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Capotreno aggredito: servono risposte concrete e rapide

capotreno Filt-Cgil BolognaLa grave aggressione di venerdì 8 luglio alla stazione di Bologna centrale, subita da un capotreno di Trenitalia, è l’ennesimo episodio di violenza pura e premeditata di cui sono vittime i lavoratori del trasporto pubblico. Il lavoratore, durante la preparazione del treno, nel cercare di allontanare  quattro giovani portabagagli abusivi che importunavano una viaggiatrice ha ricevuto un pugno al viso.

L’inquietante e crescente fenomeno dei questuanti e portabagagli abusivi nelle stazioni ferroviarie produce condizioni di costante allarme e pericolo per i lavoratori, per i viaggiatori che utilizzano i treni e frequentano le stazioni, e per tutti i cittadini che vivono, lavorano, studiano intorno agli scali ferroviari.

Riteniamo che la sorveglianza delle stazioni e la prevenzione per la sicurezza in ambito ferroviario e di trasporto pubblico sia la priorità delle aziende che in questo sistema gestiscono il servizio: l’origine esterna del fenomeno richiede che queste attività siano coordinate maggiormente con le forze dell’ordine e i servizi sociali. Le dinamiche delle aggressioni dimostrano la necessità di un maggiore coordinamento, e di una tempestiva risoluzione del problema.

Alla luce di ciò riteniamo non più rinviabile la “questione sicurezza”. Esprimendo solidarietà al lavoratore coinvolto, e a tutti i lavoratori vittime di aggressioni, chiediamo una presa di responsabilità da parte dei soggetti istituzionali, sociali, aziendali coinvolti: un obbligo nei confronti di una situazione che degenera di giorno in giorno.

I lavoratori dei trasporti, i viaggiatori e la cittadinanza hanno bisogno di risposte concrete e rapide, rispettose delle libertà e dei diritti della persona, ed utili a contrastare questo fenomeno.

Bologna, 11 luglio 2016
FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna