Bologna Fiere: accordo per stabilizzare gli ex voucheristi dell’appalto sicurezza

Nel tardo pomeriggio di venerdì 21 luglio 2017, nella sede di Bologna Fiere, è stato sottoscritto l’accordo che sancisce il percorso di stabilizzazione per gli ex voucheristi impiegati nell’appalto della vigilanza non armata e sicurezza del quartiere fieristico.
La vicenda nasce dalla denuncia fatta in febbraio dalla Filcams-Cgil, che aveva scoperto come nell’appalto dei servizi di portierato, vigilanza non armata, accoglienza agli stand, fosse impiegato personale, da parte della SG service titolare dell’appalto, con forme contrattuali illegittime: co.co.co, prestazioni occasionali e voucher. Un fenomeno che si trascinava da anni, con diverse decine di lavoratori coinvolti (si stima oltre il centinaio), e che si fondava sul costante sfruttamento del personale attraverso l’utilizzo di qualsiasi forma contrattuale che permettesse all’azienda di eludere oneri contributivi, contratti e le più basilari norme sulla sicurezza sul lavoro. A seguito della denuncia fatta dalla Filcams-Cgil, come primo risultato, l’Ente Fiera aveva estromesso la Sg service dall’appalto, tuttavia con un evidente problema rispetto alla salvaguardia dei livelli occupazionali in quanto, non essendo lavoratori subordinati, i “dipendenti” della SG service non maturavano alcun diritto al mantenimento del posto di lavoro in caso di cambio appalto.
Da allora è iniziato un difficile dialogo a tre fra lavoratori, rappresentati dalla Filcams-Cgil, Bologna Fiere, e la ISSV – Puma Security, che nel frattempo ha avuto l’affidamento temporaneo del servizio, fino all’accordo odierno che va a sanare anni di abusi e violazione delle regole.
Un accordo articolato in diverse fasi, ma capace di ricomprendere e dare risposte a tutti i lavoratori coinvolti in questi anni nell’appalto, offrendo una possibilità concreta di stabilizzazione.
La vicenda riporta anche l’attenzione sul tema dei voucher, ribadendo come questi siano inutili ai fini dell’organizzazione dell’impresa e si concretizzino esclusivamente come uno strumento dove si annida sfruttamento e precarietà.
L’accordo individua il “lavoro subordinato” quale forma tipica per far fronte alle esigenze di personale all’interno dell’appalto e si configura come precedente importante in un contesto come quello di Bologna Fiere, sancendo la necessità di un protagonismo da parte del committente anche nella vigilanza e controllo delle attività esternalizzate e che ribadisce l’urgenza di un protocollo di sito sulla legalità e gli appalti, come richiesto anche dal Consiglio Comunale di Bologna con l’ODG del 20 marzo 2017, approvato all’unanimità.
Ma soprattutto l’accordo ci consegna una riflessione: la lotta dei lavoratori, anche in situazioni difficili e senza strade tracciate, paga sempre, basta avere il coraggio di alzare la testa.

per la CdLM-Cgil Bologna                                    per la Filcams-Cgil
Maurizio Lunghi                               Stefano Biosa – Debora Cervi – Gianluca Taddia