Sotto l’albero di Natale a Bologna

SOTTO L’ALBERO DI NATALE A BOLOGNA

La metafora dell’Albero di Natale (sono più i doni o sono più i dolori) torna utile a compiere una sintetica valutazione della situazione economico-produttiva bolognese.
I dati sul mercato del lavoro indicano, inesorabilmente, un aumento dei voucher e dei contratti a termine, non solo su scala nazionale ma anche nel territorio metropolitano, con buona pace della riforma del lavoro e del jobs act che si sta sempre più evidenziando come un grande flop.
Per dare un’idea: su oltre 106.000 avviamenti al lavoro nel primo semestre 2016, ben il 73% dei rapporti di lavoro è fatto di contratti a tempo determinato/atipici.
Anche se la disoccupazione tende al calo, su scala regionale, il 7,6% di disoccupati a Bologna rappresenta un esercito da non sottovalutare, a cui inevitabilmente si devono rivolgere le attenzioni principali, da parte delle rappresentanze economiche e istituzionali.
In questa direzione vanno improntate le future politiche attive di breve e medio periodo, per ridurre la disoccupazione strutturale e contenere nuova disoccupazione derivante dai processi di crisi di decine di piccole aziende che continuano sul territorio a non trovare soluzioni (a cui si aggiungono: Stampi Group, Gruppo Paritel, AE, etc.). Intanto la Cassa integrazione è in aumento: ci sono ben seimila lavoratori coinvolti sul territorio a vario titolo.
E’ da diversi anni che queste stesse difficoltà passano sotto gli Alberi di Natale. Hanno bisogno di risposte concrete che solo con l’impegno di tutti è possibile trovare, creando, per esempio, il Fondo metropolitano contro la crisi.
Bisogna, cioè, mettere insieme le risorse utili a fornire sostegno economico e strumenti idonei alla formazione per la riqualificazione verso nuove attività lavorative.
Il Fondo che come Sindacati confederali richiediamo da tempo potrebbe concretizzarsi in tempi rapidi,  se tra i livelli istituzionali, le Associazioni datoriali e la Curia si determinasse una comune volontà “al fare”, visto che sull’idea siamo tutti d’accordo.
Meglio un Fondo unico, che tanti “fondi” che rischiano di fornire dei piccoli cerotti e non aggredire la strutturalità del problema della disoccupazione di lunga durata, oltre 90.000 disoccupati a Bologna, di cui il 56% donne e ben 32.000 persone sono sopra i 45 anni di età.
L’accordo recente con il Comune di Bologna sul bilancio, importante anche per le intese con i comuni dell’Area metropolitana, aiuta a procedere nella direzione di trovare risposte nei confronti di coloro che hanno perso il lavoro, la casa e che vivono sulla soglia della povertà. Risposte non solo sotto il profilo della riduzione delle tasse, ma anche per dare assistenza adeguata alle persone fragili, alle famiglie.

Ma non c’è dubbio che serve una politica più attenta a questi temi, meno chiacchierona, più pratica che guarda al sodo.
Salutiamo positivamente l’iniziativa di ieri, voluta dal Sindaco, con Pisapia e i tanti esponenti politici che ne hanno preso parte.

Si può pensare di riavviare a sinistra una idea, un dibattito, un progetto, che mette al centro il Lavoro e i Diritti delle persone.
Questo tentativo per la CGIL è importante perchè si intreccia con la sfida di cambiamento che la CGIL stessa ha rivolto al paese, con la raccolta di firme sulla Carta dei Diritti Universali del Lavoro, la proposta di legge di iniziativa popolare che ci auguriamo diventi un percorso concreto all’interno delle Commissioni Parlamentari, visto che sono state raccolte oltre un  milione e trecentomila firme. Così come si intreccia con la stagione referendaria del prossimo anno, che offre la possibilità al popolo italiano di esprimersi su tre Referendum precisi: dall’abolizione dei Voucher, alla Responsabilità solidale del Committente negli appalti e al ripristino del rientro al proprio posto di lavoro, dal licenziamento illegittimo.
Anche su questi aspetti il Sindaco ieri è stato chiaro, si vota SI a tutti i tre referendum della CGIL.
Se si vuole mettere al centro il Lavoro e i Diritti, serve una politica chiara che corregge gli errori del passato, senza farne in dramma. Si avvia una scelta improntata allo sviluppo che determina un’alleanza fra le forze economiche, sociali progressiste, di trasformazione,  partendo dal tema del Lavoro.
Questa mi pare una novità importante sotto l’Albero di Natale 2016 a Bologna. Da tempo non sentivamo nelle iniziative politiche mettere al centro il tema del Lavoro.

Bologna, 20.12.2016

Maurizio Lunghi
Segretario generale CGIL di Bologna.