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La Buona Scuola vista dalle scrivanie dei Lavoratori MIUR

scuola Fp Flc

Il lavoro del personale degli uffici centrali e regionali del MIUR (ministero Istruzione, università e ricerca) rappresenta un elemento fondamentale del sistema scolastico: non può esserci nessuna “buona scuola” se questo lavoro è svilito, svalorizzato, lasciato in uno stato di abbandono e indifferenza da parte di Governo e Ministero.

Per questo motivo la FLC-CGIL di Bologna esprime solidarietà, ed è in pieno accordo, con la mobilitazione indetta dalla FP-CGIL,  per le lavoratrici e i lavoratori del MIUR delle sedi locali di Bologna, che chiedono investimenti occupazionali non più rimandabili, a cominciare dallo sblocco delle assunzioni, lo stanziamento di risorse per la formazione e l’incentivazione della produttività, il pieno rispetto dei diritti contrattuali, a partire da quelli sul lavoro straordinario, oggi largamente richiesto dall’amministrazione , ma retribuito solo per il 25% del tempo lavorato.

Possiamo ben dire che su questi lavoratori, ridotti ormai al 50% dell’organico previsto e con un’età media alta, ricade la corresponsabilità della riapertura delle scuole e di gran parte loro funzionamento. Ed è proprio con questo senso di responsabilità che lavorano ben oltre l’orario di lavoro previsto dal contratto (anche di sera ed in giorni festivi), svolgendo  tutta l’attività necessaria, oltremodo  complicata dalle nuove disposizioni della “Buona Scuola”.

Tagli e indifferenza non fanno una “buona scuola”, ma piuttosto “una scuola alla buona”, come dice efficacemente lo slogan dei lavoratori del MIUR, che vogliamo riprendere e fare nostro.

Il diritto ad un’istruzione di qualità e per tutti, oltre ad essere sancito costituzionalmente, è uno degli elementi strategici sui quali far ripartire un’idea di futuro per l’Italia e l’Europa.

Al centro di questo diritto c’è il lavoro: del personale della scuola, così come dei lavoratori degli uffici MIUR. È evidente perciò che le ragioni e le rivendicazioni degli uni e degli altri non possano che riconoscersi, confermarsi e sostenersi a vicenda, in una visione che rimette al centro il valore e il ruolo di tutto il lavoro pubblico, tanto più in un momento segnato da un insostenibile e non più accettabile ritardo nel riaprire i tavoli per il rinnovo dei contratti nazionali.

per FLC-CGIL-Bologna                                 per FP-CGIL-Bologna
Susi Bagni                                                     Nunzia Catena