Accordo alla Philip Morris, stabilizzati lavoratori precari

Philip Morris Bologna Filctem Cgil

Ieri 21 settembre 2016 è stato sottoscritto il Contratto integrativo aziendale Philip Moris di Bologna, dopo l’approvazione dei lavoratori in assemblea a maggioranza.

L’azienda applica il contratto nazionale Chimico Industria settore Fibre: il contratto si applicherà alle due realtà di Zola Predosa e Valsamoggia Crespellano, che occupano ad oggi insieme circa un migliaio di dipendenti.

L’accordo è seguito ad una lunga e complessa trattativa, in una fase di cambiamento radicale del prodotto e dei processi produttivi, attuato con gli enormi investimenti fatti e previsti. E questo accordo vuole confermare il contratto, anche attraverso una contrattazione degli orari di lavoro e del ciclo continuo, accompagnati da un buon welfare aziendale e dalla tutela delle problematiche familiari.

Nell’accordo sono previsti i seguenti punti:

– A fronte di un forte ingresso di lavoratori a termine nella fase di espansione appena iniziata, sono state accolte le richieste sindacali di consolidamento dei loro rapporti di lavoro trasformandoli a tempo indeterminato, durante i tre anni di vigenza contrattuale, oltre a 120 già entro dicembre, consolidando insieme i volumi produttivi in Valsamoggia.

L’ampliamento delle informazioni alle strutture sindacali e una formazione comune tra le parti sui temi dello sviluppo aziendale, alla base del premio di risultato, e un aumento delle agibilità e dei diritti sindacali, che prevede l’ingresso delle strutture di assistenza fiscale e di patronato sindacale in azienda.

Un ruolo della Rsu di contrattazione dei modelli organizzativi e gestionali della produzione, insieme ad un ruolo di verifica e valorizzazione dell’inquadramento professionale dei lavoratori ed ad un processo di formazione continua dei dipendenti concordato con la Rsu;

Un impegno a verificare l’attivazione di processi di riqualificazione di personale femminile disoccupato, che possa promuovere pari opportunità nelle assunzioni;

– La Rsu come soggetto titolare di diritti informativi sulle condizioni di lavoro e diritti contrattuali verso i lavoratori in appalto;

– L’introduzione di normative a tutela dei dipendenti sul demansionamento, contro i licenziamenti disciplinari non contrattuali e collettivi iniqui, di limitazione dei controlli a distanza sugli strumenti informatici, tutti nel senso della proposta di legge “Carta dei diritti universali del lavoro”;

Un premio annuo di risultato fino a 1800 euro, sulla base di interventi di miglioramento, concordati, che ne spiegano e ne giustificano il raggiungimento, che saranno monitorati tra le parti.

Bologna, 22.09.2016

Filctem-Cgil Bologna

Roberto Guarinoni