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Appalto del Comune per la rilevazione Istat: regolarizzare i lavoratori!

Alla fine la questione rischia di finire davanti al Giudice del Lavoro, nonostante i ripetuti tentativi della FP CGIL per fare regolarizzare la condizione contrattuale dei lavoratori impegnati nell’attività di rilevazione dei prezzi al consumo ai fini ISTAT, per conto del Comune di Bologna.

Con una lettera inviata al Comune di Bologna e alla Focus Marketing srl, lo Studio Legale Associato di Via S.Felice ricostruisce puntualmente la vicenda derivante da una gara di appalto che ha visto vincitrice la Focus Marketing la quale, anziché applicare un contratto nazinale di lavoro come previsto dal disciplinare, riconosce ai lavoratori un compenso di Euro 0,20 per prezzo rilevato. Il compenso comporta un reddito medio mensile che non raggiunge i 150 euro lordi, per un’attività che gli impiegati sono tenuti a svolgere per 4 ore al giorno su cinque giorni lavorativi, e che ha di fatto tutte le caratteristiche del rapporto di lavoro subordinato.

Per questi motivi alcuni lavoratori hanno conferito mandato per procedere giudizialmente, con il patrocinio della FP CGIL, sia nei confronti della società datrice di lavoro, sia nei confronti del Comune di Bologna, per la sua responsabilità di committente e per non aver vigilato sul rispetto da parte dell’appaltatrice del capitolato d’appalto e del disciplinare di gara, in particolare relativamente all’art. A. 11 (sicurezza sul lavoro), all’Art. B 4 (Clausola Sociale)  del capitolato e l’art. 5 del disciplinare di gara che prevede peraltro l’integrale rispetto del CCNL di settore (art. 5 clausola G) nella determinazione del compenso dei lavoratori.

Particolarmente grave riteniamo inoltre la violazione degli obblighi derivanti dal protocollo d’intesa sugli appalti sottoscritto alcuni mesi fa dal Comune di Bologna  con le organizzazioni sindacali confederali, in particolare la clausola “lavoro regolare” con la quale il Comune si è obbligato a garantire il contrasto al lavoro nero e il perseguimento della regolarità in tema di contratti di lavoro, nel rispetto del CCNL del settore del mercato di riferimento, clausola evidentemente volta ad escludere forme contrattuali che non garantiscano al lavoratore il giusto riconoscimento dei suoi diritti e un trattamento economico rispettoso dei principi costituzionali.

Incuriosisce infine la circostanza che l’appalto al massimo ribasso sia stato assegnato per l’importo complessivo di Euro 50.000: in considerazione del fatto che il costo complessivo del personale, con i dati a disposizione, è di circa 700 Euro mensili per complessivi 14.000 Euro nei due anni di vigenza del servizio, il margine di guadagno netto per la Focus Marketing, se confermati i dati, sarebbe di 36.000 Euro, decisamente sproporzionato rispetto al valore complessivo del contratto.
FP CGIL
Anna Andreoli
Gladys Ghini