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Incontro Precari Flc - Vasco Errani

 Lettera aperta al Presidente Vasco Errani

 

      Esattamente un anno fa prevedevamo 300 – 400 posti/incarichi annuali in meno nella scuola bolognese per questo anno scolastico. I posti in meno, tra docenti e ATA, sono oggi in realtà 551.

      Non ci basta che – in virtù di tagli meno drastici degli organici, dei numerosi pensionamenti e dello spezzettamento degli organici che ha consentito a molti di ricevere almeno dei posti part time – i disoccupati totali della scuola siano a Bologna “solo” 200: per quasi un migliaio di colleghi si porrà infatti un grave problema di reddito come per i cassintegrati del settore privato e la prospettiva degli ulteriori tagli è tale da gettare nello sgomento anche chi da più di 15 anni lavora come precario nella scuola.

 

      L’espulsione dalla scuola nel prossimo triennio di 150.000 persone sul piano nazionale è l’altra faccia dello sfascio perseguito della scuola pubblica ed aggrava la condizione di crisi anche del nostro territorio, minandone profondamente la prospettiva.

 

     Chiediamo dunque al Presidente della Regione Emilia-Romagna, anche in qualità  di Presidente della Conferenza Stato/Regioni, che siano affrontate come la gravità del problema richiede le seguenti priorità:

 

-          Lo Stato deve garantire i circa 70 posti che ancora mancano in organico di fatto alla scuola bolognese secondo quanto gli ordinamenti e le norme di sicurezza prevedono, vigilando sul rispetto di queste e del diritto fondamentale dei ragazzi e dei lavoratori ad una scuola sicura;

-          occorre farsi carico dei seri problemi di reddito per chi è stato costretto, in mancanza di cattedre intere, ad accettare spezzoni orari;

-          non si possono accettare interventi a macchia di leopardo di singole Regioni con effetto sulle graduatorie (riconoscimento dei punteggi) che alterano le regole stabilite e l’eguaglianza dei diritti;

-          sono indispensabili misure nazionali destinate agli ex incaricati annuali senza più lavoro e senza fare “speciali graduatorie” che scatenerebbero insostenibili guerre tra poveri;

-          siamo estremamente preoccupati dell’utilizzo di volontari al posto degli insegnanti per supplire alla scuola curricolare tagliata dallo Stato: ogni eventuale finanziamento pubblico su progetti delle scuole a salvaguardia della qualità formativa dell’intero sistema scolastico deve prevedere tipologie definite di interventi, professionalità richieste e modalità contrattuali chiare nel ricorso al privato sociale e non certo al volontariato;

-          bisogna che la Conferenza Stato/Regioni tenga una posizione precisa e forte sul merito e sulle modalità di applicazione dei nuovi Regolamenti per la scuola superiore, con un particolare riferimento allo snaturamento previsto per l’istruzione tecnica e professionale e per l’applicazione dei nuovi ordinamenti a partire dal primo biennio, se non addirittura dal 3° e 4° anno degli istituti tecnici.

 

 

 

 

     Occorre infine da subito che si esprima una posizione forte e precisa del Governo regionale, assieme alle Istituzioni territoriali, su un punto imprescindibile: il nostro sistema scolastico non può sostenere la dose di tagli prevista per l’anno prossimo e per quello successivo. Se infatti la scuola media è già stata massacrata, con il rischio di una crescita intollerabile dei dropped out dalla scuola dell’obbligo, e si profila un analogo destino per la scuola superiore, ulteriori tagli di maestri e di personale ATA non potranno garantire una scuola decente alla popolazione scolastica in continuo aumento, così come una risposta adeguata alle esigenze crescenti delle famiglie. Di più: non sarà possibile garantirne il funzionamento essenziale.

 

     E’ il momento di un intervento forte della Regione, nelle sue funzioni di governo e nell’iniziativa che saprà assumere nelle diverse sedi istituzionali, perché i lavoratori precari della scuola non sono “figli di un dio minore” e perché la scuola pubblica, che quotidianamente continua a dare sicurezza all’intera società emiliana grazie anche al nostro lavoro, non sia abbandonata a se stessa.

Noi continueremo in ogni sede a batterci per questo.

 

     Grazie fin d’ora della sua attenzione.

 

 

 

                                              Il Coordinamento precari FLC CGIL di Bologna

 

 

 

 

Bologna 7 settembre 2009

    

     

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