in produzione del Suv Lamborghini, il terzo modello (oltre alle attuali Aventador e Huracàn) che permetterebbe allo stabilimento di Sant’Agata di dispiegare tutte le proprie potenzialità, darebbe stabilità nel tempo al sito e consentirebbe di richiamare in azienda i lavoratori che sono transitati dal sistema di graduatorie Lamborghini e che andrebbero a costituire, come previsto dall’accordo, un “bacino esclusivo” per tutte le future assunzioni.

Riteniamo estremamente importante che l’incremento di competitività del sito di Sant’Agata Bolognese sia reso possibile senza l’aumento degli orari e dei turni di lavoro.

L’ipotesi di accordo raggiunta ieri sera si colloca all’avanguardia e in posizione di eccellenza in tutto il panorama nazionale anche per i seguenti aspetti:
– Si rafforza il modello di relazioni sindacali, promosso dalla “Charta dei rapporti di lavoro in seno al Gruppo Volkswagen”, che traduce il principio della partecipazione nei diritti di informazione, consultazione e contrattazione su tutti gli aspetti della vita lavorativa attraverso l’introduzione di sistema informativo aziendale e il rafforzamento del ruolo e delle attività delle Commissioni tecniche bilaterali (CTB).
– Si introduce un capitolo apposito sugli appalti che, attuando il “Codice di Condotta del Gruppo VW per i partner commerciali”, impegna l’azienda e il sindacato ad essere parti attive nel favorire l’applicazione di migliori condizioni economiche e contrattuali per i lavoratori occupati in aziende esterne dentro al sito Automobili Lamborghini di Sant’Agata.
– Si introduce un chiaro diritto all’informazione su tutta la filiera degli appalti e della fornitura, affinchè la RSU Lamborghini e il sindacato di categoria possano intervenire per un rigoroso rispetto dei contratti nazionali in tutte le aziende fornitrici.
– Si condivide infine un percorso volto al superamento dell’istituto del subappalto entro la vigenza del contratto.

Viene riconfermato un utilizzo dei contratti a termine e di somministrazione a tempo determinato che non può superare il 10% del totale degli assunti a tempo indeterminato e definito un sistema di utilizzo dei contratti a termine e di somministrazione che, oltre a prevedere un incremento della “indennità di mancata conferma”, definiscono precisi obblighi di formazione e di certezza nelle durate dei contratti di somministrazione che comunque, qualora non collegati ad assunzioni a tempo indeterminato, non possono superare la durata massima di 16 mesi.

Molto ricca è anche la parte dei “Diritti individuali” dove si rafforza tutto il sistema dei permessi individuali e del diritto allo studio, si incrementa la quota per la previdenza integrativa e si introduce una settimana di ferie aggiuntive da fruire al compimento del 25mo anno di anzianità di servizio. Ai diritti individuali si affianca tutto il capitolo dei percorsi di crescita e di valorizzazione professionale.

Di grande rilevanza è anche l’impegno congiunto, anche alla luce dei livelli raggiunti dalla disoccupazione (in particolare giovanile), a introdurre in Automobili Lamborghini, entro il primo anno di vigenza dell’accordo aziendale, un sistema di “pre-pensionamento” ispirato ai modelli attualmente in uso all’interno di Audi/VW.

Per quanto riguarda la parte economica l’ipotesi di accordo prevede un aumento strutturale delle retribuzioni pari al 5% della retribuzione di un 5° livello metalmeccanico (88,47 euro) in due tranche di pari importo al 1/1/2016 e al 1/10/2017. Si tratta di un aumento uguale per tutti, che incide su tutti gli istituti e su 14 mensilità. Al salario fisso si aggiungono le rivalutazioni di tutte le indennità presenti in azienda, a partire da quella per i lavoratori che operano sulle linee di montaggio (che passa da 30 euro a 40 euro mensili per 14 mensilità con decorrenza immediata) e l’incremento dei valori del Premio di Risultato che arrivano ad un valore medio nel triennio 2015-2017 pari a 2500 euro(anche con l’introduzione sperimentale a partire dal 2016 di un indicatore di “premio di team”).

L’ipotesi di accordo sarà presentata nel corso delle assemblee sindacali convocate lunedì prossimo 25 maggio su tutti i turni di lavoro e sottoposta, come previsto dal sistema di regole democratiche condivise e sottoscritte dalla stessa azienda nell’accordo del 4 luglio 2012, al referendum a voto segreto per l’approvazione da parte di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Bologna, 23 maggio 2015

Automobili Lamborghini è entrata a far parte del Gruppo AUDI-Volkswagen dal 1998 e occupa oggi a Sant’Agata Bolognese 1.145 dipendenti tra operai e impiegati. La FIOM CGIL esprime in Lamborghini 17 delegati su 18 all’interno della RSU con un consenso pari al 96% alle ultime elezioni che si sono svolte a luglio 2014.

FIOM CGIL Bologna
delegate e delegati FIOM CGIL Automobili Lamborghini


22 maggio 2015

Cusb, incontro con i candidati rettore

L’11 maggio, sono stati licenziati  8 lavoratori della piscina Record, struttura facente parte degli impianti sportivi dell’Università di Bologna, gestiti in convenzione  dalla CUSB (Centro Universitario Sportivo).

La ragione con cui hanno motivato questi licenziamenti è l’appalto ad una cooperativa delle attività di manutenzione e pulizia, con un risparmio presunto di circa 100mila euro.

Totalmente inascoltate le proposte di parte sindacale comprendenti misure alternative ai drastici licenziamenti, tra cui mobilità volontaria ed incentivata, pensionamenti, e contratti di solidarietà.

Tali proposte, insieme alla richiesta di attivazione di un tavolo trilaterale tra CUSB, Ateneo e Sindacato, erano state anche ribadite nell’incontro del 28 aprile con il Prorettore  e il Direttore Generale, nel corso di un presidio davanti al rettorato, presenti anche numerose RSU della Università.

Oggi 22 maggio, nel corso della assemblea pubblica dei candidati Rettore, un dei lavoratori licenziati, a nome dei suoi colleghi in presidio all’esterno, ha chiesto ai candidati rettore che cosa pensano di questa brutta vicenda, come  debbono essere gestiti i cambi di appalto nell’Università e nelle struttura ad essa convenzionate e se sono  disponibili a farsi carico di una soluzione equilibrata dei  licenziamenti.

Tutti i candidati hanno denunciato come drammatico ed inaccettabile “che si scarichino sulle spalle dei lavoratori i problemi di gestione degli impianti sportivi universitari”. L’Università “non se ne può lavare le mani” e “deve farsi carico di una soluzione di salvaguardia occupazionale”. Qualcuno ha aggiunto che “bisogna obbligare qualunque soggetto ad applicare le clausole sociali in caso di appalti” ed è stato chiesto che vengano sospesi i licenziamenti sino all’elezione del nuovo Rettore e che si apra un tavolo trilaterale OO.SS, Università e CUSB.

Facciamo i nostri auguri a tutti i candidati e chiederemo al rettore eletto di dare seguito coerente a quanto dichiarato affinché non siano solo parole da campagna elettorale.

Bologna, 22.05.2015
SLC e FLC CGIL BOLOGNA


22 maggio 2015

Lunedì 25 sciopero servizio disabili

Per l’intera giornata di lunedì 25 maggio 2015 Fp Cgil e Cisl Fp hanno proclamato losciopero dei dipendenti Croce Azzurra e Azzurra Service.

L’iniziativa di mobilitazione é motivata dal rischio di licenziamento che incombe sui 34 lavoratori impegnati sul servizio di accompagnamento disabili, dopo che, a seguito di gara d’appalto, il nuovo gestore Cosepuri ha dichiarato di non voler assumere i dipendenti.

Cosepuri si ostina nel suo comportamento, nonostante nell’ultimo incontro in Prefettura abbia ammesso di avere dipendenti a contratto nel proprio settore trasporti.

In un primo momento infatti sembrava che la mancata applicazione delle clausole sociali fosse dovuta al fatto che Cosepuri ha solo soci artigiani e non dipendenti, quindi non avrebbe potuto applicare le previsioni dei contratti.

C’è poi un tema relativo al Comune di Bologna, committente del servizio, a cui chiediamo di difendere l’occupazione e soprattutto rispettare le intese contenute nel protocollo sugli appalti siglato con i sindacati.

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL
FP CGIL Bologna


20 maggio 2015

I dati dello sciopero del 20 maggio

Sono state migliaia (2.000 a Casalecchio – altrettanti nel concentramento sotto la RAI, Viale della Fiera) le lavoratrici, i lavoratori e i pensionati che hanno risposto all’appello, lanciato dalla Cgil di Bologna, a manifestare, oggi 20 maggio 2015, in una giornata di mobilitazione nei settori produttivi.

Due sono stati i cortei che si sono svolti questa mattina: uno a Casalecchio di Reno, partito dalla Rotonda Biagi per concludersi davanti al palazzo del Comune; un altro a Bologna partito dalla sede della Bredamenarini in Via S.Donato e concluso davanti alla sede RAI.

La giornata ricordava due anniversari: il 45° dall’entrata in vigore dello Statuto dei Lavoratori che vide la luce appunto il 20 maggio 1970 e i 16 anni dalla barbara uccisione di Massimo D’Antona, insigne giurista membro della Consulta Giuridica della Cgil e autore di importanti contributi legislativi (ad es. la legge sulla rappresentanza nel pubblico impiego), trucidato dalle Brigate Rosse il 20 maggio 1999.

Svariati invece, per tornare all’attualità, i temi sollevati negli interventi che si sono tenuti nei comizi che hanno concluso le due manifestazioni. Dalla necessità di proseguire nella mobilitazione lanciata in autunno contro i provvedimenti del Governo Renzi contenuti nel Jobs Act, alla necessità di sottolineare l’insufficienza che si registra nella cosiddetta ripresa produttiva e che vede solo a Bologna 95.000 disoccupati, 2.200 lavoratori a cui sta per scadere la cassa integrazione in deroga il 31 maggio, e le decine di situazioni di crisi aziendali che continuano a permanere e delineano una prospettiva di devastazione assai difficilmente recuperabile nel tessuto manifatturiero bolognese.

Ulteriori temi che sono emersi nelle due manifestazioni: la necessità di modificare la legge Fornero sulle pensioni che vada oltre i primi provvedimenti tampone del Governo Renzi per applicare la sentenza della Consulta in materia di rivalutazione delle pensioni, l’urgenza di una nuova legislazione sugli appalti che garantisca trasparenza e legalità, il rilancio dello stato sociale che si concretizzi in una nuova contrattazione sociale territoriale e la modifica radicale del decreto legge denominato “La Buona Scuola”.

Alla manifestazione di Casalecchio sono intervenuti Celestina Marino delegata Filctem, Miriam Planesio delegata IKEA, Stefania Ghedini insegnante primaria della Flc, Raffaele Falzone della RSU Saeco, Anna Chiari dello SPI.

Ha concluso Maurizio Lunghi, Segretario generale Cgil di Bologna.

In Via della Fiera 13, di fronte alla sede Rai, invece, sono intervenuti Claudio Sbranchella delegato Filcams di Elior Ristorazione, Orazio Sturniolo professore del Liceo Copernico, Cristiano Bruni delegato
Fiom Bredamenarini, Erio Frison dello Spi.

L’intervento conclusivo è stato svolto da Vincenzo Colla, Segretario generale Cgil Emilia-Romagna.

Forniamo a questo punto, in termini necessariamente incompleti vista il carattere non generale dello sciopero che non coinvolgeva tutti i settori soggetti alla L.146, alcuni dati dell’adesione allo sciopero divisi per categorie o settori lavorativi.

Settore metalmeccanico:
AUTOMOBILI LAMBORGHINI in produzione 95%, BONFIGLIOLI RIDUTTORI 90%, FABIO PERINI (EX KLP) 90%, CESAB 70%, MOTORI MINARELLI 75%, MARELLI CREVALCORE    60%, CEVA 705, PROTERM 60%, TITAN 90%, MAPE 70%, BEGHELLI 60%, MECCANICA NOVA 50%, MEC TRACK – VALSAMOGGIA 80%, GIESSE 90%, COMEX 80%, SELCOM  70%, CEVOLANI 100%, IMA 65%, BREDAMENARINI 95%, SASIB 70%, CORAZZA 70%, TENNECO MARZOCCHI 70%.

Settore edile:
Tecnoform 85%, CCC  70%, Ages Strade 70%

Settore Chimico/Tessile
Inver/Valspar 60%, La Perla 50%, ILIP 60%, Reagens 60%

Settore Agro-alimentare
COIND 70%, Granarolo 60%, Felsineo 70%, Avola 50%

Settore editoria-cartografici
Il Borgo 90%, Edmil Mulino 60%, Cantelli 80%, Floriani Astucci oltre 90%, Lanica 75%, New Business Media 60%

Settore trasporti
erano interessati i settori Merci e Logistica. Alcuni dati: Coop Alice (fornitrice punti vendita Ipercoop) 80%; Farmalog (Appalto magazzino AFM) 90%, Astercoop 70%

Settore Commercio/Turismo/Grande distribuzione
Nella grande distribuzione cooperativa nella mezza giornata di apertura, garantiti solo i servizi di barriera casse.

Coop.Adriatica: adesione media intorno al 50% con chiusura totale del negozio alla Bolognina e adesione Iperborgo al 70%.

Camst: chiusura Self Service Centro Nova, Pianeta, Unipol, Centro Commerciale Via Larga.

Coop Reno:  adesione intorno al 50% con chiusura, nel negozio di Altedo, di tutti i reparti assistiti nel pomeriggio; a S.Agata chiusura pomeridiana del punto vendita nel pomeriggio.

My Chef Roncobilaccio:  90%;

Ikea 60%.


20 maggio 2015

Sciopero 20 maggio, nota Spi-Cgil

Oggi i pensionati bolognesi sono scesi in piazza al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici impegnate in importanti vertenze per il lavoro e la sua dignità.

La loro mobilitazione è giustificata anche dalla mancata convocazione da parte del Governo per affrontare in modo equo l’attuazione della sentenza della Corte Costituzionale, cosa non ancora avvenuta con il decreto varato. Ma le ragioni della richiesta di incontro non riguardano solo questo aspetto, in realtà i pensionati voglio affrontare con il Governo Renzi temi non nuovi e mai risolti, come ad esempio l’ingiustizia nei confronti dei milioni di pensionati con una pensione sotto ai mille euro ed ai quali non sono mai arrivati gli 80 euro, oppure del superamento dell’ingiustizia fiscale rappresentata dalla no tax area che vede, a parità di reddito, i pensionati pagare più IRPEF.

La mobilitazione dei pensionati continuerà fino a quando giustizia ed equità non saranno fatte, perché è inaccettabile che chi ha versato 40 anni di contributi e pagato regolarmente le tasse sia considerato un privilegiato in un paese di evasori e di vitalizi, con manager pubblici che prendono centinaia di migliaia di euro e milioni di stipendio ogni anno. No! Il pensionato è un cittadino lavoratore che ha servito, sostenuto e lottato per un paese migliore.

Così come continuerà l’iniziativa dei pensionati che quotidianamente e volontariamente, senza essere riconosciuti e aiutati, si fanno carico dei tagli allo stato sociale e alla sanità, assistendo famigliari e cittadini in difficoltà, anche di questo vorremmo parlare con il Governo.

Segretario Generale SPI-CGIL Bologna
Valentino Minarelli


13 maggio 2015

Lunedì 18 sciopero Poste in regione

Il processo di privatizzazione di Poste Italiane Spa, con la vendita del 40% del capitale entro il 2015 in base alle decisioni prese dal Governo, sta proseguendo, mentre il rilancio dell’azienda con il Piano d’Impresa si è fermato, anche a causa della bocciatura da parte della Comunità Europea per la consegna della posta a giorni alterni al 25% della popolazione, decisa dal Governo con la legge di Stabilità.

SLC-CGIL e UILPOSTE dell’Emilia-Romagna, visto il peggioramento delle condizioni lavorative e della qualità del servizio, dopo molti anni, hanno deciso di aprire vertenze sia nel settore Mercato Privati, sia in Posta Comunicazione e Logistica e, non ricevendo risposte positive da parte aziendale, hanno proclamato per tutti gli addetti, lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive fino al 22 maggio 2015. Inoltre, a supporto della vertenza, si terrà lo sciopero dell’intera giornata di lavoro Lunedì 18 maggio 2015.

In attesa della privatizzazione, i problemi che hanno portato alla vertenza sono molteplici: quelli ritenuti più gravi dalle organizzazioni sindacali SLC e UILPOSTE sono il continuo calo del numero degli addetti e l’inadeguatezza degli strumenti di lavoro, problemi che interessano ogni settore, dal recapito alla sportelleria, passando per la logistica.

Diminuzione del personale che negli uffici postali impedisce la copertura delle postazioni con gravi ricadute sui lavoratori e sulla clientela, con file e tempi d’attesa lunghi, che non danno la possibilità agli operatori di garantire un servizio qualitativamente adeguato alla clientela, inoltre nonostante l’Azienda faccia ricorso in maniera sistematica ai distacchi e alle trasferte degli operatori di sportello a volte alcuni uffici rimangono chiusi, adducendo quale scusante il “guasto tecnico”.

Diminuzione del personale portalettere che non consente molte volte di consegnare giornalmente tutta la posta in arrivo, con anche ritardi nei tempi di consegna previsti, nonostante la disponibilità degli operatori ad una maggiore flessibilità.

Stessa situazione si riscontra anche nella logistica, con ricorso a lavoro straordinario, quasi giornalmente, nel centro di smistamento di Bologna, per poter effettuare tutte le lavorazioni.

Mancata possibilità d’applicazione delle procedure di sicurezza previste dalle vigenti Leggi in materia, compresa la pausa al videoterminale per il personale di sportello.

Strumenti ed attrezzature di lavoro obsoleti e non a norma, compresi i mezzi di trasporto dei portalettere ai quali troppo spesso non viene fatta manutenzione e assistenza.

Nonostante la mancanza di personale, che causa anche la revoca della ferie, Poste sta procedendo con gli esodi incentivati di lavoratrici e lavoratori.

Nutriamo il dubbio se non il sospetto che questo sia un progetto per ridurre il personale per poi esternalizzare i servizi o assumerne altro con le nuove regole previste dal Jobs Act, che permetterebbe di abbassare il costo del lavoro e ridurre i diritti.

Slc-Cgil Emilia-Romagna
Giuseppe Ledda

Uilposte
Graziella Gieri


12 maggio 2015

Sciopero del 20, nota categorie soggette alla 146

20 MAGGIO 1970 – STATUTO DEI LAVORATORI
20 MAGGIO 2015 – STA TUTTO NEI LAVORATORI!!!

Il 20 maggio 2015 ricorre il 45° anniversario dello Statuto dei lavoratori, una data importante per i diritti dei lavoratori che da anni subiscono pesantissimi attacchi.

Anche per il valore simbolico di questa data la CGIL di Bologna ha proclamato nella stessa data lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per proseguire il proprio percorso di rivendicazione. I lavoratori dei nostri comparti, tuttavia, non potranno esercitare il loro diritto ad aderire lo sciopero, a seguito dell’intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che ha riscontrato “il mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva” previsto dalla legge 146/90.

Da tempo sosteniamo che i vincoli della 146/90 di fatto depotenziano gravemente la possibilità per i lavoratori che offrono un servizio pubblico di utilizzare lo strumento dello sciopero per rivendicare i propri diritti e riteniamo che l’impianto della 146 vada profondamente rivisto.

Vogliamo tuttavia ribadire la nostra totale condivisione sui motivi dello scioperoche coinvolgerà tutti i settori produttivi per:

x la riconquista dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori utilizzando tutti gli strumenti contrattuali e di legge disponibili, a partire dalla contrattazione di 2° livello; x il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e l’utilizzo dei contratti di solidarietà in alternativa ai licenziamenti e per allargare l’occupazione; x la modifica della Legge Fornero sulle pensioni che reintroduca criteri di flessibilità in uscita senza penalizzazioni e l’applicazione della sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni; x una nuova legislazione sugli appalti per garantire trasparenza, legalità e diritti ai lavoratori; x rilancio dello stato sociale anche attraverso la contrattazione sociale territoriale; x una modifica radicale del DdL denominato “La buona scuola”.

Saremo presenti con le nostre delegazioni alle 2 manifestazioni/presidi:

ore 8,30 Concentramento davanti alla Bredamenarini Bus, via s. Donato, 190
ore 10,00 manifestazione di fronte alla sede Rai di Bologna – viale della Fiera, 13
Per i lavoratori/trici delle zone di: S. LAZZARO – FUNO – BUDRIO

ore 8,30 ConCentramento presso rotonda Biagi a Casalecchio di Reno
ore 10,00 manifestazione di fronte al Comune di Casalecchio via dei Mille, 9
Per i lavoratori/trici delle zone di: S. VIOLA – CASALECCHIO

Invitiamo i delegati, le RSU e i lavoratori e le lavoratrici che condividono i motivi dello sciopero a partecipare
con noi alle manifestazioni!

Fp-Cgil Bologna
Filt Cgil Bologna
Flc-Cgil Bologna
Slc-Cgil Bologna


12 maggio 2015

Rom e Sinti a Bologna, nota dei sindacati

Il 16 maggio sfileranno per le strade di Bologna le comunità Rom e Sinti d’Italia per chiedere diritti e integrazione e per affermare il riconoscimento della loro identità.

Rom e Sinti saranno a Bologna per dire basta all’ondata di odio indiscriminato che li riguarda e per ricordare le vittime Sinti della“banda della uno bianca”.

Il giorno 16 maggio inoltre ricorda la rivolta degli internati rom e Sinti nel lager nazista di Birkenau.

Per queste ragioni CGIL, CISL e UIL ritengono che questa manifestazione sia una importante occasione per Bologna; una città democratica, antifascista e antirazzista, una città solidale e accogliente che ha sempre saputo valorizzare le differenze.

La partecipazione di Rom e Sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti, nei quali troppo spesso viene relegato all’assistenza e non alla propria responsabilità.

Sono anche le motivazioni alla base della campagna che le associazioni di Rom e Sinti hanno avviato,in rappresentanza delle comunità rom e Sinti italiane, per realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono: la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze linguistiche con apposite norme. In questo modo le comunità Rom e Sinti vogliono superare il mancato riconoscimento istituzionale come minoranza che è causa della scarsa integrazione nella società e della marginalizzazione sociale ed economica
Riteniamo quindi importante e indispensabile che in una repubblica democratica le persone possano manifestare, senza provocazioni di ogni tipo da parte delle forze reazionarie, xenofobe e razziste, in modo liberoper dare forza alle proprie idee.

CGIL– CISL – UIL Emilia Romagna
CGIL– CISL – UIL Bologna

Bologna, 12 maggio 2015


12 maggio 2015

Lavoratori approvano l’integrativo Coop

In data 7 Maggio 2015 si sono concluse le operazioni di voto per il rinnovo dell’accordo integrativo aziendale di Coop Adriatica area Emilia.

L’ipotesi di accordo firmata da Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs-Uil è stata illustrata alle lavoratrici e ai lavoratori attraverso la realizzazione di circa 90 assemblee unitarie, mentre la consultazione è stata effettuata attraverso referendum a voto segreto svolto simultaneamente in tutti i Punti Vendita dal 29 Aprile al 7 Maggio.

I dati definitivi vedono la straordinaria partecipazione di 2192 addetti, con un quorum che si attesta oltre il 70% degli aventi diritto e che pertanto legittima pienamente l’esito della consultazione.

Lo spaccato del voto vede 2005 (92,52%) voti favorevoli mentre i voti contrari sono stati 162 (7,48%).

L’intesa pertanto viene definitivamente approvata dalla maggioranza dei lavoratori alla fine di un percorso negoziale durato circa 16 mesi.

Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL esprimono soddisfazione per il risultanto raggiunto in un contesto economico fortemente condizionato dalla crisi dei consumi.
L’accordo sottoscritto con Coop Adriatica prevede l‘assunzione a tempo indeterminato di 50 addetti e l’incremento orario a 30 ore per 450 lavoratori, garantendo una reale risposta reddituale e occupazionale in un settore fortemente caratterizzato da un utilizzo di contratti con orari e retribuzioni ridotte.

Vengono inoltre introdotti innovativi percorsi di confronto, attraverso commissioni partecipate, tesi a costruire modelli organizzativi da applicarsi nelle singole unità produttive, al fine di rispondere sia alle necessità della cooperativa che e alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti.

Si rafforza il ruolo dei Rappresentanti dei lavoratori alla Salute ealla Sicurezza attraverso l’aumento del numero degli RLS el’istituzione di una commissione paritetica per la prevenzione e la salute nei luoghi di lavoro.

Inoltre, si aggiungono concreti interventi sul Welfare integrativo che si traducono in misure di sostegno al reddito e alle famiglie e ad una maggiore attenzione nelle politiche di mobilità territoriale favorendo sempre più l’avvicinamento alla propria residenza.

Tali risultati dimostrano che anche in un contesto caratterizato da un complicato quadro economico, il dialogo, la volontà di sperimentare soluzioni innovative e un modello di relazioni sindacali consolidato e caratterizzato da strumenti di reale partecipazione, possono consentire di cogliere obiettivi positivi e condivisi.

FilcamsCgil
EmilianoSgargi
Vincenzo Mauriello
Morena Visani

Fisascat Cisl
Malgara Cappelli
Silvia Balestri

Uiltucs Uil
Stefano Franzoni
Aldo Giammella


11 maggio 2015

InFiltRazioni legali alla StraBologna

Anche quest’anno INFILTRAZIONI LEGALI – progetto della FILT CGIL E-R e Bologna con Libera per la promozione della cultura della Legalità – collabora con UISP per la STRABOLOGNA 2015.

Domenica 17 maggio 2015 partirà da Piazza Maggiore alle ore 10,15 la StraBologna con tre differenti percorsi (mini 3,5 km – medio 6,5 km – maxi 9,5 km).

E’ possibile iscriversi, tra i vari punti della città, presso gli uffici della FILT CGIL E-R e Bologna in via Marconi 67/2.
Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a:
Centralino 051 6087514 – Francesco 3316224404 – Daniele 3483478044

L’iscrizione ha un costo di 6 € per adulti e 4 € per ragazzi/e under 13.

Inoltre, anche quest’anno, INFILTRAZIONI LEGALI partecipa con una propria squadra per diffondere con più forza l’importante messaggio di divulgazione della cultura della Legalità. Con un contributo minimo di 4 € – che verrà interamente devoluto a LIBERA – verrà consegnata la maglia della Squadra di Infiltrazioni Legali.

Per ulteriori info: www.strabologna.info

INFILTRAZIONI LEGALI e STRABOLOGNA 2015: la tua partecipazione renderà più visibile che mai ciò in cui crediamo.


11 maggio 2015

Ferie Ausl Bologna, nota unitaria

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Bologna, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Spi-Cgil  Fnp-Cisl Uilp-Uil, dopo la presentazione del piano ferie dell’Azienda USL di Bologna esprimono la loro preoccupazione per l’entità, la durata delle chiusure previste per il periodo estivo Giugno-Settembre 2015, e quindi per la tenuta complessiva del sistema dei servizi soprattutto per le persone più in difficoltà.

Da quanto comunicato dall’Azienda infatti risulta un notevole incremento del numero dei giorni di disattivazione di posti letto, in particolare negli Ospedali della Provincia e all’Ospedale Bellaria:

Ospedale Bellaria: +1752 letti disattivati (chiusi) rispetto al 2014
Ospedale Loiano:  + 1196 letti disattivati rispetto al 2014
Ospedale Bazzano: +1752  letti disattivati rispetto al 2014
Ospedale S Giovanni: + 2194  letti disattivati rispetto al 2014

(letti disattivati = giorni di chiusura complessivamente previsti moltiplicati per i posti letto)

Per quanto riguarda invece le chiusure all’interno dei Dipartimenti (trasversali su tutti gli Ospedali Aziendali) colpisce l’incremento di + 5093 letti chiusi, rispetto al 2014, nel Dipartimento Medico.

Secondo le OO. SS scriventi tale condizione potrebbe portare, di fatto, allo spostamento di molti cittadini della Provincia verso gli Ospedali di Bologna con conseguenti disagi e difficoltà per gli stessi ma anche per le strutture che li accoglierebbero e, conseguentemente, all’impossibilità concreta di garantire un adeguata risposta ai bisogni sanitari.

Per quanto riguarda Bologna, solleva perplessità l’incremento, rispetto al 2014,  di 322 (420 anziché 98) letti chiusi nella Pediatria dell’Ospedale Maggiore.

In sintesi quindi, pur riconoscendo quale elemento sicuramente positivo l’impegno dell’Azienda a riattivare TUTTI i Servizi chiusi e/o ridotti al termine del periodo estivo e l’impegno a monitorare l’andamento epidemiologico per agire in tempo reale al fine rispondere adeguatamente ad un eventuale incremento dei bisogni sanitari, il piano presentato appare francamente difficilmente sostenibile, soprattutto per l’area Provinciale e potrebbe lasciar intendere che alcune  scelte di politica sanitaria, ancora tutte da conoscere e discutere, siano in realtà state decise.

Relativamente al personale dipendente e al loro diritto a godere delle ferie estive, Fp Cgil, Cisl Fp , Uil Fpl,  valutiamo positivamente l’impegno dell’Azienda finalizzata:

– a superare l’utilizzo del lavoro interinale quale elemento organizzativo strutturale;
– a procedere con l’assunzione di ulteriori 34 Operatori (di cui 22 Infermieri) a tempo indeterminato e 13 a tempo determinato;
– a riconoscere il disagio dei lavoratori che dovranno spostarsi all’interno degli Ospedali Aziendali per garantire la fruizione delle ferie ai colleghi.

Nello stesso tempo esprimono forti preoccupazioni sulla capacità che l’Azienda possa/riesca concretamente a dare corso a tutte le assunzioni deliberate SOLO a 20 giorni dalla partenza del piano ferie. Assunzioni che per altro (arrivando molto avanti) saranno appena sufficienti e, in alcuni casi, anche insufficienti per coprire i pensionamenti che interverranno nel periodo estivo. Senza poi contare che i neo assunti dovranno (o dovrebbero) essere inseriti nei reparti con un percorso formativo di inserimento lavorativo; percorso che, data l’emergenzialità del momento, sarà di fatto, molto complicato da garantire in maniera efficace/efficiente.

In conclusione, pur comprendendo pienamente le difficoltà, anche economiche, del contesto nel quale operiamo che devono comunque garantire il diritto alle ferie degli operatori ma anche la minima tenuta dei servizi per l’intera collettività, riteniamo che,mantenendo il piano assunzioni deliberato ma potenziandolo per il periodo estivo con personale a tempo determinato/interinali, sarebbe in ogni caso opportuno rimodulare complessivamente il piano chiusure per ferie estive in misura non superiore al 2014.

Bologna 11/05/2015

CGIL – FP Cgil – SPI Cgil
Sovilla – Baldo – Minarelli

CISL –  FP Cisl  – FNP Cisl
Schincaglia – Risi – Palmieri

UIL – Uil FPL – UILP Uil
Martelli – Spizzichino – Alessandri


10 maggio 2015

Ammortizzatori, cosa cambia?

Per tutti gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° Maggio 2015 la NASpIsostituirà le prestazioni di ASpI e mini ASpI. Inoltre verranno aggiunti l’assegno di disoccupazione (ASDI) e l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto  di collaborazione coordinata (DIS-COLL).

Per tutte le novità consulta il sito dell’Inca, il patronato della Cgil di Bologna:http://www.incabo.it/news/previdenza/122-la-nuova-assicurazione-sociale-per-l-impiego.html


7 maggio 2015

Sciopero al 90% all’Aeroporto di Bologna

Le lavoratrici e i lavoratori della SAB, MARCONI HANDLING, AVIATION SERVICES, AVIAPARTNER e SERVIZI INTEGRATI, oggi giovedì 7 maggio 2015 dalle ore 12,00 alle ore 16,00 hanno scioperato, con una adesione vicina al 90% e molti voli cancellati, contro le indisponibilità dichiarate dalle aziende aeroportuali a sottoscrivere un accordo di sito riguardante la gestione degli appalti e per  la costituzione di una clausola sociale di sito.

Ogni cambio appalto e ogni passaggio di compagnia aerea viene effettuato in un clima di insicurezza sul futuro occupazionale  delle lavoratrici e dei lavoratori e di  incertezza sul mantenimento dei diritti acquisiti.

Per questi motivi i lavoratori aeroportuali oggi hanno scioperato  ed invitano le aziende, al fine di evitari futuri disagi,  a sottoscrivere un Protocollo di Sito sugli appalti e  una vera Clausola Sociale di Sito.

Bologna 7 maggio 2015
Lorenzo Mastro
Filt-Cgil Bologna


7 maggio 2015

Sentenza Fornero: ora si faccia giustizia!

Nel 2011 per risanare i conti pubblici Monti e la Fornero non trovarono di meglio che intervenire pesantemente sulla previdenza, bloccando tra l’altro la perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il minimo (1.450 euro lordi!): sui disastri combinati da quella riforma si sono sprecati quintali di inchiostro.

ORA SI FACCIA GIUSTIZIA COME INDICATO DALLA CONSULTA.
I sindacati dei pensionati nel 2011 si mobilitarono contro il blocco delle pensioni, nel 2012 la mobilitazione è continuata anche con manifestazioni nazionali perché è assurdo considerare che una pensione lorda superiore ai 1450 euro (1.100 netti) sia considerata un privilegio e quindi non da tutelare nel suo potere di acquisto.

SPI, FNP e UILP terranno alta l’attenzione e non molleranno la presa: ORA SI FACCIA GIUSTIZIA!
OGGI LA CONSULTA DICE CHE QUELLA MANOVRA ERA INGIUSTA: ERA ORA! CI AUGURIAMO CHE LA SENTENZA SIA UN AVVERTIMENTO PER QUESTO GOVERNO AFFINCHÉ RIPRENDA LA STRADA DEL DIALOGO SOCIALE SU ASPETTI IMPORTANTI E DELICATI
COME LAVORO, FISCO E PREVIDENZA.

Adesso bisogna dare seguito al recupero del mal tolto, le segreterie nazionali SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL unitariamente, hanno già inviato una richiesta di incontro urgente al ministro Poletti. La risposta è arrivata via agenzie stampa: “Incontrerò i sindacati dopo approfondimenti”, in questo caso evidentemente non c’è fretta!

Ricordiamo al Ministro che quando furono bloccate le pensioni d’oro e la Consulta stabilì che era illegittimo, si trovarono subito le risorse: non vorremmo che i pensionati da 1.450 euro mensili lordi siano trattati peggio di quelli da 10.000 e oltre!


6 maggio 2015

Appalti: a Bologna raccolte 11500 firme

Susanna Camusso ha consegnato due giorni fa alla Presidente della Camera Laura Boldrini le 175.000 firme raccolte sul territorio per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare in tema di appalti.

Maurizio Lunghi, segretario generale della CGIL di Bologna, comunica con una certa soddisfazione che a Bologna sono state certificate circa 11.500 firme; altre 2000 sono state raccolte ma non sono state certificate.

“Per raggiungere questo importante obiettivo abbiamo chiesto ai nostri delegati e alle nostre delegate uno sforzo rilevante”, dice il segretario,  “hanno lavorato intensamente insieme agli apparati per alcuni mesi, nei luoghi di lavoro di tutte le categorie della Cgil, scoprendo e rafforzando ovunque una forte sensibilità al tema; interesse che è ben oltre le nostre aspettative e che ci fa ben sperare; finalmente il tema ha trovato la sua giusta dimensione nella nostra discussione interna e con i nostri interlocutori”.

Adesso però il lavoro da svolgere è solo all’inizio. L’obiettivo è quello di portare a casa le nostre richieste cardine contenute nella proposta di legge anche attraverso la contrattazione sul territorio, con le stazioni appaltanti pubbliche e private: responsabilità in solido in tutta la filiera, clausola sociale per garantire la tutela occupazionale in caso di cambi gestione, legalità e applicazione dei contratti nazionale di settore.

Purtroppo, anche sul nostro territorio non mancano ancora i casi di esuberi di personale che nascono dai cambi d’appalto e derivanti da capitolati poco chiari e privi di un’esplicita clausola sociale. Per questo, attendiamo a giorni la convocazione dello specifico tavolo con il Comune di Bologna fortemente voluto dalla nostra Organizzazione sindacale ma anche dalla stessa amministrazione, che per bocca del sindaco Virginio Merola, ha ribadito l’importanza del tema anche in occasione del Primo maggio. Anche in numerose aziende private, in cui sono in corso discussioni per il rinnovo dei contratti di secondo livello, la questione degli appalti è al centro delle nostre rivendicazioni.


5 maggio 2015

Accordo firmato alla Guaber

Oggi 5 maggio 2015 è stato sottoscritto un accordo sindacale tra Henkel Italia S.r.l. e Guaber S.r.l, Unindustria, la Rappresentanza Sindacale Unitaria, e la FILCTEM CGIL di Bologna.

Il confronto riguardava la chiusura del sito di Casalecchio di Reno della Guaber S.r.l. (facente parte del Gruppo Spotless) ed il suo parziale trasferimento a Milano, presso la Henkel Italia S.r.l.

Una trattativa difficile iniziata ad ottobre 2014, all’atto dell’acquisizione da parte di Henkel della proprietà di Guaber, arrivata sul tavolo di crisi della provincia di Bologna a novembre 2014, che ha visto molti momenti di confronto e di conflitto tra dicembre 2014 e gennaio 2015.

L’intesa prevede:

– Lo spostamento a giugno 2016 della chiusura del sito di Casalecchio di Reno e il trasferimento a Milano di 15 dipendenti;

– L’attivazione della CIGS fino a quella data, anticipata economicamente dall’Azienda, previsione della copertura della sanità integrativa durante la CIGS, e anticipi del trattamento di fine rapporto;

– La tutela fino a quella data anche per i dipendenti a termine, somministrati e in congedo straordinario;

– L’inserimento nelle liste di mobilità secondo il criterio della non opposizione al licenziamento, con incentivi all’esodo pari a 28 mensilità per la gran parte dei 44 dipendenti coinvolti (aventi almeno 12 anni di anzianità), 24 mensilità per i pochi con anzianità tra i 6 e gli 11 anni, 20 per alcuni lavoratori assunti
da 2-3 anni; anche nel caso di premorienza;

– Sono messi a disposizione dei lavoratori in mobilità un’agenzia di outplacement e un canale di ricollocazione attraverso Unimpiego.

– Il diritto di precedenza di questi lavoratori nelle assunzioni in Henkel Italia.

– Un contributo economico di 7.000 € per chi si trasferisce a Milano, oltre alla copertura a carico aziendale dei costi e delle spese di trasloco.

I lavoratori e le OO.SS. hanno deciso in assemblea all’unanimità di concludere la trattativa con questo accordo. Positivo perché tutela i dipendenti nelle proprie necessità.

Ma il sindacato e la sua contrattazione collettiva si confermano oggi l’unico strumento di difesa.

La storia di questa trattativa sottolinea una volta di più, la mancanza di normative che difendano i siti produttivi da scelte imprenditoriali ingiustificabili,  prese lontano dall’Italia, senza considerare gli impatti economici nei territori su cui incidono.

Per la Filctem Cgil
Roberto Guarinoni
Segretario generale Filctem-Cgil Bologna


5 maggio 2015

Sciopero scuola, il commento della Flc

Come ci si aspettava lo sciopero è riuscito, per il malessere diffusissimo fra docenti, di ruolo e precari, personale ATA e studenti, nei confronti della riforma della scuola in discussione. Ora, sarebbe molto grave se il governo non aprisse un confronto con le parti, prima di licenziare una delle riforme più importanti per il Paese”. E’ il commento di Francesca Ruocco, segretario generale della Flc-Cgil di Bologna, all’esito dello sciopero nazionale unitario proclamato oggi nel settore scuola.

Di seguito alcuni dati sull’adesione fra i docenti:

Laura Bassi 61%
Istituto comprensivo Ozzano (Bo) 82.5%
Istituto comprensivo Grizzana Morandi (Bo) 75.7%
Direzione didattica 5 Bologna 76%
Serpieri 69%
Istituto comprensivo Pianoro (Bo) 81%
Istituto comprensivo 10 Bologna 70%

Su Facebook https://www.facebook.com/cgil.cdlmbologna tutte le foto dal corteo di Milano!


5 maggio 2015

Vergato: Stop al “ribasso mascherato”

La Fp Cgil e la Camera del Lavoro di Vergato esprimono soddisfazione per l’importante risultato raggiunto nella contrattazione con l’Unione dell’Appennino Bolognese.
In questi giorni è stato siglato un accordo di grande portata, anche alla luce dei recenti avvenimenti sul territorio.
Tutti ricordiamo i casi recenti di appalti assegnati dal Comune di Bologna, soprattutto nel settori sociale e istruzione, a Cooperative che hanno praticato ribassi pari anche all’11% del costo complessivo del servizio.
Oppure, è storia di questi giorni, il caso dell’appalto dei servizi di accompagnamento disabili, in cui il nuovo gestore Cosepuri si rifiuta di applicare la clausola contrattuale di riassorbimento e riassumere il personale già presente.

Nell’accordo appena stipulato fra sindacato e Unione dei Comuni dell’Appennino, prendendo occasione dalla redazione del capitolato di gara sui servizi educativi scolastici, si pongono le basi per superare tutte queste problematiche.

Innanzitutto perché si scrive chiaramente che all’offerta economica non verranno concessi più di 25 punti su 100, in luogo degli abituali 30 o 40, con particolare attenzione a non inserire formule che rischino di distorcere eccessivamente l’esito dell’offerta economica.

In seconda battuta la parte pubblica si impegna a inserire nel capitolato di gara un obbligo di riassunzione per tutto il personale già impegnato sui servizi (clausola sociale o di riassorbimento),  in modo da non lasciare dubbi sulla necessità di applicare questo vincolo, in maniera anche più forte e incisiva di quanto non sia già previsto dai contratti nazionali.

Infine, coronando una battaglia che la nostra organizzazione porta avanti da anni, non verrà richiesto agli operatori presenti da anni sul servizio l’obbligo di possedere una laurea specifica come educatore provescio na le o sociale, fatto che discriminerebbe gli educatori che hanno una maggiore conoscenza del servizio “sul campo”.

Quest’ultima previsione dovrebbe garantire ancora di più l’occupazione e la continuità del servizio.

Si tratta dunque di un ottimo risultato, che occorre replicare altrove e in ogni caso su tutti i servizi in appalto

Camera del Lavoro di Vergato
Giuseppe Chiarelli

Fp Cgil Bologna
Simone Raffaelli


5 maggio 2015

Sciopero alla Tas contro gli esuberi

Questa mattina le lavoratrici e i lavoratori della ditta TAS Group della sede di Bologna hanno scioperato davanti ai cancelli contro la decisione dell’Azienda di aprire una procedura di mobilità che coinvolge 9 dipendenti.

Da diversi anni l’Azienda è in crisi a causa sia di un importante calo di fatturato che di un indebitamento consistente.

Siamo riusciti, sia come coordinamento RSU che come FIOM, a concordare percorsi che vedessero l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi (contratti di solidarietà, cigs e cig) e, anche in caso di mobilità, abbiamo concordato che potessero essere collocati in mobilità solo lavoratori che non si opponessero al licenziamento.

In questi anni i lavoratori hanno pagato in prima persona le incapacità aziendali ed hanno consentito la sopravvivenza di una azienda che non è stata in grado di proporre soluzioni costruttive efficaci. Oggi la direzione aziendale ripropone come unica soluzione ancora e sempre la riduzione dei costi attraverso i tagli del personale.

Va detto che nei fatti l’organico si è ridotto drasticamente, andando ben oltre gli esuberi dichiarati inizialmente, basti pensare che solo nell’ultimo anno hanno accettato la collocazione in mobilità una cinquantina di lavoratori, diciannove dei quali una decina di giorni fa.

Non è ammissibile che una Azienda di queste dimensioni non sia in grado di far rientrare dalla cassa integrazione nove dipendenti! Non è accettabile perché sappiamo che in realtà soluzioni alternative ci sono ma è chiaro che c’è una discriminazione in atto nei confronti di alcuni lavoratori e lavoratrici.

Chiediamo all’Azienda di ritirare la procedura e di valutare le nostre proposte già avanzate al tavolo di trattativa.

FIOM CGIL Bologna
Giuliana Righi

RSU
Eva Mamini
Massimo Pieri
Patrizia De Dominicis

La TAS, che applica il CCNL metalmeccanico, è un’azienda che produce soluzioni software per la monetica e per i pagamenti, e ha come clienti le più importanti banche sia in Italia che in Europa. Inoltre alcune soluzioni TAS sono anche adottate dalla Pubblica Amministrazione. Ha sede legale a Roma, occupa attualmente circa 350 dipendenti suddivisi nelle sedi di Roma, Parma, Siena, Milano, Verona e Bologna.

Nella sede di Bologna, in via della Cooperazione 21, sono occupati il maggior numero di lavoratori (150) e in questa sede sono anche dichiarati quasi tutti gli “esuberi” (otto dipendenti a Bologna e uno a Milano).

Bologna, 5 maggio 2015

aprile 2015

30 aprile 2015

Firmato il patto metropolitano

Confermiamo  il nostro giudizio  positivo, in particolare sui seguenti punti sostanziali:

1-  sulla necessità di una innovazione degli assetti istituzionali che superi il vecchio policentrismo e che crei le condizioni per coordinare i necessari investimenti su linee condivise e coerenti ad un piano di sviluppo metropolitano, come elemento per attirare nuovi investimenti (fondi strutturali e risorse private);

2-  sulla condivisione e consapevolezza di tutti i soggetti istituzionali ed economici (dell’impresa e del lavoro) che, al fine di creare un futuro sull’area metropolitana, è necessario lavorare per la ricostruzione della coesione sociale puntando alla difesa e al rinnovamento della manifattura, favorendo l’innovazione e la conoscenza, ma contemporaneamente puntare anche allo sviluppo di nuovi settori (es. turismo, terziario avanzato, welfare);

3-  sul rinnovamento e rafforzamento del welfare, in chiave universale, che dia risposte ai nuovi bisogni e alle nuove povertà.

Ovviamente il testo è una cornice che va riempita con lo sviluppo del confronto sui vari tavoli tematici; il nostro impegno sarà quindi quello di lavorare, con il contributo di tutti, per proseguire i confronti e dare gambe concrete agli obiettivi del patto.

Buon Primo Maggio. Vi aspetto tutti in Piazza
Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Camera del lavoro Metropolitana Bologna


30 aprile 2015

Sabato volantinaggio lavoratori appalto disabili

Sabato 2 maggio, dalle ore 20, i lavoratori dell’appalto servizio accompagnamento disabili del Comune di Bologna saranno davanti ai cancelli della Festa dell’Unità ai giardini della Montagnola per volantinare insieme alla Fp-Cgil contro la decisione del nuovo gestore del servizio (Cosepuri) di non assumerli.

Anche i lavoratori in appalto hanno dei diritti: difendiamoli!

Bologna, 30 aprile 2015
Simone Raffaelli
FP-Cgil Bologna


30 aprile 2015

Primo maggio a Bologna con Finardi

Su Facebook https://www.facebook.com/cgil.cdlmbologna tutte le foto della manifestazione!

Oggi, 27 aprile 2015, è stata presentata in conferenza stampa alla presenza dei segretari Cgil, Cisl e Uil Bologna, di Arci, di Eugenio Finardi e Luca Bottura, il programma del primo maggio 2015 a Bologna.

Di seguito il programma dettagliato.

Dalle 9.30 in piazza Nettuno esposizione banchetti delle associazioni di volontariato e delle comunità etniche

Dalle 10.00 in piazza Maggiore, Teatro tenda Lavoro, cultura, legalità
modera Alessandro Alberani (Cisl)
introduce Giuliano Zignani (Uil)

Interventi di Eugenio Finardi, Renato Natale (sindaco Casal di Principe), Stefania Pellegrini (Libera)

Conclude Maurizio Lunghi (Cgil)

Dalle 12.30 assaggio di prodotti di Libera

Dalle 14 alle 17 “Diritti in gioco”, spazio bimbi a cura di educatori e volontari

Dalle 17 Band Contest “Bologna palco aperto”

A seguire

Kutso
Pierodread
Bianco
Anansi
Chiude il concerto Eugenio Finardi


29 aprile 2015

Emergenza abitativa, urgono risposte!

La decisione del sindaco di Bologna, Virginio Merola, di garantire l’acqua alle famiglie che hanno occupato i due stabili di via De Maria ci vede concordi. L’accesso all’acqua, vista anche la forte presenza di minori nelle case occupate, è un diritto che non può essere negato.

Esprimiamo, però, forte preoccupazione relativamente al tema dell’emergenza abitativa in città, che ad oggi resta privo di soluzioni che non siano quelle improvvisate ed emergenziali delle occupazioni. Il numero di case Acer non assegnato in tempi ragionevoli continua ad essere un problema irrisolto; e questo avviene nonostante le dichiarazioni dell’assessore Riccardo Malagoli, più volte riportate dalla stampa, di voler velocizzare le procedure anche attraverso la revisione dell’attuale regolamento di assegnazione (posizione che ai tavoli ufficiali la Cgil ha sempre condiviso).

La posizione della Cgil di Bologna va oltre l’ottimizzazione dell’impiego del patrimonio abitativo Acer. Da tempo sosteniamo la necessità di soluzioni innovative (a iniziare dall’utilizzo del patrimonio pubblico di immobili sfitti, e dal rilancio dell’agenzia metropolitana per l’affitto). Quello che, a nostro avviso, rimane inaccettabile, è che la graduatoria dei bisogni delle persone che cercano casa a Bologna non sia gestita dal Comune, o dai servizi sociali che sul territorio intercettano le tante esigenze, ma venga lasciata all’iniziativa spesso strumentale di gruppi che a vario titolo si occupano del tema emergenza casa, trovando soluzioni non sempre legali.

Anche alla luce del dibattito sorto a seguito di quest’ultima decisione dell’amministrazione, riteniamo utile l’apertura di uno specifico tavolo che affronti complessivamente il tema delle politiche abitative in città.

Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

Bologna, 29 aprile 2015


28 aprile 2015

Fallisce la trattativa Officine Rizzoli

Il 26 marzo 2015 si è svolta la gara d’asta per l’acquisizione della Rizzoli Ortopedia in fallimento, che ha visto l’aggiudicazione dell’intero complesso aziendale della società in favore della Nuova Rizzoli.

Il decreto del tribunale prevede che entro il 27 aprile 2015 la nuova società dovesse effettuare il versamento previsto dalla procedura ai fini dell’acquisizione dell’azienda. Nei giorni scorsi si è aperto un confronto tra la Filcams Cgil Nazionale e territoriale con la nuova società al fine di esaminare il piano industriale e le condizioni di trasferimento dei lavoratori.

La trattativa non ha portato ad un accordo per la pregiudiziale aziendale di togliere gli elementi retributivi aziendali e quindi abbassare in maniera significativa gli stipendi.

Le OO.SS. hanno dichiarato la propria disponibilità ad una trattativa nel merito anche sul salario aziendale, proposta rifiutata dall’Azienda che ha fatto un’assemblea con i lavoratori chiedendoli di firmare individualmente l’abbassamento del proprio salario. Di fronte a un rifiuto dei lavoratori la proprietà della Nuova Rizzoli ha abbandonato la trattativa.

Notiamo che questo comportamento rileva un atteggiamento dilettantesco, non adeguato ad una compagine che aveva il compito di rilanciare un’azienda conosciuta in tutto il mondo.

A noi non risulta che sia stato effettuato il versamento per l’acquisto e quindi chiediamo al tribunale di procedere ad una nuova gara d’asta in tempi brevi, per salvare un marchio (con le annesse competenze professionali) che è un valore per il nostro territorio.

p.la FILCAMS-CGIL
Lorenza Giuriolo


28 aprile 2015

Cusb: oggi sciopero e presidio

Oggi 28 aprile 2015, in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori del Centro Universitario Sportivo di Bologna contro il licenziamento di otto lavoratori, si è tenuto un presidio di protesta davanti alla sede dell’Università in via Zamboni, 33. Al presidio ha preso parte anche le RSU della FLC dell’Università.

Nel corso della iniziativa i manifestanti hanno incontrato il Presidente dell’Università, Colpani, ed il Prorettore, Ferrari, chiedendo all’Università un intervento per favorire il confronto fra le parti e l’individuazione di una soluzione alternativa ai licenziamenti. Il Sindacato ritiene infatti che gli investimenti -ordinari e straordinari- fatti dall’Università per garantire il servizio sportivo nei suoi impianti, debbano e possano essere utilizzati per portare a termine il piano di risanamento senza azioni traumatiche contro i lavoratori.
28 aprile 2015

Appalto disabili, nota Fp e Cgil

Abbiamo avuto occasione di leggere le recenti affermazione dell’Assessore Marilena Pillati, in merito all’appalto accompagnamento disabili.

Il problema occupazionale che da tempo denunciamo nasce dal fatto che Cosepuri, azienda aggiudicataria,  si rifiuta di assumere il personale precedentemente occupato sul servizio, come prevedono i contratti nazionali e la prassi consolidata.

L’Assessore scrive che non ci sarebbero state le condizioni per l’applicabilità delle clausole sociali, poiché “il nuovo soggetto gestore ha dichiarato fin da subito di non avere necessità di assumere nuovo personale”.

Ci chiediamo se basti la semplice dichiarazione di una impresa per far decadere gli obblighi contenuti in un bando, fra cui i riferimenti ai ccnl inseriti dal Comune esplicitamente nel capitolato.

I contratti nazionali di settore contengono infatti  forme di clausole di assorbimento che vincolano prioritariamente il nuovo gestore ad assumere i dipendenti già presenti sul servizio; indicazione già contenuta del resto anche nel Codice degli Appalti, laddove si dice che la committenza può pretendere l’applicazione di particolari condizioni con finalità sociale. In questo caso specifico la finalità sociale è oggettivamente riferibile sia alla necessità di ribadire la piena tutela dell’occupazione pur nel cambio di gestione legittimamente deciso, sia dal servizio specifico oggetto dell’appalto in quanto, vista la delicatezza dell’attività svolta, sarebbe opportuno garantire a quei bambini la continuità con gli stessi operatori che da tempo svolgono quella mansione.

Incidentalmente facciamo anche notare che il risparmio che verrà prodotto dalla nuova gestione non è sicuramente tale da giustificare la soppressione di 34 posti di lavoro, anzi.

Il caso Croce Azzurra dimostra che occorrono regole certe sugli appalti: se per l’Amministrazione la salvaguardia dei livelli occupazionali è una priorità lo dimostri facendo valere le regole in quanto committente.

Alla cooperazione, che rappresenta sia l’azienda uscente che quella entrante,  diciamo che l’occupazione è tra le finalità sociali e mutualistiche;  occorre che anche da quella fronte si faccia un passo in avanti e si superi  un approccio puramente manageriale.

Se non si trova il modo di far rispettare le clausole sociali contenuta nei contratti c’è un problema significativo anche per le imprese, visto che ogni appalto rischia di tradursi in esuberi. Sarebbe utile che anche le imprese lo sostenessero con maggior determinazione.

Simone Raffaelli FP Bologna
Sonia Sovilla Cgil CDLM Bologna

Di seguito, la nota sul tema appalti di Sonia Sovilla:

Il tema degli appalti finalmente è al centro dell’attenzione, con tutte le sue contraddizioni. Per lunghi anni la Cgil ha chiesto, in assoluta solitudine, ma anch’essa in forte ritardo, alle istituzioni e alle associazioni datoriali, un confronto serio che permettesse di condividere un patto sulla legalità, l’applicazione dei contratti e delle leggi in quei luoghi di lavoro, nonché la tenuta occupazionale nei cambi di gestione e la garanzia dei diritti acquisiti nel tempo.

Su questo tema c’è stata una incomprensibile sottovalutazione da parte di tutti i soggetti in campo, e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Sonia Sovilla, della segreteria della CGIL di Bologna, con delega agli appalti, da tempo crede che solo se su questo tema tutti i soggetti in campo, in sinergia, si assumono la responsabilità di affrontare con maggior rigore tutti i problemi legati al mondo degli appalti potremo sostenere che “Bologna fa ancora la sua differenza” rispetto al piano nazionale. Anche perché, nei confronti di quei lavoratori e lavoratrici, negli anni, sia nel settore pubblico che privato, spesso abbiamo scaricato, più o meno consapevolmente, molte delle contraddizioni che non si potevano o non si volevano risolvere con i committenti….generando una categoria di lavoratori, in rapida espansione che, contrariamente a quello che spesso si dice, spesso sono molto specializzati ma hanno la sola colpa di aver cercato un’occupazione in un momento nel quale l’unica che veniva offerta era purtroppo quella in appalto…lavoro poco retribuito, poco tutelato, poco conosciuto anche dallo stesso sindacato, molto frammentato, precario per definizione ma del quale non possiamo certo fare a meno…spesso lavoro delicato a contatto con anziani, bambini, portatori di handicap…lavoratori insomma verso i quali va indirizzata tutta la nostra attenzione.

In un momento come questo tutte le nostre forze andranno indirizzate anche al rafforzamento delle clausole sociali….non possiamo permetterci la perdita di un solo posto di lavoro, continua Sovilla, che non nasconde una certa preoccupazione per le dichiarazioni di ieri dell’assessore Marilena Pillati relativamente ai problemi che si stanno affrontando con il cambio di gestione sul servizio di accompagnamento all’handicap….passaggio di gestione all’azienda COSEPURI che si rifiuta di assumere gli attuali dipendenti del servizio. 34 lavoratori rischiano, dopo anni di gestione del servizio, tra l’altro particolarmente delicato e al servizio sicuramente dei bambini con maggiori difficoltà, di perdere il lavoro dal mese di settembre.

Sonia Sovilla
segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna


27 aprile 2015

Presidio Ogr contro l’amianto

Giornata Mondiale Vittime Amianto

Martedì 28 aprile 2015

Giornata che celebra le vittime dell’amianto, per ricordare la strage compiuta a danno di tantissimi cittadini e lavoratori sacrificati al dio denaro e al profitto, nell’ingiustizia sociale di governi irresponsabili.

E’ intollerabile che esistano ancora Paesi che producono e commercializzano l’amianto. Un sistema criminale che ancora oggi, e per i decenni a seguire, mette in pericolo mortale cittadini e lavoratori, per malattie da amianto. La giornata di martedì, serve per ricordare ai nostri governanti che devono dare attuazione da subito il Piano Nazionale Amianto.

L’Europa dia una direttiva immediata alle bonifiche dei territori, senza aspettare il 2025 come dichiarato. Noi famigliari, colleghi e amici delle vittime dell’amianto delle Officine  grandi Riparazione, di Trenitalia il 28 aprile 2015

Alle ore 13.00:
Manifesteremo con un presidio davanti all’OGR, circondando con una catena umana il perimetro dello stabilimento.

Alle 13.40:
ci porteremo al concentramento (non in corteo) sotto la sede INAIL, ricorderemo al direttore Regionale l’ingiustizia di trattamento dei benefici previdenziale nei confronti dei lavoratori OGR esposti all’amianto.

Alle ore 14.15:
si formerà il corte che ci porterà, per tutta via indipendenza, a piazza Maggiore davanti al monumento ai caduti per un dibattito sulla celebrazione della giornata, da parte di lavoratori e familiari delle vittime. Afeva E.R.

Ore 15.15:
posa corona di fiori a ricordo di tutte le vittime di questo sterminio. Partecipare significa commemorare per non dimenticare e svegliare le coscienze su queste tragedie, che hanno colpito, e purtroppo colpiranno ancora per tanti anni a venire.

Quindi vi aspettiamo alle ore 13.00 davanti all’OGR

Dedica alle vittime OGR
Martiri e vittime dello spietato killer invisibile. Onesti lavoratori che avete dovuto soffrire ingiustamente la pena del dolore, cammino maledetto che infine vi ha strappato il bene più sacro e prezioso che possedevate “la vita”, per questo noi famigliari, amici e colleghi non possiamo dimenticarvi, è la nostra lotta affinché l’invisibilità che oscura questo dramma, non venga illuminata dalla luce intensa che riscatterà tutti voi, e tutte le altre vittime dell’amianto, rendendo giustizia dall’indifferenza e dal silenzio, perché la sacralità della vita prevalga sempre su speculazione e interessi.


27 aprile 2015

Liberazione, oggi iniziativa alla Magneti Marelli Bologna

Oggi lunedì 27 aprile alle ore 9.30, allo stabilimento di via Timavo della Magneti Marelli di Bologna, in sala mensa, si terrà una commemorazione in occasione del settantesimo anniversario dalla Liberazione, per ricordare il lavoratore ex Weber partigiano Gualtiero Marzocchi, detto Eros.

Saranno presenti, insieme al presidente dell’Anpi di Bologna Renato Romagnoli, il segretario di Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna Maurizio Lunghi, e rappresentanti di Cisl e Uil Bologna.


24 aprile 2015

Documento attivo ER delegati Hera

Nella giornata di ieri, 23 aprile 2015, le Organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil si sono incontrate con il Presidente del Comitato di Sindacato di Hera S.p.A., Daniele Manca, alla presenza dei vertici aziendali, per discutere il rispetto del Protocollo d’intesa sottoscritto all’atto della fusione Acegas-Aps S.p.A. il 28/02/2013, che prevede il mantenimento della maggioranza pubblica assoluta delle quote azionarie in capo ai soci pubblici.

L’incontro ha prodotto un Protocollo d’intesa che prevede:

1) la validità e il rispetto, da parte dei soci pubblici, del Protocollo in essere e quindi il mantenimento della maggioranza assoluta delle quote azionarie in capo ai soci pubblici;

2) l’apertura di trattative per il rinnovo del Protocollo medesimo, presupposto indispensabile per l’operatività della modifica del Patto di Sindacato, sia di voto che di blocco azionario, oggetto dell’assemblea straordinaria degli azionisti della società prevista il 28 aprile 2015. Sostanzialmente l’accordo, prevedendo il rispetto del Protocollo sottoscritto nel 2013, impone ai soci pubblici di non scendere sotto al 51% delle azioni finché non sarà rinnovato il Protocollo medesimo.

Ai fini del mantenimento della maggioranza assoluta delle quote azionarie, e quindi della proprietà pubblica, vale la somma delle azioni bloccate per il Patto di sindacato e quelle cosiddette “libere”, che oggi ammonta al 57%. Prevediamo, dunque, che il rinnovo del Protocollo possa/debba contenere l’impegno a mantenere la maggioranza assoluta delle quote azionarie pubbliche. Crediamo che il nuovo Protocollo debba prevedere anche la revisione del modello di governance, per garantire un rinnovato radicamento territoriale e un maggior controllo pubblico della società; una maggiore coesione istituzionale tra gli azionisti per la quale è necessario che tutti i comuni azionisti di Hera rientrino nel Patto di sindacato per concorrere al mantenimento della maggioranza assoluta.

Riteniamo che per lo sviluppo dell’impresa sia necessario incrementare l’ammontare degli investimenti, superando il gap tra quelli posti a budget e quelli effettivamente realizzati, anche a scapito di una sensibile riduzione dei dividenti, che oggi sopravanzano di quindici punti rispetto a società analoghe, attestate al 60%. Ciò è necessario per lo sviluppo della società, per un ulteriore ammodernamento delle reti e degli impianti, ma anche per iniziare ad intervenire in settori come la messa in sicurezza del territorio e lo smaltimento dell’amianto, anche in funzione anticiclica, per contrastare la crisi e creare nuovo lavoro.

E, a proposito di lavoro, è necessario un profondo ripensamento organizzativo della società che consenta una maggiore valorizzazione del lavoro, attraverso una consistente qualificazione degli appalti; un’azienda pubblica non può continuare a realizzare profitti e distribuire dividendi comprimendo il costo e la qualità del lavoro.

Per queste ragioni e per questi obiettivi l’Attivo regionale dei delegati e delle delegate del gruppo Hera ha deciso si sospendere, non revocare, lo sciopero indetto per il 28 aprile 2015.

Un nuovo Protocollo, la conferma della maggioranza pubblica, una nuova governance, un nuovo sviluppo, un nuovo rispetto del lavoro: questi gli obiettivi che ci prefiggiamo.

A partire dalla prossima settimana verranno convocate le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori Hera per illustrare i contenuti dell’intesa.

CGIL ER    FP CGIL ER     FILCTEM CGIL ER      SLC CGIL ER

Bologna, 24 Aprile 2015


24 aprile 2015

Stato d’agitazione alla Dentsply

L’assemblea dei lavoratori di DENTSPLY IH SRL (filiale italiana dell’omonimo gruppo multinazionale, tra i maggiori produttore e distributore al mondo di prodotti biomedicali destinati al mercato odontoiatrico, odontotecnico, urologico e chirurgico) con sede a Casalecchio di Reno (Bo), ha proclamato insieme alle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl e Filcams Cgil, lo stato di agitazione e un primo pacchetto di 60 ore di sciopero contro la procedura per il licenziamento collettivo di 37 dipendenti su 91 lavoratori. L’azienda ha, infatti, comunicato lo spostamento e la soppressione di quasi tutte le funzioni di supporto aziendali, per esternalizzazione di tali servizi in Svizzera.

Le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile l’indisponibilità aziendale  nel valutare soluzioni alternative ai licenziamenti annunciati e considerano inappropriate le proposte avanzate che in nessun modo tengono conto dell’impatto sociale. La situazione è ancor più irreale poiché la casa madre è quotata alla borsa americana ed ha chiuso il 2014 con utili e cash flow in crescita così come la stessa filiale italiana ha prodotto risultati positivi.

“Non capiamo – riferisce Alessandro Grosso della Fisascat Cisl area metropolitana bolognese – quale sia la logica di tutta questa operazione. Questa azienda vanta valori etici che però nei fatti, si trasforma in un’indisponibilità a valutare soluzioni alternative dai licenziamenti. La nostra priorità è la salvaguardia dell’occupazione, e progetti di questo tipo non trovano la nostra approvazione. Ci siamo già attivati nel territorio per coinvolgere anche le istituzioni in primis il Comune di Casalecchio , perché siamo di fronte ad un’altra azienda che vuole spostare ricchezza dal nostro territorio”.

“Siamo molto preoccupati della situazione che si sta creando – afferma Andrea Carrà della Filcams Cgil Bologna – un’altra azienda, pur non essendo in crisi che ricorre al licenziamento di oltre un terzo della forza lavoro. Il tutto con l’unico obiettivo di aumentare il profitto. Tra l’altro con un progetto di riorganizzazione dai molti lati oscuri. L’azienda commercializza prodotti che non si vendono da soli, bensì necessitano di una consulenza quasi permanente ed una relazione continua con il cliente, non capiamo come si possa diventare più competitivi azzerando le strutture dedicate a ciò. E’ inevitabile il sospetto che ci sia un graduale intento a chiudere la sede di Casalecchio, generando una drammatica situazione per 37 famiglie ed un altro grave impoverimento per il territorio”.

Bologna, 23 aprile 2015

Filcams Cgil Bologna- Andrea Carrà
Fisascat Cisl Area metropolitana bolognese- Alessandro Grosso


22 aprile 2015

Mancato accordo alla Guess

Questa mattina, presso il Tavolo di Salvaguardia della Città Metropolitana di Bologna, si è svolto un incontro in merito alla vertenza/crisi dell’Azienda Guess. Non è stato possibile raggiungere nessun accordo per l’intransigenza della posizione padronale che ha ribadito di non recedere dal proponimento di chiudere il sito aziendale di Crevalcore.

La FILCTEM-CGIL di Bologna dichiara tutta la propria insoddisfazione per l’esito dell’incontro, ritiene pretestuose le motivazioni addotte dall’Azienda nell’incontro odierno, ribadisce la propria preoccupazione per il patrimonio professionale delle maestranze dell’Azienda Guess rispetto al quale la Società non ha inteso nemmeno riconosce la possibilità di un trasferimento in altra sede aziendale.

La FILCTEM-CGIL di Bologna mantiene quindi lo stato di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che Lunedì 27 aprile 2015, in occasione di un ulteriore incontro di approfondimento presso il Tavolo di Salvaguardia, che si svolgerà alle ore 9,00, sciopereranno per ulteriori 8 ore. In quella occasione si ripeterà il Presidio in via Zamboni 12, sotto Palazzo Malvezzi.

Bologna, 22 aprile 2015

FILCTEM-CGIL BOLOGNA
Nunzio Di Ruocco


22 aprile 2015

Sciopero Hera. Nota Filcams-Cgil

La Filcams-Cgil di Bologna aderisce allo sciopero del Gruppo Hera e delle Società controllate indetto da Filctem, Fp e CDLM territoriali di Bologna per Martedì 28 Aprile 2015, proclamando lo sciopero per l’intera giornata lavorativa e per l’intero turno per tutto il personale dipendente delle Società in appalto che operano per il Gruppo Hera e le Società Controllate: la Working Soc. Coop con sede a Bologna, la Manutencoop FM Soc. Coop con sede a Zola Predosa, la Elior Ristorazione Spa di Zola Predosa e Mister Good Living  di Castenaso.

La Filcams-Cgil condivide i motivi dello sciopero esprimendo una  ferma contrarietà alla perdita della maggioranza pubblica della società perché ridurne la quota di proprietà  sotto il 51% significa che i privati potranno detenere la maggioranza dell’azienda.

La Filcams-Cgil di Bologna ritiene che debbano essere garantiti gli investimenti con il mantenimento della maggioranza pubblica, che  debbano essere evitate ulteriori esternalizzazioni  ed un conseguente ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio ed evitare così che settori con minore marginalità possano essere ridotti.

La Filcams -Cgil di Bologna dice no alla cessione di una parte rilevante del patrimonio pubblico delle comunità; perché “verranno anche meno le risorse dei dividendi che attualmente sono utilizzate per finanziare la spesa sociale, che andranno in maggioranza ai soci privati, e le reti che Bologna e Modena hanno conferito all’atto della costituzione di Hera saranno anch’esse privatizzate” come affermano le Categorie Regionali e la Cgil Emilia-Romagna.

Per queste ragioni e perché non vogliamo che peggiorino la qualità dei servizi e le condizioni di lavoro dei tanti lavoratori e lavoratrici che operano in appalto già in condizioni di forte disparità di lavoro, di trattamento economico e normativo.

Perché vanno difese le condizioni di lavoro negli appalti e per farlo occorre rispettare il Protocollo d’Intesa vigente tra EE.LL Emilia Romagna ed Hera ele OO.SS CGIL CISL e UIL Nazionali Confederali nel quale si afferma l’impegno a rispettare nei capitolato di appalto le cosiddette clausole sociali, in coerenza con la disciplina comunitaria sugli appalti, affinché “siano rispettati criteri definiti dai protocolli sulla legalità e sugli appalti, siano privilegiate aziende certificate in ordine a qualità e sicurezza sul lavoro e rispetto dell’ambiente”, perché siano rispettati i CCNL di settore sottoscritti dalle OOSS comparativamente più rappresentative evitando gare al massimo ribasso garantendo la continuità
occupazionale e professionale della gestione precedente.
Per tutti questi motivi la Filcams di Bologna aderisce.


21 aprile 2015

Manifestazione in Aeroporto

Mercoledì 22 aprile 2015 dalle ore 11,30 alle 13,30 si terrà una manifestazione dei  lavoratori aeroportuali di denuncia e solidarietà sugli appalti in Aeroporto .
Il Corteo  partirà alle ore 11,30 dal Varco Est,  proseguirà verso l’Aerostazione dopo aver circolato dalla Rotonda davanti all’ingresso del Viale di accesso all’Aerostazione e terminerà alle ore 13,30.

I lavoratori protestano contro il possibile Dumping Sociale che una Società di Handling (la MARCONI HANDLING SRL) si sta apprestando ad effettuare in occasione del cambio di appalto che riguarda le pulizie degli aerei , dello smistamento bagagli e del carico scarico delle merci.

I lavoratori richiameranno alle loro responsabilità la committente Marconi Handling, la Società di Gestione SAB e l’ENAC affinché garantiscano che nessun lavoratore perda il posto di lavoro , che non si perdano i diritti acquisiti dopo decenni di lavoro, che si applichi il  CCNL del Trasporto Aereo.

I Lavoratori non vogliono tornare indietro e rifiutano l’inquadramento da Socio di Cooperativa.

FILT CGIL            FIT CISL                           UILT UIL      UGL T.A.   


  20 aprile 2015

Strage immigrati, presidio il 21

Esprimiamo profondo dolore per l’immane tragedia che anche oggi ha visto la morte di più di 300 persone al largo di Rodi dopo la tragedia di ieri i cui morti potrebbero arrivare a 900.

Nel giro di due giorni più di 1000 persone, donne, uomini e bambini, che nella stragrande maggioranza dei casi scappano dai paesi d’origine per ragioni umanitarie, sono morti annegati nel mediterraneo.

E’ ora che i Governi Europei si assumano impegni precisi e stringenti per fermare questa tragedia immane, come peraltro richiesto anche dalla autorevolissima voce del Pontefice ieri mattina a San Pietro.

I governi  di tutta l’Europa e la comunità internazionale (ONU) devono sentirsi coinvolti e a loro facciamo richieste precise:

-serve una nuova e più efficace operazione di soccorso, che ripristini mare nostrum, a livello europeo con mezzi adeguati a garantire viaggi legali e sicuri per strappare i migranti dalle mani dei mercanti di esseri umani;

-occorre un nuovo sistema di accoglienza europeo per i richiedenti protezione internazionale con la modifica del regolamento “Dublino III”;

-chiediamo che tutta la comunità di Bologna, nel giorno del 70° anniversario della Liberazione dalla tirannia nazi-fascista, rinnovi i sentimenti di solidarietà e di accoglienza che sono alla base del nostro modello di convivenza civile e di stimolo all’integrazione dei popoli oppressi.

In occasione del presidio in Piazza Roosevelt alle 17 chiederemo un incontro al Prefetto di Bologna.

Cgil-Cisl-Uil Bologna, Arci, Libera, Comitato Salviamo la Costituzione, Anpi, Acli, Donne in Nero


20 aprile 2015

Incontro al Quartiere su impianti Record

La Slc Cgil Bologna ha incontrato in data odierna 20 aprile 2015 Simone Borsari, presidente del Quartiere San Donato, per illustrare il proprio punto di vista sulla situazione degli impianti sportivi gestiti dal Centro Universitario Sportivo, e sulla vertenza in corso relativamente alla esternalizzazione delle attività di manutenzione e pulizia negli impianti della Record ed al conseguente rischio di licenziamento di 8 lavoratori che attualmente svolgono queste attività.

La CGIL ha espresso la sua forte preoccupazione ritenendo che questo drastico taglio di costi, oltre alla drammaticità dei suoi risvolti sociali, non permetta il necessario rilancio di un importante luogo di aggregazione e socialità nel quartiere, la sua riqualificazione e la sua maggiore ricettività.

Forte è l’aspettativa di un coinvolgimento della pubblica amministrazione per concorrere alla soluzione di questa vicenda.

Il Quartiere segue con attenzione l’evolversi della situazione.

Rossa Antonio
segreteria SLC CGIL Bologna


18 aprile 2015

Koinè revoca incontro con i sindacati

Nella giornata di oggi, 17 aprile 2015, l’azienda ci comunica a mezzo mail che la convocazione per il giorno 23 Aprile 2015 per riprendere la trattativa sul Premio di Risultato relativo all’anno 2014, è revocata. Tale decisione, secondo l’azienda, sarebbe maturata in seguito al mantenimento dello sciopero da parte dell’SLC-CGIL di Bologna nella giornata di Mercoledì 15 Aprile. Sciopero che, ricordiamo, ha ottenuto un adesione di tutto il personale intorno all’80% e che rappresentava la prima iniziativa vera di sciopero su questioni esclusivamente aziendali.

L’azienda inoltre comunica che ritiene violate le prassi sindacali che vedrebbero, a fronte di una riapertura delle trattative, congelate tutte le azioni di lotta messe in campo.Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

La trattativa sul premio di risultato è iniziata a Settembre 2014 e ha visto circa 12 incontri di discussione, non ci pare quindi che si possa affermare che il problema era stabilire un tavolo di trattativa. La CGIL, ed inizialmente anche le altre organizzazioni sindacali, avevano sin da subito chiarito nelle diverse assemblee sindacali che il problema non era soltanto relativo al premio di produzione, ma anche alla qualità delle relazioni sindacali e che occorreva ristabilire un clima di riconoscimento reciproco e di rispetto dei ruoli, in particolar modo dopo che l’azienda aveva dichiarato, ribadiamo dopo mesi di incontri, la volontà di voler erogare esclusivamente l’Elemento di Garanzia Retributiva (EGR) previsto dal Contratto Nazionale (CCNL).

Facciamo inoltre presente che le assemblee per decidere lo sciopero, di cui l’azienda era ovviamente a conoscenza, sono state fatte il giorno 31 Marzo, che la proclamazione dello sciopero è datata 9 Aprile e che a seguito di quest’ultima, l’azienda in data 10 Aprile ci inviava una comunicazione che ci segnalava per il giorno dello sciopero, la presenza di assemblee sindacali in Heracomm e la contemporanea presenza di indagini dell’Autorità Garante, senza fare alcuna menzione di un’eventuale convocazione e avendo quindi tutto il tempo a disposizione per tentare di raggiungere un accordo che scongiurasse lo sciopero. Cosa che ovviamente non è avvenuta, ma non solo.

L’azienda, a nostro avviso del tutto strumentalmente, inviava la convocazione per il giorno 23 Aprile, soltanto il 14 Aprile, ossia il giorno prima dello sciopero, senza fornire alcuna garanzia in merito al raggiungimento di un accordo, col chiaro ed esclusivo intento di evitare lo sciopero; se infatti avesse voluto raggiungere un accordo, lo avrebbe potuto fare negli incontri dei mesi precedenti o negli ultimi giorni prima dello sciopero.

Ci preme infatti sottolineare come sia corretta prassi di relazioni sindacali convocare il tavolo di trattativa prima e non dopo una data già fissata di sciopero, come ad esempio succede per le procedure di raffreddamento, perché è chiaro a tutti che si revoca uno sciopero soltanto a fronte di un accordo o a fronte di un tavolo di trattativa che fino a quel momento è stato negato, situazione che non rientra certamente nel nostro caso.

Riteniamo quindi la scelta dell’azienda di revocare l’incontro, anche considerando l’altissima partecipazione trasversale di tutti i lavoratori, come la dimostrazione di mancanza di volontà di arrivare effettivamente alla positiva conclusione della trattativa. Ricordiamo che lo sciopero è un diritto di tutti i lavoratori, iscritti o non iscritti e che la decisione di interrompere le relazioni sindacali a seguito dell’esercizio di un diritto come quello di sciopero, diritto di natura costituzionale, ancorché legittima, prefigura un livello di relazioni sindacali di tipo autoritario e padronale, ascrivibile soltanto ad aziende che ritengono le relazioni sindacali una concessione e non una condizione matura di gestione dei rapporti coi propri lavoratori, seppure mediata dalle RSU e dalle Organizzazioni Sindacali.

E’ chiaro quindi a tutti che revocare l’incontro ed interrompere le relazioni sindacali è, prima ancora che uno sgarbo alla parte sindacale, uno schiaffo alle persone che lavorano in azienda e che hanno scioperato in massa per vedersi riconosciuto un loro diritto e serve soltanto ad affermare chi comanda, nonché rappresentare una scelta miope e controproducente per l’azienda, in quanto è inevitabile, permanendo così le cose, che il livello di conflitto si inasprirà.

L’interruzione delle relazioni sindacali è un fatto grave di cui l’azienda si assume tutta la responsabilità, restando invece noi a disposizione per riprendere il tavolo di trattativa. Diversamente ci aspettiamo che a fronte del permanere dell’interruzione delle relazioni sindacali, anche gli altri sindacati, si attivino per difendere il diritto di tutti i lavoratori di vedersi riconosciuto un ruolo di rappresentanza dei lavoratori. Coerentemente con quanto fatto sino ad oggi dal canto nostro, come SLC-CGIL ci attiveremo fin da subito convocando immediatamente delle assemblee sindacali per decidere insieme ai lavoratori le iniziative da intraprendere.

p.SLC – CGIL Bologna e RSU SLC-CGIL KOINÈ BOLOGNA
Gianluca Barletta e Laura Costabile


17 aprile 2015

Sciopero Hera il 28 aprile con Camusso

La Cgil Emilia-Romagna e le Federazioni di categoria regionali Filctem, Fp e Slc, dando seguito alle decisioni prese nell’attivo dei delegati, hanno formalizzato la proclamazione dello sciopero di otto ore del Gruppo Hera che si terrà martedì 28 aprile 2015.

La Cgil chiama lavoratrici e lavoratori di Hera contro la decisione dei Comuni azionisti della multiutility di cedere parte delle loro quote della società. La multiservizi emiliano-romagnola (ma anche le aziende che hanno in gestione i call center) si fermerà lo stesso giorno in cui si terrà l’assemblea dei soci, cui farà da contrappunto l’assise dei lavoratori che, presieduta da Susanna Camusso, eleggerà un proprio presidente. “Questo è solo l’inizio”, promette il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla, assicurando che la mobilitazione continuerà anche dopo la decisione dei sindaci, ai quali il sindacato rivolge un accorato appello: “Fermatevi”. La Cgil, infatti, non crede che gli enti locali, come prevedono le modifiche allo statuto al voto in queste settimane nei consigli comunali, scendendo dal 51% al 38% potranno veramente mantenere il controllo dell’ex municipalizzata. “E’ una barzelletta. E’ un’alchimia statutaria”, afferma Colla. “Hera sarà sempre più controllata da grandi soggetti finanziari, i famosi squali, che sono i cinque grandi fondi che sono già nell’azionariato. Quando sei in bocca a quegli squali ti cambia tutto: perché siccome devono fare business, non gli importa dove portare l’acqua, che tipo di qualità di servizio, se abbiamo bisogno di fare degli investimenti. Gli importa il ritorno a breve e fare soldi”, avverte il leader emiliano-romagnolo della Cgil.


17 aprile 2015

Appalti, mobilitazione in aeroporto

Oggi 17 aprile 2015 la FILT-CGIL, la UILTRASPORTI e una delegazione di Lavoratori Aeroportuali hanno incontrato la Alpina Service Società Cooperativa di Ciserano/Zingonia (BG) che ha ottenuto l’affidamento da parte della Marconi Handling srl delle attività di pulimento degli aerei, smistamento e carico/scarico bagagli presso l’aeroporto G. Marconi diBologna, attualmente svolte dalla Servizi Integrati.

Già in data 13 aprile 2015 le OO.SS. hanno incontrato la SAB Spa e successivamente in data 15 aprile la Marconi Handling Srl, ricevendo una cauta attenzione dalla prima e un netto rifiuto al dialogo dalla seconda, per discutere in merito al riconoscimento delle garanzie minime per poter gestire il cambio di appalto; continuità occupazionale, mantenimentodelle condizioni normo retributive e applicazione di un CCNLaeroportuale.

Anche se la committente Marconi Handling srl si è categoricamente rifiutata di sottoscrivere ed impegnarsi in merito alle garanzie minime richieste, la FILT-CGIL e la UILTRASPORTI hanno incontrato la ALPINA SERVICE Soc. Cooperativa esponendo le richieste minime sulla quale discutere ed espletare la procedura di cambio di appalto.

Le OO.SS. e i lavoratori presenti hanno riscontrato, da parte della ALPINA SERVICE S.C. una confusa e generica disponiblità a tutte le richieste avanzate con l’incognita sul CCNL da applicare.

La FILT-CGIL e la UILTRASPORTI hanno comunicato alla Alpina Service che non intendono effettuare alcuna trattativa sul costo del lavoro e/o sull’eventuale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei Lavoratori che hanno vissuto sulla propria pelle  una innumerevole serie di ingiustizie e di illeciti culminate poi nella nota vicenda DORO-GROUP.

Nei prossimi giorni i lavoratori Aeropotuali si mobiliteranno per tenere alta l’attenzione e la tensione sulla vicenda per evitare che si perpetui perl’ennesima volta lo scippo dei diritti e delle retribuzioni, anche perchè ad oggi i dipendenti di Servizi Integrati non hanno ancora ricevuto lo stipendio e non sanno se e quando lo riceveranno.

FILT-CGIL Bologna UILTRASPORTI


17 aprile 2015

Quote Hera: nota Cgil e Comune Valsamoggia

Si è tenuto ieri sera, 16 aprile 2015, il Consiglio Comunale del Comune di Valsamoggia al cui ordine del giorno c’erano due punti che riguardavano l’Approvazione del contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari fra i soci pubblici di HERA SPA periodo luglio2015-giugno2018, il mantenimento della quota delle azioni del gruppo HERA di proprietà del Comune di Valsamoggia e la richiesta di un patto di secondo livello metropolitano fra gli azionisti pubblici.

In seguito alle notizie del tardo pomeriggio provenienti dalle commissioni consigliari del comune di Bologna e alla notizia di un incontro il 23 di aprile con i rappresentanti sindacali nazionali, è stata votata dal consiglio comunale la sospensione dei due punti all’ordine del giorno.

Di seguito la dichiarazione del Sindaco Daniele Ruscigno:
“Sono note a tutti le mie posizioni in tema di acqua e gestione del servizio idrico, dai tempi del referendum del 2011, da quelli dell’inserimento del principio dell’acqua come bene pubblico nello Statuto del Comune di Monteveglio quando ne ero il Sindaco. Sono altrettanto note le posizioni critiche espresse da Valsamoggia all’assemblea dei soci bolognesi del Patto di Sindacato in merito all’operazione proposta, di introdurre la possibilità di ridurre al 38% le azioni pubbliche in HERA. Valsamoggia non solo non ha mai avuto intenzione di vendere azioni, ma valuterà eventuali acquisti e si farà portatrice presso gli altri soggetti della necessità di non scendere sotto il 51%.
Per questi motivi ho chiesto al Consiglio Comunale di votare la sospensione dei punti previsti in discussione nella seduta di ieri sera. Su queste basi, dopo settimane di confronto, abbiamo stretto un accordo su questi principi con le tre principali sigle sindacali, CGIL CISL e UIL.
Auspico che alla fine di tutto questo percorso si possa arrivare, in seguito alla richiesta di altri territori, anche ad una revisione del patto di sindacato.”

Di seguito le dichiarazioni di Gianni Monte, responsabile Cdli-Cgil del distretto di Casalecchio su Hera:
“La Cgil sottolinea il valore e la portata delle decisioni assunte dal Sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno per un duplice motivo: il primo sta nell’importanza di firmare un accordo con Cgil Cisl e Uil che rimarca il 51% di proprietà pubblica come valore fondante di una società come Hera; il secondo è che una multiutility a maggioranza pubblica e di servizio pubblico, per essere tale, deve avere un’idea di politica industriale  che persegua l’obiettivo di legare  indissolubilmente la proprietà dell’azienda al Territorio.
La Cgil auspica che, a partire da scelte coraggiose come quelle fatte nel Comune di Valsamoggia, si valorizzi l’enorme patrimonio cognitivo e lavorativo presente in azienda e si rimetta al centro della mission di Hera i beni comuni e lo sviluppo ecosostenibile” #perunanuovahera.

Alleghiamo accordo sindacale

Per il Comune di Valsamoggia
Daniele Ruscigno

Per la Cgil
Gianni Monte


16 aprile 2015

16 aprile: la Resistenza delle Donne

945
Domenica mattina 16 Aprile, alle ore 8 le organizzatrici erano in Piazza Umberto 1° (oggi Piazza dei Martiri) pronte a issare i loro cartelli nascosti nella fontana. Le parole d’ordine erano contro la guerra, per la liberazione dal nazifascismo di una città, Bologna, stremata. Era la terza manifestazione organizzata dalle donne antifasciste dei Gruppi di Difesa della Donna in un breve spazio temporale. La prima fu la manifestazione “per il sale” che a quel tempo era un bene prezioso come altri generi di prima necessità. Tanto prezioso per essere usato dai nazifascisti come risarcimento a chi denunciava sospetti antifascisti. In breve prese forma un corteo di un migliaio di donne che sfidarono una colonna di nazisti che abbandonavano la città…

2015
Giovedì 16 Aprile, a settant’anni dalla liberazione della città, la nostra comunità ricorda la resistenza delle donne
, vittime di tante violenze, nei diversi conflitti che il nostro continente ha vissuto e vive in questi anni, ma al contempo determinate nell’essere in prima fila contro le guerre, i genocidi, nell’affrontare i nuovi pericoli e attacchi alla vita democratica, alla libertà di espressione, che ancora oggi vediamo, in Europa e nel mondo. Violenze che troppo spesso gli uomini commettono. Nelle scorse settimane in molte scuole della nostra città per iniziativa dell’ANPI di Bologna si sono realizzati progetti didattici della memoria per rinnovare un impegno per la pace, il rifiuto di ogni violenza, ricordando le vittime dell’olocausto e il sacrificio di tanti e tante per riconquistare la libertà e la democrazia. Senza dimenticare che nella nostra comunità vivono donne che hanno vissuto storie terribili nel loro paese e che hanno trovato asilo in una città che deve rinnovare i suoi valori di accoglienza e riconoscenza.

Tutto ciò verrà rappresentato in una manifestazione promossa dall’ANPI e dallo SPI-CGIL, alla quale hanno aderito il Centro Stranieri, la Rete degli Studenti, oltre a diverse scuole della città.

Manifesteremo insieme, donne uomini e future generazioni, con le parole d’ordine di ieri e di oggi, contro tutte le guerre, contro le violenze, contro le repressioni, per il diritto alla libertà e alla democrazia. Quindi non solo onore a tante donne che con il loro impegno hanno reso possibile riconquistare la libertà per il popolo italiano, ma anche una giornata per rinnovare le ragioni dell’impegno delle donne, oggi,  in una società che ancora troppo spesso le lascia ai margini.

Sostengono i valori della pace contro ogni forma di violenza, aderiscono e partecipano alla manifestazione: il Coordinamento Donne Spi Cgil, il Coordinamento Donne Anpi, il Gruppo Donne Cgil, l’Associazione  Donne in Nero, Udi, l’Associazione Donne Eritree, di Bologna.

Segreteria Spi Cgil Bologna

GIOVEDI’ 16 APRILE ORE 9.30
CONCENTRAMENTO IN PIAZZA DEI MARTIRI a Bologna

Il corteo percorrerà via dei Mille e, passando da Piazza 8 Agosto, si concluderà dinnanzi al monumento a Garibaldi in via Indipendenza, con intervento conclusivo di Simona Lembi, Presidente del Consiglio Comunale di Bologna. Durante il percorso interverranno una studentessa, una superstite di quella stagione e dirigente dell’Anpi, una ragazza eritrea.


15 aprile 2015

Appalti: “Ogni giorno posti a rischio”

“Per tutelare l’occupazione abbiamo bisogno di capitolati, protocolli e accordi tra le parti che prevedano espressamente clausole sociali stringenti. Non possiamo permettere che, per un motivo o l’altro, i cambi di gestione, possano diventare motivo di perdita del posto di lavoro”. Sonia Sovilla, della segreteria confederale Cgil di Bologna, e Simone Raffaelli della FP, commentano così l’ennesimo incontro avvenuto ieri, alla presenza anche del committente Comune di Bologna, finalizzato a trovare una soluzione per i 34 dipendenti che, da anni, gestiscono il servizio di trasposto e accompagnamento dei bambini disabili.

L’azienda che ha vinto l’appalto, sostiene di non essere vincolata all’assunzione in quanto strutturata con soci interni; le coop che hanno perso non hanno la possibilità’ di spostare i dipendenti su altre attività.

Il mondo degli appalti presenta ogni giorno problemi di ogni tipo, primo tra tutti quello di garantire la continuità’ occupazionale, continuano i sindacalisti CGIL, ma l’impegno dell’organizzazione è massimo e su questi temi non molleremo…

Anche per questo l’inizio del confronto con il comune e le parti datoriali sul  tema appalti e’ da ritenersi fondamentale per il nostro territorio e per tutti i lavoratori, isnieme alla raccolta firme per la nostra proposta di legge.

S. Sovilla
Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna

S.Raffaelli
Fp-Cgil Bologna


15 aprile 2015

Firmato accordo su appalti all’Università

A seguito di una richiesta delle OOSS confederali (Cgil, Cisl e Uil) e di categoria (Flc Cgil, Cisl Università e Uil Rua) dell’Università di Bologna, e dopo un confronto durato diversi mesi, è stato oggi sottoscritto un protocollo in materia di appalti pubblici con l’Ateneo.

L’intesa prevede, per garantire l’estensione dei diritti e delle tutele dei lavoratori impiegati negli appalti di servizi e maggiori controlli,  alcuni impegni fondamentali, quali:

– l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non del massimo ribasso nei bandi di gara;

– la verifica dell’idoneità e congruità dell’importo posto a base di gara e della congruità dell’offerta;

– la previsione della clausola sociale per l’inserimento prioritario, da parte dell’aggiudicatario, del personale già impiegato dall’appaltatore uscente, al fine di salvaguardare l’occupazione;

– la verifica della regolarità contributiva e retributiva e, in caso di mancato pagamento, l’intervento diretto dell’Università di Bologna;

– un’informazione periodica alle OOSS ed il coinvolgimento delle Segreterie provinciali e delle Rsu in caso di difficoltà o criticità nell’esecuzione di un servizio appaltato.

Le parti hanno inoltre condiviso la necessità di costruire ed inviare ai Ministeri competenti una dichiarazione congiunta, per chiedere l’estensione di tali regole anche ai bandi di gara reperibili su CONSIP.

Come OOSS siamo ora impegnati a monitorare l’applicazione del protocollo e a darne opportuna informazione a tutti i lavoratori interessati.


15 aprile 2015

Adesione 80% sciopero Koiné

Nella giornata di oggi 15 Aprile 2015 si è svolto il primo sciopero aziendale dei lavoratori di KOINÈ BOLOGNA SRL, su questioni di esclusiva pertinenza aziendale, uno sciopero quindi importantissimo nel determinare l’effettiva rappresentanza dei sindacati e soprattutto la forza effettiva dei lavoratori al tavolo di trattativa.

La risposta è stata grandiosa, l’adesione allo sciopero, altissima!!! Intorno al 80% ed è un risultato tanto più importante se si pensa che soltanto ieri, a poche ore dall’imminente sciopero che ci attendeva, CISL e UGL avevano ritirato la loro adesione allo sciopero, come conseguenza della riconvocazione del tavolo di trattativa da parte aziendale avvenuta solo il giorno prima dello sciopero e come obiettivo per far fallire lo sciopero stesso.

Convocazione che noi della CGIL non abbiamo mai disdegnato, anzi, che abbiamo sempre richiesto fortemente, ma essa sarebbe dovuta avvenire ben prima dello sciopero, per consentire di scongiurare lo sciopero attraverso la condivisione di un eventuale accordo.

Ora ci aspettiamo che a fronte dell’ottima riuscita dello sciopero l’azienda si voglia sedere al tavolo di trattativa con una rinnovata volontà di riconoscere ai lavoratori ciò che è loro
diritto avere riconosciuto, ossia migliori condizioni di lavoro e un premio di produzione che riconosca l’impegno, il lavoro ed i risultati che l’azienda nel suo complesso ha raggiunto grazie prima di tutto alle persone in carne ed ossa che la compongono.

SLC – CGIL BOLOGNA


14 aprile 2015

Hera: nota congiunta Colla e Lunghi
Dopo l’accordo sottoscritto tra il Sindaco della Città Metropolitana di Bologna Virgilio Merola e CGIL-CISL-UIL di Bologna di non procedere alla vendita delle quote di Hera si apre, a questo punto, uno scenario istituzionale nuovo anche in relazione alle discussioni che si stanno aprendo in numerosi consigli comunali.

Riteniamo pertanto indispensabile richiedere al Presidente del Patto di  Sindacato dei Soci Pubblici, Daniele Manca, di non procedere e ritirare le procedure che consentivano di scendere sotto il 51% delle quote delle azioni detenute dal pubblico. Reputiamo altresì di fondamentale importanza che il Presidente del Patto di Sindacato avvii immediatamente un confronto con le OO.SS al fine di verificare la possibilità di giungere ad una intesa, sulla base di quanto già convenuto nel Protocollo sottoscritto il 28 febbraio 2013.


14 aprile 2015

Appalto disabili, incontro in Comune

Questa mattina abbiamo incontrato il Settore Istruzione del Comune, Cosepuri, Croce Azzurra e Legacoop in merito al passaggio del personale impegnato nell’appalto del servizio di accompagnamento disabili.

Come abbiamo comunicato in precedenza, si tratta di 34 lavoratori ad oggi dipendenti di Croce Azzurra e Azzurra Service, che dovranno passare da settembre alle dipendenze di Cosepuri, vincitrice della gara d’appalto. Con un piccolo problema: ad oggi Cosepuri si rifiuta di assumerli, nonostante il capitolato di gara indichi con precisione l’obbligo per il gestore di applicare i contratti nazionali di settore, nei quali è chiaramente indicato prescritto alle aziende di assumere il personale in continuità sul servizio.

Non è stato sufficiente quindi che anche i genitori dei minori disabili che usufruiscono di questi trasporti abbiano espresso preoccupazione per un cambio di appalto che, caso senza precedenti, lascia per strada lavoratori che svolgono una mansione delicatissima e a stretto contatto con una utenza fragile.

Nell’incontro di oggi, davanti all’Amministrazione, Cosepuri ha confermato la tesi che sostiene ormai da un mese a questa parte: non dobbiamo assumere questi lavoratori, abbiamo già i nostri soci.

Tutto questo accade nonostante si sia ripetuto in tutti i modi possibili che l’applicazione dei contratti è un vincolo per tutti, a maggior ragione per una impresa che è associata a Legacoop, che di quegli accordi è firmataria.

Registriamo che, nonostante tutte le aziende (cedenti e cessionari) siano parte della stessa Centrale cooperativa, Legacoop ha ammesso di non essere riuscita a trovare una composizione tra le proprie associate.

Il vero problema è che di questo dissidio faranno le spese i lavoratori, come al solito.

Questa sera incontreremo i lavoratori, a cui riferiremo gli esiti dell’incontro. E’ evidente che a questo punto dovremo mettere in campo forme articolate di lotta.

Non possiamo permettere che si crei un precedente di questo genere, ovvero che una gara d’appalto si concluda con decine di esuberi, in un territorio in cui fino ad oggi le imprese avevano applicato patti consolidati, che rischiano di andare in frantumi.

Sonia Sovilla
segreteria Cgil Cdlm Bologna

Simone Raffaelli
Comparto SSAEP/EE.LL


14 aprile 2015

Altro sciopero alla Guess

L’assemblea delle lavoratrici della GUESS riuniti il 13 aprile, in assemblea nello stabilimento di Crevalcore, ha proclamato altre 8 ore di sciopero per il 22 aprile 2015, in concomitanza con la convocazione del tavolo di salvaguardia fissato per la stessa data presso la Città Metropolitana di Bologna.

Le lavoratrici e i lavoratori presidieranno sin dalla mattina l’ingresso di Palazzo Malvezzi, sede della Città Metropolitana, ove si terrà l’incontro.

Nell’assemblea che si è svolta ieri, oltre alle otto ore di sciopero del 22 aprile, non sono state escluse ulteriori iniziative di mobilitazione presso la sede italiana azienda più importante che si trova a Firenze.

per la Filctem-Cgil
Nunzio Di Ruocco


9 aprile 2015

Appalti, mettiamoci una firma!

– Sabato 11 aprile raccolta firme davanti alla Coop Porta Marcolfa di San Giovanni in Persiceto (Bo) dalle 9 alle 13
– Sabato 18 aprile raccolta davanti alla Coop di Crevalcore (Bo) dalle 9 alle 13
– Domenica 19 aprile raccolta firme in piazza a Sant’Agata Bolognese (Bo) dalle 9 alle 12

A BOLOGNA VIENI A FIRMARE anche IN CAMERA DEL LAVORO o ALL’URP DEL COMUNE IN PIAZZA MAGGIORE!!!!!!

Nel sistema degli appalti si scarica l’abbattimento dei costi di fornitura e la realizzazione di beni e servizi troppo spesso a danno della qualità delle opere e dei diritti dei lavoratori.

In un sistema dove le lavoratrici e i lavoratori sono esposti ad una vita di precariato, senza carriere contributive dignitose, con basse retribuzioni e senza valorizzazione professionale, dove spesso non vengono rispettati i contratti nazionali di lavoro, trovano terreno fertile l’illegalità, la corruzione, il caporalato.

Per questo, la Cgil anche a Bologna appoggia e promuove la raccolta firme a sostegno delle legge di iniziativa popolare Cgil, con la quale si intende rafforzare la responsabilità in solido del committente, contrastare l’illegalità, l’evasione, le infiltrazioni malavitose e il massimo ribasso nei contratti di appalto, sancendo regole che consentano nei cambi appalto la tutela occupazionale e l’applicazione contrattuale, oltre all’introduzione delle liste di merito.

La nostra regione, come il resto del paese, ha palesato gli effetti di un sistema fuori controllo con l’inchiesta “Aemilia” e le catastrofiche conseguenze degli eventi climatici causate da un abbandono del presidio del territorio e della frammentazione dei cicli di produzione e servizio, attraverso gli appalti e i subappalti.

Per queste ragioni all’iniziativa del 13 febbraio seguiranno decine di appuntamenti territoriali e migliaia di assemblee nei posti di lavoro, per sostenere le nostre proposte e per affermare che “GLI APPALTI SONO IL NOSTRO LAVORO, I DIRITTI NON SONO IN APPALTO”.


9 aprile 2015

Domani sciopero Ntv e presidio Filt

Domani, 10 aprile 2015 dalle ore 10,00 alle 17,59 si terrà lo sciopero di tutti i lavoratori di Nuovo Trasporto Viaggiatori (Italo) indetto da FILT CGIL – FIT CISL – UILTrasporti – UGL TAF – FAST Confsal.

La protesta, dopo numerosi vani tentativi di raggiungere un accordo con NTV, è tesa a scongiurare la messa in mobilità di 246 lavoratori.

Il 10 aprile dalle 9,30 alle 14,00 la FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna sarà presente con un presidio in Piazza Medaglie d’Oro (Stazione di Bologna C.le) per:

– sostenere i lavoratori;
– denunciare le contraddizioni dell’Azienda che, dopo aver attuato una spregiudicata strategia commerciale che ha portato ad una controproducente guerra con Trenitalia, ottenuto un forte sconto sul canone di accesso all’infrastruttura ferroviaria nel 2014 e il riconoscimento dei c.d. “Certificati Bianchi” dal Ministero per lo Sviluppo Economico, ha presentato – rifiutando le controproposte sindacali – un non coerente piano di sviluppo che prevede il licenziamento del 25% dei dipendenti;
– tutelare gli utenti dei treni Italo dalla minaccia di un peggioramento della qualità del servizio di trasporto e assistenza alla clientela.

La FILT CGIL vuole essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori tutelando il loro posto di lavoro in un momento difficile come quello attuale.

FILT CGIL Emilia -Romagna e Bologna


8 aprile 2015

Accordo all’ippodromo di Bologna

In data odierna, 8 aprile 2015, è stato sottoscritto un accordo sindacale che sancisce la fine della dichiarazione di esuberi occupazionali all’Ippodromo di Bologna.

Tali esuberi erano stati dichiarati nel 2012 dalla società Hippogroup Cesenate, che ha in gestione l’ippodromo Arcoveggio, in conseguenza della gravissima crisi che aveva colpito il mondo dell’ippica, ed aveva portato ad un accordo per l’utilizzo di un Contratto di Solidarietà  per il periodo 2012-2014.

Un contributo fondamentale per la risoluzione della crisi è venuta dal sostegno delle istituzioni di governo del territorio, a partire dal presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, sino agli assessorati competenti del Comune di Bologna. Grazie a questo impegno, e venendo incontro anche alle sollecitazioni di parte sindacale, sono state trovate le opportune soluzioni per il risanamento e la gestione di un area importante per la qualità della vita cittadina come l’ippodromo Arcoveggio.

Per l’Slc-Cgil di Bologna
Antonio Rossa


7 aprile 2015

Volantinaggio Camst per sciopero turismo

Per domani mattina 8 aprile 2015, dalle ore 8 alle ore 12, le RSU CAMST di Bologna hanno organizzato un volantinaggio davanti alla sede legale della Cooperativa, in via Tosarelli di Villanova di Castenaso (Bo).

All’entrata della sede saranno distribuiti volantini per promuovere la partecipazione allo sciopero nazionale indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per i lavoratori del turismo, per il 15 di aprile, con corteo nazionale a Milano. Lo sciopero che riguarda i settori dei fast food, delle mense, degli alberghi e delle agenzie di viaggio, avverrà in concomitanza con la giornata mondiale in difesa dei diritti dei lavoratori dei fast-food.

Domani, davanti alla CAMST, i lavoratori faranno sentire all’Azienda la propria voce, perché il colosso della cooperazione – che vede alle proprie dipendenze quasi 10mila lavoratori – si assuma le proprie responsabilità nella trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da 24 mesi.

Bologna, 7 aprile 2015
Per Filcams CGIL Bologna
Gaia Stanzani
Sandro Mattioli


4 aprile 2015

Firma il 5×1000 all’archivio Pedrelli

L’associazione Paolo Pedrelli, Archivio Storico Sindacale della Camera del Lavoro di Bologna, è divenuta dallo scorso anno Associazione di Promozione Sociale, a cui possono associarsi solo le persone fisiche, i membri dei gruppi dirigenti delle categorie, ma anche ogni simpatizzante che sia interessato.

Questa decisione risponde a precisi obiettivi:

– Rafforzare il rapporto con le categorie ed i loro gruppi dirigenti, con l’intento di mantenere vivo e leggibile quel filo conduttore – la storia, le storie, il nostro territorio – che segna profondamente l’iniziativa politico-sindacale a cui dedichiamo buona parte della nostra vita. Vogliamo essere in grado di trasmettere la nostra storia e la storia delle categorie a chi ci vuole conoscere ma, anche a noi stessi, per sapere chi siamo realmente. In questo consiste la “cultura della memoria”.

– Dare vita ad iniziative rivolte al mondo della cultura, alla scuola, al territorio che valorizzino il ruolo della CGIL nella storia del nostro territorio.

– Dare il nostro contributo per la conservazione e lo sviluppo degli archivi storici del Novecento a Bologna e nella regione, per favorirne l’accesso ai cittadini.

– Attingere al cinque per mille. La Pedrelli per svolgere la sua missione – e vorremmo farlo sempre meglio – è a carico della CGIL di Bologna. Ogni firma per la Pedrelli nella dichiarazione dei redditi, è un aiuto concreto al nostro sindacato, perché permetterà di ridurre l’impegno economico per la nostra Associazione.

Per questo rivolgiamo un forte appello perché i nostri attivisti, familiari, iscritti e simpatizzanti si sentano impegnati nella scelta del cinque per mille alla Paolo Pedrelli.

FIRMA PER IL 5×1000 ALLA PEDRELLI: SOSTIENI LA MEMORIA!
CODICE FISCALE 01902321205

Elisabetta Perazzo
Presidente Associazione Archivio Storico Sindacale Paolo Pedrelli


1 aprile 2015

Tavolo anticrisi alla Guess di Crevalcore

Questa mattina, 1° aprile 2015, si è tenuto il primo incontro del Tavolo di Salvaguardia della Città Metropolitana per Guess Service Srl, presieduto dal Vicesindaco Daniele Manca, presenti oltre chi sottoscrive, le RSU aziendali, il Comune di Crevalcore ed il management aziendale.

Le istituzioni che seguono le vicende di questa azienda già dal 2013, allorquando grazie ad un accordo siglato proprio allo stesso tavolo di salvaguardia fu deciso di proseguire le rimanenti attività, al netto della ristrutturazione a Crevalcore, hanno chiesto unitamente alla Filctem-CGIL un ulteriore riflessione sulla decisione di chiudere la sede di Crevalcore, dando la disponibilità del territorio metropolitano a mettere in campo tutte le azioni di accompagnamento di un piano industriale nella logica del mantenimento del sito produttivo.

A fronte della disponibilità dimostrata dall’azienda, il tavolo si è aggiornato ala fine del mese di aprile.

Per la Filctem-Cgil Bologna
Nunzio Di Ruocco


1 aprile 2015

Assunzioni Adhr: tutto regolare?
I titoli ed i termini spesso differiscono dalla sostanza. Ci piacerebbe leggere e verificare di eventi in cui a “nuove assunzioni” corrispondano nuovi, aggiuntivi, posti di lavoro. Invece, ci troviamo spesso in questi giorni a verificare l’utilizzo dell’assunzione a tempo indeterminato, di per sé ovviamente positiva per un lavoratore con contratto atipico o  subordinato a tempo derterminato,  in relazione all’utilizzo dei consistenti incentivi / sgravi contributivi  previsti dalla legge di stabilità 190/ 2014  ( che non è il Jobs Acts).

Non vogliamo essere cassandre, ma vorremmo ragionare su dati occupazionali non contingenti, ma consolidati e raffrontabili temporalmente per valutare l’andamento occupazionale complessivo sul nostro territorio, auspincandone una dinamica positiva almeno in relazione allo sviluppo delle esportazioni e delle dinamiche indirette di Expo..

Che le Agenzie per il lavoro (in somministrazione) colgano questa opportunità non è di per sé in fatto negativo; deve restare chiaro che il riferimento e l’impianto di tale forma di assunzione resta il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Contratto che prevede per i lavoratori a tempo indeterminato l’indennità di disponibilità di 750 Euro mensili e procedure di confronto in mancanza di occasioni di lavoro, nonché l’attuazione preventiva di percorsi formativi e di ricollocazione.

I problemi del lavoro somministrato restano anche a tempo indeterminato, certo da non equiparare a quelli della selva dei contratti atipici che Poletti dice di voler ordine, e sono quelli del job on call: il potenziale sottoinquadramento, la durata delle missioni, il comprensibile disagio di inserimento nelle dinamiche aziendali, la mobilità territoriale.

Pensiamo che per quanto letto oggi, peraltro non inaspettato, per queste 600 assunzioni, per i sessanta sul territorio bolognese (quante sono le trasformazioni e quante nuove assunzioni) il riferimento normativo debba restare quello del contratto collettivo nazionale di lavoro ed il sistema delle tutele derivante dallo Statuto dei diritti dei lavoratori, lo verificherà la nostra struttura regionale che ha chiesto incontro con la Direzione ADHR.

Andrea Fabbri Cossarini
segretario generale NIdiL Cgil Bologna


1 aprile 2015

Sciopero nazionale Mercatone Uno
Oggi, 1° aprile 2015, sciopero nazionale di lavoratrici e lavoratori Mercatone Uno, con presidio davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma. Punti vendita chiusi a San Giorgio di Piano (Bo) e Navile, e magazzino logistica chiuso per mancanza di personale. I dipendenti hanno raggiunto con un pullman la capitale per protestare davanti al Mise insieme alla Filcams-Cgil.

Guarda le foto e il video della protesta della Filcams-Cgil Bologna a Roma sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube!

marzo 2015

31 marzo 2015

Crescono le assunzioni? I nostri dati

Cimentarsi con i numeri, specie se riferiti all’andamento delle cessazioni dei rapporti di lavoro nel territorio bolognese, ad un giorno dal 1° aprile, rischia di esporsi a interpretazioni maliziose o discorsive del tipo “scherzi a parte” ma per quanto ci riguarda i dati che ci arrivano, per i mesi di gennaio e febbraio 2015 dal Servizio Informazioni Lavoro (SILER) della Provincia di Bologna, non inducono a nessuna voglia di scherzare. Specie in tempi in cui 79.000 neo assunti, a livello nazionale, con contratto a tutele crescenti, in presenza di tre milioni di disoccupati, diventano, mediaticamente, spia di una indiscutibile ripresa che sarebbe già partita e “di magnifiche sorti progressive” che si proietterebbero, luminosamente, sul futuro dei lavoratori italiani.

Questo fino a ieri. Già oggi (31 marzo) le notizie diffuse dall’ISTAT, su scala nazionale, che attestano una contrazione dell’occupazione a febbraio, ci paiono facciano riaffiorare i drammatici dati delle realtà. Né ci interessa, da Bologna, peraltro, avviare polemici toni con l’interpretazione psicologica che il Ministro Poletti ne dà e che leggiamo nelle Agenzie.

A ciascuno il suo, si sarebbe detto un tempo. Per quanto ci riguarda non solo aspettiamo fiduciosi, il concretizzarsi, anche a Bologna, di una ripartenza delle assunzioni, suffragata dai numeri. Nè abbiamo motivo di dubitare di ciò che autorevoli esponenti del mondo imprenditoriale, privato e cooperativo, hanno dichiarato nei giorni scorsi.

Per l’intanto dalla suddetta fonte SILER, traiamo questi dati per i primi due mesi del 2015: 14.760 cessazioni del rapporto di lavoro registrati in gennaio, 14.641 in febbraio.  Dentro a questo dato complessivo, sono comprese 9.470 cessazioni di rapporto di lavoro a termine nel mese di gennaio, 9.445 nel mese di febbraio. 172 licenziamenti collettivi in gennaio, 131 nel mese di febbraio. 871 licenziamenti per giustificato motivo nel mese di gennaio, 1.260 in febbraio.

Pur aggiungendo, per onestà intellettuale, che 173 in gennaio e 159 in febbraio, sono pensionamenti, non possiamo altresì dimenticare che 2.000 persone rischiano di vedere, a breve, la scadenza della cassa integrazione in deroga. In più i disoccupati, a Bologna, hanno superato, per la prima volta, le 90.000 unità.

Ci sembra inoppugnabile rilevare, sobriamente ma fermamente, che in un territorio come quello bolognese, anch’esso immerso nella crisi più grave del dopoguerra, ma certo non agli ultimi posti per reddito accumulato e qualche volta tradotto in rendita, una parte dei datori di lavoro sembra scommettere ancora, con un “ottimismo della volontà” perlomeno carente, sull’antica, avvilente via di uscita della riduzione dei costi per via dell’espulsione del personale.

Ciò ovviamente non vale per le imprese che innovano, che scommettono sulla sfida dei mercati internazionali (via export prevalentemente), che addirittura acquistano all’estero.

Sono imprese che conosciamo, dall’interno, molto spesso grazie ai lavoratori nostri iscritti e agli accordi che sottoscriviamo in tali realtà e, per quello che vale, non possiamo che apprezzare tale pratica. Ma poi c’è una zona d’ombra e i dati sopra riportati sembrano indicare che l’ampiezza di tale zona di imprenditoria, dalle diverse intenzioni, non vada affatto restringendosi.

In attesa di essere contraddetti dai numeri e non dai proclami, non vorremmo che il nostro “pessimismo della ragione” più volte dichiarato si dimostri azzeccato, nell’indicare che c’è un limite nell’asticella del ridimensionamento, sia esso manifatturiero, sia esso commerciale o di qualsiasi altro settore.

Sappiamo solo che se non si inverte questa tendenza, per tutti verrà il tempo di fare i conti con le macerie che queste ultime scelte lasciano sul campo.

Bologna, 31 marzo 2015
Maurizio Lunghi, segretario generale Cgil camera del lavoro metropolitana Bologna
Giacomo Stagni, segreteria Cgil camera del lavoro metropolitana Bologna


31 marzo 2015

Sciopero fino a venerdì alla Silicart

I lavoratori di Mondi Silicart, riuniti in assemblea presso il Comune di Anzola, a seguito dell’incontro di ieri in Città Metropolitana, conclusosi purtroppo con un arretramento rispetto agli incontri precedenti proclamano uno sciopero permanente sino a venerdì prossimo compreso, che si interromperà prima se dovesse pervenire la convocazione in Città Metropolitana.

Le ragioni della proclamazione del blocco immediato di ogni forma di produzione risiedono nella dichiarata indisponibilità da parte dell’azienda, al tavolo di trattativa istituzionale, di cedere la macchina siliconatrice, vero cuore pulsante dell’intera azienda, che nei fatti potrebbe compromettere eventuali acquisizioni da parte di possibili acquirenti. Ricordiamo anche che la stessa Mondi Silicart quando acquistò nel 2006, rilevò l’intero stabilimento, compreso della macchina siliconatrice.

È chiaro l’intento: non favorire una soluzione alternativa alla chiusura dello stabilimento che ricordiamo condannerebbe 50 famiglie al licenziamento e alla fine del sito produttivo.

Non è accettabile che Silicart ponga qualunque veto, al contrario deve rendersi disponibile a favorire tutte le soluzioni possibili, esercitando la propria responsabilità di impresa rispetto ai lavoratori e al territorio.

I lavoratori, quindi, denunciano il tentativo da parte di Mondi Silicart di far naufragare la fragile soluzione che si è affacciata e dichiarano che se nei prossimi giorni, al prossimo tavolo di trattativa istituzionale non si dovesse chiarire che la siliconatrice è parte integrante dello stabilimento, o se la Silicart non desse risposte concrete rispetto alla piena occupazione dei lavoratori e rispetto alla salvaguardia del sito produttivo, si rendono disponibili ad ogni forma di lotta in difesa dello stabilimento produttivo e della sua continuità occupazionale, nonché degli accordi già sottoscritti in Provincia il 9 Dicembre 2014 da parte di tutti i soggetti, in primis Mondi Silicart, che si sono impegnati a favorire una soluzione che consenta il mantenimento del sito produttivo e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Anzola dell’Emilia, 31 Marzo 2015
I lavoratori di Mondi Silicart


30 marzo 2015
“No alla cessione di quote Hera a Casalecchio

LA PRIVATIZZAZIONE DI HERA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI!

La Camera del Lavoro di Casalecchio (Bo) indice un presidio di protesta e di proposta, in occasione del voto in Consiglio comunale di Casalecchio relativo all’eventuale cessione di quote pubbliche Hera. Si fa notare che la quota detenuta dai 5 comuni del distretto di Casalecchio è pari a circa il 1% del patto di sindacato. Tale presidio si svolgerà domani, martedì 31 Marzo alle ore 14,30 davanti al Comune.

La CGIL è fermamente contraria alla modifica del patto di sindacato interno ad HERA che potrebbe comportare una riduzione della quota che il pubblico detiene (dal 51% al 35%): “Questa scelta, inevitabilmente, aprirebbe un processo irreversibile di privatizzazione dei servizi pubblici locali, impedendo il loro governo pubblico che, invece, a nostro parere semmai andrebbe rafforzato”. Per questo, la Camera del Lavoro di Bologna chiede ai Comuni di non assumere decisioni unilaterali in tal senso, che vengano attivati tavoli di confronti preventivi con le Organizzazioni Sindacali e che non si giunga all’approvazione di bilanci al cui finanziamento concorra la vendita delle azione di HERA.

Gianni Monte
Resp. CdLI/CGIL distretto di Casalecchio

Leggi la lettera inviata dalla segreteria Cgil Camera del lavoro di Bologna agli amministratori locali

Qui tutte le foto!


28 marzo 2015

Tfr in busta paga: davvero conviene?

La Legge di Stabilità 2015, e successivamente il Decreto n. 29 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo scorso, ha  previsto in via sperimentale la possibilità per i lavoratori del settore privato, di chiedere il pagamento mensile del TFR maturando come parte integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018.

Nel prendere questa decisione, occorre prestare grossa attenzione alle conseguenze. La tassazione sul TFR in busta paga diventa ordinaria (cioè progressiva in base al reddito, da un minimo del 23% a un massimo che supera il 41%) e non più separata (più bassa e a parte). Aumenta anche l’addizionale comunale e regionale. Soprattutto in busta il TFR diventa quota integrativa della retribuzione quindi, facendo reddito te lo aumenta e ti può incidere su altri tipi di prestazioni ottenute in base al reddito. Per esempio se si chiede l’ISEE per portare il bimbo a scuola questa quota aumenta il reddito, oppure se percepisci gli assegni famigliari puoi rischiare di vederne calato l’importo o di non averne più diritto.

Se decidi di avere il TFR in busta paga non puoi tornare indietro fino al 30 giugno 2018. Se decidi di prenderlo ti viene calcolato il tfr che matureresti alla fine di un mese e quella è la cifra che ti viene corrisposta. A questo punto, alla fine del rapporto di lavoro devi essere consapevole che non avrai nessun TFR del periodo legato alla scelta.

Questa manovra, dunque ci pare un’operazione fatta dal governo solo per fare cassa, attraverso la tassazione, e nella speranza di vedere aumentare i consumi. Per il lavoratore, invece, non ha alcuna convenienza, se non quella di vedersi in busta paga ogni mese qualche decina di euro in più.

In ogni caso, solo i dipendenti privati possono accedere al TFR in busta (esclusi i dipendenti domestici e i lavoratori del comparto agricolo), con un’anzianità superiore ai 6 mesi. La scelta va comunicata al proprio datore di lavoro, presentando il modulo allegato.

Ufficio giuridico sindacale Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna

Per precisazioni rivolgersi alle categorie Cgil o all’ufficio sindacale.


27 marzo 2015

Hera, lettera Cgil agli amministratori locali

Bologna, 27 marzo 2015

Al Sindaco della  Città Metropolitana
VIRGINIO MEROLA

Al Consiglio Metropolitano

A tutti i Sindaci dell’Area Metropolitana  di Bologna

A tutti i Presidenti dei Consigli Comunali dei Comuni dell’Area Metropolitana di Bologna

Gentilissime/i,

crediamo sia a Voi nota la nostra posizione di totale contrarietà al fatto che il Patto di Sindacato di HERA, in scadenza nel prossimo mese di giugno, sancisca la diminuzione della quota di proprietà di Hera da parte dei Comuni, consentendo ai Soci Pubblici di passare dal 51% al 38%.

Le ragioni della nostra contrarietà riguardano il fatto che questa scelta, inevitabilmente, avvierebbe un processo irreversibile di privatizzazione dei servizi pubblici locali, impedendo il loro governo pubblico che invece, gli enti locali, dovrebbero rafforzare.

Noi riteniamo che la Multiutility debba cambiare, gli enti locali devono riappropriarsi di una forte capacità di controllo e di gestione dei servizi pubblici, per garantire la qualità dei servizi offerti ai cittadini, il contenimento delle tariffe con particolare attenzione alla fasce sociali più deboli, la qualità del lavoro in Hera e nel suo indotto; la privatizzazione impedirebbe definitivamente questi obiettivi.

Servizio idrico, gestione del ciclo dei rifiuti, energia, sono materie che riguardano i diritti dei cittadini e la capacità del nostro sistema territoriale di cambiare il suo modello di sviluppo. Ecosostenibilità, cura e manutenzione del territorio, valorizzazione dei servizi ai cittadini, sono a nostro giudizio gli obiettivi per realizzare un nuovo modello di sviluppo e, a questo fine, Hera è e deve rimanere uno strumento pubblico fondamentale.

Noi siamo per semplificare ma per rafforzare il ruolo pubblico, per riaffermare la proprietà delle reti, invece una scelta finanziaria per fare cassa da parte dei Comuni, a fronte degli ingenti e sbagliati tagli da parte del Governo, è grave e miope, perché impedirebbe definitivamente la possibilità del nostro sistema territoriale di avere strumenti fondamentali per progettare il proprio futuro.

Chiediamo pertanto che non vengano assunte decisioni unilaterali in tal senso, che vengano attivati tavoli di confronto preventivi con le OO.SS. su questi argomenti e che non si giunga ad approvazioni di bilanci al cui finanziamento concorre la vendita delle Azioni di Hera.

Segreteria CdLM-Cgil Bologna


27 marzo 2015

Nota Cgil Cisl e Uil sul bilancio comunale

Abbiamo appreso da circuiti informali e dai mass media che ieri l’Amministrazione Comunale ha approvato il bilancio. Decisione che, a questo punto, è stata presa senza nemmeno la ri-convocazione del tavolo con le parti sociali; tavolo che aveva visto vari incontri, vari approfondimenti, l’emergere di posizioni  diverse e forse, talmente  lontane, da non poter facilmente  convergere in un accordo ma che, nel rispetto delle buone e corrette relazioni sindacali, avrebbero dovuto avere un momento di sintesi definitiva finalizzata anche solamente a rendere esplicite le diverse posizioni.

Ne deriva che su un tema così importante per tutta la popolazione di Bologna, e in un momento difficile per gran parte di lavoratori e pensionati,  l’amministrazione comunale si è assunta la responsabilità di colmare il calo delle risorse derivanti dalla legge di stabilità e non solo, in maniera del tutto unilaterale, contravvenendo a una prassi consolidata di questo territorio che, pur nelle difficoltà, ha sempre visto nella contrattazione sociale e territoriale un momento importante di sintesi tra interessi  diversi nonché di esercizio della democrazia; pratica che ci ha sempre contraddistinto positivamente sull’intero territorio nazionale e che le OOSS intendono comunque continuare a perseguire.

Ancora una volta la manovra graverà sulle spalle dei “soliti noti”: aumento dell’Irpef, della tassa sui rifiuti, dell’Imu, e previsione dell’aumento della Tasi di un punto dal 2016, oltre che tagli alle risorse soprattutto sul settore sociosanitario, in un momento di crisi senza precedenti che vede già una drastica riduzione del reddito disponibile, unito ad un aumento esponenziale dei bisogni. Per questo, al momento non possiamo che esprimere la nostra netta contrarietà ad un’operazione che riteniamo sbagliata, tanto nel merito quanto nel metodo.

CGIL CISL UIL Bologna

Sonia Sovilla (Cgil)

Alberto Schincaglia (Cisl)

Luciano Roncarelli (Uil)


27 marzo 2015

Appalti, confronto con il Comune

Potrebbe finalmente partire  un  gruppo di lavoro (Comune, parti sociali, parti datoriali) sul tema degli appalti che ha l’ambizione di coinvolgere anche la città’ metropolitana, la Regione, la prefettura, gli organi preposti ai controlli.

Come è noto anche dalla capillare raccolta di firme che la CGIL sta facendo nei luoghi di lavoro finalizzata alla proposta di legge di iniziativa popolare sul tema, la CGIL considera una priorità la tutela dell’occupazione, l’applicazione dei ccnl di settore nonché il completo ripristino della legalità intorno a questi settori importanti e trainanti della nostra economia. Da tempo chiediamo un maggior impegno delle istituzioni anche a Bologna per produrre qualche avanzamento, partendo anche dalla revisione dell’accordo del 2005, che all’epoca fu sicuramente un passo in avanti a maggior tutela di un mondo nel quale lavorano persone di cui si occupavano in pochissimi, ma che ha, oggi, la necessità di essere rivisto alla luce di un contesto radicalmente cambiato.

Ci impegneremo per essere protagonisti di questo confronto, aspettavamo e chiedevamo da tempo un confronto con tutti i soggetti coinvolti e che comprenda l’intera filiera dei processi…Da un efficace diritto d’informazione alle OOSS sui processi gia’ in atto a un monitoraggio continuo che non esoneri nessuno dalla responsabilità della gestione successiva alla gara d’appalto. Anche a Bologna da anni registriamo problemi continui con questi lavoratori….Cito solo due casi dell’ultimo periodo: penso ai dipendenti dell’ostello della gioventù, dato in concessione ad un ente morale riconosciuto dal presidente della Repubblica dal 1948 (AIG) che non paga i dipendenti da 7 mesi, o al servizio di accompagnamento dei bambini disabili del Comune di Bologna che, per un cambio di gestione e una gara vinta da una azienda che non ha dipendenti ma lavora con “padroncini”, vede a rischio licenziamento oltre 30 persone in una attivita’ che è, come facilmente si può comprendere, delicatissima e a  stretto contatto con le persone  che più hanno bisogno di assistenza, continuita’ nel servizio e professionalita’.

I problemi sono tantissimi in questo mondo, anche perché spesso si sono scaricati su questi lavoratori tutti i problemi che non abbiamo voluto o potuto risolvere in altre sedi…E’ solo attraverso una azione sinergica, e che vada dalla stesura dei capitolati alla gestione di quei luoghi di lavoro, molto frammentati e con redditi bassissimi, che possiamo pensare di migliorare le condizioni dei lavoratori, e la qualità dei servizi, affermando la legalità come elemento imprescindibile.

Bologna, 27 marzo 2015

Sonia Sovilla
Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana Bologna


26 marzo 2015

Nuovo sciopero alla Guess di Crevalcore

Nuovo sciopero, con presidio davanti alla sede di Crevalcore (Bo), per lavoratrici e lavoratori Guess nella giornata di ieri, 25 marzo 2015. Sotto l’articolo sul Carlino Bologna del 26 marzo 2015.


24 marzo 2015

Gara del ferro, incontro in Regione

Nell’espletamento delle procedure di gara da parte della stazione appaltante Fer, mentre l’offerta tecnica presentata dall’ATI Trenitalia-Tper rispondeva ai requisiti previsti dal bando, l’offerta economica risultava essere di diversi milioni di euro superiore alla base di gara e pertanto la stazione appaltante non ha proceduto all’affidamento di detto servizio.

La Regione Emilia Romagna e la stazione appaltante Fer hanno quindi deciso di percorrere una soluzione che nell’ambito di quanto contemplato nel bando di gara permettesse l’affidamento del servizio ferroviario regionale in tempi rapidi, attraverso una procedura negoziale con le due  ATI/Società pre-qualificate, l’ATI Trenitalia e Tper (unica ad aver presentato offerta tecnica ed economica vincolante) da un lato e con il Gruppo Arriva-DB dall’altro (quest’ultimo non aveva avanzato offerte per la gestione del servizio ma si era pre-qualificato per concorrere alla gara dello stesso).

