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Addio a Marta Murotti, il cordoglio della Cgil Bologna

Nella serata di ieri, 12 aprile 2017, si è spenta a Bologna Marta Murotti. Le compagne e i compagni della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna si uniscono al cordoglio della famiglia e la ricordano con stima e affetto, come profilo esemplare di militanza e di impegno nel sindacato, nella politica e nelle istituzioni.

Marta era una di noi. Il sindacato lo ha conosciuto e attraversato sin da giovane. Figlia di operai, aveva assistito al licenziamento per motivi di discriminazione politico sindacale della madre, operaia della fabbrica per oggetti sanitari ICO. Nella sua vita sarà importante l’incontro con la CGIL, presso cui svolgerà una breve esperienza sindacale e sarà influenzata dall’incontro con figure di rilievo quali Giuseppe Di Vittorio e Agostino Novella.

Particolare l’incontro avvenuto con le donne della CGIL: Vittorina Dal Monte, Diana Sabbi, Novella Pondrelli e Donatella Turtura contribuiranno alla sua maturazione politica e a rendere i temi della giustizia sociale, della difesa dei diritti delle donne nel lavoro, nella società, un tratto saliente della sua personale militanza e dell’impegno nelle Istituzioni. Un tema particolare sarà per lei interesse specifico: quello dei lavoratori emigrati all’estero di cui si occuperà per vent’anni sia in veste di Presidente della Consulta regionale dell’Emilia-Romagna dell’emigrazione, e di Presidente dell’Associazione regionale della FILEF ( Federazione italiana dei lavoratori Emigrati e Famiglie).

Affronterà e sosterrà battaglie importanti relativamente ai temi della parità salariale, dell’accesso delle donne a tutte le carriere, della tutela del lavoro a domicilio e delle casalinghe. La sua ricca esperienza si avvarrà della militanza nell’UDI di Bologna di cui diverrà segretaria negli anni  dal 1955 al 1960. Fu tra le protagoniste di quella stagione che vide le donne della sinistra bolognese unirsi alle  donne laiche, cattoliche e radicali nel “Comitato per l’affermazione dei diritti delle donne”, in una stagione che sortirà come risultato l’ingresso a Bologna, e per la prima volta in Italia, di una donna – l’avvocatessa Pierangeli – nella GPA, la Giunta provinciale amministrativa, organo di controllo dei bilanci del Comuni.

Iscritta  dapprima alla FGCI e poi al Partito comunista italiano, interpretò in maniera aperta e dialettica il rapporto con le donne degli altri partiti e movimenti. Diventerà Consigliera comunale di Bologna dal 1960 al 1965 nella Giunta di Giuseppe Dozza e più tardi Sindaco di Zola Predosa dal 1965 al 1975. Di seguito ricoprirà l’incarico di Consigliera regionale dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna e, per alcuni mesi, sarà Assessora nella Giunta presieduta da Lanfranco Turci.

Ci piace ricordare di Marta l’incontro negli anni ‘50 con Gianni Rodari, durante il suo incarico di Segretaria provinciale dell’API (Associazione Pionieri d’Italia) e di come abbia sempre prestato una particolare attenzione alla condizione dell’infanzia e dei ragazzi concorrendo allo sviluppo dei servizi per l’infanzia a Bologna. Marta Mutotti si ascrive legittimamente tra le personalità che hanno fatto grande Bologna, anche se a noi piace ricordarla particolarmente per la sua dolcezza e disponibilità e per l’amore  che ha sempre mostrato verso i giovani e le ragazze.

A Marta il nostro grazie.

Le compagne e i compagni della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna