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Aggressore del capotreno condannato, la Filt parte civile

treno

Il processo che vedeva imputato il “facchino abusivo”, che lo scorso 8 luglio aveva aggredito con un pugno un capotreno di Trenitalia Bologn, si è concluso oggi con una condanna pesante ed esemplare: 1 anno e 6 mesi di carcere.

Nel processo in cui come FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna ci siamo costituiti parte civile – e dove riscontriamo con rammarico la mancata costituzione di parte civile da parte dell’azienda Trenitalia – il Pubblico Ministero aveva richiesto 1 anno e 2 mesi.
La condanna prevede inoltre un risarcimento di € 500 nei confronti della FILT CGIL: la cifra sarà alla base di un fondo speciale di assistenza ai lavoratori della categoria vittime di aggressioni.

La condanna conferma la gravità del fatto, e di conseguenza la situazione critica in stazione a Bologna C.le.
Riteniamo che la responsabilità della sicurezza non possa essere imputabile unicamente alle aziende del Gruppo FSI. Per questo, come FILT CGIL, abbiamo richiesto il 14 luglio scorso un incontro urgente congiunto con Prefettura, Regione, Comune di Bologna, Polfer, Trenitalia, RFI e Protezione Aziendale Gruppo FS con le organizzazioni sindacali regionali per affrontare in modo serio e deciso l’emergenza nelle aree ferroviarie.

Rilanciamo il tema della sicurezza in particolare nella Stazione di Bologna C.le, principale e strategico nodo ferroviario del Paese: è doveroso e  necessario, soprattutto in questo preoccupante contesto internazionale e alla vigilia delle commemorazioni della Strage del 2 agosto 1980, mettere in campo tutte le azioni possibili per aumentare i livelli di sicurezza sia nelle stazioni ferroviarie che a bordo dei treni, a tutela di lavoratori, utenti e cittadini.

Bologna, 15 luglio 2016
FILT CGIL Emilia Romagna e Bologna