Le OO.SS. hanno chiesto un incontro con l’Assessore Raffaele Donini, preoccupate che il mancato affidamento e la procedura negoziale potessero comportare modifiche a quanto previsto dal bando in ordine all’affidamento del servizio in un unico lotto regionale, al previsto e ingente investimento in nuovo materiale rotabile decisivo per rilanciare il trasporto su ferro, aumentare la qualità e la sicurezza del servizio, al mantenimento della clausola sociale anzitempo sottoscritta.

Nell’incontro svoltosi venerdì 13 marzo 2015, l’Assessore Raffaele Donini ha riaffermato la volontà dell’Assessorato e della Giunta Regionale ad affidare in tempi brevi il servizio di trasporto ferroviario regionale attraverso una procedura negoziale, ovvero confermando gli obiettivi (circa 75 nuovi convogli) e i limiti qualitativi e quantitativi (153mln di Euro) previsti dal bando di gara. L’Assessore ha inoltre ribadito la validità del lotto unico regionale a garanzia di un servizio migliore a fronte di una indubbia economia di scala e l’intangibilità della clausola sociale a suo tempo sottoscritta nel gennaio 2014 con le OO.SS che rappresenta elemento indisponibile a negoziazioni.

Le OO.SS. e l’Assessore hanno poi convenuto di incontrarsi e confrontarsi per monitorare l’iter dell’affidamento del servizio ferroviario regionale ovvero di riconvocarsi a breve con il coinvolgimento delle imprese ferroviarie operanti in Emilia-Romagna per ottenere i giusti riscontri sul fronte della sicurezza ferroviaria.

L’Assessore ha infine confermato anche per il 2015 le risorse per il trasporto pubblico locale stanziate negli anni precedenti e ha proposto il rinnovo del patto per la mobilità.

Bologna, 24 marzo 2015


23 marzo 2015

Sciopero al Mercatone Uno di San Giorgio

Oggi, 23 marzo 2015, i lavoratori del punto vendita Mercatone Uno di San Giorgio di Piano (Bologna) sono scesi in sciopero. Son oltre due mesi che questa vertenza va avanti e all’oggi non si vedono spiragli positivi. Nessuna risposta ci è stata data e dal 21 marzo presso il nostro punto vendita, e in altri 34 sparsi per l’Italia, è partita una svendita totale. E’ chiaro il messaggio di quello che accadrà: alla fine della svendita chiuderemo.

Nonostante le rassicurazioni dei vertici di Mercatone Uno si son susseguite una serie di  fatti molto gravi che non fanno presagire esiti diversi: le scorte di magazzino sono state bloccate e inventariate; i prodotti maggiormente appetibili per la clientela sono stati trasferiti ad altri PV; i prodotti di Eoro (gioielli) sono stati  trasferiti al PV del Navile; presso il punto vendita è presente personale di sorveglianza extra-azienda; son stati bloccati tutti gli ordini.

Come Organizzazioni Sindacali abbiamo sempre chiesto che in questa delicata fase l’Azienda giocasse a carte scoperte traghettando l’intero perimetro aziendale oltre la fase di concordato. Così non è stato. Per interessi che ancora non ci sono noti una parte del management aziendale sta costruendo un nuovo Mercatone Uno, utilizzando il concordato e gli ammortizzatori sociali  per scaricare sulla collettività e sui lavoratori gli errori che continua a compiere. Il debito in meno di un anno è passato da circa 200 milioni a oltre 400 milioni di euro.

Il 13 marzo c’è stato l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, che ha chiesto garanzie e si è offerto di di accompagnare tutta la procedura, fornendo le regole e le procedure per garantire livelli occupazionali e l’integrità aziendale. Oggi con la svendita e la futura chiusura, l’azienda viene meno agli impegni presi. I lavoratori sono stati corretti e responsabili, Mercatone Uno no. Non abbiamo alcuna informazione concreta circa le offerte dei potenziali investitori, ma le azioni che l’azienda porta avanti sono più che concrete e conducono alla chiusura di 34 punti vendita e al licenziamento dei lavoratori.

Per questo abbiamo deciso di dire basta. Oggi siamo scesi in sciopero, organizzando un presidio che ha simbolicamente bloccato il Punto vendita e il magazzino della logistica, impedendo ai tir di caricare e scaricare la merce per tutto il centro/nord Italia. Siamo noi gli unici soggetti a cui interessa il futuro di questo gruppo.

Vogliamo garanzie, vogliamo risposte, siamo stanchi di aspettare.

Oggi è solo il primo passo, siamo pronti a mobilitarci nuovamente, a partire dal prossimo incontro al Ministero che si terrà il primo aprile.

P. la Filcams-CGIL
Stefano Biosa


20 marzo 2015

Camusso a Hera: “No alla cessione di quote”

I soci pubblici di Hera possono scendere sotto il 51% come prevede il nuovo patto di sindacato? La Cgil ribadisce il “no” oggi per bocca del suo segretario generale, Susanna Camusso. La numero uno del sindacato ne parla fuori dalla sede dell”utility a Bologna, in viale Berti Pichat, dove la Cgil ha annunciato per oggi pomeriggio una visita. Scandisce Camusso sul punto: “Abbiamo detto al presidente che rappresenta i sindaci del patto di sindacato che pensiamo sia sbagliato  scegliere di scendere sotto il 51% della presenza delle amministrazioni pubbliche dentro l”azienda. Lo pensiamo per tre ragioni”. La prima, continua il segretario generale Cgil, è che “Hera, come altre multiutility, è un grande veicolo di politica industriale innovativa che determina elementi anche rispetto alle caratteristiche di sviluppo del territorio”. In questo senso “è giusto che tutto ciò abbia una guida pubblica, che risponda anche alle scelte di pianificazione e di programmazione che si fanno”, evidenzia Camusso. La quale, come seconda ragione per il “no” ad un patto Hera meno pubblico, dice che “gli effetti di privatizzazione sull’insieme dei servizi pubblici, come dimostrano tante vicende del Paese, non hanno mai avuto un esito positivo”.
Infine, aggiunge Camusso, “non si può risolvere il tema dell’assenza delle risorse alle amministrazioni locali, in ragione del patto di stabilità e del modo in cui vengono fatte le leggi finanziarie, attraverso la riduzione della certezza pubblica – conclude la leader Cgil – nei servizi ai cittadini”.


20 marzo 2015

Con Libera in piazza per i diritti!

Sabato 21 marzo 2015 anche la Cgil sarà in piazza a Bologna in occasione della ventesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico. La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Leggi i dettagli della giornata sul sito di Libera!


19 marzo 2015

Sciopero al Cusb per annuncio licenziamenti

La direzione del Centro Universitario Sportivo di Bologna (CUSB), ha comunicato il licenziamento collettivo di 8 lavoratori conseguentemente alla decisione di procedere all’esternalizzazione dei servizi di manutenzione e pulizia degli impianti sportivi della “Record”.

Per sventare questa drammatica ed incomprensibile scelta, i lavoratori hanno già scioperato l’intera giornata del 09 marzo ed hanno indetto tre ulteriori  giornate di sciopero per i giorni 28 29 e 30 marzo se l’azienda non ritirerà i licenziamenti.

I Sindacati sollecitano un incontro urgente con l’Università ed un intervento delle istituzioni locali, a sostegno di una soluzione equilibrata che conservi i posti di lavoro ed acceleri la realizzazione degli interventi di ristrutturazione  degli impianti gestiti dal CUS, necessari per renderli pienamente fruibili al pubblico.

SCIOPERO DI TUTTO IL TURNO NELLE  GIORNATE di SABATO 28 – DOMENICA 29 – LUNEDI 30 MARZO

PER TUTTI I LAVORATORI DEGLI IMPIANTI CUS BOLOGNA CON MANIFESTAZIONI E PRESIDI

Bologna 18 marzo 2015
SLC CGIL Bologna


19 marzo 2015

Sciopero di due ore a Bologna Fiere

Le OO.SS. congiuntamente al Consiglio di azienda e alle Lavoratrici e ai Lavoratori di Bologna Fiere, riunitosi nella giornata del 17 marzo in assemblea generale, hanno proclamato lo stato di agitazione e indetto un pacchetto di 2 ore di sciopero per turno da utilizzare in coincidenza con la manifestazione Cosmoprof.

La protesta si concentrerà in due momenti distinti.

Il primo vedrà, già dalla giornata di domani 19 marzo e per tutta la durata delle manifestazioni fieristiche previste dal 19 al 23 marzo (Cosmopack e Cosmoprof), i Lavoratori e le Lavoratrici di Bologna Fiere effettuare lo “sciopero della divisa”. La protesta ha l’intento di rendere visibile ai visitatori del polo fieristico il proprio disagio per le mancate risposte del gruppo dirigente di Bologna Fiere che nel corso dei numerosi incontri sindacali dei mesi scorsi sull’organizzazione del lavoro e sulle tematiche relative alla tutela della salute e della sicurezza non ha fornito risposte soddisfacenti. Tale indisponibilità a trovare soluzioni condivise, sommata alla crescente pressione lavorativa nonché al clima di tensione volutamente instaurato, nelle ultime settimane ha travalicato il limite della comune sopportazione, come denunciano, in coro unanime, i presenti all’assemblea generale convocata con urgenza dal Consiglio dei delegati d’Azienda e dalle sigle sindacali di categoria FILCAMS – FISASCAT e USB.

Il secondo: la preoccupazione di fronte al futuro di Bologna Fiere e la richiesta di pronuncia sulle prospettive di rilancio del polo fieristico, a partire dai necessari e non più rinviabili interventi strutturali, da parte dei soci privati e delle istituzioni pubbliche. A sostegno di tale istanza è stato indetto un pacchetto di 2 ore di sciopero per turno da effettuarsi nella mattinata di venerdì 20 marzo in concomitanza alla manifestazione Cosmoprof.

Dopo anni di attesa ed innumerevoli incontri, ancora oggi nessuno decide nulla sul futuro di Bologna Fiere e dei 261 lavoratori che da anni prestano la loro attività presso il quartiere fieristico e che vedono il progressivo peggioramento delle proprie condizioni di lavoro.

BASTA! IL TEMPO E’ FINITO

SERVONO INVESTIMENTI e riqualificazione per ammodernare l’intero quartiere fieristico e su questo si chiede l’immediato intervento dei soci privati e delle istituzioni pubbliche se non si vuol lasciar morire il polo fieristico e il suo indotto.Ma serve anche un’assunzione di responsabilità, ribadiscono i sindacati, da parte del gruppo dirigente che sembra aver ridotto le politiche di sviluppo ad un continuodeterioramento delle condizioni di lavoro.

Filcams-Cgil Bologna
Luca Taddia

Fisascat-Cisl Bologna
Sara Ciurlia

Usb Lavoro privato
Valentina Delussu


19 marzo 2015

Coop costruzioni: nota Fillea e Cgil Bologna

Abbiamo letto con attenzione l’intervista del professor Filippo Taddei comparsa sul Corriere di Bologna di oggi, nella quale il docente sostiene che il Job’s Act del governo Renzi sarà decisivo per risolvere la crisi di Coop Costruzioni a Bologna.

Noi pensiamo che il professor Taddei negli ultimi sette anni abbia frequentato molto l’università, ma non sicuramente le fabbriche. Vorremmo ricordare che negli ultimi sette anni le Organizzazioni sindacali hanno affrontato l’emergenza della crisi mettendo in campo tutte le azioni possibili per salvare aziende e lavoratori. Con gli accordi sulla cassa integrazione abbiamo evitato ulteriori licenziamenti, e abbiamo salvato aziende. Il caso La Perla è emblematico, da questo punto di vista: senza i nostri accordi con la vituperata cassa integrazione, questa eccellenza del nostro territorio non esisterebbe più. Ovviamente questo caso non è l’unico: nel solo 2014, le Organizzazioni sindacali Bolognesi hanno fatto accordi che hanno coinvolto 27684 lavoratrici e lavoratori (di aziende piccole, medie e grandi).

In questi anni di crisi, le Organizzazioni sindacali si sono preoccupate di salvare in primo luogo le aziende, e tutelare – per quanto possibile – i lavoratori. Abbiamo fatto anche accordi innovativi, che cercavano, non di raccontare le favole ai lavoratori, ma di offrire strumenti di sostegno al reddito (i lavoratori hanno il difetto di mangiare tutti i giorni), e anche possibili percorsi che permettessero di ricollocarsi. Ovviamente questi percorsi di ricollocazione sono stati poco efficaci non in sé, ma perché con la crisi nessuno assumeva. Il problema oggi a Bologna non sono le favole raccontate dai sindacalisti, ma il sostanziale gap fra offerta di lavoro e chi un lavoro lo cerca. Per affrontare questo tema non si tratta di intervenire nel mercato del lavoro, con strumenti più o meno adeguati, ma è necessario mettere in campo politiche di sviluppo che facciano crescere oltre che l’esportazione anche il mercato interno. Come giustamente diceva un noto imprenditore bolognese: “Io assumo se ho un lavoro, non certo perché c’è il Job’s Act”. E perché ci sia lavoro, è necessario vendere di più, orientare gli investimenti verso l’innovazione per aumentare i fatturati, e quindi mettere in campo una politica economica adeguata. Cosa che non mi pare il governo stia facendo.

Sul tema specifico del Job’s Act, inoltre, il testo approvato in Parlamento rende più difficile tutelare i lavoratori dalle crisi. Nell’intervista, alla domanda sul futuro dei dipendenti di Coop Costruzioni Taddei risponde che potranno comunque essere tutelati da cassa in deroga e cassa straordinaria. Peccato che nelle linee guida del Job’s Act (il decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali deve ancora uscire) questi strumenti saranno a regime o aboliti, oppure negati in parecchi casi. Ad esempio: negli anni scorsi, abbiamo utilizzato la cassa nelle aziende fallite o che chiudevano per mettere in campo percorsi di acquisto da parte di nuovi imprenditori. E in parecchi casi siamo riusciti a salvare in primo luogo l’azienda, oltre che tutelare le professionalità che ci lavoravano. Per le caratteristiche del nostro territorio, con una forte cultura industriale e professionalità di eccellenza, il mantenimento delle stesse è condizione indispensabile per attirare nuovi investimenti. Alcuni esempi: sia all’Ortopedia Rizzoli che alla Franco Morini Motori, nonostante il fallimento con la cassa è stato possibile usare l’esercizio provvisorio e tentare di vendere a un nuovo imprenditore per rilanciare il marchio e salvare i posti. Tutto questo rischia di non essere più possibile: con il Job’s Act, com’è noto, questi strumenti rischiano di non poter essere più utilizzati. Proiettando questa situazione al passato, marchi importanti per il nostro territorio con l’applicazione a regime del Job’s Act non esisterebbero più da tempo.

Il tema posto dal professore sulla riconversione professionale richiede un sistema di politiche attive che il governo ha totalmente congelato, in attesa che si costituisca L’agenzia nazionale che, ancora oggi, non si capisce bene come funzioni e come possa avere risorse utili per riqualificare lavoratori che hanno perso il lavoro e che si trovano oltre i 50 anni di età. Ci pare che il professore, su questo punto banalizzi e faccia demagogia, di fatto non esiste oggi, nei decreti del Job’s Act una soluzione concreta in questo ambito e i centri per l’impiego rischiano di essere annichiliti con gravi ricadute sui percorsi di ricollocazione dei lavoratori e dei disoccupati.

Apprendiamo infine dall’intervista che la Naspi “vale anche per chi viene licenziato al termine di un periodo in cui ha goduto degli ammortizzatori sociali, perché il termine dei 30 giorni di lavoro effettivo va contato andando indietro a prima della cassa”. Peccato che, nel decreto attuativo riferito alla Naspi questa cosa non ci sia scritta, naturalmente siamo fiduciosi che l’estensore del Job’s Act e il governo Renzi specificheranno in una prossima direttiva all’Inps questa importante informazione.

Rassicuriamo il professor Taddei che la Cgil è pronta a confrontarsi anche con strumenti innovativi, che hanno lo scopo di salvare e rilanciare l’occupazione. Su questo, abbiamo sette anni di pratiche, e parecchie proposte purtroppo inascoltate dai precedenti governi e dall’attuale esecutivo Renzi. Noi continueremo la nostra battaglia fatta soprattutto di proposte concrete, argineremo i danni provocati dal Job’s Act, e vorremmo un confronto di merito anche a livello locale e non mera propaganda.

Bologna, 19-03-2015

Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil CdlM Bologna

Giacomo Stagni
Segreteria Cgil CdlM Bologna

Maurizio Maurizzi
Segretario generale Fillea-Cgil Bologna


19 marzo 2015

Nuovo calcolo Isee, le richieste dei sindacati

Dal 1 gennaio 2015 sono cambiate le norme per calcolare l’ISEE Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Anche se la normativa prevede che gli Enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate (Comuni, Distretti Socio Sanitari, Università, ecc…) siano in condizione di calcolare l’ISEE per gli utenti dei propri servizi, nella realtà sono pochissimi gli Enti in grado di provvedere.

Da qui la necessità da parte di moltissimi cittadini di ricorrere ai CAAF per l’assistenza alla compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e del conseguente calcolo dell’ISEE.

Ciò sta provocando un notevole disagio in capo all’utenza, in quanto si stanno determinando lunghi tempi di attesa presso i Caaf, anche in considerazione della maggiore complessità nella compilazione della nuova Isee, ma soprattutto in conseguenza alla richiesta da parte degli Enti di rinnovare da subito tutte le Isee per i diversi servizi, peraltro in concomitanza con l’avvio della campagna per la dichiarazione dei redditi.

CGIL CISL UIL ritengono che il nuovo calcolo sia più equo per fotografare la situazione economica, nonostante qualche criticità che i sindacati chiedono di superare, ma tutt’altro che semplice!

Le Organizzazioni Sindacali  attraverso la contrattazione sociale territoriale, chiedono che
le nuove normative non rappresentino un motivo di esclusione dalle prestazioni e ci sia un congruo periodo transitorio;
– venga dato al cittadino il tempo sufficiente per presentare il nuovo ISEE;
– vengano riviste, alla luce delle modifiche, le soglie di esenzione e la compartecipazione degli utenti ai costi dei diversi servizi;
– gli Enti erogatori di prestazioni sociali si mettano in condizione di provvedere al calcolo;
– l’introduzione del nuovo Isee avvenga per i Comuni a parità di gettito.

Le organizzazioni sindacali, tramite i propri Caaf, stanno facendo il possibile per ridurre i disagi a tutti gli utenti, sobbarcandosi un notevole sforzo sia economico che organizzativo, peraltro non adeguatamente riconosciuto dall’INPS, ma assegnando, nella situazione attuale, priorità alle proprie iscritte ed ai propri iscritti.

CGIL CISL UIL BOLOGNA
CAAF-CGIL  CAF-CISL CAF-UIL BOLOGNA
19 marzo 2015


18 marzo 2015

Appalti, il 19 giornata di raccolta firme

Sulla nostra pagina Facebook e su Twitter @CgilBologna le foto dei banchetti! Seguici e mandaci foto!

Banchetti di raccolta firme in programma a marzo a Bologna e provincia:

Giovedì 5 marzo, mercato di Castelmaggiore (Bo), dalle 9 alle 12

– Sabato 7 marzo a Porretta (inizio via Mazzini davanti al bar Roma)

– Lunedì 16 e 23 a Vergato (ponte del vergatello, vicino alla cabina elettrica)

– Giovedì 19 marzo a Marzabotto (via lidice inizio mercato)

– Mercoledì 25 marzo a Castiglione (davanti al Comune)

Crevalcore

17 marzo  presso Auditorium Primo Maggio, nell’ambito iniziativa Cgil Cisl Uil con Libera

S.Giovanni in Persiceto

23 marzo presso mercato banchetto e raccolta firme

Sant’Agata Bolognese

– Banchetto il 19 marzo dalle 9.30 alle 12.00 nella piazza in occasione del mercato

San Lazzaro

– Raccolta firme tutti i giorni nell’orario di apertura degli uffici Cgil (raccolta c/o ufficio spi, c/o ufficio responsabile; c/o portineria e c/o servizi)
– Davanti a Coop&coop  il giorno 19 marzo dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18

Ozzano

– Durante gli orari di apertura presso la cdl in via Garibaldi
– Banchetto al mercato del martedì ( gg 17-24-31 marzo-7 aprile)

Monterenzio

– Nella sede cgil durante gli orari di apertura
– Il 19 marzo davanti al panificio Lelli dalle ore 9,30 alle 11,30

Pianoro/Rastignano

– Raccolta nei giorni di apertura delle sedi in previsione banchetti

Loiano/Monghidoro

– Raccolta nelle sedi Cgil e nei mercati di loiano la domenica e di monghidoro il giovedì

Distretto di Budrio

20-21 marzo   e 28/29 marzo  nel corso della Festa “La Meglio Gioventù” che si terrà a Villa Fontana di Medicina presso l’Azienda Agricola S.Marco – organizzata dalle Leghe SPI di Baricella-Budrio-Castenaso-Granarolo- Malalbergo-Medicina-Minerbio – Molinella

Distretto di Casalecchio di Reno

MERCOLEDI 18 FEBBRAIO banchetto mercato TOTI Casalecchio di Reno (CdLI  e SPI)

MERCOLEDI 25 FEBBRAIO volantinaggio mercato TOTI Casaelcchio di Reno (CdLI)

MARTEDI 10 MARZO assemblea IKEA e Casalecchio (FILCAMS-CdLM-CdLI)

GIOVEDI 19 MARZO nell’ambito della giornata nazionale di raccolta firma,”GLI UOMINI SON TUTTI UGUALI!”, banchetto/presidio di fronte la mensa BAR VALSERVICE srl (via cassola 25,Valsamoggia) organizzano FIOM e CdLI

MARTEDI 24 MARZO banchetto  in COOP ADRIATICA a Casalecchio dalle 9 alle 12 (FP e CdLI)

MERCOLEDI 25 MARZO banchetto mercato TOTI Casalecchio di Reno (CdLI e FLAI)

GIOVEDI 26 MARZO banchetto mercato Monte San Pietro (CdLI e SPI)

VENERDI 27 MARZO banchetto mercato Ponte Ronca dalle 9 alle 12 (CdLI e SPI)

VENERDI 3 APRILE banchetto  in COOP ADRIATICA a Casalecchio dalle 9 alle 12 ( FILCTEM e CdLI)

SABATO 4 APRILE banchetto mercato di Bazzano in Valsamoggia dalle 9 alle 12( SPI, INCA, CdLI)

MERCOLEDI 8 APRILE  banchetto mercato TOTI Casalecchio di Reno (CdLI  eSPI)

LUNEDI 13 APRILE banchetto mercato di Zola Predosa dalle 9 alle 12 (SPI e CdLI)

Luoghi di lavoro

CENTRO BORGO- BOLOGNA 06/03/15 10.00.00 18.00.00
CENTRO BORGO- BOLOGNA 07/03/15 10.00.00 18.00.00

CENTRO NOVA-VILLANOVA 13/03/15 10.00.00 18.00.00
CENTRO NOVA-VILLANOVA 14/03/15 10.00.00 18.00.00

CENTRO PORTA MARCONI -SAN GIOVANNI  13/03/15 10.00.00 15.00.00
CENTRO PORTA MARCONI -SAN GIOVANNI  14/03/15 10.00.00 15.00.00

CENTRO LAME-BOLOGNA 20/03/15 10.00.00 18.00.00
CENTRO LAME-BOLOGNA 21/03/15 10.00.00 18.00.00

PARCO MERAVILLE-BOLOGNA 27/03/15 10.00.00 18.00.00
PARCO MERAVILLE-BOLOGNA 28/03/15 10.00.00 18.00.00

Aziende metalmeccaniche: Ducati il giorno 19/03, GSG  Budrio  23/3, COMEX Budrio  24/03, Automobili Lamborghini 30 e 31/03.

Il 19 marzo la Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna organizzerà un presidio in aeroporto per la raccolta firme, dalle ore 10 alle 15. Nella stessa data, si svolgerà un presidio con raccolta firme all’Interporto di Bologna (comune di Bentivoglio) di fronte alla mensa dalle ore 12,00 alle ore 14,00.

La Filcams-Cgil apre le porte a tutti i suoi lavoratori allestendo un banchetto permanente presso la sede di Via Marconi 67/2 a Bologna; il banchetto vedrà un presidio costante dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore  14.00 alle 17.00. Il 19 marzo 2015 banchetto pubblico presso ospedale Bellaria dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Nella stessa data la Flai-Cgil Bologna farà assemblee e banchetti nelle aziende Granarolo, Alcisa, Felsineo, Coind, Emilpack, Cannamela. Il 20 banchetti a Gastronomia italiana.

Nella giornata del 19 marzo, tra le iniziative a sostegno della legalità, la Fisac-Cgil promuoverà la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare sull’appalto. E’ stato individuato in Linear, Unisalute, Unipol Sai e Unicredit un bacino importante per la raccolta di firme. Nella stessa data, a sostegno dell’iniziativa sarà organizzata un’assemblea con un esponente di Libera presso il grattacielo di Via Larga.

A BOLOGNA VIENI A FIRMARE anche IN CAMERA DEL LAVORO o ALL’URP DEL COMUNE IN PIAZZA MAGGIORE!!!!!!

In occasione della XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, fino a sabato 21 marzo si firma anche nello stand Cgil in piazza XX settembre a Bologna.

Nel sistema degli appalti si scarica l’abbattimento dei costi di fornitura e la realizzazione di beni e servizi troppo spesso a danno della qualità delle opere e dei diritti dei lavoratori.

In un sistema dove le lavoratrici e i lavoratori sono esposti ad una vita di precariato, senza carriere contributive dignitose, con basse retribuzioni e senza valorizzazione professionale, dove spesso non vengono rispettati i contratti nazionali di lavoro, trovano terreno fertile l’illegalità, la corruzione, il caporalato.

Con questo appuntamento, la Cgil Emilia-Romagna intende rilanciare la legge regionale n.3 del 2014 sugli appalti e facchinaggio e la raccolta firme a sostegno delle legge di iniziativa popolare con la quale si intende rafforzare la responsabilità in solido del committente, contrastare l’illegalità, l’evasione, le infiltrazioni malavitose e il massimo ribasso nei contratti di appalto, sancendo regole che consentano nei cambi appalto la tutela occupazionale e l’applicazione contrattuale, oltre all’introduzione delle liste di merito.

La nostra regione, come il resto del paese, ha palesato gli effetti di un sistema fuori controllo con l’inchiesta “Aemilia” e le catastrofiche conseguenze degli eventi climatici causate da un abbandono del presidio del territorio e della frammentazione dei cicli di produzione e servizio, attraverso gli appalti e i subappalti.

“GLI APPALTI SONO IL NOSTRO LAVORO, I DIRITTI NON SONO IN APPALTO”!

La pagina del sito della Cgil nazionale dedicata alla giornata del 19 marzo 2015


17 marzo 2015

Sciopero e presidio Mandarina Duck

In data odierna E-Land, gruppo coreano che ha acquisito Mandarina Duck, e Organizzazioni sindacali si sono riuniti al tavolo istituzionale anticrisi della Città metropolitana di Bologna, dopo che nei giorni scorsi l’azienda aveva aperto la procedura di mobilità annunciando la chiusura della sede di Bologna per la fine di aprile, e il trasferimento di parte dei 39 dipendenti a Milano.

In concomitanza con l’incontro, lavoratrici e lavoratori hanno scioperato per 8 ore facendo un presidio davanti alla sede della Città metropolitana in via Zamboni a Bologna. Al tavolo, l’azienda ha confermato la volontà di chiudere il sito di Cadriano (Bo) trasferendo 19 delle 39 persone nel capoluogo lombardo, e mettendo i restanti 20 dipendenti in mobilità. L’azienda ha motivato la propria decisione affermando di dover abbattere ulteriormente i costi di gestione, ma così facendo ha disdettato un accordo siglato nel 2013 con le Organizzazioni sindacali e le istituzioni in cui ci si impegnava a mantenere il sito bolognese. Il parere delle Organizzazioni sindacali è che la scelta aziendale potrebbe portare a un’ulteriore perdita di professionalità, che condannerebbe l’azienda a un ulteriore declino e alla mancanza di prospettiva.

Pensiamo, invece, che ci siano tutte le condizioni per discutere del mantenimento della sede a Bologna, anche in considerazione del fatto che, a fronte del trasferimento a Milano dei dipendenti, l’azienda non ha presentato alcun piano di rilancio.

Per noi, ragionare solo in termini di tagli significherebbe la scomparsa di un marchio importante del nostro territorio, e quindi non solo una considerevole perdita economico produttiva ma anche la perdita di un importante patrimonio di “know how” e di competenze dei lavoratori, che hanno reso grande il marchio negli anni.

Le parti si sono riaggiornate al 2 aprile. Lavoratori e Organizzazioni sindacali si riservano di indire, da qui a quella data, altre iniziative di lotta e di sensibilizzazione della cittadinanza, per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.

Filctem-Cgil Bologna
Ignazio Reina

Segreteria Cgil Camera del lavoro Metropolitana di Bologna
Giacomo Stagni

Bologna, 17 marzo 2015


17 marzo 2015

Legalità e lavoro a Crevalcore

Fra le numerose iniziative realizzate all’interno de “I cento passi verso la XX Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa da Libera e Avviso Pubblico il 21 marzo 2015 a Bologna, si terrà martedì 17 marzo a Crevalcore (Bo) una giornata di discussione promossa da Cgil Cisl Uil dell’Emilia-Romagna e Libera sul tema “Legalità e lavoro. L’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, la negazione dei diritti e lo sfruttamento del lavoro”.

Sarà l’occasione per presentare le proposte e le azioni che le organizzazioni sindacali ritengono necessario intraprendere a livello nazionale e regionale affinché, come ribadito da Cgil Cisl e Uil ER in occasione dell’Audizione della Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, lo scorso 17 febbraio in Prefettura a Modena, il “Patto per il Lavoro” indicato dalla Regione Emilia-Romagna diventi un vero e proprio  “Patto per la legalità”, per determinare una condizione di piena legalità economica in questa regione, nella consapevolezza che ciò rappresenta anche il presupposto fondamentale per affermare uno sviluppo socialmente sostenibile e il pieno riconoscimento dei diritti nel lavoro.

Anche il luogo scelto per l’evento presenta una forte valenza simbolica. L’iniziativa si  svolgerà all’Auditorium Primo Maggio di Crevalcore (via Caduti di via Fani, 300) realizzato con i contributi versati da lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati di Bologna attraverso la sottoscrizione promossa da Cgil, Cisl, Uil Emilia-Romagna per la ricostruzione dopo il sisma del 2012.

L’iniziativa (dalle 14 alle 18) prevede in apertura il saluto di Claudio Broglia, Sindaco di Crevalcore e l’introduzione ai lavori di Giuliano Zignani, Segretario generale Uil Emilia-Romagna. A seguire le testimonianze di delegati e delegate di diversi luoghi di lavoro e la videoinchiesta prodotta da Cortocircuito web.tv.

Alle 16 la tavola rotonda, coordinata da Giorgio Graziani Segretario generale Cisl Emilia-Romagna, con la partecipazione di Don Luigi Ciotti Presidente nazionale Libera, Stefano Bonaccini Presidente Regione, Enzo Ciconte docente di storia delle mafie italiane Università Pavia e Roma, l’onorevole Rosy Bindi Presidente Commissione Parlamentare Antimafia e Vincenzo Colla Segretario generale Cgil Emilia Romagna.

Al termine dell’iniziativa sarà possibile gustare alcuni prodotti provenienti dal lavoro svolto nelle cooperative del consorzio Libera Terra.

Bologna, 12 marzo 2015
CGIL – CISL – UIL Emilia Romagna


16 marzo 2015

Coop costruzioni: accordo a discutere

E’ stato firmato un accordo fra le parti. Istituzioni, azienda e Organizzazioni sindacali convengono sulla necessità di salvaguardare l’occupazione. Si concorda di avviare, a questo proposito, un percorso di verifica per l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi compresa la cassa integrazione in deroga.

Coop costruzioni ha informato che, a suo parere, il piano aziendale di riorganizzazione non è compatibile con lo strumento del contratto di solidarietà. Affermazione rigettata dalle organizzazioni sindacali. Entrambe le posizioni sono state messe a verbale.

Le istituzioni e le parti si sono riaggiornate al 24 marzo 2015, alle ore 15 nella sede della Città metropolitana di via Zamboni (ex sede della Provincia di Bologna) per l’analisi dei risultati raggiunti a seguito della verifica del percorso. Fino a quella data, le parti concordano sulla necessità di non dare atto ad alcuna iniziativa unilaterale. “Questo risultato è un passo in avanti – commenta Maurizio Maurizzi, segretario della Fillea-Cgil di Bologna – perché abbiamo ottenuto la disponibilità di Coop Costruzioni a ragionare sugli ammortizzatori sociali conservativi, così da garantire un reddito a lavoratrici e lavoratori. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla lotta di lavoratrici e lavoratori, che oggi hanno scioperato, e alla disponibilità delle istituzioni”.

Maurizio Maurizzi
Segretario generale Fillea-Cgil Bologna

Altre foto del presidio davanti alla Città metropolitana sulla nostra pagina Facebook


16 marzo 2015

Coop costruzioni, lettera dei lavoratori

Alle cittadine ed ai cittadini di Bologna

Alcuni giorni fa la nostra “COOP COSTRUZIONI” ha dichiarato di voler procedere al licenziamento di 200 lavoratori. E’ stato un fulmine a ciel sereno: improvvisamente si è materializzata per noi lavoratrici e lavoratori la fine di un tratto della nostra vita, in cui avevamo la certezza di avere un lavoro,  quindi un salario, per poter garantire una vita dignitosa a noi e alle nostre famiglie.

Nonostante siano ancora a disposizione  ammortizzatori sociali conservativi come i contratti di solidarietà in grado di ridurre il danno nei nostri confronti, la Direzione Aziendale si è dichiarata totalmente non disponibile. Questo atteggiamento è per noi inspiegabile, ma al tempo stesso inaccettabile.

La maggior parte di noi vive nel contesto di famiglie con un solo reddito. Capirete bene cosa vuol dire questo; un solo reddito familiare ed oggi, per giunta, non più sicuro. Con la probabilità di perdere il lavoro si apre per tutti quanti un periodo di profonda incertezza e, in alcuni casi, perfino di disperazione. E’ difficile immaginare le ricadute che questa situazione, nella sua drammaticità, potrà avere per le nostre famiglie e per i nostri figli.

Il solo pensiero di non sapere come fare ad arrivare alla fine del mese, oppure di non sapere cosa dare da mangiare ai nostri figli, oppure non essere certi di poter mantenere i loro studi ci angoscia profondamente.
In  questo paese si continua ad affrontare il tema del lavoro soltanto dal versante del taglio dei diritti senza dare un futuro occupazionale a migliaia di famiglie. Al contrario servirebbero politiche che estendano diritti e creino occupazione.

E’ sotto gli occhi di tutti che il lavoro ci potrebbe essere, basti pensare ai disastri idrogeologici avvenuti nei mesi scorsi per rendersi conto che siamo un Paese estremamente fragile e che avrebbe bisogno di un piano straordinario di manutenzione. Si pensi  a tutte le aree industriali dismesse che avrebbero bisogno di una riqualificazione, a tutto il tema dei nuovi bisogni energetici per capire quanto lavoro ci potrebbe essere per  i lavoratori edili.

Ci sarebbe bisogno di abbandonare l’idea che per creare occupazione bisogna LICENZIARE.  Torniamo a dare al mondo del lavoro, che è quello sano, quello che paga le tasse, quello che fa andare avanti questo paese il giusto valore e la dignità che merita.
Siamo consapevoli che forse daremo qualche disagio ai cittadini di BOLOGNA, la responsabilità però non è la nostra ma di chi ha deciso di buttarci via come un oggetto che non serve più. LOTTIAMO per la cosa più importante che abbiamo: il nostro lavoro! Ci hanno costretti a difendere la possibilità di avere un futuro dignitoso per noi e per i nostri figli.
E’ per questo che ringraziamo tutta la cittadinanza per la solidarietà che ci sta arrivando da più parti; chiediamo alle istituzioni oltre alla solidarietà già espressa, impegni veri affinché non si perdano i nostri posto di lavoro.

Siamo convinti che difendere il nostro lavoro significa anche difendere l’idea che da questa crisi una città come Bologna ne possa uscire solo se non tradisce i propri valori e la propria storia, l’idea cioè che le difficoltà le affrontiamo tutti insieme senza lasciare nessuno da solo. E’ per questo che oggi ben ci rappresenterebbe quel cartello che ci avete visto posizionare migliaia di volte:

Mentre scioperiamo, STIAMO LAVORANDO ANCHE PER VOI!

Bologna 16 Marzo 2015
LAVORATRICI E LAVORATORI COOP COSTRUZIONI


12 marzo 2015

Cambio d’appalto per l’help desk al Maggiore

Le lavoratrici e i lavoratori che effettuano in appalto il servizio di help desk informatico e gestione tecnica per le AUSL, le Aziende Ospedaliere Universitarie e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna sono in queste ore soggetti a cambio di appalto.

Per quanto riguarda l’Ospedale Maggiore di Bologna la società subentrante – SEDOC DIGITAL GROUP –  ha inviato ai 7 dipendenti le nuove proposte di assunzione che prevedono non solo l’applicazione del CCNL Multiservizi in sostituzione del CCNL Commercio, provocando in tal modo una significativa contrazione salariale e contributiva, ma soprattutto non garantiscono il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

L’evidente intenzione di SEDOC è quella di produrre una totale precarizzazione della forza lavoro poiché si propone ai tempi indeterminati l’assunzione con contratto a termine a causale di 6 mesi, e ai tempi determinati una finta stabilizzazione attraverso il contratto a tutele crescenti come previsto dal JOBS ACT godendo pertanto anche dei contributi economici della Legge di Stabilità.

“E’ inaccettabile che in una azienda pubblica del nostro territorio – dichiara Anna Maria Russo della Filcams CGIL di Bologna – si sottoscrivano capitolati che non regolano e non tutelano in alcun modo il passaggio dei lavoratori, i livelli occupazionali e i trattamenti salariali”.

“Chiediamo pertanto – prosegue Russo – un intervento immediato dell’azienda committente e l’apertura di un confronto anche per i dipendenti dell’Ospedale Maggiore come avvenuto per esempio per l’Ospedale Sant’Orsola. In caso contrario non escludiamo di proclamare lo stato di agitazione”.

Per Filcams CGIL Bologna
Anna Maria Russo


12 marzo 2015

Lunedì 16 sciopero a Coop costruzioni

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Coop Costruzioni, riunitasi in data 12 marzo 2015 per discutere il piano di ristrutturazione aziendale presentato dall’azienda alle Organizzazioni sindacali e alle Rsu aziendali che prevede 200 esuberi, ritiene inaccettabile la posizione di Coop Costruzioni di non voler discutere di ammortizzatori sociali conservativi (contratti di solidarietà).

A sostegno della vertenza, l’assemblea ha proclamato un pacchetto di 40 ore di sciopero, la cui gestione è in capo alle organizzazioni sindacali e alle Rsu aziendali.Le prime 8 ore di sciopero verranno effettuate nella giornata di lunedì 16 marzo 2015, giorno in cui è previsto un incontro al tavolo di crisi presso la Città metropolitana di Bologna.

I lavoratori, a partire dalle ore 11 di lunedì 16 marzo 2015, faranno un presidio davanti alla sede della città metropolitana in via Zamboni 13 a Bologna.

Fillea-Cgil Bologna Maurizio Maurizzi

Filca-Cisl Bologna Cristina Raghitta

Feneal-Uil Riccardo Galasso

“E’ soltanto l’inizio di un percorso – il commento di Maurizzi, segretario generale Fillea-Cgil Bologna – per far cambiare idea a Coop Costruzioni e portarla a ragionare di ammortizzatori sociali conservativi per garantire un reddito ai lavoratori”

Sul nostro canale YouTube videointervista al segretario Cgil di Bologna Maurizio Lunghi, all’uscita dell’incontro in Comune: https://youtu.be/8wFx-xmUDJw

Il servizio sul sito di Radio Fujiko

Il servizio su Radio Città del Capo

Su Facebook il servizio di E’Tv


11 marzo 2015

Sciopero alla Guess di Crevalcore

A seguito dell’annuncio da parte della azienda Focus Europe della chiusura del sito di Crevalcore, si è tenuta ieri 10 marzo 2015 l’assemblea dei lavoratori, che hanno espresso il proprio sdegno, per il mancato rispetto degli impegni presi sul tavolo istituzionale da parte della Proprietà.

Tali impegni prevedevano la salvaguardia di un sito con funzioni definite di: ricerca e sviluppo stilistico, gestione avanzamento prototipia e produzione e  controllo qualità dei prodotti.

Da qui si deve ripartire per affrontare i problemi, non scaricando quanto successo sui dipendenti, che non sono certo responsabili degli errori di gestione commessi.

Su questa base i lavoratori, con la Filctem-Cgil, hanno richiesto l’immediata riconvocazione del tavolo di crisi, della città metropolitana, con tutte le istituzioni locali a partire dal sindaco di Crevalcore.

L’assemblea all’unanimità ha deciso un pacchetto di 32 ore di sciopero, ad iniziare dal presidio degli ingressi nella giornata di oggi; e di promuovere altre iniziative sindacali, a partire dall’organizzazione di un giorno di protesta presso lo stabilimento di Firenze, ove risiede la sede principale.

Per la Filctem-Cgil
Nunzio Di Ruocco


11 marzo 2015

“Contrattare al femminile” in Cgil

In occasione dell’8 marzo 2015, giornata internazionale della donna:

INVITO all’iniziativa “Contrattare al femminile, assumere le differenze”

MERCOLEDI’ 11 MARZO 2015
dalle 14,30 alle 17,30
presso la Camera del Lavoro di Bologna
Sala Verde – via Marconi 67/2

presenta e coordina: Magda Babini, Segreteria CdLM Bologna

ore 14,30 Anticipazione del documentario in corso di lavorazione “Paura non abbiamo” di Andrea Bacci

Introduzione a cura di Eloisa Betti, Assegnista di ricerca – Università di Bologna

Verranno proiettati il trailer e spezzoni del documentario. Sarà presente il regista

– Maternità: rientro al lavoro, difficoltà e discriminazioni a cura di Magda Babini, Segreteria CdLM Bologna

– Il divario retributivo di genere, differenze e azioni a cura di Anna Salfi, Segreteria Cgil Emilia-Romagna

– Molestie sessuali e codice etico nei luoghi di lavoro a cura di Milena Schiavina, Sportello Donna Cgil Bologna

– Esperienze e contributi dai luoghi di lavoro ore 17,00

– Intervento conclusivo di Marinella Meschieri, Segreteria Naz.le FILLEA Gruppo Donne Cgil Bologna

Nel corso dell’iniziativa è intervenuta anche Caterina, fra le ex lavoratrici di Alcott licenziate per “aver danneggiato l’immagine dell’azienda” dopo aver scioperato a fine dicembre per protestare contro i falsi contratti di apprendistato, gli stipendi in ritardo e le condizioni di lavoro in genere nel punto vendita dell’importante marchio di abbigliamento.

