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Sfratti, gli ultimi dati e le nostre proposte

Sunia Cgil Bologna

Resi pubblici i dati sugli sfratti nel 2015. Lieve decremento delle convalide, prevalgono gli sfratti per morosità. Ma scompare l’aiuto affitto.

I dati sugli sfratti 2015 pubblicati dal Ministero dell’Interno fanno ancora una volta emergere, confermandone l’assoluta gravità, il fenomeno degli sfratti per morosità.  Ormai oltre la soglia del 90% delle sentenze è provocata, senza alcun dubbio, dal grave disagio sociale delle famiglie.
In Italia gli sfratti convalidati nel 2015 sono stati quasi 65.000, oltre 57.000 dei quali per morosità. Una percentuale, quella degli sfratti per morosità, più alta in Emilia-Romagna, dove, nel 2015, si sono registrati 6.145 provvedimenti sfratto, più del 96 % dei quali (5.916) per morosità. Percentuale analoga a quella dell’area metropolitana bolognese, dove su 1.301 sfratti, quasi il 95% (1.233) hanno avuto come causa la morosità dell’inquilino.
Da guardare con interesse il dato della decrescita delle sentenze, che si registra per il secondo anno consecutivo, dopo la punta del 2013. Questo dato, che non può essere letto in maniera consolatoria, perché i numeri restano drammaticamente alti, a nostro avviso è attribuibile almeno in parte all’efficacia che soprattutto nel nostro territorio hanno svolto le misure attivate a sostegno degli inquilini in maggiore difficoltà (fondo affitto 2014 e 2015 con circa 2 milioni di euro a Bologna per ognuno dei due anni) e le misure antisfratto per le situazioni di morosità incolpevole (nel Comune di Bologna in un anno si sono evitati 110 sfratti con l’impiego di 530.000 euro, oltre il 70% della disponibilità).
Guardando avanti, però, non c’è da essere ottimisti.
Per quanto riguarda la morosità incolpevole, mentre le risorse 2015 sono in via di esaurimento, quelle per il 2016 ( circa 6 milioni di euro in regione, di cui 800.000 euro a Bologna)  non si sa ancora quando arriveranno in cassa. Il nuovo decreto di finanziamento infatti è ancora fermo alla ragioneria dello stato, e se la burocrazia sarà lunga come nel 2014, le risorse nuove – tra una cosa e l’altra – potrebbero essere disponibili solo nella primavera del 2017, con un periodo di alcuni mesi in cui si prospetta un blocco dei finanziamenti.
Ancora peggiori sono le notizie sul fronte contributo affitto.
Dopo il finanziamento per il 2014 e 2015 (100 milioni per ognuno dei due anni), la legge di stabilità per il 2016 non ha destinato alcuna risorsa al fondo affitti, mentre la Regione Emilia-Romagna, che nei due anni aveva cofinanziato il fondo con 2,2 milioni all’anno, non mette più a disposizione la stessa somma, che pure aveva previsto in bilancio. Una cosa che giudichiamo incomprensibile, perché il fondo affitto è sempre stata la più efficace misura a disposizione delle amministrazioni locali per dare una mano agli inquilini in difficoltà economiche a reggere sul mercato dell’affitto, indispensabile anche per ridurre la pressione sull’edilizia pubblica, che resta largamente insufficiente rispetto alla domanda.
Il fondo affitti quindi non dovrebbe essere cancellato, dovrebbe invece diventare una misura strutturale.
Noi temiamo che il venire meno di questa forma di sostegno finirà con il mettere in difficoltà tante famiglie, aumentando il rischio di morosità.
Per questo consideriamo inaccettabile il comportamento del Governo che rinuncia ad occuparsi delle famiglie affittuarie in maggiore difficoltà, e chiediamo a Regione e Comuni di mantenere anche per il futuro almeno la quota messa a disposizione in questi ultimi anni per sostenere gli inquilini.

La tabella sui provvedimenti di sfratto a Bologna nel 2015

La tabella sui provvedimenti di sfratto in Emilia-Romagna nel 2015

La tabella sui provvedimenti di sfratto in Italia nel 2015