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Lunghi (segretario Cgil Bologna): “La crisi non è ancora finita”

Lunghi primo maggio 2016

L’andamento dell’economia nazionale e locale ci dice che la crisi non è passata, o meglio che siamo all’interno di un lungo processo di trasformazione che sta producendo una metamorfosi del nostro tessuto industriale e dei servizi.

Tutti i recenti studi e analisi sull’andamento della disoccupazione evidenziano che il trend è a tinte grigio scure, e non rosee come sosteneva il Governo fino a qualche mese fa. La riduzione degli incentivi alle assunzioni tramite job act ha finito per aumentare le assunzioni con i contratti a termine e con i voucher, i rapporti a tempo indeterminato tornano sotto il 30% a fronte degli ultimi 275.000 avviamenti al lavoro registrati a giugno 2016.

Ad aprile scorso, come CGIL abbiamo sostenuto, con la presentazione dei dati sull’andamento occupazionale, il rischio di un intreccio pericoloso dovuto al combinato disposto dell’esaurimento della copertura degli ammortizzatori sociali con la scarsa  recettività del mercato del lavoro. Se escludiamo le situazioni del packaging e dell’automotive, dove si sono effettuate assunzione di personale (Lamborghini, Ducati) a cui si aggiunge Philips Morris e Yoox, il resto del tessuto produttivo non cresce e non riesce ad assorbire, in  termini sensibili, la mano d’opera espulsa negli ultimi anni.

Quindi, rischiamo a settembre prossimo un incremento della disoccupazione, dovuto alla perdita del lavoro di coloro che oggi sono in Cassa integrazione e operano in aziende che non vedono crescita o ripresa all’orizzonte. Parliamo di una cinquantina di imprese del comparto industriale, circa 5.000 lavoratori interessati. A questo proposito, non dimentichiamo che nel 2015 sono stati collocati in mobilità e quindi in disoccupazione circa 8.000 lavoratori.

I casi Stampi Group, BredaMenarini, Demm, Coop Costruzioni, a cui si aggiunge la Selcom,  sono la dimostrazione che le difficoltà non sono superate. Basta pensare alla vertenza della Fiera che alimenta, in negativo, il rischio di ulteriori perdite di posti di lavoro anche in settori, fino a ieri, non inclusi nelle realtà in difficoltà.

L’aumento dell’uso della Cassa integrazione Straordinaria ( più 25% rispetto al 2015), è un dato che ci dice come la crisi sia  in pieno svolgimento, dimostra che le aziende più strutturate sono in difficoltà e alle prese con processi di ristrutturazione e riorganizzazione.

Di fatto, la Cassa in deroga è stata sostituita dalla Cassa integrazione ordinaria: il che conferma che non ci sono riprese del mercato nelle piccole imprese, una situazione di stallo che non presenta al momento segnali di inversione della rotta.

Appare evidente che per invertire questa tendenza occorre che il Governo riveda le politiche sugli ammortizzatori sociali, riapra un turn over più dinamico tra lavoratori pensionabili e giovani in cerca di lavoro, tenendo presente che a Bologna ci sono più di 24.000 disoccupati che sono sopra i 45 anni di età e che richiedono una politica attiva, in termini di formazione e riqualificazione per rientrare nel mercato del lavoro.

Gli accordi raggiunti nei mesi scorsi sul Patto per il Lavoro con la Regione e il Patto sullo Sviluppo della Città Metropolitana, devono essere rapidamente applicati, soprattutto nelle parti che possono creare occasioni di investimento e di sviluppo di nuovi posti di lavoro.
Il completamento e/o l’avvio delle grandi opere – Servizio Ferroviario Metropolitano, People Mover, elettrificazione filoviaria, viabilità, Fico, Passante – rappresentano potenziali “volani” di crescita occupazionale. Ma, oltre a questo, serve uno scatto, da parte delle imprese private e delle Associazioni datoriali, nei livelli di investimento e nelle politiche di aggregazione per meglio competere sul mercato internazionale.

Non vorremmo che prevalesse una situazione di assuefazione, di rassegnazione che produce immobilismo e quindi non consente un’uscita dal lungo tunnel della crisi. A nostro giudizio, è quanto mai indispensabile, fare “sistema” a livello territoriale e regionale, e pungoleremo tutti i soggetti che possono determinare azioni e scostamenti dall’attuale stato di immobilismo.

Maurizio Lunghi

Segretario Generale CGIL di Bologna