“Alcune di noi hanno trovato un nuovo impiego” racconta la lavoratrice, che ha assistito all’anteprima in Cgil del documentario “Paura non abbiamo” sull’arresto di un gruppo di attiviste nel 1955 per aver venduto le mimose in occasione dell’8 marzo. “Altre – prosegue – nel corso dei colloqui sono state “riconosciute” come scioperanti”, e quindi penalizzate nella selezione. “Ma noi non ci siamo date per vinte. E dopo lo sciopero, appoggiate dall’ufficio legale della Cgil abbiamo impugnato il licenziamento”.

A distanza di anni, in un contesto che dovrebbe essere del tutto differente, si ripropongono situazioni simili che preoccupano fortemente il sindacato, e che impongono ancora il coraggio di opporsi alle ingiustizie nei luoghi di lavoro.

Bologna, 11 marzo 2015


10 marzo 2015

I lavoratori Seribo approvano l’accordo

I lavoratori di Seribo, a larghissima maggioranza, dicono sì all’accordo con il Comune di Bologna, che si appresta a privatizzare la gestione del servizio mensa nelle scuole cittadine. Resta la contrarietà dei sindacati, espressa in premessa al documento, rispetto all’operazione messa in piedi da Palazzo D’Accursio dopo mesi di polemiche sul costo dei pasti e sulla destinazione degli utili della società partecipata.

“Nelle condizioni date – osserva Alessio Festi della segreteria Cgil di Bologna – l’intesa contiene punti importanti a garanzia dei lavoratori, che passeranno tutti a chi si aggiudicherà l’appalto, con il mantenimento dei diritti acquisiti”. Di fatto, recita l’accordo, chi erediterà il servizio mensa non potrà cambiare niente di Seribo.


9 marzo 2015

“Ossa”, spettacolo su Rizzotto in Cgil

In occasione della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie del 21 marzo, l’Auser, la CGIL e lo SPI, vi invitano a partecipare – martedì 10 marzo 2015 alle 18.30 nella sede della Camera del lavoro di Bologna – allo spettacolo teatrale che ricorda l’uccisione da parte della mafia del sindacalista Placido Rizzotto.

Il 9 marzo 2012 a Palermo, a distanza di 64 anni la polizia Scientifica di Palermo ha risolto uno dei misteri più inquietanti legati alla mafia di Corleone: la scomparsa del sindacalista Placido Rizzotto.

Gli esami effettuati sui resti di uno scheletro recuperato tre anni fa a Rocca Busambra, frazione nelle campagne limitrofe al paese in provincia di Palermo, hanno accertato infatti che quelle ossa appartenevano proprio al sindacalista ucciso per la sua avversione alla mafia.

Ad assistere casualmente all’omicidio fu un giovane pastore, Giuseppe Letizia, anche lui eliminato poco dopo.

Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, racconta due storie di ossa. La prima è la favola dell’osso che canta che è un classico dei racconti legati al mondo della pastorizia. Dal nord Europa all’Africa ogni cultura ha la sua versione: i temi principali sono il tradimento e la memoria. Un fratello ammazza l’altro e tenta di nascondere il suo crimine. Questo racconto veniva tramandato in tutta la crudeltà dell’anima popolare. In questo spettacolo Alessio Di Modica ne presenta una personale versione intrisa della simbologia isolana popolare pastorale.

Ma questa favola somiglia tanto a una storia vera, alla storia di Rizzotto, sindacalista siciliano che animò il movimento di occupazione delle terre a Corleone dando vita alla prima forma di antimafia sociale del dopoguerra che in embrione già cominciava a muoversi per tutta l’isola. Rizzotto fu ammazzato dalla mafia e poi fatto sparire nel tentativo dei suoi assassini di occultare il corpo e far scordare l’uomo e l’operato fino a offuscarne il ricordo. Ma le sue ossa ritrovate in una foiba canteranno e riusciranno a far vincere la memoria sulla dimenticanza.

Le due storie vengono raccontate con uno stile narrativo semplice e asciutto, uno stile popolare tra la ricostruzione storica e il fiabesco, dove il vero e l’immaginario si intrecciano indissolubilmente.

In allegato la locandina dell’iniziativa. A conclusione dello spettacolo, sarà offerto un piccolo buffet con i prodotti di Libera.


8 marzo 2015

Rotonda ai licenziati per rappresaglia

Un augurio a tutte le donne da parte del segretario Maurizio Lunghi e della segreteria della CdLM di Bologna!

Domenica 8 marzo 2015, alle 11 a San Giovanni in Persiceto (Bo)

Intitolazione della rotonda di via Modena alle lavoratrici e ai lavoratori licenziati per rappresaglia politica, sindacale o religiosa

percorso: 1)  circonvallazione di SGP >semaforo>  direzione Modena S.Agata Bolognese dopo 700/800 rotonda di Via Modena 2)  Bologna direzione  SGP > chiesa del Poggio > rotonda> direzione S.Agata Bolognese >rotonda delle Budrie>direzione Sant’Agata Bolognese> rotonda di Via Modena

Per il parcheggio più prossimo alla rotonda i vigili consigliano parcheggio centro commerciale Marcolfa – parcheggio della ditta Fep ( il più vicino alla rotonda e per questo riservato a persone con disagi fisici e problemi nel cammino) e via  Caduti di Benedello. La camminata prevista verso la rotonda sarà di 500/800  metri.

Altre foto dell’iniziativa sulla nostra pagina Facebook!

Intervengono

Renato Mazzuca
Sindaco di San Giovanni in Persiceto

Giovanni Pieretti
Professore ordinario del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna

Viler Zappaterra
Responsabile Cdl di Persiceto

Ernesto Cevenini
Presidente Comitato Associazione Licenziati per Rappresaglia Politico Sindacale – Religiosa

Ivana Sandoni
Respon.le Coordinamento Donne Spi Cgil Bologna

Maurizio Lunghi
Segretario generale Cgil Bologna

Alberto Monti
Segretario generale Fiom-Cgil Bologna

Katia Graziosi
Udi Bologna


6 marzo 2015

Coop costruzioni annuncia 200 esuberi

Nella giornata di oggi, venerdì 6 marzo 2015, Coop Costruzioni ha illustrato alle Organizzazionisindacali un piano industriale che prevede 200 esuberi.
A più riprese le Organizzazioni sindacali hanno richiesto di utilizzare gli ammortizzatori socialigià in essere, rinnovando i contratti di solidarietà in scadenza amaggio di quest’anno.
Riteniamo che, sul piano presentato, si debba sviluppare un confronto di merito. A questo proposito, chiediamo a Coop Costruzioni di non procedere con atti unilaterali, e di continuare il confronto sull’utilizzo di ammortizzatori sociali a disposizione.
E’ già stata convocata un’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori per giovedì 12 marzo2015, per decidere le iniziative di mobilitazione da intraprendere. La prossima settimana chiederemo l’apertura di un tavolo di crisi alla Città Metropolitana.
Riteniamo alquanto scorretto il comportamento di Coop Costruzioni, di far precedere il confronto sindacale da un comunicato stampa avente ad oggetto i temi del confronto stesso.

Fillea-Cgil Bologna
Filca-Cisl Bologna
Feneal-Uil Bologna

L’intervista al segretario Fillea-Cgil Bologna Maurizio Maurizzi al Tgr Emilia-Romagna di sabato 7 marzo

L’intervista a Maurizzi su Radio Città Fujiko di martedì 10 marzo 2015


6 marzo 2015

#Rsu2015 Fp-Cgil primo sindacato negli Enti locali

Stanno arrivando i primi dati ufficiali sulle ‪#‎rsu2015: ‬ con dati ancora parziali ci confermiamo di gran lunga il primo sindacato negli enti locali con (per ora) 11 Comuni in cui prendiamo il 100% dei consensi.

Siamo i primi, in crescita, nella Città Metropolitana con oltre il 62% e in ASP Città di Bologna con il 47%. Nel Comune di Bologna manteniamo saldamente il primo posto con oltre il 44% dei consensi e oltre punti di distacco sulla lista seconda classificata.

Abbiamo il 72,19% dei voti in Camera di Commercio e registriamo un’affermazione forte e omogenea nelle Unioni.Nelle funzioni centrali abbiamo la maggioranza assoluta alla Direzione Territoriale del Lavoro con il 57% dei voti, all’Avvocatura di Stato con il 61% e al Ministero dell’Interno Polizia Stradale con il 73% dei voti. Vinciamo con il 95% nella Soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna.

Questi sono tutti posti dove si è votato tranquillamente.Aspettiamo fiduciosi il resto degli scrutini in corso, a partire da quelli delle aziende sanitarie dove invece il clima è stato più difficile a causa di svariate intemperanze prima e durante le operazioni di voto.

Bologna, 06/03/2015
Fp-Cgil Bologna


6 marzo 2015

#Rsu2015 Flc-Cgil primo sindacato nella scuola

Il 3, 4 e 5 marzo si sono svolte le elezioni RSU in tutto il pubblico impiego. La Flc-Cgil di Bologna è stato l’unico sindacato che ha presentato le proprie liste in tutti i luoghi di lavoro: in tutte le 98 scuole e i 10 enti di ricerca presenti sul nostro territorio, all’Università di Bologna, all’Accademia e al Conservatorio.

Dappertutto è stato ampiamente raggiunto il quorum; dunque, ovunque ha votato ben oltre il 50% degli aventi diritto, con una media del 71,7% nelle scuole, del 75% negli enti di ricerca, del  49,5% nell’Afam, e il 56,37 % all’Università di Bologna.

Questi dati ci dimostrano come sia ancora alta la voglia di democrazia, di partecipazione e di protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori della conoscenza.

Ancora una volta inoltre la Flc-Cgil di Bologna si conferma il primo sindacato in tutti i comparti, con una media al momento del 45% nella scuola (con più di 1/3 dei seggi scrutinati), del 49% nella ricerca, con  il 50% all’Università ed il 49,5% nell’Afam!

Non solo, i primi dati ci dicono che in tutti i settori abbiamo migliorato il già buon risultato delle elezioni RSU del 2012, con punte del 79% al liceo Minghetti, 88% all’IC di San Giorgio di Piano, 82,5% all’Inaf e 61,5% al CNR.

Non va dimenticato che stavolta hanno finalmente potuto votare anche tutti i precari.

Riteniamo che le lavoratrici e i lavoratori abbiano premiato la nostra presenza e il nostro impegno  costante in tutti i luoghi di lavoro, la capacità di contrattare e di concludere accordi in difesa e per l’allargamento dei diritti e delle retribuzioni, la nostra coerenza nel portare avanti battaglie fondamentali per il lavoro e i diritti (non ultima quella contro il jobs act che ha visto protagonisti anche i settori della conoscenza).

Flc-Cgil Bologna


6 marzo 2015

I lavoratori approvano l’accordo Mulino

Approvato dai lavoratori l’accordo Mulino-Edmill con un solo voto contrario l’assemblea dei lavoratori coinvolti nella cessione della redazione della società Il Mulino ha approvato l’accordo siglato da Cgil Cisl Uil e Rsu.

I lavoratori, pur avendo vissuto come trauma la comunicazione di questa cessione, hanno riconosciuto che l’accordo contiene importanti ed innovativi elementi di tutela, a partire dalla clausola di responsabilità solidale che prevede, senza limiti di tempo, che:

– nel caso in cui il Mulino reinternalizzi i servizi di redazioni e produzione, oppure non  mantenga l’esclusiva di questi servizi alla Edmill, i lavoratori eventualmente in esubero di Edmill saranno riassunti dal Mulino, alle medesime condizioni e con il mantenimento della tutela dell’art. 18 senza le mutilazioni introdotte dal Jobs Act di Renzi;

– la riassunzione avverrà anche nel caso in cui i licenziamenti siano comunque riconducibili a scelte strategiche commerciali del Mulino;

– ulteriori clausole di garanzia prevedono condizioni di maggior tutela rispetto a quelle contrattuali di legge, per periodi di tempo definiti ( da 20 mesi a 2 anni), ovvero: nessun
licenziamento individuale o collettivo, per motivi economici; nessuna riduzione di orario con ammortizzatori sociali; diritto di precedenza per il personale Edmill, in possesso degli specifici requisiti, nel caso di nuove assunzioni da parte del Mulino.

L’accordo prevede inoltre altre clausole migliorative sono invece senza limiti di tempo, ad esempio: l’applicazione della tutela reale in caso di licenziamento (l’art. 18 della L.300/70 nella forma con il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo) anche sotto i 15 dipendenti; la possibilità di eleggere Rsu anche sotto i 15 dipendenti; l’estensione dei bandi di ricerca del personale per il Mulino anche ai lavoratori Edmill.

Importanti anche le azioni per rafforzare le figure professionali, a partire da un dettagliato piano formativo.

Si confermano le migliori pratiche sindacali con incontri periodici di informazione e verifica sull’andamento aziendale e sulle tipologie di lavoro utilizzate sia della Cessionaria che della Cedente.

Non ha invece trovato accoglimento la richiesta di considerare, nel caso di nuove assunzioni da parte di Edmill, eventuali disponibilità tra i lavoratori della collegata società Carrocci di Roma collocati in Mobilità con un recente accordo. I sindacati hanno annunciato che nel caso questo scenario diventi plausibile, continueranno a sostenere con tutte le azioni necessarie questa loro proposta.

Bologna 6 marzo 2015
SLC CGIL Bologna


6 marzo 2015

Rsu aeroporto, Filt primo sindacato

Nei giorni 3, 4 e 5 Marzo 2015 si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle RSU/RSL in SAB spa all’aeroporto Marconi di Bologna.

In un clima che qualcuno ha provato a rendere ostile, la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha confermato come le elezioni delle rappresentanze sindacali siano un grande esercizio di democrazia e partecipazione. Il dato dell’affluenza parla chiaro: il 62,8% degli aventi diritto si è espresso, un dato incoraggiante, soprattutto di questi tempi, se paragonato ad altre consultazioni democratiche.

La FILT-CGIL si conferma primo sindacato in SAB con il 43,5 dei consensi, attestandosi come prima lista e conquistando 4 seggi su 9. Gli altri seggi sono stati assegnati a UGL.TA. (2) ,FIT-CISL (2)  e UILTRASPORTI (1).

Un voto che premia il lavoro svolto dalle RSU FILT-CGIL in questi anni e che rispedisce al mittente le accuse strumentali mosse da alcuni in questi mesi. Le lavoratrici e i lavoratori ancora una volta hanno preferito guardare alla sostanza, anziché alla vuota propaganda, confermando la fiducia in chi da sempre difende i loro diritti.

Bologna, 6 marzo 2014
Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna


4 marzo 2015

#giulemanidaicantieri flashmob a Bologna

MARZO 2015 #giulemanidaicantieri GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PROMOSSA DALLA FILLEA CGIL PER DIRE “FUORI LE MAFIE DAGLI APPALTI” E “GIU’ LE MANI DAI CANTIERI”

La Cgil e la Fillea Cgil di Bologna e dell’Emilia Romagna aderiscono alla Giornata di mobilitazione nazionale per una nuova legge di iniziativa popolare sugli appalti che liberi i cantieri e il Paese dal lavoro nero e irregolare, dalle mafie e dalla corruzione.

All’alba di domani, 5 marzo 2015, si terrà il flash mob sul cavalcavia della rotonda Luciano Romagnoli di Bologna, sull’asse attrezzato Sud Ovest che porta a Casalecchio di Reno (Bo). Per maggiori informazioni: hashtag Twitter #giulemanidaicantieri

CGIL EMILIA ROMAGNA e BOLOGNA
FILLEA CGIL EMILIA ROMAGNA e BOLOGNA


3 marzo 2015

Riconosciuto falso tirocinio a Mc Donald’s

Si è conclusa felicemente la vicenda di un ex tirocinante al fast food McDonald’s fra le vie Indipendenza e Ugo Bassi di Bologna, che si era rivolto all’ispettorato del lavoro tramite il sindacato dopo essere stato licenziato.

Il 15 ottobre 2013 il ragazzo veniva assunto da Bologna family restaurant, azienda che gestisce in franchising il ristorante Mc Donald’s a Bologna, con un contratto di tirocinio della durata di un anno. Il contratto prevedeva un orario di lavoro pari a 30 ore settimanali per sei giorni, e uno stipendio pari a 500 euro al mese.

Il 31 luglio 2014 al lavoratore veniva però improvvisamente comunicata la risoluzione unilaterale del rapporto, senza particolari spiegazioni.

Il lavoratore, un ragazzo di vent’anni, si era rivolto allora al sindacato di categoria Filcams-Cgil, che già si era occupata di quell’esercizio per verificare le condizioni dei lavoratori al suo interno cominciando una battaglia contro i falsi tirocini nei fast food. Con il sindacato, il giovane decise poi di rivolgersi all’ispettorato del lavoro richiedendone l’intervento perché gli venisse riconosciuto il carattere subordinato del suo rapporto.

Pochi giorni fa, l’ispettorato ha dato ragione al ragazzo, obbligando l’azienda al versamento dei contributi come se fosse stato un dipendente. “Non basta il versamento dei contributi – dice GaiaStanzani, funzionaria Filcams -: ora agiremo perché al ragazzo venga riconosciuta anche la differenza retributiva, e per far sì che il tirocinio non venga più utilizzato come tipologia di contratto per coprire in realtà posti di lavoro da addetti banconieri fast food”. Nel frattempo, il lavoratore ha trovato un impiego altrove.

Bologna, 3marzo 2015
Filcams-Cgil Bologna


2 marzo 2015

“Io penso”: cartoline contro la violenza

Il Coordinamento donne Spi Cgil di Bologna e l’associazione Archivio Paolo Pedrellivi invitano il 6 marzo alle ore 9.30, al Cinema Galliera di Bologna, alla presentazione dei laboratori nelle scuole scaturiti dal progetto IO PENSO… cartoline contro la violenza sulle donne. 
Il progetto partì il 25 novembre 2013 con la distribuzione di tante cartoline in città, nelle Camere del Lavoro, nelle leghe e nei luoghi di lavoro. La raccolta terminata l’otto marzo 2014 ha poi sviluppato un laboratorio di analisi e selezione svolto da un Comitato di donne, e le cartoline selezionate sono state presentate unitamente ad un progetto specifico nelle scuole di Bologna. Mesi di lavoro e impegno di insegnanti e studenti saranno presentati nella iniziativa in oggetto.

In programma, la premiazione del manifesto fatto dai ragazzi del ISART,  la rappresentazione teatrale del laboratorio condotto con il Tomax Teatro, la restituzione dei laboratori di approfondimento del Luxemburg e della scuola  media di Monte S.Pietro  (letture e video).


2 marzo 2015

Venerdì attivo Filcams sugli appalti

Venerdì 6 marzo 2015, dalle 9.30 alle 14 alla Sala Centofiori (via Gorki 16, Bologna), si svolgerà l’attivo delle delegate e dei delegati della FILCAMS di Bologna per promuovere la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti.

Vorremmo evidenziare in modo innovativo i concetti chiave della proposta di legge:
– garantire i lavoratori degli appalti pubblici e privati, la loro occupazione, la continuità dei trattamenti retributivi e contributivi con la responsabilità solidale del committente;
– garantire la certificazione e la qualificazione dei soggetti coinvolti negli appalti;
– introdurre norme che impongano il rispetto dei Contratti Nazionali di settore;
– sancire nei cambi appalto il diritto al mantenimento di tutta l’occupazione e delle condizioni contrattuali esistenti se migliorative;
– e viceversa contrastare l’illegalità e l’evasione, infiltrazioni mafiose e corruzione;
– contrastare gli appalti al massimo ribasso;
– escludere dalle procedure degli Appalti pubblici le imprese che abbiano violato gli obblighi nei confronti dei dipendenti iscrivendole in un apposito Registro presso l’Autorità Anticorruzione.

Il lavoro negli appalti è generalmente faticoso, mal retribuito e soggetto a soprusi e abusi e la nostra proposta di legge si propone di istituire un sistema di garanzie per i lavoratori.

Relazione introduttiva di DEBORA CERVI
seguiranno interventi
Concluderà SONIA SOVILLA (Segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna).


2 marzo 2015

Appalti, dichiarazioni del segretario Lunghi

Gli annunci a mezzo stampa dell’Assessore Lepore, sulla scelta della Giunta comunale di riaffrontare il tema degli appalti, consente di invertire la grave tendenza, in atto da troppi anni, di utilizzare gli appalti come leva per ridurre o aggirare i costi del lavoro.

Come CGIL non possiamo che dire: era ora.

Le battaglie che come CGIL, a partire da Bologna, abbiamo fatto, negli ultimi quindici anni, su questa problematica si dimostrano dotate di un certo grado di capacità di anticipare gli eventi.

La difesa delle condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza, sono la prima garanzia a difesa di una competizione sana nel mercato, contro le barbarie dettate dal puro interesse economico che poi sconfina nel malaffare.

Non è un caso che la CGIL ha concluso il Congresso nazionale, lanciando la campagna sulla raccolta firme per una legge specifica che regolamenti lo strumento del lavoro in appalto e una contrattazione sugli appalti che estenda le tutele all’insieme dei lavoratori.

La CGIL di Bologna sta in queste settimane concretizzando la raccolta firme,  attraverso una informazione capillare nei luoghi di lavoro e sul territorio. L’obiettivo è sensibilizzare lavoratori e cittadini su questa problematica che è anche una battaglia di civiltà ed è la migliore risposta al fenomeno delle infiltrazioni mafiose.

Finalmente le grandi Committenti pubbliche, stanno cogliendo questo tema.

Il Comune può e deve dare l’esempio, partendo dall’ultimo accordo in materia che è quello del 2005, valutando cosa ha funzionato e cosa no, aprendo un confronto con le forze sociali con l’obiettivo di fermare il fenomeno della competizione al massimo ribasso spesso foriero di intrecci illegali.

In questo confronto siamo confortati dalle esperienze positive, in settori dove le intese sui bandi di gara hanno dato garanzie, con clausole sociali precise, come ad esempio nella gara del trasporto pubblico locale, nel settore ferroviario, nelle attività di servizio, nella sosta, nel settore delle costruzioni, etc..

Persino il Papa è intervenuto sul tema, dall’assise della Confcooperative nazionale di ieri, rivolgendosi al mondo cooperativo dal rischio di perdere i sani principi etici originari, a causa del fenomeno delle finte cooperative.

Ma mi pare si possa dire che il monito è per tutti, Governo compreso.

Bologna, 2 marzo 2015

Maurizio Lunghi
segretario generale Cgil Cdlm Bologna

Il materiale della campagna, la sintesi della proposta di legge e la mappa delle tappe per la raccolta firme sul sito della Cgil nazionale:http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22857

Qui l’elenco dei banchetti di raccolta firme in programma a marzo nei centri commerciali di Bologna e provincia.


1 marzo 2015

Appalti: lunedì a Bologna il furgone Cgil

Fa tappa a Bologna lunedì 2 marzo 2015 il furgoncino della Cgil nazionale che, partito giorni fa da Aosta, attraverserà tutto il Paese per promuovere la campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti avanzata dal sindacato. “Gli appalti sono il nostro lavoro. I diritti non sono in appalto” è lo slogan scelto per la campagna, che si chiuderà a Roma negli ultimi giorni di aprile. L’obiettivo è la raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge che, in estrema sintesi, propone: la garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici, il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese, la tutela dell’occupazione nei cambi di appalto.

Sotto le due Torri, il furgone della Cgil si fermerà davanti alla sede del Comune in piazza Liber Paradisus (dalle 10 alle 11.45), per poi partire alla volta deltermovalorizzatore Hera di via del Frullo 5 a Granarolo dell’Emilia (dalle 12 alle 14), e concludere il tour di informazioni, sensibilizzazione al tema e raccolta firme davanti all’ospedale Maggiore di Bologna (dalle 14.30 alle 16).

La data coinciderà, inoltre, con l’ultima giornata di campagna elettorale in vista delleelezioni per il rinnovo delle RSU nel settore pubblico (da martedì 3 a giovedì 5 marzo 2015). Ai banchetti, quindi, alla raccolta firme per la proposta di legge sugli appalti si unirà la presenza dei candidati RSU alle imminenti elezioni, per sensibilizzare lavoratrici e lavoratori sull’importanza di una rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.

Infine, anche i cittadini e le cittadine formalmente “privi di cittadinanza” potranno esprimere il loro interesse alla campagna. Per chi non ha ancora ottenuto questo fondamentale diritto nel nostro Paese, abbiamo pensato di predisporre un modulo ad hoc che consenta anche a loro di firmare la petizione, rilanciando al tempo stesso con il proprio gesto l’iniziativa volta a rivedere e agevolare il diritto alla cittadinanza in Italia.

Il materiale della campagna, la sintesi della proposta di legge e la mappa delle tappe per la raccolta firme sul sito della Cgil nazionale:http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22857

Qui l’elenco dei banchetti di raccolta firme in programma a marzo nei centri commerciali di Bologna e provincia.

febbraio 2015

27 febbraio 2015

Siglato il contratto integrativo in Coop Adriatica

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil territoriali esprimono soddisfazione per l’intesa di rinnovo del contratto integrativo aziendale Coop Adriatica, raggiunta all’alba di oggi 27 febbraio, dopo una trattativa no-stop durata quasi 24 ore.

Dopo mesi di serrato negoziato, l’accordo consentirà una significativa risposta occupazionale e reddituale attraverso l’assunzione di 50 addetti e l’incremento orario a 30 ore settimanali (dalle attuali  20 /24 ore) per ben 450 lavoratori già occupati in Coop.

All’interno del settore della grande distribuzione organizzata, caratterizzata da largo utilizzo di contratti di lavoro con orari e retribuzioni ridotti, l’accordo raggiunto dimostra che è possibile coniugare sistemi di flessibilità contrattate, certezza di reddito, maggiore copertura contributiva nell’ottica di un progressivo avvicinamento ad una piena retribuzione.

Vengono previsti percorsi innovativi e partecipati, tesi a sperimentare nuove orari e modelli organizzativi, volti a conciliare le necessità della cooperativa con le esigenze dei lavoratori e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

L’accordo  prevede, tra l’altro, un rafforzamento del ruolo e del numero dei rappresentanti dei lavoratori alla  sicurezza.

Tali risultati  confermano che, anche nonostante le difficoltà del quadro economico attuale, il dialogo e  un modello di relazioni sindacali partecipate, consente  a tutti  di cogliere obiettivi positivi.

Nei prossimi  giorni Filcams, Fisascat e Uiltucs avvieranno le assemblee di informazione ai lavoratori e la consultazione attraverso referendum aziendale.

Bologna, 27 febbraio 2015

Filcams Cgil
Fisascat Cisl
Uiltucs Uil


26 febbraio 2015

Lunedì sciopero dei dipendenti Seribo

Dalle 13 sciopero dei dipendenti Seribo e presidio in concomitanza del Consiglio comunale

Lunedì 2 Marzo le lavoratrici e lavoratori di Seribo sciopereranno per l’intera Giornata.

Lavoratrici e lavoratori ribadiscono la loro ferma contrarietà alla privatizzazione dell’azienda e alla scelta del Comune di procedere, tramite gara d’appalto, all’esternalizzazione del servizio di refezione scolastica a partire dal prossimo anno scolastico.

Riteniamo che questa scelta vada nella direzione sbagliata per assicurare ai bambini e alle famiglie un servizio adeguato per il quale la qualità del lavoro è parte fondamentale.

Inoltre, anche la Delibera che proporrà la Giunta Comunale, non contiene nessun elemento di garanzia per la tutela dell’occupazione e delle condizioni lavorative delle operatrici e operatori di Seribo e, oltretutto, il Comune non ha mai avviato un confronto serio e di merito con le rappresentanze dei lavoratori.

Per questo, in occasione dello sciopero, lavoratrici e lavoratori effettueranno un presidio

Lunedì 2 Marzo 2015, ore 13

Cortile di Palazzo d’Accursio

SCIOPERO e PRESIDIO DEI LAVORATORI
in contemporanea ai lavori del Consiglio Comunale


Sosteniamo il NO all’esternalizzazione e per la qualità del servizio di refezione scolastica e per i diritti di lavoratrici e lavoratori.

Per un lavoro e un servizio di qualità

CGIL BOLOGNA
CISL BOLOGNA

FP-Cgil Bologna
Cisl-FP Bologna

FILCAMS-Cgil Bologna 


26 febbraio 2015

Jobs Act e non lavoro, le nostre proposte

Lo scorso 20 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi della riforma del lavoro, che porteranno fra le altre cose all’introduzione del contratto a tutele crescenti e al superamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. “Il Job’s act appena entrato in vigore – commenta il segretario della Camera del lavoro metropolitana di Bologna, Maurizio Lunghi – rappresenta un’operazione che se, da una parte, prevede la nascita del contratto a tutele crescenti, dall’altra afferma la possibilità delle aziende di licenziare senza la reintegra nei posti di lavoro, anche nel caso in cui un giudice accerti che si sia trattato di un licenziamento senza giusta causa. Questo è un vero vulnus che si
apre, e che sarà esteso anche ai licenziamenti collettivi, fatto per noi estremamente grave perché toglie i criteri di protezione del posto di lavoro attuali (anzianità di servizio, carichi di famiglia)”.

Di fronte a questa operazione del governo Renzi, prosegue il numero uno della Cgil di Bologna, “che ci sembra completamente priva di ogni idea di sviluppo e di politica industriale, la leva del contratto a tutele crescenti – per aumentare i posti di lavoro e far ripartire l’economia nel nostro Paese – sembra essere uno strumento in più solo per le aziende che già avevano intenzione di investire sul personale facendo nuove assunzioni. Le novità inserite nel Job’s act, insomma, non amplieranno l’occupazione di per sé. Anzi, la normativa attuale intensificherà la dualità e la competizione tra lavoratori”.

E tutto ciò, sottolinea ancora Lunghi, “avviene nel momento in cui la crisi ci ha lasciato sul territorio una situazione preoccupante, e che avrebbe bisogno di soluzioni rapide e ad hoc: una disoccupazione cronica che nel territorio della città metropolitana conta quasi centomila persone senza un impiego da più di due anni, 3000 persone in cassa in deroga in scadenza a maggio e dei quali quasi il 60% rischia di restare senza un paracadute economico né un impiego, altre 12mila persone colpite da cassa integrazione ordinaria e straordinaria, e contratti di solidarietà. Dove andranno a finire queste persone? Rientreranno al lavoro grazie ad una fantomatica “ripresa” che prima o poi si spera arrivi? Come Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna non possiamo stare ad aspettare. Ci stiamo quindi attrezzando per affrontare quest’emergenza vera con proposte nuove ed efficaci, al fine di rispondere all’incresciosa domanda: “Con quali strumenti e servizi possiamo aiutare chi ha bisogno di un sostegno al reddito, o di avere informazioni sui servizi cui potrebbe accedere?”

I temi su cui stiamo lavorando sono:

– Contrattazione aziendale e sociale territoriale;

– Idea di creare un fondo sociale territoriale, che può giungere a maturazione sulla base di un’intesa con Unindustria, benché riteniamo utile che arrivi sulla questione anche un contributo da parte dell’amministrazione pubblica;

– Un nuovo, serio e ben definito coordinamento di tutti i nostri servizi in funzione di ciò che possiamo offrire a chi un lavoro non l’ha mai avuto, a chi ce l’ha ma precario, e a chi l’ha perso. Questo coordinamento, che avrà come idea di base quella di portare i servizi della Camera del lavoro nelle sedi intercomunali della Cgil, si occuperà di fornire a chi ne ha bisogno supporto e informazioni a proposito di orientamento al lavoro, gestione delle partite Iva, e servizi già erogati dal nostro Sol (servizio orientamento lavoro), dal NidIL Cgil e dal patronato Inca, fino alla messa a conoscenza di servizi, bandi o risorse pubblici già presenti sul territorio, anche grazie ad intese sottoscritte dai sindacati con i singoli Comuni.

L’obiettivo di quest’ultimo progetto, precisa Vito Rorro, componente della segreteria Cgil di Bologna che direttamente si è occupato della questione “è –  chiariamo subito – intanto quello di dare supporti e riferimenti, di tipo legale, psicologico e informativo a tutti quei soggetti che non hanno un impiego. Tentare di organizzare le relazioni collettive e soggettive con chi vive il dramma del “non lavoro” o un lavoro precario…Reso ancor più precario dal Jobs act. Non ci proponiamo di cercare un lavoro a chi non l’ha, perché questo è compito delle strutture pubbliche, che invece non lo fanno”.

Il quadro cui oggi ci troviamo davanti, spiega Rorro, “è rappresentato dalla più alta disoccupazione che Bologna ha riscontrato dall’immediato dopoguerra. Oltre 90.000 persone in cerca di lavoro nella città Metropolitana. Se ne contano a decine di migliaia collocati nei comuni della provincia e della cintura industriale”.

Il progetto “di contrasto al “Peso del non lavoro”, al quale stiamo lavorando da tempo – chiarisce il sindacalista -, si concretizzerà quindi a breve attraverso la formazione ad hoc di una struttura di funzionari, scelti formati e preparati per andare sul territorio, nelle Camere del lavoro intercomunali, ad accogliere e dare risposte ed assistenza concreta a chi non sa a chi rivolgersi né che fare. Chi si presenterà alle nostre sedi intercomunali per ricevere aiuto, otterrà non solo le informazioni e i servizi che fino ad ora sono stati erogati principalmente nella sola sede centrale (Sol, NidIL, supporto legale), ma anche orientamenti su servizi nuovi e concreti che abbiamo intenzione di mettere in campo (supporto psicologico – contrattuale – legale )”.

Le proposte della Camera del lavoro metropolitana di Bologna in merito al dramma della disoccupazione, e non lavoro, “non devono intendersi solo come un necessario incremento dei nostri servizi “tradizionali” – chiosa Rorro -. Si tratta piuttosto di un vero e proprio progetto politico, volto a creare sul territorio “politiche attive” per nuove occasioni di lavoro, mentre le politiche di questo governo sembrano andare in una direzione sbagliata. Ecco, allora, la valorizzazione ulteriore della contrattazione sociale territoriale, che deve diventare il luogo per eccellenza dove predisporre le politiche per giovani e non giovani disoccupati, cosi come in alcuni casi è già avvenuto a seguito degli accordi già firmati con i Comuni e della promozione di nuove intese. E poi lavoreremo ad incrementare i progetti formativi, e a produrre sempre attraverso la contrattazione sociale territoriale nuove forme di lavoro sul territorio, a iniziare dalle cooperative di servizi (come accaduto ad esempio nel Distretto pianura Est: http://www.cgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/767)”. Infine, “continueremo a fare contrattazione con le imprese, al fine di riconquistare sul terreno dei diritti e del welfare quanto la crisi è andata riducendo”.


25 febbraio 2015

Ferro, uniche offerte Trenitalia e Tper

Resta la “necessità impellente di riqualificare l’offerta regionale dei servizi ferroviari”

Il 23 febbraio 2015 si è riunita la Commissione aggiudicatrice per la gara d’appalto del servizio ferroviario della Regione Emilia-Romagna, di Trenitalia, Tper e Arriva.

I partecipanti alla gara sono risultati soltanto Trenitalia e Tper che, peraltro, hanno presentato un’unica offerta in cordata.

L’offerta di Trenitalia e Tper, diversificata come previsto a seconda della tipologia del servizio, prevedeva un’aumento sulla base d’asta dal 7 al 10% per i servizi su ferro, e di circa il 24% dei servizi sostitutivi su gomma, tra l’altro da  sub-affidare a Busitalia. Inoltre è stata inserita la clausola che considerava l’offerta al netto delle penali previste, riguardanti i disservizi che potrebbero verificarsi in esercizio.

Vista l’offerta al rialzo, la Commissione aggiudicatrice non ha potuto affidare il servizio; pertanto la palla torna nelle mani di FER (agenzia appaltante) che in virtù delle norme vigenti può avviare una procedura negoziale diretta con gli unici offerenti ma anche con la società “Arriva Italia Rail” che si era accreditata in fase di preselezione.

La battuta d’arresto suscita in noi alcune riflessioni che derivano in primo luogo dalla necessità impellente di riqualificare l’offerta regionale dei servizi ferroviari.

Il bando si poneva proprio questo obiettivo, fondato sui seguenti punti qualificanti: la durata dell’affidamento (22 anni), il progressivo rinnovo di tutti i treni, il corrispettivo economico della Regione di 153 milioni di euro all’anno, a cui si aggiungono oltre 100 milioni annui previsti dagli incassi da traffico, che potrebbero essere incrementati, puntando appunto al miglioramento sostanziale del servizio offerto.

Trenitalia e Tper hanno deciso di rilanciare. Allora la domanda sorge spontanea: è giustificato questo tentativo di alzare la posta?

Le caratteristiche della gara sono state concepite per invertire la tendenza alla staticità, che porta dritta al peggioramento del servizio ferroviario regionale, sia dal punto di vista della qualità che della sicurezza come sempre più spesso denunciano i cittadini.

Chiediamo pertanto come  Organizzazioni Sindacali che la regione confermi i termini della gara insieme al rispetto dei protocolli sindacali sottoscritti, che prevedono la necessità di miglioramento del servizio e l’acquisto dei nuovi treni per il trasporto regionale.

Segnaliamo che risorse aggiuntive pubbliche sono difficilissime da reperire, basti solo pensare al taglio di 500 milioni a cui debbono sottostare le regioni dopo l’approvazione della legge di stabilità. In altre parole mucche da mungere non ve ne sono più, a partire dai clienti del servizio.

Pertanto maggiori risorse a nostro giudizio, vanno conquistate attraverso l’incremento dei ricavi, ottenibili attraverso la maggiore qualità dell’offerta che induca sempre più, in primis i pendolari, lavoratori e studenti a scegliere per i loro spostamenti il servizio ferroviario, efficacemente integrato con il trasporto urbano su gomma e la facilitazione all’uso negli spostamenti cittadini dalla stazione al luogo di destinazione, di mezzi alternativi quali ad esempio la bicicletta.

Un impegno che deve vedere sinergicamente coinvolti le aziende dei trasporti, ferroviari e su gomma, la regione ed i sindaci.

Le segreterie FILT CGIL FIT CISL UILTrasporti ER
Le segreterie CGIL CISL UIL ER


23 febbraio 2015

Rsu Flc e Fp 2015, Susanna Camusso a Bologna

Il prossimo 27 febbraio si svolgerà presso la Sala Polivalente del Centro Congressi TPER di Via Saliceto 3 a Bologna l’attivo dei delegati e candidati alle elezioni RSU Emilia-Romagna. Saranno presenti per l’occasione, oltre a Marina Balestrieri, Segretaria Generale FP Emilia Romagna, la Segretaria della FP Nazionale Rossana Dettori, il Segretario della CGIL Emilia Romagna Vincenzo Colla e la Segretaria Nazionale della CGIL Susanna Camusso.

La notizia e il materiale della campagna sul sito della Flc-Cgil nazionale: http://www.flcgil.it/rsu/elezioni-rsu-2015-al-via-le-procedure-elettorali.flc

La notizia e il materiale della campagna sul sito della Fp-Cgil nazionale: http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/30145

Altre informazioni di carattere locale sui siti della Flc e della Fp di Bologna:
http://www.flcgilbologna.it/scuola/
http://www.fpcgilbo.it


20 febbraio 2015

Venerdì 27 sciopero ospedali privati riuniti

Dichiarazione di sciopero per l’intera giornata di Venerdì 27 Febbraio 2015 delle Lavoratrici e Lavoratori di Ospedali Privati Riuniti (OPR) – Villa Nigrisoli, Villa Regina – e Blocco degli Straordinari

Le scriventi Organizzazioni Sindacali Territoriali in accordo con la RSU aziendale (Cgil, Cisl, Uil), a seguito del tentativo di conciliazione con il prefetto di Bologna previsti dalla legge n.83/2000, espletato e concluso negativamente da queste OO.SS. lo scorso 3 Febbraio, sono con la presente a dichiarare lo sciopero per l’intera giornata di Venerdì 27 Febbraio delle Lavoratrici e Lavoratori di OPR – Villa Nigrisoli e Villa Regina – e il Blocco degli Straordinari.

Lo sciopero è motivato dalla decisione della Direzione di OPR di esternalizzare il servizio di pulizie delle due strutture private accreditate ad Amedea Servizi. Tale decisione comporterà la cessione di n.14 unità ausiliarie e la non garanzia del mantenimento di n.3 unità a tempo determinato.

Le scriventi Oo.Ss. esprimono parere contrario all’esternalizzazione anche a causa delle ricadute organizzative e di carichi di lavoro che vi saranno su altri profili (Infermieri, OSS, ecc…). Ricadute organizzative che andranno ad aggiungersi alle già gravi carenze di dotazioni organiche che costringono i professionisti a ritmi di lavoro pesanti con rischi di mancata sicurezza sui pazienti e sui professionisti stessi, come testimoniato, a mero titolo di esempio, dal rapporto personale/posti letto: 2 infermieri su circa 55-60 posti letto di notte al secondo piano. In caso di assenze per malattia, anche di lunga durata, il personale è quindi costretto a lavorare a numeri ridotti a causa di assenza di sostituzioni.

All’Assessore Regionale chiediamo: è garantita un’assistenza di qualità alla luce di queste condizioni di lavoro? Possibile che gli standard assistenziali in reparti plurispecialistici siano garantiti da questo tipo di rapporto tra personale infermieristico e posti letto? Ritiene giustificati questi standard in strutture che rientrano nel sistema degli accreditamenti e dunque pienamente nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale?

Per quanto ci riguarda non è più accettabile una logica da impresa privata – tout court – per chi effettua un servizio pubblico rientrando pienamente nel SSN finanziato con risorse economiche pubbliche. Si chiede, quindi, assunzione di altro personale.

Risultano recenti modifiche dell’orario di lavoro del personale infermieristico che comporta il non rispetto della normativa contrattuale che prevede la garanzia nel turno delle 36 ore settimanali. Da tempo le Oo.Ss. denunciano il non rispetto dell’art. 68 del Ccnl Sanità Privata che prevede l’obbligo alle strutture sanitarie con più di 160 dipendenti di istituire il servizio di mensa, anche con modalità sostitutive. Se ne chiede l’applicazione.

La scelta della Direzione di esternalizzare il servizio pulizia ha inoltre sospeso la trattativa in merito al rinnovo del Contratto Integrativa Aziendale. Si chiede la riapertura delle trattative in seguito alla condivisione dei punti precedenti.

Durante lo sciopero verranno garantiti i servizi minimi essenziali, così come previsto da leggi e contratti in materia.

Mario Iavazzi FP CGIL
Kevin Ponzuoli CISL FP
Michele De Michele UIL FPL
Antonello Fabrizio RSU FP CGIL
Nicolò Scardino RSU FP CGIL
Marilena Di Salvatore RSU UIL FPL


20 febbraio 2015

Seribo, Cgil: chiediamo confronto serio

La Segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna valuta con molta preoccupazione le notizie di oggi a mezzo stampa in merito alla vicenda SERIBO.

La Giunta Comunale sta procedendo ad una scelta incomprensibile sotto il profilo della politica sociale abbandonando, di fatto, un servizio importante, da sempre programmato, controllato e gestito dall’amministrazione pubblica.

