In 200 a Palazzo d‘Accursio per l’udienza congiunta su Cna

Parte fragoroso l’appluso dei 200 (circa) dipendenti di Cna Bologna in sciopero accalcati nella sala delle commissioni in Comune quando il consigliere del Pd, Raffaele Persiano, sferza l’associazione artigiana, stigmatizzata dai rappresentanti di tutte le forze politiche per aver disertato l’udienza conoscitiva per ragioni ritenute, da tutti, insufficienti. “Siamo grati a Cna per l’organizzazione di inziative come il Cioccoshow e Regali a palazzo, ma non si possono barattare eventi per la città con scarsa trasparenza o calpestando i valori sindacali”, è l’affondo dell’esponente dem, che per primo ha chiesto che la situazione dei lavoratori di Cna e la vertenza sindacale che si è aperta con l’annuncio di 37 licenziamenti (altri 14 nelle società collegate, più il mancato rinnovo di 26 contratti a termine) fosse oggetto di un approfondimento a Palazzo d’Accursio insieme ai rappresentanti della Città metropolitana.
Sindacati e lavoratori hanno risposto alla chiamata, mentre i vertici dell’associazione hanno declinato l’invito spiegando le loro ragioni in una lettera. “La fase procedurale che Cna Bologna e le organizzazioni sindacali stanno vivendo non consente, allo stato, il coinvolgimento di terzi, neppure in funzione conoscitiva”, si legge nella missiva. “Cna avrebbe dovuto essere qui. Noi non siamo parti terze, ma i rappresentanti delle istituzioni”, scandisce Persiano.

La sollecitazione all’apertura di un tavolo di salvaguardia contro la crisi viene raccolta da Giacomo Stagni (segreteria Cgil Bologna): “Il tavolo avrà bisogno del sostegno della città e delle istituzioni. Le soluzioni si trovano solo le parti ci mettono del loro per condurre una trattativa seria”. I sindacati ripercorrono le tappe di una crisi che ha portato all’esplosione dell’ultima vertenza. “La fuoriscita volontaria di 39 lavoratori lo scorso anno ha generato una liquidità strutturale di due milioni di euro, ma un milione e 300.000 euro sono già stati bruciati. Se ci fosse stata in questo periodo una tenuta del fatturato, il costo del lavoro sarebbe restato vicino alla soglia fisiologica del 62%. Invece, emerge in maniera imbarazzante un problema organizzativo e di mantenimento della propria base associativa”, critica Stefania Pisani della Filcams, puntando il dito contro i vertici di Cna e ricordando come molti dei lavoratori interessati dalla nuova mobilità “provengano dalle liste del collocamento obbligatorio”.
“Abbiamo scelto forme di protesta che non arrecassero danno alle imprese, andando al Cioccoshow. Non sono piaciute all’azienda, ma neanche a noi piacciono le procedura di mobilità. Ora chiediamo solidarietà ai nostri imprenditori, quelli veri, non quelli impegnati solo a inseguire le poltrone”, è l’appello di una delle lavoratrici di Cna.