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Accordo contro gli esuberi al Comunale

Leggi i dettagli dell’accordo nel comunicato della Slc-Cgil di Bologna

Un risparmio sul personale pari a 900.000 euro, ”in cambio” di un taglio di almeno 750.000 euro sui costi di produzione del Teatro e sulle consulenze così come della presa d’atto, tra l’altro, di una raccomandazione precisa: anche il sovrintendente e il direttore generale si riducano lo stipendio. I licenziamenti “coatti” sono spariti dal tavolo, ma bisognerà verificare il rispetto dei patti ogni tre mesi e su questo anche Comune e Regione dovranno vigilare. D’ora in poi, in ogni caso, la leva dei costi del lavoro non potrà più essere usata in caso di nuove sforbiciate ministeriali, “anche perchè ormai qui a Teatro siamo all’osso”. Sono questi i punti fondamentali contenuti nell’ipotesi di accordo tra direzione e sindacati (Fistel-Cisl, Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Fials-Cisal) firmata ieri sera, 18 gennaio 2017, per la Fondazione Teatro comunale di Bologna, dopo un tavolo durato fino alle 22 per una trattativa che si trascinava da un anno con una trentina di esuberi. Il primo risultato è che la ”prima” e le recite successive del ”Ratto dal serraglio” di Mozart, in apertura di stagione domani sera, al momento sono salve: lo sciopero è stato revocato. Dunque, se dal bilancio 2016 la Fondazione ha accumulato un disavanzo stimato via via tra quota 1,5 e due milioni, la nuova sofferta ipotesi di accordo (dovrà essere votata venerdì in assemblea dai dipendenti) consente di risparmiare sulla carta 1,65 milioni di euro. A patto che da Comune e Regione continuino ad arrivare gli attesi contributi, ciò dovrebbe bastare per portare a casa il piano di risanamento fino al 2018 e, magari, un giorno ripartire con “la ricostruzione della pianta organica del Teatro dopo anni di sacrifici”, come incalzano già i rappresentanti dei lavoratori.

Per Antonio Rossa della Slc-Cgil “per la prima volta mettiamo nero su bianco impegni vincolanti per la direzione affinchè si razionalizzino attività che non riguardano direttamente il costo del lavoro, ma di produzione artistica, allestimenti, incarichi professionali e collaborazioni, premi individuali. Finora su questo la direzione si era rifiutata di trattare, anzi era stato uno dei principali ostacoli all’accordo. Ora, “ci aspettiamo anche una moderazione sugli stipendi apicali, un sacrificio del sovrintendente anche sul proprio stipendio”, precisa Rossa.