Perché alienare una Società che da sempre garantisce una qualità importante di welfare cittadino? Oltretutto tale Società non ha problemi di bilancio ma produce utili.

Ribadiamo, che  per quanto ci riguarda, non si dovrebbe far cassa con le Società partecipate in quanto esse rappresentano un modello virtuoso di gestione esteso su tutta la nostra provincia e Città Metropolitana. Invece esse  devono  essere strumenti fondamentali per affrontare le condizioni per l’uscita dalla crisi e determinare un nuovo modello di sviluppo su settori fondamentali (mobilità, energia, riuso dei rifiuti, ciclo idrico, mense scolastiche, ecc.).

Anche per questo riteniamo sbagliato procedere alla vendita di Seribo.

Manca un progetto organico sulla governance e sul futuro delle Società a partecipazione pubblica operanti sul territorio metropolitano.

E’ assente un progetto di politica sociale, di tenuta e innovazione dei servizi ai cittadini, a partire dal tema della casa che richiede risposte nuove e innovative.

Si rincorre la follia di vendere i “gioielli di famiglia” per un po’ di liquidità immediata e, fra qualche anno, ci troveremo con i servizi impoveriti dalla mera logica del mercato dove conta solo il profitto a discapito della qualità. Di conseguenza ciò che si profila è la definitiva messa in discussione della universalità dell’accesso a tali servizi, a discapito soprattutto delle fasce sociali più deboli.

La Giunta Comunale rischia di essere strabica sui veri problemi dei bolognesi. Il rischio che si profila è che non li affronti affatto: dalla disoccupazione alla casa, alla tenuta dei servizi, alla gestione del processo di riassetto istituzionale a partire dal serio problema occupazionale dei dipendenti della Provincia.

A nostro giudizio la privatizzazione di SERIBO è l’ultimo dei problemi,  ammesso e non concesso che sia un problema.

In questo contesto sono evidenti gli effetti devastanti della Legge di Stabilità del Governo che, come da tempo sosteniamo, si traduce in più tasse, meno diritti, meno welfare, perdita di autonomia e impoverimento dei Comuni.

Invitiamo il Sindaco e la Giunta ad aprire un confronto all’altezza della Città Metropolitana che definisca le scelte di oggi guardando in prospettiva alla città del domani ed evitando accelerazioni dettate più dall’incombenza delle prossime elezioni amministrative e dal toto Sindaco.

Bologna, 20 febbraio 2015


20 febbraio 2015

Ancora guai per lavoratori ex Giacchieri

Continua l’odissea dei lavoratori dei servizi aeroportuali affidati in appalto dalle società di handling del Marconi di Bologna (Marconi Handling, Aviation Services e Aviapartner).

In questi ultimi giorni i lavoratori dipendenti della Servizi Integrati Sas di Airport Service Srl (già Giacchieri Sas) hanno prima ricevuto una comunicazione di apertura della procedura di mobilità – per 32 lavoratori su 69 – a causa della mancata conferma dell’appalto. Subito dopo, l’azienda ha inviato un’altra comunicazione con cui informava i suoi dipendenti che, a causa delle gravi inadempienze di alcune società di Handling, avrebbe pagato solo il 50% del totale delle retribuzioni (come se fossero il bancomat dell’aeroporto).

Di giorno in giorno le condizioni di lavoro di questi lavoratori si fanno sempre più drammatiche. La loro unica colpa è quella di essere l’ultimo anello della catena degli appalti e sub  appalti, il più debole, e di rappresentare l’unica possibilità ancora praticabile da parte delle società di handling di risparmiare o sottrarre qualche euro per aggiustare i loro disastrati bilanci.

Questi lavoratori dal 2007 vivono nell’incertezza e nella instabilità, nonostante i proclami e gli impegni assunti in tutte le sedi istituzionali per evitare gli scandali e le illegalità che si sono verificate in passato, interessando la magistratura, le cronache locali e nazionali ( vicenda Doro-Group/ Gesticoop).

Alle società di handling (Marconi Handling, Aviation Services e Aviapartner) non interessa invece il fatto che questi lavoratori rappresentino una realtà da tutelare e un bell’esempio di integrazione e collaborazione tra le diverse etnie presenti. Tutti i giorni lavoratori di 7 nazionalità diverse con professionalità e responsabilità svolgono un lavoro indispensabile per far partire con puntualità e senza problemi gli aerei, insomma garantire la qualità del servizio dell’Aeroporto di Bologna.

Questa volta però i lavoratori non ci stanno e insieme alle Organizzazioni Sindacali oltre alle inevitabili azioni di lotta, anche dura e sicuramente crescente se necessario, si  attiveranno per aprire una discussione seria e definitiva sul tema degli appalti presso l’Aeroporto di Bologna. Coinvolgeranno la Città Metropolitana, il Comune di Bologna, la Regione, la Camera di Commercio e la Prefettura. Non si stancheranno di chiedere agli enti preposti alle attività ispettive di verificare se anche questa volta si stiano o meno perpetuando abusi e illeciti ai danni dei lavoratori.

Chiederanno una volta per tutte l’assunzione di tutti i lavoratori della Servizi Integrati direttamente alle dipendenze di Marconi Handling, Aviation Services e di Aviapartner al fine di superare la buffonata alla quale assistiamo da anni degli appalti e sub appalti dei servizi aeroportuali.

Il lavoro all’aeroporto di Bologna c’è ed è in aumento, non permetteremo a nessuno di trasformarlo in una mera fonte di speculazione continua.

Bologna, 20 febbraio 2015

FILT-CGIL Emilia-Romagna e Bologna
FIT-CISL
UILTRASPORTI


20 febbraio 2015

Flc ed Fp, al via la campagna per il rinnovo delle Rsu

Parte la campagna per le elezioni delle Rsu nel settore del pubblico impiego caratterizzate quest’anno da una importante novità, l’elettorato attivo e passivo per i lavoratori e le lavoratrici con contratto precario. Il 13 gennaio a Roma, al teatro Quirino, l’avvio ufficiale con Rossana Dettori, segr.gen. FP Cgil, Domenico Pantaleo, segr.gen. FLC Cgil, e Susanna Camusso, segretario generale Cgil.

C’è tempo fino a venerdì 6 febbraio per presentare le liste dei candidati alle elezioni!

La notizia e il materiale della campagna sul sito della Flc-Cgil nazionale: http://www.flcgil.it/rsu/elezioni-rsu-2015-al-via-le-procedure-elettorali.flc

La notizia e il materiale della campagna sul sito della Fp-Cgil nazionale: http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/30145

Altre informazioni di carattere locale sui siti della Flc e della Fp di Bologna:
http://www.flcgilbologna.it/scuola/
http://www.fpcgilbo.it


20 febbraio 2015

Il 25 a Casalecchio si parla di welfare

E’ prassi diffusa nel territorio emiliano-romagnalo, in particolare in provincia di Bologna, che le organizzazioni sindacali, in sede di approvazione del bilancio, presentino alle Amministrazioni Comunali una serie di richieste in nome e per conto non solo dei propri iscritti ma di tutta la cittadinanza.

I temi oggetto del confronto, vanno dalla lotta alla precarietà alle politiche per la terza età, passando per sistemi tariffari (IMU,TASI ecc..) e politiche culturali.

Insomma una vera e propria trattativa riguardante quello che un’Amministrazione fa nell’arco di un anno.

Negli anni scorsi, a seguito delle piattaforme presentate dalle Organizzazioni Sindacali, si è raggiunta sempre un’intesa che, producendo un accordo tra le parti, ha fatto sì che i nostri cittadini mantenessero il livello di welfare esistente senza eccessivi aggravi.

Questa volta la portata dei tagli da parte del Governo potrebbe causare molte criticità.

Mai come oggi è necessario mettere in discussione il ruolo del pubblico nella gestione diretta e indiretta dei processi economici. Questo perché assistiamo sempre più ad un imponente arretramento del potere pubblico giustificato da un verso dai pesanti tagli messi in atto dal Governo nazionale, dall’altro, con una miope visione, di rendere l’economia più dinamica, competitiva e innovativa.

Spesso il pubblico viene visto come un carrozzone burocratico, immobilista e maldestro, capace solo di produrre lentezza.

Noi siamo convinti del contrario.

Investire sul territorio, se possibile anche superando il patto di stabilità, significa ridare centralità alla lotta alla disoccupazione, al lavoro precario, al lavoro povero stabilendo per esempio degli specifici protocolli sul delicato tema degli APPALTI con i comuni e successivamente con tutte le stazioni appaltanti, sia pubbliche che private.

L’obiettivo, oltre alla drastica riduzione delle stazioni appaltanti, deve essere quello di sostituire definitivamente il massimo ribasso nelle gare d’appalto con l’offerta economicamente più vantaggiosa. I parametri da tenere in considerazione (per la definizione  dell’offerta economicamente più vantaggiosa) sono per esempio l’applicazione del CCNL e degli integrativi territoriali ma anche  la certificazione di qualità e legalità che i comuni, con il nostro aiuto, possono dare alle aziende virtuose del territorio.

Inoltre si può inserire come parametro per definire l’economicamente più vantaggioso il principio per cui  una parte consistente della manodopera deve provenire dai centri per
l’impiego del territorio del distretto in subordine della provincia.

Ci faremo carico inoltre di discuture di non autosufficenza, disalibità, servzi alla persona, Nidi , politiche culturali, ecc..

Prima però della presentazione agli amministratori del nostro territorio, faremo una assemblea pubblica il giorno 25 febbraio alle ore 18.30 nei locali della Casa della Conoscenza di Casalecchio (Bo) a Casalecchio di Reno.

Abbiamo scelto per la presentazione pubblica un luogo simbolo per la storia culturale di casalecchio, se non altro perché alcune lotte riscrivono gli statuti dei luoghi stessi facendoli diventare migliori, in questo caso resistendo all’austerity.

Partecipate, è importante!


19 febbraio 2015

Libia. Nota della segreteria Cgil Bologna

Ancora una volta registriamo un inspiegabile ritardo della politica e della diplomazia nella risoluzione delle controversie internazionali…cosi’ come del resto prevederebbe la nostra Costituzione.
La segreteria della cgil di Bologna esprime forte preoccupazione per il dramma che si sta consumando in Libia, per le minacce del cosiddetto stato islamico e per le prime dichiarazioni uscite da autorevoli esponenti del governo per fortuna rientrate dopo l’intervento del presidente del consiglio.
Ci uniamo ai tanti che dicono “no all’intervento militare in Libia”; ancora una volta ribadiamo la necessità di una forte iniziativa diplomatica che affronti alla radice le cause del conflitto. Nessuno può convincerci che, in una situazione così delicata, un intervento militare possa servire a riportare alla normalità una situazione degenerata anche e soprattutto per il troppo disinteresse della comunità’ internazionale. Bisogna fermare i criminali ma consapevoli che negli ultimi 15 anni, nei quali gli interventi militari sono stati molti e anche diversificati, il terrorismo internazionale non è stato sconfitto ma si è radicato ed esteso, insieme ai focolai e alla violenza che ha inevitabilmente generato tra la popolazione civile. Chiediamo con forza che il nostro governo si assuma la responsabilità’ di promuovere in Europa, nella comunità’ internazionale e presso l’ONU una soluzione reale del conflitto in atto che non alimenti ulteriore violenza ma affronti le questioni senza scorciatoie, semplificazioni e improvvisazioni.
Il dramma dei profughi deve essere affrontato attraverso una operazione straordinaria di accoglienza a cominciare da un piano condiviso dall’Europa che, purtroppo, in questo caso dimostra una totale assenza di iniziativa con il rischio di alimentare posizioni intolleranti e xenofobe.
Va ripreso con forza l’impegno costante alla realizzazione del principio di autodeterminazione dei popoli, finalizzato alla crescita e a uno sviluppo reale di tutte quelle realtà nelle quali l’estremismo religioso costruisce e diffonde il proprio consenso.
Non possiamo ancora una volta non chiedere con forza alla diplomazia internazionale di affrontare quello che è e rimane il cuore del problema ovvero il conflitto israelo/palestinese: se esso trovasse finalmente una equa e seria definizione il Medio Oriente cambierebbe faccia. Come ha detto in questi giorni il celebre storico israeliano Ilan Pappe’, “senza il problema palestinese la giustificazione dell’esistenza dell’Isis e della sua strategia del terrore non sarebbe tanto forte”.

Segreteria CGIL BOLOGNA


18 febbraio 2015

Ipotesi d’accordo alla Ducati motor

E’ stata raggiunta nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 febbraio 2015 l’ipotesi di accordo tra la RSU, FIM FIOM UILM di Bologna e la Direzione aziendale per il rinnovo del Contratto aziendale Ducati Motor.

Questa ipotesi di accordo arriva al termine di una trattativa durata oltre un anno e mezzo, durante il quale sono state raggiunte intese importanti ed innovative come quella sul Progetto DESI (scuola duale) e quella sui turni di lavoro nel reparto lavorazioni meccaniche (che prevede anche una significativa riduzione dell’orario di lavoro), che diventano parte integrante dell’accordo.

L’accordo, denominato “Contratto integrativo e di partecipazione” introduce nello stabilimento di Borgo Panigale un avanzato sistema di relazioni sindacali fondato sui principi della “Charta dei rapporti di lavoro in seno al Gruppo Volkswagen”, anche attraverso la costituzione di specifiche sessioni di confronto, un ruolo attivo della RSU e l’introduzione di apposite commissioni tecniche paritetiche su tutti gli ambiti della vita aziendale.

In riferimento all’assetto industriale, l’accordo riconferma la centralità del sito di Borgo Panigale, attraverso un piano strategico di investimenti sul sito, sui prodotti e sui processi produttivi per un valore totale di 160 milioni di euro nel triennio 2015-2017.

Inoltre viene rafforzato il sistema dei diritti individuali (permessi, borse di studio, assistenza all’infanzia, ecc…) del welfare (previdenza integrativa e piano sanitario) e della responsabilità sociale di impresa.

In riferimento all’occupazione si prevede un incremento di oltre 100 assunzioni a tempo indeterminato nel triennio (fra full time e part-time verticali) e si definiscono congiuntamente, in un contesto segnato da una forte stagionalità, le forme contrattuali di inserimento in azienda che favoriscono in tempi certi la stabilizzazione a tempo indeterminato.

Sul salario l’accordo prevede un Premio di Risultato (con un valore medio sul triennio pari a 2500 euro) e che nel 2017 raggiunge un valore massimo di 2700 euro annui, con una quota di anticipo annuo garantito pari al 60% del valore del premio.

Si incrementano inoltre le valorizzazioni professionali (polivalenza e polifunzionalità) sia attraverso l’allargamento della platea dei lavoratori interessati, sia nelle quantità economiche e si introduce, in via sperimentale, un “premio di team” destinato ai reparti produttivi e che valorizza il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso le loro idee e la loro esperienza.

Venerdì 20 sono fissate le assemblee retribuite in azienda per illustrate il contenuto dell’ipotesi di accordo e a seguire si svolgerà il referendum tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

Bologna, 18 febbraio 2015

FIM FIOM UILM
Bologna


16 febbraio 2015

Odg all’unanimità dei dipendenti Seribo
Le lavoratrici e i lavoratori di Seribo, riuniti in assemblea in data odierna dichiarano che, in caso in cui la Giunta Comunale procedesse alla privatizzazione di Seribo, proseguiranno con la mobilitazione anche attraverso la realizzazione di un pacchetto di ore di sciopero.

Annunciano fin da ora che, in caso di convocazione del Consiglio Comunale per deliberare la privatizzazione il prossimo lunedì 23 Febbraio, effettueranno un presidio e chiederanno di essere ascoltati dal Consiglio Comunale.

Lavoratrici e lavoratori effettueranno nei prossimi giorni una campagna informazione attraverso volantinaggi di fronte le scuole, per informare cittadini e cittadine e genitori sulle proprie ragioni e per rinnovare la loro netta contrarietà alla privatizzazione del servizio di refezione scolastica.

Approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori Seribo del 16/02/2015


12 febbraio 2015

Maestre: Adi rinunci al blocco del concorso

Abbiamo avuto conferma, dalla lettura delle agenzie di stampa odierne, dell’esistenza di un secondo ricorso oltre a quello che CGIL-CISL-UIL di categoria hanno presentato contro la decisione del Comune di Bologna di modificare unilateralmente il contratto applicato alle insegnanti di scuola d’infanzia comunale.

Stando a quanto affermato dall’Assessore Pillati questo secondo ricorso: “impugna non solo delibera ma anche tutte le determine di indizione della procedura concorsuale e di approvazione del bando di concorso, chiedendone la sospensiva”.

Si tratta di una scelta gravissima e irresponsabile, che rischia di determinare nel concreto la mancata effettuazione di un concorso che deve servire a dare un lavoro a tempo indeterminato a 158 lavoratrici precarie.

Se quel concorso dovesse saltare, o se non ci fossero le condizioni per assumere da settembre le vincitrici di quella procedura a causa dei ritardi prodotti da un’eventuale sospensiva, le responsabilità saranno davanti agli occhi di tutti.

La scelta dell’Amministrazione Comunale, per noi sbagliata, di procedere al cambio del contratto applicato non giustifica l’incredibile logica del “tanto peggio, tanto meglio” che traspare da quel ricorso, a maggior ragione nell’attuale situazione sociale.

Per questo chiediamo ad ADI, che ha concretamente promosso quel ricorso raccogliendo nelle assemblee le adesioni, di rinunciare, in un sussulto di realismo e responsabilità, alla richiesta di sospensiva per la parte relativa alle procedure concorsuali.

Se ciò non avvenisse ed il concorso dovesse saltare, quelle precarie e quei precari sapranno dove volgere lo sguardo.

Bo, 12/02/2015

Francesca Ruocco
Segretaria Generale FLC-CGIL Bologna

Michele Vannini
Segretario Generale FP-CGIL Bologna


11 febbraio 2015

Stessi diritti ai tempi determinati dell’Unibo

Per la prima volta in Italia i precari dell’Università avranno gli stessi diritti contrattuali dei lavoratori a tempo indeterminato!

Finalmente i tecnici amministrativi a tempo determinato dell’Università di Bologna avranno gli stessi diritti dei tecnici amministrativi a tempo indeterminato!

Dopo vari tavoli di confronto l’Amministrazione dell’Ateneo bolognese ha finalmente concordato con la FLC CGIL e la Cisl Università di Bologna, un protocollo di intesa per la parificazione dei diritti contrattuali tra il personale precario e il personale a tempo indeterminato.

Ora il personale a tempo determinato potrà finalmente usufruire degli stessi istituti previsti dal Ccnl per il personale a tempo indeterminato: congedi retribuiti per esami e concorsi, permessi retribuiti per motivi personali, ecc…

Ai lavoratori a termine verrà estesa anche la formazione prevista per il personale stabile.

E’ un grande risultato che portiamo a casa, primi in Italia!

Attualmente in Unibo sono in servizio 244 tempi determinati e per il 2015 sono già state autorizzate tutte le 74 proroghe richieste dalle strutture dell’Ateneo, più altre 75 proroghe in deroga, per un totale di 149 contratti a TD prorogati fino al 31/12/2016!

Anche questo è stato possibile grazie ad un accordo sindacale del febbraio 2014 che permette la proroga in deroga dei contratti a tempo determinato fino, appunto, al 31/12/2016, in attesa di riuscire a programmare nei tre anni la stabilizzazione di questi lavoratori, tramite lo scorrimento dalle graduatorie in essere a tempo indeterminato.

Francesca Ruocco (Segr. Gen. Flc Cgil)
Gisella Fidelio (Segr. Flc Cgil)


11 febbraio 2015

Appalti, iniziativa il 13 febbraio a Bologna

Venerdì 13 febbraio 2015 dalle 9.30 alle 13.30

Sala Auditorium Unipol Banca
Piazza Costituzione 2 Bologna

GLI APPALTI SONO IL NOSTRO LAVORO I DIRITTI NON SONO IN APPALTO

Al via la campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL

Introduce
Antonio Mattioli segreteria Cgil Emilia-Romagna

Intervengono fra gli altri:
Rappresentanti di varie categorie
Andrea Lassandari, avvocato e presidente Consulta giuridica Cgil Emilia-Romagna
Massimo Mezzetti, assessore regionale alle Politiche giovanili e per la Legalità
Vincenzo Colla segretario generale Cgil Emilia-Romagna

Conclude Franco Martini segreteria Cgil nazionale

Nel sistema degli appalti si scarica l’abbattimento dei costi di fornitura e la realizzazione di beni e servizi troppo spesso a danno della qualità delle opere e dei diritti dei lavoratori.

In un sistema dove le lavoratrici e i lavoratori sono esposti ad una vita di precariato, senza carriere contributive dignitose, con basse retribuzioni e senza valorizzazione professionale, dove spesso non vengono rispettati i contratti nazionali di lavoro, trovano terreno fertile l’illegalità, la corruzione, il caporalato.

Con questo appuntamento, la Cgil Emilia-Romagna intende rilanciare la legge regionale n.3 del 2014 sugli appalti e facchinaggio e la raccolta firme a sostegno delle legge di iniziativa popolare con la quale si intende rafforzare la responsabilità in solido del committente, contrastare l’illegalità, l’evasione, le infiltrazioni malavitose e il massimo ribasso nei contratti di appalto, sancendo regole che consentano nei cambi appalto la tutela occupazionale e l’applicazione contrattuale, oltre all’introduzione delle liste di merito.

La nostra regione, come il resto del paese, ha palesato gli effetti di un sistema fuori controllo con l’inchiesta “Aemilia” e le catastrofiche conseguenze degli eventi climatici causate da un abbandono del presidio del territorio e della frammentazione dei cicli di produzione e servizio, attraverso gli appalti e i subappalti.

Per queste ragioni all’iniziativa del 13 febbraio seguiranno decine di appuntamenti territoriali e migliaia di assemblee nei posti di lavoro, per sostenere le nostre proposte e per affermare che “GLI APPALTI SONO IL NOSTRO LAVORO, I DIRITTI NON SONO IN APPALTO”.


10 febbraio 2015

La Cgil sabato in piazza

Leggi la nota con cui la Cgil nazionale annuncia la sua adesione alla manifestazione di sabato 14 a Roma: http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22851

I pullman partiranno dal parcheggio della Certosa di Bologna sabato alle ore 7.30 e il ritorno è previsto con partenza da Roma intorno alle ore 18.00.

Per le prenotazioni contatta la segreteria della Camera del lavoro metropolitana di Bologna!

Questo è il link del sito che lancia la manifestazione in cui potete trovare tutti i materiali utili: http://www.cambialagreciacambialeuropa.eu/appello.html

Alessio Festi
Segreteria CdLM Bologna


9 febbraio 2015

Lavoratori Seribo in assemblea

Le lavoratrici e lavoratori di Seribo, al solo fine di evitare strumentalizzazioni a seguito di quanto è avvenuto venerdì scorso, non effettueranno l’assemblea già prevista per martedì, e pertanto il servizio mensa nelle scuole sará regolarmente effettuato.
Lavoratrici e lavoratori, nel respingere ogni accusa di assenteismo del tutto infondata e pretestusa, per primi pretendono chiarezza e che si individuino le responsabilità per quanto è avvenuto venerdì scorso.

Inoltre ribadiamo la ferma contrarietà alla privatizzazione di un’azienda che svolge un ruolo fondamentale per il territorio e chiediamo che prosegua il confronto con l’amministrazione comunale, anche con il coinvolgimento del comitato genitori e osservatorio mense scolastiche, per determinare tutte le scelte idonee a risolvere i problemi fin qui avvenuti, subiti anche da lavoratrici e lavoratori, e migliorare la qualità del servizio ediminuire le tariffe.

Lavoratrici e lavoratori si riuniranno domani, 9 febbraio 2015, in una assemblea unitaria aperta alla stampa, alle ore 16.30 alla Cgil di Bologna, per decidere le iniziative da attuarsi nei prossimi giorni.

A seguito dell’assemblea ė convocata una conferenza stampa.

P Cgil. P.Cisl. P.Uil
A.Festi. A.Schincaglia. L.Roncarelli

P.Fp Cgil. P. Cisl Fp P. Uil Fpl
M.Vannini E.Bassani L.Costa

P.Filcams Cgil
E.Sgargi


9 febbraio 2015

Bancari BCC in piazza a Bologna

I lavoratori delle banche di credito cooperativo (Bcc), anche a Bologna, manifestano con un presidio in Piazza Maggiore contro la decisione unilaterale di disapplicare il contratto di lavoro integrativo.
Dalle 10.30 di questa mattina i lavoratori delle banche di credito cooperativo hanno dato vita a un presidio in Piazza Maggiore, davanti alla filiale di Emilbanca. Per tutta la mattina una rappresentanza dei lavoratori delle Bcc dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, della Toscana, del Veneto, del Piemonte, del Friuli Venezia e delle Marche hanno manifestato contro la decisione delle Bcc di disapplicare il contratto di lavoro integrativo regionale a partire dal prossimo 1° aprile. Scelta non casuale, quella di concentrare il presidio davanti a Emilbanca, istituto di credito il cui presidente, Giulio Magagni, è anche a capo della Federazione BCC Emilia-Romagna e di Iccrea Holding, la scatola finanziaria nazionale delle stesse banche di credito cooperativo.

I sindacati puntano il dito contro la mala gestione e le inefficenze dei vertici bancari e finanziari del nostro Paese, che si andranno ora a scaricare sul costo del lavoro e dunque sulle spalle dei lavoratori: “la crisi è determinata dalla cattiva erogazione del credito e dalla cattiva gestione delle banche – spiega Sabina Porcelluzzi, segretaria provinciale Fisac Cgil – “è recentissima la vicenda della multa di Banca d’Italia a Emilbanca di 280 milioni di euro. A causa di una cattiva gestione, e quindi multe pesantissime, vogliono tagliare il costo del lavoro“.

Intanto le sigle sindacali hanno già confermato lo sciopero nazionale del settore previsto per il prossimo 2 marzo: “la deriva che si sta prendendo in settori fulcro dell’economia come la finanza deve essere arginata, perché il rischio va oltre i lavoratori di questo settore”, conclude Porcelluzzi.


6 febbraio 2015

Operatori Tper in ferie obbligatorie

In seguito alle precipitazioni nevose di questa notte, TPER ha deciso di mettere in ferie obbligatorie gli Operatori Qualificati della Mobilità in forza al Dipartimento Sosta, rifiutando di garantire alla città di Bologna il servizio per il quale l’Azienda è remunerata.
Proprio nel momento in cui è più necessario, TPER ha deciso di sospendere l’attività di controllo degli “intralci alla circolazione” e delle fermate degli autobus, scaricando sugli utenti le conseguenze di una scelta totalmente ingiustificata, che avrà ricadute importanti sulla viabilità cittadina.
I lavoratori hanno appreso la notizia poco prima di prendere servizio e sono stati costretti a fare ritorno a casa. L’Azienda li ha infine diffidati dal presentarsi al lavoro nella giornata di domani, sabato 7 febbraio 2015.
La prima nevicata dell’anno, attesa e prevista da molti giorni, è stata sufficiente per gettare nel caos l’intera organizzazione del servizio sosta di TPER. Nessuna giustificazione ragionevole è stata offerta alle Organizzazioni Sindacali, che sono intervenute a difesa degli interessi di cittadini e lavoratori, chiedendo il rispetto
degli impegni contrattuali che TPER ha assunto con il Comune.

Bologna, 6 febbraio 2015

Filt-Cgil
Fit-Cisl
Uiltrasporti
Faisa Cisal
Ugl Autoferrovieri
USB


6 febbraio 2015

Inaugura nuova sede Spi a Minerbio

SABATO 7 FEBBRAIO 2015

ORE 9.30

INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE
SPI-CGIL E AUSER DI MINERBIO
IN VIA GARIBALDI 38/D ”ADIACENTE IL MUNICIPIO”

LA NUOVA SEDE DELLA LEGA SPI-CGIL VERRÀ INTITOLATA A: GIACOMINO SIMONI, GIÀ  DIRIGENTE SINDACALE DELLA FIOM, DELLO SPI DI BOLOGNA, E SINDACO DI MINERBIO DAL 1999 AL 2009.

ALL’INAUGURAZIONE PORTERANNO IL SALUTO :

§ LORENZO MINGANTI : SINDACO DI MINERBIO

§ SECONDO CAVALLARI: PRESIDENTE AUSER BOLOGNA

§ ALBERTO MONTI: SEGRETARIO GENERALE FIOM BOLOGNA

§ VALENTINO MINARELLI : SEGRETARIO GENERALE SPI BOLOGNA

§ MAURIZIO LUNGHI : SEGRETARIO GENERALE CGIL BOLOGNA

INVITIAMO I CITTADINI A PARTECIPARE ALL’INAUGURAZIONE. AL TERMINE SARÀ OFFERTO UN RINFRESCO.


5 febbraio 2015

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori Seribo

Prossimi appuntamenti messi in campo per la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori Seribo:

Stasera alle 18, 5 febbraio 2015, parteciperemo in delegazione all’assemblea pubblica dei genitori, insieme a rappresentanti della segreteria Cgil, di Filcams e Fp.

Lunedì 9 ore 14.30:  in una delegazione parteciperemo al Consiglio Comunale.

Martedì 10  dalle ore 9.30 alle ore 12.30 Assemblea Sindacale per TUTTI i lavoratori di Se.ri.bo presso la Sala CentoFiori di Via Gorki 16. Inizio assembela ore 10.00. L’assemblea bloccherà, di fatto, la produzione dei pasti. Di conseguenza per questa giornata non sarà distribuito il pasto a scuola.

Cgil Bologna
Filcams-Cgil Bologna
Fp-Cgil Bologna


4 febbraio 2015

Il 5 febbraio presidio Mercatone Uno

Continua la mobilitazione della Filcams-Cgil di Bologna a sostegno della vertenza dei lavoratori del Gruppo Mercatone Uno.

La richiesta di concordato preventivo presentata al Tribunale di Bologna rappresenta un fatto molto grave, sia per ciò che rappresenta, ma sopratutto per le dinamiche con cui è maturata.

Le OO.SS., sia a livello nazionale che territoriale, sono da circa tre anni impegnate in un difficile confronto con l’Azienda col fine di affrontarne la grave crisi e salvaguardare i livelli occupazionali. In questo periodo ci sono stati decine di incontri e si è fatto ricorso a tutte le forme di ammortizzatori sociali forniti dall’ordinamento: Cassa integrazione, in deroga e straordinaria; contratti di solidarietà; mobilità volontaria.

La richiesta di concordato preventivo costituisce una rottura delle relazioni sindacali In quanto le OO.SS. e i lavoratori ne hanno avuto informazione solo dalla stampa.

Il 5 febbraio alle ore 13,30 si terrà il primo incontro ufficiale fra Azienda e OO.SS., presso l’Hotel Europa, via Boldrini 11, Bologna. In concomitanza la Filcams CGIL, la Fisascat Cisl e la Uiltucs dell’Emilia Romagna, hanno deciso di promuovere un presidio aperto a tutti i lavoratori del Gruppo.

“Esiste un piano di rilancio? – si domanda Stefano Biosa della Filcams-CGIL di Bologna – E se si, quali sono i contenuti? Quali società sono coinvolte? Esistono dei soggetti
interessati a rilevare il gruppo? A quali costi? Chiediamo, inoltre da subito, il rispetto degli accordi che prevedevano l’anticipo degli ammortizzatori da parte dell’azienda, impegno già disatteso dal mancato pagamento degli stipendi di dicembre dei lavoratori del Tre stelle”.

“Ci chiediamo anche cosa accadrà il 9 febbraio – prosegue Biosa – data in cui dovrebbero esser pagati gli stipendi di gennaio ai lavoratori di tutto il gruppo. Pretendiamo che la direzione di Mercatone Uno si attivi per risolvere la situazione e, se insolvente, richieda immediatamente il pagamento diretto dall’Inps delle spettanze.”

Le scelte passate dell’Azienda hanno già fortemente penalizzato i lavoratori che per la divisione del gruppo in una miriade di società di varie dimensioni si vedono, per la gran parte, esclusi dagli ammortizzatori sociali ordinari, con la possibilità di utilizzare solo la Cassa in Deroga che, qualora autorizzata dalla Regione, durerebbe al massimo 5 mesi.

La crisi del gruppo interessa anche le aziende dell’indotto. Per la sola logistica sono a rischio circa 150 posti di lavoro delle coop in appalto nel solo sito di San Giorgio di Piano. Chiediamo di affrontare in maniera congiunta i problemi per i lavoratori di tutta la filiera!

La Filcams, insieme alle altre sigle sindacali ha proclamato lo stato di agitazione. A livello territoriale ci sono già delle iniziative di mobilitazione. Oltre al presidio del 5, per il 9 e il 10 febbraio sono state indette  assemblee nei Punti vendita di Bologna e San Giorgio di Piano e nel Magazzino della Logistica, per informare i lavoratori e decidere come portare avanti una mobilitazione che si preannuncia lunga e complessa.

“Abbiamo già formalizzato all’Azienda la richiesta di incontro urgente per verificare il rispetto degli accordi a livello locale – conclude Biosa – Ci risultano infatti casi di mancato  rispetto degli accordi in essere, con la violazione  dei criteri di rotazione e selezione dei lavoratori da collocare in cassa integrazione e in Contratto di Solidarietà, con episodi di discriminazione che sfiorano la condotta antisindacale.”

P. la Filcams-CGIL
Stefano Biosa


2 febbraio 2015

Liquidazione Seribo, il 2 febbraio presidio
Nel corso di un’assemblea sindacale dei lavoratori di Seribo indetta dalla Filcams-Cgil di Bologna le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso una decisa contrarietà alle scelte dell’amministrazione di procedere tramite gara d’appalto all’esternalizzazione del servizio di refezione scolastica, a partire dal prossimo anno scolastico. Grandi le preoccupazioni sia per il  futuro occupazionale che per le ricadute che l’esternalizzazione avrà sulla qualità del servizio erogato. “Pertanto, al fine di sostenere le ragioni del No all’esternalizzazione e affermare la necessità di proseguire e sviluppare ulteriormente l’esperienza di Seribo e della società partecipata – dichiara Gaia Stanzani della Filcams di Bologna –, la Cgil organizza un presidio di tutti i dipendenti Seribo presso Palazzo D’Accursio alle ore 18 di Lunedì 2 Febbraio, in contemporanea all’incontro delle organizzazioni sindacali con l’amministrazione comunale a cui invita tutta la cittadinanza a partecipare”.

30/01/2015


2 febbraio 2015

Nota Filt Cgil sul protocollo Tper

La Filt-Cgil Emilia-Romagna e bologna giudica il protocollo siglato in data odierna tra la Prefettura di Bologna, Comune di Bologna e Tper s.p.a. un risultato positivo in termini di sicurezza riguardante il cittadino utente e la sicurezza dei lavoratori.

Il protocollo risponde alle sollecitazioni e alle domande che la Filt-Cgil unitamente alle altre organizzazioni sindacali fin dal 2008 ha avanzato con forza.

Nelle prossime settimane verrà attivato un tavolo tecnico in cui, con il concorso delle oo.ss il protocollo firmato in mattinata verrà adattato alla situazione aziendale del Tpl in Tper s.p.a.

Per la Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna

Matteuzzi Andrea

gennaio 2015

31 gennaio 2015

Apre lo sportello di Infiltrazioni Legali all’Interporto

Sabato l’inaugurazione dello sportello promosso da Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna e da Libera

Nell’ambito del progetto INFILTRAZIONI LEGALI – promosso da FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna e LIBERA per la diffusione della cultura della legalità nel mondo del lavoro e dei trasporti – è convocata mercoledì 28 Gennaio 2015 alle ore 12,00, alla Camera del lavoro metropolitana di Bologna, la Conferenza Stampa di presentazione dello SPORTELLO INFILTRAZIONI LEGALI “PIO LA TORRE”, la cui inaugurazione avrà luogo Sabato 31 Gennaio 2015 presso l’Interporto di Bologna.

L’inaugurazione dello Sportello, realizzato attraverso un accordo di programma nell’ambito della LR 3/2011 tra la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bentivoglio, rientra per la FILT CGIL tra le azioni positive di contrasto all’illegalità nel Lavoro, in particolare nella realtà della  logistica e del facchinaggio – settore strategico per il Paese e l’Emilia-Romagna – dove le “illegalità” e la distorsione delle dinamiche di concorrenza hanno ricadute negative sui lavoratori e sulle imprese.

In questo contesto il Progetto INFILTRAZIONI LEGALI vuole associare con forza al “Lavoro” il concetto di “Legalità” attraverso: percorsi di approfondimento e divulgazione che mettano in contatto istituzioni, mondo imprenditoriale e del lavoro, associazionismo, realtà accademiche e professionali, cittadini; una completa e innovativa formazione rivolta ai delegati sindacali; corsi di alfabetizzazione e di guida alla cittadinanza consapevole per lavoratori di origine straniera/nuovi cittadini.

mercoledì

28 gennaio 2015
Ore 12,00

Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna
via Marconi 67/2 – Bologna

INTERVENGONO:

MICHELE DE ROSE – Segretario Generale FILT CGIL Emilia Romagna
ALBERTO BALLOTTI – Segretario Generale FILT CGIL Bologna
ERIKA FERRANTI – Sindaco Comune Bentivoglio
ANTONIO MONACHETTI – Referente Libera Bologna
MAURIZIO LUNGHI – Segretario Generale CGIL Bologna
VINCENZO COLLA – Segretario Generale CGIL Emilia Romagna

Sono inoltre presenti i delegati della FILT CGIL dell’Interporto di Bologna

Il link al servizio del Tg3 Emilia-Romagna passato nell’edizione delle 19.30 di sabato 31 gennaio: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-99f0832d-f7b1-447a-81e8-6ffdf62e1a88.html#p=0

Sul nostro canale Youtube il servizio sulla conferenza stampa andato in onda il 28 gennaio 2015 su E’ Tv: http://youtu.be/_9wTBvAV6kA


30 gennaio 2015

Salvi i lavoratori della Castelli

Leggi le dichiarazioni del segretario Fillea Maurizzi e gli articoli di giornale

In riferimento all’accordo siglato in data 23 Gennaio 2015 riguardante la Castelli s.p.a. e il conseguente salvataggio dei 96 dipendenti non possiamo come Fillea-Cgil che rilevare la positività di tale risultato in quanto offre una prospettiva di rilancio aziendale e i garanzia occupazionale che è stata in questi lunghi mesi una delle nostre priorità.
Sarà nostra cura, strada facendo, monitorare il rispetto degli accordi sottoscritti auspicando il rientro di tutti i lavoratori al lavoro nei tempi più rapidi possibili.

Maurizio Maurizzi
segretario generale Fillea-Cgil Bologna


30 gennaio 2015

Passante nord, nota Cgil e Fillea

Il tema delle infrastrutture è un punto determinante per il rilancio del nostro sistema territoriale.

Da troppo tempo Bologna è assolutamente ferma. Abbiamo assistito ad una serie di dibattiti, rispetto ai quali abbiamo anche espresso le nostre valutazioni e ordini di priorità.

Da tempo sosteniamo che ci vogliono scelte, e soprattutto occorre un’idea di  quali siano gli elementi su cui rilanciare il nostro sistema metropolitano in una logica eco-sostenibile e di favorire il trasporto pubblico ed il decongestionamento del traffico privato sulla città di Bologna.

Per la Cgil e la Fillea di Bologna il completamento del sistema ferroviario e metropolitano, in una logica di intermodalità e di integrazione del trasporto su ferro e di quello su gomma e la realizzazione del passante nord, con grande attenzione alle compatibilità ambientali nella determinazione del percorso, sono le scelte da realizzare nei tempi definiti e il più possibile ravvicinati.

Per queste ragioni essendo che sono da tempo stanziate risorse su vari progetti (People Mover, Passante Nord), è necessario utilizzare per l’area metropolitana queste risorse inserendole in un investimento propedeutico alle evoluzioni/progetti nel frattempo intervenuti.

Ad esempio Fico comporta, come sosteniamo da tempo, un sistema dedicato di trasporto pubblico che colleghi l’Aeroporto, la Stazione, la Fiera e Fico.

Ci pare logico proporre come soluzione l’estensione del progetto People Mover.

Al contempo non ci sfugge che, a livello regionale, si pensi alla viabilità della Cispadana che molto probabilmente decongestiona parte del traffico privato/merci passante da Bologna.

Ciononostante la infrastrutturazione dell’area metropolitana e lo snodo di Bologna richiedano di procedere con gli investimenti ed i progetti in essere da cui la Regione non può fare
“Ponzio Pilato”.

Maurizio Lunghi, Segretario generale CdLM-Cgil Bologna

Maurizio Maurizzi, Segretario generale Fillea-Cgil Bologna


23 gennaio 2015

Lavoratori Telecom bocciano l’accordo

Nelle giornate del 21 e 22 gennaio si è svolto il referendum sull’ipotesi di accordo del Caring Services di Telecom Italia.

Si è registrata a livello nazionale un’altissima partecipazione al voto da parte  dei lavoratori, pari all’87,18% degli aventi diritto. Dato inedito che ci consegna una grandissima voglia di partecipazione da parte delle lavoratrici  e dei lavoratori sulle scelte che vanno a impattare sul proprio futuro e sui propri diritti.

A livello nazionale il NO all’ipotesi ha prevalso con 4266 voti pari al 55,68%, il SI’ registra invece 3259 voti pari al 42,53%.

Anche in Emilia Romagna la partecipazione al voto è stata altissima, pari al 90%, registrando una fortissima contrarietà in tutte le province interessate all’ipotesi di accordo. I NO sono stati 460 pari al 64,15%, i SI’ 255 pari al 36,85%.

Le lavoratrici e i lavoratori Telecom respingono inequivocabilmente l’ipotesi di accordo che recepiva le linee guida del Jobs Act sulla parte riguardante il controllo a distanza individuale, in piena condivisione con le battaglie condotte dalla CGIL sulle riforme del lavoro approvate dal Governo Renzi.

E’ la dimostrazione che la battaglia per il “no”, di cui fin dall’inizio della vertenza SLC-CGIL Emilia-Romagna unitamente alle proprie RSU, è stata protagonista, ha trovato l’appoggio della maggior parte delle altre regioni e soprattutto ha interpretato il sentimento della maggioranza dei lavoratori.

Il segnale è chiaro e inequivocabile: Telecom deve prendere atto della maggioranza del voto dei lavoratori e riaprire in tempi brevissimi la trattativa.

L’Slc-Cgil Emilia Romagna ringrazia tutti i lavoratori, le lavoratrici e  le RSU  della CGIL che con la loro partecipazione e il loro voto, hanno contribuito a rafforzare le ragioni di una battaglia giusta contro le politiche del governo e di Telecom, volte a cancellare i diritti dei lavoratori.

SLC CGIL Emilia-Romagna
SLC CGIL Bologna

Leggi il comunicato stampa Slc dell’inizio di dicembre 2014: http://www.cgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1072


23 gennaio 2015

Mercatone, Filcams: “Riaprire il tavolo”

MERCATONE UNO presenta istanza di CONCORDATO PREVENTIVO in bianco senza COINVOLGERE Sindacati e Lavoratori, BLOCCA GLI STIPENDI.

