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Contributo nidi ai privati, i confederali: “Serve equità per le famiglie”

Lunedì 10 aprile si è tenuto un incontro con l’assessore Pillati, relativamente al tema del contributo che la Giunta avrebbe  deciso di dare agli asili privati, al fine di dare una risposta a una parte dei tanti esclusi dalla graduatoria.
Le organizzazioni sindacali hanno stigmatizzato il mancato confronto su tale decisione, in netta contraddizione con l’accordo sulle relazioni sindacali che prevede il coinvolgimento preventivo sui temi del servizio, delle tariffe applicate e sulla necessità di abbattere le liste d’attesa.
Premesso che per noi rimane centrale la gestione diretta, ma anche una forte integrazione tra il sistema pubblico e privato in convenzione – integrazione che ha impedito, in questo territorio,  l’esternalizzazione completa dei servizi -, la decisione della Giunta del Comune di Bologna va nella direzione di abbattere in maniera concreta e in tempi brevi la consistente lista d’attesa che supera le 600 famiglie in attesa del servizio. Essendo però per noi prioritaria una vera discussione, che tenga in considerazione l’equità dell’intero sistema, già dal mese di maggio le parti affronteranno la discussione che riporti a regime una modalità tariffaria basata sull’isee e preveda ulteriori scaglioni per l’eventuale applicazione della tariffa massima.
Oggi in alcuni quartieri popolari, dove la media isee risulta essere bassa, la famiglia con reddito isee medio spesso è esclusa dal posto pubblico o costretta a pagare la retta dei 900 euro prevista nelle strutture private. Al contrario, nei quartieri più benestanti, con reddito isee più alto, le famiglie trovano una risposta nella struttura pubblica, pagando la tariffa massima oggi di 575 euro.
Per questo riteniamo doveroso un confronto che aumenti l’offerta pubblica ma, nello stesso tempo,  riconduca l’intero sistema a un principio di equità.

Sovilla Cgil
Schincaglia cisl
Roncarelli UIL