ORA BASTA!

L’AZIENDA METTA LE CARTE IN TAVOLA

CHIEDIAMO LA RIAPERTURA DEL TAVOLO SINDACALE NAZIONALE DI CONFRONTO PER DISCUTERE DI:
Salvaguardia dei livelli occupazionali
Piano industriale
Rilancio del gruppo
Pagamento degli stipendi sospesi
Ricollocazione dei lavoratori in fruizione di ammortizzatori sociali.

NON C’E’ RILANCIO SENZA I LAVORATORI!
LA FILCAMS – CGIL al fianco dei lavoratori Mercatone Uno


22 gennaio 2015

Appalti, la proposta di legge della Cgil

“Gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto” è lo slogan della campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dalla CGIL su ‘Garanzia dei trattamenti dei lavoratori/lavoratrici impiegati nelle filiere degli appalti pubblici e privati, contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese e tutela dell’occupazione nei cambi di appalto’. Un testo la cui stesura ha visto il coinvolgimento delle categorie più direttamente interessate ed il contributo dell’Ufficio Giuridico Cgil.

In materia di appalti, anche a Bologna la CGIL si fa promotrice di una seria iniziativa, tesa ad aumentare la tutela dei tanti lavoratori coinvolti. Il congresso nazionale della nostra Organizzazione sindacale, nonché la CDLM di Bologna,  hanno deciso che nei prossimi anni massimo sarà l’impegno di tutte le nostre strutture sul tema degli appalti.

“In quei settori, anche nel nostro territorio, si trovano i lavoratori e le lavoratrici meno tutelati del nostro mercato del lavoro – sostiene con fermezza Sonia Sovilla della segreteria della CGIL di Bologna, con specifica delega sul tema -, lavoratori “strutturalmente precari”, settori nei quali la piena applicazione del ccnl è ancora spesso un miraggio anche per la diffusa presenza di false cooperative che, dietro alla condizione di “socio lavoratore”, stabiliscono deroghe continue alle leggi e ai contratti. Settori spesso dimenticati, diffusi e in rapida espansione sia nel pubblico che nel privato, nel quale si scaricano molte delle contraddizioni di una “idea del lavoro” che continua a ritenere l’abbassamento dei salari e dei diritti l’unica leva per reggere la competizione e rispondere alle esigenze del mercato: parliamo dei facchini, dei lavoratori delle pulizie, della ristorazione, della vigilanza e di tutto il variegato mondo della cooperazione sociale tanto per capirci”.

L’iniziativa si propone di:
— rafforzare la responsabilità solidale del committente per tutelare al meglio i lavoratori in appalto, sia sotto il profilo retributivo che previdenziale;
— sancire regole che rafforzino la tutela occupazionale nelle fasi di passaggio d’appalto;
— contrastare la diffusa illegalità e le infiltrazioni mafiose frequenti in questi settori;
— escludere dagli appalti pubblici le imprese che hanno violato gravemente gli obblighi nei confronti dei loro lavoratori;
— contrastare la logica del “massimo ribasso” attraverso l’introduzione di norme che impongano il rispetto dei contratti del settore e dei diritti dei lavoratori.

“A Bologna dovremo raccogliere almeno 10.000 firme, lo faremo soprattutto nei luoghi di lavoro attraverso un impegno preciso delle nostre diffuse rappresentanze sindacali e dell’intero gruppo dirigente – sottolinea ancora Sovilla -. La CGIL, nonostante gli attacchi subiti negli ultimi anni, continua ad essere la piu’ grande O.S. del paese, il più grande sindacato di tutela generale degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici; se vogliamo continuare ad essere quello che siamo sempre stati non possiamo, in una fase così delicata per il mondo del lavoro, sempre più colpito nella propria dignità, non dare massima attenzione ai meno tutelati”. Per questo, conclude Sovilla, “è importante raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati con la proposta di legge di iniziativa popolare su questo specifico tema”.

Qui una sintesi della proposta di legge, e tutto il materiale: http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22629


22 gennaio 2015

Il 30 gennaio sciopero dei bancari

Il 30 gennaio 2015 sciopero generale di tutta la categoria dei bancari per l’intera giornata. A sostegno del diritto della categoria al rinnovo del CCNL e contro la decisione unilaterale di ABI di dare disdetta e successiva disapplicazione dei contratti collettivi di lavoro dal 1 aprile 2015. Perché il contratto nazionale deve rimanere primo elemento di diritto, non derogabile, a difesa dell’occupazione e dell’Area Contrattuale. Perché il bancario non è un numero senza volto, ha una storia, una carriera, una professionalità e il diritto di difendere il potere d’acquisto dei salari e la dignità del lavoro. Perché vogliamo rimanere bancari al servizio del Paese, contro l’egoismo dei banchieri al fianco dei clienti e dei risparmiatori. Nella giornata di venerdì 30 gennaio si terranno quattro grandi manifestazioni, di lavoratrici e lavoratori a Milano, Ravenna, Roma e Palermo.
Scioperiamo compatti per respingere l’arroganza e l’egoismo dei banchieri che ci vogliono riportare indietro nel tempo.

12 gennaio 2015
Le Segreterie Nazionali

Leggi la notizia sul sito della Fisac nazionale: http://www.fisac-cgil.it/35989/le-segreterie-bancari-in-sciopero-il-30-gennaio-sonobancario


22 gennaio 2015

Nuovo Isee: Colpiti ancora i pensionati

“Ancora vessazioni e disattenzioni verso i deboli, e fra questi tanti pensionati”

Mentre tutte le sere ci viene propinato uno spot pubblicitario della Presidenza del Consiglio sui positivi effetti del nuovo ISEE (indicatore della situazione economica equivalente), ben diversa è la realtà che vivono i cittadini che debbono presentare un ISEE e che per scelte politiche dell’INPS e per i ritardi delle Pubbliche Amministrazioni nell’aggiornare i regolamenti, non sono in condizione di farlo.

Stiamo parlando di disagi che significano il mancato riconoscimento di prestazioni assistenziali che fino a ieri erano riconosciute per ragioni di reddito, di disagio sociale, per servizi legati alla non autosufficienza, oppure per determinare la quota di compartecipazione del cittadino al costo del servizio.

C’è una prima grave responsabilità dell’INPS che non ha ancora rinnovato la convenzione con i Caaf scaduta il 31 dicembre senza peraltro mettere a disposizione un servizio adeguato.

In secondo luogo le Amministrazioni non hanno prodotto un aggiornamento dei regolamenti, in ragione del nuovo sistema di calcolo dell’ISEE.

SAREBBE UN ORIENTAMENTO DI BUON SENSO IL DIFFERIMENTO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO ISEE fino alla definizione dei nuovi regolamenti.

Se non verrà assunto questo orientamento, il risultato sarà un nuovo taglio agli aiuti ai cittadini e alle famiglie colpite dalla crisi, o che hanno la necessità di avvalersi di servizi sociali o assistenziali.

Non possiamo restare in silenzio ma solo rivendicare una maggiore attenzione ai più deboli.

Valentino Minarelli
Segretario generale Spi Cgil Bologna


22 gennaio 2015

Sant’Orsola: danni a sala sindacale
Fp-Cgil Bologna: “Non ci faremo intimidire”

Nei giorni scorsi sconosciuti si sono introdotti nella saletta sindacale comune dedicata alla tutela ed hanno strappato materiali di propaganda della CGIL e altri di CISL e UIL. Abbiamo provveduto ad effettuare una segnalazione alle autorità, anche in ragione del fatto che dentro gli armadi e nel pc di quell’ufficio sono contenuti dati sensibili di lavoratrici e lavoratori; per tutta risposta, nella giornata di ieri, sempre ignoti hanno estratto dalla medesima saletta alcuni mobili accatastandoli davanti alla porta della Saletta sindacale della CGIL. Evidentemente come atto intimidatorio.
Pare proprio di poter dire che la campagna elettorale comincia nel modo peggiore. Se qualcuno pensa di poter inquinare con questi sistemi un appuntamento di democrazia come quello delle prossime RSU è bene che sappia che non lo consentiremo.

Se qualcuno pensa di intimidire la CGIL con metodi squadristi e fascisti è bene che sappia che non arretreremo di un millimetro.

Alle lavoratrici e ai lavoratori chiediamo di segnalarci (anche in forma anonima ) qualsiasi episodio di pressione indebita a cui dovessero assistere od essere sottoposti, nella certezza che la FP-CGIL saprà tutelarli.

FP-CGIL Bologna
Michele Vannini


21 gennaio 2015

Contrassegni Tper, nota Filcams e Filt

“Emergono i problemi da noi denunciati senza essere ascoltati”

Abbiamo appreso con certo stupore le notizie rilasciate dall’Assessore alla Mobilità Colombo relativamente alle lunghe attese e disservizi per il rilascio dei contrassegni nella nuova sede di S.Donato. Dichiarazioni irresponsabili che scaricano tutte le responsabilità sui lavoratori che vi hanno lavorato con passione sino al 31 dicembre 2014 prima di essere assegnati ad altro servizio da parte di Tper, e sui nuovi che oggi vi lavorano.

Sarebbe meglio che l’assessore Colombo si assumesse tutte le responsabilità di quanto avvenuto poiché stanno emergendo tutti i problemi, da noi denunciati invano illo tempore, anziché sostenere che i nuovi locali ed i nuovi lavoratori sono molto meglio dei precedenti, classificando lavoratori di serie a e b.

Nell’elogiare i colleghi che oggi che prestano servizio presso il nuovo ufficio contrassegni di via S.Donato che, nonostante le poche ore di formazione (a volte nulla), stanno facendo del loro meglio per risolvere le ovvie difficoltà (e per questo gli facciamo un forte plauso) è bene ricordare che quei lavoratori così criticati dall’Assessore sono passati da un appalto all’altro, costretti non solo a convivere con una continua incertezza lavorativa, ma pure a dannarsi per trovare qualcuno che ascoltasse le loro innumerevoli segnalazioni (documentate) sulle carenze delle dotazioni tecniche, sulle procedure approssimative e confuse decise dall’alto, ma che loro in “prima linea” davanti all’utente, vedevano tutte le carenze che spesso si traducevano in un autentico calvario per il cittadino… ma nessuno li ascoltava.

Nonostante questo contesto si sono sempre adoperati per dare al cittadino una percezione di efficacia e ridurre al massimo i suoi disagi…. nella più assoluta solitudine analogamente agli operatori di oggi!

Ed ora dovrebbero essere il capro espiatorio di scelte discutibili?? non è tollerabile!

Riteniamo che tutti gli sforzi dei lavoratori messi in campo per sopperire mancanze altrui, con la loro esperienza nel settore rilascio contrassegni, rappresentino un valore per Tper e Comune di Bologna; fatto peraltro confermato da un accordo condiviso con le OO.SS nel luglio 2012.

L’attuale situazione è totalmente imputabile alle scelte organizzative dell’Azienda e non certo alla professionalità dei lavoratori tutti, vecchi e nuovi, se consideriamo che un intero settore è stato stravolto dalla mattina alla sera. Speriamo anzi che le difficoltà di oggi non si traducano domani in errori e onerose multe, creando ulteriori gravi disagi ai cittadini di Bologna.

Filcams Cgil Bologna
Filt Cgil Bologna


19 gennaio 2015

Gara al ribasso per servizi educativi

Fp-Cgil Bologna: “Garanzia di diritti e lavoro degno di questo nome molto debole”

Il Comune di Bologna ha aggiudicato pochi giorni or sono una gara (atto 294812/2014) per la gestione di servizi socioeducativi per l’infanzia e i minori, aperta alle cooperative sociali e alle associazioni del territorio, per un importo complessivo di 620 mila euro su un anno e mezzo (febbraio 2015-agosto 2016).

Questa gara è stata vinta dalla Coop Sociale “Mosaico” di Fabriano, davanti al consorzio formato dalle coop bolognesi che gestivano già questo servizio, ovvero Csapsa 2, Open Group, Società Dolce, Il Pettirosso, Arci, La Carovana.

Il dato però in assoluto più rilevante (e grave) è che la gara è stata assegnata a Mosaico grazie a un ribasso dell’11% sui costi, a fronte di un ribasso di “appena” il 6% praticato dalle cooperative bolognesi.

Leggi il resto del comunicato stampa sul sito della Fp-Cgil Bologna: http://www.fpcgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1239


15 gennaio 2015

Privato sociale, a rischio posti

Privato sociale, a rischio posti. Leggi la nota della Fp Cgil Bologna

Cambiano i criteri di selezione nel privato sociale, a rischio riconferme e posti di lavoro. Leggi la notizia sul sito della Fp-Cgil Bologna: http://www.fpcgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1220


15 gennaio 2015

Venerdì 16 gennaio sciopero a Futura

Stop dalle 10 alle 13 con presidio e assemblea davanti al Comune di San Giovanni

VENERDI 16 GENNAIO DALLE 10.00 ALLE 13.00

Sciopero di tutti i lavoratori dipendenti CFP Futura, società pubblica per la formazione professionale e lo sviluppo del territorio, con sede legale e operativa a San Giovanni in Persiceto (Bo) con presidio e assemblea presso la Piazza del Comune di San Giovanni

Lo sciopero rappresenta il segnale più tangibile delle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori a fronte del piano industriale, approvato a novembre 2014, dall’assemblea dei Soci che rappresenta la proprietà pubblica della struttura formativa (16 Comuni della bassa bolognese, più l’Unione dei Comuni della Valle del Reno, Lavino e Samoggia).

Il Piano triennale, da noi fortemente contestato e rigettato, di cui si chiese l’immediato ritiro, non prevede investimenti di prospettiva, ma unicamente una forte riduzione dei costi e il LICENZIAMENTO di 17 unità di personale.

FUTURA rappresenta un importante punto di riferimento per la formazione, l’orientamento e i servizi per il lavoro, rivolti ai giovani, ai disoccupati, alle fasce deboli, alle imprese pubbliche e private del territorio.

Lo sciopero di 3 ore, ha riscontrato un’altissima partecipazione (ha scioperato l’81% dei dipendenti) e si è svolto con un presidio davanti al Comune di San Giovanni in Persiceto (socio di maggioranza e referente per tutti i Comuni ).

Le OO.SS ritengono gravissima l’assenza del Primo cittadino Mazzuca, che, pur essendo a conoscenza dell’iniziativa, non ha ritenuto di essere presente per ascoltare le voci delle lavoratrici.

Nei prossimi giorni le OO.SS e le RSA saranno ricevute dall’assessore regionale Prof. Patrizio Bianchi, per affrontare la delicata situazione.

FLC CGIL Emilia-Romagna
Monica Ottaviani

FLC CGIL Bologna
Nadia Cinti

FILCAMS CGIL Bologna
Luca Taddia

FISASCAT CISL Bologna
Sara Ciurlia

CISL SCUOLA Emilia-Romagna
Alessandro Burgoni

UIL SCUOLA Emilia-Romagna
Giorgio Vlamidis


10 gennaio 2015

Precaria Unibo all’Anno accademico

L’intervento di questa mattina all’inaugurazione dell’Anno Accademico di una lavoratrice precaria dell’Università

Intervento del rappresentante del personale tecnico amministrativo

10 gennaio 2015

Magnifico Rettore, signor Presidente autorità civili, religiose, militari, studenti, colleghe e colleghi, signore e signori

è con emozione che mi appresto a rappresentare, oggi, il personale tecnico amministrativo dell’Università di Bologna.

Per l’anno accademico 2014-2015. le organizzazioni sindacali hanno deciso di dare voce ai precari, e offrirci la possibilità di intervenire in questa solenne cerimonia.

Parlo quindi anche a nome dei colleghi a tempo determinato che come me lavorano in ateneo da 6, 7, alcuni anche oltre i 10 anni con impegno e dedizione, sempre in attesa che questa fase di profonda incertezza si trasformi nell’opportunità di poter pianificare la propria vita e le proprie scelte cosi’ come dovrebbe esser concesso a tutti, sempre nella speranza di una stabilizzazione che i governi uno dopo l’altro disattendono, riinviando all’infinito il problema di chi da anni lavora nella pubblica amministrazione, garantendo l’erogazione di servizi essenziali e sopperendo a quelle che sono tutt’altro che esigenze temporanee, ma vere e proprie carenze di personale strutturato.

Noi tutti pensiamo che per uscire dalla crisi sarebbe fondamentale investire nell’università e nella ricerca pubbliche, determinando in tal modo un cambio di paradigma competitivo e di sviluppo per salvare il nostro pese serve un politica economica e espansiva in grado di importanti investimenti pubblici nei settori strategici della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione tecnologica. Una crescita basata sull’innovazione e non sulla competitività giocata su bassi salari, bassi costi di produzione e bassa qualità. Quello che invece si sta facendo da svariati anni è esattamente il contrario: disinvestimento massiccio su università e ricerca – i tagli sul fondo di finanziamento ordinario sono circa del -13% dal 2009 ad oggi – e riduzione dei salari e dei diritti.

Non si crea ripresa continuando a non investire sui nostri settori, mantenendo bloccati i contratti collettivi nazionali del pubblico impiego, non facendo una seria politica contro l’evasione e la corruzione, da una parte, e dall’altra dando la possibilità di licenziare anche di fronte a un licenziamento illegittimo e ingiusto.

Come lavoratori pubblici ci siamo indignati e abbiamo espresso la nostra contrarietà per quello che è avvenuto con il jobs act: una persona licenziata illegittimamente e ingiustamente – sia che il datore di lavoro abbia inventato un motivo economico, sia che abbia inventato una causa disciplinare – non ha più il diritto di essere reintegrato sul posto di lavoro e per i licenziamenti collettivi, non ci sarà più il reintegro nemmeno se il datore di lavoro non rispetta i criteri di scelta: è libero dunque di lasciare a casa chi vuole, pagando un semplice e modesto indennizzo! Ed è facile prevedere che saranno i soggetti sociali più deboli ad essere estromessi dal ciclo produttivo.

In questo modo sparisce il lavoro a tempo indeterminato, è per questo che pensiamo che questo provvedimento non solo non vada esteso al pubblico impiego, ma vada cancellato anche per il settore privato, dove tra l’altro sarebbe applicato in questa prima fase solo ai nuovi assunti, creando l’ennesimo doppio binario tra vecchi assunti e nuovi lavoratori.

Inoltre vogliamo segnalare che i nostri contratti sono bloccati ormai da più di 7 anni, le progressioni economiche da più di 4, il contratto integrativo non può superare il tetto del fondo 2010 e come se tutto questo non bastasse, sono stati tagliati persino i buoni pasto.

Ognuno di noi, personale tecnico amministrativo, ha perso dal 2010 ad oggi circa 4.200 euro, solo per il mancato adeguamento al costo della vita.

Rinnovare i contratti del pubblico impiego, e liberare la contrattazione integrativa dai vincoli legislativi introdotti in questi anni, rappresentano non solo un diritto di questi lavoratori e un riconoscimento della loro professionalità, ma anche un’iniziativa importante per ridare fiato all’economia facendo crescere la domanda interna. Invece, i contratti nazionali sono nuovamente bloccati e la legge di stabilità ha operato ulteriori tagli; gli enti locali stanno preannunciando (come hanno detto il nostro sindaco e il nostro presidente di Regione) un nuovo aumento della tassazione locale e nuovi tagli ai servizi: alla Regione Emilia-Romagna verranno a mancare, nel solo 2015, 570 milioni circa di euro, alla Provincia di Bologna 25, al Comune 15, e non stiamo certo parlando di amministrazioni locali che hanno tutti questi sprechi da tagliare!

Ora si parla di un’ulteriore riforma della pubblica amministrazione. L’università ha già subito e continua tuttora a pagare le conseguenze delle riforme Gelmini e Brunetta. In particolare, la riforma gelmini ha prodotto gerarchizzazione esasperata nei processi di lavoro, riorganizzazione degli uffici e dei settori senza una razionalizzazione vera delle risorse e ulteriore precarizzazione del personale (penso per esempio ai precari della ricerca), e il blocco del turn over ha portato ad una diminuzione del personale ta dellì11% e del personale docente del 15% circa.

La riforma brunetta -nella parte applicata- ha prodotto solamente una ulteriore burocratizzazione e un ingessamento dei flussi e delle procedure di tutte le attività. Innanzitutto
andrebbero riviste queste riforme nelle parti peggiori. Inoltre, se per nuova riforma della pubblica amministrazione si intende ancora una volta: tagli lineari, nessun investimento in riqualificazione e professionalizzazione, valutazione del personale introdotta – come in questi anni- senza risorse e in un’ottica puramente punitiva, finalizzata alla razionalizzazione e ai tagli.

Noi non ci stiamo!

In tutto questo, dov’è il cambiamento che il governo ha tante volte evocato?

In conclusione, riteniamo importantissimo l’accordo che l’Università di Bologna ha siglato insieme alle organizzazioni sindacali e alle rsu per consentire una proroga di lavoro per i tempi determinati. Chiediamo però un passo ulteriore, un impegno a proseguire in questa direzione. Proprio perché ci sentiamo parte integrante di questa grande comunità e dei risultati raggiunti, premiati nei giorni scorsi dal Miur, e dopo la recente attribuzione al nostro prestigioso ateneo di 56 punti organico.

Nell’imminente ripresa della programmazione di assunzioni di personale tecnico-amministrativo, chiediamo nuove assunzioni per i colleghi amministrativi, i tecnici informatici, di laboratorio e i bibliotecari.

In particolare per quest’ultima categoria della quale faccio parte, chiedo un concreto riconoscimento. Noi bibliotecari, precari da molti anni, siamo certi di concorrere, con il nostro lavoro quotidiano e nostra la professionalità, ai strategici settori dell’internalizzazione, della ricerca e della didattica.

E’ grazie al lavoro e alla professionalita’ di tanti precari che le Università e tutta la pubblica istruzione hanno continuato a funzionare in questi anni, ed è venuto il momento di riconoscere questo lavoro!

Buon nuovo anno accademico a tutti!

Nadia Paolucci, bibliotecaria precaria Università di Bologna


9 gennaio 2015

Sciopero alla Granarolo contro il Jobs Act

Precarietà estesa all’infinito, demansionamento, controllo a distanza, voucher, con il Jobs act il governo Renzi trasforma il rapporto di lavoro tra azienda e lavoratore nella medesima relazione che intercorre tra il caporale ed il bracciante.

Non è di questo che ha bisogno il Paese per uscire dalla drammatica situazione che ogni giorno è costretto a vivere.
Mancanza di lavoro, assenza di investimenti, evasione, corruzione, malavita organizzata, inefficienza della macchina burocratica, sono i veri problemi del Paese che l’azione del governo non affronta condannando il Paese ad una lunga agonia.

Solo il riconoscimento del lavoro quale soluzione è la strada da imboccare per far uscire dal tunnel della crisi l’intero Paese, senza lasciare indietro nessuno.

Contro le politiche messe in campo dal governo Renzi in materia di lavoro, e a sostegno di un’alternativa a politiche di austerity in cui a pagare sono sempre i più deboli, nell’ambito delle iniziative di lotta proclamate dalla Segreteria Nazionale della Cgil

Sabato 10 gennaio 2015 in concomitanza con la visita del primo ministro Renzi in Granarolo le lavoratrici ed i lavoratori incroceranno le braccia per due ore – dalle 9 alle 11 – con presidio davanti al caseificio.


8 gennaio 2015

Charlie Hebdo, la fiaccolata a Bologna
Ci uniamo al coro di solidarietà’ che si sta alzando in queste ore a sostegno dei giornalisti, dei lavoratori e delle lavoratrici e dell’intera cittadinanza francese così profondamente colpiti dal vile attacco terroristico di ieri che ha causato 12 morti e molti feriti.

Ancora una volta viene duramente colpito il diritto all’ informazione, alla libertà di espressione e di pensiero che stanno alla base della democrazia e del modello culturale, politico e sociale europeo.

In questo attentato hanno, tra gli altri, perso la vita alcuni noti giornalisti e disegnatori che hanno fatto della tolleranza e dell’integrazione tra culture e tra i popoli la base della loro attività artistica e professionale. Proprio questi principi, che sono anche i nostri, sono stati barbaramente colpiti con una azione terroristica sanguinosa che condanniamo e respingiamo duramente. Viene di nuovo proposta una idea di scontro e di conflitto frontale,  nemica proprio di tutte quelle confessioni religiose che, in maniera arrogante e violenta, gli autori del gesto terroristico pretendono di rappresentare.

Rifiutiamo qualunque logica tesa a destabilizzare e dividere le nostre società, diffondendo violenza e incitando all’odio tra le diverse comunità.

Ciò che è accaduto ci riconsegna, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la necessità di far sì che l’EUROPA esca dal silenzio e dalla colpevole rimozione di attenzione dell’ultimo periodo su tutti questi temi. L’aumento esponenziale della conflittualità e la diffusione di crisi endemiche nell’area del Mediterraneo e dell’intero Medio Oriente, a partire dallo storico conflitto mai risolto tra Israele e Palestina che continua a rimanere uno dei nodi sui quali bisogna continuare ad alzare la voce per una giusta ed equa soluzione, devono far sì che questi temi tornino al centro di una precisa agenda politica.

Venerdì 9 gennaio 2015 ore 17.30
presidio con  fiaccolata in piazza Nettuno

per esprimere tutti insieme la nostra forte solidarietà alle vittime dell’attentato terroristico, contro ogni forma di violenza, per la libertà’ di informazione, per la pace e la convivenza fra i popoli.

Promuovono l’iniziativa FNSI-ASER Emilia-Romagna, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Arci, Libera, Comunità Islamica di Bologna, Assopace Palestina,  Emergency Bologna, Forum del Terzo Settore di Bologna.

Hanno aderito, o saranno presenti con propri rappresentanti, il Comune di Bologna, la giunta della Regione Emilia-Romagna, l’Alliance Française, la Comunità eritrea di Bologna, l’associazione Piantiamolamemoria, il gruppo universitario di Amnesty International di Bologna, Human Rights Nights Bologna, Pd e Sel Bologna, il gruppo consigliare di maggioranza e del Movimento 5 Stelle di Marzabotto (Bo), l’Associazione culturale islamica per l’integrazione di Marzabotto. Le adesioni crescono di ora in ora!

Bologna, 8 gennaio 2015

Leggi la nota della Cgil nazionale: http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22775

2014

dicembre 2014

24 dicembre 2014

“Sab si faccia carico degli appalti”

“Ci sembra assurdo che un aeroporto importante come il Marconi di Bologna, in positivo in tutti i fattori economici e in procinto di essere quotato in borsa, non trovi lo spazio per ricollocare tutti i lavoratori delle aziende in appalto che vedranno il 15 di gennaio 2015 cessare i servizi nel principale scalo dell’Emilia Romagna.

Negli ultimi incontri – dice Debora Cervi (Filcams-Cgil Bologna) – la Sab ha dato disponibilità ad assumere 11 dei 19 lavoratori della Dussmann che si occupano del servizio movimentazione bagagli, carrelli e dell’assistenza dei disabili mentre per gli altri 8 nessuna disponibilità ad una ricollocazione.

Questa situazione, ormai a ridosso dei licenziamenti collettivi che avverranno nella seconda settimana di gennaio, stanno provocando un danno enorme ai lavoratori coinvolti e una crepa sociale che è destinata ad allargarsi.

Chiediamo al Presidente della SaB quindi, che economicamente ne ha tutte le condizioni, di farsi carico dell’intero personale coinvolto nell’internalizzazione dei servizi. Sarebbe un segnale importante che garantirebbe serenità a lavoratori, ormai ad un passo dalla disperazione, ed anche a tutta la comunità che vedrebbe il 2015 aprirsi non con l’ennesimo licenziamento collettivo ma con un segnale di ripresa e speranza”.

“A settembre 18 lavoratrici dell’infopoint hanno perso il lavoro – aggiunge Giulia Santoro, segretario Slc-Cgil Bologna -. Da allora c’è una trattativa aperta ma al momento l’aeroporto non si dice disponibile a discutere della ricollocazione di queste persone. Noi invece continuiamo a tenere fermi due punti di rivendicazione: la garanzia occupazionale per tutti, e l’apertura di un tavolo di sito per evitare situazioni simili in futuro, e mettere nero su bianco la responsabilità dell’aeroporto sugli appalti”.

Filcams Cgil Bologna
Slc Cgil Bologna

Al minuto 4.21 l’intervista sul caso ad Alessio Festi (segreteria Cgil Bologna) andata in onda nel Tg3 Emilia-Romagna del 3 gennaio 2014:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f3d179e7-642b-4be1-b0fe-eef431d6a2e4.html#p=0


23 dicembre 2014

Condanna sabootaggio in Santa Viola

La Cgil Emilia-Romagna, la Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna, e la Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna esprimono la propria ferma condanna per l’incendio doloso che ha interessato, nella notte, la stazione ferroviaria di Santa Viola a Bologna causando seri danni al traffico su rotaia e altrettanti disagi a chi stava raggiungendo i propri cari in prossimità delle Festività natalizie.

Si tratta del quarto sabotaggio in poche settimane, sempre contro linee ferroviarie, e con un crescendo di gravità e di pericolosità che ci preoccupa fortemente. Anche stavolta, dalla dinamica, ci pare di cogliere che ad essere colpiti sono stati alcuni punti vitali del sistema ferroviario con una precisione che, a nostro avviso, indica un’elevata conoscenza del sistema.

Come al solito la Cgil sarà in prima fila a difendere gli interessi dei molti cittadini che stanno subendo i disagi, contro la folle prevaricazione dei “soliti idioti”. Non intendiamo però sottovalutare l’episodio di questa notte. Guardiamo anzi con preoccupazione a questi gravi atti di sabotaggio contro le ferrovie, soprattutto a Bologna, perché la nostra memoria non può non correre seppure con i dovuti distinguo ai gravissimi attentati che hanno scosso la città e l’Appennino negli anni Ottanta. Proprio oggi, trent’anni fa, la strage di Natale sul rapido 904.

Crediamo sia giunto il momento di dire basta a questa escalation di sabotaggi che si ripercuotono solo sui lavoratori che quotidianamente usano il treno per spostarsi ed andare a lavorare, già provati dalla crisi e dai ritardi quotidiani.

Invitiamo il Governo ad un’azione efficace senza enfasi, ma con atti concreti per permettere di assicurare gli autori prontamente alla giustizia, innalzando al massimo i livelli di attenzione per scongiurare possibili nefaste conseguenze da questi atti.

CGIL di Bologna
CGIL Emilia-Romagna
Filt-Cgil Emilia-Romagna e Bologna


22 dicembre 2014

Natale di lotta per le commesse Alcott

Il servizio sul sito di Radio Città del Capo con l’intervista a Stefania Pisani (Filcams-Cgil): http://www.radiocittadelcapo.it/archives/alcott-sciopero-153667/

Il servizio su Radio Fujiko: http://www.radiocittafujiko.it/news/sciopero-delle-commesse-alcott-contratti-irregolari-2


19 dicembre 2014

Jobs Act, Camusso: “Permangono le divergenze”

Leggi il comunicato stampa sulla pagina internet della Cgil nazionale:http://www.cgil.it/News/PrimoPiano.aspx?ID=22760


19 dicembre 2014

Provincia: siglato documento in Regione Emilia-Romagna

Grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle Province, delle Rsu e delle organizzazioni sindacali territoriali di Cgil Cisl e Uil è stato possibile sottoscrivere oggi 19 dicembre 2014, presso la Regione Emilia Romagna, dove si sono incontrati il Presidente della Giunta regionale e i sindacati regionali, confederali e di categoria Cgil, Cisl e Uil, un importante documento condiviso.

Segnaliamo in particolare:

– l’impegno del Presidente Bonaccini ad “aprire una interlocuzione con il governo sull’emendamento relativo al taglio del personale in forza alle province e cittàmetropolitane”;
– l’impegno a garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nel rispetto  dei contenuti e dei percorsi di confronto definiti negli accordi sia confederali che di categoria (protocollo del 10/12/2013) già sottoscritti con la Regione ed il complessivo sistema delle autonomie locali;
– l’impegno a costituire un tavolo permanente di confronto a livello regionale che garantisca un flusso di informazioni costanti sulle attività dell’osservatorio regionale/nazionale
– l’impegno a confermare le risorse del bilancio regionale destinate alle “attività delegate” e ricerca di un confronto con il Governo al fine di ridurre l’impatto dei tagli attualmente previsti dal DDL Stabilità 2015.

Bologna, 19 dicembre 2014


18 dicembre 2014

Ok dei lavoratori al piano Breda

Via libera dei lavoratori della Bredamenarinibus di Bologna all’accordo raggiunto ieri al ministero dello Sviluppo economico sulla cessione dell’azienda da Finmeccanica alla neonata Industria italiana autobus. L’assemblea dei lavoratori Breda ha dato mandato al sindacato e alla rsu di sottoscrivere l’accordo con due astenuti e sei contrari. L’intesa raggiunta a Roma prevede che gli investimenti promessi dal management di King Long Italia, socio primario della newco che progettera’ e realizzerà autobus a Bologna e Avellino nell’ex sito Irisbus, saranno garantiti nei tempi previsti “ad un livello utile a dare piena attuazione agli obiettivi del piano industriale”. Investimenti che “dovranno assicurare la permanenza e lo sviluppo del sito Bredamenarinibus quale centro logistico, quartier generale dell”Industria italiana autobus” con riferimento anche “alla progettazione e realizzazione nuovi veicoli con caratteristiche tecniche e ambientali innovative”. Inoltre, l’accordo (che sarà verificato con cadenza quadrimestrale) ha riguardato il tema delicato dell’utilizzo dell’area di via San Donato dove sorge lo stabilimento, che rimarra’ di proprietà di Finmeccanica. Finmeccanica si è, infatti, impegnata a trattare con Iia un contratto di affitto “a lungo termine” per l’area di via San Donato.


17 dicembre 2014

Lavoratori Carocci e Il Mulino in presidio

I dipendenti della Società editrice il Mulino, riuniti in assemblea il 16 dicembre 2014, esprimono la loro solidarietà ai dipendenti di Carocci Editore che domani (17 dicembre) manifesteranno a Bologna davanti alla sede dell’azienda che la acquisì nel luglio 2009 (Carocci è controllata da Edifin, la stessa finanziaria che controlla il Mulino). La manifestazione risponde all’annuncio da parte della direzione di procedere con la cassa integrazione straordinaria a zero ore per 17 dei 32 dipendenti dell’editore romano, anticamera dei prevedibili licenziamenti che metteranno in discussione la sopravvivenza stessa dell’azienda.

I dipendenti del Mulino hanno deciso all’unanimità di sospendere il lavoro dalle 11 alle 14 di domani, in concomitanza con la protesta dei dipendenti di Carocci.

I dipendenti del Mulino esprimono inoltre la loro grande preoccupazione per i provvedimenti annunciati in questi giorni dalla direzione dell’azienda che produrranno nell’immediato, all’inizio del 2015, lo scorporo delle attività produttive e redazionali in una nuova società controllata dal Mulino, di cui al momento non sono stati esplicitati i termini societari, le condizioni contrattuali, i percorsi formativi, la sede, in sostanza le linee guida del piano industriale in cui rientrerà la cessione del ramo d’azienda.

I dipendenti del Mulino sottolineano con forza che tale cessione comporta lo snaturamento di ciò che ha contraddistinto l’editrice nei suoi 60 anni di attività, con la perdita di quella identità che ha rappresentato la forza di questo marchio.

L’ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI DEL MULINO


16 dicembre 2014

Nodo bilancio, Lunghi: “Avevamo ragione”

In viaggio per Roma leggo le dichiarazioni di agenzia del Sindaco di Bologna e del Vice Sindaco in merito all’impossibilità di procedere alla chiusura del bilancio per effetto delle scelte del Governo contenute nel l’emendamento alla legge di stabilità . Condivido in pieno che questo governo sta determinando un’azione che rischia di ridurre i Comuni e non solo, ad un ruolo prima di gabellieri e oggi di passa carte. Infatti il combinato disposto dei tagli e dell’impossibilità di utilizzare la leva delle tasse altro non è che l’annichilimento del ruolo dei corpi intermedi istituzionali. Avevamo quindi ragione quando proponevamo al Sindaco di unirsi alla nostra lotta per cambiare l’iniqua manovra di legge perché era ed è evidente che Renzi non fa distinzione quando sceglie di ridurre il ruolo dei corpi intermedi. Mi auguro che il Sindaco, come ha già dimostrato con la Dichiarazione comune sul tema della salvaguardia occupazionale dei dipendenti della Provincia, si attivi per un’azione forte attraverso l’Anci per chiedere al Governo, il ritiro dei tagli contenuti nella legge di stabilità e al contempo avvii un confronto con spirito costruttivo con le OO.SS. Per valutare una possibile gestione di questo difficile momento. Confronto indispensabile anche per trovare i futuri equilibri nel riassetto istituzionale della Città Metropolitana.

Maurizio Lunghi segretario generale Cgil Bologna


16 dicembre 2014

Città metropolitana, nota Cgil Cisl e Uil

La scorsa settimana il Consiglio della Città Metropolitana ha varato  il proprio Statuto.

Pur essendoci stati due accordi,  tra L’Amministrazione Comunale e le OO. SS, con un testo specifico firmato dal Sindaco Merola e dai Segretari di CGIL CISL e UIL nel mese di settembre, in cui le Parti si impegnavano ad un confronto preventivo sui contenuti dello stesso, il Sindaco a ciò non  ha mai dato seguito.

Siamo pertanto in presenza  di un precedente, che mette in forte discussione le modalità e le caratteristiche che ad oggi hanno caratterizzato i rapporti tra le parti.

Riteniamo inoltre inaccettabile che ancora  non vi sia un progetto, almeno di massima,  sulle funzioni e prerogative della Città Metropolitana che, ad oggi, a causa dei tagli lineari e ingiustificati della Legge di Stabilità, rischia di  pregiudicare le funzioni ad essa attribuite dalla legge, con il rischio possibile e per noi inaccettabile di centinaia di esuberi fra  le lavoratrici ed i lavoratori della ex Provincia di Bologna.

Riteniamo che i problemi che  dovremo   affrontare siano talmente pesanti, a causa dei  continui tagli alla finanza locale da parte del Governo, che le inutili fughe in avanti o i toni eccessivamente muscolari arrivano a determinare una inutile tensione che sicuramente non aiuta ad individuare la soluzione dei problemi.

Per questo motivo invitiamo il Sindaco ad una scelta netta di valorizzare il confronto tra le parti per definire la salvaguardia del sistema dei servizi, le politiche di sviluppo  per rilanciare l’economia e l’occupazione del territorio metropolitano.

Riteniamo pertanto che questi nodi siano affrontati già a partire dall’incontro che si terrà nella giornata di domani fra Comune e CGIL, CISL e UIL.

Cgil Bologna
Alessio Festi, Sonia Sovilla

Cisl Bologna
Alberto Schincaglia

Uil Bologna ed ER
Gianfranco Martelli


16 dicembre 2014

Protestano i lavoratori della Provincia

Leggi la notizia sul sito della Funzione Pubblica Bologna:http://www.fpcgilbo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1213


12 dicembre 2014

Sciopero: altissima adesione in città

Qui tutte le foto della manifestazione: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.376584362513844.1073741882.367043906801223&type=1

Qui altre foto:https://www.flickr.com/photos/127993758@N02/sets/72157649749407662/

Alta adesione nei luoghi di lavoro e 30.000 lavoratori e cittadini in manifestazione: sono questi i dati che testimoniamo la risposta del mondo del lavoro bolognese al Jobs act di Renzi e all’invito rivolto da Cgil e Uil di scioperare per esprimere tale dissenso.

Due sono stati i cortei in mattinata: uno partito da Via Matteotti e l’altro da Piazza Azzarita. I cortei si sono riuniti in Piazza dei Martiri e dopo aver sfilato per via Marconi e Via Ugo Bassi sono confluiti in Via Rizzoli. Sotto le due torri era situato il palco dove, dopo l’introduzione del Segretario generale della Cgil di Bologna Maurizio Lunghi, hanno parlato: Amanda Cornecka della Rete degli Studenti Medi ed Universitari di Bologna, Giuliano Zignani, Segretario generale della Uil Regionale e di Bologna e Franco Martini, della Segreteria nazionale della Cgil: “Bologna oggi si è fermata. Uno sciopero, per molti versi straordinario, ha dato una risposta straordinaria. Lavoratori e pensionati hanno inviato un messaggio molto chiaro al Governo: così non và, è ora di cambiare verso. Subito.” Ha così esordito Giuliano Zignani e  “il tributo che il Governo ha versato e sta tuttora versando ai poteri forti, vessando lavoratori e pensionati, non paga. Il Paese sta girando le spalle a questo esecutivo. Lo hanno detto le urne, lo ha confermato lo sciopero ed il Governo non può non prenderne atto. Senza lavoratori e pensionati non si va da nessuna parte. Occorrono risposte reali soprattutto rapide per un pieno rilancio del Paese” è stata la conclusione del Segretario della Uil. Dopo aver chiesto “rispetto per chi sciopera. Sono persone che hanno deciso di sacrificare una loro giornata di lavoro per far sentire la propria voce” – Franco Martini della Segreteria nazionale della Cgil ha ammonito dal palco, Governo, Confindustria e tutte le altre Associazioni datoriali “a farsene una ragione: questo nostro sciopero non è una liturgia, non è l’ultimo canto del cigno. Per noi la mobilitazione continua, si svilupperà nei prossimi giorni, per far sì che la legge possa essere migliorata nel momento in cui il Parlamento dovrà approvare i decreti delegati”. E anche dopo tale approvazione, ha proseguito Franco Martini, “la mobilitazione proseguirà nei posti di lavoro attraverso la contrattazione nelle aziende e nei territori. Non dimenticando di provare a migliorare la condizione delle persone, quella dei giovani prigionieri del precariato e dei pensionati, ai quali si continua a negare la rivalutazione del potere di acquisto delle pensioni”.

Di seguito elenchiamo alcuni dati sulla adesione registrata nelle aziende del territorio bolognese:


Settore metalmeccanico: alla Site – Telefonia 80%, alla Samp 80%, alla Ravaglioli 85%, alla Teret 85%, alla Sassi 90%, alla Corazza 90%, alla Varvel 90%, alla Kemet 65%, alla GD 75%, alla IMA (Ozzano E.) 80%, alla Bredamenarinibus 90%, alla 3F Filippi 80%, alla Automobili Lamborghini 80% degli operai

Settore edile e delle costruzioni: alla Tecnoform 95%, alla Gazzotti 80%, alla Coop.Costruzioni 75%, al Consorzio Coop.Costruzioni 70%, alla CLF 85%, all’AGES Strade 90%

Settore Agro-alimentare: alla Granarolo 75%, alla Felisineo 85%, alla COIND 70%, alla AVOLA 90%, alla Emilpack 65%, G.I.60%, alla Cannamela 75%

Settore tessile-chimico-energia: La Perla 70%, Plastod 90%, ILIP 78%, Baschieri e Pellagri 90%, Fatro 50%, Redi 98%, Reagens 90%, Hera (Gas.-Acqua) 93%


Settore Commercio-Turismo-Ristorazione e Servizi: alla Chef Express Roncobilaccio 100%, Seribo 100%, Elior Cu.Ce. Zola Predosa  65%, Eataly 60%, Ikea 80%, Yoox – Fotografia/Magazzino 50%, Cup2000  80%,  Coop.Adriatica 60%, Centrale Adriatica 70%, Coop.Reno 60%

Settore Grafici-editoriali, Comunicazione e Spettacolo: Zanichelli 80%, Poligrafici Il Borgo 100%, alla Floriani Astucci 100%, alla Mondi Silicart 100%, allo Scatolificio Lanica 90%, alla Grafica Editoriale Printing 100%, alla Vodafone 80%, alla Linetech 94%, all’Arena del Sole 70%.

Settore Trasporti: TPER  98%, Officine RFI 85%, Aeroporto 90%, SDA 51%, DHL 94%


Settore Bancari e Assicurativi: Unipol 80%, Carisbo 50%, Montepaschi Siena 40%

Settore della Funzione Pubblica: Comune di Bologna 50%, Comune Casalecchio di Reno  50%, Provincia 60%, Unione Reno Galliera 70%.

Segreterie Cgil e Uil Bologna


11 dicembre 2014

Ritirata la precettazione per i ferrovieri

Nella tarda serata, il governo ha ritirato in extremis la precettazione per i lavoratori del trasporto ferroviario. Qui la nota dei sindacati divulgata prima della notizia:

Il Governo Renzi, tramite il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, nella tarda serata di mercoledì 10 dicembre ha emesso un’ordinanza che impedisce agli addetti del trasporto ferroviario (Gruppo FSI, Trenitalia, RFI, Ferservizi, Italferr, Nuovo Trasporto Viaggiatori) di aderire allo sciopero generale nazionale indetto da CGIL e UIL per venerdì 12 dicembre.

Questo sciagurato atto non ha precedenti nella tormentata storia di questo Paese, non si ricorda a memoria d’uomo che un Governo abbia impedito a dei lavoratori di partecipare ad uno Sciopero Generale Nazionale.

Questo ennesimo atto, se ce n’era bisogno, dimostra che siamo di fronte ad un governo autoritario che mette in mora i diritti costituzionali dei cittadini di questo Paese.

VERGOGNA!!! QUESTO BRUTALE ATTO RAFFORZA LE MOTIVAZIONI DI TUTTI I LAVORATORI CHE POTRANNO SCIOPERARE E MANIFESTARE

MINISTRO LUPI, PROPRIO COSI’ NON VA!!!

Cgil Emilia-Romagna
Filt-Cgil Bologna ed Emilia-Romagna
Uil Bologna ed Emilia-Romagna
Uiltrasporti Bologna ed Emilia-Romagna


11 dicembre 2014

Lavoratori Hera contro la vendita di quote

La prima iniziativa di protesta dei lavoratori di Hera contro l’annunciata decisione del Comune di Bologna di cedere un terzo delle proprie quote della multiutility andrà in scena domani mattina, in occasione dello sciopero generale proclamato da Cgil e Uil. I dipendenti del colosso emiliano-romagnolo dei servizi organizzeranno un presidio-manifestazione di fronte alla sede del gruppo in viale Berti-Pichat fin dalle 8 del mattino. Si tratta della prima di una serie di iniziative decise ieri mattina dall’assemblea dei lavoratori, che si è espressa contro ogni ipotesi di ulteriore vendita delle azioni da parte degli enti locali.
“I lavoratori di Hera del territorio di Bologna ritengono necessario attuare iniziative tese a contrastare la vendita e ad affermare, quale principio fondante, il mantenimento della proprietà saldamente in mano pubblica”, si legge in una nota delle Rsu di Hera. Non solo. Per i dipendenti del gruppo è “ineludibile il rinnovo del patto di sindacato teso ad affermare la supremazia dell’interesse pubblico”, riaffermando il ruolo di controllo e di indirizzo degli enti locali “che nel recente passato non è stato agito adeguatamente”. Quindi, la giunta Merola, più che progettare la “svendita” di quote per “coprire i buchi di bilancio”, dovrebbe “piuttosto contrastare la politica economica del governo, mirata a produrre rilevantissimi tagli alle istituzioni locali”.
Il timore è che l’operazione varata da Palazzo D’Accursio possa avere “ripercussioni negative sulla qualità del servizio, sulle tariffe e sulla natura dei rapporti di lavoro, sia nei confronti della manodopera diretta che sui lavoratori in appalto e sub-appalto”. Inoltre, avvertono le Rsu, “privatizzare un patrimonio che l’intera comunità ha costruito negli scorsi decenni, priverebbe il territorio di una realtà industriale e di servizi fortemente radicata, ed avrebbe l’ulteriore effetto di ridurre drasticamente il finanziamento che le amministrazioni comunali ricevono ogni anno attraverso la distribuzione del dividendo dell’utile di bilancio”. Una partita, stimano i lavoratori che solo al Comune di Bologna è valsa circa 300 milioni di euro negli ultimi dieci anni.


9 dicembre 2014

Ritirati i licenziamenti alla Mondi Silicart

“Abbiamo ottenuto il ritiro immediato dei licenziamenti, trasformando la procedura di licenziamento collettivo in mobilità volontaria e incentivata”. E’ il primo risultato della riunione fiume di oggi, 9 dicembre 2014, in Provincia a Bologna per la crisi della Mondi Silicart su cui Giulia Santoro, segretaria Slc-Cgil di Bologna, mette l’accento. Il tavolo di crisi ha prodotto un verbale di incontro firmato da azienda, sindacato ed Enti locali che ridà speranza ai 62 dipendenti della ditta di Anzola Emilia che fa capo al gruppo Mondi ed è specializzata nella produzione di carta siliconata. Nelle scorse settimane era stata annunciata la chiusura entro il 2015 dello stabilimento e l’avvio delle procedure per il licenziamento di tutto il personale. Oggi, i giochi si riaprono.
“E non era affatto scontato”, sottolinea la sindacalista. Pur di convincere l’azienda a restare, il Comune di Anzola ha messo sul piatto la disponibilità a concedere una variante urbanistica che trasformi l’area della Mondi passandola da destinazione produttiva a commerciale. L’azienda su questa proposta darà una risposta entro la fine dell’anno. L’altro tema che affronta e mette nero su bianco il verbale di incontro è che ora, dice la sindacalista, parte “una trattativa serrata per capire se esistono le opportunità per mantenere il sito produttivo; se possono esserci investimenti oppure nuovi soggetti che possono rilevare l’impresa mantenendo lo stabilimento che per il 2015 resta aperto”. Così come però resta confermata l’intenzione della Mondi Silicart di chiudere entro il 2015. Ora c’è almeno più tempo per provare a farla ricredere; o per attirare nuove energie su una realtà produttiva “che è sana”, assicura Santoro.
Per il sindacato la proposta del primo cittadino Giampiero Veronesi “è molto interessate e molto apprezzata per valutare: se restano in Italia il Comune è disponibile a un cambio di destinazione d’uso del terreno aziendale trasformandolo da industriale a commerciale quindi aprendo alla possibilità di nuovi investimenti”, spiega Santoro. Oggi intanto, il “punto politico è che sono scongiurati i licenziamenti” di tutti i 62 lavoratori che, in attesa dell’esito della riunione, hanno manifestato in sciopero sotto Palazzo Malvezzi (nell’ambito di un pacchetto di ben 100 ore di stop). “Ora iniziamo una trattativa che sarà complicata, ma proveremo a trovare una soluzione che mantenga il sito produttivo in un territorio ferito dalla crisi; uno stabilimento sano e utile che vale la pena provare a tenere aperto”, sottolinea la sindacalista della Cgil, ribadendo: questi risultati “non erano scontati, partivamo da un’impresa che aveva deciso di licenziare; non li abbiamo ancora conbinti del tutto, ma si apre uno scenario che non è predeterminato ma può avere nuovi sbocchi”.


9 dicembre 2014

Bredamenarinibus, bocciato il piano “cinese”

Scatta la mobilitazione dei lavoratori della Bredamenarinibus, che, bocciato il piano industriale degli investitori cinesi, oggi in assemblea pressoché all’unanimità hanno dato il via libera a nuove iniziative di sciopero. Il ”no” dei dipendenti dello stabilimento di via San Donato è messo nero su bianco in ordine del giorno inviato al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e al sindaco di Bologna, Virginio Merola. Severa la stroncatura per il piano industriale illustrato nei giorni scorsi da King Long Italia e Finmeccanica per lo stabilimento di Bologna (che sarà ceduto a Industria italiana Autobus), liquidato come “un progetto con enormi lacune, troppo fragile, che non dà certezze per il futuro, nessuna garanzia di continuità per la progettazione, industrializzazione e costruzione di autobus” sotto le Due Torri.

In pratica per competere nei diversi settori del mercato con un’ampia gamma di prodotti, ai bus turistici-scuolabus e interurbani provenienti dalla Cina si aggiungerebbero gli urbani progettati a Bologna. La preoccupazione della Fiom e degli operai della Bmb “è che il soggetto Industria Italiana Autobus, sotto un nome che richiama l’italianità, costruisca gran parte dei suoi prodotti in Cina” relegando l’azienda italiana al ruolo di “cavallo di Troia” per velocizzare la penetrazione dei prodotti cinesi nel mercato domestico ed europeo. Sarebbe invece “necessario dare continuità al piano industriale per la Bmb, condiviso anche con Regione, Comune e Provincia, scongiurando la possibilità che finisca con il subire un’involuzione da costruttore a carrozziere, uno dei tanti terminali anonimi della King Long cinese”.

I lavoratori non vogliono, inoltre, rinunciare alla produzione di bus elettrici, “nella consapevolezza che su questi prodotti a basso impatto ambientale e ad alto contenuto tecnologico si gioca la vera sfida con i prodotti provenienti da paesi in via di sviluppo”. Dunque, è la richiesta dei lavoratori e dei sindacati, “Regione e Comune si facciano parte attiva, in discontinuità con il passato, nelle iniziative e nelle battaglie comuni, con impegni precisi, di essere presenti e sollecitare al più presto un impegno del governo affinché incontri le rappresentanze sindacali, perché si faccia garante del futuro industriale e occupazionale di Industria Italiana Autobus.


6 dicembre 2014

Verso il 12 dicembre: le assemblee di zona

Sono tante le assemblee e gli appuntamenti in vista dello sciopero del 12 dicembre per discutere con lavoratrici e lavoratori, precari, persone disoccupate, pensionate e pensionati, dell’importanza della nostra giornata di protesta.

ATTIVO DEI DELEGATI e DEI PENSIONATI ZONA COMUNI DI TERRE D’ACQUA
Comuni di: Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, Sala Bolognese, Calderara di Reno, Anzola dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto

MARTEDI’ 9 DICEMBRE 2014
dalle ore 14,00 alle ore 17,00

Presso la CASA DEL POPOLO Loredano Bizzarri di SAN GIOVANNI IN PERSICETO (Via Rocco Stefani)

Ordine del giorno: Discussione e aspetti organizzativi sullo SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI VENERDI’ 12 DICEMBRE 2014 e  sulla MANIFESTAZIONE che si terrà a Bologna

Introduce Viler Zappaterra: responsabile  CDLI di S.G.P.
dibattito
conclude Vito Rorro: componente della Segreteria CDLM Bologna

Siete tutti invitati a partecipare all’attivo e a comunicarci il numero di lavoratori/pensionati che saliranno sui pullman per partecipare alla manifestazione.

Piano Pullman:
1° ore 7,55 Crevalcore ore 8,05 Magneti Marelli
2° ore 8,00 CDL Sant’Agata, ore 8,15 casa del popolo SGP,
3° ore 8,15  S.M.Decima via cento ore 8,25 SGP Casa del Popolo  v.rocco stefani
4° ore 8,00 Padulle ore 8,05 Sala Bolognese Edicola ore 8,10 Osteria
Nuova Sala Bolognese ore 8,30 Calderara Piazza della Resistenza
5°ore 8,00 San Giovanni (parcheggio Coop Adriatica Porta Marcolfa di SGP, ore 8,15 Casa del Popolo di San Giovanni in Persiceto
6° ore 8,10 Tecnoform Crespellano via del lavoro 2, ore 8,20 Piazza Giovanni XXIII Anzola Dell’Emilia, ore 8,30 Lavino di Mezzo

Attivo di zona con i funzionari, delegati e pensionati
Il 9 dicembre 2014 alle ore 15 in piazza della pace 9 a Castelmaggiore, c/o casa del popolo

Al circolo Arci Accatà di San Giovanni in Persiceto, martedì 9 dicembre 2014
dalle 20 “aperincontro a proposito di Jobs Act”

Aperitivo abbondante a offerta libera e, dalle 21, dibattito con Alessio Festi (segreteria Cgil Bologna) e Marco Lombardo (Segreteria Pd Bologna). Coordina Rossella Vigneri (Arci Bologna)

ASSEMBLEA
CON I DISOCCUPATI, I PRECARI E APERTA AI CITTADINI
MERCOLEDI’ 10 DICEMBRE ALLE 20,30
A SAN LAZZARO  VIA EMILIA 249/B 


5 dicembre 2014

Il 10 la conferenza stampa sullo sciopero del 12 dicembre

La Cgil Emilia Romagna, la Camera del lavoro Metropolitana di Bologna, la Uil Emilia Romagna e Bologna convocano una conferenza stampa per

Mercoledì 10 dicembre 2014 ore 11,00 in Cgil Emilia-Romagna
(Via Marconi 69, 2° piano, sala A)

Sullo sciopero generale nazionale di otto ore indetto, anche a Bologna, per venerdì 12 dicembre

All’incontro con i giornalisti saranno presenti Vincenzo Colla segretario generale Cgil Emilia Romagna, Maurizio Lunghi segretario generale CdlM Bologna e Giuliano Zignani segretario generale U.R. Uil Emilia Romagna e Bologna.

Riceviamo e pubblichiamo, intanto, l’adesione allo sciopero dei Comitati acqua bene comune:

“Contro la mercificazione del lavoro, dell’acqua, dei beni comuni, ci saremo!”

Il governo Renzi, applaudito da Confindustria che lo sprona a distruggere i diritti del lavoro ed a sovvertire il risultato del referendum del giugno 2011, vuole mercificare il lavoro con il Jobs Act, ed attraverso le misure dello Sblocca Italia e della Legge di Stabilità fa scempio del territorio e rilancia la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali.

Di fronte ad una crisi catastrofica per i lavoratori, le nuove generazioni, gli anziani, invece di mettere in campo investimenti necessari come quelli sulle reti idriche, per la difesa idrogeologica del territorio, per i servizi pubblici indispensabili, attraverso una nuova finanza pubblica, impone la distruzione dei diritti dei lavoratori, la negazione del diritto all’acqua attraverso la privatizzazione delle aziende di gestione, l’aumento spropositato delle bollette dell’acqua e punisce con il taglio della fornitura gli utenti morosi incolpevoli.

Intanto si tagliano le risorse degli Enti locali per costringerli a scegliere fra dolorosi tagli sociali e introduzione di nuove tasse locali o in alternativa a svendere ai privati il patrimonio pubblico. Chiediamo ai sindaci di non percorrere la strada della privatizzazione e di difendere i beni comuni dall’attacco della finanza privata, per questo contrasteremo le decisioni del sindaco Merola e degli altri sindaci che si piegano e decidono di svendere la gestione dell’acqua vendendo le azioni di HERA.

Chiediamo al sindacato di farsi parte attiva alla costruzione di un ampio schieramento sociale contro questi indirizzi, contro la cancellazione dei REFERENDUM e della volontà della maggior parte dei cittadini .

Intanto procede il tentativo di manomettere la Costituzione ed introdurre una legge elettorale ad personam (RENZI E BERLUSCONI). Il quadro che si configura è la negazione della democrazia e del rispetto della volontà popolare.

Per tutti questi motivi, il
movimento dell’acqua pubblica
ha partecipato a tutte le iniziative sociali messe in campo negli ultimi mesi.

Per tutti questi motivi saremo anche nelle piazze dell’Emilia Romagna in occasione dello sciopero generale.


5 dicembre 2014

Città metropolitana: le proposte ddei sindacati

Semplificare per rafforzare – Le proposte di CGIL-CISL-UIL Bologna sullo Statuto della Città Metropolitana

Si sta concludendo l’iter di approvazione dello statuto della Città Metropolitana, e CGIL-CISL-UIL di Bologna hanno presentato le loro proposte di modifica allo Statuto, che è l’atto costitutivo della nuova Istituzione.

Le proposte mettono al centro, LAVORO, DIRITTI, WELFARE, PARTECIPAZIONE, che debbono essere l’architrave su cui basare il nuovo Governo Metropolitano.

Purtroppo, la nuova città metropolitana, corre seriamente il rischio di non poter esercitare le importanti funzioni che la Legge di riforma del modello istituzionale le conferisce a causa dei tagli della Legge di Stabilità, con gravi ripercussioni per lavoratrici e lavoratori delle ex provincia e sulla qualità dei servizi per i cittadini.

Anche per queste ragioni CGIL e UIL hanno proclamato lo sciopero generale per il prossimo 12 Dicembre.


5 dicembre 2014

Rinnovato il protocollo sfratti a Bologna

Lo scorso 28 novembre 2014 è stato siglato in Prefettura il nuovo protocollo d’intesa “recante misure straordinarie di intervento per la riduzione del disagio abitativo”, noto come protocollo antisfratto. Il dramma di chi si trova all’improvviso a non poter più pagare un affitto con regolarità, dopo aver perso il lavoro o aver visto il proprio stipendio ridursi drasticamente è sempre più diffuso. Basti pensare che nel 2013 gli sfratti per morosità sono stati 1559, e nel primo semestre di quest’anno siamo già a quota mille.
Per questa ragione, le novità introdotte dal protocollo assumono ancora maggiore importanza. In primo luogo, si è ampliata significativamente la platea dei potenziali beneficiari. Prima poteva sottoscrivere il protocollo solo chi avesse perso il lavoro. Ora, grazie all’ampliamento del concetto di morosità incolpevole potranno accedere al contributo anche altre categorie di soggetti a rischio sfratto: persone in cassa integrazione, affette da malattie invalidanti, lavoratori a cui è stato ridotto all’improvviso l’orario. Novità importanti anche per quanto riguarda il debito accumulato dal moroso. L’importo massimo di morosità per i Comuni ad alta tensione abitativa è stato portato a 10mila euro. Inoltre, se la persona sotto sfratto accetta l’accordo, dovrà restituire solo il 10% del dovuto, contro il 35% del precedente protocollo. Da parte sua, il proprietario di casa otterrà immediatamente il 90% del credito contro l’80% previsto prima.
Inoltre, all’articolo 8 del protocollo si parla delle “Misure per il differimento dell’esecuzione dello sfratto”. Se il proprietario di casa accetta di prorogare la data dell’esecuzione dello sfratto, riceverà dal Comune l’importo dovuto in affitto per il periodo di proroga (6 o 12 mesi). Nel frattempo, chi è sotto sfratto si impegnerà a cercare un’altra sistemazione.
Tutte queste misure, sottolinea il segretario Sunia di Bologna mauro Colombarini, “sono molto importanti, perché attenuano la pressione sugli interventi emergenziali, agevolando la possibilità di conciliare i tempi dell’esecuzione dello sfratto con quelli della ricerca di soluzioni alternative”.
“Non è certo la soluzione dell’emergenza abitativa che si vive in città – aggiunge Sonia Sovilla (segreteria Camera del lavoro metropolitana Bologna) -, ma è comunque un segnale positivo di interessamento verso chi sta peggio. Questo genere di risposte, se potenziate e rese operative, eviterebbero il diffondersi di fenomeni di illegalità come le occupazioni che, nonostante evidenzino l’emergenza del problema, espongono spesso le fasce più deboli della popolazione a strumentalizzazioni; azioni del genere tendono anche ad evitare un’autentica guerra tra poveri che si scatena fra chi comunque rispetta la legalità e chi cerca scorciatoie alla risoluzione del problema con modalità quantomeno discutibili.
La situazione sta diventando critica e pone a tutte le istituzioni la necessità di trovare misure innovative e coraggiose per affrontare il problema. Molti anni di crisi e soprattutto il perdurare di una situazione che non vede la creazione di posti di lavoro anche sul nostro territorio hanno esposto molte persone che prima erano in grado di pagare gli esosi affitti della nostra città, al rischio di trovarsi letteralmente in mezzo a una strada”.

Sonia Sovilla
Segreteria Camera del lavoro metropolitana Bologna

Mauro Colombarini
Sunia Bologna


5 dicembre 2014

Controlli all’Interporto, nota Cgil e Filt

n merito alla notizia di controlli, avvenuti il 4 dicembre, all’Interporto di Bologna sulla natura delle cooperative di facchinaggio che vi operano, ci teniamo a sottolineare la nostra soddisfazione per l’attenzione della Prefettura di Bologna alla questione, che da anni segnaliamo come priorità per il nostro territorio. Ricordiamo che l’Interporto bolognese è uno dei più importanti in Europa in quanto a traffico merci. Quelli sono i luoghi di lavoro dove si trovano le situazioni di illegalità contrattuale e di evasione contributiva più diffusa……
Da tempo auspichiamo un intervento coordinato delle autorità competenti, che riportino quei luoghi di lavoro alla legalità. Ci auguriamo che quello odierno non sia un episodio sporadico ma che i controlli diventino una costante. Ci permettiamo, inoltre, di suggerire, che sarebbe necessario e interessante che le stesse verifiche venissero eseguite a sorpresa anche nelle ore notturne.

Alberto Ballotti
Segretario generale Filt-Cgil Bologna

Sonia Sovilla
Segreteria Camera del lavoro metropolitana Bologna


5 dicembre 2014

Accordo in Regione sulla Titan

Oggi, venerdì 5 dicembre, è stato sottoscritto presso la sede della Regione Emilia Romagna l’accordo complessivo in merito alla vertenza TITAN.
A seguito dell’approvazione dell’accordo, da parte dei lavoratori di Crespellano attraverso il referendum svoltosi in fabbrica nei giorni 12 e 13 novembre, sono proseguite nei giorni scorsi le verifiche tecniche con il Ministero del Lavoro. Tali verifiche hanno sbloccato la possibilità, per tutti i lavoratori dello stabilimento di Crespellano, di accedere a 24 mesi di Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, anche visti gli investimenti previsti nell’accordo nel prossimo biennio sia su Finale Emilia che su Crespellano.
L’accordo odierno, a garanzia dei 186 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento di Crespellano, prevede:
– l’individuazione dell’esclusivo criterio della “non opposizione al licenziamento”, a fronte di un incentivo all’esodo pari a 45.000 euro lordi, per la chiusura della procedura di
mobilità avviata il 20 ottobre scorso dall’azienda per l’intero organico dello stabilimento di Crespellano;
– l’utilizzo di un periodo di Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) per ristrutturazione (reso possibile dal piano di investimenti biennale previsto dall’accordo) per un periodo
di 24 mesi;
– l’utilizzo prioritario del criterio della volontarietà per identificare i lavoratori che opteranno per il trasferimento (a partire da settembre 2015) a Finale Emilia;
– la salvaguardia di un maggior numero di posti di lavoro dei lavoratori di Crespellano attraverso uscite volontarie e incentivate anche dei lavoratori dello stabilimento di Finale Emilia;
– la definizione di un percorso di “ricollocazione professionale” che impegna l’azienda, in tutto il periodo interessato alla Cigs, ad individuare soluzioni occupazionali all’esterno
della Titan, anche con un coinvolgimento attivo di Unindustria Bologna e Confindustria Modena (che sono parti firmatarie l’accordo di oggi), che abbiano precise garanzie per i lavoratori coinvolti (a partire dal criterio di essere contratti di lavoro a tempo indeterminato in aziende industriali con più di 20 dipendenti);
– la messa a punto di un sistema volto a ridurre il disagio dei lavoratori coinvolti nel trasferimento a Finale Emilia che privilegi il trasporto collettivo ma possa essere anche
convertito in indennizzi economici fino a 8.800 euro per ciascun lavoratore.

L’accordo di oggi, che viene sottoscritto in Regione anche perché si prevede un monitoraggio delle Istituzioni rispetto all’attuazione del piano di investimenti e degli impegni assunti dall’azienda, arriva dopo una vertenza molto dura, che ha visto momenti di tensione molto forti e un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici della Titan che è stato l’elemento determinante per il raggiungimento dell’intesa.

Bologna 5 dicembre 2014


4 dicembre 2014

Coop costruzioni disdice un accordo

In data odierna con un atto unilaterale la Coop Costruzioni di Bologna ha inviato formalmente disdetta alle Organizzazioni Sindacali degli accordi aziendali riguardanti la mensa, il casa lavoro e la trasferta.

Questi diritti erano stati acquisiti nel corso degli anni dalle lavoratrici e dai lavoratori di Coop Costruzioni, tra  cui buona parte di essi anche soci della Cooperativa stessa.

Nella disdetta inoltre si accusano le Organizzazioni Sindacali di aver diniegato ogni disponibilità al confronto.

Questa è una dichiarazione falsa, e lo dimostrano gli accordi stipulati in passato come ad esempio il Contratto di Solidarietà oppure il fatto che il giorno 17 Dicembre 2014 è calendarizzato un incontro con la Cooperativa stessa.

E’ chiaro che la strada imboccata da Coop Costruzioni va verso un taglio dei Diritti dei Lavoratori.

Respingiamo con forza il comportamento della Cooperativa che invece di concentrarsi sulle prospettive di sviluppo in un momento delicatissimo economico e di mercato pensa di semplificare decurtando i diritti e i salari dei lavoratori.

Chiediamo all’azienda il ritiro di questa decisione unilaterale e ci riserviamo di mettere in campo tutte le iniziative di lotta nessuna esclusa affinché vengano mantenuti gli accordi in essere.

Nell’assemblea già calendarizzata per il giorno 18 Dicembre 2014 valuteremo e decideremo tutte le iniziative da mettere in campo insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori.

FILLEA-CGIL
Bologna
Il Segretario Generale
Maurizio Maurizzi


4 dicembre 2014

Lavoratori Kemet approvano accordo

Il giorno 25 Novembre 2014 è stato sottoscritto presso la Regione Emilia Romagna, alla presenza della Provincia di Bologna e del Comune di Sasso Marconi, l’ipotesi di accordo conclusiva della vertenza KEMET.

Una vertenza lunga e complessa, iniziata il 05 Agosto 2014, dove KEMET ha minacciato di aprire la procedura di mobilità per 50 impiegati ed indiretti, ha cercato di cancellare gli accordi aziendali sugli orari di lavoro per arrivare alla mera applicazione del solo CCNL, ha tentato di superare gli accordi in essere relativi all’integrazione economica della CIG ed alla maturazione dei ratei di TFR e 13^ mensilità, dandone formale disdetta ed arrivando nel corso dell’ultima settimana di negoziato anche a proporre di assorbire i prossimi aumenti salariali nazionali.

Tutto ciò quale condizione per fare nuovi investimenti nello stabilimento di Pontecchio Marconi, subordinandoli ad una diminuzione del costo per l’azienda dell’ora lavorata dagli attuali 31,6 € a 29 €, che in cifre assolute si traduce in un obiettivo di risparmio di 1.000.000 di € su questa voce.

Per parte nostra, abbiamo affrontato il negoziato condividendo fin dall’inizio, assieme alle lavoratrici ed ai lavoratori KEMET, alcuni punti fermi quali condizioni per un’eventuale intesa:

NO ai licenziamenti.

Definire un utilizzo degli ammortizzatori sociali che preveda il ricorso al Contratto di Solidarietà.

NO a riduzioni salariali.

Difesa degli attuali accordi aziendali sugli orari di lavoro e indisponibilità ad applicare il solo CCNL.

Difesa degli accordi in essere riguardanti i trattamenti economici in corso di CIG.

Individuare soluzioni che raggiungano gli obiettivi di risparmio fissati da KEMET, bilanciando le ricadute tra tutte le lavoratrici ed i lavoratori, nessuno escluso.

Definizione dei potenziali nuovi prodotti destinati allo stabilimento di Pontecchio Marconi ed il relativo piano di investimenti.

L’intesa raggiunta prevede esclusivamente uscite volontarie ed incentivate, sperimentazione di altri strumenti di gestione delle criticità occupazionali (anch’essi volontari), quali l’incentivazione alla ricollocazione in altre aziende, ricollocazione interna , il part- time incentivato ed incentivi all’auto-imprenditorialità.

KEMET ricorrerà ad 1 anno di CIGS per crisi aziendale ed in caso di ulteriore necessità è prevista l’attivazione dei Contratti di Solidarietà.

A partire da Dicembre 2014, durante la Cassa Integrazione, matureranno i ratei di TFR, 13^, Ferie, PAR, etc. Tali trattamenti erano stati oggetto di totale disdetta da parte di Kemet.

Sono confermati gli orari di lavoro previsti dagli accordi aziendali del 2008 (anch’essi oggetto di disdetta nel corso della vertenza), con alcune modifiche a partire dal 01 Gennaio 2015.

Il totale del risparmio economico di tali interventi, non utilizzando il solo criterio della riduzione del costo dell’ora lavorata, come invece pretendeva KEMET, consentirà, a nostro parere, di raggiungere i risparmi richiesti quale condizione per nuovi investimenti a Pontecchio Marconi.

L’intesa prevede investimenti per €2.650.000 nel prossimo triennio e potenziali nuovi volumi per oltre €11.000.000 di fatturato entro il 2016.

L’accordo evita i licenziamenti, salvaguarda gli accordi aziendali migliorativi del CCNL sugli orari e i trattamenti dei turnisti, mantiene i ratei di TFR e 13^ sulla CIGS, non riduce il salario aziendale e nazionale, individua soluzioni a cui tutte le lavoratrici ed i lavoratori concorrono in maniera solidaristica.

In particolare, la modifica degli orari, vero obiettivo della KEMET che li voleva stravolgere, comporta un impatto equivalente su Impiegati e Operai giornalieri e turnisti, salvaguardando condizioni economiche e normative migliorative di quanto previsto dal CCNL per i turni più disagiati.

L’ipotesi di accordo è stata sottoposta a voto segreto conclusosi il 03 Dicembre 2014.

L’accordo è stato votato 411 lavoratori su 461 aventi diritto (89,15%).

L’ipotesi è stata approvata con 345 SI (84,55%), 63 NO (15,45%) e 3 Astenuti.


3 dicembre 2014

Lettera aperta dei lavoratori ex Ogr

L’Officina di Manutenzione Ciclica di Bologna (ex OGR) è uno stabilimento di produzione industriale che da più di 100 anni è addetto alla manutenzione dei treni pendolari e Alta Velocità di Trenitalia per l’intero territorio nazionale.

Nel maggio del 2010 la Società Trenitalia (gruppo FSI) comunica di voler dismettere il sito produttivo e spostare le attività presso altri impianti del territorio nazionale, con la conseguente perdita di occupazione (circa 500 lavoratori) e professionalità(unica nel panorama industriale del Paese) per la città di Bologna e la nostra Regione.

Da quel momento le Organizzazioni Sindacali, insieme ai lavoratori, danno inizio ad una vertenza che porta l’Azienda a rivedere il progetto di dismissione in favore di un trasferimento di attività presso l’area ferroviaria di via del Lazzaretto di Bologna, comunicato alle Organizzazione Sindacali nel maggio di quest’anno.

Tuttavia sin dal primo incontro svoltosi a Bologna (giugno 2014), che aveva l’obiettivo di illustrare il progetto produttivo e industriale della nuova Officina di Manutenzione di via del Lazzaretto, siamo stati costretti a prendere atto della incoerenza e insostenibilità produttiva del progetto che la Società intende realizzare.

Il progetto si dimostra insufficiente sia rispetto ai carichi di lavoro stimati che agli investimenti programmati e addirittura insostenibile sul piano della logistica, la nuova sede ha spazi ridotti e insufficienti per le attività previste.

Un progetto industriale che pone insicurezza sul futuro del lavoro e dei lavoratori e sul quale non si è avuta alcuna condivisione da parte della nostra Organizzazione Sindacale. Al contrario abbiamo avanzato proposte organizzative, tra l’altro riconosciute valide dalla stessa Società che nonostante ciò non le sta attuando.

Con questa nostra denuncia intendiamo evidenziare il punto d’incertezza che produce la proposta aziendale fra i lavoratori dell’impianto.

Esortiamo tutte le Istituzioni, a partire dal neo eletto Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, congiuntamente al Sindaco Virginio Merola, ad incalzare il Gruppo FSI perché proponga un progetto industriale vero che dia futuro al nuovo impianto del Lazzaretto.

La FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna – per voce del Segretario Generale Regionale Michele De Rose – ritiene imprescindibile che le Istituzioni Locali abbiano contezza dello stato di indeterminatezza in cui versa il progetto industriale (?) presentato da Trenitalia sul futuro dell’Officina ferroviaria di via Casarini. Non si può aspettare più che a Roma qualcuno “tracheggi” mentre Sagunto viene rasa al suolo.

Solo il lavoro certo decide il futuro di questa importante fabbrica del territorio bolognese. Oramai il tempo dell’incertezza è abbondantemente scaduto…Il lavoro non può attendere.

Il Comitato degli iscritti OGR FILT CGIL FILT CGIL E-R e Bologna


3 dicembre 2014

Telecom: votate NO al referendum!

Telecom Italia, vertenza Caring Service. Quando il datore di lavoro chiama qualcuno risponde…Anche violando le leggi!
La vertenza inerente al futuro del Caring Service, che discende dalla verifica prevista dagli accordi del 27 marzo 2013, ha assunto aspetti inquietanti.
Mentre era in corso una trattativa per analizzare le possibilità di archiviare definitivamente il progetto di societarizzazione avanzato da Telecom, trattativa anomala perché in parallelo l’azienda convocava riunioni di lavoratori per illustrare il progetto che intendeva realizzare, improvvisamente Telecom ha dichiarato terminato il confronto notificando, nella serata di martedì 25 novembre, che o si procedeva alla firma dell’accordo o sarebbero state avviate le
procedure per societarizzare la divisione caring service.

SLC CGIL ha evidenziato la necessità di continuare il confronto rivendicando l’esigenza di raggiungere le necessarie garanzie affinché il modello di “caring” del futuro consenta un
miglioramento delle condizioni di vita del personale oggi impiegato che denuncia da tempo condizioni di lavoro complessivamente non sopportabili.
L’azienda ha, invece, preteso di prescrivere un modello che, in violazione all’articolo 57 del CCNL, introduce il tema del controllo individuale a distanza per imporre un aumento della produttività individuale e creare condizioni di lavoro inaccettabili, oltre che peggiorare ulteriormente il già pessimo servizio offerto ai clienti che é una delle principali cause della contrazione di fatturato dell’azienda.
Altre Organizzazioni Sindacali si sono dichiarate, in nome della mancata societarizzazione che Telecom non riesce a richiamare nemmeno nel comunicato con cui annuncia / impone il referendum, disponibili a sottoscrivere l’accordo anche in maniera separata.

Lunedi 1 dicembre, mentre SLC confermava coerentemente la propria posizione, l’azienda ha costruito un percorso, totalmente fuori dalle regole vigenti, per scaricare sui lavoratori, attraverso la promozione di un referendum il seguente quesito: volete essere societarizzati oppure accettate le nuove regole imposte dall’accordo che prevedono, nel complesso, un peggioramento delle vostre condizioni abbandonando definitivamente l’idea di migliorare il servizio ai clienti?
In altre parole, il nuovo corso di People Value (ndr valore alle persone) ha impresso una svolta di recente memoria in cui un altro imprenditore ha costretto i lavoratori a un ricatto (o lfaccordo o si chiude lo stabilimento) per poi fuggire ugualmente dall’Italia.
Solo che Telecom non potrà delocalizzare le proprie attività.

Per condizionare i lavoratori e il giudizio di SLC CGIL l’azienda ha scelto di forzare tutte le norme di legge e gli accordi esistenti. Infatti, tale percorso e completamente avulso dalle regole che le parti si sono date con la sottoscrizione del protocollo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, che prevede che un accordo sia tale quando sottoscritto dalla maggioranza delle RSU elette e dallo Statuto dei Lavoratori (articolo 21) che definisce le regole per il referendum con la condizione che sia promosso da tutte le rappresentanze sindacali presenti in azienda, per ovvi motivi di trasparenza e democrazia, e non sia condizionato dagli atteggiamenti aziendali.

Siccome le regole e le leggi non sono confacenti a chi vuole costringere i lavoratori ad accettare un ricatto, l’azienda pensa bene di mobilitarsi in prima persona invitando i lavoratori a votare si al referendum pena l’avvio della societarizzazione del caring, che viene ripetuta da alcune organizzazioni sindacali e non richiamata dall’azienda.
E’ così evidente l’imposizione aziendale che le organizzazioni sindacali che propongono il referendum non hanno nemmeno il coraggio di chiamarlo con il nome proprio
(consultazione!!!!) mentre il vero organizzatore, l’azienda, mette nero su bianco il fatto che delle regole se ne frega.

Siamo alla presenza di un atto illegittimo e privo di valore perché è evidente che un referendum promosso unicamente con lo scopo di coercizzare la volonta dei lavoratori è anti democratico e discriminatorio, totalmente privo di trasparenza perche sarà gestito unicamente dai soggetti che, in combutta tra di loro, hanno deciso di piegare la volonta dei lavoratori.
E’ evidente che per SLC CGIL essendo tale referendum illegittimo e privo di ogni valore e pertanto inutile e inefficace perche non permettera una vera espressione di volonta e sara
caratterizzato dalle minacce, piu o meno pressanti, che i vertici aziendali attiveranno.
SLC CGIL si attiene alle regole definite, pertanto qualunque sia il risultato del referendum, l’accordo sara sottoscrivibile e valido solo alla presenza della firma della meta piu uno delle RSU elette, esattamente come previsto dal testo unico sulla rappresentanza sottoscritto da tutte le parti e che Telecom ha deciso di non riconoscere e rispettare, dimostrando un’arroganza priva di decenza.

Pertanto, SLC CGIL avvierà una campagna di assemblee di tutti i lavoratori coinvolti, spiegando le proprie ragioni e valutando con loro le modifiche necessarie al raggiungimento di un accordo complessivo.

Per questo SLC CGIL invita i lavoratori a non prestarsi al ricatto aziendale e non partecipare al referendum che sarà indetto. Referendum illegittimo che scarica sulla paura dei lavoratori l’incapacità aziendale a mediare per costruire soluzioni condivise e l’arroganza di chi vorrebbe imporre un accordo pur non rappresentando la maggioranza dei lavoratori.

In quest’ambito, SLC CGIL avvierà tutte le iniziative legali necessarie a garantire il rispetto delle regole e delle legalità anche all’interno del mondo di lavoro e di Telecom.
SLC CGIL ha dimostrato in questi anni di saper assumersi le proprie responsabilità sottoscrivendo intese, prima fra tutte quella raggiunta con Telecom il 27 marzo 2013, che sono
state oggetto di apprezzamento da parte di tutto il mondo imprenditoriale e analizzate come modello vincente di relazioni industriali.
SLC CGIL è ancora su quella posizione ma non potra mai sottoscrivere unfintesa che prevarichi i diritti e le prerogative riconosciute ai lavoratori attraverso accordi che ne peggiorino le condizioni di vita quotidiane.
Forse Telecom non è più quell’azienda! I lavoratori hanno una grande occasione per far sentire le proprie ragioni all’Azienda e a tutte le Organizzazioni Sindacali.
Disertare il referendum non rappresenta la causa per avviare il processo di societarizzazione, come mentendo sara ripetuto in questi giorni, ma l’unica opportunità per riaprire la trattativa e giungere alla sottoscrizione di un accordo che veda la condivisione di tutti gli attori coinvolti. Se Telecom Italia ha deciso di cambiare pelle calpestando tutte le regole di convivenza civile che regolano il mondo del lavoro sappia che trovera lfostinata opposizione di SLC CGIL.

I lavoratori e le lavoratrici di Telecom oggi hanno una grande occasione: disertare il referendum imporre la riapertura della trattativa per migliorare le loro condizioni.

Slc-Cgil Nazionale


2 dicembre 2014

Continua la protesta alla Mondi Silicart

Un “piccolo” sciopero al giorno, di una o due ore, effettuato a turni: un modo per rallentare la produzione senza che questo pesi troppo sulle tasche di ogni lavoratore. E’ la strategia di lotta messa in campo alla Mondi Silicart di Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna, dopo che il gruppo Mondi ha annunciato l’intenzione di chiudere lo stabilimento. I posti a rischio sono 62. A fare il punto della situazione è la segretaria della Slc-Cgil di Bologna, Giulia Santoro, dopo l’assemblea “molto partecipata” svolta il primo dicembre con i lavoratori.
Per il 9 dicembre, riferisce Santoro, è convocato il Tavolo di crisi in Provincia e sarà presente anche la Regione Emilia-Romagna. In quella data i lavoratori della Silicart incroceranno le braccia per tutta la giornata, nell’ambito del pacchetto di 100 ore di sciopero che la Slc ha proclamato dopo l’annuncio della chiusura. I dipendenti seguiranno la trattativa riunendosi in presidio sotto la Provincia e “faranno tutto il casino possibile”, promette Santoro, mentre “noi ci siederemo al tavolo sperando che arrivino risposte differenti rispetto a quelle che ci sono state finora”. Purtroppo, però, questo “non è scontato – aggiunge la sindacalista – perché l’azienda continua a ribadire la necessità di chiudere l’attività, anche in assenza di grosse problematiche”. Per il sindacato questa è una vera e propria “dichiarazione di guerra”, scandisce Santoro: “Nel pieno della crisi, chiudere un’azienda che va bene è una forzatura senza precedenti”.

Ascolta l’intervista al segretario Slc-Cgil di Bologna Giulia Santoro su Radio Fujiko:http://url.ie/ww0y


2 dicembre 2014

Tasi ed Hera, nota di Minarelli (Spi)

Vedo con una forte preoccupazione che la Giunta di Bologna sta apprestandosi a fare pagare i tagli sbagliati del Governo agli Enti Locali ai proprietari di prime case. In considerazione del fatto che a tutti è nota l’ingiustizia sociale contenuta nei criteri che stanno alla base del calcolo della TASI, che vede soprattutto pensionati e giovani coppie tra i più colpiti, si presenta un difficile confronto fra organizzazioni sindacali e Giunta per il bilancio 2015.

In merito poi alle vendite di quote di Hera, forse è bene dire ai cittadini bolognesi che Hera è anche proprietaria della rete e non solo gestore di un servizio e se si privatizza, l’Amministrazione Comunale non sarà più proprietaria della rete.
Vorrei ricordare che c’è stato di recente un referendum nel quale i cittadini si sono espressi chiaramente per mantenere il servizio pubblico nella distribuzione dell’acqua.

Valentino Minarelli
Segretario generale Spi-Cgil Bologna

Bologna, 2 dicembre 2014

novembre 2014

30 novembre 2014

Pensioni e donne: obiettivo o miraggio?

Un convegno alla Cgil con sindacaliste e parlamentari

Ore 9.30-11 Relazione introduttiva a cura di Ivana Sandoni (Resp.le Coordinamento Donne Spi Cgil Bologna)

Comunicazione di Tina Liquori (Direttore INCA CGIL Bologna) “Le donne e le riforme”

Ore 11-13 Interverranno Maria Luisa Gnecchi (Deputata presidente commissione lavoro), Rita Cavaterra (CGIL nazionale Resp.le politiche previdenziali), Gabri